Prima giornata di Serie A: il rischio di una stagione di infinite polemiche è dietro l’angolo

Se la prima giornata di Serie A dovesse fornirci un’indicazione precisa sulla stagione, i segnali sarebbero pessimi. Come già anticipato in più circostanze, la novità del protocollo del VAR (che giustifica l’utilizzo solo in caso di “chiaro ed evidente errore“) rischia di diventare un problema gigantesco.
Il punto non è tanto incentrato sugli errori arbitrali (che ci sono stati e che sono fisiologici) ma la disparità di valutazione, davanti alla quale gli arbitri sono oggi del tutto impotenti a causa di una novella protocollare che, è bene sottolinearlo, non hanno voluto ma a cui devono sottostare.
Dopo una stagione nel complesso positiva, solleva molti dubbi il fatto che l’IFAB, invece di allargare l’ambito di applicazione di una tecnologia che ha funzionato, abbia deciso di limitare (e non di poco) i confini entro i quali i VAR potranno consigliare la “on field review” ai colleghi in campo.
Temo che, di questo argomento, ne dovremo riparlare spesso nelle prossime giornate.

Parma – Udinese 2-2, arbitro Calvarese

Il ritorno del Parma in Serie A coincide con la seconda (ed ultima di giornata) decisione modificata mediante l’utilizzo della tecnologia.

Al minuto 62, su un corner calciato da Machis, il pallone viene rinviato dalla difesa del Parma. Pare tutto regolare, nessuno si accorge di nulla se non un paio di calciatori ospiti che protestano per un motivo di non facile comprensione:

Rigore Udinese 62esimo fallo di mano di Grassi su corner di Machis

Da notare un particolare: questi sono episodi per i quali tutti dovremmo benedire l’introduzione del VAR, in primis lo stesso Calvarese che, nell’occasione, non avrebbe potuto notare nulla nemmeno se avesse avuto una posizione migliore.

L’azione prosegue per poi venir interrotta dal VAR Aureliano (sempre preciso, ad onor del vero, nel ruolo) non appena il pallone finisce oltre la linea laterale. L’arbitro, correttamente, viene invitato dal collega ad una “on field review” per valutare personalmente quanto accaduto sul calcio d’angolo precedente:

Rigore Udinese 62esimo fallo di mano di Grassi su corner di Machis 2

Grassi, nel tentativo di anticipare l’avversario, colpisce il pallone nettamente con il gomito destro. Tocco chiaramente punibile, tanto netto quanto invisibile in presa diretta.
Questi episodi ci confermano la bontà della tecnologia: in mancanza l’Udinese sarebbe stata privata di un calcio di rigore tanto evidente quanto impossibile da vedere in campo (e non è certo un caso che, nel momento in cui è iniziata la procedura di “on field review“, si sia vissuta una generale sorpresa, a partire dai telecronisti).
Episodio che pare ed è facile da individuare con la review ma che, soprattutto, ci fornisce un’indicazione fondamentale per la stagione: Calvarese è stato richiamato dal VAR per un episodio che gli era totalmente sfuggito, così integrando la fattispecie protocollare del “chiaro ed evidente errore“.
Ricordiamoci questo concetto: a meno che non si corra in qualche modo ai ripari, l’arbitro verrà richiamato alla review solo ed esclusivamente per episodi che gli siano totalmente sfuggiti.

Empoli – Cagliari 2-0, arbitro Chiffi

Prima stagionale per il neopromosso arbitro padovano.
Un solo episodio da approfondire, peraltro non di facile interpretazione.

Al minuto 76 l’Empoli conquista il pallone in fase difensiva ed avvia un veloce contropiede con Krunic che, nei pressi del centrocampo, viene sgambettato da Barella:

Ammonizione sbagliata di Barella per fallo su Krunic 75esimo Ammonizione sbagliata di Barella per fallo su Krunic 75esimo 2

Episodio molto al limite: il cartellino non è così semplice da scegliere. Se, da un lato, Barella non ha alcuna possibilità di giocare il pallone, d’altro canto il fallo commesso non è così pericoloso per l’avversario, toccato senza violenza.
Questo è un caso particolare: in presa diretta il rosso pareva l’unica scelta sensata, una volta rivista l’ammonizione può ampiamente essere avallata.

Torino – Roma 0-1, arbitro Di Bello

Solitamente non entro mai nelle polemiche dei dirigenti delle società e per una scelta ben precisa. In questo caso, però, non si può sottacere una frase di Petrachi inaccettabile e che, come tale, va evidenziata: ci arrivo subito dopo la spiegazione dell’episodio.

Al minuto 48 il Torino trova la rete del vantaggio con una conclusione di Iago Falque che supera il portiere Olsen dopo aver ricevuto il pallone dal compagno Ola Aina.
L’assistente De Meo non segnala nulla e la rete viene convalidata dall’arbitro Di Bello.
Come sempre accade in caso di segnature, i VAR procedono alla review dell’episodio per controllare eventuali irregolarità e/o posizioni irregolare dei calciatori che han preso parte attiva all’azione.
Nel caso specifico il VAR Massa si accorge della posizione di Ola Aina nel momento in cui riceve il pallone nei pressi dell’area di rigore.
La posizione, come poi dimostreranno le immagini, è irregolare:

Fuorigioco partenza Ola Aina rete Iago Falque 48esimo Fuorigioco partenza Ola Aina rete Iago Falque 48esimo 2

