Anticipi 12^ giornata: bene Piccinini, tra San Siro e Napoli soliti problemi di rigori e rigorini

Ancora una volta a tener banco sono gli episodi da rigore, sui quali è urgente tirare una linea e ricominciare da capo, onde evitare continue cadute alla ricerca della massima punizione.
La sensazione la esprimo da parecchie settimane e ad ogni turno arrivano conferme: l’area di rigore non è più una zona da cui cercare la rete ma nella quale cercare un minimo contatto per un fischio a favore.

Sassuolo – Bologna 3-1, arbitro Piccinini

La stagione di esordio in Serie A di Piccinini prosegue senza alcuna difficoltà di inserimento, lasciando nuovamente la sensazione di essere di fronte ad un arbitro affidabile.
A Reggio Emilia non ci sono stati episodi particolari ma la gestione della gara ha convinto. Il punto di positività di maggior importanza è la capacità di interpretare al meglio la partita, “cambiando passo” nel momento in cui la stessa si alza di livello agonistico e nervoso, rendendosi necessario intervenire con maggior frequenza, sia a livello tecnico che disciplinare.
Primo tempo a ritmi lenti e non poco noioso, il secondo tempo è stato completamente differente: tanti scontri, molto nervosismo e Piccinini sempre “sul pezzo”. Nella prima frazione pochissime interruzioni, nella seconda parte qualche intervento in più e parecchi provvedimenti disciplinari.
C’è ancora molto da lavorare sui particolari perché anche una sola ammonizione in più può essere “rischiosa” nell’economia della valutazione complessiva.
Per esempio non ha molto senso quanto accaduto al minuto 65:

Piccinini fischia un fallo in favore del Bologna, Dzemaili tira verso la porta a gioco fermo e l’arbitro decide di ammonirlo.
Sanzione disciplinare inutile. A livello regolamentare ci può stare ma sarebbe bastato un richiamo volante per riprendere Dzemaili. Solitamente queste ammonizioni vengono comminate per comportamento antisportivo, cioè un atteggiamento volto a perdere tempo. La questione è che, in quel momento, il Bologna stava già perdendo e, pertanto, non aveva molto senso pensare che Dzemaili volesse perdere tempo. Certo, si può giustificare la decisione di Piccinini sulla base di un gesto di dissenso nei suoi confronti ma i richiami (volanti od ufficiali) servono proprio ad evitare cartellini gialli che possono essere gestiti con l’autorevolezza.
Nulla di grave, sia chiaro, ma piccoli particolari che aiutano a salire di livello, guadagnando credibilità senza attaccarsi al taccuino.
Seguite Piccinini perché non tarderanno ad arrivare impegni di fascia superiore.

Brescia – Torino 0-4, arbitro Guida

Pomeriggio movimentato per il campano, in particolare in un primo tempo che ha presentato molti momenti di criticità decisionale.
Nel complesso nulla da eccepire: prestazione solida dopo qualche settimana di appannamento.

Al 15esimo minuto, su calcio di punizione di Belotti, Guida fischia un calcio di rigore a favore del Torino per un fallo di mano di Cistana:

Episodio sul quale vale la pena di soffermarsi un po’ e che dimostra, ancora una volta, che non è difficile interpretare queste fattispecie se si hanno chiari i parametri di valutazione (e non sulla base di fantomatiche nuove regole).
Togliamoci subito ogni dubbio, il rigore è corretto:

Come ormai dovrebbe essere chiaro, il concetto fondamentale di queste fattispecie è la posizione delle braccia.
Non c’è dubbio che Cistana non volesse intercettare il pallone con il braccio, così come è chiaro che il pallone arrivi addosso al calciatore dopo un rimpallo del compagno di squadra alla sua sinistra. Altrettanto evidente (vedendo le immagini postate) che il braccio sinistro di Cistana sia molto largo, in posizione innaturale. Non conta nulla (lo ribadisco per l’ennesima volta) che il pallone fosse diretto in porta o sul fondo, quel che conta è la posizione del braccio.
Arriviamo al punto: non si tratta di pallone inatteso (Belotti calcia da circa dieci metri di distanza), non si tratta di braccio in posizione naturale (basti vedere la posizione del destro), non conta nulla la deviazione del compagno (che avrebbe avuto rilevanza nel caso in cui avesse portato ad un tocco di mano con braccio aderente al corpo).
Quel che conta in questo caso è la posizione di Cistana che, assumendo questa postura, deve essere consapevole che:
– se non avesse toccato il pallone col braccio, avrebbe dovuto tirare un sospiro di sollievo per la fortuna;
– in caso di contatto, il calcio di rigore sarebbe stato la naturale conseguenza.

Giusta anche l’ammonizione anche se rimane un piccolo dubbio sulla direzione del pallone: se fosse stato al di fuori dello specchio della porta, poteva essere evitata. Difficile averne certezza, in ogni caso.

Al 24esimo minuto Belotti, da 14 metri, tira verso la porta del Brescia trovando la deviazione di Mateju. Guida, in buona posizione, assegna il calcio d’angolo:

Non mi sbilancio eccessivamente sulla “colpa” dell’arbitro: dalla sua posizione potrebbe avere avuto la sensazione della deviazione di braccio ma non escludo che abbia avuto il dubbio (per la solita questione della prospettiva) di un tocco di testa.
In ogni caso il VAR lo richiama velocemente alla “on field review” e la decisione non richiede grandi riflessioni:

Mateju allarga chiaramente il braccio destro sul tiro di Belotti effettuando una sorta di parata nei pressi del dischetto del calcio di rigore.
Poco da aggiungere: calcio di rigore netto ed ammonizione automatica.

Al minuto 40 Il Brescia rimane in inferiorità numerica in seguito alla seconda ammonizione per Mateju, reo di aver commesso un’infrazione ancora su Belotti:

Anche su questa decisione non c’è bisogno di dilungarsi eccessivamente: Belotti riconquista il pallone, se lo allunga verso l’area di rigore e viene ostacolato con un fallo evidente dal difensore del Brescia. Non è chiara occasione da rete ma certamente un’azione potenzialmente pericolosa: calcio di punizione diretto che non lascia spazio a dubbi e cartellino giallo indiscutibile.

