Anticipo 15^ giornata, Juventus-Inter: direzione da ricordare per Irrati

Sulla direzione di Irrati mi aspetto la solita dinamica: mancando episodi rilevanti, si punterà su qualche ammonizione per creare discussione.
Naturalmente non mi farò minimamente coinvolgere da discussioni senza alcun senso: la prestazione di Irrati è stata, semplicemente, di grandissima levatura.
Il pistoiese non incanta, non ha lo stile di corsa elegante di un mezzofondista e, diciamocela tutta, corre anche pochino. Al di là di ciò, il toscano è riuscito a costruirsi una buona carriera basandola sulle qualità che possiede, in particolare tecnica, capacità di selezionare le sanzioni disciplinari, coerenza ed ascendente sui calciatori. Il tutto corredato anche dalla capacità di perdere la pazienza controllandosi: ci arriveremo.

Per quanto cercare episodi all’interno di questa gara sia esercizio quantomeno scivoloso (non voglio utilizzare la dizione “non obiettivo”…), ci sono alcune fattispecie interessanti che vanno segnalate.

Al minuto 16 Irrati fischia un semplice calcio di punizione a favore dell’Inter per un fallo di Matuidi su Gagliardini:

Per quanto Irrati sia vicino all’azione, la sua prospettiva è la peggiore possibile: in linea con Matuidi, il suo intervento è coperto dal suo stesso corpo, pertanto l’arbitro non può valutare l’intensità del contatto ma limitarsi alla rilevazione del fallo (molto probabilmente per intuizione).

Il fallo di Matuidi è da cartellino giallo: quel che fa propendere la sanzione disciplinare non è tanto l’entità del fallo o la pericolosità dello stesso (rectius: imprudenza) ma la circostanza chiara che il centrocampista francese intervenga nettamente in ritardo sull’avversario, col pallone lontano più di metro mezzo. E’ vero, è un attimo di ritardo ma l’imprudenza non è altro che questo: intervenire sull’avversario per mancato controllo del proprio gesto atletico.

Non mi soffermo sull’episodio Ronaldo/Skriniar: per quanto il portoghese abbia provocato, con il suo colpo, la fuoruscita di sangue al difensore dell’Inter, il colpo è stato del tutto casuale. Nessuna sbracciata proditoria, nessuna malizia, semplicemente un colpo arrivato per pura fatalità.

Proteste dell’Inter attorno al minuto 39 per un fallo di Bentancur su Icardi:

Anche in questo caso manca l’ammonizione: intervento in deciso ritardo del centrocampista uruguagio della Juventus che non riesce ad intervenire sul pallone ma colpisce (senza alcun violenza ma solo con imprudenza) il piede desto di Icardi.

Al minuto 54 Bentancur viene ammonito per un fallo a centrocampo su Gagliardini:

Dinamica praticamente identica a quella precedente su Icardi: anche in questo caso il fallo è da considerarsi imprudente e, per tale motivo, passibile di cartellino giallo.
Fermo subito le polemiche: così come per altri mille casi del genere, la mancata ammonizione di un calciatore non significa automaticamente proteste legittime per un’ammonizione sanzionata successivamente.
Molto spesso un giocatore ammonito evita di commettere infrazioni simili nel resto della gara, pertanto NON possiamo sapere se Bentancur, dopo un’ammonizione nel primo tempo, sarebbe intervento con questa imprudenza sull’avversario nella seconda frazione: sono giochi ipotetici che non hanno mai attirato (come ben sapete) la mia volontà interpretativa. Sarà che il campo mi ha insegnato che un episodio difficilmente dipende da un altro…

Al minuto 64 quella che, a mio parere, è la miglior dimostrazione della grande intelligenza che riesce ad esprimere Irrati.
Borja Valero ferma con un fallo sulla trequarti juventina Pjanic:

C’è oggettivamente poco da commentare: riviste dieci volte le immagini non mi pare che Valero colpisca il piede di Pjanic.
Ciò non significa che non si tratti di fallo ma questo episodio rappresenta uno dei rarissimi casi in cui sarebbe stato legittimo ricorrere al calcio di punizione indiretto per gioco pericoloso: nessun contatto tra i calciatori (ciò che porterebbe automaticamente al calcio di punizione diretto o di rigore) ma gamba pericolosamente alta di Borja Valero.

