Anticipi 21^ giornata: a Milano Doveri macchia una gran prestazione con cinque minuti di black out

Novanta minuti pressoché ineccepibili di Doveri a San Siro con un finale di gara quantomeno rivedibile.
Negli anticipi del sabato ancora problemi col VAR ma, in questo caso, relativi alla differente interpretazione degli episodi su cui intervenire con un’avvertenza: in nessuna circostanza avrebbe dovuto esserci review.

Sassuolo – Cagliari 3-0, arbitro Irrati

Un solo episodio nella gara del toscano.
Al minuto 45 il Sassuolo trova il raddoppio sul finire del primo tempo con un rigore trasformato da Babacar ed assegnato dopo “on field review“:

Le immagini proposte mostrano un particolare di questa fattispecie: Irrati non era molto lontano dal contrasto tra Srna e Djuricic sebbene ci sia il dubbio che la sua visione fosse oscurata (perlomeno parzialmente) da parte del difensore del Cagliari di fronte a lui (seconda immagine).
Detto ciò, il rigore è conseguenza di un contatto tra i piedi dei calciatori (sinistro di Srna su sinistro di Djuricic):

Come ben sapete questi rigori mi piacciono pochissimo: contatto veramente minimo durato una frazione di secondo, impossibile anche solo pensare che possa provocare una caduta come quella dell’attaccante del Sassuolo.
Il punto, però, non è questo: questo non è un episodio da VAR ma, se proprio vogliamo, un contatto da moviola. Sul quale non ci si troverà mai d’accordo tutti ma non si può pensare che anche questi minimi contrasti possano essere considerati come “chiari ed evidenti errori”.
Inutile nascondersi: il rischio che potrebbe corrersi con una modifica del protocollo volto ad ampliare lo spettro di utilizzo è proprio questo, cioè di rendere valutabile con la tecnologia anche minimi contatti come questo, con la conseguenza di veder assegnati troppi rigori marginali.
Se ci pensiamo è esattamente quel che è accaduto con i tocchi di mano: troppe review che hanno portato alla concessione di rigori quantomeno discutibili perché, ovviamente, con le immagini i contatti appaiono molto più evidenti rispetto al campo.

Sampdoria – Udinese 4-0, arbitro Massa

Lo anticipo: non mi è piaciuto per nulla il silenzio stampa imposto ai giocatori da parte della società friulana. In realtà il silenzio stampa non mi piace in generale ma, in questo caso, è una scelta polemicamente inutile poiché si può discutere delle valutazioni di Massa ma non si può definire la sua gara negativa.

La Sampdoria trova il vantaggio al minuto 33 con un calcio di Quagliarella guadagnato per un contatto in area di rigore tra Behrami e Defrel:

Sarebbe molto interessante capire per quale motivo l’arbitro abbia fischiato il calcio di rigore con molto ritardo, ben dopo il contatto in area. Come possiamo notare dalla seconda immagine, infatti, l’arbitro non ha ancora portato il fischietto alla bocca nonostante il contrasto tra Behrami e Defrel si fosse consumato qualche attimo prima. Anzi, nel secondo frame possiamo rilevare il fatto che Massa sia ancora intento a guardare il pallone.
E’ più che probabile che l’arbitro, in questo caso, abbia giudicato più sulla base della sensazione che per una convinzione. Lo possiamo intuire dal fatto che, nel momento in cui Behrami tocca Defrel, davanti a Massa ci sia un giocatore della Sampdoria e, soprattutto, le gambe di Defrel siano dalla parte opposta alla sua visuale, coperte dagli avversari.

