Anticipi 4^ giornata Serie A: il VAR, con questo utilizzo, non serve a niente

Gli anticipi della quarta giornata di serie A ci hanno regalato una certezza: il VAR, utilizzato in questo modo, non ha alcun senso di esistere.
E’ un argomento su cui torneremo a breve, soprattutto per spiegare che questo ambito ristrettissimo NON è una scelta degli arbitri italiani ma una cervellotica decisione dell’IFAB.

Detto ciò, lo scrissi in tempi non sospetti, fin dalla prima giornata di campionato:

A questo link trovate il resoconto completo della prima giornata, già colma di episodi discussi. Ma solo il disinteresse generale per le “questioni arbitrali” aveva potuto far passare sotto silenzio la linea imposta dall’IFAB, come scrissi in questo blog già il 19 luglio, ben prima dell’inizio del campionato.
L’argomento dovrà essere approfondito nei prossimi giorni ma c’è un elemento che deve essere fin d’ora sottolineato.
Cambiare la dizione del protocollo da “chiaro errore” a “chiaro ed evidente errore” poteva apparire come un esercizio di stile. In realtà l’aggiunta di un aggettivo sostanzialmente equivalente a quello già presente nel protocollo ha, di fatto, posto un paletto ulteriore, limitando esageratamente la possibilità di “overrule” del VAR ad episodi che, fino a due anni fa, erano indicati come “sviste”.

Napoli – Fiorentina 1-0, arbitro Fabbri

Al di là di un episodio a fine primo tempo, prova decisamente positiva del futuro internazionale ravennate (otterrà la promozione dal 1 gennaio 2019) sebbene continui a non convincermi pienamente l’approccio alle gare. D’altro canto è innegabile che, grazie anche al lavoro di Rizzoli, il giovane arbitro romagnolo sta smussando molto gli angoli caratteriali che, spesso, lo portavano ad eccedere nei toni e nelle espressioni nei confronti dei calciatori. Non è un fenomeno (e non se ne vedono all’orizzonte, ad eccezione di un paio di prospetti di gran valore) ma sta cominciando a dimostrare sul campo che la fiducia del designatore non era favorita solo dal mancato ricambio generazionale ad alto livello.

Al minuto 8 Mertens tenta di recuperare un pallone in area di rigore della Fiorentina, cadendo a terra dopo un contrasto col difensore Milenkovic:

Ottima la posizione di Fabbri in virtù della quale l’arbitro ha potuto decide correttamente su un episodio che avrebbe potuto trarre in inganno per la dinamica. Visto in presa diretta, qualche dubbio (parecchi dubbi, per la verità) mi era sorto. In realtà la seconda immagine chiarisce che Milenkovic non commetta alcuna irregolarità: come possiamo apprezzare, infatti, si vede tutto il piede destro di Mertens. Se avesse subito un intervento irregolare (nel caso specifico: un pestone come lasciato intendere), avremmo visto solo una parte dello scarpino del belga.
Proteste invero molto timide dell’attaccante del Napoli, ben conscio del fatto che il contrasto fosse ben all’interno dei limiti regolamentari.

Al minuto 43 l’unico episodio che possiamo ben inquadrare come un errore, in collaborazione col VAR Giacomelli.
Su un’azione nei pressi dell’area di rigore della Fiorentina, Mario Rui anticipa Benassi che commette un chiaro fallo sul difensore del Napoli:

Da un lato è da apprezzare, ancora una volta, la perfetta posizione di Fabbri, non troppo vicino ai due calciatori (ricordiamo che, in alcuni casi, essere troppo vicini può diventare un problema per la valutazione di un contatto) ed in perfetto controllo del gioco.
La scelta di ammonire Benassi, però, è completamente sbagliata: velocità piuttosto elevata, pallone non più giocabile, gamba destra alzata di almeno mezzo metro e che colpisce l’avversario all’altezza del ginocchio sinistro.
Fallo grave di gioco piuttosto evidente, il rosso unica scelta che mi avrebbe trovato d’accordo. Giudicare questo fallo come semplicemente imprudente non è avallabile.
Perchè, dunque, il VAR Giacomelli non ha aiutato il collega?
In questo caso entra “in gioco” il protocollo VAR, chiaramente limitato dalla nuova dizione di “chiaro ed evidente errore”. Fabbri ha visto, ha valutato soggettivamente, il VAR non può intervenire, perlomeno secondo l’interpretazione corrente.
Interpretazione del VAR che, lo scrivo nel modo più diretto possibile, non mi piace per niente.
Il motivo è semplice. Il legislatore (l’IFAB, non gli arbitri italiani) ha voluto limitare il più possibile l’utilizzo del VAR cercando di garantire all’arbitro centrale la propria discrezionalità, evitando che un altro arbitro, dotato di altra percezione e differente metro di giudizio, potesse creare un conflitto di competenze in campo.
Il problema è che tale impostazione non tiene conto di un concetto fondamentale: un arbitro può essere nel pieno della forma, essere in posizione perfetta, avere il controllo assoluto dell’azione ma sbagliare per un’errata percezione di un episodio che inizia e si esaurisce nel volgere di pochi decimi di secondo.
La conseguenza è questa: un fallo grave di gioco che viene erroneamente depenalizzato in fallo imprudente, senza possibilità per il VAR di correggere un errore valutativo del collega. Problema che già si era palesato nel pomeriggio, in particolare su due episodi accaduti nel primo tempo di Inter-Parma. Ci torneremo tra poco.