E torniamo, dunque, alle dichiarazioni post partita di Petrachi che, in sintesi, ha affermato che il Torino sarebbe stato penalizzato (oltre che per l’episodio che affronterò successivamente) in occasione di questa rete annullata perché “Massa è andato a cercare pochi millimetri di fuorigioco“.
Affermazione che avrebbe avuto un senso nella scorsa stagione ma che appare del tutto fuori luogo in questa.
Come sappiamo, infatti, per il Mondiale di Russia 2018 è stata introdotta la tecnologia tridimensionale sul fuorigioco che elimina, di fatto, qualsiasi questione relativa alla proiezione a terra del corpo dei calciatori.
Se, fino alla scorso anno, in caso di pochi centimetri gli arbitri erano invitati (rectius: obbligati) a lasciar correre, mancando la certezza assoluta del fuorigioco (per questioni legate, per esempio, alla prospettiva od alla posizione del corpo di difendenti ed attaccanti), da questa stagione anche in Serie A viene utilizzata la tecnologia tridimensionale che elimina qualsiasi dubbio nel merito.
Per tal motivo la protesta di Petrachi non solo appare ma è sicuramente fuori luogo: il fuorigioco non è più una fattispecie sulla quale si possa agire con la discrezionalità. Il fuorigioco, dal Mondiale di Russia in poi, è una certezza: o c’è o non c’è. Che il fuorigioco sia di “pochi millimetri” (cit.) o di due metri non cambia assolutamente nulla.
La rete di Iago Falque è stata giustamente annullata ed è stato molto bravo Massa ad individuare una posizione di partenza irregolare.

Al minuto 79 Olsen respinge un pallone calciato di sinistro da Belotti. Il pallone stesso si impenna in area nel pressi del dischetto del calcio di rigore, ove si avventano Iago Falque pressato da vicino dal difensore della Roma Fazio.
Iago Falque riesce in qualche modo a deviare il pallone per poi cadere a terra, reclamando la concessione del calcio di rigore per una presunta spinta di Fazio:

Contrasto Iago Falque Fazio 79esimo

Episodio molto difficile da valutare sia in presa diretta che con l’ausilio dei vari replay. La sensazione è che un contatto tra i giocatori ci sia ma è complesso comprendere l’intensità dello stesso:

Contrasto Iago Falque Fazio 79esimo 2 Contrasto Iago Falque Fazio 79esimo 3

Per quanto sia ben noto che anche un minimo contatto può essere decisivo nel caso in cui uno dei calciatori non abbia i piedi sul terreno di gioco, in questa circostanza siamo ben lontani dal poterlo definire un episodio chiaro. Nelle ultime due immagini, in particolare, si nota che Fazio non spinge con le braccia l’avversario (infatti si nota che entrambe le mani non siano appoggiate alla schiena di Iago Falque) ma, al limite, potrebbe esserci (e presumibilmente c’è) un contatto col petto.

Episodio da VAR?
Assolutamente no.
E non c’entra la nuova dizione utilizzato o meno: questo episodio non sarebbe potuto essere sottoposto ad “on field review” nemmeno nella scorsa stagione poiché siamo di fronte ad una fattispecie lontanissima dall’integrare un “chiaro errore“. A maggior ragione quest’anno, con una definizione che limita enormemente l’ambito di applicazione tecnologica.

E’, dunque, il classico episodio da moviola, sul quale può e deve decidere solo l’arbitro secondo la propria sensibilità ed il proprio metro di giudizio.
Per quanto mi concerne, e coerentemente con l’idea da sempre sostenuta, questi microcontatti non vanno mai puniti con un calcio di rigore.

Sassuolo – Inter 1-0, arbitro Mariani

Premessa d’obbligo: serata molto negativa del giovane arbitro laziale e ciò a prescindere dagli episodi che, di fatto, hanno deciso la gara. Poco lucido nei momenti topici, molto impreciso a livello tecnico, qualche sanzione disciplinare allegramente (e colpevolmente) dimenticata per strada. Decisamente rivedibile: sa arbitrare molto meglio e lo farà nelle prossime occasioni.

Al minuto 25 Mariani concede un calcio di rigore al Sassuolo per una trattenuta di Miranda ai danni di Di Francesco:

Rigore per fallo di Miranda 25esimo su Di Francesco Rigore per fallo di Miranda 25esimo su Di Francesco 2

Torniamo sempre al punto di prima: per quanto mi riguarda questi non sono mai episodi meritevoli di calcio di rigore. Una trattenuta di questo genere, per quanto ingenua (soprattutto perché sotto gli occhi dell’arbitro, in posizione perfetta), non può provocare la caduta dell’avversario. Se ogni piccola trattenuta (soprattutto sui calci d’angolo) dovesse portare ad un calcio di rigore, dovremmo vederne fischiati ALMENO 10 a partita.
Per quanto concerne la sanzione disciplinare, l’ammonizione è pressoché automatica nel caso di concessione del calcio di rigore: una trattenuta, infatti, presuppone che il calciatore non abbia cercato di giocare il pallone, motivo per cui non è prevista depenalizzazione del cartellino giallo.

Al minuto 34 proteste, per la verità molto limitate, dell’Inter per un presunto fallo di Lirola su Icardi pochi centimetri all’interno dell’area di rigore:

Protesta Inter per contatto Lirola Icardi 34esimo Protesta Inter per contatto Lirola Icardi 34esimo 2

Torniamo al concetto precedente: se un contatto c’è, è marginalissimo. Forse, e dico forse, Lirola tocca leggermente sul tallone Icardi con il collo del piede. Contatti come ce ne sono decine durante una gara: impossibile vedere un rigore che, se fischiato, sarebbe stato da classificare come errore di valutazione.