Nel secondo tempo un solo episodio rilevante.
Al 60esimo minuto il Brescia reclama per un contatto in area tra Izzo e Donnarumma:

Guida è in perfetta posizione (e, pertanto, il VAR viene tagliato fuori da qualsiasi valutazione possibile) e vede il contatto tra Izzo e Donnarumma.
C’è pochissimo: tutto il contatto si riduce ad una mano appoggiata sulla spalla dell’attaccante e non c’è nemmeno una spinta. La linea che approvo è questa: anche su Donnarumma sarebbe stato un rigorino che non avrei apprezzato per nulla.
Bene Guida, a mio parere, a lasciar proseguire.

Inter – Verona 2-1, arbitro Valeri

Nel complesso una buona prestazione di Valeri che diventa ottima per chi apprezza talune scelte (non sue, in generale) che, personalmente, non mi piacciono per nulla per motivi che ho già esposto più volte (e sulle quali tornerò brevemente in sede di commento).
Gara, in ogni caso, ben diretta nonostante il punteggio in bilico fino all’ultimo abbia portato a momenti di nervosismo gestiti con esperienza ed autorevolezza.

Al 17esimo minuto il Verona si porta momentaneamente in vantaggio con un calcio di rigore assegnato per un contatto tra Handanovic e Zaccagni:

Valeri fischia con un paio di secondi di ritardo, probabilmente dovuti da una posizione non ideale (non a caso non si vede l’arbitro nemmeno in questa immagine allargata).
Torniamo al solito concetto già espresso più volte nel recente passato, con riferimento in particolare ai rigori assegnati a Ronaldo in Juventus-Genoa ed a Lautaro Martinez a Bologna nell’11^ giornata:

Guardate, in particolare, l’ultimo frame selezionato: il pallone è alla sinistra di Zaccagni ma il giocatore se ne disinteressa, più preoccupato di sentire un minimo contatto con Handanovic per guadagnarsi un calcio di rigore.
Lo ripeto nuovamente e lo ripeterò fino alla noia: questi rigori non mi piacciono per nulla perché la sensazione netta è che i calciatori abbiano capito che il VAR, in queste circostanze, non ha alcuna possibilità di intervenire sulla decisione dell’arbitro. Anche ieri pomeriggio a Milano un contattino c’è stato (piede sinistro di Handanovic su piede sinistro di Zaccagni) ma continuo a pensare che stia diventando quasi uno sport indipendente all’interno del gioco del calcio: la ricerca del rigore invece della porta. Credo che sia il caso di intervenire perché il rischio è di trasformare un gioco di contatto come il calcio in un videogame per nulla divertente.

Al 40esimo minuto Lautaro Martinez controlla male un pallone e, nel tentativo di riconquistarlo, entra in contatto con Zaccagni:

La dinamica del contatto ha lasciato qualche dubbio sul colore del cartellino ma la scelta di Valeri è corretta:

Lautaro Martinez ha cercato di contendere il pallone, lo ha anche colpito ma commettendo una chiara infrazione sull’avversario.
Il cartellino rosso sarebbe stato eccessivo per due motivi:
– le gambe dell’attaccante dell’Inter sono piegate (non è un piede a martello che presuppone una postura delle ginocchia completamente differente);
– le gambe sono basse (il piede destro leggermente sollevato non può essere considerato innaturale).

Al 55esimo minuto proteste dell’Inter per un contatto in area di rigore tra Lazaro e Lazovic. Il calciatore dell’Inter tenta di saltare l’avversario e poi cade a terra dopo un contatto con lo stesso:

Rientriamo nello stesso concetto espresso poc’anzi sul rigore assegnato al Verona:

Non c’è praticamente nulla tra i calciatori, solo un corpo a corpo normale in un gioco di contatto. Lazaro, non appena sentito un minimo contatto con l’avversario, si lascia cadere a terra, sperando in un fischio favorevole (e sul quale il VAR non sarebbe potuto intervenire).
Bene, ovviamente, Valeri a lasciar proseguire.

Ancor più evidente quanto accade al 73esimo minuto.
Candreva è in possesso del pallone in area di rigore, cerca uno spazio per servire un compagno, non lo trova e cade a terra sulla pressione di Faraoni:

Non c’è nulla anche in questo caso, se non il braccio sinistro del difensore appoggiato sulla schiena di Candreva. Non c’è spinta, non c’è fallo, non c’è alcunché.
In questo caso non avrei sgradito (anzi, avrei apprezzato) un cartellino giallo per simulazione ma la questione rimane aperta: in area di rigore, ormai, si cerca il contattino per giustificare una caduta ed una conseguente sanzione tecnica favorevole.
Normale? No.

Napoli – Genoa 0-0, arbitro Calvarese

Per impegni televisivi non ho potuto vedere la partita e, per tal motivo, non posso che limitarmi ad approfondire gli episodi accaduti senza un giudizio sulla direzione di Calvarese.

Al 13esimo minuto Mertens su punizione calcia verso la porta e trova la deviazione in barriera di Cassata:

Fondamentale, in questi casi, evitare di cascare nella trappola del frame sbagliato che, ingannando sulla prospettiva, potrebbe far pensare ad una deviazione di mano.
Cassata ha rischiato molto (se il pallone avesse toccato il braccio esteso verso sinistra il rigore sarebbe stato indiscutibile) ma, per sua fortuna, ha deviato in calcio d’angolo con la spalla.

Al 36esimo minuto proteste del Napoli per un contatto in area tra Callejon e Pajac:

Calvarese, in questo caso, è andato ad intuito: al momento del contatto tra Callejon e Pajac era completamente coperto da un calciatore del Napoli.
La decisione, in ogni caso, è corretta:

La dinamica avrebbe potuto ingannare (e, sinceramente, vedendo il video a notte fonda ho avuto il dubbio sul calcio di rigore) ma Pajac ha in realtà anticipato nettamente Callejon con l’interno del piede sinistro, deviando il pallone in calcio d’angolo.

