Le innovazioni regolamentari introdotte dall’IFAB, partendo dalla più importante: protocollo VAR invariato

Chi si aspettava rivoluzioni dell’IFAB sul protocollo del VAR è rimasto deluso.
Nella riunione annuale tenutasi ad Aberdeen (Scozia) sabato 2 marzo, il board ha annunciato una serie di novità nel regolamento ma non ha minimamente modificato il protocollo VAR che, perlomeno fino a luglio 2020, rimarrà quello odierno, con tutti i suoi difetti interpretativi.
Nulla di sconvolgente: il silenzio totale in materia negli ultimi 4 mesi (cioè dalla riunione di novembre in preparazione del meeting annuale) era più di un indizio sulla volontà del board di lasciare la regolamentazione immutata.
Credo che la spiegazione di tale scelta possa basarsi su due fattori principali:
1 – necessità che lo strumento, ancora relativamente nuovo, possa essere “assorbito” da tutte le componenti (giocatori, dirigenti, spettatori ed anche arbitri) prima di procedere a modifiche che potrebbero incidere profondamente sull’applicazione: penso ai challenge (ci arriveremo, è una naturale evoluzione), alla review sulle seconde ammonizioni, alla modifica della dizione di “chiaro ed evidente errore”;
2 – scarsa esperienza anche delle stesse componenti tecniche per poter ipotizzare quali potrebbero essere le conseguenze di una modifica profonda del protocollo. Per tale motivo si è deciso di non toccare la normazione attuale ed attendere almeno un anno per capire, anche a livello di competizioni internazionali, quali siano le vere negatività dell’attuale disciplina.

Non ci sono state rivoluzioni nel regolamento, è giusto anticiparlo subito.
Però ci sono state tante piccole novità che potranno incidere (e non poco) sulla fluidità del gioco, sull’eliminazione di qualche “trucco lecito” e sulle perdite di tempo.
Proviamo ad illustrare le novità con un occhio alle conseguenze ipotizzabili.

Tocco decisivo dell’arbitro

E’ una novità molto marginale ma che elimina una fattispecie più che altro antipatica (e non così rara, anzi).
Come sappiamo, l’arbitro fa parte del gioco e, fino al 30 giugno prossimo, sarà ritenuto come una sorta di “palo” in campo: ogni sua deviazione (fortuita, ovviamente) è stata sempre valutata come facente parte della normale dinamica di gioco con la conseguenza che si può anche ipotizzare un cambio di possesso tale da fornire alla squadra avversaria un vantaggio che, con l’innovazione di sabato scorso, è stata ritenuta contraria allo spirito del gioco.
Nel caso in cui, pertanto, il pallone venga intercettato dall’arbitro l’azione non continuerà come accade oggi ma il gioco verrà interrotto e ripreso con una rimessa da parte dell’arbitro stesso (quella che volgarmente viene indicata come “scodellamento”). Peraltro è interessante sottolineare un aspetto importante (anticipando un’altra novella regolamentare): la rimessa da parte dell’arbitro non sarà contesa tra le squadre ma il pallone verrà restituito a coloro che se ne trovavano in possesso al momento dell’interruzione.
C’è un piccolissimo “buco” nella nuova norma.
Così come l’arbitro, anche gli assistenti potrebbero intralciare involontariamente il gioco: si pensi ad un pallone non uscito dal terreno di gioco per un tocco casuale dell’assistente. Fino ad oggi il pallone andava considerato in gioco, per la medesima filosofia incentrata sull’arbitro: cosa accadrà dal prossimo 1 luglio? In linea di massima la disciplina dovrebbe essere la medesima relativa all’arbitro ma c’è un particolare: se il pallone non uscisse favorendo la squadra in possesso del pallone e che l’avrebbe perduto in caso di mancata deviazione dell’assistente?

Rimessa dell’arbitro

In realtà la novella regolamentare non cambia praticamente niente: già oggi, per una sorta di codice del rispetto, la cosiddetta “palla contesa” (dizione orribile…) non si concretizza mai perché sono gli stessi giocatori che lasciano il possesso a chi stava impostando l’azione.
La novità ha semplicemente preso atto di un comportamento generalizzato sui campi di ogni categoria, aggiungendo quel pizzico di coerenza in una norma che potenzialmente penalizzava la squadra in possesso del pallone.