L’episodio centrale al minuto 42.
Asamoah, ottimamente servito, entra in area di rigore e cade a terra sul contatto di Magnanelli:

Rigore non fischiato Magnanelli su Asamoah 42esimo 3 Rigore non fischiato Magnanelli su Asamoah 42esimo 2

In questo caso dubbi non ce ne sono: l’azione è irregolare ed avrebbe dovuto essere punita con un calcio di rigore a favore dell’Inter.
Mi pare persino superfluo spiegare l’azione fallosa del difensore del Sassuolo, tanto è evidente il colpo sulla coscia sinistra con la gamba destra.
Episodio che, però, ci consente di approfondire un argomento che è fin troppo facile prevedere come la base per infinite polemiche in questa stagione, a meno che non si corra velocemente ai ripari.

Il punto focale della questione è questo:

Rigore non fischiato Magnanelli su Asamoah 42esimo

Mariani si trova nella posizione migliore per giudicare l’episodio, la distanza è perfetta per valutare eventuali contatti sia con le braccia che con le altri parti del corpo, la visuale è completamente aperta, senza alcun calciatore che possa oscurare seppur parzialmente l’azione.
Con la lettura attuale del protocollo, questo è un episodio che non potrà mai essere sottoposto ad “on field review” poiché non si tratta di un “chiaro ed evidente errore” ma di una valutazione soggettiva dell’arbitro sulla quale i VAR non possono intervenire: azione nel pieno controllo, contatto visto e valutato, VAR silenziosa secondo protocollo attuale.

Il problema è evidente.
In questa circostanza non si pone nemmeno la questione dell’intensità: il fallo è netto, da qualsiasi prospettiva lo si osservi.

Scelta degli arbitri?
No, e bisogna essere chiari: questa interpretazione NON è una scelta liberamente assunta dagli arbitri italiani ma una conseguenza della restrizione imposta dall’IFAB
che, in concomitanza col recente Mondiale, ha inteso limitare il più possibile l’interferenza della tecnologia sulla gara.
Ad oggi, di fatto, il VAR può essere utilizzato solo ed esclusivamente per quelle che vengono volgarmente definite “sviste“, cioè episodi totalmente sfuggiti all’arbitro.
Non è certo un caso che, nelle prime sette gare di campionato, ci siano state solo due “on field review” ed entrambe per tocchi di mano totalmente sfuggiti all’attenzione dell’arbitro: Ronaldo in Chievo-Juventus e Grassi in Parma-Udinese.

Questione non di poco conto.
Solitamente, se uno strumento funziona, si tende ad utilizzarlo il più possibile. Non è certo un caso che, da sempre, abbia auspicato un cambiamento del protocollo volto a consentire uno spettro maggiore di episodi sottoponibili a review.
Purtroppo, e con mia grande sorpresa (non posso negarlo), si è deciso di limitare il campo di applicazione, inserendo nel protocollo una dizione molto restrittiva e che, detto senza diplomazia, appare del tutto incomprensibile.

E’ necessario correre ai ripari altrimenti è fin troppo facile prevedere una stagione che sarà contrassegnata da polemiche infinite.

90 commenti
  1. Riccardo
    Riccardo dice:

    Caro Dott. Marelli ancora complimenti! Vorrei chiederle se nel caso del fallo su Asamoha l’arbitro avrebbe potuto procedere di sua iniziativa ad una OCR, nel caso egli stesso avesse avuto dei dubbi egli stesso.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      E’ un’ipotesi prevista dal protocollo ma che raramente è stata utilizzata. Nel caso specifico Mariani era convinto della bontà della sua decisione, motivo per cui non ha ritenuto di dover chiedere una review.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Ho letto l’articolo questa mattina e non nascondo di essere rimasto allibito.
      Non conosco il giornalista ma l’articolo è veramente senza alcun senso.
      In pratica somma le gare dirette dagli arbitri di Napoli-Milan (big match), Juventus-Lazio (big match) e Inter-Torino (già fondamentale dato che vengono da due sconfitte) con le partite dirette in totale dagli arbitri di Chievo-Juventus, Sassuolo-Inter e Torino-Roma. Lascia fuori dal conteggio Banti, l’unico arbitro impegnato in un vero big match nella prima giornata (213 presenze in A).
      Mi è parso più un articolo da click facile per evidenziare un cambio di rotta che non c’è stato nemmeno lontanamente. Se avesse voluto blindare le partite avrebbe schierato in campo Rocchi e Massa che, al contrario, vengono tenuti ancora fuori per lasciar spazio ai giovani come Marinelli, CAN B impegnato a Genova.
      Sinceramente ho trovato l’articolo quasi imbarazzante per chi conosca un minimo le dinamiche delle designazioni.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Molto interessanti.
      Rientro in una gara medio-facile per Orsato, ancora un CAN B di grande prospetto a Genova, rischio calcolato per Valeri in Napoli-Milan. Importante anche Juventus-Lazio ad Irrati, atteso da una stagione fondamentale dopo il successo personale ai Mondiali.

  2. Bellani Roberto
    Bellani Roberto dice:

    Ho letto la sua analisi in merito all’annullamento del gol juventino e la condivido ma le chiedo perché i commentatori di Sky hanno evidenziato in diretta che la lega a comunicato il motivo della decisione: carica al portiere. Grazie per le sue equilibrate analisi. Continuerò a seguirla come fonte di verità. Cordialità

  3. Roberto
    Roberto dice:

    Ciao luca..penso che col nuovo protocollo si torna indietro nel tempo e si amplia notevolmente la discrezionalità dell’arbitro…no..non ci siamo proprio..prendiamo il caso della ginocchiata su asamoah in sassuolo inter e dividiamo il giudizio ex ante ed ex post…Se giudichiamo ex post come si fa a negare che non sia un chiaro ed evidente errore???se giudichiamo ex ante notiamo che l’arbitro è ben posizionato e sembra dominare l’azione…Ma sbagiia..ovvero commette un errore di percezione…mi spiace ma non va bene

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Concordo e penso che, nel futuro, questi episodi saranno sottoponibili a VAR.
      Ma i miei “desiderata” si scontrano con la realtà fattuale, ed è questa che dobbiamo approfondire.

