La sospensione di Abisso, il silenzio di Nicchi (per fortuna…), le veline AIA e la comunicazione da medioevo

Come prevedibile ieri si è discusso quasi esclusivamente della gara di Firenze e del rigore assegnato al 95esimo, decisione costata due punti all’Inter (inutile girarci attorno).

Anche in questo caso il copione si è ripetuto: tutti censori, tutti esperti, alcuni si sono inventati fini psicologi dalla sera alla mattina, giusto il tempo di qualche ora di sonno. Il giustizialismo ha spadroneggiato, nel tipico, deprimente solco tracciato dalla comunicazione social di questi anni: una gara a chi la spara più grossa, a chi racconta la balla più verosimile, a chi conosce tutto senza conoscere un accidente.

In questo approfondimento non leggerete dietrologie.
Non troverete spunti psicologici.
Verranno evitate altre pallose riflessioni sull’episodio (tanto han già esaurito l’argomento i fenomeni del “SoTuttoMi”).

Cercheremo di capire quel che sta accadendo nell’AIA e non in riferimento ad Abisso ma in generale, su temi che sono finanche più importanti di un singolo campionato.

Nicchi

Non sorprenda il silenzio di Nicchi, non era nemmeno quotato che, all’indomani della gara del Franchi, sarebbe sparito da televisioni, radio e giornali.
Lui si presta ad ogni microfono che gli venga piazzato sotto il mento nei momenti utili all’autocelebrazione, sparisce quando gli arbitri ne hanno bisogno.
Ed è certamente meglio così: se le dichiarazioni sono queste, è decisamente meglio che taccia:

Nicchi non è mai stato un abile comunicatore, è riuscito ad apparire tale solo agli adepti che lo circondano con la speranza di continuare a ritagliarsi una fettina di potere, per poter entrare nelle sezioni come “ospite d’onore” davanti a ragazzini che vengono intortati da persone che ripetono le stesse banalità da dieci anni.
In realtà la comunicazione di Nicchi è da sempre incentrata sull’autoreferenzialità: non sono accettate critiche, non è accettato il contraddittorio (celeberrima la frase pronunciata ad una riunione: “chi è d’accordo bene, chi non è d’accordo quella è la porta”, a dimostrazione della cultura democratica del presidente…), chi osa chiedere il rispetto personale e dei suoi diritti viene buttato fuori (e ne sono una rappresentazione vivente). Sorvolo sulla qualità lessicale di Nicchi perché non è la sede e, soprattutto, perché non tutti possono essere dotati della capacità di parlare scorrevolmente e con un vocabolario ampio.
Purtroppo questo metodo funziona, bisogna prenderne atto: molti organi di informazione non si azzardano nemmeno a criticare la fallimentare gestione di Nicchi, per paura di perdere la possibilità di avere rapporti diretti con l’AIA. Non che servano a molto, peraltro: l’ultima novità in ambito arbitrale risale a Tedeschi che, nel periodo immediatamente post Calciopoli, inserì la pubblicità delle valutazioni arbitrali.
Innovazione che poi venne abolita dalla pluripremiata coppia Gussoni/Collina.

Le informazioni ricevute dall’Associaz… ah no, dai quotidiani!

Nicchi non parla, Rizzoli non parla (probabilmente lo farebbe anche volentieri ma qualcuno preferisce non far apparire chi si esprime bene in italiano) ma tutti sanno che Abisso verrà sospeso per almeno tre turni.

