10^ giornata di Serie A: dal posticipo Lazio-Inter la certezza Irrati, non solo VARista…

Mi scuso nuovamente per non aver potuto pubblicare per tempo l’approfondimento del lunedì ma, purtroppo, impegni di lavoro mi hanno precluso la possibilità di dedicarmi con la dovuta accuratezza alla scrittura. Ne sarebbe uscito un “lavoro” incompleto che non sarebbe stato rispettoso dell’attenzione di cui mi onorate.
Dopo un sabato “problematico” per l’episodio di Empoli, una domenica tutto sommato tranquilla ed un posticipo che ci regala l’ormai certezza Irrati.

SPAL – Frosinone 0-3, arbitro Chiffi

Gara contrassegnata da un paio di episodi di cui il primo molto particolare, susseguente alla rete annullata al Frosinone per fuorigioco di Chisbah.
Al minuto 33, su tiro di Zampano, Chisbah devia il pallone in rete:

Sul fuorigioco poco da aggiungere: sebbene sia meno evidente di quanto possa sembrare (deve essere considerato il piede del difensore della SPAL, allungato in tackle per contrastare il pallone), la posizione è irregolare.
Chisbah devia il pallone in rete con la mano e solo successivamente l’assistente Caliari solleva la bandierina, fino a quel momento rimasta abbassata (seconda immagine).
Chiffi, dopo una VAR review abbastanza breve, conferma l’annullamento della rete ed ammonisce il centrocampista del Frosinone.
E’ corretta la scelta?
La risposta, in generale, è affermativa. Il protocollo VAR prevede la revoca delle sanzioni disciplinari solo se conseguenza di un giallo per SPA o di un rosso per DOGSO, nel caso in cui la decisione venisse modificata. Non è, al contrario, prevista alcuna revoca in caso di sanzioni dovute a comportamento antisportivo come levarsi la maglietta, eccedere nei festeggiamenti, protestare oppure, come in questo caso, tentare di ingannare l’arbitro realizzando una rete con una mano.

Giusta, teoricamente, l’ammonizione ma una domanda sorge spontanea: per quale motivo Chiffi ha provveduto a sanzionare il giocatore solo dopo la VAR review? Ricordiamo che i VAR possono controllare tutte le azioni che ritengono meritevoli di attenzione ma non possono suggerire ammonizioni, nemmeno nel caso in cui ciò sia conseguenza di un chiaro gesto antisportivo. Voglio credere (e sperare…) che l’ammonizione (sacrosanta) sia stata suggerita a Chiffi dagli assistenti o dal quarto ufficiale.

Al minuto 47 proteste (blande per la verità) da parte di Paloschi che lamenta una presunta trattenuta sugli sviluppi di un calcio di punizione proveniente dalla fascia sinistra:

Paloschi molto al limite dell’ammonizione per simulazione. Lo salva, probabilmente, un leggerissimo (e del tutto casuale) contatto con un avversario ma anche la scelta più severa non avrebbe trovato la mia condanna.

Sassuolo – Bologna 2-2, arbitro Doveri

Rientro in campo dell’arbitro romano dopo lo stop successivo al pasticcio di Fiorentina-Atalanta con Valeri in campo. Non una gran giornata anche ieri: tante imprecisioni nella sua direzione, si è notata ampiamente una difficoltà (strana, per un elemento come Doveri) nel rilevare correttamente episodi facili e che lo hanno portato a scelte tecniche e disciplinari non sempre coerenti. Nulla di male, è normale che anche un arbitro internazionale possa passare un periodo non brillantissimo, sarà compito di Rizzoli far ritrovare certezze al laziale. Per sua fortuna la gara di Reggio Emilia non ha offerto episodi di grande rilevanza ed è corretta la scelta operata al minuto 83, a seguito del contatto tra Calabresi e Sensi:

Rigore palese, superfluo soffermarsi eccessivamente sulla scelta compiuta. Bene anche la decisione di non estrarre alcun cartellino nei confronti del difensore bolognese: chiaro il tentativo di intervenire sul pallone, non riuscito per l’anticipo del centrocampista del Sassuolo.