Frosinone – Sampdoria 0-5, arbitro Irrati

Evidenti passi in avanti dell’arbitro pistoiese, apparso decisamente più tonico rispetto all’esordio in campionato in occasione di Juventus-Lazio: le tre settimane di sosta gli son serviti per ritrovare lo smalto dei bei tempi, ovviando con una migliore preparazione atletica ai difetti emersi a Torino 20 giorni orsono. Prova eccellente per un arbitro che, dopo un Mondiale spettacolare da VAR, è atteso al lancio definitivo in campo, anche in prospettiva internazionale.

Un solo episodio di rilievo.
Al minuto 83 Hallfredsson e Kownacki entrano in contatto un paio di metri all’interno dell’area di rigore:

Oggettivamente poco da aggiungere alle immagini: rigore evidente, così come evidente che il difendente non debba essere punito a livello disciplinare.
Bene la posizione di Irrati: perfettamente in linea con l’azione, fischio immediato e zero proteste.

Inter – Parma 0-1, arbitro Manganiello

Tendo sempre a difendere gli arbitri, soprattutto per un concetto di appartenenza (difficile da comprendere per chi non abbia mai indossato la divisa ed impossibile da spiegare). Ma ci sono alcune giornate in cui sarebbe comico prendere le parti di ragazzi che sento come miei colleghi e tali riterrò sebbene associati poco intelligenti continuino, a distanza di quasi dieci anni, a pensarmi come un nemico giurato. Problemi loro, sia chiaro: le persone stupide mi interessano pochino. Anzi: meno.
Manganiello ha diretto la gara di San Siro in modo pessimo: tante scelte incomprensibili, enorme confusione a livello tecnico e disciplinare, troppi errori anche comportamentali, sempre all’inseguimento della partita. Una prestazione da dimenticare in fretta, il classico incidente di percorso che può capitare a chiunque e dal quale si può ripartire con ancor maggiori motivazioni se il giovane piemontese saprà “far tesoro” delle scelte sbagliate assunte in campo.
Se dovessi soffermarmi su tutti gli episodi, impiegherei un paio di giorni, pertanto mi soffermerò solo sugli episodi principali.

Il primo evento importante ad inizio gara e, purtroppo, è qualcosa di già visto.
Sgomberiamo subito il campo da una pericolosa leggenda metropolitana: per giudicare un intervento irregolare come “fallo grave di gioco” non è necessaria la volontà di un calciatore di arrecare danni fisici all’avversario. Questo concetto possiamo ritrovarlo (con le dovute precisazioni, sebbene non sia questa la sede) nella fattispecie della condotta violenta. La condotta violenta ha le medesime conseguenze immediate del fallo grave di gioco (cartellino rosso) ma conseguenze differenti sul piano disciplinare, in particolare per quanto concerne la squalifica del Giudice Sportivo.

Al secondo minuto scontro a centrocampo tra Gagliardini e Di Gaudio:

Il contrasto di Gagliardini su Di Gaudio è senza dubbio da ascrivere alla categoria dei falli gravi di gioco: velocità elevata, pallone non più giocabile, gamba destra del centrocampista altissima, contatto molto pericoloso per l’incolumità dell’avversario.
Il cartellino rosso è l’unica ipotesi plausibile: Manganiello, incredibilmente, non fischia nemmeno il fallo, lasciando proseguire il gioco che verrà interrotto dai giocatori dell’Inter che metteranno successivamente il pallone oltre la linea laterale.
In questa occasione sbaglia in primo luogo il quarto ufficiale: impossibile che non abbia visto nulla a sei metri di distanza, soprattutto perché sta osservando proprio quel contatto.
Ed anche il VAR doveva intervenire, correggendo il chiaro ed evidentissimo errore di Manganiello. Non si tratta di una valutazione soggettiva ma di una palese svista, dato che nemmeno il fallo è stato assegnato al Parma. Diverso sarebbe stato il discorso in caso di calcio di punizione diretto ed ammonizione: in tal caso saremmo ricaduti nell’attuale lettura del protocollo che impedisce “overrule” in circostanze nelle quali l’episodio sia stato osservato, valutato e giudicato dall’arbitro centrale. In questo caso nulla di tutto ciò: in mancanza di sanzione tecnica di fronte ad un evidente fallo, il VAR aveva a disposizione tutti i presupposti per chiamare il collega alla “on field review“.

Al quarto minuto un episodio che segnalo a titolo di curiosità ma che avrebbe potuto avere conseguenze ben diverse nel caso in cui non ci si fosse trovati nella condizione di “pallone NON in gioco”.
La difesa del Parma sbaglia un disimpegno, regalando un calcio d’angolo all’Inter. Perisic sistema velocemente il pallone e Sepe lancia in campo un pallone per impedire la ripresa del gioco:

L’episodio può sembrare marginale ma, per i cultori del regolamento, è tutt’altro che banale:

Partiamo dall’errore commesso da Manganiello: si tratta di un comportamento chiaramente antisportivo, come tale da punire con un cartellino giallo. L’arbitro, al contrario, si limita ad un richiamo del portiere: errore grave, in queste circostanze non esiste discrezionalità, sono fattispecie che prevedono una sanzione automatica (un po’ come l’ammonizione per aver esultato togliendosi la maglietta).
Più curioso sapere che, nel caso in cui Perisic avesse calciato il pallone prima del gesto antisportivo di Sepe, l’arbitro avrebbe dovuto ammonire il portiere ed assegnare un calcio di rigore all’Inter:

Ipotesi che non si è concretizzata per puro caso, fermo restando che manca una (facile) ammonizione del portiere parmense. Parrà strano ad alcuni ma questo è forse l’errore più grave commesso da Manganiello perché appartiene alla categoria “episodi facili”.