Ora, non che sia un mistero il fatto che Abisso sarebbe andato incontro ad uno stop temporaneo ma per quale motivo bisogna continuare ad avere conoscenza di queste notizie da un giornale?
Nell’era della comunicazione globale, siamo ancora alle veline di inizio secolo scorso? Ma non sarebbe meglio apparire degnamente per quel che siamo (o forse eravamo)?
Noi siamo arbitri, siamo sempre al passo coi tempi e siamo perfettamente in grado di parlare, comunicare, spiegare. Ma è mai possibile che debba leggere la sanzione nei confronti dell’arbitro il martedì mattina dalla Gazzetta dello Sport?
Ora, tutto il rispetto per la Gazzetta dello Sport e per aver avuto notizie così precise ma è concepibile che l’AIA non abbia una struttura tale da potersi esprimere perlomeno attraverso un comunicato stampa?
Sembra una questione marginale ma non lo è per niente: se un giornale di questa importanza scrive affermazioni del genere, è chiaro che ne ha avuto notizie da qualcuno.
Dall’interno…
Non pensiamo che i quotidiani inventino notizie dal nulla: può capitare nel calciomercato ma non in questi particolari ambiti. Chi pensa che tutte le notizie dei quotidiani siano invenzioni, appartiene a quella sottocategoria di semiincapaci di intendere e volere che va dietro alle teorie strampalate di certi pseudopolitici con un recente passato da cazzeggianti universitari o pseudointellettualoidi che vanno in giro a zonzo per sei mesi.
E’ evidente che la Gazzetta parta da una base solida perché sarebbe impossibile anche solo pensare che abbiano immaginato un colloquio tra Rizzoli ed Abisso (che c’è sicuramente stato): bisognerebbe essere veramente stupidi per ritenere inventata la circostanza.
Ma c’è proprio bisogno di agire ancora in questo modo?
Nel futuro, cioè nel periodo che arriverà dopo l’oscurantismo nicchiano, l’AIA dovrà cominciare a pensare come un’associazione del ventunesimo secolo, non più legata a schemi che andavano bene negli anni ’80, quando Nicchi (a fine gara) chiamava il proprio designatore con un telefono a gettoni dalla prima area di servizio disponibile. I tempi sono un po’ cambiati, caro presidente: tutti i grandi personaggi hanno profili ufficiali coi quali comunicano con l’esterno, possibile che un’associazione di 30000 persone debba ancora affidarsi a notiziole inoltrate in via semiriservata?
Nel frattempo gioite, gente: è arrivata al domicilio la copia del nuovo numero della rivista ufficiale, quella rivista che fa apparire la Pravda come un quotidiano equilibrato. Nel numero in distribuzione viene proposto l’arbitro X che dice “va tutto bene, sono felice, l’AIA è una grande famiglia, siamo tutti belli e generosi“, il dirigente Y che dice “va tutto bene, sono felice, l’AIA è una grande famiglia, siamo tutti belli e generosi“, il giornalista esterno (casualmente sempre gli stessi a rotazione) che dice “va tutto bene, sono tutti felici, l’AIA è una grande famiglia, sono tutti belli e generosi“. A chiudere in bellezza il designatore Z che dice “va tutto bene, sono felice, l’AIA è una grande famiglia, siamo tutti belli e generosi“.
Insomma: alberi sacrificati inutilmente che servono solo a Nicchi, per mostrare quello che l’AIA non è.

Il problema tecnico

Inutile continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto: la qualità degli arbitri italiani è calata, e non di poco, negli ultimi sette/otto anni.

Sette/otto anni fa gli arbitri di punta erano Rocchi, Orsato, Mazzoleni, Banti.
Oggi gli arbitri di punta sono Rocchi, Orsato, Mazzoleni, Banti.
Ci sarà un problema o continuiamo ad affermare che “va tutto bene, siamo felici e bla bla bla”?
Ci sarà un problema se, in sette/otto anni, siamo fermi agli stessi identici nomi del decennio scorso?

Lo dico da anni: la divisione della CAN A/B è stata un’autentica sciagura sulle cui motivazioni reali ancora non sappiamo nulla. Di certo c’è che gli organici sono stati talmente gonfiati che oggi, in Serie B, gli arbitri vengono designati una volta ogni tre turni: 9 partite per 27 arbitri. Ma che se ne fanno di 18 arbitri fermi ogni settimana?
Immaginatelo.

