Vicenda Gavillucci: Nicchi a forte rischio deferimento e potrebbe trascinare con sé anche chi non c’entra (quasi) nulla

Se fino ad un mese fa Nicchi poteva commentare con una battuta la questione relativa a Gavillucci, oggi la battuta assomiglia più ad un atteggiamento di supponenza.

Sabato scorso, durante il Comitato Nazionale spostato ad Udine per poter consentire la partecipazione di tutta la dirigenza all’inaugurazione della nuova sede del Comitato Regionale Friulano, si è discusso di questa vicenda giusto per qualche minuto, liquidando (ancora una volta) la questione come se fosse un fastidio curabile con un paio di pastiglie di paracetamolo.

Naturalmente, sul sito istituzionale, campeggiano delle foto che ritraggono Nicchi e Pisacreta in piedi davanti a persone che ascoltano (foto che mettono una tristezza infinita…) e, nel resoconto, la seguente frase:

La riunione del Comitato Nazionale è stata incentrata su molteplici argomenti di attualità, a cominciare dalla situazione delle vertenze legali i cui procedimenti sono in itinere, nell’ambito della giustizia sportiva o di quella ordinaria“.

Fine.
Null’altro.

Ormai vivo più o meno direttamente l’AIA da oltre 25 anni, non mi sorprende questa infinita superficialità, peraltro voluta. Il livello comunicativo dell’associazione è ridotta a questo ma non è che cambi molto, per esempio, sulla rivista ufficiale “l’Arbitro”: articoli di una banalità surreale, interviste tutte uguali in cui traspare che gli associati siano sempre felici e contenti, editoriali che provocano sbadigli alla terza riga.
Insomma, un disastro.

Torniamo al punto.

Come ormai sappiamo, Gavillucci ha vinto il ricorso davanti alla Corte Federale d’Appello, ottenendo il reintegro nell’organico della CAN A.
Reintegro immediato, non c’era nemmeno bisogno di formalità ulteriori dato che la CFA ha semplicemente annullato la parte delle delibera del Comitato Nazionale con la quale veniva dismesso Gavillucci.

Un’altra “capatina” al sito istituzionale. Seguitemi…
In homepage c’è l’indirizzamento ai vari organici dell’associazione.
L’ultimo aggiornamento del sito è di questa mattina 5 febbraio 2019 (visita di Gianluca Rocchi alla sezione di San Donà di Piave) ma, alla voce “organici”, pare che si siano dimenticati di modificare la pagina:

Come vedete in basso a destra, questa la pagina oggi, al momento in cui sto scrivendo.
Domanda facile facile: dato che il sito viene aggiornato ogni giorno (sebbene con articoli di una noia ferale), per quale motivo l’organico della CAN A non riporta il nominativo di Claudio Gavillucci?
Eppure la decisione della CFA era ed è immediatamente esecutiva…
Non aveva detto Nicchi che Gavillucci sarebbe stato reintegrato e che erano state avviate tutte le procedure tecniche ed amministrative (qui trovate uno dei tanti articoli in merito)?
Ebbene, il primo passo avrebbe dovuto essere quello di inserire l’arbitro di Latina nell’organico sul sito, no?
Va bene, diciamo che se ne sono “dimenticati” nell’immediato.
Ma son passati 13 giorni dalla sentenza, un po’ tantini per giustificare il ritardo. Va bene che il sito è una roba di qualità terrificante ma perlomeno le schede…

Al di là di questi formalismi, la questione rischia di trasformarsi in un naufragio che porterà a fondo tutti per la supponenza di una persona sola.
Nella giornata di ieri gli avvocati di Gavillucci, Gianluca Ciotti e Leonardo Guidi, hanno inviato la documentazione completa relativa alla vicenda alla Procura Federale della FIGC, indicando tutte le violazioni disciplinari di Nicchi.
Il guaio di questa vicenda è che, purtroppo, i legali di Gavillucci hanno dovuto coinvolgere anche Rizzoli che, essendo responsabile della CAN A, non poteva essere sollevato dalla responsabilità di aver avallato le decisioni di Nicchi.
Naturalmente sarà la Procura Federale a decidere se sussistano i requisiti per procedere a vero e proprio deferimento ma la situazione sta decisamente sfuggendo di mano.