      • Faber
        Faber dice:

        Ciao Luca ben ritrovato.
        E se i VAR (fregandosene del “chiaro ed evidente” errore) intervenissero comunque?
        Sarebbero sanzionabili?
        In effetti si tratta di stabilire la verità dell’accaduto.

  4. Max
    Max dice:

    Ciao Luca
    Io credo che la premessa della non decisione degli arbitri sul protocollo sia corretta e giusta, ma è un messaggio che andrebbe spiegato bene dalla lega quanto meno…per gli arbitri devo dire che una prestazione come quella di mariani sia davvero di pessimo livello in tutti i suoi aspetti. Perche il rigore del Sassuolo non è un chiaro errore?? Non è rigore neanche nei giovanissimi provinciali… Come il. Rigore su asamoah mi sembra un rigore classico.. Pallone attaccante difensore.. Da lezione al Cra. Ma detto questo, credo che debbano rivedere tutto e mettere solo la goal line e lo scambio di identità almeno questo errori molto gravi non potranno cadere nella buona o cattiva fede.
    Arbitrare è difficilissimo, ma certi errori in serie A sono davvero difficili da spiegare soprattutto quando si vedono diversità di azione su episodi molti simili.
    Grazie

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Il rigore per il Sassuolo non era da VAR nemmeno l’anno scorso: la trattenuta c’è, per quanto sia discutibile la sussistenza del rigore. Non si tratta nemmeno lontanamente di un “chiaro errore”, anche lo scorso anno il VAR non sarebbe intervenuto.

  5. Alberto
    Alberto dice:

    Per come la vedo io, il nuovo protocollo è un miglioramento nettissimo. E’ il punto di equilibrio tra salvaguardare il ruolo centrale dell’arbitro in campo e l’eliminare gli errori.
    Il protocollo dell’anno scorso, invece, tendeva a spostare pericolosamente l’equilibrio verso gli arbitri al VAR e – cosa negativissima – introduceva un secondo livello di discrezionalità nelle decisioni. Perché secondo me il punto chiave, che si tende a dimenticare, è che le decisioni dell’arbitro sono in larga parte soggettive; all’interno di linee guida precise, ovvio, ma comunque soggettive perché le regole sono fatte così.
    Motivo per cui è sacrosanto aiutare l’arbitro sulle situazioni oggettive (palla dentro o fuori, fuorigioco sì o no), ma sul resto trovo perfetta l’impostazione attuale: ti sei accorto del tocco di mano? Del calcione? Della spinta? Se non te ne sei accorto, allora guarda il video e fatti un’opinione. Se invece l’hai visto, allora la tua valutazione – qualunque essa sia – va bene perché tu sei l’arbitro. Attenzione, la tua valutazione come arbitro non è “giusta”, ma “va bene”. Occorre capire ed accettare questa regola di base. Invece c’è gente che pensa che ”Il VAR sia stato introdotto per eliminare l’ingiustizia dal calcio” (nientemeno) e che siano intervenuti i poteri oscuri per silenziarlo. Non mi riferisco a lei, caro Marelli, che ha una sua idea e la argomenta con passione, ma di esempi ce ne sono anche nei commenti qui sotto. Come si fa a dialogare, se questi csono i presupposti?

    • Matteo
      Matteo dice:

      nel tennis se gli arbitri vedono male c’è un sistema di telecamere che ti dice se la palla è dentro o fuori anche solo di mezzo millimetro;

      nella pallavolo se gli arbitri vedono male c’è un sistema di telecamere che ti dice se la palla è dentro o fuori anche solo di mezzo millimetro o se qualcuno l’ha sfiorata anche impercettibilmente;

      nel rugby TUTTE le azioni dubbie vengono ricontrollate al TMO per verificare che sia tutto ok;

      nel calcio, dove girano più soldi che in tutti gli altri sport messi assieme, vogliamo lasciare che una persona, che ha tutto il diritto di sbagliare, possa determinare vittorie e sconfitte di una squadra e che l’errore sia una componente “normale”.

      per quanto mi riguarda un rigore non dato è un errore grave, così come è grave un rigore regalato o un fallo giudicato troppo (rosso ingiusto) o troppo poco (solo ammonizione).

      questa PAURA di dare “potere” alla tecnologia non farà altro che alimentare sempre più dubbi e alzare polveroni e visto che il sig. Rizzoli ha promosso il VAR a pieni voti alla fine della scorsa stagione non si capisce il perché di questa retromarcia..

      • LUCA MARELLI
        LUCA MARELLI dice:

        Sbagli premessa: gli arbitri non hanno alcuna “paura” di delegare alla tecnologia, tanto che Rizzoli ha chiesto di introdurre i challenge degli allenatori.

      • Alberto
        Alberto dice:

        Permettimi, ma hai fatto solo esempi non pertinenti (eccetto il rugby, che non seguo e non so cosa dire): dentro/fuori è oggettivo, ben venga la tecnologia.
        Ma nel calcio se un contatto sia falloso o meno, se un rigore generoso o troppo severo, se un’ammonizione corretta o magari no, meglio rosso diretto… beh, sono tutti elementi soggettivi. Anche chi li valutasse davanti al VAR ne darebbe un’interpretazione soggettiva, diversa da caso a caso e da persona a persona. Si potrebbe fare, ma il gioco ne trarrebbe vantaggio? Non credo (e infatti sento parlare di tempo effettivo, di n chiamate per le panchine, di mille cose che alla fine non servirebbero). E a quel punto tanto varrebbe lasciare che l’arbitro principale fosse quello in sala video, no?
        Ti dirò che a me la VAR pare proprio l’abdicazione rispetto ai principi di base dello sport: basta accettare le decisioni dell’arbItro e tutto si risolve, ma siccome non siamo sportivi e se perdiamo è sempre colpa di altri (nello sport e nin solo),niente, ci serve la VAR.

