14^ giornata: polemiche inevitabili dopo il posticipo Roma-Inter

Le polemiche dopo il posticipo Roma-Inter continueranno anche oggi e sono, purtroppo, inevitabili. Sull’utilizzo del VAR ne parlo ormai da tempo e confermo quel che ripeto da inizio stagione: così serve a poco e, soprattutto, è ora di finirla di sollevare cortine fumogene per nascondere dei dati di fatto ormai palesi. Ci torno successivamente, anche sulle responsabilità specifiche dell’Olimpico.

Sassuolo – Udinese 0-0, arbitro Guida

Un solo episodio nella gara di Reggio Emilia e VAR decisiva.
Al minuto 22 il Sassuolo trova la via della rete con Duncan che, sotto porta, devia alle spalle del portiere udinese.
Guida convalida la rete ed è il VAR Piccinini a individuare il fuorigioco del giocatore del Sassuolo.
Episodio tutt’altro che banale:

Questa rete, senza VAR, sarebbe stata sempre convalidata perché l’assistente si sarebbe trovato nell’assoluta impossibilità di notare la deviazione che cambia completamente tutta l’azione.
Sul primo tiro da fuori area di Berardi, Duncan è perfettamente in gioco, tenuto in posizione valida da un calciatore dell’Udinese nei pressi del palo di sinistra, ma è il successivo tocco di Ferrari a centro area che modifica tutta la fattispecie: sulla seconda deviazione Duncan è nettamente in fuorigioco. L’assistente Caliari non ha colpe: trovandosi sulla linea del penultimo difendente, ha la visuale oscurata da parecchi giocatori e da Ferrari stesso, che vede solo di spalle. Forse poteva intuire qualcosa Guida ma non si tratta di azione banale.
Curiosa la reazione di Ferrari:

Subito dopo la realizzazione della rete non esulta e si porta le mani alla faccia, probabilmente rendendosi conto ancora prima della review che, col suo tocco, aveva reso inutile la deviazione vincente del suo compagno.

Frosinone – Cagliari 1-1, arbitro Serra (CAN B)

Ieri pomeriggio ho scelto di guardare la gara di Frosinone per vedere all’opera Serra, arbitro piemontese di cui si parla un gran bene.
Mi ha convinto pienamente.
Gara molto complessa, come ci si attendeva fin dalla vigilia. Al di là dei nomi delle società, tali da non attirare l’attenzione dei mass media, la classifica di Frosinone e Cagliari in prospettiva salvezza lasciava presagire una gara ruvida e combattuta.
Così è stato e Serra ha dimostrato di aver qualità molto interessanti in prospettiva, non perdendo mai di mano una partita che poteva incendiarsi da un momento all’altro. Bene il disciplinare, benissimo il tecnico, ottima la capacità di essere accettato dai calciatori anche in un ambiente calduccio come Frosinone.

Un solo episodio su cui si è discusso.
Al minuto 85 il Cagliari rimane in inferiorità numerica per l’espulsione di Barella, reo di aver commesso un fallo ai danni di Chisbah:

La prima immagine proposta mostra due particolari:
– eccellente posizione di Serra;
– contrasto di Barella effettuato da tergo.
Sia chiaro: intervenire in tackle in questo modo non è sempre irregolare, la dizione “da tergo” è stata abbandonata da parecchio.
II secondo cartellino giallo di Barella è corretto:

Peccato di gioventù di Barella che affonda un tackle molto rischioso perché è altissima la possibilità di toccare il pallone e, nel contempo, anche l’avversario. Ricordiamo un principio fondamentale: colpire anche il pallone non è automaticamente una scusante sufficiente per non punire il contatto coll’avversario. Ed è esattamente ciò che accade in questa circostanza: Barella devia il pallone ma è anche vero che prima colpisce chiaramente l’avversario tra ginocchio e caviglia. Fallo correttamente assegnato e cartellino giallo pressoché automatico.

