Sul razzismo, sull‘UEFA, sul regolamento e sull’enorme confusione normativa

I giorni successivi all’orribile serata di San Siro sono stati fors’anche peggiori della serata stessa.

Sulla questione razzismo c’è una confusione addirittura superiore a quella che esiste sul regolamento: tutti pensano di saper tutto ma, in realtà, sono ben pochi coloro che hanno le conoscenze minime per discutere dell’argomento.

Le norme in materia, per la verità, sono quanto di più generico, confusionario e pasticciato che possa esistere, con un accavallarsi di competenze concorrenti tra arbitri, responsabili dell’ordine pubblico, commissari di campo, ispettori di Lega, rappresentanti delle forze dell’ordine.
Insomma: un caos inenarrabile.

La serata di San Siro è stata una vergogna per tutta l’Italia. E non parlo dell’Italia del calcio, parlo dell’Italia come Stato, come Nazione, come comunità civile.

Quel che è accaduto nei giorni successivi è stato pure peggio: si è cercato nell’arbitro Mazzoleni un facile bersaglio, ben consapevoli ALCUNI degli attori che si trattava di un bersaglio facile perché non potrà difendersi né spiegare la sua posizione in merito a quanto accaduto.

Cosa accadrà nei prossimi giorni?
Interpretazioni.
Ci saranno interpretazioni di ogni tipo su quanto accaduto mercoledì ma, presumibilmente, senza la minima fonte.

Avete fatto caso ad un particolare?
Nella serata di venerdì la FIFpro e la UEFA hanno diffuso un comunicato molto duro in relazione a quanto accaduto durante Inter-Napoli:

Bene, molto bene: una condanna ufficiale del massimo organismo internazionale era importante per cominciare a mettere qualche punto al suo posto.
Ebbene, nel comunicato si dice semplicemente che “il protocollo non è stato rispettato”.

Ma rimangono sospese alcune domande:
– chi non ha rispettato il protocollo?
– cosa sarebbe questo famoso protocollo?
– dove si trova questo protocollo?
– da quando è in vigore questo protocollo?

Dopo questa comunicazione ufficiale della UEFA e della FIFpro, è iniziata la fase 2 della comunicazione a caso: interpretare liberamente secondo le convenienze.

In tanti hanno intravisto nel comunicato un chiaro riferimento a Mazzoleni, reo di non aver sospeso la partita dopo i cori razzisti.
Qualcuno è in grado di indicarmi il riferimento, anche per deduzione, all’arbitro della partita?
No?
Già, perché non esiste alcun riferimento all’arbitro.

Mercoledì qualcosa è andato storto, è inutile negarlo.
Chi mi conosce sa che, con Mazzoleni, non ho alcun rapporto di amicizia, così come non ho alcun interesse a difendere l’AIA a prescindere dato che non ne sono più parte (purtroppo) da 8 anni.

Il mio scopo, come sempre, è di fornire gli elementi utili ad una riflessione informata, non sulla base di leggende metropolitane messe in giro un po’ a caso.

Rispondiamo alle domande.
Il protocollo a cui si riferisce il comunicato della UEFA è intitolato “FIFA good practice guide on diversity and antidiscrimination“. Lo scopo di tale documento è di indicare delle linee guida valide per tutte le federazioni ed atte a combattere le discriminazioni di qualsiasi tipo, non solo quelle legate al colore della pelle ma anche a motivi religiosi o culturali. Il documento è stato scritto nel 2013 ed è stato applicato, per quanto concerne l’attività sportiva, durante la Confederation Cup del 2017 in Russia.
In realtà non è stato applicato in quella manifestazione, più correttamente è stato introdotto senza che vi sia stata necessità di utilizzo.

Come avrete notato, tutti i siti che hanno ripreso la notizia si sono limitati ad indicare la violazione del protocollo denunciata dalla UEFA ma senza indicare la fonte in concreto.
Ebbene, il documento di cui si parla lo trovate a questo indirizzo, liberamente consultabile e scaricabile:

FIFA good practice guide on diversity and antidiscrimination

Ci torneremo più tardi.