Intanto gli arbitri a fine carriera continuano a non trovare una collocazione decente, l’AIA perde Tagliavento che, giustamente, ha scelto un lavoro a tempo pieno fuori dall’associazione ma che avrebbe potuto (e dovuto) essere una risorsa straordinaria per i giovani.
Come?
Facile: Nicchi avrebbe potuto istituire una commissione di osservatori nazionali, liberi di seguire gli arbitri dalla Serie A fino agli Scambi, magari tagliando spese inutili per feste in mezza Italia, visite che non servono ad un accidente, riunioni tecniche di quel mastodonte senza senso del Settore Tecnico che produce un centesimo del materiale che produce il gruppo social sul Regolamento che mi onoro di aver fondato qualche anno fa.
Oppure avrebbe potuto iniziare ad istituire un gruppo di addetti al VAR, da affiancare all’inizio agli arbitri per giungere infine ad un gruppo affiatato che si occupasse solo delle immagini senza scendere in campo.
Nulla di tutto ciò, si rimane immobili nel vedere arbitri che se ne vanno se non ottengono uno dei (pochi) posti remunerati all’interno dell’associazione.

P.S.: in tutto ciò vi svelo un segreto.
Ho chiesto a Nicchi di rientrare nell’AIA in passato.
Due volte, in un caso con lettera raccomandata, la successiva con PEC (nel 2015).
Sto ancora aspettando una risposta…

La sospensione di Abisso

Sospendere l’arbitro di Fiorentina-Inter non era una scelta ma un dovere.
Un dovere non nei confronti della società ma di Abisso stesso che non può non aver accusato il peso delle critiche ricevute in questi due giorni.
Sono sempre stato contrario alle sospensioni perché, a mio parere, sono fucilate alla fiducia che è poi difficile ritrovare in breve tempo.
Però ci sono casi come questo per i quali una sospensione non solo si rende necessaria ma risulta fondamentale per tutelare un arbitro giovane che ha buttato a mare una prestazione ben più che dignitosa per una scelta oggettivamente incredibile. E sulla quale dovrà riflettere per comprendere quale sia stato il motivo che lo abbia spinto a rimanere sulla sua decisione iniziale.
Certo, sarebbe da evitare di andare in giro per sezioni (come accaduto ieri sera) e sostenere che assegnare il calcio di rigore sia stato corretto: dato che i giovani ascoltano, forse sarebbe meglio far comprendere il motivo dell’errore, non affermare che confermare il fallo di mano sia stata scelta comprensibile.
Prendere per il culo gli associati non mi pare una decisione propriamente intelligente…

Come qualcuno saprà, ieri, durante la trasmissione di Radio24 TuttiConvocati, ho ipotizzato il rientro in campo di Abisso dopo la pausa della Nazionale (in programma tra il 18 ed il 30 marzo). Oggi la Gazzetta dello Sport ha riportato uno stop di tre turni che, casualmente, termineranno in coincidenza della pausa nazionale.

Non so il motivo che abbia portato Abisso a confermare una scelta palesemente sbagliata: non ho alcuna intenzione di inventarmi psicologo o psichiatra, non ne ho la preparazione.
Di certo so che un bravo designatore, in questo caso, deve prima di tutto confrontarsi con l’arbitro, capire l’errore (perché anche il designatore, chiunque egli sia, ha commesso errori in carriera) e soprattutto convincere il suo amministrato di prendere atto di quanto accaduto, assorbirne le conseguenze e far diventare l’episodio un tassello di crescita, non una sconfitta personale.

Abisso non deve più arbitrare?
Una sciocchezza che solo una persona con un livello di stupidità medio/alta può pensare.
Abisso è un essere umano piuttosto giovane (beato lui!), è al secondo anno di Serie A, ha trovato il primo vero big match della sua carriera, ha commesso un errore molto grave.
Ma se dovessimo pensare che ogni arbitro autore di un errore grave debba essere allontanato, allora dovremo a breve mettere un fischietto in mano a Nicchi per coprire le gare.
Oh, lui lo farebbe, perciò evitiamo…

Nicchi e gli arbitri

Lo dico chiaro e tondo, tanto per non essere frainteso: a Nicchi, degli arbitri, frega poco o niente. Prima ce lo mettiamo in testa, prima supereremo questa angosciante transizione tra il prima ed il dopo Nicchi.
Prendiamo ad esempio l’ultima grande controversia interna all’AIA, il caso Gavillucci.
Ebbene, davanti ad una Corte Federale d’Appello che scrive a chiare lettere una decisione secondo la quale le norme di funzionamento non sono adeguatamente trasparenti, l’AIA cosa dovrebbe fare?
Un’associazione normale dovrebbe prendere atto, accogliere nuovamente nella categoria l’arbitro ingiustamente dismesso e modificare il prima possibile le norme.