Torino – Genoa 2-1, arbitro Mariani

Due episodi nella gara di Torino, entrambi nel primo tempo.
Al minuto 27 il Genoa rimane in inferiorità numerica per l’espulsione di Romulo, colpevole di un fallo a centrocampo su Meité:

Non è necessario cercare ulteriori immagini, basta questa per chiarire tutto.
Al limite si può discutere sulla scelta di Mariani che decide di estrarre il secondo giallo.
Episodio che avrebbe potuto essere punito col cartellino rosso diretto per fallo grave di gioco. Intervento senza alcun senso del centrocampista del Genoa che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi per l’avversario.

Al minuto 47 il Torino trova la rete del vantaggio con un calcio di rigore trasformato da Belotti e conquistato da Iago Falque dopo un contatto con Sandro:

Posizione discutibile di Mariani che rischia seriamente di trovarsi “impallato” al momento del contatto. Vedendo l’immagine, non ho alcuna certezza che Mariani abbia deciso sulla base di una sensazione o per aver chiaramente visto il contatto (anche se quest’ultima ipotesi mi pare abbastanza difficile).
La decisione, in ogni caso, è corretta:

Nulla conta il fatto (che si nota in video) che Iago Falque cada leggermente in ritardo: il fallo di Sandro è netto, l’aggancio tra i due piedi indiscutibile.
Giusto anche non sanzionare disciplinarmente il contatto: Iago Falque anticipa nettamente l’avversario che, in ritardo, finisce per agganciare la gamba dell’esterno del Torino.

Milan – Parma 2-1, arbitro Calvarese

Anche a Milano polemiche vivaci per la vittoria in rimonta del Milan, determinata da due reti contestate dagli emiliani.

Al minuto 37 proteste molto contenute del Milan per un possibile calcio di rigore a seguito di un contatto in area parmense tra Kessié e Barillà:

Le immagini in diretta potevano ingannare, soprattutto per la dinamica.
Bravo Calvarese, invece, a giudicare l’episodio lasciando correre. Giusto così, non c’è nulla di rilevante.

Al minuto 55 il Milan trova la rete del pareggio con un tiro di Cutrone. Lo stesso Cutrone, poco prima, aveva riconquistato il possesso del pallone strappandolo a Scozzarella:

Contrasto molto al limite, non mi sarei sorpreso dell’interruzione del gioco da parte di Calvarese. D’altro canto non posso affermare di essere stupito che l’arbitro abbia deciso di lasciar giocare, conoscendo il suo metro di giudizio e l’asticella utilizzata nelle sue direzioni di gara.
L’azione prosegue con il tiro in porta di Cutrone stesso che trova la rete con un tiro incrociato che supera il portiere Sepe.
La contestazione deriva dalla posizione di Calhanoglu proprio sul tiro del centravanti milanista:

Se la prima immagine non ci comunica praticamente nulla, la seconda ci suggerisce un primo spunto: per quanto Calhanoglu si muova verso il pallone, lo stesso giocatore non lo sfiora nemmeno, passondogli lo stesso davanti di 30 centimetri buoni.
A chiarire definitivamente la fattispecie ci soccorrono le immagini da dietro la porta:

La linea serve ad individuare l’elemento fondamentale dell’episodio e cioè l’ormai celeberrima linea di visione del portiere. Come possiamo apprezzare sia dalla prima che dalla seconda foto, Sepe non perde mai il contatto visivo col pallone e Calhanoglu non determina alcuna influenza né sul portiere né tantomeno su altri difensori, il primo dei quali si trova ad almeno tre metri di distanza.
La rete è regolare.
Il silent check si prolunga per un paio di minuti proprio per la necessaria attenzione prestata dal VAR Valeri per controllare l’eventuale partecipazione del centrocampista del Milan. Una volta accertato che Sepe non abbia mai avuto la linea di visione nemmeno parzialmente oscurata, comunica all’arbitro di proseguire il gioco convalidando la segnatura.