Genoa – Udinese 2-2, arbitro Mazzoleni

Altra eccellente prestazione del bergamasco, giunto alla sua ultima stagione in Serie A. La gara di Genova è stata tutt’altro che semplice, connotata da molto agonismo e durante la quale sono stati necessari molti cartellini (tutti corretti), decisamente in discontinuità con le (pessime) abitudini del passato di Mazzoleni che spesso sorvolava su troppe sanzioni doverose. Non è un caso (e non smetterò di ribadirlo) che le prestazioni dello stesso siano nettamente migliorata da quando ha compreso che in campo si arbitra e non si amministra. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: partite ben dirette, pochissimi errori, una maturità tale da far rimpiangere il giorno in cui sarà costretto (per le norme di funzionamento) ad appendere il fischietto al chiodo.

Due episodi da approfondire.
Al minuto 24 Opoku viene ammonito per un fallo a centrocampo su Sandro:

Questa immagine non toglie qualsiasi dubbio sul cartellino corretto da utilizzare ma ci fornisce un indizio sul motivo per cui Opoku abbia evitato l’espulsione: Sandro evita lo scontro diretto saltando sopra le gambe del difensore dell’Udinese.
Visto da altra angolazione, il fallo è molto duro e pericoloso, al limite di un cartellino rosso:

Il cartellino giallo è scelta discutibile e Mazzoleni opta per questa sanzione forse proprio per il movimento di Sandro che gli evita di essere colpito direttamente dai tacchetti di Opoku.
In ogni caso l’espulsione non sarebbe stata un errore.

Al minuto 31 il Genoa trova la rete del momentaneo vantaggio su calcio di rigore trasformato da Romulo e concesso per un fallo del portiere Musso su Bessa:

Basterebbero questi fermo-immagine per convincersi della correttezza della decisione:

L’ulteriore immagine è utile per evidenziare anche la corretta scelta di non ammonire il portiere dell’Udinese: lo stesso ha certamente tentato di intercettare il pallone, è stato nettamente anticipato dal centrocampista genoano per poi atterrarlo con le braccia protese. Giusto, pertanto, limitarsi alla sola concessione del calcio di rigore.

Cagliari – Chievo 2-1, arbitro Piccinini (CAN B)

Seconda presenza in Serie A nel corso della presente stagione per l’arbitro Piccinini, già da ora fortemente indiziato per essere tra coloro che potranno ambire alla promozione nella massima categoria alla fine del campionato. Tutto dipenderà (ovviamente) dalle prestazioni in campo ma anche dal numero di arbitri che verranno proposti nella massima categoria, al termine di un’annata che, sulla carta, prevederebbe ben tre dismissioni per raggiunti limiti d’età (Rocchi, Banti e Mazzoleni) sebbene sia più che probabile una deroga per Rocchi, unico èlite dei tre.
Prestazione buona nel complesso a prescindere da un errore commesso nel primo quarto d’ora di gara (errore da dividere con il VAR La Penna).

Al minuto 13 Joao Pedro si invola verso l’area del Chievo ed entra in contrasto con il difensore Bani:

La posizione per giudicare è perfetta, l’errore evidente.
Non si pensi, però, che sia facile individuare un contatto del genere: per quanto il pallone sia già passato, è veramente difficile per un arbitro avere certezze sull’irregolarità dato che Bani copre col proprio corpo le gambe di Joao Pedro. Un fallo di questo tipo, nella quasi totalità dei casi, viene interpretato più con l’intuito che con il contatto visivo e, per tal motivo, è facile che non si arrivi alla sanzione tecnica.
Perché ciò? Proprio per il concetto centrale del ruolo arbitrale: non si giudica sulle sensazioni ma sulle certezze. In queste circostanze avere delle certezze è quasi impossibile.
Diverso il discorso per il VAR:

Avendo a disposizione molte immagini e angolature differenti, diventa complesso comprendere per quale motivo La Penna non abbia invitato il collega ad effettuare una “on field review” per valutare un contrasto che, dalla sua posizione, non poteva vedere (seconda immagine).
Togliamoci anche un altro dubbio: se anche il fallo fosse stato commesso fuori dal terreno di gioco, la sanzione tecnica avrebbe dovuto essere il calcio di rigore poiché, ai fini regolamentari, col pallone in gioco la sanzione deve essere assegnata sul terreno di gioco nel punto più vicino al luogo in cui l’irregolarità si è concretizzata.