Questa AIA, al contrario, che fa?
Decide di ricorrere al collegio di garanzia CONTRO un suo associato (perché Gavillucci è ancora un arbitro effettivo), contro una decisione della Corte Federale (cioè contro se stessa, dato che l’AIA è all’interno della FIGC) e con il chiaro scopo di vedere annullare la decisione della CFA.
A cosa porterebbe un’eventuale ribaltamento della decisione della CFA?
Semplice: l’AIA non dovrebbe più modificare le norme di funzionamento, non sarebbe necessario reintegrare Gavillucci, gli arbitri continuerebbero a non sapere nulla dei metodi di valutazione, sostanzialmente tutti i giovani metteranno la propria vita nelle mani di personaggi che potranno continuare a decidere anche solo sulla base della simpatia personale (e ne so qualcosina…).

Insomma, siamo al paradosso: l’AIA che ricorre contro se stessa per tutelare la propria autonomia di decidere senza graduatorie e senza parametri valutativi certi.
L’AIA, in sintesi, sta agendo per poter essere autorizzata a far quel che vuole con la vita delle persone.

E chi avrebbe il coraggio di mettersi in gioco in un’associazione strutturata in questo modo?
Un’associazione che reagisce a dieci anni di violenza con una farsa di pseudo sciopero con recupero delle gare in programma tre giorni dopo nel Lazio?
I giovani?
Macché.
Ed infatti succede questo: Nicchi sparò uno dei suoi tanti proclami, annunciando che avrebbe portato (come non si sa) il numero di associati all’AIA da 33mila a 40mila.
Oggi, se tutto continuerà a procedere come negli ultimi anni, l’AIA rischia di scendere sotto le 30mila unità.
Altro che aumento, il numero dei giovani continua a diminuire, senza considerare che una buona parte dei 30mila rimasti non scende in campo per età o per scelta.
Con una base che continua a ridursi, come possiamo pensare di far crescere giovani arbitri? E’ sempre più difficile e ne stiamo già vedendo gli effetti: con tutto il rispetto, augurando grandi fortune a ragazzi come Volpi e Massimi esordienti la scorsa domenica, siamo lontanissimi da un livello accettabile.

Se poi l’AIA rimane immobile di fronte alle polemiche, senza nemmeno abbozzare un tentativo di comunicazione, cosa può pensare un giovane che sta riflettendo sulla possibilità di indossare una divisa?
Sta pensando esattamente quel che state pensando voi: “ma chi me lo fa fare…”.

Giusto per la cronaca: i rimborsi sono di nuovo in ritardo di mesi, alcuni devono ricevere ancora quelli di novembre. Tanto per parlare di tutela degli arbitri della base…

46 commenti
  1. Matteo
    Matteo dice:

    Luca non può essere che tutta questa segretezza e riservatezza dell’AIA (riferito a decisione e analisi delle scelte sbagliate) sia dovuta ancora al fattaccio di Calciopoli?
    Mi da l’impressione che vogliano nascondersi dietro un dito per evitare che qualcuno, ad un affermazione onesta e sincera del tipo “Perché Abisso ha dato comunque rigore? Non se l’è sentita di prendere una decisione simile al 96°”, poi lanciasse contro al sistema nuove teorie di complotti e cose simili.

    Da interista non credo alla malafede di Abisso, fosse stato così poteva benissimo giudicare involontario il tocco di mano di Edmilson e giudicare normale contrasto di gioco quello fra Muriel e D’Ambrosio, ed è per questo che secondo me è proprio una cosa mentale (partita complicata, 2 cose che gli sono sfuggite che si sono rivelate decisive e l’ambiente che ad ogni suo fischio lo bombardava di insulti e fischi) che ha causato questo errore.

