29esima giornata: caos VAR a Lecce, bene Doveri e Guida

Continua la pioggia di rigori sul campionato ed anche in questa giornata ce ne sono almeno un paio che appartengono alla categoria “ini”.
Dall’inizio della stagione sono 142 i rigori assegnati, superato il record assoluto con ancora 90 partite da disputare.
L’ho segnalato mercoledì sui canali social e lo ripeto:

Abbiamo un grave problema a cui è necessario porre rimedio.
Ormai questa stagione è andata così e cambiare repentinamente registro è difficile (oltre che pericoloso) ma per il prossimo campionato bisogna intervenire con forza perché così non si può continuare.
Argomento sul quale tornerò non appena mi sarà possibile.

Fiorentina – Sassuolo 1-3, arbitro Chiffi

Dopo aver saltato un turno (probabilmente per gli errori al VAR in Bologna-Juventus), Chiffi torna in campo in una gara che, sulla carta, poteva ben essere assegnata ad un CAN B (e non escludo che nei programmi ci fosse questa intenzione sulla quale si è sorvolato dopo le fondate polemiche della Fiorentina, reduce dalla discussa sconfitta con la Lazio).

Buona la direzione del veneto.

Il linguaggio del corpo è sempre lo stesso: non trasmette grande decisione, a volte sembra quasi timido nelle scelte ma, tecnicamente, ha poco da invidiare a tanti altri. Se riuscisse ad esprimere una sicurezza diversa, probabilmente avremmo la possibilità di vedere un arbitro in grado di poter ambire alle gare più importanti.

Un solo episodio da verificare.
Al 21esimo minuto il Sassuolo trova la rete del vantaggio su calcio di rigore, concesso per fallo di Castrovilli su Djuricic:

Un passo indietro.
La Fiorentina, subito dopo la decisione di Chiffi, protesta con l’arbitro per un presunto fallo da rigore nell’area avversaria ad inizio azione, precisamente di Chiriches su Pezzella:

Non c’è niente.
I due calciatori si aiutano entrambi con le braccia e Pezzella cade a terra in modo innaturale, cercando palesemente un fischio a favore. Chiffi, molto ben piazzato, interpreta alla perfezione l’episodio e lascia correre.
Dalla parte opposto episodio più chiaro:

Castrovilli interviene con modesta coordinazione su Djuricic, manca del tutto il tempo del tackle ed atterra l’avversario.
Calcio di rigore.
Questo sì che è un rigore!
Uno di quei rigori che vanno assegnati per un contatto chiaro, evidente, plateale, indiscutibile.

Bologna – Cagliari 1-1, arbitro Sacchi (CAN B)

Terza gara in stagione nella massima serie per Sacchi: mancano nove giornate prima dell’ufficializzazione della promozione nella massima serie, meritatissima. A fargli compagnia, in linea di massima, ci sarà Volpi di Arezzo, arbitro di buona prospettiva (a differenza di Sacchi, 36 anni ad ottobre) sul quale, però, ci sono molti più dubbi tecnici. Il solito problema: vengono promossi arbitri di esperienza con scarse prospettive ed arbitri piuttosto giovani sui quali non ci sono certezze (delle scommesse, in gergo).

Due gli episodi da rivedere.
Al 35esimo minuto Sacchi commette un errore molto evidente (l’unico della partita ma non marginale).
Nei pressi del vertice sinistro dell’area di rigore, contatto tra Tomiyasu e Pellegrini:

Sacchi, in buona posizione, lascia proseguire.
Doppio errore, tecnico e (di conseguenza) disciplinare:

Tomiyasu tenta di intervenire sul pallone, forse lo sfiora anche ma travolge Pellegrini: calcio di punizione diretto ed ammonizione automatica (Pellegrini stava entrando in area di rigore). Sacchi non fischia nemmeno il fallo.
Il difensore del Bologna era già ammonito ed avrebbe dovuto essere espulso per doppia ammonizione. Sanzione tecnica e disciplinare “facile”, un errore non da Sacchi e, soprattutto, difficilmente digeribile in Serie A.

Al 46esimo minuto il Cagliari trova il pareggio con Simeone.
Proteste del Bologna per la posizione di Joao Pedro:

L’assistente Zingarelli, esordiente in serie A, convalida la rete:

Questo è un capolavoro di Zingarelli: Simeone è in posizione regolare per una questione di millimetri, l’assistente ha avuto la forza di non alzare la bandierina (anche se, ad onor del vero, subito dopo la realizzazione non è scattato verso il centrocampo, probabilmente avendo un legittimo ed umano dubbio sulla propria decisione).
Resta il nodo sulla posizione di Joao Pedro ma è un nodo di facile soluzione: non è punibile.
In primo luogo non partecipa minimamente all’azione e, pertanto, si tratta di un fuorigioco passivo.
In secondo luogo il saltino che compie non deve essere nemmeno considerato: se non avesse compiuto questo “strano” gesto nessuno l’avrebbe degnato di uno sguardo nei replay. Forse pensava che Nainggolan potesse tirare in porta (ed in quel caso certamente la sua posizione avrebbe potuto essere punibile, dato che si trovava tra portiere e pallone, ostruendo la linea di visione). In ogni caso il pallone giunge a Simeone, il portiere non è stato minimamente ostacolato, Joao Pedro non ha mai partecipato all’azione, non traendo alcun vantaggio.
Rete regolare.

Inter – Brescia 6-0, arbitro Manganiello

Esattamente la gara che ci aspettava: divario tecnico enorme, gara senza storia, risultato mai in discussione. Non certo un caso che sia stato designato un arbitro che potenzialmente ha delle qualità ma che viene da una stagione non certo positiva.
Nonostante ciò, ci sono un paio di episodi interessanti da rivedere.

Al 18esimo minuto l’Inter trova la rete del raddoppio con Sanchez su calcio di rigore, fischiato per un contatto tra Moses e Mateju:

Ci sta?
La risposta è positiva ma questo episodio denota un problema gigantesco con il quale bisognerà fare i conti prima della prossima stagione:

Non è una questione specifica di Moses o dell’Inter (e chi lo pensa si arrangi), è un problema che abbiamo visto decine di volte e sul quale mi sono esposto più volte: i calciatori non entrano in area per creare opportunità da rete ma per guadagnarsi un calcio di rigore.
Il contatto tra Moses e Mateju è minimo: non appena l’esterno dell’Inter ha sentito un leggero tocco, è crollato a terra (come è successo in altre circostanza con altri calciatori anche di altre squadre).
Questo episodio è sintomatico di una criticità ben evidente nel nostro campionato: un numero spropositato di calci di rigore e la tendenza dei giocatori a cadere con estrema facilità.
Fino ad una dozzina di anni fa, in caso di assegnazione di rigori di questo genere, un arbitro era consapevole che il raduno successivo sarebbe stato “pesante” da digerire: questi rigorini non si pensava nemmeno di assegnarli.

