Vicenda Gavillucci: non siate sorpresi se affermo che, al posto di Frattini, avrei sospeso anche io la decisione della CFA. Ma c’è un ma…

Sarò onesto: la decisione di Frattini, presidente del Collegio di Garanzia del CONI, di sospendere l’efficacia della decisione della Corte Federale d’Appello, non mi ha colto del tutto di sorpresa.
E, per certi versi, mi ha sollevato.

Il motivo?
Conosco l’ambiente e sono consapevole che non tutti avrebbero accolto Gavillucci serenamente.
Naturalmente bisogna porre un distinguo: accoglierlo con rancore sarebbe stato un atteggiamento di chi non ha l’intelligenza di capire che la battaglia dell’arbitro di Latina è prima di tutto per sé (e ci mancherebbe) ma anche per tutti gli arbitri. Non solo per i 21 della CAN A ma per tutti i 33000 arbitri italiani.

Perché non sono sorpreso della sospensione dell’efficacia?
Perché il periculum in mora, per quanto non espressamente citato nel provvedimento del Collegio di Garanzia, è evidente.
Pensate a questo scenario:
– Gavillucci viene designato, anche solo come AVAR di una qualsiasi partita;
– la decisione della Corte Federale d’Appello viene ribaltata, di fatto annullando senza rinvio la decisione del secondo grado;
– le società che hanno avuto in un qualsiasi ruolo un arbitro non facente parte della categoria, come potrebbero reagire? Avrebbero potuto addirittura chiedere la ripetizione delle gare in questione, con ovvie ripercussioni sulla regolarità del campionato.

Eccessivo?
Può essere ma possiamo pensare che una squadra in lotta per la Champions’ o per non retrocedere non avrebbe riflettuto su una tale eventualità?
E siamo sicuri che una tale richiesta sarebbe stata del tutto priva di fondamento?
Ragionando da avvocato e se fossi il legale di una di società di Serie A, non escludo affatto che avrei consigliato il reclamo nel caso di accoglimento del ricorso AIA. Reclamo che, a buona ragione, avrebbe potuto essere presentato anche con mesi di ritardo essendo basato su un fatto (l’accoglimento eventuale del ricorso AIA) di cui non si poteva avere conoscenza nel momento della disputa della gara.

Insomma, un rischio che non avrei corso, soprattutto per tutelare società e tifosi, oltre ad evitare polemiche che avrebbero potuto minare ulteriormente la credibilità del campionato. E non ce n’è bisogno.

Non avrei sgradito una decisione salomonica: accogliere la sospensiva e rinviare la discussione al 30 maggio, a campionato finito.
In tal modo si sarebbe tutelato il campionato, la serenità del gruppo CAN A (che si trova coinvolto senza nemmeno volerlo) e Gavillucci stesso che avrebbe potuto attendere con tranquillità il finale di stagione per poi discutere davanti al Collegio le rimostranze dell’AIA. Nel caso di bocciatura del ricorso AIA (molto probabile perché la Corte Federale d’Appello ha perfettamente motivato in fatto ed in diritto la propria decisione), Gavillucci sarebbe rientrato nella CAN A con presupposti del tutto differenti:
– nessuna spada di Damocle per eventuali ricorsi di società o, peggio ancora, dell’AIA a qualche tribunale ordinario;
– cambiamento dei vertici dell’AIA (che, in ogni caso, dovrebbero avere la decenza di togliere il disturbo) dato che il commissariamento sarebbe automatico (escludo le dimissioni di Nicchi);
– pagamento di tutti gli emolumenti della presente stagione, con liquidazione forfettaria anche delle gare non dirette ma che gli sarebbero state affidate in condizioni di normalità;
– reinserimento nel gruppo senza imposizioni improvvise ma con la gradualità necessaria (soprattutto facendo comprendere ai meno svegli i motivi della battaglia di diritto).

Approfitto di questa riflessione per puntualizzare un aspetto, sempre per i meno intelligenti di cui sopra: ragiono sempre e solo con la mia testa, quel che ho scritto finora farà incazzare soprattutto i legali di Gavillucci ma non me ne frega niente, scrivo sempre quel che penso e penso sempre a quel che scrivo. Ragiono con la mia testa, a differenza di troppe persone che si limitano a preconcetti senza mai azionare quattro neuroni per elaborare un pensiero personale.
E’ un attacco diretto a qualcuno in particolare?
Sì, ovviamente.

