Anticipi 27^ giornata: è regolare il gol che consegna la vittoria al Milan?

L’episodio che ha deciso la gara tra Chievo e Milan farà discutere: è regolare la rete degli ospiti realizzata da Piatek? E per quale motivo il VAR non è intervenuto? Cercheremo di interpretare le immagini di un episodio che non può essere banalizzato ma sul quale è meglio chiarire alcuni punti:
– non c’entra nulla il gioco pericoloso;
– quel che va approfondito è il motivo per cui il VAR ha deciso di confermare la decisione assunta in campo.

Juventus – Udinese 4-1, arbitro Chiffi

Prima di affrontare la gara di Chiffi (che ho visto registrata ieri mattina), una curiosità:

Subito dopo la concessione del calcio di rigore, la regia ha inquadrato Rizzoli in tribuna dotato di auricolare, esattamente quella che usano anche gli assistenti.
Perché quell’auricolare?
In primo luogo è probabile (anche se non ne ho certezza) che l’auricolare che usa Rizzoli in tribuna sia quella che utilizzava anche in campo quando era arbitro. Ciò perché le auricolari sono “disegnate” su misura per ogni singolo arbitro, con un calco che si modella perfettamente sulla forma dell’orecchio: non sono tutte uguali come si potrebbe pensare.
Al di là della curiosità “anatomica”, è da spiegare il motivo per cui viene usata in tribuna.
Nell’ambiente è un fatto noto e non pensavo che potesse nascere una polemica (soprattutto social) su un argomento così marginale.

In ogni caso una spiegazione può essere utile.
Gli Organi Tecnici (Rizzoli designatore, Gava e Stefani vice) assistono alle partite collegati alla squadra arbitrale (arbitro, assistenti, quarto ufficiale, VAR), ascoltando le comunicazioni intercorrenti durante la gara. Ciò accade fin dalla prima giornata dello scorso campionato, per espresso volere di Rizzoli che, in questo modo, può perfezionare quelle che devono essere le comunicazioni tra i componenti degli arbitri designati.
Si tratta di una scelta che permette didatticamente di correggere gli eventuali errori nelle discussioni in campo e va evidenziato che gli organi tecnici NON partecipano alla gara ma si limitano ad ascoltare. Le conversazioni nel corso della partita possono essere oggetto di valutazione da parte degli organi tecnici.
Ci si chiederà: perché gli osservatori non hanno l’auricolare?
La spiegazione è abbastanza semplice: gran parte degli osservatori hanno smesso di scendere in campo ben prima dell’introduzione degli auricolari e si troverebbero in grossa difficoltà nel riuscire a seguire la partita e ad ascoltare quanto viene detto in campo durante il gioco. Può sembrare una sciocchezza ma per abituarsi alle comunicazioni audio ci vogliono mesi e sarebbe ben complesso per un osservatore calarsi in una realtà che non conoscono (tranne rare eccezioni come Pantana o Ayroldi).

Chiffi, dopo la buona prestazione in Parma-Napoli, sembra aver finalmente imboccato la strada giusta. La partita di Torino non è stata complicata e potrebbe apparire poco indicativa per giudicare un arbitro. Dobbiamo però ricordarci che Chiffi è un primo anno e, soprattutto, i primi mesi di CAN A sono stati molto deficitari. Per tali motivi è impensabile che possa essere scelto per gare di cartello o anche solo di fascia medio-alta: la conseguenza è che Rizzoli, per ora, deve giocoforza visionare il giovane padovano in partite sulla carta scontate ma che offrono comunque spunti per poter valutare i passi in avanti compiuti.
Per Chiffi la strada è ancora lunghissima ma i segnali sono decisamente incoraggianti. A Torino pochi episodi degni di nota ma una conduzione serena, senza sbavature evidenti e con un paio di spunti interessanti.

Al minuto 34 un episodio che, sulla base dei fermo immagine, potrebbe ingannare:

Matuidi entra in area di rigore venendo a contatto con Ekong. Sugli sviluppi del contrasto il centrocampista della Juventus cade a terra ma senza lamentarsi per un possibile rigore.
Vedendo la seconda immagine il rigore parrebbe netto.
Ma, come detto, in questo caso l’immagine inganna e non poco.
In realtà Matuidi, poco prima, ha tentato di calciare col piede sinistro, ha mancato la deviazione e, sulla prosecuzione della corsa, è andato ad incrociare le proprie gambe con quelle dell’avversario.
Giusta la decisione di Chiffi di lasciar correre: non c’era assolutamente nulla da sanzionare, né a favore dell’attacco né a favore della difesa.

Al minuto 65 la Juventus conquista un calcio di rigore con Kean dopo un contrasto con il difensore dell’Udinese Opoku:

Il fallo di Opoku è netto, c’è poco da aggiungere.
Solo una precisazione: in questo caso è corretto assegnare solo il calcio di rigore. Si tratta senza dubbio di un’azione potenzialmente pericolosa (la chiara occasione da rete è esclusa per la direzione generale dell’azione, in zona decentrata) e il difensore dell’Udinese ha certamente tentato di contendere il pallone, motivo per cui il previsto cartellino giallo è stato giustamente depenalizzato.