Al 57esimo minuto l’episodio centrale della gara.
Ancora Mertens su calcio di punizione, questa volta trova la deviazione in barriera di Lerager:

Posizione classica per l’arbitro che, però, questa volta si perde qualcosa.
Non è facile vedere queste deviazioni che, con i replay, si individuano in un attimo. La criticità è che l’arbitro non ha a disposizione un replay ma solo la percezione del momento:

Partiamo dal fondo: questo è calcio di rigore.
La spiegazione non deve essere trovata nel movimento congruo o nella distanza del tiro o nell’aumento del volume corporeo. In questa circostanza si rientra nella fattispecie prevista nelle prime tre righe relative al fallo di mano:

E’ esattamente la medesima parte di regolamento su cui si è basata la decisione di Rocchi in Roma-Napoli per il fallo di Callejon:

A Roma come a Napoli ieri sera il tocco di mano andava punito semplicemente perché si trattava di un gesto volontario, con braccio che si muove nella direzione del pallone (a Roma per controllarlo, a Napoli per deviarlo).
Non conta nulla il fatto che fosse inizialmente a protezione del volto: una volta che il braccio si muove verso l’alto perde la funzione originaria per trasformarsi in un semplice episodio di fallo di mano volontario.
Oggettivamente grave l’errore del VAR per due motivi:
– il movimento è chiaro;
– non spetta al VAR decidere sulla punibilità o meno di un tocco di mano che, ovviamente, l’arbitro si era perso.
Inutile girarci attorno: l’arbitro può essere giustificato (come nella gran parte degli episodi di questo genere), il VAR no.

All’83esimo minuto Cleonise, giovane del Genoa appena entrato in campo, si rende colpevole di una brutta entrata su Lozano:

Anche in questa circostanza è difficile comprendere il motivo per cui il VAR non sia intervenuto: con tutte le attenuanti possibili (giovane età, appena entrato ecc.), il fallo di Cleonise è sicuramente da cartellino rosso.
Ci sono tutti i presupposti: piede alto e diritto sulla tibia di Lozano, piede a martello, velocità non marginale, ginocchio teso. Nessuna volontarietà (altrimenti si tratterebbe di condotta violenta) ma sicuramente vigoria sproporzionata.
Una serata da dimenticare per il VAR Chiffi.

Al minuto 89 altra protesta del Napoli.
Di Lorenzo tenta di entrare in area di rigore e cade a terra dopo un contatto con Radovanovic:

Torniamo alla voce “rigorini” cercati:

Anche in questo caso non c’è praticamente niente, solo un braccio (il sinistro) appoggiato su Di Lorenzo.
Anche in questo caso nessuna ricerca della porta ma caduta in area alla ricerca del calcio di rigore.
La scelta di Calvarese è del tutto condivisibile: non vedo nulla di irregolare e se questi contatti non venissero mai fischiati vedremmo molti più calciatori cercare la porta, non il rigore.

79 commenti
  1. Luca
    Luca dice:

    Ciao Luca,
    ho appena letto le dichiarazioni di Rizzoli sull’episodio del rigore per fallo di mano di Zielinski alla prima giornata a Firenze:
    “L’arbitro non si era reso conto e per questo c’è stato intervento del VAR, altrimenti non sarebbe dovuto intervenire. Episodio molto difficile. Il braccio è molto largo e invade lo spazio dell’avversario. Anche se non c’è intenzione di aumentare volume del corpo. Episodio borderline e controverso, deve rimanere la decisione che prende l’arbitro in campo”.
    Mi piacerebbe sentire cose ne pensi di queste dichiarazioni. Grazie mille in anticipo

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Onestamente è un passaggio che non ho capito un granché.
      Che Zielinski occupi volontariamente uno spazio maggiore, l’ho sempre sostenuto e per questo motivo sono convinto che sia stata corretta la review e l’assegnazione del calcio di rigore.
      Se Rizzoli afferma che lo spazio occupato è maggiore, non vedo come possa essere confermata la decisione assunta in campo.
      Grazie a te.

    • Luca
      Luca dice:

      perché lui dice che non c’è intenzione di aumentare volume del corpo.
      E quindi non è un chiaro errore e il var non deve quindi intervenire.
      Mi pare di capire questo.
      Non ricordo, il rigore fu assegnato dal var o l’arbitro ando’ a rivedere? Mi pare la seconda cosa.

    • Luca
      Luca dice:

      quindi il var decise da solo senza richiamare l’arbitro al video? in questo caso, effettivamente, credo che almeno avrebbe dovuto richiamare l’arbitro a decidere e non decidere da solo o sbaglio?
      Sulle procedure del var anche io ho dubbi. Perché credo che l’arbitro non abbia visto bene e che magari si siano anche confrontati per capire cosa l’arbitro avesse visto… quindi mi sembra corretto richiamare l’arbitro a rivedere l’azione (diverso se il var ha deciso in autonomia, questo si’, mi sembrerebbe scorretto). Pero’, naturalmente sempre che questo non sia non considerato chiaro errore perché allora è proprio sull’interpretazione dell’episodio che si dovrebbe discutere.
      Non me ne parlare, mi sono speso, da tifoso napoletano, sulla giustezza della decisione dell’arbitro secondo regolamento, anche se non contento, perché in parte sono d’accordo che sono situazioni di falli di mano un poco al limite, perché in effetti zielinski non allarga il braccio (in una posizione chiaramente innaturale, è naturale per chi voglia contrastare l’avversario, ma certo non possiamo considerarla naturale rispetto ai movimenti del suo corpo, perché io quello intendo come naturale o innaturale) per aumentare il volume del corpo per fare opposizione alla palla, ma lo fa appunto per contrastare l’avversario, ma in conseguenza di questo aumenta, si’, il volume del corpo. E ora, arrvio rizzoli e mi smentisce clamorosamente… 😀

  2. Cristiano
    Cristiano dice:

    Buonasera Sig. Marelli.

    Forse si ricordera’ di me (probabilmente no) per essermi presentato e congratulato con la sua disamina della moviola dopo Juventus-Genoa. A scanso di equivoci ho subito dichiarato di essere tifoso del Genoa, quindi di parte, ma mi sento sereno nel giudicare gli episodi degni di approfondimento e spero sempre di essere neutrale nel farlo.