E spesso sono sempre gli stessi: quelli che mi insultano ma non hanno il coraggio di prendere il telefono e comporre il mio numero (e lo conoscono). Ma che poi, di fronte a giudizi positivi sulle loro gare, preferiscono evitare commenti per la vergogna di avere pensieri da diversamente intelligenti. Oppure chiamano qualcun altro per sapere quale sia il mio pensiero…

Chi vuol intendere, intenda.
Magari provando ad essere meno stupido.

Detto ciò, il problema più importante è un altro.
Pensiamo ad un’azienda.
Ogni anno qualche dipendente va in pensione perché ha raggiunto l’età limite.
I colleghi organizzano una festa di commiato. Alcuni di queste persone rimangono legate all’azienda, magari con un ruolo di consulente.
Alcuni decidono di godersi la pensione, altri preferiscono collaborare con aziende differenti.
Ogni tanto capita che venga licenziato un dipendente. Quel dipendente decide di lasciar perdere e si dedica ad altro, magari trovandosi nell’immediato un lavoro differente.

Poi, un bel giorno, un dipendente licenziato decide di rivolgersi ad un Giudice, mettendo per iscritto i motivi per cui il licenziamento non appare legittimo per motivi di diritto, magari sostenendo che il datore di lavoro abbia deciso di lasciarlo a casa per cause che esulano dalla giusta causa o dal giustificato motivo.
Il Giudice si esprime e riconosce le ragioni del lavoratore licenziato.
Ne obbliga il reintegro.

Il datore di lavoro, non soddisfatto della sentenza, decide di ricorrere in appello (oppure in Cassazione, a seconda del grado di giudizio in cui ci si trovi).
Legittimo, per carità.
Un giorno si reca sul posto di lavoro, organizza una riunione di tutti i dipendenti e chiede loro di firmare una procura ad un avvocato di SUA fiducia al fine di rappresentare tutti i lavoratori, magari chiamati in causa incidentalmente per un qualsivoglia motivo.
Ebbene, pensate che abbia un senso che quei lavoratori si schierino con il datore di lavoro contro una decisione che tutela anche la loro posizione?

Perché la questione è tutta qui: Gavillucci ha agito senza dubbio per se stesso ma, indirettamente, anche per tutti i 33000 arbitri, portando all’attenzione generale una questione di diritto, quella di poter conoscere i parametri sulla base dei quali il proprio lavoro viene giudicato.
Questi parametri, nell’AIA, sono sconosciuti, perlomeno in parte. Per tutti.

Partiamo dalla base.
I principi sui quali si fonda la disciplina di promozioni e dismissioni dai vari ruoli (dai giovanissimi fino alla Serie A) sono contenuti nelle NFOT, acronimo per Norme di Funzionamento degli Organi Tecnici.
All’interno di queste norme sono indicati alcuni parametri che, per non annoiarvi, evito di citare.
Ma c’è un punto fondamentale, sul quale si sono fondate le decisioni relative sia alla vertenza Greco (la trovate qui) sia a quella di Gavillucci (a questo link):

Sostanzialmente le Norme di Funzionamento degli Organi Tecnici prevedono, al punto 10 dell’articolo 6 (Impiego e controllo delle prestazioni arbitrali), che la posizione in classifica “non determina automaticamente le proposte di promozione e avvicendamento, ma la stessa ha valore indicativo per un elenco che ogni O.T. dovrà predisporre nella compilazione della relazione di fine stagione, indicando eventuali altri criteri con apposita relazione per le definitive valutazioni del Comitato Nazionale“.
Questo principio è discusso da anni, se non decenni, all’interno dell’AIA ma nessuno è mai riuscito a modificarlo.
O, meglio: nessuno ha mai voluto modificarlo.
Che significa questo principio?
Per esempio può significare che un arbitro al primo posto può non essere promosso alla categoria superiore per decisione dell’Organo Tecnico oppure che un arbitro al ventesimo posto su 39 possa essere mandato a casa (e questa ipotesi non è casualmente citata…).
Ovviamente ciò cozza pesantemente con la meritocrazia di cui l’AIA parla in continuazione ed ovunque.
Quali sono i parametri che devono essere tenuti presenti per formare la graduatoria definitiva e per decidere promozioni, conferme o dismissioni?
Non si sa.
Praticamente viene riconosciuto agli Organi Tecnici di fare quel che vogliono, utilizzando la graduatoria come un pezzo di carta liberamente interpretabile.

