Anticipi 9^ giornata: era da VAR il contatto Milik-De Paul? Regolare il pareggio del Genoa?

VAR ancora protagonista (e mi auguro lo sia di più nel prossimo futuro) negli anticipi della nona giornata del campionato di Serie A.
Tecnologia che si è dimostrata fondamentale in tutti e tre i campi su cui si è giocato sabato, sebbene con differenti modalità.

Roma – SPAL 0-2, arbitro Pairetto

Sono due gli episodi principali del primo anticipo del sabato, conclusosi con la sorprendente vittoria della SPAL all’Olimpico.

Al minuto 38 la SPAL trova la rete del vantaggio grazie ad un calcio di rigore perfettamente trasformato da Petagna.
La massima punizione è stata la conseguenza di un fallo commesso da Luca Pellegrini su Lazzari:

In presa diretta pochi sono stati i dubbi sull’irregolarità commessa dal giovanissimo esterno difensivo della Roma ai danni del sempre più convincente Lazzari.
Rivisto da altre angolazioni il contatto è meno evidente rispetto alla prima impressione:

Nonostante il contatto sia più leggero di quanto possa essere apparso vedendo le immagini live, la scelta di Pairetto è del tutto condivisibile: L. Pellegrini, probabilmente in modo del tutto involontario, tocca l’avversario con il ginocchio sinistro sulla gamba di appoggio, provocandone la caduta. Indubbio (come sempre in questi casi) l’accentuazione del contatto ma ciò non toglie che l’irregolarità sia punibile.
Giusta anche la sanzione disciplinare: impossibile ritenere l’intervento di Pellegrini come inteso alla ricerca del pallone, così come è difficile ipotizzare un’espulsione per chiara occasione da rete, considerando la posizione decentrata e la zona dalla quale Lazzari avrebbe potuto controllare il pallone e tirare verso la porta della Roma.

Al minuto 75 la SPAL rimane in dieci uomini per l’espulsione del portiere Milinkovic Savic, ammonito due volte in 30 secondi per comportamento antisportivo e per proteste.
Episodio gestito malissimo sia da Pairetto che dall’assistente Ranghetti.
Il pallone finisce oltre la linea di fondo dopo un’azione della Roma. I raccattapalle della società ospitante rimettono in campo il pallone velocemente ma, nonostante ciò, il portiere della SPAL non vi presta attenzione (volontariamente o meno non possiamo saperlo ma solo immaginarlo):

Pairetto ammonisce Milinkovic Savic per aver perduto tempo (comportamento antisportivo). Sanzione che può starci se, come apparso anche dal divano di casa, l’azione di recupero è stata interpretata come la volontà di far trascorrere qualche secondo in più.
Il pasticcio avviene successivamente.
Milinkovic Savic si lamenta platealmente della decisione di Pairetto e protesta visibilmente. Nulla di grave, sia chiaro: non ci son state espressioni offensive e nemmeno gesti oltre le righe.

Quel che accade dopo è utile soprattutto per i giovani arbitri: evitate sempre di commettere il grave errore sia di Pairetto che di Ranghetti.
Quale?
Questo:

Nella prima immagine Pairetto volta le spalle al portiere dopo l’ammonizione per prendere posizione nei pressi del centrocampo. Allo stesso modo Ranghetti si disinteressa del campo per annotare la precedente ammonizione.
Ebbene, i giovani arbitri si ricordino sempre di non sottovalutare quel che potrebbe accadere dopo una sanzione disciplinare: un calciatore ammonito per un comportamento antisportivo raramente accoglie con un sorriso un’ammonizione di questo genere e bisogna prestare attenzione massima agli avvenimenti più o meno improvvisi.
In circostanze del genere è fondamentale controllare il calciatore, evitando di girar le spalle al giocatore. Allo stesso tempo è imperdonabile che anche l’assistente si disinteressi di quanto accade sul terreno di gioco.
Due i motivi per cui, in tali situazioni, bisogna correre all’indietro verso il centrocampo (tanto c’è tutto il tempo per coprire quei 30 metri):
– controllare la gestualità del portiere;
– evitare di doversi affidare alla sensazione oppure ad un proprio collaboratore.