Al di là di ciò, quel che mi è piaciuto enormemente di questa fattispecie è la reazione di Irrati con Bonucci: pacata ma risoluta, decisa, senza fronzoli e denotata da evidente determinazione.

Bonucci si stava lamentando (come spesso capita) per la mancata ammonizione di Borja Valero.
Irrati, evidentemente scocciato dall’atteggiamento di Bonucci, richiama a sé il capitano della Juventus Chiellini dicendogli più volte “non gli parlo più”. Perfetta la gestione di Irrati: non essendoci i presupposti minimi per un’ammonizione, decide di richiamare direttamente il capitano della Juventus per far capire che, da quel momento, ogni parola di Bonucci sarebbe stata passibile di cartellino giallo.
Per i restanti 26 minuti più recupero, Bonucci non ha proferito una sillaba.
Questa immagine andrebbe trasmessa all’infinito nelle sedi sezionali per spiegare il concetto di “dialogo sì, sopportazione di tutto no“.

Nel complesso, al di là delle sterili polemiche che si andranno a cercare per alzare un minimo il livello di attenzione, una prestazione straordinaria di Irrati.
Premiata la scelta di Rizzoli: rinviare la partenza per Doha del pistoiese (doveva imbarcarsi il 5 sera per gli Emirati Arabi), mandarlo in campo per il derby d’Italia e, infine, lasciarlo libero di raggiungere Rocchi per svolgere il ruolo di VAR nel Mondiale per Club. Per la cronaca, Irrati partirà in mattinata, senza nemmeno passare da casa. Giusto per evidenziare, ancora una volta, la vita “semplice” di chi arbitra in serie A…

Chiudo con una nota personale.
Purtroppo il sito ha registrato un problema inatteso che ha, di fatto, resettato l’ultima settimana di pubblicazioni. Non mi spiace tanto per i miei approfondimenti non consultabili (li rimetterò online quando tornerò dagli Stati Uniti) quanto per i commenti che, purtroppo, sono andati irrimediabilmente persi. Mi spiace enormemente perché si trattava di oltre 200 persone che avevano investito alcuni minuti della propria giornata per commentare il blog.
Me ne scuso: faremo di tutto perché questo non accada più.

26 commenti
  1. Pieffe
    Pieffe dice:

    Il “chiaro ed evidente errore” è un’aberrazione, o meglio una scusa per aumentare ancora più l’arbitrarietà.
    E la storia che il VAR interviene ora solo su “chiaro ed evidente errore” è una frottola ancora peggiore.
    Il VAR va a rivedere TUTTI i tocchi di mano in area e invita SEMPRE l’arbitro a rivederli.
    Nel regolamento del calcio esiste UNA SOLA REGOLA per l’assegnazione di un calcio di rigore ed è la volontarietà o non volontarietà del tocco, che si determina a seconda sea uo giudizio il braccio va verso il pallone o il pallone va verso il braccio.
    Tutte le altre cose che vengono sempre menzionate: il braccio staccato dal corpo, il movimento congruo, la vicinanza ecc… non sono “regole”, sono strumenti o consigli o parametri per valutare la volontarietà o meno.
    Ora il VAR, se avesse un protocollo uniforme, pur se cervellotico, dovrebbe solo limitarsi a chiedere all’arbitro via microfono: “l’hai visto il tocco di mano?”
    Una volta che l’arbitro gli ha detto “sì l’ho visto”, non può esserci alcun “chiaro ed evidente errore” ma solo la sua interpretazione e il “protocollo” non prevede di intervenire.
    E invece interviene su OGNI tocco di mano e chiama SEMPRE l’arbitro a un supplemento.
    Ma non interviene però se uno tira giù in area un avversario.
    Il VAR poi è intervenuto anche su un fallo di gioco punito con il giallo dall’arbitro Orsato.
    Il fallo l’ha visto bene l’arbitro e anche l’ha giudicato di una certa gravità, visto che ha ammonito. Perciò siamo nel pieno ambito dell’intepretazione.
    Ma allora come può essere un “chiaro ed evidente errore”?
    Lo spieghi Lei che è un consumato specialista in ipocrisie e frottole per babbioni, tipo quella del “millimetro” che ignora ogni più elementare legge della fisica..
    Io da parte mia lo spiego così: è l’arbitrio o meglio Orwell allo stato puro, cioè il VAR ha accentuato l’arbitrarietà, non l’ha ridotta. Ha solo fabbricato un meccanismo buono per i tonti così da dare una veste di apparente legalità all’arbitrarietà e così poterla attuare più serenamente. L’hanno poi compreso bene anche quelli che all’inizio l’avversavano, temendo che potesse costituire un danno per loro.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sui falli di mano non ci hai capito un granché, consentimi.
      Sulle frottole non mi soffermo nemmeno, il tono di queste argomentazioni è irritante. Peraltro sono concetti che ho spiegato 1000 volte, evidentemente la superficialità ti ha portato a scrivere ‘sta roba che sembra più lo sfogo di una ragazzina.
      Sono due anni che scrivo che il protocollo vada modificato perché porta ad incongruenze abbastanza evidenti. Purtroppo ci sono (tante) persone come te che vedono complotti ovunque, arrivando a pensare che la diversa applicazione sia dovuta al potere della Juventus mentre, al contrario, è opera dell’IFAB che, con gli arbitri italiani, ha gli stessi collegamenti che ci sono tra l’aeroporto di Malpensa ed il Polo Sud: nessuno.