Al minuto 24 contrasto ruvido a centrocampo tra Stulac e Gagliardini. Manganiello questa volta si accorge del fallo commesso ed ammonisce il giocatore del Parma:

Il posizionamento è perfetto, così come quello del quarto ufficiale. Difficile comprendere, al contrario, il motivo per cui l’arbitro abbia optato per il cartellino giallo:

A differenza del precedente episodio (Gagliardini su Di Gaudio) la gamba di Stulac non è sollevata da terra ma ciò conta molto relativamente, dato che sono presenti tutti i parametri necessari per qualificare il tackle nella categoria del fallo grave di gioco: pallone già ampiamente lontano, velocità, piede a martello, ginocchio teso.
Meno difficile comprendere il motivo per cui il VAR non sia intervenuto: torniamo, ancora una volta, alla lettura molto restrittiva del protocollo, così come imposta dall’IFAB. Il concetto che dobbiamo tener presente è sempre lo stesso: l’arbitro ha visto, ha valutato, ha deciso. Con l’interpretazione corrente il VAR è impossibilitato a chiamare l’arbitro ad “on field review” per non entrare minimamente nella sfera soggettiva del direttore di gara.
Lo ripeto per l’ennesima volta: di fronte ad interventi del genere il VAR deve intervenire e non esiste spiegazione logica che possa inibire la correzione di scelte oggettivamente erronee.
Personalmente credo che questa visione verrà modificata nel volgere di poco tempo: il rischio concreto, come scritto in passato, è che una lettura così stringente genererà polemiche infinite per ogni giornata di campionato.

Al minuto 56, su un cross al centro dell’area di Perisic, Dimarco intercetta e devia il pallone, destinato a uscire dal terreno di gioco:

La prima immagine NON corrisponde al momento del tocco di Dimarco ma serve ad evidenziare un particolare fondamentale per giudicare la punibilità o meno: il braccio del difensore parmense è in posizione molto distaccata dalla figura. Tale aspetto rende chiaro il corollario: il tocco di braccio di Dimarco andava punito con un calcio di rigore a favore dell’Inter.
Errore grave di Manganiello?
Forse qualcuno rimarrà stupito ma Manganiello ha solo una colpa in questo caso: essere stato troppo passivo tatticamente. Come vediamo dalla prima immagine, al momento del tocco di braccio l’arbitro è quasi fermo e completamente impallato da due giocatori del Parma.
Notato questo particolare, l’episodio gli sarebbe sfuggito anche senza la presenza dei due difendenti davanti alla sua visuale poiché, al momento del tocco, il braccio di Dimarco è del tutto coperto dal corpo dello stesso giocatore, di fatto rendendo invisibile l’irregolarità. Anche l’assistente può essere assolto: troppo lontano (circa 25 metri) per poter avere certezze non solo sul tocco in sé ma, soprattutto, sulla punibilità.
Il non intervento del VAR Rocchi è un errore. Si tratta di calcio di rigore, indiscutibile.
Sono pronto a scommettere che qualcuno tenterà la ricostruzione da scienziato: “il pallone ha prima toccato la coscia e poi il braccio“. Se anche fosse vero, il tocco di gomito di Dimarco sarebbe stato ugualmente punibile perché, come già ripetuto in varie circostanze, il precedente tocco con altra parte del corpo è solo UNO degli elementi da considerare ma la sussistenza dello stesso non è dirimente per la punibilità del tocco di mano. Nel caso specifico la posizione del braccio (del tutto inconferente col gesto atletico) avrebbe portato alla punibilità nonostante un eventuale contatto precedente sulla coscia (che, in ogni caso, non esiste).
Sanzione disciplinare?
Sfatiamo un’altra leggenda metropolitana: non esiste automatismo “fallo di mano=ammonizione”. Come ormai molti avranno capito, il fallo di mano deve essere punito disciplinarmente solo ed esclusivamente nel caso in cui interrompa un’azione potenzialmente pericolosa (SPA) od impedisca il concretizzarsi di una chiara occasione da rete (DOGSO).
Nel caso specifico il pallone era destinato ad uscire a fondo campo, impossibile da raggiungere per un qualsiasi giocatore dell’Inter.
Per tal motivo la scelta corretta avrebbe dovuto essere calcio di rigore e NESSUNA sanzione disciplinare.

Al minuto 80 il Parma trova la rete della vittoria con una splendida segnatura di Dimarco, con un tiro da oltre 30 metri.
Sul momento nessuno si è accorto di un qualsivoglia elemento di dubbio sulla regolarità della segnatura e solo dopo la gara è emerso un particolare di non banale interpretazione:

Nel momento in cui il pallone viene calciato da Dimarco, ben due calciatori del Parma si trovano in posizione di fuorigioco (evidenziati col rettangolo rosso): posizione punibile o no?