        • Faber
          Faber dice:

          Eh ma il problema è che c’è chi vince sempre e chi perde sempre…..
          Magari anche con l’aiuto o per colpa di qualche (legittimo e umano) errore arbitrale. Ma, diamine, se si può, con l’aiuto della tecnologia, perché non eliminarli? Perché rimane questa diffusa e perniciosa mentalità che “l’errore dell’arbitro” fa parte del gioco?

    • Roberto
      Roberto dice:

      Sono in totale disaccordo. Innanzitutto perchè nelle situazioni non oggettive con ofr è sempre l’arbitro che decide, e quindi la discrezionalità è sempre stata salvaguardata. Non a caso qualche episodio di conferma della prima decisione, nonostante il richiamo alla ofr, c’è stato.
      La considerazione “Se invece l’hai visto, allora la tua valutazione – qualunque essa sia – va bene perché tu sei l’arbitro” andava bene nell’epoca pre-var, semplicemente perchè non c’era alternativa. D’altra parte era accettabilissima anche quella per cui “Se non hai visto non è successo”, allo stesso modo per i criteri di “sportività” menzionati. Inoltre se va bene la prima non vedo perchè non debba valere una considerazione tipo “Se ha visto l’arbitro e ha visto il Var e sono in disaccordo molto meglio l’approfondimento con una review”. Infine c’è un dato su cui tutti concordano: gli errori sono diminuiti e di pari passo vanno le polemiche, quasi azzerate.
      Spero di essere stato chiaro.
      Resta il fatto che a me questi ragionamenti paiono davvero incomprensibili.

      Aggiungo una ultima considerazione: è possibile che questo piccolo dietrofront ifab sia teso a favorire un inserimento più graduale in quelle federazioni che sono più conservatrici?

  6. Alberto Fantoni
    Alberto Fantoni dice:

    Luca, i tuoi articoli sono sempre molto ma molto interessanti, e per questo ti faccio i complimenti.
    Non entro nei singoli episodi, l’ho fatto solo col tweet che ti ho inviato sabato sera riguardo il recupero praticamente “dimezzato” da Pasqua a Verona per Chievo-Juve, ma sul resto avevo già avuto una sensazione, ora qui sopra anche tu lo scrivi chiaramente:
    “Ad oggi, di fatto, il VAR può essere utilizzato solo ed esclusivamente per quelle che vengono volgarmente definite “sviste“, cioè episodi totalmente sfuggiti all’arbitro.”
    Ecco, io invece su questo sono d’accordo, anche se so di non incontrare i tuoi favori: per me è giusto che il VAR sia usato solo su episodi oggettivi, e il fatto che l’arbitro abbia visto o meno è un dato oggettivo, almeno dal punto di vista dell’arbitro che comunque, piaccia o no, è quello che mantiene la direzione della partita (ma a quelli che volevano una moviola in campo questo ovviamente non piace). L’altra soluzione è quella provocatoriamente proposta da Mauro l’anno scorso più volte: si usa il VAR su tutto, cioè falli a centrocampo, rimesse lataerali, punizioni dal limite, corner, ammonizioni, etc etc etc: si mette il tempo effettivo, si finisce a notte fonda ma almeno tutto viene rivisto e rivalutato tecnologicamente.
    La soluzione delle scorsa stagione a mio avviso era troppo “discrezionale”, e infatti abbiamo il presidente della squadra arrivata seconda che da 3 mesi continua a dire che loro hanno perso il campionato per un fallo da ammonizione a centrocampo, e nessuno lo deferisce, e tantomeno nessuno prende le difese degli arbitri e del VAR, quindi fa bene a dirlo evidentemente.
    Quindi, visto che tanto abbiamo visto che il VAR più invasivo e discrezionale non serve comunque a evitare le polemiche, tanto vale che lo sia di meno e che diventi più “oggettivo” a livello di tipologia di episodi da review.
    Ti ho detto la mia senza alcun intento polemico (e mi scuso per la lunghezza), mi piacerebbe però un giorno leggere un tuo articolo in cui fai una proposta dettagliata e con la dicitura da usare nel protocollo per definire quali episodi a tuo avviso debbano essere da review e quali no, cercando dare una direttiva il più possibile oggettiva.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Comprendo il tuo punto di vista e ne prendo atto. E’ un’opinione interessante e solo l’esperienza ci dirà se sia meglio questa applicazione o quella precedente.
      Credo che “ci aggiorneremo” sull’argomento, nel frattempo ti ringrazio per aver trovato il tempo di contribuire alla discussione.

  7. Achille
    Achille dice:

    Con un protocollo diverso staremmo tutta la partita al VAR. Inoltre sembra essere lo stesso del mondiale, dove i complimenti si sono sprecati.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      I complimenti si sono sprecati perchè, nella fase ad eliminazione (che è quella che più ricordiamo perché sono state le ultime gare) il VAR non è stato mai usato, se non per la revoca di un rigore ininfluente al 93esimo di Svezia-Svizzera e per un rigore (netto) in finale. In realtà, nella fase a gironi, il VAR è stato un disastro.

