Hanno spento il VAR? Quasi, ma non per scelta degli arbitri…

Le polemiche di questi giorni sul VAR non mi sorprendono per nulla.
Chi segue con una certa costanza gli aggiornamenti di questo spazio, sa perfettamente che questo rischio lo evidenziai già due mesi fa, ben prima dell’inizio del campionato (lo trovate a questo link). Rischio che si palesò in tutta la sua potenziale carica fin dalla prima giornata del nuovo campionato di Serie A, iniziato con una pioggia di polemiche (qui).

Quanto sta accadendo non mi sorprende.
Viene sorpreso solo chi, con deprimente superficialità, non ha mai nemmeno riflettuto su quelle che avrebbero potuto essere le conseguenze di una piccola modifica che, in realtà, sta avendo effetti dirompenti.

Partiamo da una considerazione fondamentale.
Tante persone, anche considerate “esperte” del settore, hanno evidenziato che il Mondiale con il protocollo attuale (entrato in vigore il 1 giugno scorso, poco prima dell’inizio di Russia 2018) si sia svolto senza particolari problematiche.
Adesso scriverò un’affermazione che potrà sembrare paradossale ma appare tale solo a chi affronta il tema senza nemmeno soffermarsi a ragionare su elementi semplici: il Mondiale non può essere un banco di prova credibile per uno strumento come il VAR.

Ma come? Non è la manifestazione più importante del mondo, seconda solo alle Olimpiadi?
Senza dubbio ma è una manifestazione che dura 40 giorni, consta di sole 64 partite, metà delle quali (diciamocelo senza troppa retorica) totalmente inutili.
Oltre a ciò il VAR, nella fase decisiva, è stato utilizzato solo in due occasioni. E fate attenzione a quali casi:

1 – per revocare un calcio di rigore alla Svezia al 93esimo minuto della sfida con la Svizzera. Revoca dovuta ad un fallo commesso fuori area (perciò non un utilizzo valutativo del VAR ma solo geografico);

2 – per assegnare un calcio di rigore in finale alla Francia, per tocco di mano punibile.

Non mi soffermo sulla correttezza o meno della seconda decisione (se volete potete leggere il resoconto della finale), preferisco puntare su un fatto: impossibile giudicare un esperimento sulla base di una fase finale nella quale il VAR è rimasto inutilizzato.

E non è nemmeno un caso che, in Russia, il VAR nella fase ad eliminazione diretta sia stato utilizzato solo per una rilevazione geografica e per un tocco di mano.
Perché non è un caso? Perché in Italia, nel corso di queste prime 4 giornate, il VAR è intervenuto solo ed esclusivamente per tocchi di mano, di fatto modificando decisione errate basate su sviste degli arbitri centrali.

Ebbene, il Mondiale consta di 64 partite, lo stesso numero di gare che, in un campionato di Serie A, si svolge in meno di 6 giornate e mezzo.
E’ abbastanza chiaro che un campione di questo genere non può e non deve essere preso come punto di partenza per giudicare l’esito di una sperimentazione.

Cosa è successo, dunque?
E’ successo un fatto piuttosto banale ma che pare di difficile comprensione anche per il Presidente degli Arbitri Marcello Nicchi che, ieri, si è lasciato andare ad una affermazione che ha dell’incredibile (fonte: gazzetta.it):

Ora, con tutta l’umana comprensione per gli innumerevoli impegni del Presidente, tra cene sezionali e cittadinanze ordinarie, tra partite visionate come supervisore VAR e raduni regionali, tra cene e pranzi, pranzi e cene… Dicevo, anche comprendendo che questi gravosissimi impegni (…) non lascino al presidente il tempo di leggere nulla che non sia la rassegna stampa (meglio se incentrata su di lui), lascia allibiti il fatto che Nicchi possa aver veramente affermato che il protocollo non sia cambiato.
Tralascio, per umana carità, le altre affermazioni con le quali ha, di fatto, attaccato i suoi stessi arbitri, rilasciando dichiarazioni su un argomento che compete al designatore, non certo al Presidente (che, in teoria,  non dovrebbe avere alcun incarico tecnico). In un paese normale ed in una associazione civile, il giorno dopo dichiarazioni del genere il Presidente viene invitato dai suoi stessi vice a svuotare la scrivania ed a lasciare la sede entro la pausa pranzo. In un’associazione civile, però: ed un’associazione civile presuppone un’organizzazione democraticamente matura…