Gavillucci (sto ovviamente semplificando per non scendere in tecnicismi giuridici che vi annoierebbero non poco) ha visto riconosciute le sue ragioni sulla base del fatto che questo principio è stato, LOGICAMENTE, ritenuto lesivo del suo diritto di conoscere in quale modo vengano formate le graduatorie ed anche le singole valutazioni.

Ebbene, gli arbitri della CAN A stanno ricorrendo al Collegio di Garanzia affinché l’AIA possa continuare a formare le graduatorie in assoluta segretezza, senza comunicare i parametri di formazione della valutazione singola e complessiva, lasciando che si possa decidere della vita stessa di una persona sulla base di criteri sconosciuti.
Questi “eventuali altri criteri” possono essere tutto: antipatia personale, colore dei capelli non gradito, modello di scarpe discutibile, altezza eccessiva o ridotta, cattivo odore delle ascelle.
Naturalmente sto esagerando ma nemmeno troppo: qualsiasi criterio potrebbe essere utilizzato dato che non è specificato nulla.

E gli arbitri che stanno facendo?
Stanno ricorrendo al Collegio di Garanzia affinché la propria vita (ma soprattutto quella di chi arriverà dopo di loro…) sia nelle mani di qualcuno che potrebbe decidere di mandarli a casa per “eventuali altri criteri” che non dipendono minimamente dalle prestazioni offerte.
Ma è mai possibile non capire che, domani, loro stessi potrebbero essere spediti a casa a pedate senza sapere nemmeno il perché?
Magari dopo aver dedicato 20 anni della propria vita per inseguire un sogno, una passione, UN LAVORO? E spesso anche sacrificando i migliori anni lavorativi, dato che gli impegni innumerevoli rendono (quasi) impossibile mantenere una professione?

Mi chiedo: ma si rendono conto che stanno firmando la delega in bianco all’AIA di decidere come gli pare della loro vita e di quella di coloro che verranno al loro posto?
E ci sono pure degli avvocati nell’organico della CAN A…

Riflettete.
Perché oggi è capitato a Gavillucci.
Domani potrebbe capitare a voi e potreste trovarvi a pensare a ciò: “mi hanno impedito di far valere i miei diritti“.
Perché, nella remota ipotesi che l’AIA dovesse spuntarla, per quale motivo Nicchi dovrebbe cambiare le regole se non è intervenuto in dieci anni? Soprattutto considerando che, nella bozza di nuovo NFOT (ferme da quasi due anni), continua ad essere presente il principio di “eventuali altri criteri“?

Ultima riflessione.
Rido, rido di gusto di fronte a questa tesi:
Gavillucci è arrivato in Serie A con questo sistema, adesso si lamenta per essere stato dismesso. Poteva pensarci prima“.
Mi limito ad una osservazione: secondo questi autentici scienziati del diritto, una persona dovrebbe rifiutare una promozione perché i criteri non sono chiari.
E’ ovvio che ci si tuteli di fronte ad un evento negativo per i propri interessi, non credo sia necessario perdere altro tempo per una stupidata del genere…

Un’ultima postilla.
Davanti al Collegio di Garanzia si discute della legittimità della decisione assunta dalla Corte Federale d’Appello, non del fatto o del merito.
Qualsiasi motivo di doglianza relativo a fatto e merito sarebbe inammissibile.
Affermazione nebulosa? Forse. O forse no…

31 commenti
  1. Rocco
    Rocco dice:

    Buongiorno Luca, una domanda, forse ingenua. E’ possibile che la “vicenda Gavillucci” abbia potuto minare la serenità di alcuni arbitri della CAN A, condizionando il loro attuale rendimento?
    Grazie per l’attenzione.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      No, anche perché la posizione di Gavillucci non ha messo in dubbio la posizione altrui: la sua è una battaglia di diritto, non contro qualcuno.
      Se poi qualche sciocco non l’ha capito, problemi suoi.