Al 34esimo minuto un episodio curioso ma didatticamente interessante.
Manganiello, nei pressi del centrocampo, intercetta un pallone calciato da Skrabb:

Il pallone torna nel pieno possesso del giocatore del Brescia e Manganiello lascia proseguire.
Giusto così: la regola introdotta quest’anno impone l’interruzione del gioco solo nel caso in cui il possesso cambi a causa dell’interferenza dell’arbitro oppure se venga creata dalla deviazione un’azione potenzialmente pericolosa (come accaduto domenica scorsa in Sampdoria-Bologna).

Al 66esimo minuto il Brescia chiede un calcio di rigore per un contatto in area tra Torregrossa e Ranocchia:

Manganiello fischia ed assegna un calcio di punizione alla difesa.
La scelta è perfetta:
Ranocchia è in netto anticipo sul pallone, l’attaccante del Brescia frappone la gamba sinistra tra il difensore ed il pallone, commettendo un’evidente irregolarità.

SPAL – Milan 2-2, arbitro Mariani

Sebbene la partita non abbia registrato errori evidenti, piccolo passo indietro del laziale rispetto alle prestazioni offerte in precedenza: qualche sbavatura di troppo sul piano tecnico a cui non siamo più abituati.
Nulla di particolare: semplicemente ci si aspetta molto da Mariani e conferme di una crescita evidente negli ultimi mesi. Pertanto rimane un minimo di amarognolo nel notare alcune imperfezioni non frequenti ultimamente.

Due episodi da rivedere.
Al 42esimo minuto contatto ruvido nella zona di centrocampo tra D’Alessandro ed Hernandez:

Mariani interviene, assegna un calcio di punizione al Milan ed ammonisce il calciatore della SPAL.
Dopo circa un minuto, mentre ancora sono in corso le operazioni di soccorso al difensore del Milan, il VAR Pairetto richiama alla “on field review” il collega:

Scelta corretta di Pairetto e cartellino rosso sul quale ci sono pochi margini di discussione: gamba alta di D’Alessandro, colpo diretto sulla tibia dell’avversario, vigoria sproporzionata ed espulsione inevitabile.
Certo, potrebbe sorgere qualche polemica per la mancanza di uniformità, per esempio relativamente al mancato intervento del VAR in Bologna-Juventus per il fallo di Danilo: reazioni comprensibili ma che hanno vita breve per il semplice fatto che l’errore non è stato commesso a Ferrara ma a Bologna, per un episodio sul quale il VAR Chiffi doveva consigliare la review a Rocchi.

Al 95esimo minuto proteste del Milan per un presunto fallo di mano di Cionek in area:

Non c’è alcun dubbio che il tocco di mano ci sia ma è altrettanto indubbio che si tratti di un episodio espressamente previsto dal regolamento (pagina 91, regola 12):

Il giocatore della SPAL interviene col tacco e si spedisce il pallone sul braccio. Tocco da regolamento non punibile, corretto lasciar correre e VAR silente su un episodio chiaro.
Un minuto prima c’era stata un’altra protesta del Milan sempre per un presunto tocco di mano: in questo caso non mi soffermo nemmeno, non c’è stato alcun tocco di mano e, non a caso, le proteste si sono esaurite nel giro di pochissimi istanti.

Verona – Parma 3-2, arbitro Valeri

Prestazione oggettivamente mediocre del romano.
Spiace doverlo sottolineare ma la direzione di gara (al di là del rigore su cui arriveremo) ha lasciato molti dubbi sotto ogni aspetto: fisicamente Valeri mi pare in calo (corsa pesante e poco lineare, busto molto eretto e sensazione che gli appoggi siano difficoltosi), tecnicamente molte imperfezioni, disciplinarmente lacunoso (ammonizione a Iacoponi senza alcun senso, nel secondo tempo manca un giallo evidente per fallo su Pessina a centrocampo, episodio sul quale non è nemmeno arrivato il calcio di punizione).

Due episodi da rivedere, tutti nel giro di sessanta secondi.
Il primo è più una curiosità che altro.
Al 44esimo minuto Rrahmani tenta un tiro approssimativo, il pallone schizza su Bruno Alves, il Verona chiede un calcio di rigore:

Pallone che, in realtà, rimbalza sulla pancia di Bruno Alves (ed il braccio destro, anche se sfiorato, è aderente al busto).
Rrahmani protesta platealmente con le braccia alte

e viene sanzionato per un fallo di mano.
Giusto così: non c’era alcuna infrazione di Bruno Alves e Rrahmani ha toccato chiaramente il pallone con le braccia.

Al 45esimo un episodio sintomatico del periodo.
Di Carmine cade a terra pochi centimetri dentro l’area di rigore dopo un contatto con Bruno Alves:

Non c’è assolutamente nulla ma Valeri fischia il calcio di rigore.
Bruno Alves, uno dei calciatori più corretti della Serie A, nell’immediato si lascia andare ad un gesto di dissenso evidente per poi tornare ad essere un capitano esemplare: si avvicina a Valeri e chiede spiegazioni con una calma ammirevole.
Nonostante ciò il rigore viene confermato e non c’era altra ipotesi possibile: il VAR aveva le mani legate, il rigore è inesistente ma un contatto c’è stato. In presenza di un contatto, l’entità dello stesso è di esclusiva competenza dell’arbitro, a maggior ragione in casi di questo genere, con la prospettiva libera e senza alcun ostacolo visivo.
Curioso quanto accade durante l’esecuzione del rigore.
Di Carmine, a due passi dal pallone sulla rincorsa, si ferma e non calcia il pallone verso la porta.
Probabile che l’attaccante del Verona abbia sentito qualcosa come “ferma” pensando fosse rivolto a lui mentre Valeri si rivolgeva ai difensori del Parma che stavano entrando in area di rigore prima dell’esecuzione.
Una curiosità, nulla di più: un qui pro quo tra attaccante ed arbitro.

Lecce – Sampdoria 1-2, arbitro Rocchi

Altri tre rigori fischiati dal toscano ma, ancora una volta dopo Bologna, è il VAR Pasqua a creargli un problema non di poco conto.
Oltre ai rigori assegnati, c’è un episodio che avrebbe potuto cambiare tutto il corso della gara.
E proprio da questo iniziamo.
Al 14esimo minuto scontro tra Donati e Bonazzoli:

Rocchi fischia un calcio di punizione.
Donati rimedia un taglio in pieno volto ed il motivo lo si scopre dai vari replay:

Bonazzoli, dopo la caduta a terra, carica e rilascia con violenza la gamba sinistra. Con la suola dello scarpino colpisce in pieno volto l’avversario.
Questa è la classica fattispecie di condotta violenta: movimento di estrema pericolosità.
Ingiustificabile, in questo caso, l’inerzia del VAR Pasqua: se in campo un episodio di questo genere può sfuggire (per velocità, perché totalmente inatteso, per mille motivi), la tecnologia è stata introdotta proprio per evitare sviste clamorose.
Riviste le immagini, spazio per dubbi non ce ne sono: il gesto di Bonazzoli è chiaro, la condotta violenta plateale, la scarpata in faccia all’avversario di una pericolosità eccezionale. C’è da ringraziare la buona sorte se i tacchetti di Bonazzoli non siano finiti in un occhio dell’avversario.