Rete realizzata in seguito ad un tocco di mano di qualsiasi tipo

Filosoficamente è una regola molto discutibile ma che non lascerà alcun spazio di discussione.
E’ discutibile perché qualifica come punibile anche un tocco di mano del tutto casuale (per esempio) su un rinvio di un difensore a mezzo metro da un attaccante. L’attaccante che toccherà il pallone di mano in modo del tutto fortuito, senza alcun gesto verso il pallone e senza alcuna responsabilità nemmeno indiretta verrà punito per non aver commesso alcuna irregolarità.
Ciò, però, ha valore inferiore rispetto a quanto viene percepito: è difficile, infatti, che qualcuno riesca a ritenere ininfluente un tocco di mano che porti alla realizzazione di una rete.
Peraltro questo concetto, mai formalizzato a livello regolamentare, è già applicato da parecchio tempo e come ho più volte sostenuto. Per rifarsi ad un episodio recente, ritorniamo a Parma-Inter del 9 febbraio scorso:

Scrissi in merito all’annullamento della rete (qui il testo completo):

In sintesi l’IFAB ha deciso di inserire nel Regolamento ciò che era già parte delle indicazioni in merito, sulla base di direttive UEFA/FIFA e recepite anche dalle Federazioni Nazionali.
Attenzione: ciò non riguarderà solo le reti realizzate con un tocco di mano/braccio ma anche reti realizzate a seguito di un controllo involontario col braccio ed immediatamente prima della battuta a rete.
Se fosse stata già vigente la norma in esame, anche la rete di Milik contro il Bologna (28 dicembre 2018) sarebbe stata annullata per il controllo (peraltro del tutto involontario) di Mertens poco prima:

Ad oggi quel contatto non è punibile, lo sarà dal prossimo 1 luglio.

Cartellino giallo per gli allenatori

Interessante innovazione (già sperimentata in Inghilterra nella FA Cup: prima sanzione per Sarri del Chelsea) che consentirà di eliminare quella che era una difficoltà molto evidente per quarto ufficiale ed arbitro, cioè l’impossibilità di sanzionare un allenatore se non procedendo all’allontanamento dal recinto di gioco.
Questa novità porterà a due benefici:
1 – differenziare le proteste. E’ capitato spesso di vedere allontanati dal recinto di gioco allenatori per comportamenti molto diversi tra loro. Con l’utilizzo del cartellino non sarà più necessario procedere al richiamo ufficiale della panchina ma si potrà ammonire l’allenatore, di fatto avvertendo lo stesso che in caso di reiterazioni delle proteste sarà allontanato con il secondo cartellino;
2 – Una teorica arma in possesso del quarto ufficiale che non sarà più costretto ad “arrangiarsi” per contenere un allenatore eccessivamente “agitato”, ciò che capita regolarmente adesso dato che l’arbitro, impegnato nel seguire l’azione, non ha possibilità di accorgersi di comportamenti sopra le righe se non dietro comunicazione radio dei suoi collaboratori.
In merito alla questione allenatori, un’osservazione ed una pecca della nuova regolamentazione.
L’osservazione è che avrei gradito un chiarimento espresso sulla possibilità di procedere a sanzioni nei confronti degli allenatori mediante l’utilizzo del VAR, per evitare che comportamenti del genere

possano sfuggire all’attenzione della squadra arbitrale, lasciando nel recinto di gioco persone che si lasciano andare a gesti osceni. Peraltro sarebbe da aprire anche una parentesi sulla UEFA che ha punito con ventimila euro il gesto di Simeone: se lo ha ritenuto punibile significa che non ha creduto alla versione “abbiamo due p…e così!” e se non ha creduto a questa versione la multarella appare senza alcun senso. Ma è altro argomento.

La pecca della novità è molto evidente: in panchina non c’è solo l’allenatore. Per i calciatori non c’è alcun problema: già oggi possono essere ammoniti od espulsi con il cartellino.
Ma che dire di vice allenatore, massaggiatori, medici, dirigenti accompagnatori? Per quale motivo non usare il cartellino anche nei loro confronti?
Il rischio?
Il rischio è che gli allenatori possano “mandare” i dirigenti a protestare per evitare sanzioni personali, sacrificando all’allontanamento qualcuno per poter portare la protesta agli arbitri. Vedremo se mi sbaglio…

Edit: l’uso dei cartellini è previsto non solo per gli allenatori ma anche per gli altri componenti della panchina. Come sempre grazie a Max Dotto per la precisazione.

Sostituzioni

Novità importantissima.
Non cambia nulla sotto il profilo prettamente strutturale ma viene eliminato l’obbligo di procedere alla sostituzione a centrocampo.
Questa scelta non ha alcun aspetto negativo ma solo positività: consente di evitare le sostituzioni tattiche, cioè quelle pensate solo per perdere tempo e senza alcuna valenza tecnica (si pensi al cambio del calciatore che si trova più lontano dalla panchina). Finiranno le camminate in mezzo al campo, finiranno gli spintoni ai giocatori che si attardano ad uscire dal terreno di gioco, finiranno i rischi di scontri fisici tra calciatori. Ogni comportamento volto a perdere tempo verrà punito con un cartellino giallo per comportamento antisportivo: un giocatore sostituito e che si trova nei pressi della bandierina dovrà uscire in quella zona del campo; nel caso in cui dovesse attardarsi sul terreno di gioco, magari cominciando a passeggiare verso il centro del campo, verrà ammonito e costretto ad uscire velocemente dalla linea perimetrale più vicina.
Non una scelta di poco conto perché spesso i trenta secondi di recupero per le sostituzioni sono di molto sottostimate in relazione all’effettiva perdita di tempo tattica.