La rete del definitivo vantaggio giunge su un episodio per certi versi curioso.
Su un cross dalla sinistra di Calhanoglu, il pallone viene respinto da Bastoni. Successivamente Calvarese interrompe il gioco per un fallo di Borini:

Calvarese interrompe il gioco ma si ferma col cartellino giallo in mano nei pressi dell’area di rigore.
In tutta franchezza nessuno ha capito il motivo di tale pausa ed il motivo del check che si stava svolgendo.
Dopo qualche minuto, Calvarese viene invitato da Valeri alla “on field review” per giudicare personalmente un tocco di mano di Bastoni proprio sul cross di Calhanoglu:

Le immagini parrebbero togliere ogni dubbio ma, in realtà, l’episodio è molto più dubbio di quanto possa apparire.
Due le premesse:
è un episodio veramente al limite, non ci troveremo mai tutti d’accordo. Pertanto è perfettamente inutile esprimere delle opinioni definitive, è una circostanza che si presta ad interpretazioni diametralmente opposte;
– non esiste un calcio di rigore per tocco di mano identico ad un altro. Trovo abbastanza noioso che, a due settimane di distanza, venga paragonato il rigore di Milan-Juventus con qualsiasi tocco di mano. Il fallo di Benatia ha delle caratteristiche ben precise. Non voglio tornare sull’episodio ma lo cito solo sperando che non si pongano ulteriori (ed assurdi) paragoni.
Bastoni non ha alcuna intenzione di colpire il pallone con le braccia. Le braccia, al contrario, erano allungate verso Cutrone perché la sua intenzione era di appoggiarsi all’avversario.
Cutrone si piega in avanti per cercare di colpire il pallone e, in questo modo, mette totalmente fuori tempo il difensore che, di fatto, si trova il pallone addosso. Oltre a ciò è da evidenziare che il tocco di mano è netto ma le braccia non si muovono mai verso il pallone stesso.
D’altro canto non si può negare che il contatto sia molto evidente.
Il problema nasce, ancora una volta, dall’utilizzo del VAR.
Questo episodio è più che discutibile e la scelta finale può essere (legittimamente) considerata giusta o sbagliata. Ma proprio per questi motivi, l’utilizzo del VAR pare molto al di fuori del parametro principale considerato, cioè la sussistenza di un chiaro ed evidente errore.
Può essere tutto, come già ribadito, ma certamente non un chiaro ed evidente errore. Il problema è che si sta utilizzando il VAR per qualsiasi tocco di mano, spesso anche per episodi come questo che, oggettivamente, si pone (e di parecchio) fuori dal protocollo.
Il problema è che si stanno vedendo infinite review superflue su tocchi di mano non puniti col rigore e non ci sono quasi mai review per tocchi di mano puniti col rigore. Non è inspiegabile ma peggio: sta diventando ingiustificabile. Da un lato non si interviene mai su contatti tra giocatori invocando la non presenza di chiaro ed evidente errore, dall’altro ci sono state decine di “on field review” su episodi ben lontani dal protocollo.

E questa criticità è emersa in modo dirompente nel posticipo della sera.

Roma – Inter 2-2, arbitro Rocchi

Gara complessa per il fiorentino e contraddistinta da un calcio di rigore assegnato con VAR ed altre due decisioni molto contestate, una per parte.

Al minuto 35 Zaniolo entra in area di rigore e cade dopo un contrasto con D’Ambrosio:

Questi fotogrammi dimostrano un primo, fondamentale concetto: Rocchi non ha visto nulla e non poteva veder nulla. Oltre al fatto che, tra una selva di gambe, è impossibile capire cosa possa essere accaduto, l’arbitro (al momento del contatto) è completamente impallato da un calciatore dell’Inter che si trova esattamente tra la sua linea di visione ed il contrasto tra D’Ambrosio e Zaniolo.