Al 37esimo primo calcio di rigore della serata per un contatto in area tra Tachtsidis e Jankto:

Il difensore del Lecce controlla male il pallone di cui si impossessa Jankto, contatto sul piede e rigore inevitabile.
Poco da aggiungere.

Al 48esimo minuto secondo rigore, questa volta in favore del Lecce.
Saponara, dopo aver vinto un paio di rimpalli, entra in contatto con Thorsby all’interno dell’area di rigore:

Rocchi, in posizione perfetta, interrompe il gioco ed assegna un calcio di rigore ai padroni di casa:

Rigore sul quale c’è da evidenziare un particolare spesso dimenticato (o forse non sufficientemente conosciuto): toccare anche (ripeto: anche…) il pallone non è condizione sufficiente per poter interpretare un contatto come regolare.
Nel caso specifico Thorsby si è assunto un rischio enorme, affondando un tackle in piena area con le conseguenze del caso.
In particolare è la seconda immagine a chiarire la fattispecie: sicuramente il pallone viene toccato dal difendente ma è altrettanto certo che la gamba destra di Thorsby è alta e provoca la caduta di Saponara.
Dilungarsi sulla spiegazione tecnica del rigore assegnato è superfluo: infrazione evidente, non ha molto senso discutere la decisione di Rocchi.

Al 73esimo il terzo rigore, per un contatto in area tra Paz e Depaoli:

Anche in questo caso dubbi ce ne sono pochi se si osserva con attenzione la dinamica complessiva:

Depaoli protegge il pallone con la gamba sinistra, di fatto impedendo al difensore di poter arrivare alla deviazione.
Paz affonda ugualmente il tackle ed è praticamente scontato che tocchi la gamba sinistra dell’avversario con il proprio corpo.
Rigore sul quale ci sono state discussioni ma che francamente fatico a ritenere anche solo eccessivo.

Atalanta – Napoli 2-0, arbitro Doveri

La partita ideale da commentare: nessun episodio particolare, una direzione tranquilla di Doveri, rientrato dalla pausa forzata in condizioni psico-fisiche eccellenti. Sostenuto da una condizione atletica valida (e furbo nel non sprecare energie con corse inutili nell’afa di questi giorni), anche la parte tecnica diventa più “facile”.
Questo aspetto, spesso sottovalutato, è basilare e non è certo un caso che, fin da giovani, gli arbitri vengono invitati a seguire dei percorsi di allenamento costanti.
E’ chiaro, è complesso convincere un ragazzo di 16/18 anni ad allenarsi: nel pieno della vigoria fisica tutto sembra semplice anche senza recarsi al campo, investendo una dozzina di ore alla settimana per mantenere il fisico nelle migliori condizioni possibili.
Ma senza l’allenamento costante non si arriva ai (quasi) 43 anni di Doveri con questa freschezza: si perde qualcosa nello scatto (normale, il tempo passa per tutti) ma si riesce a mantenere alto lo standard.
A Bergamo, in particolare, ieri faceva caldissimo (e nelle prossime settimane questo aspetto sarà un fattore): non stupiamoci se, nel prosieguo del campionato, vedremo cali repentini del ritmo nella seconda parte, anche degli arbitri.
E’ normale, perché anche il più tonico degli atleti non può pensare di mantenere la massima performance in 95 minuti disputati con oltre 30 gradi ed umidità soffocante.
Sulla gara poco da aggiungere: l’aspetto più positivo è aver notato che Doveri non ha mai avuto particolari problemi nel mantenere la disciplina, segnale inequivocabile della crescente autorevolezza sui calciatori che ormai riconoscono implicitamente le qualità dell’arbitro romano, cresciuto molto più di quanto mi aspettassi (e sono felicissimo di essermi sbagliato sulle potenzialità).
Rizzoli, con ogni probabilità, lo “sfrutterà” parecchio nelle nove giornate mancanti, utilizzandolo soprattutto per i big match in programma.

Roma – Udinese 0-2, arbitro Guida

Risultato a sorpresa e partita tutt’altro che banale per Guida, finalmente in campo dopo la ripresa (probabilmente ha dovuto attendere qualche giorno in più per superare del tutto un acciacco fisico).
Prestazione di alto livello con una sola criticità, gestita alla perfezione.
Al 28esimo minuto Perotti commette un fallo su Becao:

Guida non estrae immediatamente il cartellino ma sembra pensarci su per qualche secondo, probabilmente ricostruendo mentalmente la dinamica complessiva dell’azione:

Buona la sua posizione, la scelta del cartellino è stata favorita dall’osservazione dell’episodio incentrata sulla parte bassa dei calciatori, ciò che gli ha consentito di notare il punto di contatto.
Bravo, molto bravo Guida a scegliere il cartellino rosso: vigoria sproporzionata chiara, rischio altissimo per l’incolumità del difensore dell’Udinese, in caso di ammonizione sarebbe intervenuto il VAR per richiamare l’arbitro alla “on field review”.
Sul resto poco da aggiungere: anche Guida, come Doveri, è ormai parte dell’elite arbitrale italiana ed è riconosciuto come tale dai calciatori. Per quanto si sia trattato di una partita abbastanza strana, non c’è mai stato un momento di vera tensione in campo, nemmeno in occasione dell’espulsione poco sopra valutata.
Anche Guida, come Doveri, sarà molto utilizzato in questa fase finale del campionato.

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76 commenti
  1. Zvs
    Zvs dice:

    Non è questione di fiducia, le confermo che non dubito della fondatezza della sua opinione, ma di collocazione sistemica della fattispecie. È una mia deformazione quella di applicare un principio fino al suo estremo limite, in una ricerca dell’armonia che, almeno in ambito giuridico, seppur in senso lato, resta una meta . Qui il punto è duplice; il primo attiene al momento in cui la palla lascia il piede di Nainggolan. Lei mi specifica che sarebbe stato un fuorigioco punibile, per ostacolo alla visione, se il pallone fosse stato diretto in porta.,Se la posizione di fuorigioco va valutata nell’attimo del rilascio, per usare un termine cestistico, tutto va fermato in quell’istante, perché è in quel preciso momento che l’ottimale Zingarelli di turno avrebbe dovuto decidere se alzare o no la bandierina. Nella regola, devo assumere volutamente, si parla di ostacolo visivo, senza distinzioni ulteriori. E qui si ferma il mio ragionamento, mentre prosegue il suo, e quello degli arbitri. Il secondo aspetto cui accennavo ormai troppe righe sopra attiene al “giocare o toccare“, ed è secondario, anche temporalmente, ma non irrilevante: saltando gioca, e qui azzardo che non è questione di interpretazione ma di semantica. In relazione al paradosso che mi propone non ho nulla da eccepire, per l`oggettività del ragionamento. Ed è proprio per l’impossibilità di catalogare ogni possibilità che, a mio parere, si dovrebbero adottare formule meno fumose, e dirette a fissare un criterio di approccio valutativo, quale quello che ho provato sinteticamente a tratteggiare, piuttosto che a cercare di descrivere astrattamente figure generali di situazioni come attualmente accade. Qui c’è la regola, ma contiene troppo, e ciò, a mio parere, aumenta la discrezionalità sui casi limite, mentre la limita su quelli canonici. È, a mio parere, ciò in cui lei si inoltra quando distingue tra intralcio sul tiro e intralcio sul passaggio: qui viene aggiunto un tassello, costituito dal differimento temporale della rilevanza. Penso che sia una semplificazione, apprezzabile in epoca pre Var, ma limitante ora è destinata a soccombere laddove si arrivasse al challenge. A quel punto le disamine che noi qui conducismo in linea di principio sarebbero date in pasto ai giornali. E a quel punto mi allontaneró dal calcio. La ringrazio per l’amabile e, per me, istruttivo confronto. La saluto confermandole la mia stima