Rigori

Anche questa non è una novità da poco che, nello stesso tempo, semplifica il lavoro dell’arbitro ma complica maledettamente quello dei VAR.
Se da un lato viene autorizzato il portiere a compiere un passo in avanti (ciò che fan già tutti oggi, essendo quasi impossibile controllare che rimanga sulla linea di porta), dall’altro i VAR avranno l’ingrato compito di imporre la ripetizione del calcio di rigore (in caso di errore, ovviamente) se dovessero accorgersi che anche il secondo piede non si troverà sulla linea di porta.
E’ una novità che sarà accolta con favore dai portieri ma che, in realtà, li penalizza e non poco.
Infatti sarà quasi impossibile che un portiere possa riuscire a controllare a tal punto il proprio gesto da riuscire a rimanere con un piede sulla linea fino al momento in cui l’attaccante calcerà il pallone. Se fino ad oggi la ripetizione di un rigore parato è ipotesi rara quanto un quadrifoglio con cinque foglie, dal primo luglio ne vedremo parecchi.
La conseguenza, a mio parere, è che l’anno prossimo avremo molti più rigori ripetuti ed una percentuale di rigori realizzati più alta rispetto a quest’anno.
Che, in fondo, è esattamente la ratio per la quale si è deciso per questa novità, un maggior numero di reti realizzate.

Calcio di rinvio e pallone in gioco

Probabilmente la novità più importante, la più attesa in particolare dagli allenatori che, sulla base di questa interessante modifica, potranno ideare nuovi metodi di pressing alto.
Vediamo ormai regolarmente tutte le squadre rinunciare al rinvio “lungo” per impostare l’azione fin dalla propria zona difensiva. Il motivo è banale: allungare la squadra avversaria, saltare la linea del pressing degli attaccanti e trovare spazi da aggredire in mezzo al campo nella costruzione della fase offensiva.
Ciò aveva due riflessi positivi per la difesa:
– mantenere il possesso del pallone, molto meno certo in caso di contrasto aereo in mezzo al campo su rinvio “lungo”;
– ripetere il calcio di rinvio semplicemente toccando il pallone prima che uscisse dall’area di rigore nel caso di pericoloso pressing alto degli attaccanti avversari. Il tutto senza alcuna conseguenza né tecnica né disciplinare.
Due erano le ipotesi al vaglio:
– consentire l’ingresso in area di rigore degli attaccanti non appena il pallone venisse calciato dal portiere (o da altro giocatore);
– ammonire (per comportamento antisportivo) il difensore che, per evitare il pressing, avesse volontariamente toccato il pallone in area per ripetere il calcio di rinvio.
Si è scelta la prima strada perché, in tal modo, si evitano ammonizioni tecnicamente marginali e si concede agli attaccanti di non essere penalizzati nella propria azione offensiva.
In tal modo si eviteranno episodi fastidiosi come l’annullamento della rete di Giaccherini in Chievo-Fiorentina del 27 gennaio scorso per un piede di Pellissier sulla linea dell’area di rigore (qui l’approfondimento completo):

Con la novità decisa dall’IFAB non ci saranno più limiti all’ingresso in area se non il calcio al pallone da parte del giocatore incaricato del calcio di rinvio.
Sarà molto interessante vedere le conseguenze pratiche di questa nuova disciplina, considerando che sarà molto penalizzata l’azione della difesa e che gli attaccanti potranno attaccare l’area praticamente da subito. Da un lato ci sarà maggior spazio da pressare, dall’altro sarà alto il rischio conseguente alla perdita del pallone nella zona di porta.

Attaccanti in barriera

Novità che ha sorpreso perché non era atteso in intervento in questo ambito.
Detto ciò, è una sorpresa positiva.
Il concetto sul quale si è basata la scelta è probabilmente l’aver ritenuto il disturbo della barriera più come un comportamento antisportivo che come un espediente tattico per coprire la linea di visione del portiere ed aprire spazi nel “muro” difensivo.
Naturalmente non ci aspettiamo che l’arbitro misuri al centimetro il metro di distanza dalla barriera: così come i nove metri e quindici, anche questo metro verrà individuato a spanne e sarà presumibilmente indicato con una linea tracciata a terra.
Per una volta una norma che favorisce il portiere che, dal prossimo 1 luglio, potrà attendere il calcio del pallone senza doverlo “cercare” in mezzo alle gambe di compagni ed avversari.
Nel caso in cui gli attaccanti non dovessero rispettare la distanza verranno ammoniti per comportamento antisportivo.
Aspetto positivo: non dovremo più assistere agli scontri da wrestling in barriera, gli arbitri dovranno preoccuparsi di un avvenimento potenziale in meno (fallo sulla barriera).