Torniamo alla dichiarazione sul protocollo.
Come ho scritto ieri, posso anche comprendere che a Nicchi possano sfuggire talune spigolature della lingua italiana e non pretendo certo che conosca perfettamente l’inglese.
Detto ciò, e giustificando tutto il giustificabile, come può il Presidente Nazionale degli Arbitri (non il segretario della bocciofila di Capracotta) affermare che il protocollo non sia stato modificato?

Tutta la struttura del protocollo VAR si basa sull’indicazione dei casi in cui la tecnologia possa essere utilizzata, e tale delimitazione verte sulla definizione di “chiaro ed evidente errore”.
Lo scorso anno il protocollo prevedeva la dizione di “chiaro errore” mentre quest’anno l’IFAB ha aggiunto un aggettivo (non una parola: un aggettivo…) modificando (sì, Marcello: modificando…) la dizione in “chiaro ed evidente errore”.

Perché questa scelta?
Ascoltando le dichiarazioni di Nicchi di ieri, probabilmente egli pensa che i signori dell’IFAB, per quanto siano legati a doppio filo ad idee un pelo medievali, abbiano optato per un cambiamento del genere solo per noia, per far qualcosa tra uno sbadiglio e l’altro, o magari sogghignando e pensando “eheheh, adesso ti facciano lo scherzetto, Marcellino!”.

L’aggiunta di un aggettivo alla definizione dell’ambito di applicazione del VAR non è affatto casuale.
Per quanto l’inglese sia una lingua profondamente differente dall’italiano, anche nel regno britannico sanno utilizzare la grammatica. Hanno una cucina terrificante ma la grammatica la conoscono.
La scelta è ricaduta su un rafforzativo, cioè sull’affiancare all’aggettivo “chiaro” un altro aggettivo quasi sinonimo del primo, tale da far comprendere che l’ambito di applicazione avrebbe potuto essere quello dei casi eclantanti e solo dei casi eclatanti.

Peraltro, per il nostro Presidente, non sarebbe stato necessario nemmeno provare a studiare un minimo del protocollo: gli sarebbe bastato ascoltare quel che disse Rizzoli il 4 giugno scorso, casualmente proprio 3 giorni dopo l’approvazione delle modifiche al protocollo in vista di Russia 2018 (fonte: ansa.it):

E’ sufficiente riflettere pochi secondi: per quale motivo riportare il VAR ai soli casi eclatanti dopo una stagione in cui la tecnologia ha funzionato perfettamente? Ovvio, perché l’IFAB aveva appena ristretto (e non di poco) i confini di utilizzo.

Gli arbitri hanno dunque spento il VAR?
No, affatto, si sono trovati a dover utilizzare lo strumento in modo diverso dall’anno scorso perché i signori dell’IFAB hanno deciso che l’esperimento italiano fosse  andato oltre i limiti che avevano immaginato.

Sarà un caso ed una coincidenza (rafforzativo…) che l’IFAB sia composta da 4 membri permanenti britannici, zona nella quale non sono mai stati introdotti gli addizionali e nemmeno il VAR.

Sarà un caso ed una coincidenza (sempre rafforzativo…) che il campionato più importante di quelle latitudini (la Premier, ovviamente) non abbia alcuna intenzione di dotarsene.

Sarà tutto un caso ed una coincidenza (rafforzativo ancora…) ma resta il fatto che il protocollo è stato modificato e Rizzoli (da uomo intelligente qual è) se ne sia accorto subito, tre giorni dopo l’approvazione dei cambiamenti autorizzati dall’IFAB.
Sono passati tre mesi e mezzo da allora, un po’ tantini per non accorgersi che il protocollo è stato modificato aggiungendo solo una congiunzione ed un aggettivo ma, sostanzialmente, rivoluzionandone l’utilizzo.