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Possiamo chiudere questa vicenda?
      Ho capito che Lei non ha alcuna intenzione di capire, non perché sia sciocco ma perché ormai si è fossilizzato sulla sua idea.
      Skorupski non ha mai un ostacolo visivo da Joao Pedro, vede sempre il pallone, vede il passaggio e Joao Pedro non diventa mai attivo.
      Arbitralmente parlando è un episodio banale.
      Va bene essere tifosi ma, alla fine, non si può spiegare cento volte lo stesso concetto.

      Cordiali saluti.

    • Zvs
      Zvs dice:

      Parlo di principi, non di errori arbitrali, perciò il tifo è estraneo al ragionamento. Prendo atto che, ora, ritenga che il portiere non abbia mai avuto la visuale ostruits. Questo mina il mio ragionamento, che si basava sull’esatti contrario, come aveva sostenuto nel commento. Discorso chiuso. Cordialità

  2. Adriano
    Adriano dice:

    Caro Luca, ti fa molto onore l’onestà con la quale riconosci la crescita di arbitri di Doveri e Guida, sulle prospettive dei quali in passato non eri molto convinto (ed io concordavo con te). Il quesito è il seguente: abbiamo giovani di valore alla CAN o anche alla CAN C, in grado di costituire un valido ricambio all’attuale generazione di arbitri “top” o quantomeno esperti, che a fine stagione comincerà ad assottigliarsi con l’uscita di Rocchi, Calvarese e Giacomelli?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Nell’immediato no.
      Nel medio-lungo periodo me lo auguro ma, in tutta franchezza, sono molto pessimista.
      Soprattutto per la prossima stagione.

  3. Lorenzo
    Lorenzo dice:

    Buonasera Luca, riguardo al numero dei rigori che nell’ultimo anno sta aumentando in modo evidente, secondo te può tranquillizarci pensare che potrebbe essere dovuto ad un aumento della punibilità dei tocchi di mano? O è troppo l’aumento rispetto agli altri campionati?
    Grazie

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      No, non c’entra niente il numero di rigori per tocchi di mano, sono più o meno gli stessi delle ultime due stagioni.
      L’aumento è decisamente esagerato.

      Ciao.

  4. Gabriele
    Gabriele dice:

    Buonasera dottor Marelli mi scusi l’off topic volevo farle una domanda sulle designazioni. Lei spesso ha auspicato un ritorno di orsato per l’inter; per inter Brescia è stato proposto manganiello nonostante lei aveva detto di sperare potesse essere quella la partita giusta. Per domani è stato designato pairetto e ciò mi ha stupito perché negli ultimi anni inter Bologna è sempre stata una partita spinosa e non so se pairetto riuscirà a tenerla in pugno se dovesse complicarsi. Vorrei chiederle secondo lei le polemiche relative all’audio e al voto della partita di 2 anni fa condizionano rizzoli nel non designare orsato con l’inter? Potrebbe essere lo stesso orsato, che non dovendo più far carriera ed in virtù delle minacce ricevute, a chiedere di non arbitrare più l’inter? Oppure rizzoli sta preservando lui e rocchi da impegni mediatici in virtù della designazione di juve lazio? Grazie e buona giornata

  5. Sullivan
    Sullivan dice:

    Buongiorno Luca,
    È meglio fischiare fallo + cartellino istantaneamente (tipo come fa Rocchi, che è sempre una scheggia), oppure prendersi alcuni secondi di tempo per ragionare (come ha fatto Guida in Roma-Udinese)?
    Cosa è preferibile secondo te?
    Grazie

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      La norma è arrivare col cartellino già ben visibile per evitare che si possano generare proteste (e, soprattutto, per non far credere di avere un dubbio. In sostanza: apparire decisi).
      In casi eccezionali, come in questa circostanza, va bene riflettere qualche secondo, rivedere l’episodio nella testa e decidere. Ripeto: in casi eccezionali, non dev’essere la normalità.

  6. Zvs
    Zvs dice:

    Buongiorno dottor. Marelli,
    Vorrei soffermarmi sull’asserita non punibilità della posizione di Joai Pedro relativamente alla quale lei scrive che, se si fosse trattato di tiro in porta, sarebbe stata punibile, “ostruendo la linea di visione” al portiere, ma non lo sarebbe perché “in ogni caso il pallone giunge a Simeone, il portiere non è stato minimamente ostacolato”. Analisi che, a lume di logica, presenta qualche criticità: se ostruiva la visuale al portiere, leggo dal regolamento 100819 pagina 86, interferiva comunque con un avversario finendo con l’essere coinvolto nel gioco attivo. Non si parla di tiro in porta e, al contrario, si utilizza un concetto molto ampio: “interferendo con il gioco, giocando o toccando il pallone”. E qui c’è l’aspetto del salto: quel salto testimonia senza ombra di dubbio, come lei puntualmente nota, che Joao Pedro “pensava che Nainggolan potesse tirare in porta” oppure, aggiungo io che Simeone
    ricevesse il passaggio;lo sa solo Joao, ma in ogni caso è un più che evidente coinvolgimento nel gioco.
    Una nota su Zingarelli: non alza la bandierina, e nemmeno corre a centrocampo, perché si affida al Var: neanche un falco avrebbe potuto stabilire che la punta della spalla del difendente teneva in gioco il ginocchio di Simeone. Temo anzi che la laboriosità di questo accertamento abbia distolto l’attenzione dal ruolo in commedia avutonda Jiao Pedro. Serve il chsllenge. Anzi, ne servirebbero 2/3 per squadra. La ringrazio per l’attenzione

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sì, immaginavo che un lettore particolarmente attento avrebbe potuto rilevare questa criticità.
      Lo immaginavo perché nel testo non ho specificato un punto: nel caso in cui Nainggolan avesse tirato in porta, Joao Pedro avrebbe potuto interferire con la linea di visione nella traiettoria del pallone.
      In realtà, al momento del passaggio verso Simeone, la linea di visione di Skorupski è totalmente aperta, Joao Pedro non impatta minimamente.

      Su Zingarelli ho già scritto anche dell’esitazione.
      Ma già tenere giù la bandierina è un segnale di personalità, era MOLTO più facile alzarla.