Parma – Genoa 1-0, arbitro Sacchi (CAN B)

Le quotazioni di Giua sono in calo e Sacchi potrebbe essere una sorpresa nelle scelte di fine stagione. E’ ancora piuttosto indietro nella classifica di merito ma le ultime prestazioni potrebbero portare ad una inattesa promozione. La strada è ancora lunghissima ma una gara in Serie A a questo punto della stagione non è casuale.
Gara ben diretta con un errore che, purtroppo, ha segnato la partita.
Ci arriveremo ma deve essere evidenziato un aspetto: non è colpa sua ma, purtroppo, una fatalità.

Al minuto 77 il Parma trova la rete decisiva con un tiro dalla breve distanza di Kucka che riprende un pallone rimbalzato sul palo pochi secondi prima:

Proteste vibranti del Genoa per un presunto fallo di mano da parte di Rigoni nei pressi del palo di sinistra del portiere del Genoa.
Il check dei VAR si prolunga per un paio di minuti per poi confermare la decisione del campo.
La scelta è corretta:

Per quanto il tentativo di intervenire di Rigoni sia scomposto, scoordinato e rischioso (il braccio in quella posizione sarebbe stato sicuramente all’origine di un tocco punibile), il giocatore del Parma colpisce il pallone solo con la testa.
Purtroppo la rete nasce da un calcio d’angolo assegnato da Sacchi che non c’è e, proprio in questo istante, entra in gioco la fatalità:

L’ultimo tocco è certamente di Inglese, col pallone che gli rimpalla tra fianco e braccio sinistro.
La fatalità è che quest’ultimo tocco è impossibile da vedere per chiunque in campo: l’arbitro si trova esattamente dietro all’attaccante del Parma e l’ultima deviazione è invisibile perché coperta dal corpo stesso di Inglese. Allo stesso tempo la posizione di Sacchi è perfetta perché doveva trovarsi proprio in quella zona del terreno di gioco.
Come sappiamo questa tipologia di errori non è emendabile da una correzione del VAR: il calcio d’angolo (così come una rimessa laterale) non rientra nell’ambito del protocollo, ciò che impedisce di modificare una scelta assunta in campo.
Al limite si può pensare ad un minimo di malizia in più: subito dopo l’uscita del pallone dal terreno di gioco, Inglese mostra un linguaggio del corpo che trasmette la consapevolezza di essere stato lui a deviare oltre la linea di fondo campo. Se Sacchi non avesse indicato subito il calcio d’angolo (assegnato per intuito), probabilmente avrebbe potuto assumere una scelta differente sulla base del comportamento concludente dell’attaccante.

Chievo – Milan 1-2, arbitro Pairetto

Su questa gara si parlerà non poco, soprattutto per le due reti del Milan nate da episodi non del tutto lineari.

Al minuto 29 il Milan trova la rete del vantaggio con Biglia che trasforma una punizione dal limite assegnata per fallo di Leris su Paquetà:

Il Chievo protesta ma il fallo è evidente: il difensore tenta certamente di intervenire sul pallone ma colpisce il piede sinistro di Paquetà, spostandolo di quel tanto che basta per impedirgli di calciare in porta. Discutibile la decisione di assegnare solo il calcio di punizione diretto e di non punire il difendente con il cartellino giallo: a mio parere la sanzione disciplinare sarebbe stata necessaria dato che Paquetà si apprestava a tirare in porta da posizione senz’altro favorevole.

L’errore grave, in questo caso, riguarda l’esecuzione del calcio di punizione.
Nella seconda immagine vediamo il punto del fallo e la posizione perfetta di Pairetto.
Il posizionamento del pallone è quantomeno curioso:

La distanza non è certamente minima, siamo nell’ordine di almeno tre metri più indietro rispetto al punto del fallo subito da Paquetà.
Oltre a ciò è di prima evidenza l’eccesso di distanza: considerando che la distanza tra il dischetto del rigore ed il vertice della mezzaluna è di 9,15 metri, è chiaro che la barriera sia stata posizionata oltre quella misura.
Peraltro è necessaria una precisazione in merito.
Il Regolamento (pagina 108, Regola 13) non indica i nove metri e 15 (10 yards, ecco spiegata la strana indicazione di misura) come distanza massima ma minima:

E’ buona norma non eccedere ma, in realtà, non è un errore ascrivibile all’arbitro quanto agli stessi difensori che avrebbero potuto (e forse dovuto) chiedere una revisione.
Soprattutto in queste circostanze a gioco fermo, comunque, è fondamentale un minimo di attenzione in più, perché spesso i particolari decidono le partite. Ed una distanza superiore a quella regolamentare può diventare decisiva.