      • Mincuo
        Mincuo dice:

        Io mi occupo di finanza e perciò di numeri. E so di cosa parlo e non riguarda SOLO la Juventus. Io prendo e catalogo da anni tutte le situazioni dubbie e classifico dubbie quelle situazioni in cui il giorno dopo c’è discussione e Marelli e altri vedono una cosa ma De Marco o qualcun altro ex arbitro più altri commentatori ne vedono una opposta.
        Non mi interessa nemmeno sapere chi ha ragione o torto.
        Mi interessa che sia DUBBIA e se è DUBBIA in matematica quando se ne catalogano un certo numero (nemmeno così ampio) fatalmente le decisioni prese devono avvicinarsi al 50%.
        E invece non è così e per alcuni vanno vicine alla quasi totalità, il che è IMPOSSIBILE per decisionni dubbie.
        Anni fa ho mandato pure un rapportino a vari giornali rimasto lettera morta.

        Il fatto è che i cialtroni ti tacciano di “cultura del sospetto” invece che di mancanza della più elementare trasparenza e di un del potere simile ai dittatori di una Staterello Sudamericano.
        In quale contesto e professione uno può avere un livello scadente del genere?
        Anche per le stesse cose “oggettive”, tipo il fuorigioco, ma “oggettive” di che? Con una mancanza tale di trasparenza diventa impossibile anche accettare un verdetto basato sui centimetri. Come e chi stabilisce qual’è il fotogramma dell’esatto momento del tocco di palla chi effettua un passaggio? Dove e come uno può controllare la documentazione? Chi dà conto di quali immagini siano selezionate e come e da chi?
        Anche in una tombola in parrocchia sono più trasparenti.
        Ora se in un settore in cui dalle decisioni arbitrali dipendono svariati milioni, un accesso in Champions o una retrocessione, nessuno chiede un livello accettabile di controllo, significa che sta bene così a coloro che ne beneficiano e hanno maggior potere in FIGC. O no?

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          La domanda vien naturale: non ti sei mai chiesto perché non ti abbiano dato retta?

          D’altronde se non capisci che il fuorigioco è ormai oggettivo grazie alla tecnologia (e le immagini dalla sala VAR vengono regolarmente riversate nelle dirette, tanto per smentire anche questa tesi senza senso della “mancanza di trasparenza”) il problema è tuo, non di chi abbia capito. Da chi vengono selezionate le immagini? Dai VAR, lo sanno anche i muri.
          Dove controllare? Dalle immagini, come possono far tutti.