Sapete qual è il vero problema?
Il vero problema è che, con questo blog, posso provare a diffondere un minimo di cultura anche su questi aspetti marginali ma poi basta una trasmissione che ospita un ex arbitro il quale si lancia in un messaggio del genere (fonte: fcinter1908.it):

Evidente e chiaro che gli arbitri non vogliono abdicare alla loro decisione (…) Quando il pallone arriva da lontano, il tocco di mano è sempre fallo (…) La mia interpretazione è che Manganiello si è fidato di Rocchi arbitro mondiale che ha pensato ‘è sicuramente più bravo di me’

Quando ascolto e poi leggo certe affermazioni, mi cadono i calzini.
E’ del tutto inutile provare a creare un minimo di informazione su regolamento ed arbitri se poi un ex arbitro, che DOVREBBE avere a cuore regolamento ed ex colleghi, si lancia in affermazioni di tal fatto, facendo credere al pubblico che gli arbitri stiano agendo in questo modo per riappropriarsi della soggettività valutativa.

Beh, sappiate che questa è una delle più incredibili sciocchezze che possano essere sostenute.
Come posso dirlo?
Semplicissimo: Rizzoli, in occasione dell’ultima riunione IFAB (sì, quella dei membri permanenti britannici) ha proposto l’introduzione dei cosiddetti “challenge”, cioè le richieste di VAR concesse agli allenatori.
C’è qualcosa di meno soggettivo di una richiesta di VAR da parte di qualcuno esterno alla squadra arbitrale?

Evitiamo di sostenere colossali sciocchezze: gli arbitri non hanno alcun motivo per sbagliare volontariamente, purtroppo il protocollo così modificato (sì, Nicchi: modificato…) ha costretto ad una stretta sugli episodi.

Si potrà tornare indietro?
Non sarà facile ma, personalmente, credo che non sia solo doveroso ma soprattutto necessario
: è senza alcun senso che uno strumento con alcune problematiche (inutile negarlo) venga improvvisamente quasi spento per una decisione cervellotica di quattro “conservatori” britannici.

57 commenti
  1. vincenzo
    vincenzo dice:

    leggo che il suo blog non è per “polemiche inutili”… ma dalle sue parole su Nicchi traspare “chiaro ed evidente” (aggettivi a lei cari) un certo sarcasmo non solo polemico ma anche offensivo nei riguardi del Presidente che lascia intendere vecchia acredine. Perché non si limita ai fatti che pure bene tratta e lascia fuori questioni personali?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Perché è il mio blog e parlo di ciò che voglio, anche di quel che non va nell’AIA: chissà che non tragga spunto dalle critiche come ne traggo spunto io. Anche della Sua critica terrò conto sebbene mi risulti strano che qualcuno voglia difendere il presidente degli arbitri e senza spiegare un solo motivo per cui non si trova d’accordo con quel che ho scritto.
      O forse Lei lo conosce personalmente?
      Nulla di male ma sarebbe corretto scrivere perché, secondo Lei, dovrei evitare di rivolgere una critica ironica ma pur sempre rispettosa.

  2. Fabrizio
    Fabrizio dice:

    Caro Luca vorrei un Tuo parere sulla definizione di “Falli Onesti…..” utilizzata ieri dal telecronista durante la gara Sampdoria – Fiorentina, all’indirizzo di Fabio Maresca, arbitro secondo il mio modesto parere dotato di una grande sensibilità calcistica e di un atletismo fuori dal comune, Ti ringrazio anticipatamente per la risposta !

  3. riccardo
    riccardo dice:

    qual’è il motivo per cui continuano a far arbitrare un disastro come Byrch in Champions? Si dimostra spesso inadatto. E senza VAR è una tregenda per le squadre che dirige.
    Vale un Ovrebo dei tempi d’oro, solo è più magro

  4. Federico
    Federico dice:

    Luca, conosco la tua idea su Brych, è facilmente condivisibile. Non entro negli episodi perché penso che le immagini parlino da sole (non mi riferisco solo all’espulsione ma ad una lunga serie di decisioni incomprensibili), l’unica riflessione che ho fatto stasera vedendo la partita è che questo signore ha arbitrato in carriera una finale di Europa League e una di Champions League mentre un fuoriclasse come Rocchi corre il rischio di chiudere la carriera senza nemmeno una delle due…