  8. Luca
    Luca dice:

    Luca non so se sei d accordo ma massa e la fotocopia identica di Rizzoli come arbitraggio

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Uguale no ma lo ricorda molto.
      Ed infatti mi piace parecchio, soprattutto perché (come Rizzoli) è dotato di talento naturale, uno dei pochi rimasti in circolazione.

      • Alberto
        Alberto dice:

        Mi fa piacere, questa sua affermazione.
        Ricordo di aver scritto un post sul suo blog, prima dei mondiali, in cui da un lato auspicavo e dall’altro un po’ prevedevo (con una certa soddisfazione) che l’introduzione del VAR ai mondiali avrebbe determinto la fine del VAR medesimo.
        Non è stato esattamente così, ma penso che il protocollo attuale sia un passo in avanti. I motivi li ho scritti in un altro intervento.

  9. Vincenzo
    Vincenzo dice:

    Come è bello tornare a leggere il tuo blog dopo una giornata di campionato 😊 . Io mi immagino se uno degli episodi di Sassuolo Inter succedeva in un derby Inter Juve le polemiche non finivano più. Questo nuovo protocollo porterà molte più polemiche peccato perché lo scorso anno era quasi perfetto il VAR.

  10. Marco
    Marco dice:

    Buongiorno Luca. Una domanda (premettendo che sono tifoso, quindi sicuramente di parte) : nel caso del rigore su Iago Falque chi decide se l’arbitro ha visto e valutato in un certo modo o se non ha visto? Mi spiego: a 20 metri di distanza, in perfetta linea retta con Falque a Fazio, una spinta col petto (che secondo me c’è stata e a quella velocità procura un danno significativo) potrebbe benissimo non averla vista. In queste condizione il VAR avrebbe potuto richiamarlo? Chi decide “ok, ha visto, non posso intervenire”?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Hanno il microfono.
      Domanda Massa: “hai visto il contatto?”
      Risposta Di Bello: “sì”.
      Fine della review.

      E’ così: non mi piace ma il protocollo prevede questo, almeno per il momento.

      • Marco
        Marco dice:

        Grazie. Protocollo a parte, una risposta diversa avrebbe magari evidenziato l’interesse da parte dell’arbitro nel farsi aiutare dalla tecnologia in una situazione di difficile interpretazione.

        • LUCA MARELLI
          LUCA MARELLI dice:

          Parti da un presupposto sbagliato: tu pensi che l’arbitro si renda conto in tempo reale di aver sbagliato. Ma se se ne rendesse conto, non sbaglierebbe. Un arbitro decide sempre sulla base di ciò che vede, non di quel che potrebbe aver visto. Le review chieste dall’arbitro sono pochissime per questo motivo: perché è difficile che un arbitro fischi sapendo di sbagliare, sarebbe un controsenso.

  11. Matteo
    Matteo dice:

    Rizzoli a fine stagione, negli studi televisivi di Sky, disse che il VAR non mette soggezione agli arbitri ma li fa stare più sereni in quanto sanno che potenzialmente c’è un sistema per rimediare agli errori.

    Erano talmente sereni che il VAR è stato reso innocuo, si tornerà a 2 anni fa con discussioni di settimane intere per episodi che con 1 minuto di OFR si sarebbero potute risolvere.

    Ma finché la classe arbitrale sarà una casta dove nessuno paga gli errori che commette e il designatore non ammette mai errori non c’è nemmeno da discutere.
    Fare l’arbitro spesso è un 2° lavoro, quasi un hobby, quindi se sbagli e non ti dimostri all’altezza DEVI RIMANERE FUORI.

    I calciatori se sbagliano pagano con cessioni o non convocazioni, gli allenatori se sbagliano vengono esonerati, se un dipendente qualsiasi fa dei danni nella sua azienda o sbaglia un lavoro poi paga o viene licenziato.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Pensa che gli arbitri hanno un contratto di UN anno e, se arrivano in fondo alla graduatoria, vanno a casa.
      Senza possibilità di trovarsi un’altra “squadra”.
      Forse sarebbe il caso di ragionare diversamente e non per compartimenti stagni 😉

      • Matteo
        Matteo dice:

        non so se è una cosa che può dire o è vincolato dal segreto professionale, quando lei era arbitro esistevano “punizioni” dopo partite che per colpa dell’arbitraggio sono finite come NON dovevano finire?

        mi spiego meglio, per quanto mi riguarda Tagliavento doveva essere escluso dopo l’episodio di Muntari che ha regalato lo scudetto alla Juventus, idem Orsato che con Juventus (che caso, sempre loro) e Napoli al fotofinish conduce una partita in maniera ridicola e poco rispettosa che regala 3 punti immeritatissimi ai bianconeri e demoralizza i partenopei.

        un arbitro non viene mai punito adeguatamente in relazione ai danni che provoca.

        • LUCA MARELLI
          LUCA MARELLI dice:

          Rispondo tranquillamente: mai successo.
          Sono stato sospeso una sola volta, dopo Modena-Juventus 0-1, gara diretta (per usare un francesismo) talmente di merda che mi sarei sospeso da solo.

          • Matteo
            Matteo dice:

            da quel che si legge online non è successo niente di particolare, tranne qualche scorrettezza di troppo non sanzionata.

            se questo ha portato ad una sospensione come mai Orsato è ancora in giro e Tagliavento ha smesso solo alla fine della scorsa stagione?

