VAR e moviola della nona giornata: ad Udine tanti pasticci.

Un vecchio adagio ci dice che, dopo giornate confuse, è meglio dormirci sopra per riflettere su alcuni avvenimenti, svegliarsi la mattina e tornare su quanto accaduto con maggior lucidità.

Su alcuni episodi, grazie anche alle sagge riflessioni di Lorenzo Fontani, ho rivisto alcune convinzioni. Ci tornerò.

Chievo – Verona 3 – 2

Attendevo con grande curiosità l’anticipo di pranzo sia per il derby in sé che, soprattutto, per la direzione di Abisso.
Abisso, non lo nascondo, è arbitro che mi piace molto: talento, autorevolezza, capacità di non uscire mai dalla gara con la testa, precisione. Un anno e mezzo, a mio parere, per vederlo internazionale. Con merito. Ed un plauso a Rizzoli che, per una gara così sentita e storicamente molto agonistica, ha scelto un direttore di gara arrivato in serie A da 4 mesi: un atto di coraggio che va riconosciuto e che segue a breve distanza la sorprendente scelta di Giacomelli per il derby di Torino.

Nel complesso una gara eccellente del giovane siciliano, ulteriore conferma di una crescita esponenziale in particolare sotto il profilo del rapporto coi calciatori: fino all’anno scorso Abisso peccava di eccessiva aggressività in Serie B, quest’anno è riuscito in breve tempo a smussare questo difetto con un approccio più sereno alla gara. Il derby di Verona è stato un banco di prova superato a pieni voti, grazie anche all’aiuto decisivo della VAR.

Il primo episodio avviene al 29esimo minuto: Zuculini atterra Hatemaj sul limite sinistro dell’area di rigore. Fallo inutile quanto evidente che Abisso non ha dubbi a valutare come meritevole di massima punizione:

Rigore Chievo no giallo

Scelta corretta.
Ci si chiede: per quale motivo Zuculini non è stato ammonito?
La risposta è semplicissima: non ce n’era alcun motivo. Il fallo è netto ma, soprattutto, totalmente fuori contesto dato che si tratta di un’azione che non ha alcun elemento di pericolosità. Pertanto è corretto assegnare il calcio di rigore senza aggiungere una sanzione disciplinare che non avrebbe alcun presupposto tecnico.

Zuculini che appare totalmente fuori controllo, tanto che l’allenatore del Verona Pecchia è sul punto di sostituirlo già nel corso della prima frazione. Cambio che non avviene perché, al minuto 40, Zuculini stesso opta per un tackle deciso a centrocampo su un avversario:

Secondo giallo Zuculini

Il giocatore veronese prende il pallone ma, nella dinamica dell’azione, finisce per travolgere anche l’avversario.
Questo episodio rappresenta il primo momento di rivalutazione personale: è senza dubbio vero che Zuculini tocchi nettamente il pallone ma tale circostanza non è sufficiente per ritenere l’azione regolare. In presa diretta ho valutato l’episodio al limite ma non meritevole del cartellino giallo, non ravvisando gli estremi per l’intervento imprudente.
Visto e rivisto, la scelta ci sta.
In circostanze del genere, considerando anche il fattore ambientale (pioggia battente e campo inzuppato di acqua), contrasti in scivolata come questo possono portare a contatti più accentuati, dato che i giocatori hanno meno capacità di controllare i propri movimenti.
Nel caso specifico Zuculini prende senza dubbio il pallone ma, nel contempo, travolge l’avversario che non ha alcuna colpa.

Momento del contatto Zuzulini

Come possiamo notare dall’immagine, il contatto non appare pericoloso per l’incolumità dell’avversario (gamba bassa, piede disteso, ginocchio piegato) e, pertanto, è escluso il provvedimento dell’espulsione. Allo stesso modo non possiamo sottovalutare il fatto che il tackle possa essere qualificato (a buona ragione) come imprudente e che, a livello regolamentare, debba essere punito col cartellino giallo.