Il gesto di Milinkovic Savic è sciocco, inutile girarci attorno.
Allo stesso modo, però, questa è una delle rare circostanze in cui deve sovvenire in soccorso la famosa regola 18, quella del buon senso. Regola virtuale e troppo spesso citata totalmente a sproposito ma che viene utilizzata quasi sempre dopo un’ammonizione per proteste: se si dovesse espellere un calciatore per aver continuato nelle proteste dopo un cartellino giallo, sarebbero rarissimi i casi di ammonizioni non seguite da espulsione.
La scelta migliore, soprattutto nel contesto di una gara facilissima da dirigere, sarebbe stata quella di non girare le spalle, di controllare quanto accaduto, di richiamare veementemente Milinkovic Savic (facendogli capire di aver utilizzato l’ultimo bonus a sua disposizione) e di riprendere velocemente il gioco.

Un appello ai giovani arbitri (a cui spesso mi rivolgo nelle parentesi didattiche): non prendete esempio da questo episodio.
Come diceva spesso un mio vecchio designatore: “prima di entrare in campo collegate i fili del cervello e ricordatevi di staccarli solo sotto la doccia”.
Se volete crearvi problemi enormi nelle categorie inferiori, questo è il modo migliore. Perciò evitate e limitatevi ad utilizzare l’arma del richiamo ufficiale, molto più utile di un’espulsione decisamente eccessiva. Ringraziando il fato che ha concretizzato l’episodio con ancora una sostituzione a disposizione della SPAL.

Juventus – Genoa 1-1, arbitro La Penna

Prima di soffermarci sull’unico episodio degno di rilievo della gara dell’Allianz Stadium, qualche veloce considerazione su La Penna, al primo vero esame di Serie A (non a caso sotto gli attenti occhi del designatore Rizzoli).
Il ragazzo, ancora una volta, dimostra di essere un prospetto di grande interesse in prospettiva futura per la CAN A. Al di là di un paio di (marginali) svarioni nel primo tempo, gara per nulla semplice ma diretta con grande personalità, nonostante il primo impatto con uno stadio importante come quello di Torino: fischi ben selezionati, azione preventiva di gran pregio, ascendente già ben sviluppato sui calciatori, dimostrato dalla pressoché assenza di nervosismo nonostante un risultato sempre in bilico ed un esito della gara decisamente sorprendente.
Sì, lo ammetto: La Penna è uno dei pochi arbitri giovani sui quali nutro grande fiducia per affermarsi a livelli che gli consentano di sostituire degnamente i migliori arbitri in attività ma (purtroppo) arrivati a fine carriera.
Sarà anche una simpatia per la professione di avvocato che ci accomuna…

Il Genoa trova il pareggio con un’azione molto particolare.
Il pallone, dopo un rinvio sbilenco della difesa della Juventus, assume una traiettoria stranissima: rimbalza nei pressi della linea di fondo, Kouamé la recupera e crossa al centro nel momento in cui sia i difensori che il portiere si stavano già preparando per il calcio d’angolo. Lesto ed attento Bessa a superare Sczeszny con un preciso colpo di testa.
Il pallone, al momento del controllo di Kouamé, era ancora in gioco?