          • LUCA MARELLI
            LUCA MARELLI dice:

            Perché, fortunatamente, gli arbitri vengono giudicati da tecnici del settore e non dall’opinione pubblica altrimenti sarebbero finiti anche gli arbitri dei giovanissimi…

  12. Salvatore
    Salvatore dice:

    Buon pomeriggio Luca, una solo curiosità , letto l’articolo ben spiegato e credo proprio che quest’anno ci saranno ancora più polemiche.
    In Lazio – Napoli il gol annullato , a prescindere se fosse giusto o sbagliato annullare , ma è stato il Var a comunicare all’arbitro di annullare ? Visto che aveva assegnato il gol.
    Dalla TV non si è capito e nuppure i telecronisti hanno poi spiegato la dinamica .
    Grazie

  13. Doundarric
    Doundarric dice:

    E’ una gran gioia rileggere la sua rubrica, Luca. Un grazie sincero per tutto questo lavoro: la dovrebbero leggere tutti gli appassionati (o meglio, tutti quelli che cercano di mantenere un minimo di obiettività nei loro giudizi e vogliono cercare di capire il regolamento prima di provare ad applicarlo).

  14. Cristian Zannini
    Cristian Zannini dice:

    “intervenire solo in caso di casi eclatanti e sfuggiti alla valutazione dell’arbitro”… mi viene una domanda scema da fare: ma chi sta al VAR, chiede all’ arbitro in campo se ha “visto” determinate situazioni? Come fanno a sapere che l’ arbitro ha valutato l’ entità di tale fallo non da rigore?

      • Marcello Balsamo
        Marcello Balsamo dice:

        Se il var è stato ideato per rendere giustizia al calcio, avrei dovuto sentire:var”hai visto bene?” M”si, bene”, var”no, riguardala ofr, c’è il contatto!, M”ok,fammi vedere”.
        E dà un rigore sacrosanto e rimedia a un errore di valutazione(da dietro non può vedere il contatto!)
        O no?

          • Cristian Zannini
            Cristian Zannini dice:

            E allora continuo a dire scemità: un arbitro non potrebbe andare comunque alla OFR sbattendosene dell’ IFAB? Lo so che poi l’arbitro in questione sarebbe oggetto di valutazione negativa perché vorrebbe dire che determinate situazioni non le ha viste, però per noi plebaglia sarebbe una persona umile che preferisce non sbagliare. Lo so, ho detto una fesseria, ma quante polemiche si eviterebbero? Un protocollo da cambiare e stendere assolutamente secondo me

          • LUCA MARELLI
            LUCA MARELLI dice:

            Copio ed incollo una risposta precedente: parti da un presupposto sbagliato. Tu pensi che l’arbitro si renda conto in tempo reale di aver sbagliato. Ma se se ne rendesse conto, non sbaglierebbe. Un arbitro decide sempre sulla base di ciò che vede, non di quel che potrebbe aver visto. Le review chieste dall’arbitro sono pochissime per questo motivo: perché è difficile che un arbitro fischi sapendo di sbagliare, sarebbe un controsenso.

  15. Massimo
    Massimo dice:

    Il nuovo regolamento in qualche modo prevede un comportamento diverso da parte del guardalinee? Nel dubbio il non alzare la bandierina ed eventualmente aspettare la var review vale ancora oppure si torna ad avere l’interpretazione immediata sull’azione? Ieri due episodi su calci da fermo ove il guardalinee ha alzato la bandierina (sbagliando) quando il non alzarla avrebbe consentito eventualmente un check successivo, togliendo di fatto due azioni regolari…

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Attendere la conclusione dell’azione solo in caso di posizioni oggettivamente difficili da valutare. Su fuorigioco di 40 centimetri non si aspetta, si segnala subito.

  16. Francesco
    Francesco dice:

    Buongiorno.
    Ieri sentivo in radiocronaca, durante la partita Sassuolo-Inter di due interventi scomposti nel secondo tempo da parte dei giocatori interisti, i quali, a parere del cronista, meritevoli di rosso:
    Miranda già ammonito entra in modo scomposto su un giocatore neroverdi, l’arbitro chiama solo il fallo;
    Nel caso dell’ammonizione di Vecino, intervento meritevole di rosso diretto.
    Non avendo trovato replay delle suddette azioni, percaso hai notato questi episodi? Dovrebbero essere avvenuti entrambi nella prima metà del secondo tempo.
    La ringrazio per un’eventuale risposta.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Entrambe ricostruzioni eccessive.
      Quello di Miranda avrebbe dovuto essere fallo da secondo giallo: siamo al limite ma ci sta un richiamo.
      Quello di Vecino è da giallo: al momento del contrasto ritrae la gamba. Commette fallo imprudente ma non certo qualificabile come “fallo grave di gioco”.

  17. David
    David dice:

    Ho un dubbio sulla colpa di Duncan su Martinez, in questa GIF(https://media.giphy.com/media/cZfk49WEKdJFaS4QOJ/giphy.gif) vediamo che Martinez inciampa sulla gamba sinistra, è vero che c’è appena un leggero contatto tra la gamba di Duncan e il tallone di Martinez ma è molto leggero, non è quello che lo fa cadere ed è assolutamente non volontario che i due giocatori abbiano un contatto nella loro corsa. Per me assolutamente niente giallo e magari niente fallo

  18. Giorgio
    Giorgio dice:

    Grazie dell’analisi sempre esaustiva e chiara.
    Mi accodo a chi dice che il nuovo protocollo del VAR sia un peggioramento della situazione.
    Nel caso in cui volesse la FIGC può scegliere di adottare un protocollo differente da quello dell’IFAB per le sue competizioni o deve per forza sottostare?