Al minuto 56 il Milan realizza la rete che poi risulterà decisiva con Piatek, al termine di un’azione molto difficile da interpretare e che ha necessitato di alcuni minuti di review.
Cerchiamo di affrontare i vari passaggi con ordine.
Sul cross al centro di Suso, Castillejo tenta di intervenire sul pallone:

L’assistente Bindoni combina un mezzo pasticcio perché prima alza la bandierina per poi abbassarla immediatamente, evidentemente non essendo certo della deviazione del giocatore del Milan.
Se tale deviazione ci fosse stata, Piatek sarebbe stato in posizione di fuorigioco.
La prima parte del check del VAR è stata incentrata su questo primo passaggio ma, secondo il mio parere, si è passati oltre velocemente: il pallone passa ad una certa distanza da Castillejo.
Più complesso quanto accade dopo.
Piatek, dopo aver visto il proprio tiro respinto da Sorrentino, si lancia nuovamente verso il pallone in rovesciata, entrando in contatto con Depaoli:

Successivamente il pallone torna al centro dell’area, viene deviato di testa da Castillejo verso Piatek che trova la deviazione decisiva:

Anche in questa circostanza la deviazione di Castillejo è stata oggetto di un check molto veloce dato che Piatek è chiaramente in posizione regolare.
Pertanto il lungo check è stato sicuramente incentrato sul contatto Piatek/Depaoli, peraltro molto complesso da “sbrogliare”.
Interessante un primo particolare:

Subito dopo il contatto di cui ci stiamo occupando, Pairetto indica con la mano sinistra proprio in quella direzione come a voler segnalare ai propri collaboratori in sala VAR di controllare quanto accaduto, avendo probabilmente avuto la sensazione di aver perduto qualcosa.
Il contatto tra Piatek e Depaoli consta di due particolari:

Direte: l’immagine è identica, perché proporla due volte?
Per evidenziare due particolari che, secondo il mio parere, sono alla base della mancata “on field review“: da un lato l’indubbio fallo di Piatek per colpisce l’avversario al fianco col piede destro, dall’altro il possibile tocco di braccio del difensore.
Spazziamo via una falsa informazione: il gioco pericoloso non c’entra nulla perché questa tipologia di infrazione si concretizza solo ed unicamente nel momento in cui NON CI SIA contatto tra i calciatori. In questo caso il contatto c’è e la sanzione non potrebbe MAI essere un calcio di punizione indiretto ma solo diretto. Allo stesso tempo non c’entra nulla che il difensore si porti verso il calciatore del Milan: il pallone si trova lì, che altro avrebbe potuto fare? Lasciar libero Piatek di calciare a rete? Chiaramente non sta in piedi una valutazione di questo genere.
Allo stesso tempo, per giustificare la regolarità della rete non ci si può riferire alla possibile invasione del “cilindro” di Piatek da parte di Depaoli: il “cilindro” è un concetto del basket, non esiste nel regolamento del calcio, nemmeno come linea interpretativa.
Nel momento stesso del fallo commesso da Piatek, Depaoli intercetta abbastanza chiaramente il pallone col braccio. Si tratta, pertanto, di due falli contemporanei e, come sappiamo, deve essere punito il più grave.
Quale dei due è più grave?
Sicuramente quello del difensore perché avrebbe portato ad un calcio di rigore per tocco di mano punibile.
Per tal motivo è più che probabile che, in presenza di un’infrazione punibile col calcio di rigore, sia stata confermata la decisione assunta in campo e cioè la rete del Milan sugli sviluppi dell’azione.

Un’ultima postilla.
Episodi come questo vanno approfonditi con grande calma, valutando tutto ciò che potrebbe assumere importanza. E’ proprio questo il motivo che mi porta a non esprimere giudizi nell’immediato che potrebbero trasformarsi in affermazioni difficili da contraddire nel breve volgere di una nottata.
Non nego che ieri sera avevo avuto un’impressione diversa da quella che ho maturato rivedendo con molta più calma. Alla fine ritengo che sia stato corretto convalidare la rete su un episodio di enorme difficoltà.

86 commenti
  1. Mattia
    Mattia dice:

    Scusa Luca,
    Ma quando sei un giovane arbitro e sai che ti viene a vedere Rizzoli allo stadio, non te la fai addosso dalla paura?
    Come si gestisce l’ansia in questi casi?
    Mattia (arbitro gli allievi)

  2. Mattia Pompei
    Mattia Pompei dice:

    Una curiosità tecnica: poco prima del minuto 80° di Juventus – Udinese Dybala cadendo tocca il pallone con il braccio disteso a terra in conseguenza di uno scivolone. L’arbitro fischia fallo di mano senza grossi patemi. Come sarebbe stata interpretata la stessa situazione se si fosse verificata nell’area di rigore della Juventus, o comunque con protagonista un giocatore che difende nella sua area di rigore? Il regolamento non prevede che in caso di scivolata il braccio che poggia a terra non sia punibile? Grazie in anticipo!

  3. Igor
    Igor dice:

    Piatek non lo tocca lo hanno corretto tutti e anche Sky ha chiesto scusa tramite Condo’ perché non avevano apparentemente immagini sufficienti per valutare in primis, ma una volta avute è stato concordato e molti hanno rettificato visto che non c’è stato nessun tocco di Piatek…perché continuare a dire che il tocco c’è e il fallo pure??? Ma dove???