    Già secondo me far parlare gli arbitri nel post partita sarebbe utilissimo, potrebbero spiegare le loro ragioni e spegnere sul nascere qualsiasi dubbio o dietrologia e l’AIA dovrebbe rendere trasparenti (così come avviene per giocatori e allenatori) le sanzioni disciplinari con relative motivazioni.

    ad esempio l’anno scorso, dopo Inter-Juve, dire ufficialmente che Orsato non ha più arbitrato perché aveva la comunione del figlio e perché aveva già un impegno preso in Qatar l’ho trovata una scusa poco credibile e che sfida l’intelligenza di milioni di persone.

  2. Beniamino
    Beniamino dice:

    Una curiosità per un tuo parere. Perché in A c’è una prevalenza di arbitri laziali e piemontesi?
    Perché mancano gli arbitri lombardi?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Ci sono tanti fattori: scarsa preparazione di base, selezione sbagliata, ciclo arbitrale, mancanza di competenze nei designatori regionali.
      Peraltro, nei pochi mesi passati al CRA della Lombardia con Zaroli, feci notare la necessità di lavorare sulle qualità tecniche, col risultato che venni buttato fuori dallo stesso Zaroli. Non mi stupisce che nemmeno nelle categorie inferiori ci siano pochissimi prospetti della Lombardia.

      • Beniamino
        Beniamino dice:

        Grazie della risposta, molto precisa-
        Però fa nascere una domanda “cattiva”: Zaroli è oggi nel Consiglio direttivo scelto da Nicchi, quindi ??!!

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Quindi è nel posto giusto.
          Mai nascosto che Zaroli sia un eccellente dirigente amministrativo. Altro è saper insegnare arbitraggio che è una materia molto, molto complessa.
          Non lo inviterò mai a bere una birra: mi è indifferente come persona, non ho nulla contro il dirigente.

  3. Eugenio Vezzosi
    Eugenio Vezzosi dice:

    Solo io non capisco chi è il soggetto in questione? Chi è andato in giro per sezioni ecc. ecc.?

  4. Sergio
    Sergio dice:

    Buon giorno, sbaglio o il Tribunale Federale ha dato un’latro ceffone all’AIA, condannandola ad esibire e rilasciare copia di tutti i documenti richiesti da Gavillucci tiguardanti la stagione 2017/2018 entro dieci giorni dalla pubblicazione del comunicato (ieri)? le motivazioni sul ricorso di Gavillucci pubblicati il 1° febbraio avevano preannunciato che il diniego tacito sarebbe stato cassato. Come ragionano all’AIA?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Navigano a vista senza una strategia.
      Stanno pregando che il Collegio accolga il loro ricorso, altre soluzioni non ne hanno. Tipico di chi non ha mai affrontato i problemi ma solo vivacchiato evitando di porsi qualsiasi quesito.

  5. Fabrizio
    Fabrizio dice:

    Massima solidarietà ad Abisso che, purtroppo, è incappato in una giornata molto negativa. Capita. Anche se sono tifoso interista, e quindi mi sento un po’ defraudato di due punti, non mi sento di condannarlo e gli auguro di tornare in campo presto

  6. Giuseppe
    Giuseppe dice:

    Salve sig. Marelli,
    sono un arbitro del CSI, Centro Sportivo Italiano, e la seguo con costanza e la ammiro per come spiega i vari casi che quasi ogni giornata calcistica si propongono. Volevo chiederle perché se esiste la regola che il capitano, e solo lui, ad avere la facoltà di parlare con l’arbitro, questo non avviene mai? Anzi spesso si assiste ad una vera e propria aggressione verbale. Ritornando al caso, diciamo che l’AIA prima si libera di Nicchi e meglio sarà per tutti.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Bella domanda.
      In realtà non possiamo negare la realtà: la fascia di capitano ha una valenza molto limitata da decenni, oggi serve più come motivo di vanto personale che come autorizzazione a chiedere spiegazioni all’arbitro.
      So che la funzione del capitano dovrebbe essere differente ma è innegabile che sia la norma di regolamento più infranta in assoluto. E, oggettivamente, è difficile anche solo ipotizzare una disciplina diversa.