  2. Lorenzo Ugolini
    Lorenzo Ugolini dice:

    Innanzi tutto grazie per il suo lavoro/hobby, un’isola calma e felice nelle rosicate che tutti abbiamo quando parliamo di arbitri. Le volevo solo chiedere una curiosità. Se ho ben capito, il concetto di fondo è che Gavillucci, come tutti gli altri, è stato giudicato sulla base di criteri potenzialmente arbitrari e non meritocratici, e come tale fatto fuori dalla CAN A. Lei ha escluso che tra questi criteri ci possa essere stato il suo comportamento nel famoso Sampdoria-Napoli, e io non ho motivo di dubitare di questo. Però non posso non chiedermi: come fa a essere certo che il comportamento nel famoso Sampdoria-Napoli non c’entri nulla?
    A scanso di equivoci: non mi interessa per giudicare lei, l’arbitro o i dirigenti, quanto piuttosto per farmi un’idea su media e giornalisti che hanno rilanciato questa versione dei fatti, e che sono per me oggetto di studio.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Perché, in quella gara, prese 8.50 da Rizzoli.
      8.50 è un voto di assoluta idoneità alla categoria e significa prestazione ampiamente positiva.
      Lascia perdere chi sostiene collegamenti tra quella partita e dismissione, stanno cavalcando i social, non la notizia.

      Pensa a questo: Irrati sospese Lazio-Napoli per il medesimo motivo, un anno e mezzo dopo era in sala VAR per la finale del Mondiale. Basta questo per far capire quanto sia stupida la teoria su Gavillucci.

  3. Gio
    Gio dice:

    Basterebbe fare come fece Pieri quando era presidente cra Liguria. Gli osservatori scrivevano sul foglietto al termine della gara il voto. Questa cosa è durata un anno. Piero passò in canD e non se ne fece più nulla. In nome della “trasparenza”

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Tentativi di rendere più trasparente l’associazione ci sono stati.
      Ricordo Tedeschi che introdusse nel 2006 la comunicazione mensile delle valutazioni.
      Poi arrivò Collina che, alla prima riunione, annunciò la revoca della scelta…

  4. Antonio
    Antonio dice:

    Io tifo per Gavillucci, Nicchi mi sembra molto arrogante,ma non ho capito se e’ stato solo convocato e non ha potuto presentarsi al raduno ,chissà come sarà il suo stato emotivo, spero in una sua vittoria personale, vedendolo arbitrare per la prossima stagione, difficile quest’anno vederlo in campo per me, grazie per la risposta

  5. Amerino
    Amerino dice:

    Ho appena terminato di leggere il suo perspicuo intervento.
    Che dire?
    Complimenti, ha perfettamente centrato il vulnus dell’Associazione!
    Ogni Presidente di Sezione A.I.A. dovrebbe leggerlo e commentarlo a TUTTI i tesserati.
    Più volte.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Ma quanto sei sfigato da 99,9 a 100?
      Ma non ce l’hai una vita?
      Fammi capire: scrivi tutti questi commenti di insulti (che, naturalmente, sto salvando in una cartella con indicazione “Querela Mincuo”), non ne pubblico mai uno perché sono di una pochezza culturale imbarazzante e continui?

      Quest’ultimo, poi, era incredibile: hai criticato il giudizio di un episodio… che non ho ancora commentato!

      Guarda, se vuoi ti giro in privato il mio numero di telefono, sono disponibile ad aiutarti…

  6. Giulio
    Giulio dice:

    Grazie per la Sua (come al solito) dettagliatissima risposta a questi eventi. Vista da un punto di vista aziendale, la posizione dell’AIA non sta in piedi in nessun paese occidentale. Se io come dirigente potessi licenziare persone senza guardare al loro rendimento e senza qulche pezza d’appoggio, mi troverei sotto accusa, giustamente. Penso anche che la trasparenza possa giovare a ridurre i sospetti sugli arbitri (sospetti ridicoli, per la verita’) e magari a rasserenare l’ambiente del calcio.

  7. Luca Canetti
    Luca Canetti dice:

    Nella stagione in questione Gavillucci, secondo le tue valutazioni complessive, era tra quelli da dismettere? Faccio questa domanda da profano perché secondo me è da sottolineare che la questione esula dai meriti o mancanze, ma dipende dai parametri di valutazione. In parole povere: Hai dimostrato, dati alla mano, che l’arbitro tal dei tali non ha fornito prestazioni all’altezza oppure sei in torto. Ergo devi costruire delle scale di valutazione, sia quantitative che qualitative che permettano ai valutatori di fornire giudizi comparabili. Se Gavillucci non è stato valutato secondo una tipologia di parametri simile può anche essere il peggior arbitro del mondo ma nessuno può valutarlo.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Esattamente questo il concetto di base che definisce la questione nell’ambito del diritto e non del merito.
      Se non c’è diritto, non c’è merito oggettivo.