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Hai problemi seri di comprensione.
      Anche il buon Condò non ha negato il fallo di Piatek ma si è scusato per non aver visto (come non avevo visto io) il tocco di braccio.
      Polemica senza senso: prima di criticare è meglio assicurarsi di aver capito quanto accaduto.

  4. Matteo
    Matteo dice:

    Buonasera Luca, sul gol di Kucka non potrebbe essere punibile la posizione di fuorigioco di Rigoni a terra e addosso a Jandrei?

  5. Luca
    Luca dice:

    Grazie Luca ma riguardando le immagini dell’episodio Piatek ho notato che il difensore del Chievo va proprio con l’intenzione di sbilanciare il movimento dell’attaccante e non ci va con la testa ma di lato proprio perché intento ad effettuare questa difesa e ci riesce pure ma il suo modo laterale gli ha fatto colpire il pallone col braccio e se proprio avesse dovuto decidere forse era più giusto un rigore con il rosso per come l’ho riguardata io . .vorrei sapere se hai avuto anche tu questa sensazione. Grazie come sempre per le tue analisi e per il tempo che ci dedichi. .

  6. Luca
    Luca dice:

    Luca io giudico la prova di Pairetto pessima e soprattutto confusionaria senza un metodo lineare tenuto. Credi che verrà dismesso a fine stagione?

  7. Marco
    Marco dice:

    Ciao Luca, scusa la domanda off topic ma è una mia curiosità. Visto l’importanza del prossimo derby di Milano che sarà decisivo per la champions e il terzo posto, chi è l’arbitro papabile secondo te?

  8. Alberto
    Alberto dice:

    Gentile sig. Marelli,

    mi può togliere per favore una curiosità “inglese”? Era da annullare o no il primo gol di Sterling in Manchester City-Watford di ieri?

  9. Giorgio
    Giorgio dice:

    Io non concordo con l’analisi perché considerare punibile quel tocco col braccio mi sembra un’enorme forzatura. Va bene la nuova interpretazione, ma quello è rigore solo se si decide che ogni tocco di mano è falloso. Questa storia del “si assume un rischio” rasenta il ridicolo, allora devo dire ai ragazzi che alleno di legarsi le braccia prima di scendere in campo perché se no si assumono rischi? Ci comunicassero ufficialmente qual è l’interpretazione sui falli di mano, dato che il regolamento dice tutto il contrario di quello che stiamo vedendo e che sto leggendo quest’anno.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Rasenterà il ridicolo ma è così.
      La comunicazione sui falli di mano è stata fornita decine di volte.
      Se poi non la si vuole accettare è altro discorso.

      • Giorgio
        Giorgio dice:

        Non si capisce perché se uno va in scivolata e tocca col braccio largo poggiato a terra non sia rigore, il concetto di distanza a volte vale e a volte no, il movimento congruo non vale più. Se per voi è tutto chiaro mi fa piacere, io non sto più capendo quali siano i parametri per giudicare un tocco con la mano. Mi può fornire gentilmente un link dove posso leggere le nuove interpretazioni? Anche in lingua originale va benissimo. Grazie

  10. Nicola
    Nicola dice:

    Buongiorno Luca e complimenti per le analisi puntuali e precise. Non credi che gli addetti ai lavori stiano contribuendo ad aumentare la confusione? Sostenere che l’azione Piatek/DePaoli oppure quella di Schick in Porto-Roma DOVEVANO essere viste dall’arbitro fanno ritenere che lo spirito della norma, quella del chiaro ed evidente errore, non sia stata adeguatamente compresa. Inoltre, continuare a mostrare lenti di ingrandimento per evidenziare presunti contatti senza ricordare che il VAR e l’arbitro devono rivedere l’azione a velocità normale crea solo incomprensioni e polemiche. Che ne pensi?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Concordo.
      Si sta pensando all’applicazione della moviola in campo e non del VAR.
      Ed ammetto che, in un paio di circostanze, anche io sono caduto nel “tranello” mediatico.

  11. Nicola Adorino
    Nicola Adorino dice:

    Ciao Luca, a posizione inversa di gioco pericoloso del difensore e fallo di mano dell’attaccante sarebbe stato fischiato?
    Grazie

  12. Efrem
    Efrem dice:

    Quando un arbitro è impossibilitato a vedere bene (calcio d’angolo decisivo di Parma-Genova) non può chiedere consiglio al VAR?
    Grazie.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      No, il VAR non può intervenire su calci d’angolo, rimesse laterali ecc., né prima né dopo.
      Ed è giusto così, altrimenti ci sarebbe il mercato ogni volta che il pallone esce dal terreno di gioco.