      Anche col challenge questo episodio si sarebbe concluso con la convalida della rete.

      Ciao.

    • Zvs
      Zvs dice:

      Scusi la pignoleria, che mira solo a definire il concetto: in quale momento si valuta la punibilità del fuorigioco? Dalla sua risposta ne deriverebbe che rilevi il solo momento finale, cioè il tiro in porta di Simeone. Ma questo colliderebbe col concetto di continuità dell’azione che troviamo in tante altre regole /linee guida: un’infrazione punibile è un frutto avvelenato se, ad esempio, tizio recupera fallosamente palla nella propria area e, dopo due minuti di possesso, la sua squadra segna. Qui invece non lo sarebbe? Lei scrive che il portiere aveva visuale sul tiro, perché lo fa simeone, e concordo con lei, ma ciò non toglie che la medesima visuale fosse ostacolata da Joao al momento del passaggio. Con ciò stesso ostacolando la possibilità del portiere di reagire al meglio, perché quel passaggio lo vede più tardi di quando avrebbe potuto senza Pedro in mezzo.
      Se non è punibile va bene, ma non c’è coerenza normativa. O almeno io non la colgo.
      È più per altro per essere preparato per casi futuri 😉😊😉
      Grazie ancora

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Ma è proprio questo il punto: se guardi con attenzione il fotogramma, al momento del passaggio Skorupski vedeva il pallone senza alcun ostacolo visivo. Se Nainggolan avesse tirato in porta (per esempio sulla destra del portiere) il pallone avrebbe potuto essere coperto (nella traiettoria) da Joao Pedro ed in quel momento sarebbe diventato punibile.
      Dato che, invece, il pallone si muove verso la sinistra del portiere, lo stesso non perde mai contatto visivo per colpa di Joao Pedro e, pertanto, l’attaccante del Cagliari non diventa mai attivo nell’azione.
      Sia chiaro: non è un episodio semplice ma, osservando con attenzione ogni passaggio, è abbastanza semplice da decifrare.

      Ciao.

    • Zvs
      Zvs dice:

      Sì, non lo vede partire, ma una volta che il pallone passa oltre Joao lo vede. Prendo atto della sua ricostruzione: situazione complessa, che diventa semplice focalizzando sul criterio “visuale” piuttosto che su quello di partecipare al gioco. La ringrazio per le spiegazioni

    • Zvs
      Zvs dice:

      Mi ero acquietato, ma la sua precisazione mi stimola altre curiosità: il regolamento, almeno quello che le ho citato nel primo messaggio, non richiede la partecipazione all’azione, che è concetto già abbastanza preciso, ma usa il termine interferenza, col gioco o con l’avversario, e precisa che l’interferenza col gioco che fa scattare la punibilità si può verificare “giocando o toccando il pallone”, formuls amplissima, così come lo è quella utilizzata per l’interferenza con l’avversario. Contrapporre giocare a toccare la palla può significare solo che si può giocare anche senza toccarla. A conferma possiamo estrapolare altri indizi laddove si parla di interferenze tentate. Come regolamento mi sembra più impostato sulla common law che sulla codificazione, e quindi lascia molto, per me troppo, alla discrezionalità arbitrale.
      Quella che le fa scrivere la puntualizzazione e che, a me, lascia l’impressione che la passeggiata in area di Joao Pedro, volendolo, avrebbe tutte le caratteristiche delle interferenze vietate. La discrezionalità dell’arbitro è elemento ineluttabile, dato l’oggetto su cui si esplica, ma dovrebbe essere inquadrata dentro principi generali chiari, così da raggiungere un’omogeneità maggiore nelle decisioni. Se usiamo formule fumose, o troppo generiche, non se ne esce.
      Sospetto che la ragione sia dalla sua parte, ma mi conceda che certezza non c’è. Qui come in tante altre ipotesi, dove il regolamento può essere interpretato in un senso o nell’altro. Personalmente riterrei che sarebbe pure ora di superare il sistema che attribuisce all’ifab la potestà di cambiare le regole: i britannici, ecco il perché mi ricordava la common law, erano un riferimento in un’era ormai lontana, e mi pare del tutto anacronistico il mantenimento di un diritto di veto che preclude alla Fifa, che governa il calcio, di modificarne le regole in autonomia. Potrebbe essere l’occasione per una codificazione organica delle regole che, in un ambito che muove miliardi, rappresenta una necessità non più procastinabile. Le ho fatto perdere fin troppo tempo, e immagino che ormai si appresti a commentare il derby torinese: l’attualità reclama attenzione. Ma la fissazione dei principi è un’attualità perenne, non ancora compiutamente soddisfatta. Buona domenica

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Certamente ma Joao Pedro non partecipa MAI all’azione, il punto è tutto qui: evidentemente non ti fidi di quel che ti sto dicendo ed è legittimo ma sulla posizione di Joao Pedro non c’è alcun dubbio.
      Puoi sostenere che certezza non ci sia, è legittimo. Da parte mia ti dico che non c’è alcun dubbio che la posizione sia di fuorigioco passivo ed è ovviamente impossibile codificare tutto.
      Spesso porto un esempio che ti ripropongo: se domani impazzissi e decidessi di scrivere un volume con tutte le fattispecie possibili, scriverei un volume di 10mila pagine. Ma ne mancherebbero 2000.
      Se tra un anno, se decidessi di aggiornare quel volume, potrei scriverlo di 15mila pagina. E ne mancherebbero altre 2000, perché le ipotesi sono infinite, bastano 50 centimetri per cambiare un episodio.
      Ed è sbagliato il confronto con la common law: il regolamento è una norma scritta, ovviamente interpretabile secondo taluni parametri, esattamente come una qualsiasi legge di civil law, non è tutto lasciato alla discrezionalità del giudice.

      Ciao.

  7. Pietro
    Pietro dice:

    Ciao Luca, una domanda da tifoso”dell’inter. Anche io quando ho visto quel rigore sinceramente mi è sembrato uno di quei rigorini di cui parli spesso e sono d’accordo che dovrebbero essere fischiati di meno. Poco prima però (non so se hai visto la partita perché non credo lo abbiano fatto vedere nelle moviole, probabilmente per mancanza di interesse visto il risultato così netto) vi è stata una spinta in area da parte di un difensore dell brescia sempre su Moses. Sinceramente mi è sembrata una spinta data con una vigoria decisamente sproporzionata e quella sì passabile di rigore. La hai vista? Sei d’accordo con me?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Ho visto la partita ma ti direi una sciocchezza se affermassi che ricordo quell’episodio.
      Non lo so ma il fatto non l’abbia annotato è già un indizio 😉
      Ciao

  8. Alessandro F.
    Alessandro F. dice:

    A Firenze, grazie all’audio ambientale dovuto alle porte chiuse, si è sentito Chiffi dire a Pezzella “se vuoi ti do il fischietto e fischi tu?” evidentemente troppo loquace nelle proteste. Che ne pensi? Atteggiamento giusto? È normale in campo? Non è una polemica, è proprio una domanda perché non siamo abituati a sentire le parole dell’arbitro…

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Ogni tanto, come già scritto in precedenza, lo facevo pure io. Anzi, per la precisione andavo anche oltre: “facciamo così, tu arbitri ed io gioco al posto tuo ma prendo anche il tuo stipendio”. E’ un modo ironico per far capire che tutti in campo svolgono il proprio compito.
      E ti assicuro che, con il pubblico che copre le parole, a volte se ne dicono di peggio: siamo esseri umani, ogni tanto i nervi saltano anche agli arbitri…

  9. Lorenzo
    Lorenzo dice:

    Ciao Luca
    Premetto che faccio una domanda da tifoso che ha penato in una partita contro l’ultima in classifica.
    Hai qualche commento sul recupero di Spal – Milan? Mi pare che un minuto o due in piu’ sia a livello di entita’ iniziale che alternativamente come estensione dei 6 minuti iniziali ci potessero stare per perdite di tempo dei giocatori della Spal.
    Grazie e ciao.