In sintesi: scelta che si può condividere. Tra arbitro e giocatore il più colpevole è senza dubbio Zuculini che, già ammonito, si è assunto un rischio enorme. In casi di questo genere due le scelte possibili: fallo e richiamo ufficiale oppure fallo e giallo per fallo imprudente. Entrambe le scelte avrebbero trovato la personale approvazione (per motivi differenti).

Al minuto 53, su un cross al centro dell’area clivense, i calciatori del Verona protestano vibratamente per un presunto tocco di mano da parte di un difensore del Chievo. Abisso lascia proseguire ma interrompe il gioco a centrocampo (bravo a scegliere il momento giusto, in una posizione “neutra”), richiamato dal VAR Orsato che lo invita a valutare personalmente quello che lui ritiene un chiaro errore:

Rigore Verona prima del colpo di testa Rigore Verona fallo di mano

Le due immagini non sono inserite a caso ma in modo tale da spiegare il motivo per cui la scelta finale di Abisso (calcio di rigore ed ammonizione) sia da ritenere corretta.
Gamberini, ancor prima del colpo di testa dell’attaccante del Verona, salta col braccio destro in posizione decisamente innaturale. Dopo il colpo di testa il pallone impatta chiaramente sul braccio del difensore.
Vale lo stesso discorso precedente: un calciatore che si oppone in questo modo ad un’azione avversaria, si assume il rischio di impattare il pallone con un braccio in modo irregolare.
Nel caso specifico il rigore è corretto, così come l’ammonizione di Gamberini dato che ha interrotto un’azione potenzialmente pericolosa (il pallone è diretto chiaramente verso la porta avversaria).

Ultimo episodio al minuto 86, rete annullata al Chievo per posizione di fuorigioco di Stepinski:

Linea fuorigioco sbagliata gol annullato Chievo

L’immagine trasmessa in televisione appare abbastanza curiosa perché dimostra quanto sia complesso giudicare una posizione di fuorigioco sulla base di immagini bidimensionali: la riga blu è quella tracciata (a spanne, per la verità) dai tecnici video della regia (no, i VAR utilizzano altro sistema, non questo), le righe rosse (anch’esse tracciate a spanne, da me) indicato il punto attraverso il quale avrebbe dovuto “passare” la linea blu: il punto più vicino alla linea di fondo non è il ginocchio sinistro di Stepinski ma la spalla sinistra del giocatore. Per tracciare una linea corretta si sarebbe dovuto prima identificare la proiezione a terra della spalla.

Perché questa precisazione? Lo vedremo successivamente per Udinese – Juventus

Milan – Genoa 0 – 0

L’episodio centrale al minuto 24.
Su un calcio di punizione battuto dalla fascia sinistra, Giacomelli fischia un fallo a favore del Genoa. Rosi rimane a terra portandosi le mani al volto, insanguinato per una ferita al sopracciglio sinistro.
I VAR, approfittando della pausa, hanno tempo di rivedere le immagini e di isolare alcuni spezzoni da mostrare all’arbitro che, come sappiamo, è l’unico a dover prendere la decisione definitiva.
Giacomelli, dopo aver rivisto brevemente l’episodio al monitor, decide per l’espulsione di Bonucci, resosi colpevole di condotta violenta ai danni di Rosi.

Decisione corretta.