Erroneo rinvio del portiere

Novità molto marginale.
Semplicemente, su un retropassaggio, il portiere potrà raccogliere il pallone con le mani nel caso in cui, in un primo momento, lo abbia mal rinviato.
Novella marginale perché, in realtà, non ricordo un episodio di questo genere.

Vantaggio su fallo da punire con un cartellino

Anche in questo caso pare una norma rivoluzionaria ma non cambia un granché. Molto complesso che, a seguito di un fallo da ammonizione, il gioco riprenda a “sorpresa”: gli arbitri sono ormai abituati ad intervenire estraendo nell’immediatezza il cartellino (giallo o rosso che sia), perciò è difficile ipotizzare che una squadra possa avere il tempo di sistemare il pallone nella posizione corretta e battere la punizione prima che l’arbitro interrompa il gioco per annotare il giocatore sanzionato.
In merito si possono ipotizzare scenari catastrofici ma, in realtà, si tratta di casistiche più “di scuola” che potenzialmente reali.

Falli di mano

Come anticipato più volte, la volontarietà diventa un elemento marginale nella qualificazione di un tocco di mano. Non sparisce, chiaramente, perché non si può pensare che un fallo di mano compiuto fermando volontariamente il pallone possa essere classificato in altro modo ma quel che interessa è che la volontarietà non sarà più l’elemento cardine della disciplina in merito.
Il problema più grave, sulla base del regolamento corrente, è che il fallo di mano, per essere tale, deve essere volontario ma, in realtà, i calci di rigore vengono assegnati più su base colposa che volontaria, tenendo in considerazione anche elementi ulteriori come posizione delle braccia, volume corporeo, conferenza col gesto atletico, postura ecc. Un caos con cui conviviamo da anni e che necessitava di un po’ di ordine.
In realtà quanto deciso dall’IFAB elimina il concetto di volontarietà spostandolo da elemento centrale ad elemento da valutare in specifiche condizioni, introducendo elementi oggettivi come la posizione delle braccia. Per esempio un braccio oltre la linea delle spalle sarà sempre considerato punibile anche se del tutto involontario. Allo stesso modo verrà punito un braccio lontano dal corpo e ciò a prescindere dalla distanza da cui giunge il pallone. In pratica pare che venga molto diminuita la valenza del cosiddetto “pallone inatteso” che, in molte circostanze, ha “salvato” i difensori in area di rigore.
Poco chiara anche la questione relativa al braccio in scivolata: pare (ma non ne ho ancora certezza) che verrà punito col calcio di rigore il giocatore che tocchi il pallone col braccio in appoggio al terreno e staccato dal corpo. Dovremo leggere il PDF definitivo in merito per avere certezze.
In generale mi pare che sul tocco di mano, invece di portare chiarezza, si rischi di creare ulteriore confusione.
Previsione?
Non cambierà praticamente nulla, semplicemente si creerà confusione su elementi parzialmente differenti da quelli attuali.

52 commenti
  1. Sascja
    Sascja dice:

    Aspetto tutte le direttive per esprimermi a riguardo però volevo commentare una notizia letta stasera sulla Gazzetta.
    Dall’anno prossimo ci sarà una sala VAR unica per tutta la serie A.
    Quanto pensi cambieranno le cose?
    Visto anche che gli arbitri alla VAR si parleranno, almeno lo immagino.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Non cambierà nulla di che: naturalmente ci saranno occasioni in cui si svolgeranno più gare in contemporanea (peraltro limitate alla domenica pomeriggio ed ai turni infrasettimanali) ma, soprattutto, gli arbitri saranno tranquillamente in una postazione che si trova nella loro “casa” (Coverciano, sede dei raduni arbitrali da decenni).
      Sulla sala unica, peraltro, sono stato buon profeta: lo scrissi nel luglio scorso (peraltro era un’evoluzione naturale, come lo sono altre innovazioni che arriveranno nei prossimi anni).
      Gli arbitri si parleranno? Può essere, ma saranno sempre due, un VAR ed un AVAR. Al limite potrebbe esserci un supervisore ma, nella sostanza, non cambierà quasi nulla.

  2. Eugenio Vezzosi
    Eugenio Vezzosi dice:

    1) Sbaglio o sulla novità relativa ai rigori viene meno il dogma che l’ultima parola sia sempre dell’arbitro? O anche in quei casi, ovvero quando all’assistente a video sembrerà che il portiere si sia mosso troppo presto dalla riga di porta, si procederà sempre a una on field review?