Al minuto 62 Piccinini accorda un buon vantaggio a centrocampo, favorendo la conclusione di un’azione d’attacco del Cagliari. Alla fine della stessa l’arbitro torna sui suoi passi ed ammonisce Meggiorini, reo del fallo precedente su Castro:

 

Tackle molto robusto di Meggiorini, in netto ritardo sull’avversario. Il cartellino giallo è corretto, sebbene visivamente potesse sembrare più adeguata l’espulsione dell’attaccante del Chievo. Certamente fallo imprudente ma mancano gli elementi per poterlo giudicare come fallo grave di gioco: il contatto avviene con la coscia sinistra, i piedi sono a terra, le ginocchia piegate. Il fallo è parso molto più pericoloso di quanto in realtà sia stato in conseguenza dell’elevata velocità dell’impatto ma non tale da far propendere per un intervento meritevole del cartellino rosso.
Decisione, a mio parere, adeguata al termine di un’ottima applicazione della norma del vantaggio (norma, non regola!).

Milan – Sampdoria 3-2, arbitro Maresca

Ancora una volta prestazione non convincente dell’arbitro campano che è apparso troppe volte in difficoltà nel mantenere il controllo della gara, nonostante i calciatori non abbiano mai superato i limiti della correttezza generale. Molti fischi incomprensibili, tanti contatti irregolari non sanzionati (incredibile, per esempio, non solo la mancata ammonizione di Kessié su Quagliarella ai limiti dell’area milanista ma il fatto che non abbia nemmeno fischiato il fallo), un metro che non ha mai avuto un filo conduttore coerente.

Al minuto 36 Higuain trova la rete del momentaneo 2-2 dopo un triangolo con Cutrone che gli restituisce il pallone per il tiro a rete (regolare la posizione di Higuain stesso).
Dubbi sul controllo dell’attaccante del Milan prima del passaggio al compagno Cutrone:

 

Entrambe le immagini non tolgono i dubbi: il pallone tocca anche il braccio destro di Higuain oppure solo la parte destra del petto?
Impossibile avere certezze in merito: la sensazione è che l’attaccante del Milan tocchi il pallone con il petto e che (forse) lo sfiori anche col braccio. Difficile, in ogni caso, ipotizzare un contatto punibile col braccio, anche in considerazione del fatto che lo stesso è aderente al corpo.
Il VAR, correttamente, non interviene proprio per la motivazione sopra evidenziata: non si tratta di un chiaro ed evidente errore ma solo di una supposizione che le immagini non chiariscono minimamente. Può oggettivamente rimanere un dubbio sulla regolarità del primo controllo ma, in mancanza di evidenze, è corretto convalidare la rete di Higuain.

Brutto episodio a fine gara. Maresca, correttamente, concede 30 secondi in più, secondi persi in occasione dell’ammonizione comminata a Romagnoli e per svariate perdite di tempo. Appena scoccato il minuto 94 e 30, Maresca chiude la partita. Dopo il triplice fischio, colpisce la reazione dell’allenatore Gattuso:

Fermato a fatica dai componenti della panchina (tra i quali Cutrone), Gattuso si scaglia verbalmente contro il quarto ufficiale Pasqua che, con grande tranquillità, si ferma successivamente a parlare con l’allenatore del Milan. Nonostante ciò mi aspetto che Pasqua abbia annotato tutto nel proprio referto di gara perché un atteggiamento di questo genere non può essere tollerato non solo per la credibilità arbitrale ma anche (e forse soprattutto) per l’immagine del nostro calcio. Vale per Gattuso esattamente lo stesso concetto espresso su Mazzarri domenica, dopo l’allontanamento (corretto) nel corso di Torino-Fiorentina.

Napoli – Roma 1-1, arbitro Massa

Altra eccellente prestazione per il giovane ligure, atteso a breve dall’esordio nella fase a gironi della Champions’ League (probabile che ciò possa accadere nel turno in programma tra il 6 ed il 7 novembre prossimi). Benissimo sotto ogni aspetto, sempre nel pieno controllo della gara, nessuna titubanza tecnica, eccellenti decisioni in area di rigore con un solo errore da matita blu (e che vedremo tra poco).