  10. Maurizio Mesaglio
    Maurizio Mesaglio dice:

    Buonasera Luca, ho visto molti commenti sui ” contattini” a giustificare l’aumento del numero di calci di rigore concessi ma, a mio modesto parere, è la diversa valutazione del “mani” a causarlo.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Ti sbagli: i rigori per falli di mano sono circa il 30%.
      La valutazione dei tocchi di mano, in ogni caso, è identica perché la valutazione stessa è la medesima da oltre 10 anni.

  11. Rocco
    Rocco dice:

    Buonasera, volevo chiedere due informazioni/curiosità:
    1 Le possibilità per Orsato di arbitrare la finale di Champions sono rimaste invariate anche dopo il periodo di stop?
    2 Come fa un arbitro, che ha sempre fischiato i “contattini” in area di rigore, a non punirli più?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      1 – Secondo me sono aumentate di molto per due motivi:
      A – i candidati alternativi arbitrano in campionati sospesi definitivamente;
      B – La pausa gli ha consentito di superare i problemi fisici che lo hanno perseguitato per due anni

      2 – Deve rendersi conto dell’errore e comprendere che la soglia individuata è troppo bassa. Ma Rizzoli è consapevole di questo problema, saprà affrontarlo al meglio.

    • Alessandro VA
      Alessandro VA dice:

      Purtroppo non siamo ancora culturalmente pronti ad avere il miglior arbitro e le due migliori squadre di un torneo eventualmente della stessa nazionalità.

  12. Antonio
    Antonio dice:

    Ciao Luca, come al solito ti ringrazio per questo servizio che ci soffri e spero che ti possa superare i problemi tecnici incontrati negli ultimi giorni. Riguardo al discorso dei “rigorini” mi trovi assolutamente d’accordo. Questo è un problema che va affrontato prima dell’inizio del prossimo campionato per gli così non penso si possa proseguire. Il protocollo attuale si sta rivelando un’arma a doppio taglio per cui spero che saranno apportate opportune modifiche, anche per salvaguardare lo spettacolo del gioco, che secondo con questi contatti accentuati sta venendo meno. Mi aspetto una presa di posizione da parte di Rizzoli, anche se ancora si fa attendere.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      In realtà il VAR c’entra poco: nel primo anno di VAR online i rigori sono diminuiti e l’anno dopo sono rimasti invariati.
      L’impennata c’è stata quest’anno e nel protocollo VAR non è cambiato niente.
      La criticità è il metro di valutazione, un’asticella che si è abbassata tanto da punire con maggiore severità in area rispetto ad altre zone del campo.

    • Antonio
      Antonio dice:

      Certamente, sono d’accordo. Ma, correggimi se sbaglio, la norma del protocollo che prevede l’intervento solo in caso di evidente errore, limita l’intervento in caso di contatti minimi. Quindi dopo un contatto minimo e palesemente cercato (come Caicedo contro la Fiorentina o peggio il primo rigore dato al Genoa contro il Brescia), il Var non può intervenire perché c’è stato un minimo contatto. Purtroppo lo trovo un forte limite di applicazione.

  13. Nicoló
    Nicoló dice:

    Ciao Luca,
    Due curiosità che non riguardano le partite di questa giornata.
    1- non ti sembra assurdo che un arbitro come Rocchi con una condizione atletica così formidabile venga dismesso per limiti di età, visto che assieme ad orsato sono ormai gli ultimi arbitri d’élite rimasti?
    2- in questo momento chi è secondo te l’arbitro che in prospettiva può diventare elite? Tralasciando l’errore di questa giornata, secondo me Pasqua è uno dei più talentuosi, o comunque è un arbitro che a me piace molto.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      1 – Una delle norme più ridicole dell’AIA (non l’unica), peraltro in “odore” di illegittimità (in INghilterra, infatti, è stata dichiarata tale già da una decina d’anni una norma simile che è stata abolita);
      2 – Guida più di Massa. Spero a gennaio 2021 ma non è facile.
      3 – Pasqua è un arbitro di enorme talento ma deve capire (lui per primo) per quale motivo incorra spesso in clamorosi “sfondoni” come quello di Lecce…

  14. Aimone
    Aimone dice:

    Luca ma sbaglio o Valeri fischia sempre questi mezzi rigorini che sono più no che sì…?

  15. franco neri
    franco neri dice:

    Ciao Luca, premetto che, la mia, è solo curiosità intellettuale, poiché incsppo spesso, nel calcio, in regole e/o prassi che si scontrano con i principi adottati in altre situazioni. In relazione al pareggio del Cagliari scrivi che JPedro non partecipa all’azione e non ostacola la visuale del portiere, mentre minimizzi sul saltino. In realtà JP è girato verso il centro, vede Simeone, che probabilmente gliela chiama pure, e salta per fargli arrivare la palla, o comunque per evitare che la medesima gli sbatta sulle gambe. Lui, a mio parere, partecipa all’azione, perché, se si fosse disinteressato della palla, l’avrebbe impattata: evitare questo impatto preclude il disinteresse. Mi spiego meglio: se avesse mostrato la chiara INTENZIONE di deviare il PALLONE, evidentemente per farlo arrivare ad un compagno, sarebbe stato fuorigioco sanzionabile? Penso che non ci sarebbero stati dubbi. Se la ratio della risposta è da cercare nell’interesse mostrato per lo sviluppo dell’azione allora non si capisce perchè la chiara intenzione di NON toccare la palla già ben indirizzata diventi ininfluente. Sempre di intenzione si tratta, e in entrambe le ipotesi è riscontrabile “un’evidente azione che chiaramente impatta sulla capacità dell’avversario di giocare il pallone”

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Joao Pedro

      Abbi pazienza, Franco, ma il pallone passa a tre metri da Joao Pedro, mica fa un “velo” per favorire Simeone. Se non avesse saltato, il pallone gli sarebbe passato lo stesso a tre metri di distanza.

      In questa fattispecie non ci sono dubbi sul fatto che Joao Pedro sia in posizione di fuorigioco passivo.
      Come ho scritto, se non avesse saltato a caso nessuno si sarebbe nemmeno interrogato sulla posizione.