  7. Tommaso Stefanini
    Tommaso Stefanini dice:

    Salve Sig. Marelli:
    Sono un arbitro giovanile che è appena alla terza gara diretta. Cosa dovrebbe fare un come me di fronte a tutti i problemi che ha appena elencato? Indifferenza? Orgoglio di fare comunque parte dell’AIA?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Orgoglio, sempre.
      E sicurezza di affrontare una grande, grande avventura.
      Con la speranza che l’associazione possa fare passi in avanti, anche grazie all’impegno dei giovani.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Oh, questa è interessante 😀

      Sicuramente gli chiederei se non sarebbe il caso di intervenire pubblicamente e periodicamente per spiegare eventuali errori commessi, esprimendo il motivo per cui si è giunti ad una decisione sbagliata.
      E poi gli chiederei cosa ne pensa della necessità di riunire le due CAN.

  8. Luigi Salemme
    Luigi Salemme dice:

    Buongiorno Marelli. Ho dovuto rileggere l’articolo 2 volte ( come per i buoni libri) 1) A parer Suo, si dovrebbe prender esempio da altre Federazioni per far risorgere il settore arbitrale? 2) scusi il fuori tema. Sono curioso di leggere una Sua valutazione dell’arbitraggio di Gonella nel ’78 e se ha immaginato di arbitrare “quella” partita. Grazie, buona giornata

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      1 – Prendere ad esempio altre federazioni non è un reato, è anzi buona norma studiare altri sistemi per migliorare il proprio. E’ il concetto alla base dello studio di testi di qualunque tipo: leggere aiuta a migliorarsi.
      2 – Mai vista quella gara, avevo 6 anni. E non ho mai immaginato di dirigere la finale di un Mondiale, non ho mai pensato di essere all’altezza di gare di quel genere.

  9. Massimo
    Massimo dice:

    Buongiorno sig. Marelli.
    La seguo cn costanza e ammiro la sintesi priva di qualsiasi filtro. Volevo apportare il mio contributo relativamente ai nuovi arbitri, avendo un figlio quindicenne che é appena alla sua terza partita arbitrata. Io vedo tanto entusiasmo nei giovani ( lui e compagni di corso ), tanta abnegazione negli allenamenti, serietà, motivati a non saltare nessuna riunione tecnica, raduno…. Mi spiace leggere ( e in fondo sapere, dentro di me ), che le cose, una volta passati agli organi regionali, incominceranno probabilmente a cambiare. E il rammarico é proprio nel vedere e vivere quando posso, quest’ ambiente, sano per antonomasia. Nn ho la ricetta per modificare la AIA, ma sicuramente, una maggiore trasparenza nelle classifiche e circa i giudizi degli arbitri, contribuirebbe al venire meno del senso di frustrazione che molti ( io compreso, 30 anni fa ) hanno vissuto sulla propria pelle.
    Cordiali saluti
    Massimo Oliveri

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      La trasparenza è una battaglia fondamentale nel 2019, l’AIA è indietro di decenni.
      Ecco il motivo per cui la questione Gavillucci è fondamentale: se la decisione dovesse essere ribaltata, rimarremmo ancorati a principi chiaramente discutibili.

  10. FRANCESCO GRECO
    FRANCESCO GRECO dice:

    Caro Marelli, i suoi scritti sono di una chiarezza che anche un profano riesce a capire e chi, come me, ignaro delle disposizioni inerenti alle varie problematiche arbitrali e dei relativi regolamenti, riesce, anche con poca applicazione, ad incamerare tutto quanto lei dottamente esplica. Ebbene, lei parla di Nicchi? Di un arbitro, cioè, che a fine campionato 96/97 fu “pensionato per i troppi errori”, come riportò “Il Giornale” del 07.03.2009 a firma Marcello Di Dio!? Non c’è certo da meravigliarsi del suo comportamento, inusuale per un Presidente di un’Associazione, che dovrebbe difendere i suoi associati, ma che, in realtà, li distrugge con i suoi atti e con i suoi silenzi! Ah, dimenticavo: nell’eventualità che non fosse in possesso dell’articolo prefato quotidiano, sono disponibile ad inviarglielo. Sempre con immensa stima la saluto.