    2) Esiste una definizione di barriera? Se per barriera si intendessero semplicemente i difendenti mi sembra che la norma della distanza di un metro sarebbe molto pericolosa. Un attaccante in area, ad esempio, dovrebbe stare attento a non trovarsi mai troppo vicino a un qualsiasi difendente nel momento in cui la palla viene giocata.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      1 – dovrebbe essere così ma non ne ho certezza: dovremo attendere le specifiche dell’ifab (peraltro già pubblicate ma che dovranno essere tradotte);
      2 – no, la definizione di barriera non esiste nel regolamento (bravo!), c’è solo un riferimento a pagina 134. In ogni caso è abbastanza semplice distinguere tra barriera e semplici difendenti, non penso che ci saranno problemi di sorta in merito.

  3. Antonio Benedetto
    Antonio Benedetto dice:

    Quindi, se ho ben compreso, l’arbitro non potrà più contrastare ma potrà ancora fare gol. Giusto?

  4. Mario
    Mario dice:

    Buongiorno, sulla nuova regola del retropassaggio al portiere ricordo un episodio in un Parma-Juve 0-1 di qualche anno fa. Bonucci effettua retropassaggio a Buffon. Questi nel rinviare svirgola il pallone che si impenna sulla sua verticale di qualche metro. Attaccante del Parma va a pressare il portiere, che per evitare pasticci prende pallone con le mani, rinviando con entrambi i pugni. L’arbitro, se nn erro De Marco, fece continuare.
    All epoca valutai il tocco di mani punibile in quanto tutti i portieri potrebbero “far finta” di svirgolare per poi prendere il pallone con le mani. Preso cmq dal dubbio, scrissi email alla rivista L’arbitro ed effettivamente la risposta fu che l intervento di Buffon era da punire con calcio di punizione indiretto.
    Ricordo inoltre che su social network chiesi ad un AA di serie A se fosse punibile come intervento e mi disse di no.
    Oggi a distanza di circa 7 anni si é chiarito l enigma.
    Distinti saluti

  5. Lorenzo
    Lorenzo dice:

    Volevo sapere cosa ne pensi dell’interruzione del gioco nel caso di rigore fallito. Io lo trovo estremamente penalizzante per la squadra attaccante: adesso è possibile cavarsela solo con un giallo per dogso in area di rigore (e vengono interrotte occasioni anche più facili dei rigori), ma se il rigore viene sbagliato non si ha più la possibilità di ribattere.

      • Lorenzo
        Lorenzo dice:

        Fallo da dogso in area: possibile giallo e rigore. Il rigorista lo sbaglia e ora non può più effettuare la ribattuta in caso di parata. Non è una decisione che incoraggia i falli da dogso in area?

  6. Francesco
    Francesco dice:

    Buongiorno Sig. Marelli, grazie ancora per come tiene sempre aggiornato con grande impegno e competenza il suo blog molto utile a chi ama veramente questo sport anche in tutti i suoi aspetti regolamentari. Riguardo all’ AGM IFAB ero certo che il protocollo VAR non sarebbe stato neanche discusso perché sono solo 3 anni che il VAR è stato introdotto e molte competizioni neanche lo utilizzano ancora, come la Premier League inglese…e l’ IFAB, che ha forte connotazione britannica, secondo me guarderà soprattutto all’ utilizzo del VAR in Premier League a partire dalla prossima stagione, prima di apportare eventuali modifiche al protocollo VAR. Siccome in Inghilterra sono molto conservatori e non vedono di buon occhio la tecnologia nel calcio, prevedo un futuro difficile per Il VAR…Non mi aspetto quindi nessun ampliamento dell’ utilizzo del VAR nei prossimi anni…credo che il protocollo resterà tale col rischio di un eventuale ulteriore limitazione. Lei, a quanto vede, crede il contrario per il futuro del VAR? Spero abbia ragione dato che sono un grande sostenitore della tecnologia. Grazie.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sì, è una tesi sulla quale sono d’accordo.
      In ogni caso anche la Premier dovrà adeguarsi, soprattutto dopo l’introduzione della tecnologia in Champions’ (e, dalla prossima stagione, è facile pensare ad un’introduzione anche in Europa League, magari dalla fase ad eliminazione diretta. E non escludo che venga introdotta già quest’anno per semifinali e finale).
      Secondo me il protocollo verrà modificato e la tecnologia implementata nel volgere di poche stagioni, una volta presa confidenza con lo strumento in tutte le competizioni.