Due gli episodi da evidenziare e, caso strano, molto simili tra loro.
Al minuto 19 Milik cade a terra in area di rigore dopo un contatto con Santon:

Rischioso, molto rischioso il movimento di Santon che appoggia entrambe le mani sulla schiena dell’attaccante del Napoli.
A mio parere non si tratta di un contatto meritevole di calcio di rigore ma una postilla è necessaria. Anzi due.
La prima è banale ma è meglio essere chiari: porre un parallelismo tra questo episodio e quello di Empoli è sciocco. Per giudicare un episodio bisogna identificare la fattispecie corretta ed è profondamente sbagliato porre in correlazione una spinta (questa) con un fallo negligente (quello su Dybala). Si tratta di episodi del tutto differenti: in particolari l’episodio di Napoli deve essere valutato sotto il profilo dell’entità del contatto che nulla ha in comune con la negligenza di un fallo.
La seconda postilla è la seguente: come scritto, a mio parere questo non è un episodio da calcio di rigore ma, nel caso di un fischio per sanzionare il gesto, Santon avrebbe dovuto prendersela solo con se stesso per un’azione rischiosa.

Stessa dinamica al minuto 54: Dzeko entra in area di rigore e cade a terra dopo un leggero contatto con il difensore Albiol:

Anche in questo, come nel precedente contatto tra Santon e Milik, è corretta la scelta di Massa di non sanzionare col calcio di rigore l’azione di Albiol.
Bene Massa nel giudicare con lo stesso identico metro due fattispecie praticamente identiche (sebbene generate da due dinamiche differenti), sorvolando su contrasti molto lievi e non tali, in ogni caso, di provocare cadute rovinose di attaccanti di novanta chili.
Male la scelta di ammonire Dzeko (ed è questo l’errore da matita blu che ho evidenziato precedentemente): non c’è fallo da rigore ma non c’è sicuramente la simulazione dell’attaccante che una leggerissima spinta la subisce. Probabile che, in questa circostanza, Massa sia stato tratto in inganno dall’aver concentrato la propria attenzione sulle gambe di Dzeko e sulle braccia di Ospina che, effettivamente, non entrano mai in collisione.

Lazio – Inter 0-3, arbitro Irrati

Nessun episodio di rilievo nel posticipo dell’Olimpico ma che comunque offerto la splendida prestazione di Irrati, sempre più convincente dopo l’esperienza straordinaria ai Mondiali di Russia 2018 come VAR.
Irrati non è mai stato un grande atleta e probabilmente non lo sarà mai. A ciò pone rimedio con una capacità tattica di altissimo profilo, ciò che gli consente di non essere mai troppo lontano dal cuore dell’azione.
Nulla da eccepire sotto il profilo tecnico: pochissime le esitazioni, forse un paio di valutazioni imprecise ma stiamo veramente discutendo del nulla. Ottimo sotto il profilo disciplinare, manca solo un’ammonizione a Skriniar per fallo su Immobile per aver interrotto una promettente azione d’attacco. Dettagli.
Molto importante la crescita del pistoiese, a cui (si spera) potrà seguire anche un impegno di maggior livello in campo internazionale. Per ora “si accontenta” (si fa per dire) del ruolo di VAR al Mondiale per Club del prossimo dicembre, competizione nella quale sarà impegnato come arbitro centrale Rocchi (in bocca al lupo a lui ed ai suoi assistenti Di Liberatore e Tonolini).
Per Rizzoli una conferma importante: potrà contare su Irrati anche per i grandi big match.

44 commenti
  1. Francesco
    Francesco dice:

    Ciao Luca,
    ti seguo con molto piacere, ma secondo me il contatto Albiol – Dzeko non si sofferma solo su una spinta ma anche ad un intreccio sulle gambe, credo sia un rigore abbastanza evidente.