  5. Alberto
    Alberto dice:

    Buonasera e complimenti, al solito meritati.
    Vorrei spendere un paio di parole sui challenge, che molti – lei incluso – auspicano. In particolare, mi auguro di non vederli mai e poi mai.
    Lo scenario, grossomodo, sarebbe questo: episodio, valutazione dell’arbitro (incluso il caso di mancata valutazione), valutazione dell’addetto var che conferma la scelta dell’arbitro.
    Dove e come si inserirebbe il challenge? Nella revisione di un episodio che ben 2 arbitri hanno valutato, uno dei quali con l’aiuto della tecnologia? Suvvia…
    E poi cosa accadrebbe se l’arbitro dovesse confermare la decisione originaria anche dopo la revisione delle immagini? Oppure cambiarla nel senso favorevole ad una delle squadre più importanti? Prendiamo l’episodio del tocco di mano del difensore del Parma. Possiamo escludere al 100% che l’arbitro avrebbe concesso il rigore? E nel caso dell’Atalanta, dove ho visto che anche lei, egregio Marelli, ha avuto qualche ripensamento?
    Per non parlare del corollario: già mi immagino alcune squadre – ma non tutte, perché non necessariamente tutte potrebbero permetterselo – che si attrezzerebbero con un addetto VAR personale, pronto a suggerire quando chiamare il challenge. Un incubo.

      • Alberto
        Alberto dice:

        Non sono un esperto di nfl, ma mi pare che si possa usare solo per decisioni che sono di natura oggettiva. Mi corregga se sbaglio, ma né il presunto fallo di mano del difensore del Parma né l’intervento di Gagliardini potrebbero essere oggetto di challenge.
        A quel punto cosa resterebbe? La palla dentro o fuori, e forse il fuorigioco?

        • LUCA MARELLI
          LUCA MARELLI dice:

          No, può essere usato per (quasi) tutto, tranne che per i falli personali: a titolo di esempio i challenge vengono usati (spesso) per touchdown in cui sia dubbi il possesso del pallone prima contatto a terra (non mi dilungo troppo perché ci vorrebbe un’ora buona per spiegare ogni piega regolamentare sul possesso dell’ovale).
          Chiaro che ci sono dei limiti e dei limiti devono esserci anche nel calcio ma rimango convinto che la strada che verrà seguita sarà questa.

      • Emanuele
        Emanuele dice:

        Potrebbe esserci una questione politica all’interno dell’ifab e uefa, visto che il training var e il principale campionato dove la var é stata rodata (con errori) lo scorso campionato sia l’Italia?
        Compresi i disegnatori degli arbitri sono italiani in uefa da tanto tempo..

        • LUCA MARELLI
          LUCA MARELLI dice:

          Il vero motivo non si conoscerà mai, sono solo ipotesi.
          Secondo me attenderanno i quarti di finale di questa edizione per una questioni di spese per le società mediopiccole (sì, ce ne sono anche in Champions’): il VAR ha un costo marginale per i grandi club ma il medesimo costo ha incidenza notevole su alcuni club provenienti da campionati non seguitissimi (si pensi a Viktoria Plzen o Stella Rossa).
          In ogni caso, prima o poi (si spera più prima che poi), anche la UEFA dovrà rassegnarsi alla tecnologia.

  6. Nicola
    Nicola dice:

    Buongiorno Luca.
    Innanzitutto complimenti per il blog, ormai la seguo da più di un anno e mi ha insegnato molto sulla cultura calcistica. Le volevo chiedere, che lei sappia, è previsto un incontro dell IFAB o qualcosa del genere per rivedere il protocollo var? Ora nn so bene come funzionano queste cose però se lei sa qualcosa mi piacerebbe che la condividesse con noi, anche un’ipotetica data o semplicemente un suo pensiero su quello che potrebbe succedere.
    Grazie mille.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Il prossimo incontro si terrà il 22 novembre in Scozia.
      E’ probabile che vengano proposte innovazioni al protocollo che verranno discusse successivamente, in linea di massima a marzo 2019, durante l’annuale incontro dell’IFAB sul regolamento.
      Cosa potrebbe succedere? Non ne ho la più pallida idea: lo scorso anno ipotizzavo una maggiore flessibilità sull’utilizzo della tecnologia, sono andati esattamente nella direzione contraria.
      Spero che la dizione principale venga modificata in senso più oggettivo, spero nei challenge degli allenatori (anche se credo che ci vorrà qualche anno per arrivare a questa [naturale] evoluzione).