  7. maurizio
    maurizio dice:

    Tranquilli… non troverete queste spiegazioni in nessun altro sito ed in nessuna trasmissione. Anzi, prepariamoci… dalla prossima stagione “è il nuovo regolamento”, “a partire da quest’anno”, “sono le novità regolamentari” saranno le frasi più utilizzate per alimentare, creare ed enfatizzare polemiche.
    Sono pessimista? si. sicuramente, Però mi piacerebbe veramente che alle tv ci fossero moviole ‘serie’ visionate da due ex-arbitri ‘seri’ (non dico bravi, mi basta seri) che non si lascino prendere la mano dalle teorie complottistiche e che, come fa il nostro buon Marelli, forniscano elementi per dare un giudizio, che forniscano una interpretazione che permetta di arrivare ad un giudizio. Giudizio che, come abbiamo ormai imparato leggendo queste pagine, spesso è difficile, addirittura, a volte, guardando la stessa azione e per le stesse motivazioni, riusciamo a dire che il rigore poteva essere dato o no… Sono stufo di giudici infallibili…..

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sul primo episodio, secondo me, è impossibile avere certezze che Fazio tocchi il pallone col braccio o con il fianco. Anche con le nuove norme sarebbe un caso da mal di testa.
      Sul rigore di Messi dovrei andare a cercare le regole vigenti in quella stagione: ad oggi la rete non sarebbe valida dato che il calciatore si ferma proprio nel momento del tiro.
      Nessuna regola violata, ci mancherebbe.
      Ciao.

      • Ricky
        Ricky dice:

        a proposito di rincorse sui rigori…
        Quest’ultimo rigore di De Rossi contro il Porto era buono?
        Perché De Rossi fa una sorta di mezza finta durante la rincorsa (tant’è che Casillas accenna a una protesta).
        Era buono Luca?

  8. Pasquale
    Pasquale dice:

    Bellissimo articolo. Mi lascia qualche perplessità come conciliare la nuova regola della battuta rapida e successivo provvedimento con la review var. È fatta sempre salva la possibilità di rivedere l’azione precedente? E se un fallo valutato ammonizione fosse ritenuto da rosso, si potrebbero rivedere anche eventuali infrazioni precedenti (es palla fuori) e magari cancellare anche le due fasi successive?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Bella domanda.
      La risposta non è banale e, francamente, non mi avventuro in ipotesi prima di vedere quel che verrà deciso in merito, soprattutto sul piano pratico.
      In linea di massima la risposta alla tua domanda è positiva, perciò sarà possibile revocare quanto accaduto successivamente ad un’infrazione da review.

  9. Luca
    Luca dice:

    Sei credo il primo ex arbitro di Serie A ad aver aperto un blog dove parli di decisioni arbitrali secondo il regolamento e questo fa solo tanto onore alla persona più che all’ ex arbitro. .

    Per quanto riguarda le nuove regole dal 1 Luglio hai già detto tutto e non ho molto da aggiungere o chiedere. .

    Avevo una curiosità sul calcio di rigore, il regolamento dice che se un calciatore prima del tiro effettua una finta per vedere il portiere da che lato va e poi calcia dovrebbe essere ammonito e il rigore va ripetuto oppure subentra un calcio di punizione per il portiere? Scusa la curiosità ma ho visto un rigore di Messi in Milan-Barcellona dove l’arbitro ammonisce Messi ma lo fa ripetere. .

    Siccome sono nuovo e non so se te l’hanno già chiesto e quindi mi scuso in anticipo, ma le trattenute o spinte se l’arbitro le vede non ci può mai essere un ofr? Cioè per capirci quello di Cancelo in Lazio-Juve Guida vide oppure no ed arrivò un ottimo suggerimento da qualcuno?

    Mentre in Roma-Genoa Di Bello vide la spinte Florenzi-Pandev e la var non può mai consigliare un ofr?

    Come sempre grazie Luca.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Prima di tutto ti ringrazio per l’apprezzamento: sono commenti di questo genere che mi convincono di essere sulla strada giusta per evitare che tutta la discussione si incentri solo su falsi miti, mancanza di conoscenza e terminologie inventate.
      Partiamo dalla fine.
      Il VAR può intervenire nel caso in cui l’arbitro non abbia visto nulla o mal percepito quanto accaduto. Il metodo utilizzato è il più logico: il VAR chiede previamente all’arbitro cosa abbia visto per poi decidere se consigliare una “on field review”.
      Sul contatto Cancelo/Lulic la segnalazione del rigore arrivò dall’assistente Carbone (ed è questo il motivo per cui il fischio di Guida arrivò in leggero ritardo). Sul contatto Pandev/Florenzi si trattò semplicemente (e purtroppo) di un palese errore di Di Bello e del VAR.
      Sui rigori le norme sono cambiate più volte negli anni. Sinceramente non ricordo minimamente l’episodio di Messi contro il Milan. Ad oggi è consentito effettuare una finta, l’importante è che il giocatore incaricato non si fermi completamente nel momento immediatamente precedente al tiro. Per esempio la corsa rallentata di De Rossi ad Oporto prima di calciare è consentita.

      Grazie a te.