Per fare un po’ di ordine tra tante teorie strampalate lette ed ascoltate nelle ore successive alla gara, dobbiamo partire dall’unica fonte incontrovertibile, che non è né il bar né la trasmissione di riferimento (spesso intrisa di chiacchiere senza fondamento) ma il regolamento e, in particolare, quanto riportato a pagina 85 (Regola 11):

Citare questo passo del Regolamento è utile per spazzar via due concetti totalmente inventati: sulla valutazione della punibilità della posizione di fuorigioco NON incide né la distanza del tiro né la direzione del pallone.
L’unico concetto da tener presente è l’eventuale ostruzione della linea di visione del portiere. Tutto il resto è (permettetemi l’espressione) “cinema”.

Il regolamento, inoltre, contiene anche un’appendice molto interessante (se la si conoscesse…) intitolata “Altre indicazioni“. In particolare, a pagina 143, troviamo questo schemino:

E’ chiaro: non si tratta dell’esatta fattispecie di cui stiamo trattando ma il Regolamento, come i codici, non contiene esattamente ogni ipotesi possibile, altrimenti il manuale dovrebbe essere composto da diecimila pagine. E non sarebbe comunque completo, dato che il calcio offre migliaia di ipotetiche fattispecie.
Questa figura indica come posizione di fuorigioco geografico punibile l’ipotesi che un pallone calciato da 25 metri finisca in rete dalla parte opposta del portiere con la linea di visione oscurata da un calciatore di fronte a lui.
Poco importa (rectius: non importa per nulla) che il portiere fosse in grado o meno di parare il tiro.
Nella circostanza, come possiamo ben notare dal fermo immagine, entrambi i calciatori si trovano sulla linea di visione di Handanovic che, non a caso, parte nettamente in ritardo sul tiro e non abbozza nemmeno la parata.
Tiro imparabile? Può essere. Anzi, personalmente ne sono quasi certo ma ciò non toglie che, regolamento alla mano, la rete avrebbe dovuto essere annullata.

Ultima postilla.
Come ormai sapete le reti annullate per fuorigioco non prevedono “on field review“. In questo caso, al contrario, la “on field review” sarebbe stata necessaria perché non si trattava di semplice rilevazione della posizione irregolare ma di una valutazione soggettiva che, come tale, è deferita solo ed unicamente all’arbitro centrale. In questo caso, pertanto, avrebbe dovuto essere Manganiello a visionare le immagine e decidere se la posizione dei due calciatori parmensi fosse da ritenere punibile.

80 commenti
  1. enrigo
    enrigo dice:

    Ho rivisto il fallo di Gagliardini, mi sembra che stia guardando in alto essendo un pallone a campanile per controllarlo e per questo allarghi la gamba, per accogliere diciamo così il pallone. Concordo che l’intervento rischiava di far male all’avversario. Mi sembra del tutto involontario, ma sappiamo che non è questo il discrimine normalmente. Ma… se uno corre su una caviglia dell’avversario anche può fare tanto male, eppure non mi pare che si possa espellere un giocatore quando mentre corre (è un esempio di gesto naturale su un campo di calcio) un avversario stende improvvisamente la caviglia sotto il suo piede e lui la schiaccia. La situazione però mi pare analoga. Si tratta di un intervento non violento, teso a controllare il pallone, che diventa pericoloso solo perché si “materializza” (nel senso che non lo aveva proprio visto) un avversario vicino a lui. Cosa doveva fare Gagliardini per evitare il gesto pericoloso? Rinunciare ad un controllo di palla che normalmente è del tutto innocuo? Non mi pare una situazione analoga all’intervento di Pjanic, per esempio, o di Benassi su Rui, dove i giocatori compiono un intervento consapevoli del rischio per l’avversario. Mi pare che l’involontarietà di Gagliardini sia al quadrato, non solo non voleva far male ma neanche minimamente avere un contatto con l’avversario…
    Grazie se mi vorrà chiarire questo aspetto del regolamento (intervento pericoloso dovuto a un gesto normalmente innocuo).

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Non è esattamente così: l’intervento deve essere valutato nella sua pericolosità per l’integrità altrui. Che Gagliardini stesse guardando il pallone e che non volesse far male è certo (e ci mancherebbe altro!) ma con una postura del genere si accolla il rischio di essere espulso per fallo grave di gioco. Se dovessimo pensare di depenalizzare tutti i falli per involontarietà, stai tranquillo che nel giro di due settimane avremmo un numero tendente ad infinito di calciatori ricoverati in ortopedia…

      Rispondi
  2. Enrigo
    Enrigo dice:

    Una domanda: il braccio di Di Marco è davvero non consono? Se uno cerca di colpire di coscia o di ginocchio un pallone, arrivando di corsa è del tutto automatico bilanciarsi col braccio (come anche curvarsi in avanti col busto). Basta tuttavia un movimento naturale per assolvere? La verità è che per evitare il fallo di mano spesso i giocatori sono costretti a movimenti innaturali (come correre con le braccia dietro la schiena, cosa che nessuno farebbe mai nella vita), e quindi ormai si pretende essenzialmente quasi sempre che le mani in area non interferiscano mai.
    Anche in questo caso (mi ricollego alla sua analisi di sampdoria napoli) il pallone arriva su di Marco in pochissimi decimi di secondo, peraltro.

    A mio parere questo è rigore perché il giocatore non ha le braccia vicine al corpo, così come Tonelli contro il napoli non è rigore per la ragione opposta.
    Ma parlare di movimento naturale o consono mi sembra, non sto accusando Lei, sia chiaro, ormai ipocrisia.