Togliamo ogni dubbio a livello regolamentare: il sangue non c’entra nulla, quel che conta è la dinamica dell’azione ed il gesto in sé:

Condotta violenta nel regolamento

L’unico elemento di valutazione che possa assolvere un calciatore è rappresentato da un colpo inferto con forza irrilevante.
Nel caso specifico Bonucci non solo colpisce con violenza il volto di Rosi (e non si dica che il sopracciglio si “apre” facilmente: può essere una parte vulnerabile ma di certo una ferita non può essere provocata da un colpo di vento…) ma prepara anche il gesto in precedenza. Vediamo la sequenza:

Dinamica rosso Bonucci 1 Dinamica rosso Bonucci 2 Dinamica rosso Bonucci 3 Dinamica rosso Bonucci 4

Poniamo attenzione non solo al gomito destro ma a tutto il braccio destro di Bonucci.
Nella prima immagine il difensore del Milan cerca di prendere posizione in mezzo agli avversari. Ci sono già dei contatti ma nulla di punibile, sono le solite spinte che si registrano in occasione di calci da fermo.
Nella seconda immagine Bonucci ritrae verso il corpo il braccio destro. E già questo è un segnale di ciò che accadrà. Per rendere il concetto il più semplice possibile, Bonucci prende forza con questo movimento, in gergo “carica” il colpo.
Nella terza immagine notiamo che Bonucci non solo sta caricando il colpo ma alza in modo evidente la spalla destra, altro segnale del fatto che la gomitata può essere qualificata in vari modi tranne che col termine casuale: in questo episodio non c’è nulla di casuale.
La quarta immagine consegna agli archivi la gomitata di Bonucci: netta, violenta, pericolosissima per l’incolumità dell’avversario. Oltre a ciò possiamo notare il braccio piegato “a squadra”, tipica posizione assunta per colpire un avversario con maggior forza. Così come il pugno chiuso (lo si nota da immagine laterale), altro elemento di valutazione per un arbitro.

La differenza con l’episodio di Lichtsteiner a Bergamo.
Questi due episodi non hanno NULLA in comune. Ma proprio nulla.
A Bergamo Lichtsteiner ha il possesso pieno del pallone, Bonucci si trova al limite dell’area su un cross in arrivo dalla sinistra.
Lichtsteiner allarga il braccio sinistro tenendolo diritto, senza alcuna volontà di colpire con violenza l’avversario, Bonucci colpisce a pallone lontano l’avversario con il braccio piegato “a squadra”, centrando l’avversario col gomito al sopracciglio.
Nel primo caso si tratta di imprudenza, dato che Lichtsteiner non si preoccupa delle eventuali conseguenze del suo gesto. Nel caso di ieri si riscontra violenza palese.

Non ho trovato immagini del rigore reclamato dal Milan.
Sorvolo sul contatto Kalinic-Rossettini: non c’è veramente nulla ed il paragone con l’abbraccio Rodriguez/D’Ambrosio è coraggioso, sono due trattenute con entità completamente differenti.

Sul contatto Rigoni/Bonaventura, al contrario, ritengo che l’episodio fosse meritevole di calcio di rigore: il difensore genoano, infatti, si disinteressa totalmente del pallone e cerca solo di impedire al centrocampista del Milan di entrare in possesso del pallone.
Perché, dunque, la VAR non è intervenuta?
Per il solito concetto già affermato decine di volte: la VAR non è la moviola in campo.
Il contatto Rigoni/Bonaventura è da moviola e non da VAR, poiché si tratta di un episodio che solo l’arbitro in campo può valutare secondo il proprio metro di giudizio: Giacomelli ha visto l’episodio, lo ha valutato, lo ha ritenuto regolare. Magari “al limite” ma regolare. Mazzoleni, nel caso specifico, non aveva alcun potere di intervenire perché avrebbe invaso la sfera di competenza del collega.

Ribadisco nuovamente la personale posizione: il protocollo, al momento, è troppo vincolante. Sarà necessario operare una scelta: o si allarga l’ambito di applicazione a casi in cui l’errore è “possibile” o “probabile”, oppure si dovrà far comprendere al grande pubblico la differenza tra decisione soggettiva ed episodio oggettivo.

Lazio – Cagliari 3 – 0

L’episodio più importante sul punteggio di 1-0 per la Lazio (grazie ad un netto rigore per fallo del portiere Crosta su Immobile, inutile soffermarci).
Al minuto 20 Farias segna la rete del pareggio ma interviene la VAR per valutare la scelta dell’assistente De Meo che, dopo aver lasciato concludere l’azione, solleva la bandierina per segnalare la posizione irregolare dell’attaccante del Cagliari.