    Aggiungo pero anche che sebbene Callejon cerchi il cosiddetto “rigorino” (e sono d’accordissimo con lei nel sostenere che i giocatori dovrebbero fare qualcosa di minimo per restare in piedi) non mi piace per niente il fatto che i giocatori (in questo caso Radovanovic) usino le braccia per trattenere o ostacolare l’avversario. E’ vero che questi contatti sono all’ordine del giorno ma la domanda che le pongo e’: devono esserlo? Invece di tollerare queste braccia larghe non si dovrebbe cercare di dissuadere questo comportamento? Il brutto e’ che se si persegue questa idea allora si devono fischiare rigori come quello, premiando l’attaccante che cerca il “rigorino” e invece se si lascia correre si premia chi usa le braccia in modo incongruo. Un saluto e un abbraccio dalla Svezia.

    Nei casi da lei trattati, mi trovo nuovamente in perfetta sintonia. Il braccio di Lerager infatti cerca il pallone e non si puo’ certo giustificare quella posizione dicendo che il giocatore stesse tentando di proteggere il volto. Rigore inecceptibile.

    Posso al limite comprendere il solo giallo al giovane giocatore del Genoa che commette oggettivamente una brutta entrata, per me da “arancione”.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Fan parte del gioco, Cristiano, come nel basket fan parte del gioco il body check col busto, come nel rugby far parte del gioco le tacchettate per difendere l’ovale.
      Se cominciamo a pensare che questi contattini debbano essere sempre puniti, allora dovremmo chiedere partite da 100 e più falli più simile al calcio balilla che al calcio gioco di contatto.

      Su questo argomento mi soffermerò a breve, appena trovo un paio di ore libere.

  3. Emiliano
    Emiliano dice:

    Buona sera,
    Lasciando stare il protocollo (che è giusto che venga seguito) ed il perimetro di applicazione volevo farle una domanda semplice …
    ma se un arbitro ha un dubbio o pseudo ( e spesso espressione del suo viso lo lascia percepire, del resto è un uomo e ci sta tranquillamente con la velocità di oggi) può spontaneamente andare al Var per rivedere Azione in generale e per capire anche lui meglio la dinamica ?
    o tale ipotesi non è applicabile mai e in nessun caso?
    Grazie della eventuale risposta.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      In linea di massima potrebbe ma le indicazioni sono di decidere in campo e, al limite, farsi correggere dal VAR (od essere chiamati dallo stesso alla OFR).
      E’ una linea che mi piace perché evita agli arbitri di scendere in campo, non decidere mai ed affidarsi alla tecnologia.

      Grazie a te.

  4. beta765
    beta765 dice:

    e basta con questi rigorini! Non ne posso più! Arrivo da anni di rugby, arbitrando a calcio so benissimo quando un giocatore che VUOLE stare in piedi può farlo e queste robe mi irritano da morire

  5. Attilio
    Attilio dice:

    Ciao Luca! Ho una domanda, forse dirò una sciocchezza e in tal caso confido nella tua indulgenza: ma in un episodio come il contatto Verre-Handanovic, in cui l’arbitro è abbastanza lontano e come hai scritto tu “fischia a sensazione”, non sarebbe preferibile ammettere di aver visto poco o nulla ed attendere dalla Sala Var un eventuale chiamata all’OFR? Ciò permetterebbe all’arbitro di rivedere le immagini e valutare anche l’intensità del contatto, cosa che invece non è possibile qualora il rigore venga fischiato “in diretta”, visto che in caso di contatto minimo il Var nulla può… Si eviterebbero almeno in parte questi rigorini che trovo decisamente antipatici. Grazie fin da ora per la risposta…

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sarebbe la soluzione ideale.
      Però, per motivi che fatico a comprendere, non è questa la linea seguita.
      Non so veramente spiegarmi questa chiusura al VAR nel caso di contatti tra calciatori, soprattutto considerando che è una balla colossale che le immagini siano meno precise della sensazione in campo.

      Grazie a te.

  6. Diego
    Diego dice:

    Buongiorno Luca, sempre interessanti ed equilibrate le sue analisi
    Chiedo un approfondimento sull’episodio del rigore “negato” al Napoli per fallo in barriera di Lerager. Ho due dubbi.
    1) Come nel caso di un’azione da gol , il Var può suggerire all’arbitro di risalire indietro. In questo caso per vedere che la punizione in realtà è stata invertita in quanto l’arbitro avrebbe dovuto fischiare una simulazione di Callejone che calcia l’aria e cade chiedendo il fallo. Credo la risposta sia no, ma volevo capire quando, una volta stabilita la possibilità dell’intervento del Var (caso di rigore o gol) è giusto risalire indietro e quando no
    2) Ho letto la parte del regolamento che lei allega per spiegare che dalle prime tre righe è rigore a prescindere dal fatto che il braccio aumenti o meno la superficie del corpo.Però lo stesso regolamento, poco sotto, non specifica chiaramente che le regole sopra citate non si applicano in alcuni casi? “Ad eccezione delle suddette infrazioni” dice il regolamento con ciò indicando che quanto sopra scritto non deve valere se: “…le mani/braccia sono vicine al corpo e non si trovano in posizione tale da aumentare lo spazio del corpo”
    Grazie per il chiarimento

  7. Gianmaria
    Gianmaria dice:

    Ciao Luca!! Complimenti per il blog.
    Se non ricordo male l’azione del gol di Vecino parte da una rimessa laterale effettuata da Candeva dopo che il pallone gli era prima accidentalmente scivolato dalle mani nel tentativo di effettuare la stessa, in quel caso Valeri avrebbe potuto invertire la rimessa?

  8. Andrea76
    Andrea76 dice:

    Buonasera Luca, grazie come per le tue spiegazioni. Ieri sera ero al san paolo e ho assistito ad un brutta partita e ad un brutto arbitraggio. Nell’ episodio chiave l’arbitro avrà bloccato il gioco per più di un minuto. Capisco che su un fuorigioco l’attesa può essere lunga e bisogna aspettare le elaborazioni grafiche. Però in una situazione di campo come quella di ieri, se al var ci mettono più di un minuto per maturare la decisione su un mani, non ci puoi dare la soddisfazione di andare al moitor per rivedere in prima persona?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Non è questione di “soddisfazione”: il VAR può richiamare solo in determinate circostanze.
      Se dovessimo pensare di dar soddisfazione ad ogni episodio, sarebbe un continuo ricorrere alla on field review.
      Che poi l’errore ci sia stato (a mio parere) è un altro discorso e sui quali credo di aver espresso compiutamente la mia opinione.