      Vedremo.

  7. mario
    mario dice:

    Vediamo se ho capito bene: se l’addetto var reputa che l’errore non sia chiaro ed evidente allora lascia correre e non invita l’arbitro a correggere? A che pro? Avremmo sempre e comunque partite “viziate” in questo modo…

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Tutto la discussione sul VAR verte proprio su questo punto: il VAR può invitare alla review l’arbitro solo se, a suo parere, ci si trovi di fronte ad un chiaro ed evidente errore.

  8. Luca
    Luca dice:

    Solo una cosa sull’intervista di Nicchi: per me sia per i suoi problemi con la lingua italiana, ma sia anche per la poca chiarezza del giornalista (categoria in caduta libera, concordo sulla caciara creata ad arte per non fare capire quasi nulla, ma per solo per fare audience in tv o sui giornali) non si è capito bene il succo del discorso. Per me Nicchi intendeva solo che il protocollo non è cambiato su situazioni specifiche come quelle di Inter-Parma e Udinese-Torino: e infatti le decisioni arbitrali sono state condannate ovunque. Un saluto.
    Luca

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Può darsi ma non riuscire a comunicare è piuttosto grave per un presidente.
      Resta il fatto che Nicchi non ha deleghe tecniche, ha nominato Rizzoli per la gestione delle forze arbitrali della CAN A ed è Rizzoli a doversene occupare. Non esiste che il designatore venga superato da Nicchi, come percepiscono questo atteggiamento gli arbitri? Che devono rispondere tecnicamente a Nicchi od a Rizzoli?

  9. FRANCESCO GRECO
    FRANCESCO GRECO dice:

    Egregio Dottor Marelli, ho letto tantissimi suoi articoli circa le decisioni dell’AIA e francamente mi ha colpito in modo particolare la decisione di escludere dalla serie A l’arbitro Gavillucci della Sezione di Latina, decisione, a mio modesto parere, alquanto dubbia, non tenendo in alcun conto il precedente noto come “Sentenza Greco”, da lei ampiamente discusso. Mi permetto di disturbarla per dirle che ora il Signor Gavillucci, dopo aver fatto ricorso alla insensata sentenza di primo grado, ha avuto le sue soddisfazioni in quanto il suo ricorso d’appello è stato accolto, rimandando il tutto al 1° grado, Spero che lei sia a conoscenza di questo rimando e vorrei che lei, come al solito ponderato e equanime, desse il suo prezioso giudizio. Eventualmente non avesse a disposizione il verdetto (cosa irreale!), sono disponibile a mandarle il comunicato stampa reperito nel Web. Resto in attesa inviandole cordiali saluti.
    Fine della conversazione in chat
    Digita un messaggio…

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Sì, so perfettamente dell’annullamento del giudizio di primo grado (che, come ho scritto, mi sembrava del tutto fuori luogo nelle motivazioni) ma non mi sono espresso per un motivo ben preciso: prima voglio capire esattamente per quale motivo abbiano deciso per il difetto di contraddittorio, eccezione che nessuna delle parti ha avanzato in sede di appello.
      Non appena avrò a mie mani le motivazioni (non il dispositivo che, per definizione, è solo una sintesi del tutto), esprimerò la mia opinione.
      Per ora ho accolto con soddisfazione la decisione, per quanto non l’abbia compresa a fondo.

  10. Giorgio Cesare
    Giorgio Cesare dice:

    Complimenti per il blog Luca, leggerti è sempre un piacere!
    Forse la mia domanda è una stupidaggine, e forse nasce dal fatto che non ho mai fatto l’arbitro, ma il dubbio mi sorge spontaneo: cosa accadrebbe se gli arbitri del CAN A facessero “gruppo” e si impegnassero a dare un’interpretazione più “larga” del protocollo? Cosa sarebbe successo se si fosse usato il VAR per episodi come il rigore per l’Inter o quello di lunedì in Spal Atalanta? Sarebbero davvero state considerate gravi violazioni del protocollo?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Sarebbe il caos.
      Il designatore deve dare l’indirizzo generale e gli arbitri devono seguirlo. E’ come un’azienda: un dipendente non può mettere in discussione le direttive del dirigente, per quanto non sia d’accordo. Quando il dipendente sarà dirigente, potrà portare avanti le sue idee.