          Commento su cui ci sarebbe da ridere se non fosse che dimostra come siam combinati…

  2. Mariano
    Mariano dice:

    Ho una domanda molto off topic. Dopo questa settimana europea molto deludente per i nostri club, c’è stata anche qualche lamentela, soprattutto da parte del Milan. Mi ha ricordato l’anno scorso, quando Agnelli si era lamentato del lavoro di Collina. Però la realtà è che per i non addetti ai lavoro è complicato dire se un Collina, un Busacca, un Nicchi, un Rizzoli stanno facendo bene il loro lavoro. Per questo mi piacerebbe un tuo commento ben argomentato sul lavoro di questi dirigenti di punta. Personalmente trovo Nicchi un pessimo comunicatore, ma è un’impressione assolutamente marginale.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Su Nicchi non mi esprimo: lo ripeto da anni che si tratta di un problema e non certo di una risorsa dell’AIA. In Italia Rizzoli sta facendo i miracoli per assicurare un livello medio-alto delle designazioni, dovendo porre rimedio ad un decennio di scelte senza senso, a partire dal’assurda divisione della CAN A/B avallata proprio da Collina e Nicchi. Collina si è poi “ripetuto” in Europa, lasciando a Rosetti un panorama tecnico vicino all’imbarazzo: non è un caso che Rosetti stesso abbia portato all’esordio tanti arbitri per trovare qualche sostituto ad arbitri ampiamente bolliti.
      Sulla comunicazione di Nicchi ormai non so più che dire: l’uscita su Roma-Inter è ai limiti dell’assurdo, è come se un dirigente d’azienda criticasse il suo amministratore delegato, non sta né in cielo né in terra. D’altronde nessuno glielo fa notare ed il risultato è che continua ad apparire ovunque discettando sul tecnico che, come noto, è totalmente al di fuori delle sue competenze. Anche per questo motivo Rizzoli deve essere ammirato: non è facile lavorare con un presidente che rema contro. Soprattutto perché rema contro ma non se ne rende nemmeno conto.

      E prima o poi si dovrà far chiarezza sul motivo per cui segue gli arbitri sui campi di A…

  3. Emilio
    Emilio dice:

    Buongiorno Luca, ho da poco iniziato a leggere il suo blog, ormai diventato un appuntamento fisso per me. È sempre interessante leggere il parere di chi il regolamento lo conosce, e soprattutto conosce le dinamiche del gioco, purtroppo ormai, sui giornali e in tv, i vari moviolisti sanno solo interpretare il regolamento in base alla loro platea di riferimento, spesso creando ad arte la polemica. Purtroppo anche qui, nei commenti, leggo gente che, annebbiata dal tifo, pretende di saperne di più di chi ha arbitrato in serie A!
    Buona giornata

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Ci sta, ormai il mondo dei social è questo.
      L’importante è che si rimanga sempre nei termini della correttezza. Poi, nel momento in cui si affacciano teorie simili a quelle terrapiattista, ovviamente passo alla perculata perché non ha senso rispondere seriamente a complottismi vari ed assortiti.

  4. FrancescoP
    FrancescoP dice:

    Buongiorno, sono io che non vedo l’articolo sulla 15° giornata o ancora non ha avuto il tempo di pubblicarlo?
    Grazie

  5. Giorgio
    Giorgio dice:

    Come volevasi dimostrare un arbitro che arbitra bene quasi non si vede. Mi ha ricordato le direzioni di Casarin. Purtroppo il designatore è un altro e ci troviamo Rocchi miglior arbitro.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Preconcetti.
      Rizzoli è un eccellente designatore ma si ritrova con un gruppo mediamente non eccelso (e la colpa non è certo sua). Rocchi è un arbitro straordinario.