  13. Massimo
    Massimo dice:

    Buongiorno Sig. Marelli,
    Nell’azione tra Piatek e DePaoli, il giocatore del Chievo entra sulla palla lateralmente e con il braccio aderente al corpo (almeno guardando i due fermi immagini da lei proposti) :come può essere giudicato un fallo da rigore?
    Cordiali saluti,
    Massimo Novo

  14. Gianluca
    Gianluca dice:

    Ciao Luca, lo ammetto già ieri sera mi pareva che il difensore del Chievo la toccasse con la mano prima di essere toccato a sua volta da Piatek, quindi fa piacere averne conferma. Però Pairetto secondo me avrebbe dovuto andare al Var per rivedere tutto personalmente, perchè essendo una situazione soggettiva avrebbe potuto anche ipoteticamente non valutare falloso il tocco col braccio e quindi di conseguenza ritenere punibile il fallo successivo. Corretto o sto sbagliando da qualche parte nel mio ragionamento? Grazie

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Prima no, contemporaneamente sì.
      Pairetto non doveva essere richiamato perché, correttamente, La Penna ha valutato l’episodio come non facente parte del concetto di “chiaro ed evidente errore”.
      E’ vero che lo spettro di intervento è stato leggermente ampliato ma non cadiamo nell’errore di dover vedere tutto, altrimenti non ne usciamo più.

  15. Luca
    Luca dice:

    Ciao Luca volevo chiedere se trovi corretto il punire il difensore che si gira per evitare di farsi seriamente male e che nel compiere questo movimento dopo come dici giustamente te a parità di fallo si concede il più grave. .Piatek ovviamente tenta una rovesciata e non è di per se un gioco pericoloso ma vista la dinamica e l’azione del difensore è una conseguenza .

    Ad esempio episodio di Meret Ronaldo se Ronaldo nel saltare per non farsi rompere una gamba avesse travolto Meret mica si sarebbe fischiato il fallo a Ronaldo? Lo so sono episodi differenti ma volevo capire il concetto con educazione e rispetto. Certo ogni settimana agli arbitri capitano certe situazioni difficilissime. .

    Sull’episodio della punizione di Biglia ma l’arbitro non segna con lo spray il punto della punizione?

    In Juventus-Udinese non trovi che le trattenute di Kean prima sulla maglia e poi sul braccio non abbiano rallentato il difensore? Abbiamo appena visto dare proprio la scorsa settimana un rigore all’Udinese per molto meno. Dipende tutto dalla discrezionalità dell’arbitro?

    Grazie Luca e buona giornata

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Episodi completamente differenti, imparagonabili come dinamica (uno è un contatto alto, uno basso).
      Su Biglia: sì, l’arbitro segna con lo spray e l’errore è proprio questo. Se noti dalle immagini, Pairetto ha sistemato con lo spray il pallone proprio nel punto in cui verrà calciato da Biglia e, secondo me, questa è una distrazione che ci si può permettere in Serie A.
      Per quanto concerne Kean non commette alcun fallo, una mano appoggiata od anche una minima trattenuta non vanno mai punite.

  16. marco
    marco dice:

    se quello del Chievo è fallo di mano da rigore credo sia meglio chiudere tutta la baracca.Al momento non mi risulta abrogata la distinzione tra volontarietà ed involontarietà, anche se ormai la consuetudine di voler vedere rigori ovunque sta soppiantando la norma scritta.Per chi conosce il principio di gerarchia della legge, siamo di fronte ad un vero e proprio stupro giuridico.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Siamo di fronte ad un’interpretazione che potrà non piacere ma che non si può ignorare.
      Anche alcune interpretazioni della Cassazione sono discutibile ma, ciononostante, non possiamo far finta che non esistano.

  17. Alessandro
    Alessandro dice:

    Ciao Luca. Dalla stadio è stato evidente come Sorrentino abbia passato tutto il secondo tempo a urlare di tutto addosso al povero primo assistente; mentre il gioco era nella metà campo difensiva del Milan, Sorrentino usciva con fare intimidatorio dall’area di rigore verso l’assistente e sbraitava come un pazzo. Ora mi chiedo come sia possibile che non sia stato preso un provvedimento più severo del cartellino giallo. Un altro punto a sfavore di pairetto secondo me è stata la gestione di Gattuso: sarebbe stato sicuramente esagerato espellere anche meggiorini a livello di gestione della gara, come sarebbe stato impari allontanare Gattuso e ammonire meggiorini. Penso che avrebbe dovuto astenersi dall’allontamento, quantomeno in quella situazione.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Diciamo che sei un po’ di parte.
      Sorrentino ha protestato troppo? Forse ma il rosso mi sembra molto eccessivo.
      L’allontanamento di Gattuso eccessivo? Può essere ma non sappiamo cosa abbia detto.
      Ammonire Meggiorini? E per cosa?

  18. Filippo
    Filippo dice:

    Buongiorno, io rispetto ovviamente la sua interpretazione anche se non la condivido: per me il tocco di braccio del difensore è conseguenza dell’irregolarità di Piatek che cerca una sforbiciata mettendo in pericolo l’incolumità di un avversario (cosa non permessa dal regolamento). A mio avviso andava in ogni caso chiamata una OFR perché il fallo di Piatek è evidente e credo sia l’arbitro in campo a dover valutare se quel tocco di braccio è punibile e se avvenga in contemporanea o meno.