In particolare emerge un aspetto.
Gavillucci, ad oggi, non è stato ancora convocato ad un raduno. L’AIA si è giustificata asserendo che ciò non sarebbe possibile dato che l’arbitro di Latina non si sarebbe sottoposto alle visite mediche necessarie per ottenere l’idoneità agonistica.

La circostanza è falsa, sia fattualmente che normativamente.

Gavillucci, come sappiamo, ha continuato ad allenarsi al polo nazionale ed a dirigere partite del settore giovanile per tenersi in forma.
Per arbitrare (anche nelle categorie giovanili) è necessario essere “coperti” da un certificato di idoneità agonistica rilasciato dai centri convenzionati.
Gavillucci, pertanto, non può essere ritenuto in difetto di copertura medica, come peraltro espressamente sancisce anche l’art. 7 del Regolamento Sanitario dell’AIA:

Ma, al di là di ciò, non ha alcun senso rifiutare la convocazione al raduno sulla base di una possibile mancanza dei requisiti fisici per poter essere designati.
Perché lo affermo?
Perché, dopo essermi fratturato il perone durante Ascoli-Treviso del 3 novembre 2007, sono stato fermo per infortunio fino a febbraio 2008 ma presentandomi regolarmente ai raduni di Coverciano, accompagnato dalle mie belle stampelle nonostante fosse ovvio che non potessi scendere in campo.
Ancora: Domenico Celi saltò un’intera stagione dopo un incidente stradale nel quale si distrusse un ginocchio. Non poteva arbitrare e nemmeno correre, non poté sottoporsi nemmeno alle visite mediche ma continuò ad essere convocato a Coverciano.

Insomma, per usare un francesismo, queste sono tutte balle.
Gavillucci non solo potrebbe essere convocato ma è anzi un obbligo dell’AIA convocarlo immediatamente.
Ed è questo il motivo per cui, PURTROPPO, gli avvocati Ciotti e Guidi hanno dovuto inoltrare alla Procura Federale atti che riguardano anche il designatore Rizzoli che si trova in una posizione scomoda, molto scomoda.
Se, infatti, da un lato è documentale che il designatore della CAN A non voleva dismettere Gavillucci, dall’altra è evidente che anch’egli, come responsabile della categoria e di conseguenza dei raduni, non può non essere considerato corresponsabile della condotta disciplinarmente rilevante del presidente dell’AIA. E’ lui, infatti, il responsabile tecnico e la mancata convocazione è sostanzialmente una sua scelta.

Dispiace perché sono consapevole che Rizzoli si trovi nella scomoda situazione di rischiare personalmente un deferimento (che, di fatto, potrebbe essere una bomba ad orologeria per la sua conferma) oppure di schierarsi apertamente contro Nicchi.
Il problema è che Rizzoli ha un contratto in scadenza (anche quello del designatore è annuale) e la sua conferma verrà decisa proprio da Nicchi. Sì, va bene: formalmente dal Comitato Nazionale ma evitiamo di farci prendere per i fondelli…

Insomma, la scelta di Rizzoli è tutt’altro che semplice: continuare ad avallare la strada intrapresa da Nicchi e rischiare un deferimento dagli effetti potenzialmente disastrosi o convocare Gavillucci schierandosi apertamente contro chi dovrà decidere la sua permanenza?

La soluzione migliore (e la più semplice) è che Nicchi, finalmente, decida di ammettere la sconfitta, si dimetta dalla presidenza (sarebbe ancora un’ottima risorsa per scoprire talenti a livello provinciale o per insegnare il regolamento nella sua sezione di appartenenza) e lasci ad altri di risolvere l’enorme casino creato dopo aver colpevolmente snobbato la vicenda Greco. Naturalmente per “altri” non intendo Pisacreta o Trentalange, per carità…
Il solito problema delle persone che si sentono un passo sopra a tutti: ha preferito tirar dritto dopo la vicenda Greco, sebbene avessi previsto io stesso con un anno e mezzo di anticipo le conseguenze di quella presa di posizione del Tribunale Federale.