  11. riccardo
    riccardo dice:

    Tornerei alla parte tecnicà, pur condividendo il dispiacere di come è ridotta la categoria. 40anni fa era uguale, da giovani arbitri riscuotevamo ogni sei mesi ma, spesso,andavamo in scooter ad arbitrare e le spese erano più soportabili con la miscela a 100lire…. 😉
    Se Abisso avesse tenuto il punto e non fosse andato alVAR dicendo che aveva visto benissimo, l’errare sarebbe stato considerato della stessa gravità?
    Grazie della Sua risposta

  12. Francesco
    Francesco dice:

    Ciao Luca, non credi che per avvicinare i giovani al mestiere dell’arbitro e per permettere loro una serena crescita professionale occorrerebbe contrastare in modo più efficace gli episodi di insulti e violenze che si verificano soprattutto nelle categorie inferiori?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Evito di mettere alla berlina un povero cristo come te che, probabilmente, fa parte di quegli arbitri che non vogliono evolversi. Ho cancellato tutto il messaggio perché mi fai davvero un’infinita pena: se vuoi ti posso inviare il mio numero di telefono, così puoi chiamarmi e dirmi direttamente quello che hai scritto.
      Non lo farai perché, come detto poc’anzi, sei un povero cristo che non mi fa arrabbiare ma suscita tanta umana pena. Sei parte di quella larga fetta di persone che non ha il coraggio nemmeno di alzare una cornetta ma che si rifugia dietro ad un nickname per insultare gratuitamente una persona.
      Se avessi pubblicato il commento avrei dovuto procedere a querela ed esporti ad una figura da poveretto.
      Ma io sono migliore di te.

      Un abbraccione <3

  13. Andrea
    Andrea dice:

    Considerando che Rizzoli non è propriamente uno scemo e un incompetente (finale Mondiale 2014 e finale Champions 2013), il male sta tutto nella persona di Nicchi. Luca, lei chi vedrebbe bene al suo posto come capo dell’Associazione? L’analisi non fa una piega comunque, correttissima ed è la lampante dimostrazione che siamo fermi forse all’Età del Bronzo, non al Medioevo, pur avendo introdotto la VAR… complimenti per il lavoro che svolge sempre

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Non sono nell’associazione da anni, mi spiace vederla ridotta in questo modo ma non è compito mio individuare una persona: questo compito spetta a chi è ancora nell’associazione.
      E’ vero, non è stata una mia scelta consegnare la tessera ma, ciononostante, il cambio deve avvenire dall’interno, non certo da una persona che non ha alcuna rilevanza nell’associazione.
      Ognuno deve prendere atto di quel che rappresenta: non sono più associato e ne sono conscio.
      Le persone valide ci sono. Sapranno svegliarsi.

      • Simone Z.
        Simone Z. dice:

        Ciao Luca.Mi sembra che il problema sia proprio qui.
        Non faccio più parte dell’Aia, ma ho avuto la “fortuna” di partecipare,come delegato,alle ultime due Assemblee Elettive.Ho percepito 1)scarsissima voglia di cambiamento,
        2)difficoltà,da parte degli elettori,di opporsi allo strapotere nicchiano:d’altronde, i presidenti di sezione in quella sede sembrano dimenticare di essere arbitri e sperano che il non opporsi significhi favorire i propri consociati provinciali;
        3) nessuna personalità di spicco che voglia davvero concorrere alla Presidenza.

        A presto e un abbraccio.