  8. FRANCESCO GRECO
    FRANCESCO GRECO dice:

    Come al solito la sua preziosa Montblanc ha fatto centro: una esposizione chiara ed esaustiva che spiega con parole appropriate quanto c’è da capire in una situazione assurda ed alquanto complicata e che rende ancor più palese come si possa agire senza intaccare gli eventuali interessi di parti in causa. Sono fermamente convinto che i signori arbitri, colleghi del Gavillucci, che hanno sottoscritto la loro adesione al ricorso al Collegio di Garanzia non hanno valutato fino in fondo il “periculum” che incombe sulle loro teste e sule teste di coloro che li seguiranno. Infine, a chi ha osato dichiarare che “Gavillucci è arrivato in Serie A con questo sistema, adesso si lamenta per essere stato dismesso. Poteva pensarci prima”, (cui lei, egregio avvocato, ha adeguatamente risposto) dall’alto della mia canizie mi permetta di consigliare di fare meno uso del bere e del fumare!

  9. Ale
    Ale dice:

    Sarebbe anche necessario rivedere quindi il sistema di voti di O.A. e O.T. in quanto probabilmente un singolo voto (8.40, 8.60 e..) è troppo limitante e poco “colorato”. Sarebbe forse più utile utilizzare una griglia di voti in base alle caratteristiche che si pensa siano richieste per la categoria superiore e per quella di appartenenza. Dando quindi per consolidate i criteri delle categorie pregresse.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sarebbe il caso di sviluppare il rapporto degli osservatori, non limitarla a quattro righe per alcune voci e due paginette nelle quali non si può scrivere quasi niente.

      • Ale
        Ale dice:

        Si concordo. Però se il voto alla fine deve essere espresso da valori numerici deve esserci una maggiore granularità non crede anche lei? oppure si ricade nel tranello in cui l’O.T. decide in base a non ben specificati criteri oggettivi.

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Assolutamente sì, è folle pensare di limitare la forbice tra 8.20 ed 8.70. In questo modo è ovvio che la differenza sarà sempre di pochi centesimi e che basta un voto “pensato” per modificare un’intera graduatoria.
          E basta una visionatura per far scendere un arbitro dal ventesimo al trentaquattresimo posto…

  10. Jeko
    Jeko dice:

    Gentile Luca buongiorno,
    avevo letto la notizia del ricorso e aspettavo con trepidazione il suo articolo, come sempre puntuale e preciso. Volevo chiederle se avesse notizie anche sull’altro arbitro che aveva fatto ricorso, De Remigis di Teramo della CAN PRO, per avere un’idea della portata della questione Gavillucci, cioè se rimarrà un caso isolato oppure no.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      La vicenda De Remigis, da quel che so, dovrebbe essere ancora alla fase d’Appello in attesa dell’integrazione del contraddittorio (sempre che non si sia già provveduto, onestamente non sono molto aggiornato sulla questione che, peraltro, dipende molto da quella di Gavillucci).

      • Francesco~
        Francesco~ dice:

        Mi chiedo però come mai durino così tanto i tempi… Davvero sarà l’attesa di Gavillucci anche se potrebbero andar avanti senza aspettare sentenze varie… almeno sarebbe giusto per De Remigis..
        Gavillucci – 13 settembre dispositivo – 4 ottobre sentenza della CFA motivata, 26 ottobre ordine del TFN di integrare il contraddittorio entro 4 giorni e udienza il 16 novembre;
        De Remigis – 14 novembre dispositivo CFA – 7 dicembre sentenza CFA motivata – 28 gennaio (ok che c’era Natale ma oltre un mese e mezzo dopo) ordine del TFN di integrare il contraddittorio entro 15 giorni e udienza fissata al 7 marzo (dopo 37 giorni) – ore 15

  11. Francesco~
    Francesco~ dice:

    Ciao Luca,
    sono perfettamente d’accordo con te su tutto… Mi chiedo due cose:
    a) L’AIA (nella persona di Nicchi) verrà comunque sanzionata per aver ottemperato in ritardo anche in caso di sentenza a lei favorevole?
    b) Non credi che le deposizioni degli altri arbitri siano solo “atto dovuto”? Molti sicuramente ammireranno e apprezzeranno la causa che conduce Gavillucci, ma oggi non gli avrebbero mai stretto la mano al raduno… sicuramente hanno paura di perdere il loro posto, finendo sotto osservazione OT.. almeno penso.. Avevo anche notato le loro deposizioni nella sentenza della CFA – “Sono stati rispettati i principi di trasparenza” – hanno dichiarato… Gavillucci li aveva anche convocati come testi ma essendo parte del procedimento non sono state ammesse le prove testimoniali… loro difendono il loro posto e non la loro idea… credo sia proprio questo… non cambieremo mai così… magari faranno ricorso anche loro quando saranno avvicendati per motivazioni tecniche…