  11. Simo
    Simo dice:

    Caro Luca Marelli….a me sembra che gli errori fatti domenica siano MOLTO chiari ed evidenti….per cui non riesco a capire perché non si sia utilizzato il VAR!!!

  12. Francesco
    Francesco dice:

    Certo che l’AIA deve aver fatto qualcosa di terribile a Cesari per avergli fatto rinnegare a tal punto il suo passato da arbitro. Io non posso fare a meno di sentire i suoi commenti a volte guardando trasmissioni sportive, difende sempre e solo la posizione più popolare nei bar sport italiani, anche in palese contrasto con il regolamento. Da arbitro, agghiacciante

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      In realtà l’AIA gli ha dato tutto ciò che poteva dargli.
      Sarò sbagliato io ma, sebbene il vertici dell’AIA vorrebbero vedermi appeso per le palle in pubblica piazza, non riesco nemmeno ad immaginarmi come censore dell’associazione che tanto mi ha dato nella vita.

  13. Giovanni
    Giovanni dice:

    Egregio aggiungo anche, a quale squadra è capitato di riuscire a fare annullare un gol regolare grazie alle clamorose proteste della panchina? L’arbitro invece di buttarne fuori un paio ha annullato un gol.regolare dopo averlo convalidato. Una roba mai vista. Cordiali saluti di nuovo

  14. GIANLUCA DE LORENZO
    GIANLUCA DE LORENZO dice:

    Ciao Luca, come al solito è tutto estremamente chiaro e chi ti segue sa che avevi previsto quello che sarebbe successo. È incredibile come siano bastate Quattro giornate di campionato per scatenare questo pandemonio. Solo una cosa non mi è chiara: Pensi sia possibile rimediare da subito? è solo una questione di volontà dei vertici arbitrali italiani o in qualche modo dobbiamo seguire l’indirizzo dell’ ifab? Per essere più precisi quando chiedi alla fine dell’articolo auspichi un passo indietro, intendi quest’anno?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Bisogna seguire l’IFAB ma credo che porranno degli aggiustamenti per evitare altre 34 giornate del genere.
      Lo spero anche per la mia tenuta nervosa… 😀

  15. Giovanni
    Giovanni dice:

    Egregio luca marelli .prima di tutto compliment per la competenza e l”ottimo Italiano. Per il resto non mi convince .come ben spiegato da bauscia cafe la restrizione italiana all’uso del var arriva da Rizzoli.si poteva e si doveva fare meglio. Quindi non sarà “colpa “degli arbitri ma del loro designatore si. Perché Rizzoli ha preso questa decisione?Non lo so ,registro però che al var erano tutti favorevoli, tranne una società. Aggiungo poi da interista che crederò a quello che lei dice riguardo al modo di arbitrare degli arbitri della serie A quando vedrò la Juve trattata come l’Inter in queste prima quattro giornate, o quando vedrò orsato combinare quello che ha fatto con pianic anno scorso a pari invertite, o quando vedrò un giocatore dell’Inter appoggiare la propria testa come ha fatto Bonucci con Rizzoli e passarla liscia. Icardi si è beccato due giornate x un presunto tiro contro l’arbitro, per buttare fuori d.c ha dovuto sputare all’avversario altrimenti sarebbe rimasto in campo, nonostante la twntata gomitata ea temtata testata.Sino a che non vedrò tutto questo, tutte le sue spiegazioni su ifab protocollo ,errori gross o piccoli ecc ecc saranno interessanti ma ,a mio parere ,poco credibili.cordiali saluti govanni

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Rizzoli non ha preso alcuna decisione, ha preso atto (come dovrebbe ogni dirigente che si rispetti) della scelta dell’IFAB, ente sovranazionale nel quale non sono rappresentati né gli arbitri né un singolo dirigente italiano. Pensare che il VAR sia stato limitato per volere della Juventus è semplicemente u pensiero di gente con gravi problemi di percezione della realtà (mi spiace essere “duro” ma davanti a queste tesi complottare vado fuori di testa).
      Mi fa piacere se vorrai commentare in futuro altri approfondimenti, ne sarei onorato.
      Ma qui c’è una regola (e lo potrai notare dai commenti pubblicati): ci si toglie la maglietta, questo non è né il bar sport né il blog di un tifoso. Sono stato, sono e rimarrò sempre un arbitro, come tale del tutto imparziale.