Segnalazione troppo ritardata?
No, segnalazione perfetta. Proprio per la presenza della tecnologia, la scelta di De Meo di far concludere l’azione risulta impeccabile.

Le immagini supportano la decisione di annullare la rete.
Farias è in posizione di fuorigioco (perlomeno con la spalla destra, la linea in questo caso è corretta dato che il giocatore si trova in posizione eretta e non piegato in avanti in proiezione verso la porta).

Perché Pairetto, su una posizione di fuorigioco, decide di vedere le immagini? Trattandosi di fuorigioco (e, pertanto, di semplice rilevazione) non avrebbe dovuto utilizzare il monitor.

In realtà è giusta la scelta di Pairetto che, nell’occasione, non valuta la posizione di fuorigioco di Farias ma l’eventuale giocata attiva di Bastos che devia il tiro un metro circa all’interno dell’area.
Questa non può essere definita una giocata: su un tiro diretto in porta questo episodio viene definito come una semplice deviazione che, come tale, non influisce sulla valutazione della posizione irregolare di Farias.

Bastos giocata deviazione Lazio Cagliari rete annullata

Udinese – Juventus 2 – 6

Chiariamo subito un aspetto: una serataccia di Doveri, innegabile, ma anche Massa ha le sue enormi colpe.

Il primo episodio al minuto 25.
Higuain (in posizione regolare) serve al centro dell’area Mandzukic (anch’egli in posizione regolare) che svirgola malamente il pallone mandandolo sul fondo.

Mandzukic cade a terra lamentandosi per il presunto fallo subito, sollevando la reazione di Adnan che, presumibilmente, lo accusa di cercare un rigore inesistente.

Il rigore è netto:

Fallo Mandzukic momento del contatto

Mandzukic calcia malamente il pallone che sfila verso il fondo campo. Ma il fatto che il pallone sia “scappato via” e non sia più giocabile da parte dell’attaccante juventino non significa che possa essere liberamente travolto da un avversario. L’unico elemento di distinguo è che, in un caso come questo, la sanzione avrebbe dovuto essere solo tecnica e non disciplinare. In particolare non siamo in presenza di DOGSO (dato che l’attaccante non ha il possesso del pallone) e neppure di SPA (perché, di fatto, l’azione è svanita, non concretizzandosi una potenziale azione pericolosa).
Nel caso specifico, dunque, la scelta corretta avrebbe dovuto essere calcio di rigore e null’altro.

Perché Massa non è intervenuto?
L’unica risposta sensata è la seguente: non ne ho la minima idea.

Di certo c’è che questo episodio è la fattispecie esemplificativa del protocollo VAR: siamo di fronte ad un chiarissimo errore, il fallo di Adnan è oggettivo. Non si tratta di una valutazione di Doveri dato che non è in discussione la forza del contatto ma la circostanza che Adnan, a pallone già lontano, colpisca solo Mandzukic. Male Doveri nella circostanza, malissimo i VAR: il ruolo richiede precisione ma anche personalità, non intervenire in questa circostanza è molto grave.

Quanto accade nei momenti immediatamente successivi al contatto è del tutto indipendente. Adnan avrebbe assunto quell’atteggiamento anche se Doveri avesse sanzionato col calcio di rigore l’intervento irregolare. Il confronto tra il difensore e Mandzukic sarebbe avvenuto ugualmente e, pertanto, è infondata la tesi che l’espulsione del croato sia conseguenza dell’errore di arbitro e VAR.