  9. Sascja
    Sascja dice:

    Purtroppo non ho trovato un replay decente sull’episodio che avrebbe potuto garantire un rigore per il napoli.
    Se il braccio fosse rimasto attaccato al volto del giocatore (immagino che non sia andata così, dalle conclusioni che avanzi), non sarebbe stato calcio di rigore, giusto? Perché a protezione del viso.

    Hai visto per caso l’inizio di Liverpool-MU? Al sesto minuto un fallo di mano sanzionabile (almeno a me sembrava abbastanza palese o almeno in italia sicuramente si sarebbe fischiato) in area del Liverpool che sulla ripartenza segna la rete dell’1a0.
    Se il VAR avesse confermato che c’era fallo, cosa che nn ha fatto, l’arbitro avrebbe annullato il gol del Liverpool, giusto?

    Grazie come al solito per tutto
    Sascja

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Se la mano fosse rimasta ferma sul viso, sì.
      Ma non è accaduto: Lerager ha alzato di molto il braccio, tanto da deviare il pallone con il gomito posizionato sopra alla testa.
      Difficile trovare una giustificazione ad un fallo di mano volontario come questo.

      Su Liverpool-Manchester City ho scritto stamattina.

      Ciao.

  10. Matteo
    Matteo dice:

    Ciao Luca, non so se l’hai notato ma ieri sera Calvarese a Napoli sembrava in grandissima difficoltà atletica, in un contropiede degli azzurri correva che sembrava dovesse crollare da un momento all’altro.
    Ha qualche problema fisico che tu sappia? Non ho mai visto un arbitro così in difficoltà

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      No, che io sappia non ha alcun problema fisico.
      Però ho notato anche io una serata non brillantissima dal punto di vista fisico. Può capitare, è successo anche a me di entrare in campo e sentirmi stranamente vuoto di energie.

  11. David
    David dice:

    Buongiorno dott. MARELLI. Oltre a congratularmi per ieri sera (skysport room) vorrei porle un quesito. Lazio Lecce e il gol annullato a Lapadula. Al momento della battuta del rigore, Lapadula è in area e quindi giusto annullare il suo gol su ribattuta. Ma ci sono anche 3 laziali e quindi il rigore andava ripetuto.
    Quando giocatori di entrambe le squadre invadono l’area prima della battuta del rigore, lo stesso va ripetuto.
    Ma su Sky han detto che Rizzoli avrebbe dato l’indicazione che l’irregolarita’ andrebbe sanzionata solo se influente. Quindi se fosse arrivato sul pallone prima il laziale entrato in area in anticipo, il rigore sarebbe stato ripetuto.
    Mi può illuminare in proposito?
    Grazie

  12. Roberto D
    Roberto D dice:

    Complimenti per la trasmissione su sky ieri sera, è stato veramente un piacere assistere.
    A domani per qualche considerazione su Lazio Lecce.

  13. Marco
    Marco dice:

    Buongiorno, io continuo a non capire questa regola dei falli di mano perchè qui c’è una contraddizione con quanto successo a lecce. De ligt ha il braccio largo ma da come lei stesso ha sostenuto non era rigore perchè c’era una deviazione. Qui è successa la stessa cosa e se prendiamo il regolamento c’è scritto chiaramente “se proviene direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) di un altro calciatore che è vicino” non è fallo. Allora bisogna inserire una regola che dice il braccio largo va sempre punito qualunque cosa accada.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      La differenza è la posizione iniziale del braccio: quello di Cistana è quasi a 90 gradi rispetto al busto, quello di De Ligt è lungo il corpo.
      In linea di massima è come dici tu. Ma il braccio di De Ligt NON ERA largo.

  14. Enri
    Enri dice:

    Se torna indietro a rileggere i suoi post mi pare che quello di ieri sia stato il sesto o settimo rigore per lei netto non assegnato al Napoli. La crisi tecnica è mentale di questa squadra è innegabile ma dalla prima giornata in poi, con la famosa simulazione di mertens, ha subito un numero incredibile di errori arbitrali. Con torino, Cagliari, Atalanta e genoa sono costati moltissimi punti (potenziali), dai 7 ai 9, fermo restando che ovviamente andavano concretizzati. Irrilevanti quelli con Brescia e Verona. Alcuni non erano materia del var ma altri assolutamente sì, ieri, col Torino, col Brescia e con l’atalanta, e forse anche col Cagliari. L’arbitro in campo può perdersi dei contatti ma il var deve avere la personalità di intervenire!
    Le stagioni così si rovinano irrimediabilmente perché le componenti psicologiche nel calcio sono assai rilevanti.
    Sarebbe il caso di invitare ad una maggiore attenzione in generale, probabilmente io noto di più gli errori riguardanti il Napoli, ma immagino che casi simili accadano ovunque. Certo una concentrazione di 6 gare condizionate da errori nelle ultime 8 per la stessa squadra… La beffa è stata che l’unica gara senza errori tra le ultime ha visto ben due rigori ASSEGNATI CONTRO il Napoli…

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Enrico, mi togli una curiosità?
      Ma con tutte queste mail come fai a non incasinarti?

      Per quanto concerne gli episodi sei caduto nella tendenza di mettere assieme errori effettivi (Torino), con errori ininfluenti (Brescia, partita comunque vinta) oppure inesistenti (contro il Cagliari le proteste sono state del tutto infondate).
      Questo non è un bel modo di confrontarsi.
      E credo di avertelo già detto più o meno un milione e mezzo di volte…

  15. EnricoA
    EnricoA dice:

    Buongiorno Luca. Tu scrivi, con riferimento alla partita Napoli-Torino: “non conta nulla la deviazione del compagno (che avrebbe avuto rilevanza nel caso in cui avesse portato ad un tocco di mano con braccio aderente al corpo)”. Che rilevanza avrebbe avuto se il braccio fosse stato attaccato al corpo.
    Saluti e complimenti per la trasmissione a Sky.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Nessuna, a meno che non fosse stato leggermente staccato rispetto al busto, come per esempio De Ligt a Lecce: in quel caso, deviando il pallone su un braccio leggermente staccato dal busto, non sarebbe stato sufficiente per il calcio di rigore.