      Saluti.

  16. Daniele
    Daniele dice:

    Complimenti per la chiarezza espositiva. Il fatto di utilizzare il VAR in un minor numero di episodi può anche essere giusto, ma come ha detto lei un conto è applicare il nuovo protocollo in un mondiale dove, fra l’altro, non ci sono tifoserie esasperate e non ci sono neanche le tensioni quotidiane di un campionato di Serie A, un altro è provare a farlo in Italia. Ci vorrebbe la cultura sportiva di capire che una valutazione dell’arbitro può comunque essere sufficiente nei casi borderline (intensità contatto) mentre ovviamente la tecnologia dovrebbe venire in aiuto nei casi oggettivi e in quelli eclatatanti. Ma convengo che non è facile trovare la linea di confine fra errore grave e caso dubbio, specie nel nostro panorama che non trasuda certo fair play.

  17. Francesco
    Francesco dice:

    Buongiorno Sig. Marelli, come quasi sempre concordo sulle sue competenti analisi. Volevo semplicemente chiederle: da ex arbitro e amante dello sport, lasciando da parte auspici e speranze, che futuro oggettivamente si aspetta per la tecnologia VAR? Crede, come ci auguriamo quasi tutti, che ne verrà esteso l’utilizzo (passando da un “chiaro ed evidente” ad un “possibile” errore o introducendo la VAR a chiamata da parte degli allenatori) ? Oppure si andrà avanti su questa strada con la VAR molto limitata o magari anche abolendo clamorosamente la tecnologia? Grazie per la sua passione e competenza con cui cura questo blog.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Il futuro prossimo dipende da come vorranno e se vorranno cambiare qualcosa dell’impostazione di questo inizio stagione. Per il futuro remoto credo chil VAR tornerà ad essere ampiamente utilizzato, verranno introdotti i challenge degli allenatori e verrà utilizzato anche nelle coppe europee fin dai quarti di finale.
      Ci possono essere resistenze ma la tecnologia è parte della vita di ogni giorno, un’industria mondiale come il calcio non può ignorarlo.

  18. Manuel
    Manuel dice:

    Trovo molto interessanti alcuni chiarimenti scaturiti da questo scritto…tanti non sanno ad esempio che è L IFAB che ha cambiato il protocollo aggiungendo quel aggettivo…sostengono che sia un iniziativa tutta italiana di Rizzoli e c. La proposta poi fatta dallo stesso Rizzoli sulla possibilità della Var a “chiamata” stile volley mi trova d accordissimo..

  19. Paolo
    Paolo dice:

    Lei è sempre chiaro, come un libro aperto, quindi mi chiedo, a chi giova la confusione? Gli “addetti ai lavori”, ospiti in varie trasmissioni televisive ,perché invece di chiarire e rasserenare gli animi aggiungono benzina sul fuoco?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Secondo te per quale motivo, nell’immediato dopo-gara di Real Madrid-Juventus, venne sostenuta la surreale tesi che il rigore del Real fosse stato un errore?
      Rispondi a questa domanda e troverai la risposta che cerchi…

  20. Alex
    Alex dice:

    Buongiorno Dott. Marelli,

    Premetto che io ritengo il VAR la corazzata Potemkin (di fantozziana memoria ma applicata calcio) e l’anno scorso il concetto mi si è rafforzato, non ho però intenzione di affliggerla con l’ennesima discussione in merito.
    L’articolo è chiarissimo e d’altra parte lei (e anche altri) l’avevano già esplicitato e quindi mi stupisco di certe dichiarazioni (lei ha un’idea del perchè si fanno? ); alla luce di ciò l’unica cosa che vorrei chiederle è: perchè il VAR non è intervenuto sul mancato rigore in favore dell’Atalanta ieri sera in SPAL-Atalanta? Nessuna interpretazione da dare, immagini “chiare ed evidenti”, allora perchè?