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      a – in linea di massima, non avendo convocato Gavillucci per il primo raduno in programma successivo alla decisione della Corte Federale d’Appello, la risposta è sì. Sarebbe ben strano se non venisse aperto un procedimento disciplinare;
      b – tu sai molto di più di quel che vuoi far trasparire, conosci particolari che non sono pubblici 🙂
      Detto ciò, impossibile non concordare, hai perfettamente centrato il problema. Ma ti pongo una domanda: con un contratto annuale, con regole che prevedono discrezionalità (vincolata o meno), con giugno lontano solo 4 mesi, tu che avresti fatto?
      Io, in tutta onestà, non so se avrei avuto il coraggio di mettermi di traverso.

      • Francesco~
        Francesco~ dice:

        Eh magari.. non conosco assolutamente nulla… sono un semplice ragazzo ed ex arbitro solamente di periferia – per ora dimesso – ma molto appassionato… Sul procedimento spero che sia davvero così. Sul secondo punto personalmente non avrei fatto come gli altri, non conosco il regolamento di procedura e non so se si possa fare, ma almeno mi sarei astenuto dal rispondere o dal fare qualsiasi dichiarazione. Non mi sarei mai permesso di dire “è tutto trasparente” se secondo me non lo è. Poi magari per gli arbitri di CAN A è davvero tutto trasparente. Certo, facile parlare da qui, ma personalmente non riesco a fare il “burattino” di nessuno, neanche per 1 milione di €. Vorrei vedere prossim’anno il ricorso di qualcuno che ha dichiarato “tutto trasparente”, proprio per mancata trasparenza nei criteri di avvicendamento. Non permettono agli arbitri di partecipare a interviste o esprimere la propria opinione, ma di fronte a una corte ci si sente in dovere di difendere l’AIA. Può darsi che il gioco valga la candela, ma non lo saprò mai. Tu che ci sei stato in quell’ambiente non so che avresti fatto, ma ti assicuro che se tu avessi difeso l’AIA, allora lo avrei fatto anch’io. Perché lo vedo quanto saresti capace di fare “per principio”, e se lì il “per principio” non fosse valso per te non sarebbe stato importante per nessuno, davvero. La mano a Gavillucci l’avrei data però e non mi sarei fatto problemi anche a sedermi accanto a lui. Son gesti che fanno sentire la tua vicinanza e non lo fanno sentire solo e inadeguato. Ma probabilmente ragionando così non sarei mai neanche arrivato lì. Comunque, non so quanto il CONI sia disposto a far cambiare l’andazzo a un’Associazione che, per lui, conta poco… anche se è questione di legge si sa che la politica fa molto sulla legge (lo dimostra l’immediata sospensiva senza ancora che le parti fossero state costituite tutte)…

  12. Alberto
    Alberto dice:

    Buongiorno, il problema è che ormai ognuno pensa a se stesso, siamo diventati egoisti in un modo spaventoso. Gli arbitri della CAN A ragionano cosi: “Gavillucci è solo un rompicoglioni che potrebbe portare via il posto ad uno di noi, fino adesso mi è andata bene con i criteri attualmente in vigore, chi se ne frega se altri sono stati danneggiati, io arbitro in serie A e per ora non è un mio problema”. Non so se lei abbia mai lavorato in azienda, ma le assicuro che tra colleghi spesso la solidarietà non esiste, se uno prova ad intraprendere una battaglia che va a vantaggio anche di tutti gli altri, questi cercano di emarginarlo e di prendere le distanze; siamo orrendamente egoisti e questo permette a chi è sopra di noi di spadroneggiare come meglio ritiene. Quindi non sono affatto stupito del comportamento degli altri arbitri, è lo specchio di come si comportano il 90% delle persone su un posto di lavoro. Mai che si guardi al futuro, sempre e solo al proprio orticello, e chi se ne frega se altri vengono trattati ingiustamente. Poi quando e se toccherà a loro vivere la stessa situazione cambieranno magicamente idea.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Purtroppo hai ragione, ne sono consapevole.
      Ed è di questo egoismo che dobbiamo sbarazzarci prima che sia troppo tardi. Ma temo che sia già troppo tardi…

I commenti sono chiusi.