Per affrontare con la giusta obiettività l’episodio, dobbiamo rifarci a quanto accaduto nell’anticipo della quinta giornata durante Sassuolo-Empoli. Relativamente a quella gara si sprecarono le discussioni sulla terza rete del Sassuolo e sulla presunta uscita del pallone sul controllo di Lirola:

Come ricordiamo, tutta la questione ruotava attorno alla proiezione del pallone sul terreno di gioco, come è normale che sia per un oggetto sferico.
Se, nel caso di Reggio Emilia, qualche dubbio può anche essere legittimo, per quanto concerne il pareggio del Genoa non esiste alcuna incertezza: buona parte del pallone era ancora all’interno del terreno di gioco, addirittura una parte dello stesso è visibilmente appoggiato sulla linea di fondo campo. Oltre a ciò dobbiamo anche cominciare a fidarci: come vediamo dalla seconda immagine, l’assistente Marrazzo si trova perfettamente in linea e nelle vicinanza del pallone.
Fidatevi: in caso di dubbio sarebbe per lui stato facilissimo alzare la bandierina, togliendosi dall’impaccio di dover assumere una decisione al limite.
Merita, dunque, un elogio Marrazzo per aver mantenuto la concentrazione in una circostanza in cui sarebbe stato facilissimo abbassare la soglia. Lasciar proseguire l’azione, ovviamente, è segnale dell’assoluta certezza che il pallone non fosse uscito del tutto dal terreno di gioco.

Udinese – Napoli 0-3, arbitro Mariani

Gara ben più complessa di quel che potrebbe dire il risultato finale, arrotondato dagli ospiti solo negli ultimi venti minuti.
Buona la prova del giovane laziale, apparso molto confidente dei propri mezzi e sicuro in ogni decisione, per quanto sia stato chiamato ad almeno due scelte non proprio banali. La sicurezza mostrata in campo (al netto dei margini di miglioramento da esplorare nella loro profondità) è anche conseguenza dell’aver saputo di essere stato inserito nella lista degli arbitri internazionali a partire dal prossimo 1 gennaio 2019: la fiducia è e rimane una base fondamentale per un qualsiasi direttore di gara.

Al minuto 36 Milik viene ammonito per un fallo imprudente commesso ai danni di De Paul:

Entrata molto scomposta dell’attaccante del Napoli, giudicata da Mariani che appare in perfetta posizione.
Mentre De Paul è a terra per farsi soccorrere, Mariani parla lungamente con il VAR Chiffi che, alla fine, lo convince ad effettuare una “on field review” sulla base di un supposto chiaro ed evidente errore sul colore del cartellino da esibire a Milik.
Sia chiaro: è ipotesi espressamente contemplata dal protocollo ma che, in questo caso, si presta ad un duplice piano di riflessione.
Andiamo con ordine, approfondendo due questioni:
– la scelta della “on field review” per il caso specifico e nella vigenza dell’attuale protocollo;
– la “on field review” come risorsa a disposizione degli arbitri.
Per quanto riguarda il primo punto, la “on field review” consigliata da Chiffi a Mariani appare del tutto fuori luogo sulla base di due considerazioni:
– Mariani si trovava in perfetta posizione, ha visto tutta l’azione, non aveva la visuale nemmeno parzialmente coperta da qualche giocatore;
– il cartellino giallo è scelta non proprio facile ma del tutto avallabile.

Mariani, convinto da Chiffi, procede alla “on field review” per valutare la sussistenza di un fallo grave di gioco (essendoci contesa del pallone, in caso contrario la fattispecie avrebbe potuto essere solo la condotta violenta) e decide di confermare la scelta iniziale.
Decisione del tutto condivisibile:

L’immagine fondamentale è la prima: per quanto l’azione di Milik sia pericolosa per De Paul, l’attaccante del Napoli cerca di prendere il pallone ed il suo sguardo è rivolto solo al pallone, non certo alle gambe dell’avversario.
Sia chiaro: il fallo è netto ed imprudente, il cartellino giallo doveroso ma siamo lontani da una fattispecie qualificabile come chiaro ed evidente errore tale da comportare la commutazione in espulsione del cartellino giallo.

La secondo riflessione in merito è più incentrata sull’utilizzo generale dello strumento tecnologico: dal mio punto di vista sarebbe più che auspicabile un utilizzo di questo genere della tecnologia, perlomeno per togliere qualsiasi dubbio a chiunque, in primo luogo all’arbitro stesso. Sì, perché questi episodi lasciano sempre un dubbio nella testa dell’arbitro, incerto sulla corretta interpretazione dell’episodio che, come dobbiamo sempre ricordare, avviene in pochi decimi di secondo.
La personale opinione è che, nel futuro prossimo, queste fattispecie dovranno essere oggetto di VAR non in via eccezionale come sta accadendo in questo inizio di stagione ma nella normalità di una evoluzione naturale del protocollo.

Al minuto 78 il Napoli trova la rete del 2-0 grazie ad un calcio di rigore assegnato per un tocco di mano di Opoku su tiro di Callejon:

Partiamo dalla fine.
Perché un “silent check” così lungo?
Il motivo è presto detto: oltre a controllare l’episodio in sé (sul quale tornerò tra poco), i VAR hanno dovuto accertarsi della posizione di Malcuit sulla partenza dell’azione:

Non si tratta, come mi ha suggerito qualcuno, di attenzione maniacale sulla posizione dei capelli di Malcuit.
Non si tratta di attenzione maniacale ma di regolamento.
I polemisti in perenne stato di agitazione devono cominciare a mettersi in testa un concetto ineludibile: con la tecnologia tridimensionale da quest’anno a disposizione, il fuorigioco non è più un’opinione ma una certezza. Allo stesso modo una posizione come quella di Malcuit necessita di una precisione assoluta per evitare di cadere in errori inescusabili.
Fissatevi questa certezza in testa: da quest’anno anche un millimetro di fuorigioco non può essere ignorato.
Un fuorigioco, con la tridimensionalità applicata, non è sottoposto al concetto di “chiaro ed evidente errore”: anche un solo millimetro configura un “chiaro ed evidente errore”.

Torniamo, infine, sul motivo per cui è stato assegnato il calcio di rigore, con un immediato riferimento al Regolamento (pagina 90, Regola 12)

Questa decisione mi convince pochissimo.
Anzi, per evitare facile diplomazia di comodo, a mio parere questo non è mai calcio di rigore:

Non si tratta di pallone inaspettato (dato che Callejon è proprio di fronte al difensore dell’Udinese) ma la distanza è veramente minima (circa due metri) e, soprattutto, il braccio non si muove minimamente verso il pallone.
E’ vero, non è aderente al corpo ma è altrettanto palese che la posizione del braccio appare del tutto conferente con la naturale dinamica del movimento (gambe divaricate ed equilibrio ricercato con le braccia).
In tutta franchezza mi aspettavo quantomeno una “on field review” proprio per consentire una valutazione soggettiva ulteriore all’arbitro che, dalla sua posizione, non poteva avere certezza della effettiva distanza tra i calciatori.
Il cartellino giallo, in caso di assegnazione del rigore, è automatico.

Ultima annotazione: come ormai sapete, la direzione del pallone verso la porta non c’entra assolutamente nulla per la valutazione della punibilità del tocco di mano.
Concetto già espresso in passato ma che è utile ripetere a costo di annoiare.
E perciò lo ripeto a chiusura: la direzione del pallone verso la porta non c’entra NULLA nella valutazione della punibilità di un tocco di mano.

44 commenti
  1. antonio
    antonio dice:

    Ciao Luca, Rizzoli quest’anno sta designando molti arbitri di seri B in A, secondo me facendo bene. Vedo che alcuni sono stati, ad oggi, trascurati. Penso a Minelli, Illuzzi o al quarto uomo di Juve Genoa Ros, che opinione hai di questi arbitri che hanno già diversi anni in B e ancora un età anagrafica giovane. Discorso diverso è per Aureliano o Di Paolo che sono un pò più grandi.
    Ciao

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Illuzzi e Ros sono fuori gioco, non hanno avuto annate in B tali da poter essere proposti in A.
      Discorso diverso per Minelli: me lo aspetto (o almeno spero) in serie A a breve.

  2. Fabio
    Fabio dice:

    Ciao Luca, giallo a Mertens. Sostieni che Mertens non ha proprio visto Behrami, ma, allo stesso tempo, che l’ammonizione sia giusta per fallo imprudente. Ed infatti che Mertens non ha proprio visto Behrami, lo dice la dinamica dell’azione: il belga è girato verso la propria porta, gli arriva una respinta a mezza altezza dalla difesa, lui fa per rinviare il pallone al volo, arriva Behrami da dietro che, volendo controllare di petto, becca un calcio involontario da Mertens. Quindi cosa dovrebbe fare un giocatore? evitare di calciare al volo, girarsi prima, guardare se c’è un avversario nelle vicinanze che ti sta venendo incontro… insomma nel frattempo gli avversari (magari) sono già entrati in porta con il pallone…

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      C’è un motivo per cui il fallo viene definito “imprudente”, cioè commesso senza preoccuparsi delle eventuali conseguenze per l’avversario. Non ho dubbi sul fatto che il fallo fosse del tutto involontario, altrimenti saremmo stati di fronte ad una condotta violenta.

  3. Giorgio
    Giorgio dice:

    Buongiorno Luca, complimenti come al solito per il blog.
    Nella preview stagionale sugli arbitri sei stato piuttosto duro nel giudizio su Pairetto. Ad oggi, in particolare dopo questo Roma Spal, senti di poterlo confermare? Grazie

  4. Fabio
    Fabio dice:

    Sull’interpretazione dei falli di mano, non pensi che la locuzione “il movimento della mano verso il pallone” sia ormai anacronistica ? Ieri sera ad Udine il difensore ha assunto una posizione del braccio leggermente staccata dal corpo ben prima che il pallone partisse, ma comunque provocando un aumento di volume utile a contrastare un eventuale tiro. Questi tocchi ormai sono SEMPRE puniti, tanto è vero che i difensori più scaltri tengono le mani dietro la schiena. Non sarebbe il caso di modificare le direttive ?

  5. Alberto
    Alberto dice:

    Lo strano rimbalzo assunto dal pallone a Torino potrebbe essere dovuto dal fatto che il campo per destinazione è in erba artificiale( ovviamente si tratta di un ipotesi) il che fa presupporre che il pallone seppur non completamente fosse più fuori che dentro

  6. Enrigo
    Enrigo dice:

    Secondo me una volta assegnato il rigore a Udine ci doveva essere anche espulsione. In diretta pensavo che il VAR stesse valutando proprio la direzione del tiro. Se riguardo il tuo primo fotogramma e considerando la velocità del tiro appare evidente che il gol fosse inevitabile senza il tocco di mano. Condivido la tua opinione sull’involontarietà ma quello è chiaramente un fallo da rosso.
    Questo da regolamento, finché non si decida di depenalizzare quei falli di mano “colposi” riguardo la sanzione individuale.
    Comunque questi falli di mano richiederebbero qualche colpo di genio regolamentare perché sono davvero una delle massime fonti di disomogeneità di valutazione, attualmente.

      • Enrigo
        Enrigo dice:

        Ma il tiro è diretto all’angolo opposto rispetto al portiere, peraltro immobile. Quindi solo a porta vuota si dà il rosso?
        Parlavo di disomogeneità parlando del fatto che sono puniti falli di mano con braccio largo tre volte sì e una volta no, qualche volta il braccio viene addirittura mosso via dal pallone, ma viene dato rigore lo stesso, insomma, è uno dei motivi maggiori di polemica ultimamente.

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Sulla problematicità dei tocchi di mano concordo.
          Sull’episodio specifico no: non abbiamo la minima idea di dove potesse andare a finire il pallone, dato che è stato deviato subito. Peraltro è una precisa direttiva l’ammonizione in queste fattispecie perciò è una discussione superflua.

          • Enrigo
            Enrigo dice:

            Valutavo solo l’angolo tra il piede di Callejon e la mano di Opoku. Senza il primo fotogramma avrei detto anche io che il pallone poteva finire ovunque, ma quella inquadratura mi pareva abbastanza chiara. Portiere sul primo palo, pallone diretto verso il secondo nettamente.
            Una curiosità quindi, non conoscendo la direttiva a cui ti riferisci: se il pallone fosse diretto fuori dallo specchio il giocatore andrebbe comunque ammonito? Perché pensavo si applicasse la ratio consueta, ossia nessuna sanzione su un’azione normale, giallo se SPA e rosso se DOGSO. Non è così? Fermo restando che in area di norma sono depenalizzati, ma il caso del fallo di mano ovviamente non segue la classica depenalizzazione, trattandosi di intervento diciamo non “genuino”. Ti ringrazio se mi chiarisci questo aspetto regolamentare (o meglio, ti ringrazio comunque, perché il tuo lavoro di divulgazione è sempre gradito).

  7. Carmine
    Carmine dice:

    Gentile signor Marelli,
    Vorrei sottoporle una domanda relativa al fallo di mano di Opoku: qualora la linea fosse di non sanzionare questi falli perché, riassumendo, del tutto involontari ed inevitabili da parte del difensore, non si correrebbe il rischio che i difensori inizino a contrastare gli avversari in aria di rigore tenedo sempre le braccia così larghe ed aumentando il volume del proprio corpo?
    Se il braccio fosse sceso lungo il fianco (come nel caso di Koulibaly, da lei citato) non avrei avuto dubbi: non ci sarebbe stato alcun fallo. Al contrario credo che Opoku fermi la palla con una parte del corpo non consentita procurandosi il “vantaggio” di espandere (perdoni termini impropri) il proprio corpo.
    Grazie per l’attenzione.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Eccezione valida ma c’è un però: questo episodio è molto diverso da quello di Koulibaly.
      Nel caso di Napoli-Bologna il pallone fu inatteso perché sbucò da dietro un compagno di squadra ma la distanza era maggiore. In questo caso i due calciatori sono distanti non più di due metri, è impossibile che un essere umano possa assumere volontariamente una determinata posizione (neanche volendolo) per contrastare un tiro.
      La verità è che si stanno punendo quasi tutti i tocchi di mano, trovando sempre una motivazione verosimile.

  8. Pasquale
    Pasquale dice:

    Come sempre complimenti per questo blog. Ai soliti complottisti, ricordo che lo scorso anno in Napoli-Bologna un rigore simile a quello assegnato ieri al Napoli fu ritenuto tocco involontario di mano di Koulibaly per la distanza ravvicicinata rispetto a chi tirava. Se si imparasse a giudicare gli episodi senza tener conto delle maglie la cultura sportiva ne guadagnerebbe…Buona domenica

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Se c’è un aspetto di cui mi vanto, è la coerenza.
      L’anno scorso definii involontario quel tocco di mano, per lo stesso motivo ritengo non punibile il contatto di Opoku.

  9. Cristian Zannini
    Cristian Zannini dice:

    L’ unico mezzo dubbio che ho sull’ ottimo La Penna, e se al minuto 93 ci fosse fallo su Dybala al limite dell’ aria di rigore del Genoa.

          • Cristian Zannini
            Cristian Zannini dice:

            Ma basta! A parte che parliamo di un eventuale calcio di punizione dal limite, non di un rigore ravvicinato a porta vuota: se i falli ci sono devono venire fischiati e puniti da regolamento, se non ci sono, si va avanti! Ma perché ci si attacca a tutto??? Non cresceremo mai culturalmente…

  10. Jordan
    Jordan dice:

    Luca sul fallo di mano di Opoku il cartellino non dovrebbe essere stato rosso? A me sembra che la palla vada verso la rete (non ho visto il video solo i tuoi fermo immagine)

  11. Francesco
    Francesco dice:

    Giusto per il bar sport

    Con la tridimensionalità l’offside potrà tornare “solo se c’è luce tra i difensori?”

    Io adoravo questa cosa e dava veramente l’idea di vantaggio dell attacco sulla difesa

  12. Gelso
    Gelso dice:

    Quello del fallo di mano è argomento molto dibattuto. Analizzando l’episodio è il pallone che colpisce il braccio del difensore, la tendenza è di fischiarlo sempre, ma anche io nutri moltissimi dubbi.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Concordo, si sta esagerando nel valutare punibile qualsiasi tocco di mano.
      L’importante è NON far confusione tra episodi come quello di ieri e quello di Inter-Fiorentina, completamente differente per dinamica e per concetto di punibilità.

  13. Cristian Zannini
    Cristian Zannini dice:

    Ancora grazie Luca. Già ieri sera su twitter per il “caso” Milik avevo ipotizzato che lo stesso Mariani abbia voluto rivedere l’ azione per sicurezza e mi hai confermato che è una cosa che si può e magari DEVE fare. Sul rigore e sulla review, purtroppo sui social si parla sempre di “complottismo”, su questo stendiamo il solito velo pietoso. La Penna mi è piaciuto moltissimo. Nonostante interventi “maschi” di alcuni giocatori del Genoa, ha sempre avuto il controllo della partita. È un arbitro veramente interessante. Spero riesca sinceramente a fare ancora un salto di qualità continuando a migliorare, perché secondo me ha un buon futuro davanti a se.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Stesso mio punto di vista.
      Che a Torino la squadra ospite vada in difficoltà è normale, che la stessa squadra sia un po’ ruvida anche ma ieri pomeriggio La Penna è stato bravissimo a controllare la gara con facilità, mantenendola sempre nei limiti della correttezza.

      • Massimo Berto
        Massimo Berto dice:

        Pareggio giusto e anche l’arbitraggio è stato buono, però secondo me si permette di picchiare troppo, soprattutto non capisco come Romolo finisca la partita senza un giallo

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Se gli arbitri dovessero ammonire per qualsiasi fallo, non finirebbe mai una partita.
          Romolo non è mai andato oltre il lecito: è un giocatore tecnicamente non eccelso ma ieri non ha commesso falli meritevoli di cartellino giallo.

          • Cristian Zannini
            Cristian Zannini dice:

            Tecnicamente non eccelso: modo educato per non dire “scarparo” come si dice dalle mie parti. D’accordo ancora: contatti duri si, ma mai con l’ intento di fare male. No, dai, La Penna è stato bravissimo, non possiamo neanche provarci a cercare il pelo nell’ uovo, per favore!

  14. Gennaro Lento
    Gennaro Lento dice:

    Ciao Luca, volevo chiederti se consideri giusta la sanzione somministrata a Mertens (cartellino giallo) per quella entrata all’altezza dello sterno di Behrami. Riguardandolo mi pare di aver visto Mertens che si accorge dell’avversario e alza ugualmente la gamba.
    Grazie.

  15. Cesare
    Cesare dice:

    Ma sul fallo di Milik, avendo l’arbitro già deciso per il cartellino giallo, da regolamento, il VAR , poteva comunque intervenire?

    E’ cambiato qualcosa, in merito a questa casistica, nel regolamento del VAR , rispetto all’anno scorso?

    Mi ricordo di un caso simile nella partita dello scorso campionato Inter-Juve, arbitrata da Orsato, dove, se NON erro, disse che il VAR NON sarebbe potuto intervenire.

    Ciao e grazie mille!

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      L’ho scritto: il protocollo prevede la possibilità di review ma ho molti dubbi (anche in questo caso) che il consiglio del VAR possa essere sostenibile. Detto ciò, preferisco una review in più e mi auguro che questa sia la linea del futuro, per evitare dubbi valutativi, in primis per l’arbitro.

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