Per capire qualcosa delle norme vigenti in materia, dobbiamo cominciare dalla nostra fonte primaria, cioè il regolamento (che, come sapete, è uguale per tutti). Con una guida alla lettura: la regola che leggerete è adattata alla realtà italiana dato che le procedure possono essere diverse da Stato a Stato.
La norma sulla quale si basa la procedura in caso di atti di discriminazione la troviamo alla Regola 5, pagina 55:

Come possiamo notare il punto fondamentale è il numero 6, nel quale è CHIARAMENTE indicato che la partita può essere sospesa dal responsabile dell’ordine pubblico, senza alcun riferimento all’arbitro.

Un’altra precisazione “in corsa”: la differenza spesso ascoltata in questi giorni tra “sospensione” ed “interruzione” non ha alcun senso dato che si tratta di sinonimi. Una sospensione può essere temporanea o definitiva, una interruzione può essere temporanea o definitiva.
E non è certo un caso che il regolamento vigente non ponga alcuna distinzione tra sospensione e/o interruzione.

La norma prosegue indicando tutti i profili procedurali che abbiamo imparato a conoscere: annunci al pubblico, raggruppamento dei calciatori a centrocampo, rientro negli spogliatoi, decisione definitiva del responsabile dell’ordine pubblico.

Che cosa è successo, dunque, mercoledì?
Preferisco evitare le dichiarazione del procuratore sportivo Pecoraro: da parte mia ritengo che una persona nella sua posizione dovrebbe evitare interviste ed interventi radiofonico/televisivi, a maggior ragione prima delle decisioni del Giudice Sportivo.

Possiamo ricostruire quanto accaduto: le persone a bordo campo (Ispettori di Lega, responsabile dell’ordine pubblico, Digos, Polizia, commissari di campo) si sono accorte da subito del clima all’interno dello stadio e dei cori di una minoranza del pubblico presente. E’ molto probabile che il responsabile dell’ordine pubblico abbia immediatamente agito per diffondere l’annuncio con gli altoparlanti di San Siro per imporre il divieto dei cori discriminatori.
Una volta accortosi che l’invito non aveva ottenuto alcun risultato, ha imposto la diffusione di un secondo annuncio per il medesimo motivo. In entrambi i casi non c’è stato coordinamento tra arbitro e responsabile dell’ordine pubblico, motivo per cui la gara non è stata temporaneamente interrotta dall’arbitro che, ovviamente, non poteva anticipare le decisioni del responsabile senza esserne informato.

Perché, dunque, la UEFA ha diffuso quel comunicato?
Perché il protocollo sulla procedura (norma secondaria, perciò meno importante gerarchicamente) è effettivamente differente in alcun punti rispetto al regolamento vigente.
Interessante un particolare: la parte di questo protocollo che si riferisce alle procedure durante una gara in cui si verificano episodi di razzismo consta di una ventina di righe scarse all’interno di un documento di 94 pagine.
Eccolo il famoso protocollo procedurale, pagina 53:

La parte fondamentale del testo è sulla destra, evidenziato in colore azzurro, nella parte in cui (testualmente) afferma che ” With this procedure, the referee can“.
Il punto importante è proprio il verbo utilizzato: “can”, può. Cioè è nelle sue facoltà, non è un obbligo.
Arriviamo, dunque, alla soluzione: Mazzoleni avrebbe potuto sospendere momentaneamente la gara?
Sì, certo, avrebbe potuto, come fecero a loro tempo Rocchi (maggio 2013, Roma-Milan), Irrati (febbraio 2016, Lazio-Napoli) e Gavillucci (maggio 2018, Sampdoria-Napoli). Ma non c’è alcun obbligo soprattutto alla luce del regolamento del calcio declinato secondo le istituzioni italiane, sulla base del quale la competenza alla sospensione della gara è in capo al responsabile dell’ordine pubblico.

Perché, dunque, la UEFA sostiene che la procedura non è stata rispettata?
Perché, evidentemente, la UEFA pretende che non solo vengano diffusi gli annunci pubblici ma anche che il responsabile dell’ordine pubblico, prima di procedere a tale attività come prescritto dalle norme declinate nel regolamento italiano, si coordini con l’arbitro per interrompere temporaneamente il gioco.

In sintesi: Mazzoleni avrebbe potuto sospendere temporaneamente ma ciò non è un suo dovere mentre, al contrario, avrebbe dovuto essere preceduta dalla comunicazione di interrompere prima degli annunci pubblici.
Diciamo, dunque, che anche la UEFA si è svegliata con qualche mese di ritardo: annunci negli stadi ce ne sono stati decine e solo in tre occasioni il gioco è stato sospeso momentaneamente. Pertanto tutti gli arbitri hanno sbagliato? Perciò sono stati tutti inadeguati? Hanno avuto tutti paura?