Adnan assume un atteggiamento antisportivo nei confronti di Mandzukic che commette un’ingenuità: si alza di scatto da terra ed affronta testa a testa l’avversario

Polemica mand adnan

Nel momento stesso in cui i due giocatori si affrontano, il cartellino giallo per entrambi è non solo corretto ma doveroso. Adnan ha colpe maggiori dato che provoca in modo evidente ma Mandzukic sbaglia nel rispondere al gesto dell’avversario.
L’espulsione, al contrario, mi lascia perplesso.
Sia chiaro, non per il cartellino rosso in sé ma per la dinamica:

Doppia ammonizione Adnan Mand

Al momento della sanzione disciplinare Mandzukic si lascia andare ad un gesto molto chiaro che non necessita di spiegazioni, accompagnandolo con una parola di troppo. Perché, dunque, il secondo giallo e non il rosso diretto, dato che possiamo tutti immaginare cosa abbia detto?
Sembra un aspetto marginale ma non lo è affatto: con la doppia ammonizione Mandzukic verrà squalificato per una giornata (a meno che Doveri non abbia scritto di altre espressioni del giocatore dopo l’espulsione), con il rosso diretto le giornate di squalifica avrebbero potuto essere anche due. Domenica prossima è in programma Milan-Juventus, con Bonucci certamente assente…

Veniamo ai due episodi che, ieri sera, sono stati al centro di molte discussioni.
E sui quali, lo anticipo, ho parzialmente modificato opinione.
Mi riferisco alla rete del pareggio momentaneo dell’Udinese (2-2) ed all’azione della seconda marcatura di Khedira, episodi avvenuti rispettivamente ai minuti 47 e 59.

I fermo immagine ci aiutano a comprendere meglio gli episodi:

Rete 2-2 udinese 2 4

Nella serata di ieri mi sono espresso per l’errore, valutando in posizione di fuorigioco sia Danilo che Rugani (che colpirà verso il centro dell’area favorendo la conclusione di Khedira).
Oggi, dopo attenta valutazione e scambio di opinioni con addetti ai lavori, ritengo accettabile che la decisione del campo non sia stata modificata.

Il motivo è che, in entrambe le circostanze, abbiamo la netta sensazione della posizione irregolare ma, allo stesso tempo, le certezze finiscono esattamente nel punto in cui iniziano i dubbi.

Al momento la tecnologia a disposizione per la valutazione del fuorigioco è imperfetta, essendo la stessa solo bidimensionale. In questo senso anche le linee che solitamente vediamo tracciate sui nostri schermi non sono sostenute da una certezza scientifica ma solo da una impressione visiva. In particolare dobbiamo tener presente che le posizioni di riferimento cambiano in pochissimi istanti, che le immagini non possono fornirci indicazioni PRECISE sulla proiezione a terra delle parti del corpo (leggasi, per esempio, posizione della spalla sinistra di Lichtsteiner rispetto alla spalla sinistra di Danilo).

La conseguenza è che possiamo avere la netta sensazione (e l’abbiamo) che sia Danilo che Rugani si trovino in posizione irregolare ma non potremmo mai averne certezza fino a quando la tecnologia non ci fornirà immagini tridimensionali.

Trovo giustificato, dunque, che episodi di questo genere, in assenza di oggettive certezze, possano essere valutate sulla base della decisione del campo.

Se mi ponessero la seguente domanda: “sei sicuro che Danilo sia in posizione irregolare?”, la mia risposta sarebbe “ne ho la netta sensazione ma in realtà non ne ho la certezza”. Ricordando che un arbitro non può e non deve decidere sulla base di una sensazione, la conseguenza è ovvia: non sarebbe giustificato annullare le reti, dato che mancano oggettive certezze.

Verso fine gara altro episodio controverso.
In area di rigore juventina, sul risultato di 2-4, Alex Sandro affonda Larsen.
Doveri opta per il calcio di rinvio, Massa non interviene.
Il rigore per l’Udinese è netto e, come nella prima circostanza, Massa decide di non intervenire. E come in precedenza, non trovo un motivo plausibile per il silenzio dei VAR, altro esempio di chiaro errore per il quale il protocollo prevede l’intervento.