  19. Carlo Battistella
    Carlo Battistella dice:

    Per caso hai un video da pubblicare, per vedere il presunto fallo di Léris su Paquetà? Perchè in diretta allo stadio ho avuto la sensazione che Léris abbia anticipato Paquetà e colpito il pallone, e quindi, in tal caso, sarebbe stato Paquetà a colpire Léris e a commettere fallo…
    Sul secondo gol del Milan, è pur vero che De Paoli si butta verso Piatek più per evitare la sforbiciata che per colpire di testa, però la giravolta e la palla colpita con il braccio (non aperto) l’ha fatta perchè è stato colpito da Piatek… Nell’incertezza, comunque, (perchè convengo che si tratta di una decisione discutibile e difficile da decifrare) io non avrei ravvisato gli estremi per il rigore, ma avrei assegnato un fallo a favore del difendente, che si prende un calcione…

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sul fallo di Leris, le immagini sono chiare, soprattutto quelle a campo largo.
      Sulla questione Piatek/Depaoli prendo atto della tua opinione ma, francamente, non ha fondamenti regolamentari.

  20. Alfredo
    Alfredo dice:

    Salve Marelli,

    Non so se ne abbia già parlato altrove, ma posso chiederle un commento sul rigore concesso allo United nella sfida contro il PSG?

  21. Luigi Barbera
    Luigi Barbera dice:

    Buongiorno Luca, per migliorare le future analisi sul blog, non sarebbe possibile inserire al posto dei fotogrammi degli interventi più importanti magari una GIF? In questo modo si potrebbe capire meglio l’entità dei contatti, cosa che indichi spesso nella descrizione degli episodi

  22. Enrigo
    Enrigo dice:

    Mi scusi, una domanda: in caso di fallo contemporanei come si decide quale sia quello tecnicamente più grave? Davvero dipende dal fatto che uno genera un rigore e l’altro un fallo per la difesa? Quindi anche se piatek avesse commesso un fallo da espulsione contemporaneamente ad un fallo negligente di un difendente sarebbe stato rigore?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Il regolamento si esprime su falli commessi nello stesso momento e per i quali il parametro è la punizione di quello più grave disciplinarmente.
      Nel caso specifico si tratta di un’interpretazione estensiva della norma. Sulla base di ciò ritengo che il fallo più grave sia quello che porta ad una sanzione tecnica più importante, cioè il calcio di rigore.
      Ma, in ogni caso, dobbiamo porci una domanda (ed è quella che mi son posto io): in presenza di falli contemporanei della medesima gravità (lieve, in questo caso, a livello disciplinare), quale sanzionare? In ogni caso una parte verrebbe penalizzata oltremodo e, pertanto, non trovo scorretto lasciar correre e confermare quanto deciso in campo.

      • Simone
        Simone dice:

        Domanda tecnica: il fallo di mano non potrebbe in questo caso essere considerato disciplinarmente più grave in quanto meritevole di giallo perché “tocca intenzionalmente il pallone con le mani per interferire con o interrompere
        una promettente azione d’attacco”?

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Anche, soprattutto perché (potenzialmente) ha impedito un (difficile) tiro in porta. Ma siamo nel campo delle supposizioni, ecco perché non ho utilizzato la fattispecie indicata nel regolamento sui falli “contemporanei” (tra virgolette perché non è la dizione esatta ma è inutile complicare ulteriormente il quadro generale).

  23. Leo
    Leo dice:

    Ciao Luca, grazie per la tua come sempre puntuale disamina. Ti confermo che l’auricolare usato da Rizzoli in tribuna è lo stesso che utilizzava in campo finché arbitrava.
    Saluti

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Grazie della precisazione.
      Sono andato a sensazione perché anche io avevo l’auricolare col calco del mio orecchio (e dovrei avere ancora il pezzo di auricolare da qualche parte).

  24. Enrigo
    Enrigo dice:

    Due considerazioni, se mi sono permesse: sul fallo ai danni di paqueta mi pare del tutto evidente dal fotogramma che ha postato che il piede del clivense sia davanti a quello del milanista e in procinto di toccare il pallone. Il contatto, se anche si verifica, quindi avviene da parte di paqueta ai danni del difensore che lo anticipa sul pallone. Circostanza che può essere dolorosa per l’attaccante che va a vuoto ma non fallosa. Non mi pare di poter intuire un tocco del difensore sul piede di paqueta PRIMA che questi arrivi al momento fotografato dal suo fotogramma.