      • Pasquale
        Pasquale dice:

        La finta irregolare “alla Messi” è attualmente punita con ammonizione e calcio di punizione per la difesa a prescindere dall’esito
        Del rigore. Nell’occasione che ricordi vigeva ancora la ripetizione del tiro in caso di gol

  10. Riccardo
    Riccardo dice:

    Interessante la novità sul calcio di rinvio. Una precisazione su un aspetto, non direttamente esplicitato ma che mi pare sottinteso: è chiaro che dal tocco del portiere è data la possibilità ai giocatori di entrare liberamente in area, suppongo non solo come fase di passaggio (esempio del giocatore del chievo) ma per giocare il pallone attivamente. Ovvero non è più necessario attendere, ne per il difensore ne per l’attaccante, che il pallone sia uscito dall’area di rigore perchè il gioco sia ripreso. Corretto?

      • Alessio
        Alessio dice:

        Penso che la conseguenza di questa regola sarà quella di vedere molti più rinvii lunghi e meno gioco con palla a terra… io avrei lasciato la regola così com’era inserendo solo l’ammonizione per il difensore che avesse toccato la palla prima dell’uscita dall’area

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Può essere.
          Dico solo che, da informazioni assunte da addetti ai lavori, questa innovazione era molto attesa soprattutto dagli allenatori.
          Vedremo le conseguenze.

  11. Alessandro F.
    Alessandro F. dice:

    Insomma il famoso gol di Fazio contro il Cagliari da luglio sarà sempre irregolare, giusto? (https://www.youtube.com/watch?v=oZ1iifW97SM) Sebbene lei disse che non sapeva se l’avesse toccata di mano (https://www.lucamarelli.it/anticipi-17esima-giornata-tanta-var-cio-preoccupa-non-si-conoscano-le-basi-del-regolamento/)

    Il discorso quindi è: esistono ulteriori discriminazioni su questi nuovi casi? Cioè è sempre fallo e stop, oppure l’arbitro dovrà valutare anche se esiste una consequenzialità tra tocco/rimbalzo sulla mano e gol? Cioè se uno stoppa di braccio involontariamente, anche se fa 1-3-5-10 tocchi è sempre fallo o dopo un certo numero di tocchi e controlli la mano diventa “involontaria”?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Continuo a non sapere e non capire come l’abbia toccata.
      Peraltro, in mancanza di certezze, quella rete sarebbe stata convalidata perché il tocco di mano è visibile chiaramente solo a chi vuole vederlo.
      Nell’immediatezza significa subito, immediatamente, nel breve volgere di qualche secondo. Chiaro che questo concetto non vale nel caso in cui l’azione venga sviluppata con più passaggi successivi.

      • Sergio
        Sergio dice:

        https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/seriea/serie-a-la-moviola-della-17%C2%AA-giornata_1187473-201702a.shtml. Dall’immagine relativa il tocco con il baracciodi Fazio appare evedente e con il braccio non proprio aderente. Ma ilpunto non è questo: “A nulla vale che un EVENTUALE tocco di mano propizi la rete; ciò che deve essere valutato è sempre e comumque la volontarità del gesto”. Frase che avremmo potuto inserire le massimario di una corte sportiva. Confermata da Rizzoli poco dopo un mese, allorquando a seguito delle polemiche suitocchi braccio di Bernardeschi in Cagliari Juventus e di Mertens in Crotone Napoli, in un trasmissionedi Sky, mi pare, portò questi due ultimi episodi come esempi di tocchi punibili, e quello di Fazio come esempio di tocco punibile. Da TIFOSO del Cagliari sono contento di spaere che non avevo torto. E’ la prima volta che scrivo del Cagliari. Saluti

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Non ho intenzione di tornare su un episodio di mesi fa, ognuno è libero di tenersi la propria opinione in merito.
          Non ricordo quel che disse Rizzoli in merito, mi limito a prenderne atto.

  12. Giuseppe
    Giuseppe dice:

    Donnarumma in un derby prese il pallone con le mani dopo aver svirgolato il rinvio. L’arbitro non assegno’ punizione

  13. Jeremias
    Jeremias dice:

    Luca questi cambiamenti si applicheranno in tutto il mondo (sud america, asia, australia)?
    E in tutte le categorie (dalla terza categoria alla serie A)?

    Che autonomia hanno le singole nazioni di modificarsi le regole dei propri campionati?