Infine una curiosità.
Il quarto ufficiale segnala 2 minuti di recupero (giusto osservarlo anche se la partita appare chiusa).
Pochi secondi dopo la segnalazione del tempo di recupero la Juventus realizza la sesta rete con Pjanic.
Al minuto 45 e 40 secondi circa Doveri decide di chiudere in anticipo la gara.

Sembra marginale e più una curiosità ma, in un pomeriggio già non brillantissimo, questo è forse l’errore più grave.
Il regolamento (pag. 68, regola 7) è chiaro:

Tempo di recupero

A prescindere dal risultato, il recupero può essere allungato ma non può mai essere ridotto.
In punta di regolamento questo è un errore tecnico dell’arbitro che avrebbe potuto essere oggetto di riserva scritta dell’Udinese che, estremizzando il concetto, avrebbe potuto finanche chiedere la ripetizione della gara. Ipotesi remota? Può essere ma, a livello puramente regolamentare, ipotesi tutt’altro che impossibile.

26 commenti
  1. velas
    velas dice:

    Quando c’è, l’intervento della VAR è quasi sempre corretto. Ma una vera statistica sulla sua efficacia non può prescindere dai “mancati interventi”. Purtroppo, sono questi a creare una disparità di utilizzo che è sotto gli occhi di tutti. Un consiglio che mi sento di dare è questo: inserire nel protocollo il concetto di “too close to call” – che significa “troppo difficile da giudicare” – già utilizzato nel football americano. In quei casi, la decisione presa sul campo non può essere modificata e questo impedirebbe alla VAR di immischiarsi in situazioni dubbie, che ne minano la credibilità. . Basterebbe che l’arbitro – anche in casi di “silent check” senza OFR – facesse seguire al gesto dello schermo il gesto “X” con le braccia. In modo da sancire pubblicamente che le immagini della VAR non sono state sufficientemente chiarificatrici. Non dovrebbe essere così difficile da mettere in atto e aumenterebbe la trasparenza sull’utilizzo dello strumento che al momento è in dicussione.

  2. Giovanni
    Giovanni dice:

    Ho dimenticato una domanda. Sempre tenendo a mente l’uniformità’ di giudizio, una curiosità statistica. Qualcuno sa chi e’ l’ultimo giocatore espulso con rosso diretto per proteste verbali in serie A?

  3. Vincenzo
    Vincenzo dice:

    Luca secondo me Giacomelli non ha visto il rigore perché ho come l’impressione che stesse guardando in mezzo al campo,con la coda dell’occhio ha visto Rigoni Bonaventura è non ha dato rigore.Mentre su massa vedo che è stato mandato a dirigere Bologna Lazio per recuperarlo subito dagli errori vari oppure Rizzoli non considera gli errori di massa gravi.

  4. Flavio Turro
    Flavio Turro dice:

    Il suo commento sul fuorigioco mi sembra troppo “bizzantino”, ovvero troppi distinguo. In questo caso sarebbe meglio togliere il fuorigioco dalle competenze della VAR. Io ritengo che se il fuorigioco entra nelle competenze del VAR anche la posizione di 1mm vada giudicata in un senso o nell’altro con assoluta competenza del VAR.

  5. Red5goahead
    Red5goahead dice:

    La differenza tra decisione soggettiva ed episodio oggettivo il grande pubblico non la capirà mai perché contrariamente a quello che giustamente afferma Lei, da arbitro, il sospetto ci sarà sempre e peserà oltre qualunque discussione.
    L’unico modo per non alimentarlo (o quanto meno limitarlo) è che nelle situazioni dubbie la Var intervenga sempre. Attualmente il protocollo prevede che l’arbitro in cabina possa cambiare la decisione solo se ritiene che ci sia un errore evidente da parte dell’arbitro e questo sta alimentando il sospetto oltre misura. Sbagliato citare statistiche, come ho letto, su quante volte la Var è intervenuta senza tenere conto di quante volte non lo ha fatto e avrebbe dovuto