    Sul gol di piatek occorre verificare la dinamica e la cronologia degli eventi. Piatek prova la sforbiciata nel momento in cui DePaoli si avvicina per contendere il pallone. PRIMA del contatto di quest’ultimo sul pallone col braccio si è quindi già concretizzato il gioco pericoloso, da definizione sul regolamento, e il fatto che sia da manuale è dimostrato proprio dal movimento di torsione brusco che il difensore è costretto a fare per evitare di ricevere la pedata in pancia o sul viso, torsione che peraltro provoca appunto il fallo di mano. Quindi la cronologia dei falli è: gioco pericoloso – fallo di mano – fallo di piatek che colpisce al corpo de Paoli. Anche ammettendo questi ultimi due simultanei rimane il gioco pericoloso sviluppatosi per primo.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Se il giocatore del Chievo a posizionato il proprio piede davanti a quello di Paquetà, è fallo. E non conta nulla che sfiori il pallone, come ripetuto decine di volte.
      Stai dicendo che la “sforbiciata” è gioco pericoloso a prescindere?
      Sicuro? 😉

      • Marco
        Marco dice:

        Ah! Quindi se uno anticipa un attaccante mentre sta tirando e prende un calcio in realtà è lui che commette il fallo?
        E mi permetto di aggiungere che non tutte le sforbiciate sono “gioco pericoloso” (e nella fattispecie c’è pure stato il contatto) , ma quelle che rischiano il contatto con l’avversario lo sono di sicuro e vengono normalmente fischiate.

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Sulla prima parte non mi soffermo nemmeno: se non vuoi capire non perdo nemmeno tempo a spiegare il mio punto di vista.
          E chi ha mai detto che tutte le “sforbiciate” siano da qualificare come gioco pericoloso? Mai scritto, mai detto e nemmeno pensato, dipende dalla dinamica.

  25. Antonio
    Antonio dice:

    Buongiorno e complimenti per la serenità e serietà, oltre alla competenza, dei suoicommenti

      • Pietro
        Pietro dice:

        Vorrei unirmi ai complimenti di Antonio, fa piacere sentire finalmente una analisi meramente tecnica e scevra di partigianeria. Inoltre ringrazio e faccio tanto di cappello a chi decide di fare l’arbitro, dalla poltrona non si capisce quanto sia difficile il loro lavoro e quanta preparazione richieda.

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Mi soffermo sulla seconda parte: arbitrare è molto difficile ed è un merito comprenderlo nonostante non ci si sia mai cimentati del ruolo.
          E di questo riconoscimento ti ringrazio.

  26. Mirko Bergamini
    Mirko Bergamini dice:

    Buongiorno Luca,
    Lasciando da parte i due episodi già affrontati. Come giudichi, nel complesso, la prestazione di Pairetto?
    A me molte volte è sembrato molto “superficiale” su certi contrasti e atteggiamenti avuti dai giocatori di entrambe le squadre in campo.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Non mi ha convinto, soprattutto nel secondo tempo l’ho visto un po’ in confusione.
      Sta facendo qualche passo in avanti soprattutto rispetto all’inizio della stagione ma ancora non riesce a compiere quel salto di qualità necessario per diventare un arbitro affidabile per ogni tipo di gara.

  27. Valerio
    Valerio dice:

    Buongiorno, volevo chiedere se una rincorsa come quella di Emre Can sul rigore fosse regolare. Ricordo che quando ero ragazzino si diceva che la rincorsa sul rigore dovesse essere continua, mentre mi pare che questa regola, qualora ci sia, venga sempre meno rispettata.

  28. Mat
    Mat dice:

    Ciao Luca,
    sul rigore concesso per fallo su Kean ho sentito dire di una trattenuta dello stesso sul difensore prima del contatto. Irrilevante per te?
    Inoltre volevo chiedere: il gol di Piatek è stato convalidato per norma del vantaggio? Te lo chiedo perché non avevo mai riflettuto alla possibilità di lasciar proseguire l’azione dopo un possibile fallo da rigore. Ti chiedo quindi: è una casistica nata con il VAR, per cui a posteriori non si concede rigore perché c’è stata una segnatura, o era una casistica possibile pure prima?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sì, del tutto irrilevante. Sicuramente c’è stata una leggerissima trattenuta ma che non ha influito minimamente sull’azione del difendente che, infatti, non se ne è nemmeno accorto.
      La norma del vantaggio sul rigore è sempre esistita ma risulta di applicazione molto complessa. Non è comunque questo il caso: Pairetto ha lasciato proseguire perché non ha capito cosa sia successo realmente e l’indicazione col braccio sembra proprio suggerire la richiesta di controllare quanto accaduto. In presa diretta era quasi impossibile sbrogliare la matassa di un episodio molto complesso.