  2. Francesco
    Francesco dice:

    Buonasera Sig. Marelli, seguo da anni il suo interessantissimo blog che rappresenta una felice oasi di competenza ed obiettività in mezzo purtroppo a un mondo calcistico mediatico permeato da estrema faziosità, ignoranza e livore. Volevo chiederle, nel caso abbia visto la partita Milan – Genoa, un suo giudizio sul contatto in area al 40esimo minuto del primo tempo tra Kessiè e Piatek che ha fatto protestare parecchio il Genoa in campo e i tifosi sui social nel dopo partita. Dal mio punto di vista non c’ erano gli estremi per il rigore: Kessiè trattiene per un braccio Piatek nel marcarlo quando sono ancora fermi e l’azione si svolge fuori dall’ area ma quando parte il cross verso l’ area mi pare che il milanista molli la presa al braccio e che Piatek possa normalmente tuffarsi verso il pallone senza che vi siano ulteriori contatti fallosi. Naturalmente un’ inquadratura frontale da dietro la porta avrebbe dato certezze granitiche, ma da come l’ ho visto io lateralmente non mi pare rigore mentre alcuni siti moviolistici sul web sono stati molto dubbiosi a riguardo. Volevo gentilmente una sua opinione a riguardo se ha visto la partita o comunque quest’ episodio. Grazie. Buon fine settimana.

  3. Alessio
    Alessio dice:

    Come volevasi dimostrare… Mazzarri espulso e squalificato e Gattuso niente… neppure una multa o una diffida nonostante l’atteggiamento del mister rossonero fosse persino più aggressivo…
    Sono tifoso del Toro e a scanso di equivoci ritengo giusta l’espulsione di Mazzarri e la conseguente squalifica e penso che dovrebbe modificare alcuni suoi atteggiamenti.
    Detto questo le sue dichiarazioni post-partita su un differente trattamento rispetto ad altri colleghi sono ampiamente dimostrate dai fatti… sdrammatizzando un po’… per un’espulsione di Allegri, Gattuso, Spalletti, Inzaghi e compagnia bisogna aspettare il passaggio della prossima cometa di Halley…

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sono d’accordo sulla prima parte ma poi hai deragliato alla fine: Spalletti è stato allontanato in Sampdoria-Inter.
      Peccato, perché guardare sempre “agli altri” non è costruttivo.

  4. Giuseppe
    Giuseppe dice:

    Secondo me non ci sono differenze tra i falli su milik, dzeko e dybala. Tutti accentuano la caduta. Se dybala si butta a terra è normale che dopo bennacer gli frana addosso. Gli altri due non sono rigore, non lo è neanche su dybala

  5. daniele
    daniele dice:

    Luca mi ha sempre incuriosito quando ad un’arbitro viene data la deroga per arbitrare oltre i limiti stabiliti.Come funziona questa cosa ?viene concessa solo agli arbitri che arbitrano partite importanti della Champions mondiali ecc.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      La deroga è un istituto particolare che viene utilizzato solo in casi eccezionali. In passato ebbe una proroga Collina, poi Farina, Morganti, Giannoccaro. Quest’anno potrebbe essere il caso di Rocchi, sebbene la sua non sarebbe tecnicamente una vera proroga ma un diritto dovuto al fatto di essere inquadrato tra gli élite internazionali al 31 dicembre 2018.
      Vedremo quel che accadrà.
      Sono contrario (molto) alle deroghe (fors’anche perché una deroga, quella a Saccani, mi costò la carriera) ma viviamo un periodo molto particolare, con pochi arbitri giovani di talento e pochissimi arbitri tra i 35 ed i 40 anni in grado di essere designati per big match.
      Sono contrario in linea di principio ma questa volta ci sono presupposti di opportunità, certamente dovuti ad una politica arbitrale fallimentare.

  6. Nino
    Nino dice:

    Salve,
    Nel recupero di Lazio Inter, S. Inzaghi blocca e impedisce a Gagliardini di prendere palla per battere la rimessa laterale. L’allenatore andava sanzionato?
    Grazie

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Ma no, non c’è stato nulla di particolarmente grave. Peraltro Irrati lo ha richiamato verbalmente, con grande autorevolezza, tanto che Inzaghi si è scusato prima con lui e poi con lo stesso Gagliardini.
      Al 91esimo va bene così, sempre che i toni non siano eccessivi.

  7. Simo
    Simo dice:

    Cosa ne pensa del fatto di designare Pasqua come quarto a San Siro tre giorni prima di mandarlo come arbitro? Magari evitando di arrivare alla partita con le scorie del (leggero) confronto che c’è stato tra lui e Gattuso

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Non è una novità: capita spesso che il quarto designato per una gara venga poi scelto come arbitro centrale sullo stesso campo o per una delle due squadre. A volte serve pure per prendere “confidenza” con il luogo, e ciò vale soprattutto per arbitri giovani come Pasqua.