E’ indubbio che Behrami non avesse alcuna intenzione di commettere un’infrazione sull’avversario ma che ciò sia accaduto per un errore del centrocampista dell’Udinese che, ritardando il rinvio, ha consentito a Defrel di rubargli pallone e tempo.
Il contatto c’è (gamba sinistra su caviglia destra), è un rigore più televisivo che reale ma non lo si può considerare un errore.
Torniamo, pertanto, all’episodio visto poc’anzi (rigore per il Sassuolo): così come quello di Reggio Emilia non era episodio da “on field review“, altrettanto lo è questo: a mio parere sono episodi sui quali si potrebbe (dovrebbe) sorvolare ma, allo stesso tempo, è impossibile pensare che anche queste fattispecie debbano essere sottoposte al controllo tecnologico.
In questi casi vale (e son d’accordo su questa interpretazione) il concetto che, di fronte ad un contatto tra i calciatori, deve rimanere intangibile la valutazione soggettiva dell’arbitro, unico al quale debba essere riservata il giudizio sull’entità dell’infrazione (o presunta tale).

Al minuto 55 secondo rigore per la Sampdoria:

Esattamente come nel primo episodio, la sensazione si ripete: il tocco di mano di Opoku è dalla parte opposta rispetto a Massa che, però, fischia immediatamente il calcio di rigore. Impossibile che l’arbitro abbia avuto qualcosa più di una sensazione dato che il corpo del difensore copre completamente la visuale sul pallone.

La scelta di Massa è corretta sempre tenendo presente un particolare: l’interpretazione attuale è questa sebbene possano esserci (valide) obiezioni sulla punibilità di tocchi di mano di questo genere.
Per quanto il tiro di Murru parta da una distanza molto limitata (circa un metro), il braccio destro di Opoku è sicuramente staccato dal corpo concretizzando il parametro definito come “aumento del volume corporeo“. A mio parere è più discutibile il cartellino giallo poiché è molto complesso ipotizzare che il pallone fosse diretto in porta.

Al minuto 69 Mandragora viene ammonito per un fallo commesso su Bereszynski:

Posizione ideale per Massa che ha campo aperto di fronte a sé al momento del tackle da parte del centrocampista udinese:

Intervento molto pericoloso di Mandragora, non nuovo a questa sciocchezze (venne espulso per un fallo molto simile su Cerri in Udinese-Cagliari del 29 dicembre scorso e ieri rientrava dopo la squalifica). In Udinese-Cagliari l’espulsione arrivò dopo “on field review” (in quell’occasione l’arbitro Mariani era voltato di spalle rispetto al giocatore), a Marassi l’arbitro ha optato per il cartellino giallo, non venendo richiamato dal VAR Pasqua.
Per quanto si tratti di un fallo molto pericoloso, il cartellino giallo può essere sostenibile: c’è molta imprudenza da parte del calciatore friulano ma, per fortuna sua e dell’avversario, non c’è contatto con la gamba di Bereszynski, ciò che avrebbe potuto creare danni non lievi al difensore doriano.
Giusta la scelta di Pasqua di non intervenire: diverso il discorso se Mandragora avesse colpito l’avversario.

Milan – Napoli 0-0, arbitro Doveri

Novanta minuti pressoché perfetti di Doveri a San Siro, parzialmente rovinati da cinque minuti di black out a fine gara. Sulla prestazione in generale, naturalmente, è legittimo avere idee differenti: personalmente non è un arbitro che riesca a definire brillante ma ieri sera ha diretto con personalità una gara che non si può qualificare come “facile”, soprattutto per la posta in palio e per il livello agonistico visto.

Prima del novantesimo un solo episodio da approfondire, interessante soprattutto per la lettura differente rispetto a quanto abbiamo visto a Reggio Emilia.

Al minuto 49 Insigne cade in area di rigore dopo un contatto con Bakayoko:

Posizione ideale per giudicare: campo aperto, distanza limitata a dieci metri circa, arbitro quasi statico.