Non scherziamo.

La soluzione?
Riscrivere le regole, coordinando meglio le norme universali primarie (il Regolamento, valido in tutto il mondo) con le norme secondarie (il protocollo procedurale di cui stiamo discutendo)
, eliminando le chiarissime contraddizioni tra l’una e l’altra fonte, imponendo la sospensione immediata in caso di qualsiasi atto o coro discriminatorio.
Se non si imporrà questa procedura, non si risolverà mai nulla. E continuerà ad imperare una confusione che non giova a nessuno e che, al contrario, contribuisce ad esasperare un ambiente già invivibile.

La seconda è ancor più importante della prima: utilizzare la tecnologia, implementare il numero delle telecamere a circuito chiuso per individuare chi si rende colpevole di tali cori, impedire loro di entrare in qualsiasi luogo ove si svolga una competizione sportiva. La possibilità c’è, lo dimostra l’esperienza inglese ed americana.

Un ultimo elemento per evidenziare la necessità che la partita venga sospesa al momento dell’annuncio.
Vi siete mai chiesti per quale motivo venga richiesto il raggruppamento dei calciatori a centrocampo?
Non è una questione formale ma di attenzione: se un annuncio viene diffuso con gli altoparlanti, a gioco in movimento lo stesso potrebbe venir “coperto” dalle grida del pubblico, intento a seguire un’azione di gioco e di fatto annullando l’effetto dell’atto in essere. Per tal motivo si chiede la sospensione temporanea, affinché il messaggio possa arrivare il più chiaramente possibile a tutti gli spettatori presenti e, in particolare, a quei poveri di intelligenza che riempono vite inutili con l’odio verso altre persone.

Nota: l’immagine di “copertina” è della UEFA. Mi auguro che mi venga consentito l’utilizzo per la diffusione di un messaggio chiaro contro il razzismo, qualsiasi tipo di razzismo.

32 commenti
  1. Davide
    Davide dice:

    Buongiorno Luca,
    nella settimana delle polemiche riguardo la sospensione di Inter Napoli per gli insulti a Koulibaly sono strumentalmente tornate a galla le teorie complottistiche riguardo il declassamento di Gavillucci.
    Sapendo che l’oggetto del contendere era tutt’altro, hai qualche aggiornamento sulla vicenda? Se ricordo bene eravamo in attesa di una sentenza entro il 23 novembre, ma non se ne è saputo più nulla (e sei l’unico che su questo argomento ha dato una informazione completa e documentata).

    Ciao e grazie!

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Ognuno segue la strategia che preferisce.
      Puntare sulla sospensione di quella gara (che, come hai ben detto, non c’entra nulla) è una strategia che non apprezzo per nulla, soprattutto perché svilisce gli argomenti (solidi) di diritto del ricorso.
      Preferisco smarcarmi dalla vicenda ed osservarla da esterno.
      Il ricorso in appello è stato depositato, verrà discusso ad inizio 2019.

  2. Guido
    Guido dice:

    Ritengo giuridicamente impraticabile un obbligo di sospensione imposto dall’autorita’ sportiva. Solo la pubblica autorità preposta a ordine e sicurezza è in diritto/dovere di valutarne gli effetti. È quindi spettanza in capo all’ordinamento statale, cui quello sportivo deve conformarsi, semplice gerarchia. Obbligo per l’arbitro? Sì ma di segnalazione al responsabile qualora ci sia evidenza.
    Ciò detto complimenti Marelli per la passione e la competenza e il condivisibile senso etico

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sono totalmente d’accordo con te, fors’anche per la professione che svolgo sono sempre stato contrario a poteri di ordine pubblico in capo ad un soggetto impegnato in una competizione sportiva.
      La direttiva della UEFA, infatti, la trovo un’aberrazione giuridica inaccettabile.

  3. Matteo
    Matteo dice:

    Grazie Luca per l’approfondIntento, davvero utile. Mi sfugge una cosa: chi è il responsabile dell’ordine pubblico di una partita? E chi lo nomina? Grazie.