  8. Piero
    Piero dice:

    Buongiorno,
    sul caso Dzeko perchè tutti guardano la spinta – non spinta di Albiol e non il contatto gamba destra Albiol e gamba sinistra di Dzeko? Anche perchè (colpevolmente) poi Dzeko striscia per terra proprio la gamba sinistra…

  9. kko
    kko dice:

    Buongiorno, Luca,
    Miranda su Immobile nel primo tempo di Lazio-Inter non è un contrasto da rigore?
    Nell’immagine in campo largo, si ha la sensazione che Miranda con la scivolata prenda Immobile e lo faccia cadere, nella realtà un ripresa laterale smentisce questa impressione e si vede chiaramente che Miranda non tocca Immobile. Però!
    Dalla ripresa da dietro si vede chiaramente che il braccio destro di Miranda è sulla schiena di Immobile (la mano stringe la maglia) e nel cadere il braccio “aiuta” la caduta con Immobile che si trova quindi a “tenaglia” tra le gambe di Miranda davanti e il braccio di Miranda che lo spinge da dietro.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Assolutamente no, è un contatto marginalissimo, peraltro dovuto ad un tentativo di tackle del difensore (anticipato da Immobile). Ovviamente Miranda non poteva smaterializzarsi ed il contatto successivo è frutto di semplice dinamica.

  10. Federico Ghiringhelli
    Federico Ghiringhelli dice:

    Buongiorno
    mi infastidiscono moltissimo le perdite di tempo

    perchè non si fa come nel basket cioè inserire il tempo effettivo ???

    elimineremmo molte simulazioni, crampi, raccattapalle che perdono palloni, portieri che si addormentano nei rinvii..

    oltretutto c’e’ sempre una sorta di non contentezza per il recupero. da interista ricordo il derby 2-2 con Zapata che segna al 97 minuto

    che ne pensa??

    grazie

      • Federico Ghiringhelli
        Federico Ghiringhelli dice:

        grazie per la risposta

        si comprendo anche io molto complesso ma eliminerebbe tanti piccoli problemi

  11. Imma
    Imma dice:

    Volevo chiederle se l’arbitro al Var poteva richiamare Massa, sull’episodio di Dzeko, dato che l’arbitro non ha comunque visto la leggera spinta altrimenti non avrebbe ammonito l’attaccante bosniaco. Anche per me il rigore non c’era ma comunque l’arbitro ha preso un abbaglio.

    Poi volevo chiederle, tecnicamente, come mai per lei non è fallo l’intervento con la gamba dx di Dybala ,che colpisce quella sx di Bennacer che poi gli frana addosso.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      No, perché anche la spintarella non può mai essere considerata con un chiaro ed evidente errore.
      L’ammonizione è un errore ma il VAR, in questa fattispecie, nulla può.

  12. marco
    marco dice:

    Buongiorno Luca. Al 52′ minuto di Cagliari-Chievo un episodio che (almeno a vedere la sequenza dei fermo-immagine) appare identico al rigore assegnato in Empoli-Juventus: in questo caso l’arbitro ha invertito la punizione. Manca un rigore al Cagliari? Oppure, che differenze ci sono? Grazie

  13. Edoardo
    Edoardo dice:

    Buongiorno, ho una curiosità su Lazio-Inter. L’intervento di Radu su Politano, con giallo per il difensore, poteva essere passibile di espulsione?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Al limite, molto al limite.
      Lo ha salvato il fatto di non essere entrato direttamente sulle gambe. Ma anche il rosso non sarebbe stato un errore.

  14. FrancescoP
    FrancescoP dice:

    Buongiorno, nulla da dire sulle valutazioni sempre interessanti con riferimento al regolamento.
    Unico appunto, il giocatore del Cagliari è Joao Pedro, non Paulo.
    Saluti

  15. Luca
    Luca dice:

    Luca secondo me l unica cosa che deve un po cambiare Irrati e la postura del corpo non so se sei d accordo

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Lo stile di corsa, a 39 anni, è impossibile modificarlo. E’ vero, non è elegantissimo ma è un aspetto marginale se riesce a compensare questa piccola mancanza con tecnica ed autorevolezza.