Ciò emerge ancor più chiaramente dalle immagini ravvicinate:

Subito dopo la caduta di Zaniolo, Rocchi cerca in ogni modo di guadagnarsi una visuale “pulita” per cercare di capire cosa stia accadendo. Nonostante la posizione sia, arbitralmente, concettualmente corretta, questa è la peggiore possibile nella fattispecie concreta.

Sul contatto in sé c’è veramente pochissimo da aggiungere: il fallo di D’Ambrosio è netto, il difensore dell’Inter sgambetta chiaramente l’avversario agganciando il piede sinistro.
Il problema nasce successivamente: si tratta di un errore chiaro ed evidente, senza alcuna discussione. Rocchi è coperto, non può vedere nulla di quanto accaduto ed è il suo stesso linguaggio del corpo che denota un dubbio concreto su quanto appena accaduto.
Inspiegabile che il VAR Fabbri non abbia perlomeno consigliato la “on field review” al collega: impossibile pensare che abbia considerato la decisione sostenibile, a maggior ragione se l’arbitro gli avesse comunicato di aver avuto la visuale oscurata. E, come abbiamo visto, è decisamente improbabile che gli abbia detto in auricolare qualcosa di differente.
Il VAR, usato in questa maniera, sta diventando quasi controproducente: se non si procede a review per episodi del genere e con queste caratteristiche particolari, diventa del tutto superfluo.
<emDopo 12 giornate Rizzoli ha affermato che le review sono state 32, solo due in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso campionato.
Il problema, enorme, è che questi numeri sono basati su una serie infinita di overrule per tocchi di mano, alcuni talmente chiari che è spesso risultato quasi incredibile dover ricorrere alla “on field review”.
La verità è che i numeri assoluti paiono simili ma è solo apparenza: nella realtà il VAR non interviene mai per contatti tra calciatori, motivo per cui dobbiamo assistere increduli al rigore di Fiorentina-Atalanta per una simulazione di Chiesa od al mancato rigore di Sassuolo-Inter per il fallo subito da Asamoah.
Spiace dirlo ma la responsabilità non può che essere del designatore che, evidentemente, ha posto dei paletti talmente rigidi da impedire qualsiasi tipo di review, ad eccezione dei tocchi di mano che ormai sembrano diventati tutti (o quasi) punibili. Ciò dipende probabilmente dal fatto che gli arbitri abbiano il timore di andare oltre le barriere imposte dal responsabile della CAN che, d’altro canto, sembra quasi incitare all’utilizzo della tecnologia per i tocchi di mano.
Da un lato, dunque, il chiaro ed evidente errore viene allegramente ignorato per i falli di mano (o presunti tali…) mentre è diventato un ostacolo insormontabile per tutto il resto.
Così non si può andare avanti ed è necessario intervenire al più presto, onde evitare che il campionato diventi un caos ad ogni turno.</em

Al minuto 72 la Roma protesta dopo una deviazione in area di rigore di Brozovic.
Rocchi lascia proseguire ma, alla prima interruzione, non autorizza la ripresa del gioco in attesa del check da parte di Fabbri.
Dopo circa un minuto Fabbri consiglia a Rocchi la “on field review“:

L’immagine non rappresenta il momento del tocco ma la posizione di Rocchi.
Ormai sapete che i tocchi di mano sono gli episodi più complessi per gli arbitri e, per quanto possa sembrare strano, anche questo è di difficile individuazione in campo. Con le immagini il discorso cambia completamente. Nel caso particolare, Brozovic colpisce il pallone con il braccio destro che Rocchi vede completamente schiacciato, senza alcuna profondità.

Le immagini sono chiarissime: Brozovic allarga il gomito, cerca il pallone e lo colpisce nettamente. Tocco sicuramente punibile, calcio di rigore chiaro e review che dura giusto una ventina di secondi.
Giusto non ammonire Brozovic (e Rocchi, con ogni probabilità, controlla anche questo aspetto, consentitogli dal protocollo): il pallone è destinato a scorrere verso l’esterno dell’area, il giocatore dietro è già davanti alla linea del pallone stesso, non è stata interrotta alcuna azione potenzialmente pericolosa (e questo episodio non ha nulla, ma proprio nulla, in comune con quello di Milan-Juventus).