      Un dubbio ci sta ma insistere su immagini chiare anche no, dai…

    • franco neri
      franco neri dice:

      Non riesco a postare il video, che trovi nella pagina Facebook di jsmes toro giacomino. L’ immagine che posti è troppo anteriore al momento topico: JPedro rientra dal fuorigioco e la sua corsa interseca quella della palla. Non è che salta perché punto da un ragno 😉

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Ma non cambia niente: anche se gli passasse ad un metro non impatta mai con il portiere (che vede sempre il pallone) e nemmeno coi difensori (perché è lontano dal più vicino).
      Davvero, di fronte ad un episodio dubbio sono il primo a rilevarlo ma in questa circostanza non c’è niente, ma proprio niente, di discutibile.

  16. Federico Cecchini
    Federico Cecchini dice:

    Buongiorno Luca,

    sempre preciso e puntuale nell’analisi degli episodi che grazie al tuo contributo mi hanno permesso di considerare l’arbitro come una figura integrate del gioco del calcio.
    Vedo che fai riferimenti ogni tanto ad arbitri di B che da quel che ho capito ogni tanto arbitrano qualche partita in serie A. Io seguo molto la B in quanto la mia squadra del cuore (Pisa) disputa il campionato cadetto e, per quel che può valere il mio “occhio arbitrale”, qualche ragazzo secondo me non sfigurerebbero in serie A.
    Ultimo l’arbitro del derby di lunedì Spezia-Pisa ha condotto la partita con una naturalezza e accettazione da parte di tutti che mi ha colpito favorevolmente, pur essendo stata partita tirata e in bilico fino alla fine (1-2).
    Spero questi ragazzi possano avere maggior spazio per la loro crescita nel campionato maggiore e, perché no, qualche “senatore” a sbrogliare qualche partitaccia di serie B non sarebbe male.

    Un saluto

    Federico

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Beh, Ghersini l’ho sempre indicato come un arbitro di grande talento.
      Purtroppo negli anni si è perso alternando prestazioni eccezionali a disastri epocali.
      Senza continuità, purtroppo, è impossibile ambire ai passaggi di categoria…

      Ciao.

  17. Alex
    Alex dice:

    Carissimo Luca, grazie per i tuoi approfondimenti e il tempo che dedichi al blog. Mi permetto una considerazione generale (magari sbagliata): non vedo nessun arbitro della Can A pronto a raccogliere ” l’eredità ” di leader dopo Orsato. Mi spiego Collina ha lasciato la serie A con Rosetti e Rizzoli in rampa di lancio, Rizzoli ha lasciato con Rocchi e Ora sto ma tra 2 anni cosa accadrà? Condividi il mio pensiero? Quali sono stati le possibili cause? Grazie mille

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Assolutamente condivisibile.
      Se in 11 anni siamo a questo punto, non può che essere responsabilità di chi ha presieduto l’AIA in tutto questo periodo.
      A partire da chi ha diviso le CAN (Nicchi) e da chi, oggi, sta tentando di riunificarle dopo essersi accorto del disastro tecnico creato (Nicchi).
      Ma questa persona ritiene di doversi candidare per poter completare il lavoro (sue parole).
      Resta da capire a quale lavoro si riferisca.

  18. Roberto
    Roberto dice:

    Buongiorno Luca
    Sono contento che il blog sia tornato a funzionare.
    Volevo chiederle un parere, visto che mi fido molto del suo giudizio in materia arbitrale.
    In Sheffield – Tottenham, disputata ieri, hanno annullato un gol di Kane per tocco di mano di Lucas. Volevo un suo parere a riguardo, sempre se le è capitato di vedere l’episodio. È una mia curiosità da tifoso degli Spurs, ma se non l’ha vista non c’è nessun problema, cancelli pure il commento.
    Grazie comunque per l’attenzione, scusi il disturbo e buona giornata!

  19. Nicola
    Nicola dice:

    Salve, giustamente Lei definisce rigorini dei lievi contatti in area e perciò Le chiedo: “Secondo Lei quanto potranno pagare questa abitudine le squadre italiane in campo internazionale? Anche perché mi sembra che, da più parti, i contatti fisici minimi siano più tollerati.”

  20. maurizio
    maurizio dice:

    ciao a tutti.
    Per evitare i “rigorini” che cominciano davvero a dare fastidio, credo ci possano essere poche soluzioni.
    La prima è una presa di coscienza di società e calciatori, ma la vedo dura… Voglio essere buonista al massimo ed invocare la “buonafede”: sono cose che l’agonismo, probabilmente, ti porta a fare. Un po’ come certi falli o reazioni assolutamente insensati.
    Oppure, a rischio di raddoppiare la durata delle partite, ogni volta che ci sono dei rigori si va a vedere. Alla “moviola” si riesce quasi sempre a stabilire se l’intervento è decisivo o no. Ma questa seconda ipotesi, secondo me, deve essere accompagnata dall’inasprimento della norma sulla simulazione: se cerchi il contatto, se il contatto è lieve e tu ti butti è giallo.

    Forse un po’ eccessivo, ma credo sia l’unico modo (se non uno dei pochissimi modi) per uscirne..

    buon weekend a tutti!!!

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Il protocollo è stato scritto in modo rigido proprio per evitare lunghezze eccessive delle partite.
      Ed io sono d’accordo.
      La soluzione è un raduno basato soprattutto sulla visione di tutti i rigorini che non vanno fischiati.

      Ciao.

  21. Giorgio A.
    Giorgio A. dice:

    Luca, sul secondo rigore della Samp vi è una evidente tirata di maglia dell’attaccante. Anche in questo caso Rocchi non poteva vederla, si percepisce nel replay frontale. Credo che anche in questo caso potesse essere indicato il richiamo da Pasqua. Poi se Rocchi l’avesse ritenuta ininfluente sarebbe stato diverso ( anche se per una tirata simile proprio Rocchi ha dato rigore a Bologna). Che ne pensi?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      No, non poteva essere chiamato dal VAR: non è mai un chiaro ed evidente errore, è una valutazione soggettiva. Per me, per esempio, è una dinamica pressoché normale in tali circostanze, entrambi si aiutano con le mani in modi differenti.
      La questione è che ancora molti non hanno capito quando il VAR può intervenire e quando no (come in questo caso).
      Quella tiratina è oggetto (al limite) da moviola (e secondo me manco da moviola), MAI da VAR.

  22. Ivano
    Ivano dice:

    Buongiorno Luca,
    Per Francesco Fourneau il sogno di arrivare in CAN A è sfumato?
    È un ragazzo d’oro….

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sfumato no ma diventa certamente più complicato.
      Peraltro potrebbe arrivarci ugualmente quest’anno se dovessero riunificare CAN A e B…

  23. Sossio
    Sossio dice:

    Ciao Luca,
    ma non pensi che guida stia facendo proprio quel “salto di qualità” che connota gli arbitri fuoriclasse?
    Leggere in maniera così perfetta quel fallo di Perotti, che si prestava molto ad essere derubricato come normalissimo fallo di gioco, secondo me vale un +0,20 sul suo voto finale.
    Secondo me solo Rocchi in quella fattispecie avrebbe estratto il rosso senza l’ausilio del VAR.
    Applausi al campano, meritati.