La dinamica, se avete seguito con attenzione, è pressoché identica a quella vista in Sassuolo-Cagliari: attaccante che rientra verso il centro dell’area, leggerissimo tocco sul piede destro dell’attaccante, caduta.
Doveri lascia correre e Giacomelli non interviene, di fatto avallando la scelta dell’arbitro.
Come avrete capito dal commento dell’episodio di Reggio Emilia, la scelta mi trova d’accordo: un contatto c’è (è indubbio) ma è veramente di entità infinitesimale, giusto il tempo di pizzicare la punta del piede destro di Insigne. Se dovessimo considerare da rigore questi contatti, non si uscirebbe più dall’area dato che si dovrebbero battere dieci rigori a partita (come minimo).
Quel che non va bene è la differenza tra Reggio Emilia e Milano: di fronte ad episodi quasi identici si dovrebbe avere un identico atteggiamento per quanto concerne l’utilizzo della tecnologia. Così come a Reggio Emilia il VAR non avrebbe dovuto essere usato, allo stesso modo è del tutto corretto non aver richiamato l’arbitro alla “on field review” a San Siro.
Per quanto mi riguarda contatti di questa minima entità non vanno nemmeno considerati alla voce “calci di rigore”, un po’ come l’episodio della settimana scorsa tra Ronaldo e Bani (anche in quel caso il contatto fu di entità infinitesimale).

Al minuto 90 il Napoli rimane in inferiorità numerica per l’espulsione di Fabian Ruiz, punito per aver interrotto una promettente azione d’attacco con un fallo di mano:

Bisogna essere onesti: in presa diretta ho avuto la netta sensazione che la decisione di Doveri fosse stata ineccepibile e ciò dimostra (una volta di più) quanto possa essere differente la percezione del campo rispetto a ciò che poi si vede grazie alla riproposizione delle immagini.
L’errore è evidente:

Fabian Ruiz intercetta con il ventre, la braccia sono attaccate al corpo e dubito fortemente che il braccio sinistro abbia incocciato il pallone. Dalle immagini non si vede proprio alcun contatto e, anche se ci fosse stato, lo stesso non sarebbe stato punibile tecnicamente e, di conseguenza, nemmeno disciplinarmente proprio per la posizione del braccio.
Inutile evidenziare che il VAR, in queste occasioni, non possa intervenire: non si tratta di episodio da espulsione ma di seconda ammonizione ed il VAR non può mai consigliare “on field review” a meno che non si tratti di cartellino comminato ad un calciatore erroneamente individuato (il cosiddetto “scambio di persona”).
Questa fattispecie sarà oggetto di discussione al prossimo congresso IFAB di marzo: è probabile che la FIFA sarà promotrice di una proposta secondo la quale il VAR sia autorizzato a consigliare review in caso di seconda ammonizione rientrante nei casi di utilizzo della tecnologia. Proposta che dubito possa essere approvata perché ciò porterebbe ad un ulteriore problema: se può essere rivista la seconda ammonizione, perché non rivedere anche la prima, altrettanto determinante ai fini dell’espulsione per doppia sanzione?

Al minuto 94 Ancelotti viene allontanato dal campo (allontanato, non espulso) per proteste nei confronti del direttore di gara:

E’ vero: l’allenatore del Napoli protesta gesticolando con il braccio destro ma, oggettivamente, la scelta è più che discutibile. Non conta tanto il fatto che altri allenatori protestino molto meno civilmente di Ancelotti ogni domenica (non tiriamo fuori immagini già viste e straviste per cavalcare le solite polemiche) quanto che Doveri avrebbe potuto tranquillamente gestire in modo differente il comportamento dell’allenatore ricorrendo ad un richiamo ufficiale.
Le proteste dei dirigenti sono molto fastidiose, non solo per gli arbitri ma per tutti. Ciò, però, non toglie nulla al fatto che la scelta dell’arbitro, ieri sera, sia apparsa quantomeno eccessiva.