Niente, Nicchi è fatto così: piuttosto che ammettere una sconfitta dichiarerebbe guerra da solo alla Francia, piuttosto che dimettersi preferisce tenere in scacco tutti e portare a fondo anche chi non c’entra un accidente.

La questione è sottovalutata ma comincia ad essere molto grave: Rizzoli è senza alcun dubbio il miglior designatore possibile, sta facendo miracoli per formare una classe arbitrale nuova svilita tecnicamente negli anni dalla scelta senza alcun senso di dividere la CAN A e B, scelta che ha distrutto la qualità tecnica degli arbitri italiani.
Di chi fu quella scelta?
Qualcuno ha detto Nicchi?

Esatto, fu Nicchi a scegliere di dividere la CAN, con i risultati che vediamo tutti.

Se questa vicenda dovesse comportare conseguenze per Rizzoli, Nicchi dovrà essere considerato il responsabile anche di una perdita di questo livello.
E corresponsabili saranno tutti i dirigenti del Comitato Nazionale, quelle figure senza volto che appoggiano tutte le scelte del presidente e che appaiono sempre più come utili statue silenti. Utili a Nicchi, si intende.
Forse a 50/60 anni sarebbe il caso di far sentire la propria voce.
Prima di tutto per il bene dell’AIA ma anche per la propria dignità…

25 commenti
  1. riccardo
    riccardo dice:

    In cambio delle dimissioni potrebbero proporre a Nicchi due presidenze invece di una: la sezione AIA di Arezzo e quella di Valdarno. Tra l’altro quest’ultima, posta quasi sul greto dell’Arno a San Giovanni, avrebbe bisogno di qualcuno che coordinasse dei lavori di ristrutturazione.

  2. Giancarlo
    Giancarlo dice:

    “interviste tutte uguali in cui traspare che gli associati siano sempre felici e contenti”: ho curato per un periodo alcuni articoli per il sito di una sezione e confermo che questa mistificazione è richiesta quasi espressamente, pena la censura. Ho smesso molto presto, non sono lo scriba di nessuno.

  3. FRANCESCO GRECO
    FRANCESCO GRECO dice:

    Come al solito, ho letto il suo scritto ed i vari commenti. Ed allora, in riferimento all’odierno commento del Sig. Francesco delle ore 18,57, in cui palesa la eventualità che l’AIA possa vincere questa battaglia legale, sommessamente le chiedo: “Nella sua pluriennale esperienza, Lei, in tutta franchezza, crede nel benché minimo spiraglio di una vittoria dell’AIA considerato che la Corte Federale di Appello ha emesso una sentenza in favore del Gavillucci, immediatamente esecutiva, chiara in ogni parte e palesemente inoppugnabile?”

      • Sabino
        Sabino dice:

        Mi perdoni ma questa sua risposta non mi piace.
        In un processo, sportivo, penale o civile che sia, ció che dovrebbe SEMPRE venir fuori è la VERITÀ.
        Se si riduce tutto a “carte s giocarsi” allora ne perde di credibilità tutto il sistema di giustizia.

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Si tratta di carte di diritto, non di fatto.
          Sul fatto è già emerso tutto ed è ciò che mi importa.
          L’AIA giocherà alcune carte di legittimità ma non cambierà nulla nella sostanza.

  4. Francesco
    Francesco dice:

    Ci sarebbero 1000 punti da discutere (ma il sito neanche mi lascia scrivere commenti lunghi quindi evito)… dico solo che gli avvocati di Gavillucci mi sembrano impeccabili ma, se per puro caso, dovesse continuare la battaglia legale e vincere l’AIA sarebbe un bel casino perché Nicchi farebbe una campagna elettorale impressionante per lasciare i suoi “uomini” alla presidenza futura…😥 speriamo sia la volta buona che cambi l’andazzo…

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Hai ragione ma è solo questione di tempo: sono pronti a decine a far causa all’AIA, prima o poi una condanna arriva nelle sedi ordinarie.
      Ed è ciò che bisogna evitare perché un solo risarcimento danni metterebbe in ginocchio tutta l’AIA per decenni. E non esagero: decenni.
      Peraltro Nicchi potrà fare tutte le campagne che vuole ma la base (FINALMENTE!) comincia a svegliarsi e ad essere stufa di comportamenti irrispettosi di qualsiasi regola primaria del vivere civile, in primis irrispettosa di una sentenza (non definitiva ma) CHIARISSIMA negli effetti.