  16. Enrigo
    Enrigo dice:

    Mi scusi ancora, una curiosità. C’è un’immagine chiara del contatto tra calabresi e sensi in occasione del rigore per il Sassuolo? Avevo la sensazione che il giocatore neroverde avesse saltato la gamba e si fosse lasciato cadere, simulando il contatto. Il difensore ha dichiarato, per quel che può valere, di non averlo toccato. Una discontinuità nel movimento della gamba di sensi non l’ho vista (come quando subisci un tocco), ma ovviamente ciò non esclude. Non sono riuscito a levarmi il dubbio con le immagini che ho reperito…
    Perché a mio avviso è una di quelle situazioni in cui la vaccata del difensore psicologicamente ci farebbe comunque essere più severi nei suoi confronti.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      C’è un’immagine frontale dalla quale si vede un tocco sul ginocchio (effettivamente molto meno evidente di quanto potesse apparire in un primo momento) ma, purtroppo, non l’ho trovata.
      Il rigore c’è ma è molto meno netto di quanto possa essere apparso.

  17. Enrigo
    Enrigo dice:

    Dzeko a mio parere ha meritato l’ammonizione perché allarga innaturalmente la gamba sinistra per cercare un contatto, che alla fine è risultato un goffo tocchetto, tra il suo piede e la gamba di albiol, prima di lasciarsi cadere. Indipendentemente dalla leggera spinta ricevuta questo gesto era chiaramente volto a ingannare l’arbitro. Che dovrebbe essere ciò che fa scattare la sanzione.
    Riguardo milik a mio parere la spinta era imprudente, a due mani, ma la caduta non sembra congrua, giusto non sanzionare.
    Non capisco la differenza, a parte ovviamente la diversissima dinamica dei falli, col rigore fischiato a dybala. Anche lì il punto dirimente è l’entità del contatto. Anche lì la caduta può sembrare non congrua (non a lei, questo ormai è chiaro), essere non davvero provocata dalla collisione. Ho ripensato oggi ad un altra caduta in area di dybala, in Lazio Juventus dell’anno scorso,. Se l’attaccante approfitta di un contatto in area, delle decine che avvengono ad ogni partita, per non opporre la consueta resistenza alla gravità sta all’arbitro decidere se c’è stato davvero un fallo o no. Ma ciò vale tanto per le spinte quanto per i tamponamenti (se il tamponato cade poi è chiaro che verrà travolto).

  18. Alessandro
    Alessandro dice:

    Giustissima un’eventuale squalifica di Gattuso, ma devo dire che 30” in più per un’ammonizione non li ho mai visti. In ogni caso, sarebbe utile avere un unico metro di giudizio in tutte le partite, perché il “recupero del recupero” (al quale in linea di principio sono contrario) viene applicato solo in alcune di esse.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Si può discutere sulla correttezza del recupero ulteriore.
      Non si può giustificare con un possibile errore la reazione di Gattuso. C’è modo e modo di protestare.

      • Sergio
        Sergio dice:

        LA DURATA DELLA GARA – REGOLA 7, N. 3
        “Ciascun periodo di gioco deve essere prolungato dall’arbitro per recuperare tutto il tempo perduto per:
        • le sostituzioni
        • l’accertamento e/o l’uscita dal terreno di gioco
        dei calciatori infortunati
        • le manovre tendenti a perdere tempo
        • i provvedimenti disciplinari
        • le interruzioni (predisposte) per dissetarsi (che non devono superare un minuto)
        o per altre ragioni mediche, consentite dal regolamento della competizione
        • controlli e revisioni VAR
        • qualsiasi altra causa, compreso ogni significativo ritardo in occasione delle riprese di gioco (ad esempio, festeggiamenti per la segnatura di una rete.
        Sembrerebbe che anche le ammonizioni debbano essere recuperate.

  19. Cristian Zannini
    Cristian Zannini dice:

    E allora dopo il tuo tweet sul posticipo di questa sera non ci sono più dubbi: questa settimana sei tifoso interista ma a libro paga di Andrea Agnelli! Ahahahah! Ancora grazie per la rubrica e buon settimana!

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