51 commenti
  1. Alessandro
    Alessandro dice:

    Marelli buongiorno.
    Come crede che prendano i suoi colleghi il suo blog, gente che arbitra in Serie A a differenza sua che ne ha fatte pochissime di gare nella massima serie ed è stato dismesso per non capacità?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sono persone infinitamente più intelligenti di te, difficilmente un cretino arriva in Serie A.
      Naturalmente pubblico questo commento perché è giusto che tutti si rendano conto che commenti di tale idiozia arrivano (purtroppo) anche sul blog. Ciò che ritengo importante è far notare che, a fronte di un commento di tale stupidità, ci sono centinaia di persone che si rapportano con educazione, rispetto e voglia di confrontarsi.
      Poi è normale che qualche diversamente intelligente, nascosto da un nickname come un ragazzino scemo in preda agli ormoni, abbia il desiderio di occupare qualche minuto mostrando la sua inesistente capacità relazionale.

      Ti mando un abbraccione, fenomeno <3

  2. Mattia Paletto
    Mattia Paletto dice:

    Sono rimasto molto perplesso dal suo giudizio sul presunto rigore ai danni di Insigne. Di solito lei é molto attento a quello che afferma ma questa volta mi ha davvero stupito. Come può affermare che una situazione simile non andrebbe fermata perché altrimenti ne dovremmo fischiare 10 a partita? Se il rigore c’é, va fischiato. Punto. L’immagine che lei stesso a postato dimostra che Bakoyoko non tocca il pallone ma da un pestone ad Insigne e non gli permette di controllare il pallone. Cosa c’entra il fatto che il tocco sia leggero? Come può stabilirlo? O dovremmo credere che trattandosi di un giocatore molto leggero non può che ricevere falli leggeri? Davvero non capisco. Lei di solito é molto attento a seguire il regolamento nelle sue analisi. Qui invece da un giudizio sommario ed incomprensibile. La ringrazio per la sua attenzione.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Ma infatti sono concorde nel dire che, se ci sono 10 rigori, 10 rigori vanno assegnati.
      Per me questo non è mai rigore perché è veramente una contatto infinitesimale. Il pestone è tutt’altro, significa schiacciare con tutto il peso del corpo il piede dell’avversario, ciò che non avviene nel modo più assoluto in questo caso.
      Che tu non sia d’accordo ci sta, non provo nemmeno a convincerti (tanto non ci riuscirei). Ma non sono il moviolista di una squadra, giudico quel che vedo e baso le mie valutazioni su regolamento ed esperienza.
      Poi ognuno è libero di pensarla come vuole, ci mancherebbe.

  3. Emanuele M.
    Emanuele M. dice:

    Scusami Luca, ma a me sembra che comunque Fabian Ruiz cerchi con le braccia di controllare la palla. Infatti anche nella foto le braccia sembrano posizionate leggermente avanti al corpo…

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Chiedo ufficialmente di non avanzare teorie senza senso.
      Ogni giorno dobbiamo lottare contro fake news e ricostruzioni senza alcun senso, evitiamo questa deriva sul mio blog.

      Ci sono episodi discutibili (come il contatto Bakayoko/Insigne) e ci sono episodi che non possono minimamente essere discussi: Fabian Ruiz è parte di questo concetto, il fallo di mano non esiste.

  4. Massimiliano Ruocco
    Massimiliano Ruocco dice:

    Gentile Luca,
    riguardo la partita del Napoli e l’espulsione di Carlo Ancelotti. Immagino che il motivo dell’espulsione sia dovuto a qualche parola di troppo come immagino che la concreta motivazione sia messa a referto dall’arbitro. I referti sono pubblici o parzialmente pubblici? Nel caso non lo fossero pensi avrebbe senso renderli tali?
    Cordialmente

    Massimiliano

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      No, i referti non sono pubblici.
      E non credo che ci sia un vero interesse nel conoscere i referti di gara, quel che viene scritto lo conosciamo il mercoledì col comunicato del Giudice Sportivo.