Al minuto 84 è il turno dell’Inter di lamentarsi per un contatto in area di rigore romanista tra Manolas ed Icardi:

Partiamo da una leggenda metropolitana.
Spesso ascoltiamo affermazioni secondo cui il contatto spalla contro spalla non sia punibile.
E’ vero ma in presenza di un elemento fondamentale: il contrasto spalla contro spalla è regolare solo nel caso in cui i giocatori tentino entrambi di giocare il pallone.
In questo caso Icardi tenta di arrivare sul pallone lanciato in profondità da D’Ambrosio, Manolas è in netto ritardo e si preoccupa unicamente di contrastare con una vigorosa spallata l’avversario. Manolas non contende mai il pallone ad Icardi, motivo per cui anche questo contatto andava punito con il calcio di rigore.
Il provvedimento disciplinare sarebbe stato quello dell’ammonizione perché è alta la probabilità che Olsen potesse intervenire prima di Icardi e, soprattutto, l’attaccante dell’Inter non aveva il pieno controllo del pallone.
C’è una differenza col primo episodio: questo è (come la scorsa settimana in Napoli-Chievo, contatto Callejon/Obi) una fattispecie non da VAR ma da moviola, dato che il contatto è stato visto e valutato da Rocchi. In questi casi, come ormai sappiamo, il VAR è del tutto impossibilitato ad intervenire, non trattandosi di chiaro ed evidente errore ma solo di una valutazione soggettiva dell’entità.

8 commenti
  1. Fabio
    Fabio dice:

    Già che devi ricostruire la 14ma giornata sul blog, sarei curioso di conoscere il tuo parere su una probabile seconda ammonizione non comminata ad Allan contro l’Atalanta al 70° circa.
    Probabilmente eri in viaggio, perché non mi spiego come tu non ne abbia fatto menzione. Mi piacerebbe conoscere il tuo parere.
    Se, e quando, potrai…
    Grazie.
    https://twitter.com/JPlanet1897/status/1069844315441168384

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Ho già risposto: non c’era nulla di rilevante.
      Se dovessimo ipotizzare un’ammonizione per ogni fallo, tra poco trasformeremo il calcio in danza classica.

      Rispondi
  2. faber
    faber dice:

    Sai Luca, stavo pensando: per quanti anni ce la siamo presi con gli arbitri per non aver concesso rigori nettissimi come quello su Zaniolo; poi scopri, come per Rocchi, che magari non hanno potuto vedere nulla perché impallati da gambe e giocatori.
    E allora pensi: vabbè, era la preistoria del calcio, adesso c’è il VAR…
    Poi ti svegli dal sogno, e scopri, nel 2018, con tecnologie impensabili solo qualche anno fa, che…. nulla è cambiato dai tempi dei vari Lo Bello, Casarin, Agnolin… e, mettiamoci pure (per la tua gioia 😂) Collina.

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      E’ cambiato molto: questi errori, proprio per i motivi che hai evidenziato, capitavano spesso.
      Adesso capitano raramente, proprio grazie alla tecnologia che, però, è ancora usata troppo poco.

      Rispondi
  3. Sergio
    Sergio dice:

    Ho letto il comunicato del Giudice sportivo, Cionek è stato espulso e suqlificato per aver commesso unintervento falloso su un avversario in possesso diuna chiara occasione da rete. Non trovi che Mazzoleni abbia preso un abbaglio irrorando una sanzione corretta applicando una fattispecie Sbagliata? Distanza dalla porta circa 40 metri, un difendente in linea sul lato sinistro. P.S. Facciamo i complottisti, non èche ti stanno hackerando il sito?

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