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Un calciatore che tenti di intervenire su un pallone col il braccio così staccato dalla figura, si assume il rischio di un contatto punibile.
      Francamente sono sorpreso che si discuta sulla punibilità di questo tocco di gomito: il problema è l’opinione di taluni “esperti” che avallano tesi abbastanza bizzarre…

      Rispondi
      • enrigo
        enrigo dice:

        Esatto, come scrivevo io il problema è la posizione delle braccia rispetto al corpo. Ma che le braccia siano in quella posizione per un movimento naturale, dal momento che si sta slanciando col ginocchio, per me è anche indubbio. Da questi due elementi concludevo che in realtà il vero discrimine tra punibilità e no è soprattutto la posizione del braccio rispetto al corpo.
        Un’altra domanda, se posso: due settimane fa aveva detto che il fatto che il tiro di Ounas intercettato dal braccio di Tonelli fosse diretto in porta era un dato senza importanza, in risposta ad un tweet che chiedeva il rigore e IL GIALLO. Intendeva quindi che fosse senza importanza nella concessione del rigore, perché invece ha ovviamente rilevanza per la sanzione, vero?

        Rispondi
  3. franco
    franco dice:

    Inesistente il rigore chiesto dall’Inter,anche lei commette l’errore di considerare braccio largo sempre rigore quando dalla dinamica dell’azione si evince chiaramente che si tratta di pallone inaspettato.Il difendente corre chiaramente verso la porta per cercare di coprirla(ovvio che non possa farloc on le mani dietro la schiena….), a quel punto l’interista tira fuori una ciofeca di missile tiro-cross che va inevitabilmente ad impattare sul braccio del difensore.Come si possa parlare di volontarietà rimane per me un mistero.

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Pallone inaspettato su un cross da 8/9 metri e con velocità ridotta?
      Dai, su, non ascoltate bizzarre interpretazioni di presunti esperti in materia: tutti, ma dico tutti gli arbitri (quelli veri, non quelli che hanno dimenticato la divisa) hanno ammesso l’errore, come è evidente che sia.

      Rispondi
  4. Nicola Ferla
    Nicola Ferla dice:

    Allora, in pratica con quel evidente si è deciso che se l’arbitro sbaglia va tutto bene mentre s’interviene se non vede… applichiamo questa regola agli assistenti e possiamo chiudere il VAR e tornare alla prova TV. A parte questo preambolo mi chiedevo se quelli che decidono non hanno consultato dei neurologi e psichiatri per sapere come funziona il cervello, avrebbero scoperto che il nostro cervello ha la brutta abbitudine di colmare i vuoti con ciò che reputa plausibile putroppo, in molti casti distorcendo la realtà, per questo motivo ci sono errori eclatanti. L’arbitro per stanchezza o per altri mille motivi è convinto di quello che ha visto, anche se non corrisponde a vero! In questo senso, ne sanno qualcosa gli investigatori della polizia quando hanno tanti testimoni oculari, si ritrovano con un’infinità di versioni differenti eppure, le persone non hanno nessuna intenzione di mentire dicono quello che hanno visto o, CREDONO DI AVER VISTO. Una semplice riflessione… la concludo facendoti i complimenti per questo sito… Bravo Luca continua così.

    P.S. ma perché non incaricano degli ex-arbitri come te per scrivere il regolamente del VAR?

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      In linea di massima sono d’accordo con te ed è interessante quel che scrivi sul cervello umano: concordo anche se non sono un esperto del settore.

      Perché non incaricano esperti? Perché l’IFAB è un’istituzione medievale…

      Rispondi
    • Alberto
      Alberto dice:

      Scusa, ma c’è un errore proprio in premessa. Il punto è proprio che se l’arbitro sbaglia, va bene lo stesso. È l’arbitro, è imparziale ma non infallibile. Funziona così, perché non accettarlo? Anche perché non c’è un modo effettivamente praticabile, efficace ed efficiente per fare altrimenti; faccio notare ad esempio che i due episodi più controversi del fine settimana (Gagliardini e il presunto rigore pro Inter) sono stati, in ultima analisi, degli errori dell’addetto VAR, oltre che dell’arbitro.
      P.S.: chiedo scusa a Marelli se rispondo ad un commento altrui.
      P.S.2: I complimenti di prammatica al titolare del blog.

      Rispondi
  5. Andrea
    Andrea dice:

    In queste prime giornate di campionato ci sono stati tanti interventi gravi e pericolosi da espulsione diretta…non ne ho visti così tanti nella stagione passata! La cosa peggiore è che la percentuale di espulsioni dirette per questi brutti falli è stata finora bassissima (sia per errori dell’arbitro come nel caso di Stulac che del VAR come nel caso di Gagliardini). Bisogna agire immediatamente prima che falli così diventino la norma e, soprattutto, prima che qualcuno finisca in ospedale!

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Concordo ed è un segnale molto pericoloso. La sensazione è che la tecnica dei calciatori sia molto diminuita e che si ovvi alla mancanza di tecnica con la forza.
      Vedremo nelle prossime giornate ma è necessaria maggior attenzione.

      Rispondi
  6. Christian
    Christian dice:

    Leggo per la prima volta il suo blog e faccio i complimenti: finalmente un ex arbitro che critica quando è giusto i suoi ex colleghi vincendo quello spirito di cameratismo sempre aleggiato. E finalmemente qualcuno che spiega conoscendo il regolamento, visto che commentatori lautamente pagati non lo conoscono.
    Detto questo mi chiedo: il VAR usato in questo modo a che serve? Solo all’arbitro che ha un dubbio? Ma quanti ammetteranno di averlo in campo? A volte ho l’impressione che la classe arbitrale l’abbia visto come un “concorrente” e non un modo per garantire più “giustizia”, visto che si prende una decisione in decimi di secondo.