  19. Fedeneroblu
    Fedeneroblu dice:

    Analisi precisa Sig. Marelli… Dato che la VAR stava funzionando fin troppo bene…hanno dovuto correre ai ripari…questo calcio fa sempre più schifo

  20. Marco
    Marco dice:

    Buongiorno Luca.
    Sottoscrivo in pieno e fino all’ultima riga il suo commento. Speriamo in un ravvedimento su questo benedetto protocollo perché se il buon giorno si vede dal mattino….
    Cordialmente.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Lo spero anche io ma sarà complesso perché il protocollo, al momento, è questo. E non potrà essere modificato perlomeno fino alla prossima stagione.

  21. Luigi Carbone
    Luigi Carbone dice:

    Gentile Marelli mi picerebbe conoscere le ragioni per cui questa tecnologia utilizzata dagli arbitri per stabilire con certezza( più di un dubbio che si possa parlare di certezza) se un’azione sia viziata o meno da fuorigioco, non venga messa a disposizione delle televisioni che trasmettono la partita, delle 2 squadre in campo e degli stessi spettatori( televisivi e non). Grazie

  22. Luca
    Luca dice:

    Buongiorno Luca,
    in merito ad un tocco di mano di Duncan in area su un calcio d’angolo nel primo tempo..ti è sfuggito l’episodio o non lo reputi meritevole di analisi?
    Come sempre grazie per questo tuo lavoro!🙂

  23. Alessandro
    Alessandro dice:

    C’è qualche altra espressione nel protocollo oltre a “chiaro ed evidente errore”? Lo chiedo perché, leggendo alla lettera questa dicitura, nessuno penserebbe che possa limitare l’intervento del VAR: quello su Asamoah è stato a tutti gli effetti un “chiaro ed evidente errore” dell’arbitro, che, non essendo dotato del dono dell’infallibilità, può giudicare male anche un contatto visto da una posizione perfetta in presa diretta. Se è questa l’unica espressione usata nel protocollo, io credo che il problema sia più nell’interpretazione che nel linguaggio usato: la parola “errore”, evidentemente, viene intesa come “decisione sbagliata relativa a un episodio non visto dall’arbitro”, ovvero, come ha scritto lei, una “svista”. Ci sarebbe da discutere anche sull’utilizzo delle parole “chiaro” ed “evidente” (ci può essere un errore evidente, ma non chiaro o viceversa?), ma questo lo ritengo un dettaglio. La mia domanda è: di fronte a un testo del protocollo che, se comprendo bene l’italiano, potrebbe benissimo permettere un intervento più libero dei VAR, chi è che impone un’interpretazione arbitraria (perdoni il gioco di parole) che invece mira a limitarlo?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      E’ un’interpretazione estensiva la tua. Purtroppo il protocollo, come detto più volte, è scritto male e spiegato peggio ma la direttiva è chiara: intervenire solo in caso di casi eclatanti e sfuggiti alla valutazione dell’arbitro.

      • Alessandro
        Alessandro dice:

        Sì, però si tratta appunto di una direttiva, non di un protocollo più stringente. Il protocollo (se “chiaro ed evidente errore” è la sola dicitura utilizzata) non è stringente, è l’interpretazione che si è voluta dare a questo protocollo che lo è.

        • LUCA MARELLI
          LUCA MARELLI dice:

          Beh, non è stato aggiunta a caso la dizione “ed evidente”: è chiaro che sia stato aggiunto per restringere l’ambito di applicazione agli episodi eclatanti, traducibile nelle vere e proprie “sviste”.

          • Alessandro
            Alessandro dice:

            Un errore come quello su Asamoah è evidente, non far intervenire il VAR su episodi del genere solo perché visti in presa diretta dall’arbitro è una scelta. Il protocollo, dizionario alla mano, lo permetterebbe.

    • Giovanni R
      Giovanni R dice:

      Mi trovo molto d’accordo con Alessandro. Non puo’ essere escluso che vi siano errori chiari ed evidenti anche in circostanze in cui l’arbitro ha visto e giudicato. Affermare il contrario equivale a dire che gli arbitri sono infallibili. L’interpretazione “se l’arbitro ha visto e giudicato il protocollo esclude la review” e’ un’interpretazione arbitraria di ciò che in effetti e’ scritto nel protocollo.

  24. Fabio
    Fabio dice:

    Concordo pienamente su tutto, e particolarmente sulle considerazioni finali.
    Lo sapevo che la VAR al mondiale sarebbe stata controproducente, ed eccone la dimostrazione.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Più che altro quel che sto per scrivere può apparire provocatorio ma non lo è: un Mondiale non è e non sarà mai un banco di prova convincente. Il totale delle gare di un Mondiale è inferiore al numero di gare di 7 giornate di campionato.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Non ho visto la gara e non mi hanno segnalato alcun episodio particolare (al di là dell’espulsione di Nagy, talmente evidente da non meritare approfondimento).
      Purtroppo, quando ci sono gare in contemporanea, devo fare delle scelte.

  25. Julian
    Julian dice:

    Buongiorno.
    Possiamo sintetizzare dicendo che in sostanza l’importanza della Var è stata talmente ridotta da essere diventata quasi esclusivamente un controllo di regolarità sui gol assegnati?
    Da quel che ho capito sugli episodi da rigore la discrezionalità è tornata quasi praticamente in capo all’arbitro principale (tranne i casi estremi di svista per un fallo di mano in mischia come quella di Parma)

  26. riccardo
    riccardo dice:

    buongiorno luca, una domanda su sassuolo-inter, l’intervento di vecino con il piede a martello sul ginocchio del giocatore del giocatore del sassuolo, di cui ora mi sfugge il nome, non era meritevole di rosso invece che di giallo? Se si, il var poteva intervenire?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      L’ho rivisto e considerato ma non ho ritenuto l’episodio di particolare importanza. Vecino entra malissimo, è vero, ma ritrae la gamba al momento del contatto. Mi sento di poter affermare che il giallo sia corretto.

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