      Grazie dei complimenti, sempre ben accolti.

  16. ACHILLE
    ACHILLE dice:

    Ti voglio solo fare i complimenti perche’ tu (e pochi altri) state cercando di portare avanti una rivoluzione gentile parlando garbatamente e con competenza degli episodi.

  17. Andrea
    Andrea dice:

    A proposito di rigorini però farei una distinzione tra quelli di Juve e Inter e questo. Non è coinvolto un giocatore di movimento bensì il portiere, che in uscita, una volta saltato dalla palla, se non cerca l’attaccante e fa di tutto per evitare il contatto, deve essere in qualche modo tutelato. L’attaccante non può lasciare lì gamba e corpo perché è evidente che andrà a contatto con il portiere. Ma il portiere è particolare tra gli 11 giocatori, non può subire lo stesso trattamento di un difensore imprudente.

  18. Marco
    Marco dice:

    Buongiorno, una curiosità che ieri ho notato allo stadio, Valeri rispetto ad altri arbitri mi da l’impressione di attendere molto per segnalare le varie situazioni (rimesse, calci d’angolo) lasciando il compito all’assistente. Anche nella situazione del rigore mi sembra siano passati alcuni secondi tra il fallo e l’effettiva gestualità.
    È una casualità oppure c’è una motivazione? Chiedo perché la tempestività e chiarezza della segnalazione mi pare dia un senso di maggior autorevolezza da parte dell’arbitro, al contrario il ritardo nella decisione mi porta a vedere l’arbitro come insicuro della decisione. Grazie

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Rimesse laterali e calci d’angolo non sono compito dell’arbitro (tranne rarissime eccezioni).
      Sul rigore, secondo me, è andato un po’ “a sensazione”, era troppo lontano per avere certezze.

      Grazie a te.

  19. Alessio
    Alessio dice:

    Buongiorno e complimenti per ieri sera sul confronto garbato a Sky Sport Room.Non essendoci stata l analisi della tre giorni europea scrivo qui i miei dubbi.
    1)In Borussia-Inter l arbitro Maakelie ha gatto due cose che raramente si vedono in serie A:nei primissimi minuti ha ammonito Biraghi quando invece in Italia i primi 5 minuti sembrano una zona franca e poi quando c’era un fuorigioco come da prassi in epoca VAR lasciava proseguire il gioco ma quando,terminata l azione,il guardalinee alzava la bandierina l’arbitro non assegnava la punizione indiretta per la squadra difendente applicando dunque una specie di vantaggio.Speciamente riguardo alla seconda situazione,è più corretto o comunque preferisce il metodo Maakelie o quello italiano?
    2)Il rigore richiesto dalla Lazio contro il Celtic c’era oppure anche se il difensore non era proprio a terra è salvo poiche in caso di scivolata il braccio a terra sana la sua irregolarità?
    3)In Man City-Atalanta per forza uno della panchina,nella fattispecie Walker,avrebbe dovuto fare il portiere?Guardiola non poteva mettere in campo Walker e in porta uno dei titolari ad esempio Cancelo o Sterling?
    Grazie per le risposte!

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      1 – Se l’ammonizione su Biraghi non venisse comminata nei primi cinque minuti, sarebbe un errore a prescindere. Sul fuorigioco preferisco il comportamento dell’assistente di Makkelie, soprattutto per fuorigioco netti che troppo spesso vengono lasciati andare per non rischiare;
      2 – IL braccio era quello che stava andando in appoggio al terreno di gioco, esattamente la casistica citata dal regolamento per determinare la NON punibilità del tocco di mano. Quello contro il Celtic non era rigore.
      3 – Poteva mettere in porta uno presente in campo. Ma mi pare evidente che è stata tutta una pantomima per perdere la maggior quantità di minuti possibile.

  20. Stefano
    Stefano dice:

    Buongiorno Luca, come avrebbe potuto l’arbitro di Atalanta Manchester City evitare quella perdita di tempo enorme al momento dell’espulsione di Bravo? Ammonire il capitano del City e comandare l’immediata ripresa del gioco?
    Grazie

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      L’immediata ripresa del gioco no.
      Ammonire Guardiola subito e poi rimanere nei pressi della panchina per sollecitare il cambio. Dopo due minuti secondo giallo e via.
      Inaccettabile che in Champions’ League si stia fermi sette minuti e mezzo per una sostituzione.

  21. Marco M.
    Marco M. dice:

    Ciao Luca.
    Nonostante i tuoi lodevoli sforzi per far capire i razionali sulla punibilità dei falli di mano io ammetto di essere ancora confuso.
    Brescia, premetto che non sono riuscito a vedere immagini più chiare della ripresa frontale che sono poi quelle che pubblichi, ma sei proprio sicuro che il braccio sia in quella posizione quando parte il tiro o lui si muove in modo scoordinato sorpeso dal rimpallo?
    A me è parso un riflesso del rimpallo ravvicinato a meno di 50 cm su un tiro fortissimo.
    Comunque… alla faccia di chi non vuole il Var… un rigore non dato come il secondo sarebbe una sciagura ed è anche un po’ paradossale la certezza di Guida sul primo episodio e la mega svista sul secondo.
    Ciao.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Beh, se il braccio in partenza fosse stato aderente e poi, al momento del contatto, così aperto, a maggior ragione sarebbe rigore: non per posizione innaturale ma per tocco volontario.
      In ogni caso il braccio era in quella posizione fin dall’inizio, potrai accorgertene vedendo il video frontale.
      Ciao.

  22. Domenico
    Domenico dice:

    Salve, la seguo spesso con molto interesse e la ringrazio per il lavoro che svolge.
    In ogni caso, la domanda che mi pongo è la seguente: posto che io eviterei di fischiare tutti i “rigorini” come quello non concesso a Di Lorenzo, va detto che mi è parso di capire che in questa stagione la tendenza è a fischiarli. Non si dovrebbe quindi parlare di errore dell’arbitro a rigor di regolamento? O è forse una di quelle zone grigie soggette quanto meno ad interpretazione?