    Cordiali Saluti, Alex

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Per quanto concerne l’episodio di ieri sera, devo recitare un “mea culpa”: anche io ho alimentato un po’ di confusione. Il punto di contatto sembra chiarissimo ma, rivendendolo dalla prospettiva opposta, qualche dubbio sulla reale sussistenza del calcio di rigore mi è sovvenuto.

  21. Gianluca
    Gianluca dice:

    Anche Caressa che generalmente si spaccia per grande esperto di regolamenti, domenica sera diceva che il protocollo non è cambiato.
    Sono d’accordo che non si può andare avanti così con trasmissioni televisive e giornali che danno versioni differenti dalla realtà delle regole del calcio. Fossi in Rizzoli farei una conferenza stampa sbugiardando tutti quei “soloni” che parlano senza sapere e che non fanno altro che fomentare violenza verbale (fermiamoci a quella) tra i tifosi che li ascoltano

  22. LUCA MARELLI
    LUCA MARELLI dice:

    Commento in risposta a quanto pubblicato a questo indirizzo: http://www.bausciacafe.com/2018/09/18/caro-luca-ti-scrivo/

    Gran bel post.
    Ma non capisco quale sia il motivo per cui non debba seguirmi: affrontato da due punti di vista differenti, stiamo affermando il medesimo concetto.
    L’unico errore che ti addebito è un punto di partenza sbagliato: non ho alcuna intenzione di difendere le scelte su Gagliardini e sul rigore, sono due errori a mio parere gravi. E son convinto che anche Rocchi, nel chiuso del suo studiolo dopo aver messo a dormire i bambini, si sia accorto degli errori commessi.
    Il VAR ridimensionato non riguarda questi episodi ma più episodi (per rimanere in area Inter) come il rigore su Asamoah (lo scorso anno il VAR sarebbe intervenuto senza dubbio alcuno).
    Gli arbitri non hanno paura di niente, hanno un timore unico da sempre: sbagliare.
    Sbagliare significa essere fucilati in pubblica piazza senza possibilità di difendersi e, per tal motivo, sono ben contenti di essere corretti dal VAR in caso di errore.
    Il problema è questo: se un designatore, desiderando scegliere di seguire le indicazioni dell’IFAB, decide di utilizzare il VAR solo per casi eclatanti (sono sue parole), cosa debbono fare gli arbitri? Sbattersene delle indicazioni del loro designatore? Ovviamente non possono e, pertanto, intervengono solo su episodi totalmente sfuggiti all’arbitro (non a caso le review si sono concretizzate solo su tocchi di mano, Dimarco a parte di cui ho già scritto) e lasciano la scelta del campo nei casi in cui l’arbitro abbia deciso, anche se assumendo una decisione errata.
    Capisco i tifosi, capisco anche la confusione ma, purtroppo, devo anche tirar loro le orecchie: informarsi è difficile, criticare a caso è molto più facile.
    Oggi è più facile scegliere la spiegazione più semplice (arbitri italiani scarsi, brutti, cattivi, venduti e stupidi) e non quella più complessa, quella che impone un ragionamento. Puoi anche non seguire la mia idea ma ti assicuro che è questa la strada corretta: gli arbitri italiani sono mediamente bravi (meno rispetto a 10 anni fa, per colpa di Nicchi che è il vero problema degli arbitri ma non frega a nessuno) ma in un periodo di gran confusione, come avevo previsto oltre 60 giorni fa, prima dell’inizio del campionato.
    Purtroppo viviamo in un periodo in cui è facile far passare teorie strampalate ma verosimili, più difficile far comprendere concetti complessi ed articolati.
    Un meme con scritto “gli arbitri italiani sono corrotti!!!11!1!” è certamente più facile da diffondere rispetto ad un meme con la dicitura “il chiaro ed evidente errore è un concetto che ha stravolto il funzionamento del VAR in Italia, creando una certa confusione tra gli stessi arbitri perché l’IFAB ha ritenuto che il VAR in Italia fosse andato oltre quanto ipotizzato”.
    Un saluto.

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  1. […] Oggi però non me la sento di seguirti. E non me la sento di asseverare quanto affermi nel tuo ultimo post. […]

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