  6. Roberto
    Roberto dice:

    Spero stasera di sentirla o vederla a “Lunedì di rigore”, già mi immagino il can can di milanisti e juventini per i presunti torti VAR.
    Tutta gentte che ancora non ha letto una pagina del protocollo, lo si capisce da come parla.
    Una domanda però gliela anticipo qui: quanta faccia tosta ci vuole per paragonare, come ho sentito fare, il rigore fischiato a favore dell’inter nel derby con il rigorino su Bonaventura nella partita di ieri?
    Grazie per la passione e la pazienza che ci mette.
    Roberto

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Sono molto diversi, concordo.
      Ma sono entrambi molto “rigori”.
      Se, domenica scorsa, Tagliavento non avesse fischiato il rigore, il VAR NON sarebbe intervenuto.
      Ecco, questo è un punto sul quale si dovrà lavorare: introdurre un minimo di flessibilità nelle “on field review”.

      No, questa sera non sarò presente.
      Per il futuro vedremo, non escludo di trasferirmi “altrove”…

  7. Julian
    Julian dice:

    Per la seconda ammonizione di Zuculini c’è stato il silent-check del Var, come è sembrato in diretta tv?

    Ricordo male o per le espulsioni il Var può essere utilizzato per verificare la correttezza del provvedimento solo in caso di fallo da rosso diretto e non per le seconde ammonizioni?

    Saluti

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Bravo, grazie della domanda, me ne sono completamente dimenticato.
      No, non c’è stato silent check perché questa è una fattispecie sulla quale la VAR NON può intervenire, trattandosi di seconda ammonizione e non di espulsione diretta.
      Il gesto di portarsi le dita all’auricolare è il momento della gara che meno mi è piaciuta perché quel gesto può rappresentare solo due ipotesi:
      – arbitro e VAR stavano discutendo su un episodio che non può essere oggetto di review;
      – stavano ingannando calciatori, dirigenti e spettatori.

      Il problema è che credo che la risposta sia la seconda e ciò non mi piace: gli arbitri arbitrano, non cercano di prendere in giro i presenti per quieto vivere…

      • Julian
        Julian dice:

        Io invece credo e voglio credere nella prima ipotesi e penso si siano confusi…. o magari si sono ricordati solamente durante il controllo dei replay che, da regolamento, non avrebbero potuto farlo…

        Ma se, per assurdo, fosse intervenuto il VAR a togliere l’ammonizione… sarebbe potuto essere considerato errore tecnico di una tale gravità da far ripetere la partita?

        • LUCA MARELLI
          LUCA MARELLI dice:

          Vuoi la mia ipotesi? Non stavano nemmeno parlando, è un gesto volto a tranquillizzare panchine e calciatori. E non mi piace per niente un atteggiamento di tal genere…

  8. Giuseppe
    Giuseppe dice:

    Mi perdoni ma mi sembra discutibile affermare che se fosse stato assegnato il rigore l’espulsione ci sarebbe stata lo stesso. Avrebbe secondo lei Mandzukic protestato se l’arbitro gli avesse dato ragione? Il giocatore dell’Udinese non avrebbe forse protestato più verso l’arbitro che non contro il Croato? Inoltre Mandzukic fa un gesto plateale ma il labiale non è certo chiaro. Anche qui dire che doveva essere rosso diretto e non doppio giallo mi sembra opportuno. Infine una domanda: se il VAR avesse avvisato l’arbitro del rigore dopo che questi aveva già espulso Mandzukic il provvedimento disciplinare sarebbe potuto cambiare? Grazie

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Mandzukic è stato ammonito per comportamento antisportivo nei confronti di Adnan, non per proteste. Sì, quanto accaduto sarebbe accaduto ugualmente.