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Non può essere un errore un mancato rigore su una fattispecie inesistente: su Di Lorenzo non c’è veramente niente di niente.
      Ed in ogni caso bisogna porre rimedio perché, a me, questo calcio non piace per niente.

  23. Gabriele
    Gabriele dice:

    Buongiorno

    Lei scrive: “Valeri fischia con un paio di secondi di ritardo, probabilmente dovuti da una posizione non ideale (non a caso non si vede l’arbitro nemmeno in questa immagine allargata).”
    Ora io mi chiedo: considerato questo, non poteva Valeri stesso chiedere di rivedere le immagini, visto che probabilmente si sarà reso conto di non essere in posizione idonea a valutare perfettamente il contatto? In generale, perché non parte mai dall’arbitro la richiesta di OFR nonostante la possibilità mi pare sia prevista dal protocollo? Mi corregga se sbaglio.

    • Gabriele
      Gabriele dice:

      Grazie per la risposta, diciamo che non ho pensato a questo punto di vista. Tuttavia ormai gli arbitri dovrebbero aver capito che il var non ha margine di intervento se un contatto minimo c’è stato (anche se lottò non lo avrebbero sanzionato).
      Comunque al di là dell’episodio specifico non riesco a capire perché gli arbitri non richiedano mai essi stessi la OFR, se si rendono conto magari di essere mal posizionati. Io non ci vedrei nulla di male, anzi: il protocollo è già di per sé molto restrittivo, almeno si cerchi di sfruttare questa possibilità, visto che il protocollo la prevede.
      (Magari invece non ho capito nulla del protocollo e parlo a vanvera, nel qual caso accolgo volentieri smentite)

  24. Valerio
    Valerio dice:

    Buongiorno, sono perfettamente d’accordo con la sua opinione sui “rigorini” che non andrebbero assegnati (Ronaldo vs Genoa, Zaccagni ieri), ma a mio modo di vedere se un arbitro cambia totalmente metro di giudizio nel secondo tempo (stesso contatto su Lazaro ma niente rigore) commette un gravissimo errore. L’uniformità di giudizio, perlomeno all’interno della stessa partita, dovrebbe essere sacrosanta. Alla luce di ciò, non mi spiego il suo giudizio positivo sulla prestazione di Valeri.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Non è questione di metro.
      Se Valeri avesse fischiato quella “roba” (passami il termine) avrebbe agito in compensazione che è ancora peggio di un errore: significa aggiungere errore ad errore, non applicare lo stesso metro.
      E’ come se si affermasse: “se è stato fischiato quel rigore, allora devono fischiare anche questo”.
      Sbagliato: l’obiettivo è non compiere un altro errore, non commetterlo nuovamente per coerenza.

      Sulla prestazione di Valeri: non mi baso MAI sugli episodi singoli ma solo sulla direzione generale. Basarsi su un singolo episodio è costume del giornalismo, non di un arbitro.

  25. Matteo
    Matteo dice:

    Sig. Marelli, in primis grazie dei suoi contributi. Le volevo chiedere se anche lei avesse notato un “innalzamento dell’asticella” della punibilità dei falli nel secondo tempo di Inter – Verona, perché, personalmente, ho avuto l’impressione che l’arbitro abbia interrotto il gioco meno di quanto fatto nel primo tempo. Se sì, è qualcosa di auspicabile in una partita del genere, in bilico fino alla fine e che ha avuto proprio nel secondo tempo la svolta con la rimonta dell’Inter? Grazie e buona domenica.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      No, sinceramente non l’ho notato.
      Al limite mi aveva stupito nel primo tempo vedere Valeri fischiare parecchio più delle sue abitudini.
      A me ieri è piaciuto, al di là della questione rigore.

  26. Giovanni
    Giovanni dice:

    Buongiorno,
    aspettavo le sue valutazioni su Napoli – Cagliari. Sono totalmente d’accordo specie sul fatto che tolto il possibile fallo di mano, tutti gli altri sarebbero rigorini o cose di poco conto. Le chiedo allora di ipotizzare secondo lei quale valutazione abbia fatto il VAR per non invitare l’arbitro alla revisione appunto in occasione del possibile rigore per fallo di mano. A me come percezione onestamente pare simile ad altri casi dove subito si è avuta una revisione in caso di episodio non visto in campo. Già questo mi portava a pensare ora lo vanno a rivedere. Niente di tutto questo. Quindi cosa è stato valutato? Mi permetto di suggerire, non crede che a volte ragionare troppo su una situazione, porti a complicarsela piuttosto che risolvere / valutare il caso per quello che è?
    La ringrazio.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Probabilmente il VAR ha commesso esattamente l’errore che hai ipotizzato: ha voluto ragionare troppo sull’episodio, alla fine sostenendo la decisione assunta in campo valutando il contatto come conseguenza del ripararsi il volto.
      Onestamente, però, è una spiegazione che non sta in piedi.

      Grazie a te.

  27. Fabio
    Fabio dice:

    Intanto complimenti per la trasmissione di ieri sera. Andrebbe ripetuta periodicamente.
    Vorrei concentrarmi sull’episodio chiave di Napoli-Genoa.
    Se la discriminante è ancora legata all’istinto di protezione, penso che ieri ci fossero i presupposti per depenalizzare il tocco di Lerager visto che il pallone era diretto proprio in faccia. Visto che i calciatori in barriera non possono proteggersi coprendosi il viso già prima del tiro, è ovvio che il calciatore muova il braccio verso l’alto per interporlo tra il pallone ed il viso. Penso che l’arbitro abbia considerato questa dinamica come “istinto protettivo”, motivo per cui anche il VAR ha avallato la scelta.
    Però ho un dubbio: nell’ultima edizione del regolamento FIGC, le Guide Pratiche AIA relative alla regola 12 non contengono più la descrizione relativa alla depenalizzazione di un tocco di braccio/mano se il difendente fa il “gesto istintivo di ripararsi il viso o il basso ventre dal pallone”. Forse non è più così ?
    Grazie se vorrai rispondermi: immagino che sarai distrutto dalla stanchezza !