  6. Kko
    Kko dice:

    Credo vi sia proprio poco da dire sulla direzione di Irrati. Unico appunto, a mio avviso, non era ammonizione quella di Betancourt perché dalle immagine si nota mi pare abbastanza bene che sia lui il “calpestato” per carità cmq nulla e la fortuna di una partita senza mezza polemica.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      I complimenti ad Irrati sono doverosi oltre che meritatissimi.
      Sul giallo a Bantancur mi ripeto: il fallo è quello commesso con la gamba sinistra molto alta (imprudente) sul polpaccio di Gagliardini (che non può certo essere colpevolizzato del casuale contatto precedente, non è certo lui ad affondare il tackle)

      • Dalla
        Dalla dice:

        Luca, i tuoi approfondimenti sono quasi sempre impeccabili, ma nel caso dell’ammonizione di Bentancur credo tu debba rivedere meglio l’azione. La gamba sinistra dello Juventino colpisce il polpaccio di Gagliardini solo DOPO che l’interista ha calpestato in modo pericoloso la caviglia sinistra del sudamericano. Il colpo subito e il dolore che ne consegue causano la scompostezza di Bentancur. Non trovi?
        La tua disamina sarebbe corretta se il colpo sul polpaccio precedesse il pestone.

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Forse non devi fermarti al primo fotogramma dell’azione. Dopo il primo contatto (del tutto casuale ma dovuto al fatto che Bentancur si lancia tra le gambe di Gagliardini), con la gamba di richiamo colpisce nettamente il polpaccio sinistro dell’avversario.
          Bisogna tenere sempre presente un concetto: non sempre l’azione si risolve nel primo momento ma continua anche successivamente e non sempre il contatto da valutare è il primo.

  7. Mattia
    Mattia dice:

    ciao Luca, da nerazzurro devo dire che Irrati è stato veramente impeccabile.
    Dirigere un Juventus-Inter non è mai semplice e il fatto che tv e stampa abbiano parlato solo ed esclusivamente delle tattiche e dei cambi la dice lunga sul fatto che l’arbitro è stato “invisibile”, cosa che personalmente apprezzo molto.
    grazie come sempre per il tempo che dedichi a rispondere a tutti!

  8. Tonino
    Tonino dice:

    Ottima disamina,come spesso capita di leggere su questo blog che ha personalmente soppiantato le varie rubriche che commentavano gli episodi arbitrali.
    Ottimo Ierrati, solo qlc errore di valutazione sui possibili interventi da cartellino giallo, a mio avviso vi sono due vere chicce in questa performance, la prima il giallo a Pjanic all’alba del match dopo il secondo fallo tattico su Joao Mario, come a voler evidenziare che i ripetuti falli sistematici ai quali il bosniaco ricorre per interrompere le azioni avversarie più pericolose non erano tollerati, e seconda la gestione del caso Bonucci, ormai abituato alle continue e reiterate proteste su ogni tipo di decisione, altri arbitri in passato (Rizzoli) non agirono con tale fermezza e vennero travolti dalle polemiche.
    Saluti e complimenti.

  9. riccardo
    riccardo dice:

    Irrati rischia di diventare il numero uno già da quest’anno, soprattutto se eviterà gli infortuni che gli hanno rovinato la passata stagione. E direi che l’aver assorbito così bene la VAR lo ha allenato ancor di più di quanto avrebbe potuto imparare sul campo.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Commento che appoggio completamente.
      Non credo che diventerà il numero 1 quest’anno, ha davanti ancora Rocchi ed Orsato (non considerate morto un arbitro come il veneto che sta tornando ai suoi livelli, chiacchiere da bar a parte).

  10. michele salerno
    michele salerno dice:

    Caro Marelli,e’ da un po’ che La seguo e,graziealle Sue pazienti ed articolate ricostruzioni degli episodi piu’ interessanti dal punto di vista arbitrale,ho imparato molto sul regolamento e su quello che dovrebbe essere il modo corretto di applicarlo.Tutto cio’,insieme con l’impostazione che nulla concede alla polemica sterile e faziosa,proponendosi anzi come argine alla purtroppo crescente aggressivita’ che caratterizza il tifo,e non soltanto quello estremo,ma anche quello che ragionevolmente ci si aspetterebbe capace di moderazione,rende la Sua rubrica degna di plauso e da consigliare come punto di riferimento costante a chi ama il calcio e desidera vederlo preservato dal clima di sospetto che alcuni cercano ad ogni pie’ sospinto di alimentare per evidenti ragioni opportunistiche.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Grazie Michele, apprezzo molto questo commento. La più grande soddisfazione è sapere che ci siano persone (tante) che mi seguono: evidentemente la voglia di confrontarsi con serenità esiste…

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