  9. Leonardo
    Leonardo dice:

    In passato soprattutto in NBA o qualche volte in Premier ho visto replay dove la telecamera “gira” ricostruendo la scena in 3D. E’ possibile che il VAR utilizzi tale tecnologia e quindi le linee che vedono gli arbitri siano tracciate dalla ricostruzione 3D? Da come ne parla lei sembra che ci siano ancora imperfezioni anche sulle linee tracciate dal VAR

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      E’ ciò su cui stanno lavorando.
      I test sono già iniziati ma non aspettiamoci tempi brevissimi. Anche se non credo che saranno biblici: su questi aspetti si lavora bene e celermente.

  10. Giovanni
    Giovanni dice:

    A mio avviso c’è chiaramente bisogno di un sostegno tecnologico che affermi senza necessita’ di intervento umano se la posizione di un attaccante e’ regolare o meno. Qualcosa di simile alla goal line tecnology o all’occhio di falco del tennis o della pallavolo. Non vedo quale sia la ragione per lasciare l’interpretazione a un essere umano. Sono certo sia fattibile da un punto di vista tecnologico. Userei lo stesso per verificare eventuali entrate anticipate in area sui calci di rigore. Non vi e’ ragione di lasciare quel compito all’arbitro o altrimenti meglio eliminare la regola perché tanto nessuno la fa osservare. L’ultima osservazione e’ sul primo giallo a Mandzukic ma il commento e’ di carattere generale. Alcuni arbitri si affidano spesso al salomonico doppio giallo anche in circostanze in cui il provocato ha una reazione molto blanda. Mi ricorda il doppio tecnico del basketball. Da evitare.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Concordo.
      Infatti la GLT è uno strumento che utilizza basi tridimensionali, la VAR (al momento) solo bidimensionali.
      Ma stanno già testando uno strumento tridimensionale, sarà pronto a breve.

      Sul doppio giallo non sono d’accordo, nella circostanza specifica il doppio giallo era doveroso, sarebbe stato un errore ammonire solo Adnan.

      • Renzo
        Renzo dice:

        Innanzitutto complimenti per la lucida analisi dei fatti relativi alla Var. Nello specifico caso del doppio Giallo In caso di mass confrontation sull’operato di dovere non c’è nulla da dire perché è esattamente quanto prevede la disposizione. Il problema Invece secondo me è a Monte perché se la disposizione della mass confrontation esiste per evitare che a provocazione corrisponde al reazione siamo onesti se mandzukic non si fosse alzato quale sarebbe stato il provvedimento per il suo avversario? Nessuno e lo sai anche tu. È questo il problema solo questo

        • LUCA MARELLI
          LUCA MARELLI dice:

          Può essere anche se, conoscendo Doveri, difficilmente la provocazione di Adnan sarebbe passata “in cavalleria”.
          Ovviamente non ne avremo mai la controprova ma credo di conoscere Doveri a sufficienza 🙂

  11. Massimo
    Massimo dice:

    Introdurre la “discrezionalità” su una decisione “geografica” come quella sui fuori gioco mi sembra un errore. L’unica posizione equa dovrebbe essere quella di affidarsi alle linee tracciate e prenderle sempre per “buone” e, anche se si tratta di pochi centimetri, il VAR dovrebbe intervenire. Così facendo, eventuali errori saranno lasciati al “caso”.

    Del resto si fa così anche per la goal-line tecnology che, pur avendo un margine di errore tollerato, viene sempre presa per buona.

    PS sul recupero e sul fischio in anticipo, guardando la partita ho visto Doveri controllare spesso l’orologio, con la faccia di chi non vedeva l’ora che la partita finisse!

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Non si tratta di discrezionalità ma di mancanza (ad oggi) di certezze sulle posizioni geografiche. Decidere in altro modo significherebbe assumere decisioni su “sensazioni”: un arbitro non può e non deve valutare secondo sensazioni ma solo ed esclusivamente secondo certezze.

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