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Ti ringrazio per i complimenti, sempre graditi.
      Detto ciò, il problema che poni non è banale: un arbitro, per definizione, decide su certezze, non su supposizioni pertanto è difficile che egli stesso possa chiedere il supporto del VAR perché significherebbe essere un arbitro indeciso. L’indecisione è il peggior nemico di un arbitro. E’ questo il motivo per cui apprezzo pochissimo il concetto di soggettività: deve esserci ma bisogna capire che un arbitro, anche nelle condizioni migliori di posizione, visibilità, prospettiva, può sbagliare.
      Credo si arriverà anche a capire questo concetto. Ma ci vorrà tempo e pazienza.

      Rispondi
  7. Luigi
    Luigi dice:

    Per prima cosa mi complimento per i commenti da cui c’è sempre da imparare regolamento ed equilibrio di giudizio. Chapeau!

    Per quanto riguarda Mertens, dissento dall’interpretazione. E’ vero che non c’è alcun pestone ma è anche vero che il giocatore della Fiorentina si appoggia con il suo piede su quello di Mertens disinteressandosi del pallone e creando una pressione che sbilancia (o diciamo potrebbe sbilanciare) il giocatore del Napoli. Si tratta di un’azione in movimento con pressione sul piede d’appoggio e pallone lontano. Rigore?

    Ringrazio e saluto!

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Ringrazio per i complimenti.
      Su Mertens non c’è veramente niente, se cominciamo anche solo a pensare di accordare rigori del genere dovremmo pensare a gare con 40 rigori. Manca proprio il “minimo sindacale” per cominciare anche solo a discutere su un’ipotetica irregolarità.

      Rispondi
      • Luigi
        Luigi dice:

        Ringrazio per la risposta. Non capisco perché in altri casi sono stati assegnati rigori anche quando un difensore ha poggiato la mano sulla spalla dell’avversario. Mi pare l’anno scorso sia accaduto a Callejon, a favore del Napoli.

        Lei aveva parlato, in quel caso, di valutazione dell’intensità.

        Rispondi
        • LUCA MARELLI
          LUCA MARELLI dice:

          No, in quel caso scrissi che il rigore fosse inesistente ma il VAR, di fronte ad un contatto avvenuto, non poteva intervenire nella valutazione soggettiva dell’arbitro. Anche quest’anno, per un episodio come quello, il VAR non potrebbe intervenire.

          Rispondi
  8. Roberto
    Roberto dice:

    Ciao Luca,ti ho scritto altre volte come ricorderai e ora ti ho appena ascoltato su var anatomy..Grazie per i tuoi commenti..io sono interista e mi sento penalizzato da arbitraggio di manganiello e del var rocchi in inter parma…Ma tengo a precisare,perché tu possa farti un’idea di chi scrive,che mi ha dato fastidio il mancato ricorso al var sul fallo di espulsione di gagliardini a inizio partita…Poi è venuto tutto il resto a danno dell’Inter..buon lavoro

    Rispondi
  9. Vincenzo
    Vincenzo dice:

    Luca siamo alla 4 giornata è già sento molte polemiche di allenatori sul var cosa che lo scorso anno non è successo .L’ unico modo per far finire subito queste polemiche è affidare agli allenatori almeno 3 chiamate da Var a partita che ne dici? Perché adesso si giocano le partite come prima che fosse introdotto il Var.

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      E’ un’idea proposta da Rizzoli all’IFAB a marzo di quest’anno.
      Proposta bocciata.
      Credo che si possa (e debba) far qualcosa relativamente all’utilizzo di questo protocollo perché è evidente che così non va.

      Rispondi
      • Vincenzo
        Vincenzo dice:

        A questo punto inizio a pensare che qualcuno di importante non voglia la VAR. Non parlo di persone italiane ma di coloro che decidono è danno il loro voto sulle regole. Perché non ha senso avere uno strumento così utile è invece che migliorarlo lo peggiorano

        Rispondi
  10. Daniele
    Daniele dice:

    Luca oggi la Gazzetta ha scritto protocollo violato. E l’Aia ammette secondo la loro versione Rocchi avrebbe detto che non era rigore è quindi Manganiello si sarebbe fidato . Sarebbe una cosa poco piacevole secondo te è andata veramente cosi?

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      L’affermazione sulla violazione del protocollo è una sciocchezza davanti alla quale ho riso di gusto. Mi spiace ma non riesco ad arrabbiarmi per certe sparate senza senso.
      Su quel che ha detto Rocchi non mi esprimo, avranno le loro fonti…

      Rispondi
  11. FRANCESCO CARONE
    FRANCESCO CARONE dice:

    Ottima disamina, ma continuo a non essere d’accordo sul mancato intervento del VAR. C’è stato un check evidente tra arbitro e superarbitro, in seguito al quale si è deciso di non dare rigore. Si tratta di errore gravissimo: nonostante il tentativo di depotenziare il VAR, c’erano gli estremi per intervenire e per assegnare rigore all’Inter.