  4. Dubbioso
    Dubbioso dice:

    Caro Luca,
    grazie per la meritoria opera che svolge ogni giorno (non mi dilungo ma davvero grazie).
    In sintesi, il protocollo procedurale Uefa/Fifa prevede che l’arbitro “può” sospendere la partita, mentre
    il regolamento assegna tale competenza decisionale al responsabile dell’ordine pubblico. Ma come va interpretata a suo avviso la dizione “ordina” della regola 5 punto 6? Come una facoltà o come un atto dovuto?
    Io credo anche che, al netto del necessario coordinamento tra le fonti, il tema sia anche culturale: in ultima istanza vogliamo (come movimento e come comunità) che manifestazione quali i versi scimmieschi et similia abbiano cittadinanza negli stadi oppure vogliamo bandirli?
    Io spero (ma non credo accadrà) che la notte amara di Milano possa diventare lo spunto per una riflessione più ampia e non per il solito ammorbante scambio di insulti tra tifoserie.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Lo spero anche io.
      E per cominciare a combattere seriamente il problema è necessario iniziare coordinando norme nazionali ed internazionali sulla procedura che oggi è un casino.

  5. Luigi
    Luigi dice:

    Il problema è che il regolamento italiano non recepisce correttamente il protocollo UEFA.

    In ogni caso i proclami fatti da Rocchi e Gravina un mese fa stridono con le loro dichiarazioni post Inter Napoli. La confusione è frutto delle loro dichiarazioni.

  6. Marco Scognamiglio
    Marco Scognamiglio dice:

    Massimo rispetto per la sua autorevole opinione, ma Rizzoli un mese fa ha dichiarato che gli arbitri devono sospendere le partite in caso di cori, la normativa dice che l’arbitro può farlo e lo stesso Koulibali prima di essere espulso aveva chiesto direttamente all’arbitro di sospendere, ricevendo come risposta “con te non parlo”. Si può anche dire che Mazzoleni ha sbagliato, soprattutto dal punto di vista umano, ma anche contribuendo ad aumentare il clima di tensione rispondendo male ed espellendo Koulibali che era solo una vittima e che nella sua carriera non era mai stato espulso per proteste

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sono tue obiezioni che rispetto ma evita di scrivere PALLE su richieste di Koulibaly perché, oltre a perdere qualsiasi credibilità, rischi anche querele da parte dell’arbitro per diffamazione.
      E questo messaggio, per tal motivo, non lo cancello.

  7. Angelo
    Angelo dice:

    Mi scusi ma sorge spontanea una domanda: lei al posto di Mazzoleni cosa avrebbe fatto?
    La seguo e la stimo.

  8. Roberto Sorrentino
    Roberto Sorrentino dice:

    Ciao Luca,
    Speravo in tuo approfondimento su questa storia e ho seguito il tuo ragionamento. Tuttavia non mi trovo su un passaggio.

    Va bene che l’arbitro può e non deve intervenire in queste situazioni, tuttavia nel momento in cui la Uefa fa riferimento al protocollo e non al regolamento sembra voler indicare la necessità di un intervento dell’arbitro e non del responsabile dell’ordine pubblico.

    È chiaro, come sostieni, che un maggior coordinamento tra regola primaria e secondaria sarebbe auspicabile. Grazie per il tempo che hai speso per approfondire la questione.
    Saluti e buona fine anno (si fa per dire, visto che si continua a morire per una partita di calcio).
    Roberto

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      E’ un piacere fornire gli elementi utili a comprendere quanto accaduto.
      Il comunicato della UEFA è quanto di più generico potesse essere partorito e non è certo casuale…

  9. Marco Rossi
    Marco Rossi dice:

    Indubbiamente penso anch’io che la soluzione sarebbe di allontanare a vita dagli stadi questi “fenomeni”, ma bisognerebbe dargli anche l’obbligo di firma in un posto lontano dallo stadio!