  29. Alessio
    Alessio dice:

    Buongiorno, non sono assolutamente d’accordo con la Sua valutazione sul gol dell’1-2 del milan: il difensore si gira perché impaurito dall’intervento di Piatek, il fallo si concretizza già solo nel tentativo di rovesciata perché costringe l’avversario a girarsi per paura di farsi male. Trovo veramente insostenibile la tesi del fallo di mano punibile, dato che è diretta conseguenza di un fallo subito. Il regolamento dice “per giocare in modo pericoloso si intende una qualsiasi azione di un calciatore che, nel tentativo di giocare il pallone, […] impedisce ad un avversario vicino di giocare il pallone per paura di infortunarsi”. Direi che rientriamo in questa casistica, che ci sia contatto o meno non cambia niente, sempre fallo rimane ed è ciò che porta il difendente a girarsi e toccare col braccio.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Alessio, non inventarti il regolamento. Perlomeno non inventarlo con me.
      Casistica, numero 13, regola 12, pagina 99:
      “13. Quali sono gli atti che determinano il gioco pericoloso e come dovranno essere puniti?
      Il gioco pericoloso è determinato da quegli atti che, compiuti senza intenzionalità e con poca accortezza possono, a giudizio dell’arbitro, risultare pericolosi per chi li compie o per gli avversari, come ad esempio: calciare o tentare di calciare il pallone con la gamba tesa e sollevata dal terreno in contrasto con l’avversario; effettuare una “sforbiciata” pericolosa per un avversario, abbassare la testa all’altezza del piede di un avversario che sta calciando il pallone. Il gioco pericoloso, di norma, è punito soltanto con un calcio di punizione indiretto. Non si rende responsabile di gioco pericoloso il portiere che, per impossessarsi o per respingere il pallone, si lancia fra i piedi di un avversario”.

      • Alessio
        Alessio dice:

        Ho citato la regola 12 a pag. 91, come facevo a inventarmi una roba del genere? 😀

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Va bene, ne prendo atto.
          Ma, in ogni caso, cosa c’entra il gioco pericoloso in questo caso? C’è un fallo negligente di Piatek (dato che c’è contatto) ed un fallo di mano di Depaoli…

          • Marcello
            Marcello dice:

            A me pare che il fallo di mano del difensore sia conseguente al tentativo di difendersi dal gioco pericoloso dell’attaccante….certo non è volontario ma legato al movimento di difesa del corpo

          • Luca Marelli
            Luca Marelli dice:

            Può essere ma rimane una questione: sono falli contemporanei, concordo con la decisione di lasciare la decisione del campo dato che risulta impossibile punire l’un fallo o l’altro senza penalizzare eccessivamente l’altra squadra.

  30. Roberto Picconi
    Roberto Picconi dice:

    Su Sky han misurato la distanza dal pallone della barriera del Chievo in 9,74 metri. Pare più “grave” l’errore sul posizionamento del pallone che agevola l’esecuzione di Biglia. Qualcuno avrebbe potuto aiutare l’arbitro, tra l’assistente e il quarto uomo, o su questi dettagli egli è l’unico ad aver voce in capitolo? Grazie

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      No, nessuno poteva intervenire, la distanza è compito dell’arbitro.
      Peraltro anche su questo punto c’è molta confusione: la barriera non deve essere posizionata a 9.15 ma AD ALMENO 9 metri e 15 (Regola 13, pagina 108)

      • Alessio
        Alessio dice:

        Non sono tifoso nè del Chievo nè del Milan
        E’ del tutto evidente come sulla punizione la sfera sia stata posizionata più indietro di almeno 3-4 metri dai giocatori del Milan per avere più spazio per far scendere il pallone rispetto al punto effettivo di battuta dentro la lunetta
        Nella fattispecie mi sembra un chiaro ed evidente errore di Pairetto (stiamo parlando minimo di 3 metri non 30 centimetri) su cui il VAR a mio parere sarebbe potuto intervenire, non mi pare vietato dal protocollo, o sbaglio?
        Sono intervenuti sull’ingresso in area di Pellissier di pochi centimetri in Chievo-Fiorentina e non qui… sono queste difformità clamorose che infastidiscono il pubblico, non l’errore in sè…
        Sul secondo gol del Milan obiettivamente si è trattato di una scelta difficile che avrebbe comunque creato polemiche… ci può stare la decisione presa

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Che tu non sia tifoso del Chievo ci credo. Del Milan non c’era nemmeno bisogno di specificarlo.
          Sulla punizione più che affermare l’errore non so che fare: che bisogno c’è di evidenziare nuovamente qualcosa che ho già scritto nell’approfondimento?
          Il VAR, ovviamente, non può intervenire su queste fattispecie, ormai dovrebbe essere più che chiaro. E’ vietato dal protocollo, non è nemmeno ipotizzabile.
          Altro discorso sull’ingresso in area di Pellissier: a mio parere eccessivo (come scrissi a suo tempo) ma si tratta di fattispecie completamente differente, cioè di pallone per regolamento non in gioco, non di posizionamento dello stesso.

          • Alessio
            Alessio dice:

            Grazie del chiarimento, meno del tono della risposta
            Un saluto e scusa se ti ho fatto perdere tempo

          • Luca Marelli
            Luca Marelli dice:

            Non perdo mai tempo con chi dedica tempo ma la risposta può avere un tono non proprio confidenziale di fronte ad opinioni poco credibili.
            Rispondo a tutti, come sai, ma dopo mesi di “frequentazione virtuale” mi attendo un passo avanti…

Trackbacks & Pingbacks

  1. […] catalogare tra le fatalità del calcio. E’ quanto scrive Luca Marelli, ex arbitro di Serie A, sul suo autorevole blog. «Parma-Genoa è stata ben diretta da Sacchi ma l’episodio del calcio d’angolo decide […]

I commenti sono chiusi.