    Rispondi
      • Alberto
        Alberto dice:

        Vorrei capire bene questa storia del check. Lo scenario, se ho compreso ciò che ha scritto, è che l’arbitro in campo non ha visto e quello al var lo ha rassicurato che non era rigore. È così?
        Se sí, allora la cosa non mi piace, perché dal mio punto di vista il protocollo attuale è ottimo nella misura in cui (a) toglie dall’equazione la discrezionalità dell’arbitro al VAR, nel senso che basta e avanza quella dell’arbitro principale, e (b) permette all’arbitro in campo di rivedere qualcosa che non ha visto e farsi una propria idea.
        Quindi, il concetto di check lo trovo curioso, una sorta di “se non hai visto tu allora decido io”che sostituisce la discrezionalità dell’ar In campo con quella dell’arbitro al monitor. Dovrebbe essere piuttosto un “se non hai visto, allora ti dico che c’e stato un episodio che dovresti rivedere, poi decidi tu”.

        Rispondi
        • LUCA MARELLI
          LUCA MARELLI dice:

          No, l’arbitro al VAR non ha ritenuto il contatto col braccio punibile e, perciò, ha semplicemente effettuato un silent check conclusosi con una conferma del giudizio originale dell’arbitro. E’ un errore, sia chiaro.
          Il problema del check che hai posto non è per nulla banale perché la discrezionalità, come concetto base, dovrebbe essere sempre e solo quella dell’arbitro centrale.
          L’ultima parte del tuo commento rispecchia la mia opinione in merito. Opinione che, al momento, rimane tale perchè l’interpretazione è sempre andata nel verso contrario.

          Rispondi
          • FRANCESCO CARONE
            FRANCESCO CARONE dice:

            Mi pare che si stia reinterpretando più correttamente l’episodio.
            Non è un problema regolamentare, perché – nonostante le nuove disposizioni in merito – il VAR doveva intervenire.
            Diamo per scontata la buona fede dell’arbitro di campo, che non avrà visto la parata di Dimarco.
            Rocchi, però, l’ha vista ed ha comunicato al suo collega in campo che non era un episodio punibile.
            L’errore è grave grave grave. E scarsamente comprensibile.

  12. Gianluca
    Gianluca dice:

    Buongiorno Luca,
    leggo sempre con interesse i suoi articoli anche se non commento quasi mai.
    Oggi ha scritto di Fabbri possibile nuovo internazionale. È un’indiscrezione, una sua ipotesi oppure una certezza? Di chi prenderebbe il posto? Mazzoleni?

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      A dicembre usciranno sicuramente Banti e Mazzoleni. Probabile che Rocchi possa godere di una deroga fino a dicembre 2019.
      I nuovi internazionali saranno certamente almeno due, uno dei quali è Fabbri, nettamente avanti rispetto agli altri. Per l’altro posto se la giocano Mariani e Maresca, col primo leggermente favorito al momento.

      Rispondi
  13. Alberto
    Alberto dice:

    Quello del pallone rimesso in campo da Sepe è molto interessante….mi pare di aver capito che sarebbe stato calcio di rigore(ovviamente con il pallone “titolare” in gioco) perché il pallone ” di riserva ” ha interferito nel gioco trovandosi all interno dell’ area di rigore.
    Per ipotesi se un allenatore o un calciatore di riserva lasciasse un oggetto verso un calciatore che in quel momento non si trova in area ( senza violenza) sarebbe calcio di punizione diretto nel punto in cui oggetto estraneo interferisce con il gioco? È esatto?

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Per Rocchi una designazione interlocutoria, in attesa delle gare decisive della prima fase. In ogni caso arbitrale in Turchia non è mai facile, scelta di “sicurezza”.
      Su Turpin non è un mistero il mio giudizio: lo ritengo un arbitro mediocre. Vedremo come se la caverà a Londra tenendo ben presente un concetto (difficile da digerire ma è così): Tottenham-Inter non è una gara di prima fascia.

      Rispondi
  14. Nicola Ferla
    Nicola Ferla dice:

    Ciao Luca, io ho visto alcune partite di Bundesliga e Ligue 1 prima della pausa Nazionali e mi sembra che loro se ne fregano del nuovo regolamento IFAB e usano il VAR com’era usato durante il Mondiale infatti ho visto parecchi overrule

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Il VAR durante il Mondiale è stato utilizzato come in Italia oggi.
      Per quanto concerne Bundesliga e Liga, lo usano molto di più: ne convengo. Detto ciò, credo che in Italia lo si stia usando troppo poco per interpretazione troppo restrittiva, credo (ed auspico) che si torni indietro.

      Rispondi
  15. Christian
    Christian dice:

    Se non ho capito male: con il protocollo attuale se il VAR fosse intervenuto nell’episodio di Gagliardini (arbitro non ha visto -grave ed evidente errore – VAR doveva intervenire) quest’ultimo sarebbe stato espulso. Mentre il VAR non sarebbe potuto intervenire su Stulac (arbitro ha visto – errore grave ma non evidente – VAR non doveva intervenire).

    Rispondi
  16. Gabriele
    Gabriele dice:

    Salve Luca,
    ma la parata di mani successa ieri in Inter-Parma, oltre ad essere rigore, era anche punibile con un giallo o con un rosso? In quali casi si può espellere per una parata con le mani?