  10. Marco Rossi
    Marco Rossi dice:

    Ho frequentato abbastanza gli stadi e penso che il razzismo è odioso e intollerabile.
    Però penso anche che gli ultras usano questa cosa dei cori razzisti verso i giocatori con lo scopo di destabilizzarli. Purtroppo nel caso di Koulibaly in Inter-Napoli ci sono riusciti. Io mi immagino che purtroppo quegli infami abbiano esultato tantissimo per essere riusciti a condizionare la partita a favore della propria squadra, o comunque ci avranno goduto un casino solo per il fatto di averla condizionata (sogno di ogni tifoso che fa casino allo stadio anche in buona fede).
    Lo so che dicendo questo sembra che si voglia minimizzare la cosa, ma come si spiegherebbe il fatto che questi coglioni inneggiano senza fare una piega ai giocatori di colore nelle loro squadre?
    Mi rendo conto anche che è molto complicato risolvere la questione. Perché, anche con numerose telecamere (come ha fatto bene la Juventus allo Stadium), come fai a condannare uno solo perché ha la bocca aperta mentre ci sono questi cori? Non mi sembra una prova sufficiente, o no?

  11. Davide
    Davide dice:

    Grazie Luca! Non avevo dubbi che l’unico ad esprimersi in maniera chiara sul regolamento, con fonti scritte alla mano, fossi tu. Per quanto riguarda il mio pensiero, sono d’accordo al 100% con l’utente Alessio. Gli annunci lasciano il tempo che trovano, bisogna investire in tecnologia e “daspare” (perdonami il neologismo) tutti i responsabili. Temo però che non ci sia l’interesse, da parte di autorità e società sportive, di liberarsi di certi personaggi, altrimenti tutto ciò sarebbe già successo.

  12. Una Vita da Terzino
    Una Vita da Terzino dice:

    Egregio dr. Marelli,
    è la prima volta che le scrivo per cui le devo innanzitutto un sentito grazie per il lavoro che sta facendo. Il calcio ha bisogno di persone come lei. Dovrebbe essere di esempio per molti!!

    Per quanto riguarda il caso specifico le volevo fare una “semplice” domanda:
    Da quanto ha chiaramente spiegato, il regolamento ha una falla che andrebbe tappata e la modifica sembrerebbe anche semplice da attuare. Cosa si aspetta quindi a cambiarla?? Perchè c’è sempre tutta questa ritrosia nel agire rapidamente verso un deciso miglioramento?
    Lo stesso discorso, anche se un po’ più ampio e complesso, vale per le regole sui comportamenti all’interno dello stadio. E’ evidente a tutti che i provvedimenti attualmente previsti (multe alle società, squalifiche, chiusura settori) non sono per nulla efficaci, anzi addirittura sembrano controproducenti perchè danno un’arma di ricatto in mano alla parte peggiore dei tifosi (che non sono tifosi ma solo feccia). Anche in questo caso, le misure per risolvere il problema o quantomeno combatterlo efficacemente si conoscono, oltretutto ci sono i casi dell’Inghilterra a dimostrarlo nei fatti. Eppure nulla cambia in tal senso! Per me è incredibile….Secondo lei perchè restiamo sempre così immobili?
    E’ solo incompetenza e pigrizia o c’è altro che io sinceramente non riesco a vedere?
    CI terrei tanto a leggere la sua idea a riguardo.
    Intanto le auguro una buona giornata
    Cordialmente
    Salvatore, una vita da terzino

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Perché, purtroppo, in Italia (e da sempre, sia chiaro) si spreca tempo infinito tra proclami, belle intenzioni e programmi rivoluzionari. Poi, però, non si fa mai niente.
      Un esempio.
      Ricordi la questione violenza sugli arbitri?
      E’ passato oltre un mese dagli stati generali convocati al ministero dell’interno, promettendo mari e monti. Che cosa è stato fatto di concreto? Pane e nutella, tortellini e tortiglioni al ragù…

  13. Alessio
    Alessio dice:

    Purtroppo gli annunci fatti così a partita in corso non servono a niente, dopo 3 parole vengono seppelliti dai fischi. A mio avviso l’unico modo per intervenire è identificare una per una le persone responsabili dei cori e bandirle a vita dagli stadi. Non serve a niente chiudere la curva o lo stadio, la prossima volta gli stessi deficienti saranno di nuovo lì a fare le stesse cose. In più non si capisce quale sia la responsabilità oggettiva della società in tutto questo così come la ragione per cui punire migliaia di abbonati che non hanno niente a che vedere con i cori. Bisogna assolutamente progredire sotto questo punto di vista altrimenti saremo sempre ostaggio di questa gentaglia.

  14. Michele
    Michele dice:

    Grazie Luca per l’approfondimento!
    Ah, trovo fantastico il passaggio su Pecoraro (che condivido pienamente) ma così ti precludi un ritorno in qualche organo federale 😉

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