  5. Corrado
    Corrado dice:

    Ciao Luca,
    una domanda e un’osservazione.
    Domanda: adesso dato che c’è la VAR, agli arbitri non conviene ‘temporeggiare’ un attimo prima di dare la seconda ammonizione in attesa dell’avallo (il suggerimentino) via auricolare del VAR? [un po’ come fece Banti in Atalanta-Juve…anche se in quel caso lo costrinsero a perdere tempo i giocatori dell’Atalanta]
    Osservazione: sull’allontanamento di Ancelotti…è difficile poter giudicare non sapendo cosa abbia gridato Ancelotti (magari lo ha insultato)…dunque non mi trovo d’accordo con la tua presa di posizione.
    Cordialmente,
    Corrado

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      No, perché il VAR non può ricevere suggerimenti sui gialli.
      Su Ancelotti prendo atto, vedremo quel che ha scritto l’arbitro nel referto di gara.

  6. Luca
    Luca dice:

    Luca pero si potrebbe cambiare il protocollo non per dare il secondo giallo ma per toglierlo il secondo giallo per evitare errori come ieri

  7. Francesco
    Francesco dice:

    Eppure a me sembra evidente che il contatto (che non si può negare) abbia una efficacia determinante per sbilanciare Insigne. Anche se l’entità del contatto è leggera, la stessa è sufficiente a far perdere l’equillibrio a Insigne, che era in fase di sterzata.
    Non si può stabilire un concetto di “entità del tocco” valida in assoluto, ci sono situazioni e situazioni, da valutare cum grano salis. Credo che abbiano sbagliato sia l’arbitro a non concedere il penalty, sia il Var a non richiamarlo ad una on field review.
    https://youtu.be/cNl9hTdkKuA

  8. Sergio
    Sergio dice:

    In Sassuolo Cagliari, entrata in scivolata di Joao Pedro. Irrati non ha fischiato neanche il fallo. Quelli del Sassuolo hanno protestato . Vorrei una sua opinione . Grazie

  9. luigi vinciguerra
    luigi vinciguerra dice:

    Ciao Luca,
    in che maniera incide l’entità di un tocco in area di rigore (cioè esiste chiaramente in una norma scritta o ci si riferisce di più al buon senso “altrimenti se ne dovrebbero fischiare a decine ogni domenica”)…
    se quel tocco del difensore del milan su insigne fosse avvenuto a centrocampo, doveri secondo te avrebbe applicato lo stesso metro di giudizio…??

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sensibilità arbitrale sviluppata in anni ed anni di attività.
      No, non l’avrebbero fischiato, se ne vedono decine di contatti del genere in ogni partita.

  10. Giorgio
    Giorgio dice:

    Quindi un pestone in area non è rigore? Perché lo è, invece, un braccio appena poggiato sulla spalla di un giocatore?

  11. Giuseppe
    Giuseppe dice:

    Non sono per niente d’accordo sull’episodio di bakayoko. Il giocatore del Milan dà un calcio ad insigne, che paga solo il fatto di essere caduto una frazione dopo. Il tocco è netto, stavolta che non sia rigore lo sostieni solo tu

  12. Luigi Giordano
    Luigi Giordano dice:

    Buongiorno Luca, il problema che ora Fabian dovra’saltare una partita per errore palese di Doveri ed essendo una sola giornata x doppia ammonizione il napoli non potra’ nemmeno fare ricorso. Se Doveri avendo visto in.tv il suo palese errore ammettesse nel referto al GS l’errore tecnico, potrebbe evitare lo spagnolo la squalifica?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      E’ un problema innegabile che, a volte, le squalifiche puniscano giocatori ingiustamente sanzionati.
      No, non c’è alcun margine per evitare che Ruiz salti la prossima gara di campionato.