  24. Gabriele
    Gabriele dice:

    Buonasera dottor Marelli, per prima cosa voglio dirle che sono felice che il suo blog sia tornato attivo e spero che lei possa trovare presto qualche soluzione che le consenta di andare avanti senza rimetterci economicamente. Volevo poi dirle che per quanto riguarda la questione dei troppi rigori ho notato che spesso quelli che lei definisce rigorini sono fischiati in seguito a microcontatti in cui è l’attaccante a tagliare la corsa o ad allargare la gamba in direzione della gamba del difensore. Non sarebbe auspicabile come soluzione la scelta di non rendere mai punibili contatti derivanti da tali dinamiche a meno di movimenti scellerati dei difensori? Nel basket ad esempio è una norma introdotta per ridurre il numero di falli sul tiro da 3 derivanti dell’attaccante che in fase discendendente allargava volutamente la gamba nel cilindro del difensore. Lei crede possa essere una strada percorribile?

  25. Grigio
    Grigio dice:

    Hai posto giustamente l’accento sul numero di rigori, ma a me pare che siano notevolmente aumentate anche le sanzioni agli allenatori, al netto delle ammonizioni (che sono una novità di quest’anno, giusto?).
    È solo una mia impressione o è effettivamente così? E, nel caso, qual’è il tuo parere in merito?

  26. Alessandro
    Alessandro dice:

    Buongiorno, desideravo chiederle un commento su Lecce-Sampdoria.
    Anche io, vedendo le immagini sull’intervento di Bonazzoli, sono rimasto basito dalla gravità del fallo ma ancor più sorpreso dal mancato intervento del VAR. Poi questa mattina ho letto sulla Gazzetta dello Sport che la prova TV, forse ipotizzabile, è stata esclusa dato che Rocchi ha spiegato che (qui virgoletto come hanno fatto loro) “non avendo comunque chiara la dinamica ma soprattutto la visuale, chiedevo una conferma al VAR, Fabrizio Pasqua, che come previsto dal protocollo stava già effettuando il doveroso check. Pasqua mi dava esito negativo considerando il contatto fortuito anche dopo la visione delle immagini tv”.
    Supponendo queste dichiarazioni realistiche, mi è sembrato sinceramente tutt’altro che fortuito…

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sicuramente Rocchi ha scritto la verità, sarebbe un pazzo se avesse scritto una falsità nel supplemento di rapporto.
      Purtroppo c’è un problema di scrittura della norma che prevede la prova tv SOLO nel caso in cui l’episodio sia completamente sfuggito all’attenzione degli arbitri.
      Dato che Pasqua ha valutato fortuito il contatto (e pagherà con un lungo stop, a naso), il Giudice Sportivo aveva le mani legate dal Codice di Giustizia Sportiva.

  27. Gianluca
    Gianluca dice:

    Ciao Luca,
    innanzitutto sono contento che il blog adesso sia on-line e spero che tu riesca a trovare una soluzione accettabile per poter continuare.
    Ho una curiosità da chiederti. Nella partita Fiorentina-Sassuolo le telecamere hanno ripreso Chiffi mentre “offriva” il fischietto a un giocatore del Sassuolo che continuava a protestare. Mi è sembrata una scena più da campi di periferia che da serie A. Qual è la tua opinione? È una “provocazione” che gli arbitri usano più di quanto immagini io?
    Grazie

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Non mi è affatto dispiaciuta, soprattutto perché l’atteggiamento era quello giusto: a metà tra serietà e scherzo.
      Peraltro lo facevo pure io ma aggiungendo un pezzo alla frase: “tu fai l’arbitro ed io il calciatore, però prendo anche il tuo stipendio”…

  28. Antonio
    Antonio dice:

    Ciao Luca. Ho visto Bologna-Cagliari perché ero molto curioso di vedere Sacchi. Non mi ha convinto. Tu non l’hai scritto ma un certo punto c’è stato un fallo su rog (da giallo) e lui ha concesso il vantaggio (Simeone era involato verso la porta) decisione sbagliata, il vantaggio non lo si deve dare sempre e comunque. Ho notato però che dialoga molto (per esempio nel cooling break con Nainggolan) con i giocatori e questo sicuramente è a suo favore.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Anche io ho visto la gara e Sacchi non mi è dispiaciuto nel complesso (sebbene meno delle precedenti apparizioni).
      Deve limare alcuni particolari ma potrebbe inserirsi bene in Serie A (sempre che CAN A e B rimangano separate, il che non è scontato).

  29. Renzo
    Renzo dice:

    Ciao Luca, ti scrivo in merito al contatto d’Alessandro – Hernandez: c’è stata una inquadratura dove si è visto chiaramente come il piede di d’Alessandro si sia alzato a causa del contatto sulla palla (ha colpito il pallone con il tallone e questo è “rotolato” su di essa, alzando di conseguenza l’intero piede).
    Se l’arbitro si fosse accorto di questo particolare, avrebbe lo stesso cambiato idea?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      No.
      Ed infatti credo che lo abbia valutato perché è rimasto molto davanti al monitor.
      Oggettivamente difficile vedere solo un’imprudenza, il fallo è stato molto pericoloso per Hernandez.

  30. Valerio
    Valerio dice:

    Se posso, aggiungerei un altro errore alla direzione di Sacchi in Bologna-Cagliari: la gestione delle proteste. E non mi riferisco a quelle dei giocatori (sono state veramente poche), bensì a quelle delle panchine, specie da parte del tecnico serbo, che almeno tre volte si è lasciato andare ad espressioni udite da tutti all’interno dello stadio deserto. Né direttore di gara né IV sono intervenuti.

    • Tommaso
      Tommaso dice:

      Ciao Luca, sono felicissimo che (per il momento) il blog sia online.
      – Chiffi: ricordo che qualche anno fa tu dicesti che tra i due promossi del 2018 Chiffi e La Penna, il primo non era pronto per la massima serie, il secondo si. La domanda è: dagli esordi in Serie A ad oggi, è cambiato? Pensi lo stesso che un altro anno di CAN B gli poteva fare bene?
      – Trovo insopportabili questi “svenimenti” in area. Per me sarebbero da ammonire tutti per simulazione. Vedrai che dopo un po’ la gente smette di tuffarsi al minimo contatto.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      – Credo di avere ancora un “buon occhio” sugli arbitri ed i fatti mi hanno dato ragione. Ma continuo a pensare che Chiffi potrebbe essere un ottimo arbitro se lavorerà sui suoi difetti. Un altro anno di B gli avrebbe giovato sicuramente, così come gioverebbe a Volpi. Ma la soluzione è ancora più semplice: riunire CAN A e B;
      – Difficile. Certamente bisogna cominciare a non fischiare tanti contattini marginali.

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