    Grazie saluti,

    Jeremias

  14. Livio
    Livio dice:

    Luca Marelli, credo che il protocollo Var sia giusto così. La dizione “chiaro ed evidente errore” non è casuale. Dopo l’anno di sperimentazione, si è deciso mettere un punto fermo alla marea di interpretazioni da bar/moviola in campo. Che significa “chiaro ed evidente errore”? Significa errore al 100%. Mi è sembrato di capire che in Champions, quando l’arbitro viene richiamato, al 100% viene corretta la decisione.
    Questo protocollo è necessario per un ovvio motivo: il calcio è interpretazione e l’arbitro interpreta la dinamica del gioco. L’arbitro decide. Punto
    In Italia abbiamo trasformato il Var nella moviola in campo, per cui una volta decide l’arbitro, un’altra volta il Var. Questa cosa serve solo a mettere in croce l’arbitro, a togliergli sicurezza e a umiliarlo, Abisso esempio clamoroso. L’arbitro non è più libero di decidere (soprattutto sul falli di mano, che ormai nella pratica hanno superato da anni, e in maniera grottesca, la “volontarietà” espressa dal regolamento). Abbiamo visto dare tutto e il contrario di tutto, perché non dovrebbe decidere l’arbitro che è a 10 metri dall’azione? Diverso è se non ha visto, era girato o impallato.
    Complimenti per il blog

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      No, non è così: anche al Mondiale abbiamo visto review senza modifica della decisione assunta in campo.
      In realtà si è semplicemente deciso di posticipare eventuali modifiche a dopo il primo anno di utilizzo in campo internazionale per capire quali necessarie e quali superflue.
      Scelta che, peraltro, apprezzo: meglio capire fino in fondo aspetti positivi e negativi senza modifiche a caso o a spanne.

      • Livio
        Livio dice:

        Ho visto poche partite del mondiale, dove peraltro ci sono arbitri (spesso impreparati) provenienti da tutto il mondo.
        La Champions mi sembra il giusto contesto per stabilire il campo di applicazione del “chiaro ed evidente errore”, cioè errore al 100%. Rosetti ha detto che il fallo di Florenzi su Fernando è “chiaro ed evidente”, quello di Marega su Schick invece no (infatti non si vede uno sgambetto chiaro ed evidente). L’applicazione del protocollo è corretta.

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Non penserai veramente che la UEFA potesse scrivere “sì, Marciniak ha sbagliato a non consigliare la review”, vero?
          Non mi aspettavo nulla di differente: appena c’è un appiglio, è ovvio che si sostenga la decisione assunta. Infatti era proprio questo il limite che era facile prevedere per una buona iniziativa ma che si presta a strumentalizzazioni autoreferenziali.

          • Livio
            Livio dice:

            Non concordo. Direi che Marciniack, semplicemente, non ha ravvisato una chiara evidenza di fallo, rispetto alla decisione di Cakir.
            Dunque prendiamo atto che in Champions l’applicazione del protocollo è categorica ed inderogabile, a differenza della consuetudine italiana, che imbarazza gli arbitri…
            Se ne deduce che in Champions, le “on field review” in futuro si risolveranno tutte nella modifica della iniziale decisione assunta dall’arbitro. Mi pare che finora così è stato, ma aspetto di essere smentito. Ancora complimenti per il blog

          • Luca Marelli
            Luca Marelli dice:

            Campione troppo ridotto per potersi sbilanciare in affermazioni così nette: 12 partite equivalgono ad una giornata e poco più di campionato.

  15. Dario
    Dario dice:

    Buon pomeriggio luca, vorrei sapere:cosa accade qualora una squadra batta velocemente un calcio di punizione e il giocatore che doveva essere ammonito o addirittura espulso segni un gol o salvi un gol sulla linea di porta?mi spiego Meglio, nel caso in cui segni un gol , lo stesso viene annullato ,con ripresa del gioco con un calcio di punizione indiretto? Nel caso in cui ,invece,lo stesso giocatore salvi un gol , invece, cosa accade? Grazie per le risposte

      • Alberto Fantoni
        Alberto Fantoni dice:

        A questo proposito avrei una domanda che non riguarda direttamente queste ultime novità ma una regola che ha a che fare comunque col calcio di punizione battuto velocemente: prima dei mondiali del 2006 (vado a memoria, potrei sbagliare la data) fu introdotta una maggior severità, e relativo giallo immediato, per chi si metteva davanti alla palla per non permettere, o comunque disturbare, la ripresa del gioco con una punizione battuta velocemente. Poi tale severità fu tolta o comunque annacquata, non ho mai ben capito se ci fu una chiara marcia indietro a riguardo o se gradualmente questo atteggiamento ostruzionistico tornò gradualmente ad essere accettato come prima della novità.
        p.s.: complimenti per le spiegazioni, sempre chiarissime!

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Quella norma ebbe risultati quasi paradossali, con una serie infinita di ammonizioni per infrazioni di modesta entità. Ad oggi la norma è stata resa più interpretativa, nel senso che è statuito che vada lasciato lo spazio necessario per battere la punizione e non l’obbligo di portarsi a distanza. Naturalmente vige ancora l’ipotesi di ammonizione in caso di reiterato comportamento ostruzionistico e la sanzione viene qualificata come comportamento antisportivo.

  16. Luca
    Luca dice:

    Una domanda ma se dopo il tocco dell arbitro il pallone rimane alla squadra che era in possesso si continua o si riparte da una palla rimessa in gioco dall arbitro

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