  13. Enrigo
    Enrigo dice:

    Scusa ho già scritto un commento ma vorrei precisare meglio: perdonami se te lo dico, ma dovresti riguardare il contatto Nakayoko Insigne, che non avviene affatto (solo) tra le punte dei piedi, il piede del milanista continua la sua corsa e prende in pieno la caviglia del napoletano, spostandogli il piede d’appoggio di almeno 20 cm all’indietro e provocando l’inevitabile caduta dello stesso. Vorrei vedere questi fantomatici 10 rigori ciascuno per contatti analoghi, per me questo è fallo senza alcun dubbio. Per come lo descrivi sembra che insigne sia stato solo toccato…

  14. Tommaso
    Tommaso dice:

    Buongiorno, concordo al 100% con le sue analisi. Il var a mio avviso sta rovinando questo campionato invece di aiutare a diminuire gli errori: oltre ad una disparità di utilizzo tra una partita e l’altra stiamo assistendo ad autentiche assurdità (Chievo-Fiorentina è stata falsata dal var, ha generato una partita ingestibile per Chiffi). Lo strumento va benissimo sul fuorigioco ma sul resto sta diventando un problema e non una soluzione.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      C’è da lavorarci ma teniamo sempre presente un particolare: il VAR esiste da meno di un anno e mezzo, è abbastanza fisiologico che ci possano essere errori di applicazione o scarsa chiarezza per alcuni episodi.
      Prendiamo ad esempio il mondo sportivo americano: ci hanno impiegato vent’anni per trovare una “quadra” definitiva…

      • Massimiliano
        Massimiliano dice:

        Inoltre in america, almeno per il football, si è arrivati ad avere il challenge (la visione dell’episodio su richiesta della squadra) e, nella fase finale (ultimo quarto di gioco) tutti gli episodi dubbi vengono sempre rivisti in tv, anche se non chiamati dalle squadre. Perchè attendere ancora anni per avere delle migliorie già adesso, visto che i problemi del VAR di oggi sono stati già affrontati da altre federazioni? Comunque io sono favorevolissimo alla VAR, anzi, vorrei che abbia ancora più margine di manovra.

        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Non nell’ultimo quarto ma solo negli ultimi due minuti.
          Peraltro anche loro sbagliano, ne è un esempio l’incredibile fallo non fischiato alla difesa di New England che, di fatto, ha consegnato la partecipazione ai Pats al prossimo Superbowl.
          Anche per me il margine di intervento deve essere il più ampio possibile.

  15. Alessandro
    Alessandro dice:

    Condivido ogni singola riga. L’unico dubbio che mi è sorto in seguito alla direzione di doveri di ieri è l’atteggiamento nei confronti dei due allenatori. Gattuso, richiamato ufficialmente, Ancelotti allontanato, quando durante le partite della Lazio, soprattutto all’Olimpico troviamo un allenatore (S. Inzaghi) costantemente fuori dall’area tecnica, solito a sbracciare, urlare, sbroccare più verso l’arbitro che verso i suoi giocatori. Queste decisioni perdono di valore se poi non si ha una linea guida nei confronti di tutti gli allenatori. E non si tratta di gestione, perché se si trattasse di gestione, tutti gli allenatori dovrebbero essere liberi di comportarsi come fa il mister della Lazio. Detto ciò non vorrei che il trattamento speciale che gli viene riservato sia dovuto a scorie del campionato scorso, cosa che oggettivamente sarebbe ancora più grave. Mi spiace vedere questa situazione da tifoso neutrale e ancora di più da ex arbitro, che a livello regionale si è tolto le sue soddisfazioni ma che per studio e lavoro ha dovuto mollare. Un caro saluto. Spero di essere stato chiaro in poche righe

  16. Antonio
    Antonio dice:

    Buongiorno, vorrei chiedere la sua opinione su un fallo avvenuto nel primo tempo: ripartenza Milan, Chalanoglu riceve il pallone vicino alla metà campo, Albiol commette fallo da dietro sul turco, tuttavia il Milan resta in possesso del pallone e continua l’azione, infatti Doveri fa il gesto di star applicando il vantaggio, che si conclude con una parata di Ospina. Il Napoli comincia un contropiede, che però non va a buon fine e termina con una rimessa laterale. Da quando Albiol fa fallo e viene applicato il vantaggio, passano 3/5 minuti prima che il pallone esca dal campo. È possibile che Doveri non abbia ammonito Albiol perché era passato “troppo” tempo oppure il fallo in questione non era passibile di ammonizione?

  17. Andrea
    Andrea dice:

    Buona domenica e complimenti per il blog: davvero uno spazio pulito.
    Per evitare diverse interpretazioni Var, non sarebbe meglio avere un’unica regia centralizzata come avviene in altri campionati? Avremmo, almeno nella stessa giornata, interpretazioni più coerenti fra partita e partita (e forse costerebbe anche meno…)
    Grazie e buona domenica

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      E’ un’ipotesi sulla quale si tornerà in futuro: il protocollo e la struttura cambierà molte volte prima di trovare una “quadra” definitiva.

  18. jeanloupverdier
    jeanloupverdier dice:

    guarda che Ancelotti ha detto (in TV) di essere stato espulso per una “parolina” detta ad alta voce, una parola che inizia per “c” e finisce per “azzo”.

    poi, se questa cosa rientra tra i fatti passibili di espulsione, dimmelo tu, ma (di certo) non è stato solo il gesto del braccio il motivo dell’espulsione.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Guarda, io non ero in campo (e credo nemmeno tu) pertanto dobbiamo interpretare sulla base di quel che vediamo.
      Sulla base di quel che ho visto l’allontanamento mi è parso eccessivo. Se poi Ancelotti avesse detto qualcosa di più, non possiamo saperlo.

  19. Giorgio
    Giorgio dice:

    Buongiorno Luca, un chiarimento sul fallo di mano di Opoku: potresti spiegare meglio perché non concordi con il cartellino giallo? Grazie mille, è un piacere seguire le partite con la consapevolezza del regolamento, acquisita anche grazie al blog

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Perché non possiamo sapere dove sarebbe finito il pallone.
      Due ipotesi:
      – se fosse finito nello specchio di porta, il giallo sarebbe corretto;
      – se fosse finito fuori, no.
      Non possiamo sapere dove sarebbe finito il pallone (dato che è stato deviato dopo un metro) e, pertanto, il giallo mi è parso eccessivo.

  20. Aldo C.
    Aldo C. dice:

    Il tocco su Insigne, a mio avviso, è rigore. C’è il video che mostra come, il contatto, sposta il piede del napoletano che, inevitabilmente, perde l’equilibrio e cade a terra. L’entità non si potrà mai apprezzare ma il movimento del piede di Insigne non lascia dubbi.

  21. Renato
    Renato dice:

    Mi scusi Luca c’è differenza tra allontanamento ed espulsione per l’allenatore? Forse in termini di squalifica? Grazie

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      No, è una terminologia tecnica per distinguere i calciatori dagli altri tesserati.
      Nulla di sostanziale ma sai quanto sono “pedante” sul regolamento.

  22. Luigi
    Luigi dice:

    Insigne, brevilineo e veloce, sterza il bacino per rientrare in possesso e calciare a pochi metri dalla porta. Il pestone del difendente glielo impedisce, bloccandogli di fatto la libertà del piede, fosse anche per una frazione di secondo. Imprudenza del milanista e danno causato, rigore tutta la vita.
    C’è una sottile differenza rispetto al citato caso Bani Ronaldo: quella è un’az In velocità dove un leggero tocco può essere ininfluente sulla progressione dell’attaccante (no danno), questa è un’azione quasi “da fermo”, rallentare e ostacolare il movimento di Insigne è un danno

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      L’imprudenza non c’entra niente, al limite si tratta di fallo negligente (ma non sono d’accordo).
      Il danno procurato non esiste, è un’invenzione giornalistica dato che esistono falli negligenti, imprudenti o connotati da vigoria sproporzionata.

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