  14. Nicola Adorino
    Nicola Adorino dice:

    Ricordo ancora quando ci la mobilitazione generale per Collina che aveva smesso per raggiunti limiti di età e ci fu una deroga per arbitrare un altro anno, poi si scoprì che lo sponsor di Collina era in conflitto di interessi non so come, allora Collina disse che il presidente era a conoscenza di tutto e che collina non avrebbe rinunciato al suo sponsor…. Nicchi? Nemmeno una parola, un presidente di una qualsiasi categoria l’unica cosa che dovrebbe fare e dimettersi.
    Il mondo arbitrale è a un livello di comunicazione medioevale.
    Saluti Luca sei un grande

  15. Roberto
    Roberto dice:

    Marcello Nicchi..smette di arbitrare nella stagione 1996 1997 per scelta tecnica dei suoi superiori,dopo gli errori commessi durante il campionato di serie A..Forse il problema al menisco aveva diminuito le sue capacità cognitive aggiungo io???Certo fa sorridere che a capo dell’Aia ci sia una persona che non sia stato eccelso come arbitro e qui si parla solo del punto di vista tecnico.Non parlo della persona perché non lo conosco ma certo non potrei definirlo simpatico…Ma CIÒ che colpisce di più è sapere che sono ormai dieci anni che riveste quella carica,in barba ai sindaci,ai parlamentari che ormai non possono superare il doppio mandato….quindi “cui prodest”?È questa la domanda che mi porrei Caro avvocato…
    Su Abisso devo aggiungere che umanamente mi dispiace per quello che è successo,non sono uno che dice al rogo al rogo ma è giusto che si riposi un po’ed ammetta l’errore anche spiegandolo perché no..e poi amici come prima..sempre col consenso di nicchi eh..😁😁

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Mi dissocio da giudizi personali, critico Nicchi solo sulla base di fatti, non su espressioni offensive.
      Abisso tornerà, sarà suo obiettivo quello di far tesoro dell’errore commesso.
      Mi dicono che sia una persona molto umile ed intelligente, perciò…

  16. Roberto
    Roberto dice:

    Analisi che condivido al 100%. L’unica cosa che stona è il riferimento politico, se la gente ha dato fiducia a quelle persone un motivo c’è, non è una “sottocategoria” di deficienti che si è fatta prendere in giro. Non è meglio lasciar fuori queste sciocchezze da un discorso serio e articolato come questo?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Mi spiace, Roberto, ma non sono diplomatico, non è nel mio essere.
      La strategia delle balle, dei proclami, dell’autocelebrazione è la stessa.
      I risultati li stiamo vedendo: il nulla.

      • Roberto
        Roberto dice:

        I risultati sono gli stessi di quelli che c’erano prima e prima ancora, semplicemente non è cambiato niente. Sentivamo balle prima (io studio economia e negli anni scorsi ho sentito raccontare un’infinità di balle) e continuiamo a sentirle adesso. A quanto pare in Italia chi ricopre un ruolo di potere non riesce mai a fare qualcosa di utile.

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          E’ una tua opinione e ne prendo atto.
          Può essere che ci raccontavano balle ma, perlomeno, non mettevano in atto riforme a debito che dovremo pagare per decenni…

  17. Matteo
    Matteo dice:

    “Certo, sarebbe da evitare di andare in giro per sezioni (come accaduto ieri sera) e sostenere che assegnare il calcio di rigore sia stato corretto: dato che i giovani ascoltano, forse sarebbe meglio far comprendere il motivo dell’errore, non affermare che confermare il fallo di mano sia stata scelta comprensibile.
    Prendere per il culo gli associati non mi pare una decisione propriamente intelligente…“ davvero è successo questo? Comunque ti sento molto arrabbiato sul tema, lasciamo stare mano o non mano. Ma ti tocca profondamente questa situazione, vero?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sì.
      Non sono arrabbiato, sono depresso: vedere la MIA associazione in questo stato è terribile.
      Ma, per fortuna, anche all’interno si stanno svegliando. Non tutti, purtroppo, ma le persone dotate di un cervello funzionante sì.

  18. Orlando
    Orlando dice:

    Analisi precisa e corretta. Come al solito in Italia la verità è sotto gli occhi ma è più semplice girare la testa.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Ecco, hai colto il punto: smettere di girare la testa e cominciare ad agire come persone dotate di cervello.
      E devono svegliarsi tutti, a cominciare dall’interno dell’AIA…

  19. angela
    angela dice:

    analisi incontrovertibile , che spiega il fallimento di un incapace permaloso circondato da quattro signorsi con atteggiamenti carbonari.

I commenti sono chiusi.