    Rispondi
  17. Matteo
    Matteo dice:

    Segnalo anche un assurdo fallo fischiato a Skriniar con l’Inter che aveva recuperato palla al limite dell’area. Minuto 57 più o meno

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Non posso approfondire anche falli semplici, giusti i sbagliati che siano, altrimenti non finirei mai. Peraltro parli di un fallo (discutibile, ne convengo) fischiato sulla fascia laterale a 25 metri dalla porta con difesa schierata. Francamente episodio enormemente marginale.

      Rispondi
  18. Francesco
    Francesco dice:

    C’è la possibilità che ai ‘piani alti’ qualcuno legga i suoi articoli, ne faccia tesoro, e apporti le dovute correzioni?
    Grazie

    Rispondi
  19. Andrea
    Andrea dice:

    Ciao Luca, rivedendo il fallo di Gagliardini mi sembra che lui non guardi mai Di Gaudio, ma sempre la palla e che mette la gamba in quel modo per stopparla (per farlo doveva scavalcarla con il piede poichè la rincorreva, per questo ha teso la gamba in quel modo). Se ció fosse vero, il regolamento o comunque l’arbitro non dovrebbero tenerne conto? In fondo, sarebbe un fallo grave non volontario

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Se cercasse volontariamente l’avversario in quel modo si tratterebbe di condotta violenta.
      Come ho scritto la volontarietà di “far male” serve solo a qualificare l’espulsione per fallo grave di gioco o condotta violenta, differenza che comporta sanzioni disciplinari differenti da parte del giudice sportivo.

      Rispondi
      • Andrea
        Andrea dice:

        Quindi, in sintesi, il fatto che lui non si sia accorto dell’arrivo dell’avversario non conta nulla e il rosso va mostrato comunque?

        Rispondi
        • LUCA MARELLI
          LUCA MARELLI dice:

          Esattamente.
          Il concetto da tener presente è il pericolo per l’incolumità dell’avversario, non la volontà di “far male”. Quest’ultimo concetto è alla base della condotta violenta, ben differente dal fallo grave di gioco.

          Rispondi
  20. angel ros bw
    angel ros bw dice:

    Mi ripeto spesso. L’interpretazione del regolamento da parte dell’arbitro è importantissima. Per me sarà sempre giusto e opportuno non fischiare rigore se il pallone è chiaramente fuori portata o se destinato ad uscire. In Inghilterra è quasi sempre così e nessuno fa drammi. Spero diventi prassi comune anche da noi. E non solo da parte degli arbitri in campo ma anche degli operatori media (giornalisti e commentatori) dei professionisti (allenatori, calciatori, dirigenti) e tifosi pensanti.

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Non è così e non deve essere così. Nemmeno in Inghilterra è così, d’altronde applicano il nostro stesso regolamento. Il tocco di Dimarco è punibile, dove finisca il pallone non ha alcuna importanza.

      Rispondi
  21. Federico
    Federico dice:

    Buongiorno Luca, non sono del tutto d’accordo sulla valutazione dell’intervento di Benassi. Per quanto, ovviamente, il tocco del pallone non rende regolare l’intervento, l’anticipo di Benassi è netto nei confronti di Mario Rui, e non il contrario, almeno per come l’ho visto io. Che cosa ne pensi?

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Che dovresti rivedere l’episodio.
      Se anche Benassi avesse toccato il pallone, ciò non vale come “libera tutti”: il regolamento non pone differenze tra prendere o meno il pallone ma solo sulla distinzione tra contrasto regolare od irregolare. Il tackle di Benassi è molto pericoloso, l’impatto sul ginocchio sinistro di Mario Rui evidente.

      Rispondi
  22. Antonio
    Antonio dice:

    Riguardo Inter-Parma sono d’accordissimo con tutto ma sinceramente all’episodio del fallo di mano di Di Marco, dopo aver visto diversi video ed immagini, a me sembra che il pallone sia destinato in porta. In questo caso, quale sarebbe stata la sanzione disciplinare corretta?
    Grazie in anticipo per la risposta e per il lavoro di ogni domenica

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Il pallone non può essere destinato in porta per un motivo molto semplice (oltre alle immagini, peraltro chiarissime): il cross di Perisic è stato di interno sinistro, motivo per cui il pallone aveva traiettoria ad uscire e non a rientrare.

      Rispondi
  23. Riccardo
    Riccardo dice:

    Pjanic, ma soprattutto Gagliardini, non sono nuovi a questo tipo di intervento, eppure riescono quasi sempre a cavarsela con un giallo. Possibile che gli arbitri non riescano a prestare un po’ più di attenzione nonostante la recidività di questi giocatori?

    Rispondi
    • Marco
      Marco dice:

      Non sono d’accordo con le attenzioni preventive. Osservo invece che su questi interventi la difformità di giudizio è ancora ampia, fatto aggravato dalle nuove direttive sul VAR. L’anno scorso qualche intervento di questo tipo fu corretto grazie al VAR ma non dimentichiamo che il direttore di gara aveva in quei casi “sorvolato” sull’eventuale cartellino rosso e non sono certo se per svista o metro di giudizio..

      Rispondi
      • LUCA MARELLI
        LUCA MARELLI dice:

        Sul fatto che ci sia troppa disparità di valutazione, concordo. Il problema, però, è molto più complesso e la responsabilità principale va cercata nella politica AIA, scellerata negli ultimi 9 anni.

        Rispondi
  24. ellis
    ellis dice:

    Complimenti per la ricostruzione degli episodi.
    Se per caso Sepe avesse leggermente deviato il pallone sul cross di Perisic il fallo di mano sarebbe ancora punibile?
    Grazie.

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *