La designazione di Orsato per Fiorentina-Juventus: un rischio che, prima o poi, Rizzoli doveva correre

Che Orsato sarebbe stato oggetto di polemiche si sapeva. Lo sarebbe stato per qualsiasi partita della Juventus.
E sarà “oggetto” di discussioni anche in futuro, quando tornerà a dirigere Inter e Napoli. Perché Orsato tornerà a dirigere Napoli ed Inter, sebbene ciò accadrà (con ogni probabilità) a fine stagione e se la classifica lo permetterà (tradotto: nel momento in cui Napoli ed Inter avranno già raggiunto l’obiettivo stagionale).

Parliamoci chiaro: le discussioni sul calcio sono sempre state improntate alla superficialità e solo successivamente questo atteggiamento da pasta e fagioli si è trasferita anche nella politica ed in qualsiasi argomento, per (de)merito dei social che hanno radicalmente cambiato le tecniche di comunicazione di massa, precedentemente dominate dalle televisioni e dai quotidiani.

Oggi tutti parlano di tutto.
Nella gran parte dei casi tutti parlano di argomenti dei quali non conoscono nulla.

L’attività arbitrale non fa eccezione e, anzi, è (con le dovute proporzioni) un mondo sconosciuto ai più, come lo sono i vaccini per un avvocato ed il diritto per un medico.

Non era difficile prevedere queste polemiche attorno alla scelta di Rizzoli ma sbaglia chi pensa che tutto ciò non sarebbe accaduto se Orsato fosse stato designato per un meno sentito Juventus-SPAL o Frosinone-Juventus: le polemiche ci sarebbero state ugualmente, identiche, con lo stesso furore. Furore dettato dalla furbizia degli attori dei social, prontissimi a cogliere al balzo i movimenti addominali dei tifosi meno scaltri che, naturalmente, si fanno coinvolgere senza riflettere a sufficienza e sulla base di argomentazioni oggettivamente futili.

Pensare che Orsato sia da considerare un arbitro da pensionare dopo Inter-Juventus dello scorso anno è sostanzialmente un’assurdità.
E’ vero: la scorsa stagione è stata di gran lunga la peggiore di Daniele ma capirne la motivazione è meno banale di quanto possa apparire a chi con sicumera parla senza sapere un accidente.

La scorsa stagione è iniziata con la speranza (non troppo nascosta, nemmeno dal sottoscritto) che il Mondiale in Russia potesse essere l’occasione giusta per vedere due arbitri italiani impegnati, soprattutto in considerazione dello scadentissimo livello medio degli arbitri UEFA.
E, oggettivamente, pensare ad Orsato relegato alla sala VAR mentre in campo scendevano i vari Karasev, Marciniak, Turpin o Lahoz legittimava a qualche ululato alla Luna, considerando che nessuno dei citati valeva (e vale) una gamba del veneto.

La stagione sembrava ben incanalata verso il risultato sperato: dopo un infortunio tra agosto e settembre, è arrivata la designazione per lo spareggio mondiale. Gara non banale, giocata tra Honduras ed Australia allo stadio Olimpico Metropolitano di San Pedro Sula, un campo di patate degno di una media seconda categoria italiana. Una direzione sicura nonostante fosse evidente che non si trattasse della miglior versione di Orsato, apparso molto lento e fors’anche impaurito dalla possibilità di una ricaduta nell’infortunio subito.

Dopo la speranza, la legnata: dopo l’ultimo turno eliminatorio, la FIFA diramò la lista definitiva di arbitri e VAR selezionati per l’edizione russa dei Mondiali.
Orsato non figurava tra i titolari ma solo nella lista dei VAR.
Una mazzata non di poco conto, considerando che, per la prossima edizione del 2020 in Qatar, non potrà essere selezionato perché avrà chiuso da oltre 11 mesi la carriera internazionale. Pensare che un grande arbitro (perché è stato ed è un grande arbitro) possa chiudere la carriera senza un Mondiale non è esattamente un concetto che si possa liquidare con una scrollata di spalle. Perlomeno non a livello arbitrale. Massmediaticamente è un argomento che interessa poco o nulla ma, spesso, avere degli elementi in più può aiutare a comprendere quanto accaduto e spiegare (perlomeno in parte) il perché di una stagione oggettivamente disgraziata.

Nei mesi successivi non abbiamo più visto il vero Orsato, se non in occasione di Napoli-Juventus dell’1 dicembre 2017, serata nella quale sfoderò una prestazione ai limiti dell’incredibile, non sbagliando un singolo fischio in 95 minuti. Una serata fantastica, di quelle da registrare e riproporre in loop ai giovani arbitri per far comprendere il concetto “come si arbitra una gara di questa importanza” (con la dovuta prudenza su alcuni atteggiamenti non consigliabili a livello locale).

Inter-Juventus era una designazione scritta da mesi, nel senso che il nome di Orsato era prevedibile, così come era prevedibile (e programmata) la scelta di Rocchi per Juventus-Napoli.
Purtroppo, come capita anche ai migliori, Orsato visse una delle più terrificanti serate della sua favolosa carriera, arbitrando malissimo una gara decisiva per le sorti del campionato. Non sapremo mai se qualcosa sarebbe cambiato con una direzione differente ma sarebbe sciocco pensare che quella sera non sia successo nulla. Forse la Juventus avrebbe vinto ugualmente, forse no, non possiamo saperlo.

Dopo quella partita Rizzoli decise di dichiarare chiuso il campionato del veneto, non designandolo più fino alla fine della stagione. Scelta che non ho condiviso. A peggiorare il tutto un altro siluro abbatté ulteriormente Orsato.
Ormai è una questione conosciuta da tutti (perlomeno dai più attenti al mondo arbitrale).
Ma lo racconto per chi non la conoscesse.
Il giovedì successivo ad Inter-Juventus erano in programma le semifinali di Europa League.
Ebbene, Orsato era stato scelto per Atletico Madrid-Arsenal mentre Rocchi doveva scendere in campo a Salisburgo per la sfida tra i padroni di casa ed il Marsiglia.
Collina, con una scelta che non mi piacque ma che comprendo, preferì sostituire Orsato (probabilmente pensando che potesse essere poco sereno dopo le feroci polemiche successive alla serata di San Siro), dirottando Rocchi a Madrid e richiamando di gran fretta il russo Karasev per la semifinale in Austria (diretta talmente male da entrare di diritto nell’album delle più orribili direzioni dell’intera stagione).

Il Mondiale, peraltro, è stato vissuto ancor più in ombra, sovrastato dalle capacità da VAR di Irrati, che ha dimostrato di essere un autentico fuoriclasse nel ruolo. Insomma, un epilogo non certo in linea con le speranze di settembre 2017: da possibile arbitro titolare ad un ruolo secondario anche come VAR.

Detto ciò, Orsato è ancora un grande arbitro.
Una serata storta capita a chiunque. Una stagione in chiaroscuro anche.

Torniamo indietro di quattro anni.
4 ottobre 2014, Juventus-Roma (finita 3-2) fu oggetto di polemiche infinite e nell’occhio del ciclone finì Rocchi, arbitro di quella gara. Ricordiamo tutti quel che ne seguì: la reazione più pacata fu la richiesta di silurare il fiorentino.

Nessuno poteva nemmeno immaginare che, dopo quella serata, avremmo rivisto Rocchi in campo per i big match, gran parte degli osservatori sentenziarono la fine della carriera ad alti livelli per il toscano.
Gli anni successivi sono stati la dimostrazione di quanto siano superficiali i giudizi basati su singoli episodi: da quattro stagioni Rocchi non sbaglia una partita, si è imposto come il miglior arbitro italiano per distacco, ha diretto una finale di Coppa Italia, decine di incontri di Champions’ ai massimi livelli, è stato scelto per la Supercoppa Europea tra Real Madrid e Manchester United (offrendo una prestazione da applausi a scena aperta), chiudendo il cerchio con un capolavoro assoluto rappresentato dall’infuocata Juventus-Napoli dello scorso aprile. E poi il Mondiale, purtroppo non da protagonista per le discutibili decisioni di Collina e Busacca che lo hanno fermato agli ottavi di finale nonostante tre direzioni assolutamente impeccabili. Per quanto mi concerne, rimane un mistero la linea della FIFA sul fiorentino che avrebbe ampiamente meritato la semifinale (soprattutto considerando la scelta caduta sul semisconosciuto Cunha).

Il precedente di Rocchi avrebbe dovuto insegnare qualcosa ma, evidentemente, la memoria a medio/lungo termine è fallace. Oppure è strumentalmente utile non ricordare.

Per Orsato vale lo stesso discorso di Rocchi: una serata orribile non cancella e non può cancellare anni di direzioni impeccabili tanto da ergerlo ad assoluto fuoriclasse (ciò che già si intravvedeva nelle categorie inferiori).

Orsato è tutt’altro che un arbitro finito.
Orsato è ancora un arbitro di straordinarie capacità ed il compito di Rizzoli è fondamentale:
recuperarlo ai massimi livelli perché del veneto c’è bisogno come dell’aria, soprattutto in un periodo storico in cui i giovani arbitri mostrano difficoltà a compiere il salto di qualità necessario per sostituire i colleghi che lasceranno a fine stagione (Banti e Mazzoleni, dando per certa la deroga a Rocchi).

Era più che scontato che, nei primi mesi di campionato, Rizzoli lo avrebbe tenuto lontano dalle partite di cartello, proprio per consentirgli di recuperare fiducia nei suoi (enormi) mezzi tecnici, un po’ appannati dopo una stagione quantomeno tribolata.
Non è stato facile per Rizzoli: Orsato si è presentato al via della nuova stagione in condizioni fisiche non eccezionali, sovrappeso di qualche chiletto di troppo e con visibili scorie di quanto accaduto.
Ma è anche vero, come ho sostenuto più volte, che tecnicamente stia tornando il fuoriclasse che abbiamo ammirato per tanti anni. Unica eccezione a Verona due settimane fa, designazione volutamente di secondo piano pensata da Rizzoli proprio nella prospettiva di Fiorentina-Juventus.

Un rischio?
Certamente, inutile nasconderlo
: un errore sarà strumentalizzato da una parte o dall’altra, l’unica speranza è che la gara non offra episodi di particolare difficoltà (leggasi: di dubbia interpretazione).
Ma è anche vero che dobbiamo capire il motivo per cui si è arrivati a questa scelta: la verità è che la coperta di Rizzoli è cortissima. Escluso Rocchi (di Firenze), esclusi Irrati e Banti (toscani), escluso Mazzoleni (reduce da Milan-Juventus), esclusi i giovani emergenti, non rimaneva che Orsato. A maggior ragione se consideriamo che la prossima settimana è in programma Juventus-Inter, motivo per cui gli stessi Banti ed Irrati non potevano che essere tenuti in “naftalina”.
Il derby d’Italia era di Rocchi fin da agosto ma la FIFA ha scombinato i piani di Rizzoli, convocando il fiorentino per il Mondiale per Club di Doha, destinazione che raggiungerà il 6 dicembre, il giorno prima di Juventus-Inter. Irrati, in teoria, dovrebbe partire a sua volta come VAR ma, a questo punto, non escludo che Collina e Busacca possano concedere un paio di giorni di “permesso” per consentire al designatore di mandare lo stesso Irrati a Torino. Come arbitro centrale, non come VAR. Più un’ipotesi che una certezza ma non escludo affatto che questa possa essere la via scelta.

Torniamo ad Orsato.
Se, da un lato, era più che normale un periodo di qualche mese lontano dai grandi match, bisogna essere grati a Rosetti che, nonostante la conclusione della scorsa stagione non certo brillante, ha continuato a sceglierlo per grandi gare internazionali: e così lo abbiamo visto in campo per Germania-Francia e Svizzera-Belgio in Nations’ Cup; in Manchester City-Lione, Atletico Madrid-Borussia Dortmund e Bayern Monaco-Benfica in Champions’. Senza alcuna sbavatura. Rosetti che, da nuovo responsabile degli arbitri europei, ha dimostrato concretamente di nutrire grande fiducia, fiducia ripagata da direzioni impeccabili, il miglior viatico in vista del vero obiettivo: gli Europei del 2020, dei quali Orsato sarà protagonista.

Non resta che un augurio: che la buona stella degli arbitri splenda brillante sul Franchi.
In caso contrario, prepariamoci ad una settimana da incubo.

P.S.: la mia partenza per gli Stati Uniti era prevista anche prima di Fiorentina-Juventus…

6 commenti
  1. massimo
    massimo dice:

    caro luca alla luce di quello che hai scritto ,premesso che orsato e’ stato negli ultimi anni uno dei migliori arbitri in circolazione,mandare un arbitro che ha avuto una stagione sottotono a dirigere inter juventus una gara che avrebbe deciso uno dei campionati piu’ belli degli ultimi venti anni non e’ stato un errore clamoroso?

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  2. Giuseppe
    Giuseppe dice:

    É davvero un peccato aver dovuto assistere alla lapidazione mediatica di un grandissimo arbitro come Orsato. Ricordiamoci che è stato considerato sguaiatamente al soldo della Juve, proprio lui che, negli ambienti in cui si vedono complotti ovunque, era visto come l’unico super partes. La coerenza. Mi associo alle speranza che a Firenze non ci siano episodi ambigui.

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    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Purtroppo è il prezzo che si paga per la diffusione capillare dell’informazione veicolata dai social.
      E devo essere onesto: chi sfrutta i social lo fa anche bene. Eticamente è più che discutibile ma, comunicativamente, spesso sono dei piccoli capolavori.

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  3. Peter
    Peter dice:

    Certo che se Orsato sbaglia qualcosa pure questa volta secondo me ha chiuso… Non avrà più nessuna credibilità.. specialmente se sbaglia a favore della Juventus… Un bel rischio per Rizzoli…

    Rispondi

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