  5. Lorenzo
    Lorenzo dice:

    Ciao Luca.
    Che interesse ha Nicchi a non re-integrare Gavillucci?
    Oltre ai suoi problemi di ego c’é altro? Che fastidio gli darebbe?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Domanda a cui è impossibile rispondere senza rischiare una querela.
      Dico solo questo: che interesse ha un presidente dell’AIA a non voler reintegrare effettivamente (e non solo di facciata) un arbitro che ha vinto il ricordo?
      Che interesse ha un presidente a cambiarsi le regole per essere sicuro della riconferma?
      Che interesse può aver un presidente che, secondo le norme, guadagna dal ruolo 3/4 diarie a settimana?

      Ciao 😉

  6. Giorgio
    Giorgio dice:

    Ciao Luca, seguendoti ormai da un po’ ho letto spesso che secondo te la divisione della CAN in A e B sarebbe la causa di un declino nella qualità degli arbitri. Non essendo del settore ed essendo all’oscuro delle dinamiche del mondo arbitrale, non ho ben compreso il motivo di quanto affermi. Potresti gentilmente spiegarlo? Grazie mille

    • Marco
      Marco dice:

      Ti rispondo sinteticamente….con la divisione oltre alla difficoltà di interscambio di arbitri nella categoria superiore e viceversa(quindi crescita ed esperienza)i cosiddetti arbitri della Can A non hanno modo,in alcune circostanze , di poter andare a “riflettere” di tanto in tanto in B….anche questo é crescita….e poi ci sono mille altri aspetti, questo è uno tra i tanti…..Ciao

  7. Riccardo
    Riccardo dice:

    Ciao Luca.
    Una domanda sulla posizione di Rizzoli: non so se sbaglio, ma credo abbia anche lui una certa influenza sugli associati di più alto livello. Premesso questo, un suo schierarsi apertamente contro Nicchi non potrebbe comportare più facilmente una dimissione di quest’ultimo?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sì.
      Il problema è che Rizzoli deve prendere il coraggio a due mani e dissociarsi da Nicchi perché, in caso contrario, rischia di venir affossato dalla Giustizia Federale.
      E l’AIA non merita di perdere Rizzoli, tantomeno di perderlo per colpa di Nicchi.

  8. Renato Galigani
    Renato Galigani dice:

    Caro Luca.
    Oramai la dignità non fa più parte di nessun mondo. Figurarsi in ambito sportivo. Quando uno si incolla alla sedia difficilmente la molla. Anche se sei in torto marcio, una scusa per restare in della la trovano sempre

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Hai ragione.
      Però mi appello alla dignità di chi circonda Nicchi da anni: non possono continuare a far finta di nulla mentre vedono affondare non il presidente ma l’associazione di cui fan parte da decenni.

      • Renato Galigani
        Renato Galigani dice:

        Anche fare i lecchini è un diventato un lavoro che da i suoi frutti. Chi gli sta attorno ha il suo tornaconto. Bisogna azzerare tutto.

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Concordo.
          Però salvando quel che di positivo è stato fatto e talune persone, sempre che decidano di non appoggiare più Nicchi nei tempi opportuni. A barca affondata possono anche rimanere in mare…

  9. Riccardo
    Riccardo dice:

    Ciao Luca, chi vedresti meglio come possibile successore?
    E chi invece pensi abbia le maggiori possibilita di succedere a Nicchi?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Non ne ho idea.
      Di certo bisogna evitare che diventino presidente Pisacreta o Trentalange, sono mezze figure che rappresenterebbero solo la continuità con la presidenza Nicchi.
      C’è bisogno di un cambio radicale, non di surrogati del presente.

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