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Beh, diretto in volto: il pallone viene deviato dal braccio oltre la testa, se avesse voluto solo proteggersi avrebbe mantenuto il braccio davanti al viso. Se un calciatore si protegge e poi alza il braccio, sono problemi suoi, non di chi deve giudicare. E l’istintività non conta nulla altrimenti qualsiasi tocco di mano potrebbe essere giustificato in questo modo.

      Sono stanco, sì.
      Ma gli impegni vanno mantenuti, anche e soprattutto con voi.

    • Fabio
      Fabio dice:

      Se mi dici che l’impatto è avvenuto al di sopra della testa, allora nulla da ridire: è rigore. Però a me non sembra così.
      Basandomi sul secondo frame che hai pubblicato, il braccio sembra proprio tra la faccia ed il pallone.

      Il concetto di “gesto istintivo per ripararsi il viso” non l’ho inventato: lo ho virgolettato perché è proprio specificato nelle precedenti edizioni del regolamento FIGC, ma non nell’ultima dello scorso agosto.
      Nella mia idea, il concetto di “gesto istintivo” consiste necessariamente in un movimento del braccio ad intercettare il pallone: un braccio statico, come quello usato per proteggere il “basso ventre” non ha nulla di istintivo essendo la sua posizione premeditata addirittura da prima che il pallone venga calciato.
      Una questione lessicale magari chiarita da qualche direttiva che mi sfugge.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Fabio, all’altezza della faccia c’è il braccio, non la mano.
      La mano si è spostata da un pezzo oltre la testa, il braccio al momento del tiro era ad altezza petto.
      QUella dizione è stata eliminata perché non aveva senso, soprattutto per un regolamento impostato sul concetto di colposità e non di volontarietà.

    • Fabio
      Fabio dice:

      Perfetto.
      Se la regola non prevede più la “depenalizzazione” anche in caso di movimento verso il pallone, il discorso è chiuso: rigore.
      Ora mi è tutto chiaro.
      Grazie.

  28. Giuppy91
    Giuppy91 dice:

    Ciao come sempre analisi perfette, ma avrei un solo dubbio sul secondo rigore fischiato al Torino, il giocatore del brescia non poteva anche essere espulso? Non ho visto la partita, ma dal frame postato mi sembra che la palla sia diretta in porta con scarse possibilità di intervento del portiere? Grazie per la disponibilità

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      No, no: l’espulsione sul fallo di mano è previsto solo per una deviazione con la mano sulla linea di porta oppure a porta vuota. Non era questo il caso, c’era il portiere e la distanza non era limitatissima.

  29. Angelo
    Angelo dice:

    Buongiorno Dott.Marelli , per quanto riguarda il primo rigore concesso contro il Brescia ho dei forti dubbi (non per la regola) ma’ per l’interpretazione che a essa viene data ; mi chiedo come possa fare un giocatore a non muovere le braccia (perché di questo stiamo parlando) in un gioco come il calcio , Fra l’altro la palla è stata anche deviata . Continuando così saremo costretti a vedere assegnati “rigoretti” che ben poco hanno a che fare con il calcio.
    Un altra osservazioni che le volevo fare e sul rigore concesso al Verona che io ritengo netto (lo dico da interista) , Handanovic fa’ un uscita completamente sbagliata e anche sé lievemente tocca l’avversario .
    Grazie buona giornata e complimenti per il blog.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      In realtà Cistana non ha proprio mosso il braccio: si è posizionato in quel modo fin dall’inizio.
      Se poi il pallone viene fermato proprio dal braccio largo, non è un problema dell’arbitro ma del calciatore, che deve sapere il rischio che corre assumendo quella postura.
      Sul rigore del Verona: anche in questo caso non conta l’errore o meno del portiere, quel che deve essere valutato è il contatto. Se un portiere esce a farfalle, non va punito a prescindere col rigore ma solo se commette un fallo.
      E questi, per me, non sono mai contatti definibili col termine “fallo”.

      Grazie per i complimenti, sempre ben accolti.

  30. Alessandro
    Alessandro dice:

    Ho visto il suo intervento su sky ieri sera (a proposito, complimenti) e mi è parsa particolarmente interessante la discussione sulla possibilità di introdurre il challenge nel calcio,cui personalmente sono contrario. Allenatori ed arbitri sono categorie ben distinte, tra cui permane una netta differenza: per esempio, Capello continua a pensare che serva un ex-giocatore in sala Var (idea per me inconcepibile), convinto che gli arbitri non si rendano conto dell’entità o della dinamica di determinati contatti; al contrario, i direttori di gara sono sicuri (non a torto) che allenatori e giocatori non conoscono minimamente il regolamento e che spesso protestano inutilmente. C’è una sorta di incomunicabilità tra i due ruoli. Credo che un arbitro chiamato alla review da un allenatore, anche solo a livello inconscio, vada a rivedere l’azione con l’intenzione di confermare la decisione presa sul campo: vero che l’interesse di un arbitro è quello di limitare/correggere gli errori, ma vero anche che l’uomo per sua natura fa fatica a riconoscere i propri sbagli. Ricordo errori clamorosi non corretti dopo revisioni Var, come un rosso confermato da Tagliavento in Crotone-Cagliari: e in quel caso era stato un collega (e dunque un esperto) a suggerire la review. Mi aspetto, a maggior ragione, che revisioni chieste da allenatori (e dunque non-esperti) possano essere viste quasi come una perdita di tempo, soprattutto se richieste da personaggi che tendono a lamentarsi e sono, quindi, meno credibili (così come un giocatore che si tuffa sempre, a volte, quando subisce falli evidenti, non ottiene il calcio di punizione/rigore perché l’arbitro pensa abbia simulato).

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sulla presenza di un ex calciatore in sala VAR è una proposta che non ha alcun senso e che non verrà nemmeno discussa: ognuno svolga il suo mestiere e, alla fine della carriera, un calciatore può aprirsi una strada da commentatore, da allenatore o mille altri ruoli. Ma gli arbitri li lascino perdere.
      Sulla volontà di correggere gli errori ti assicuro che un arbitro se ne frega di come possa apparire, vuole solo evitare errori.
      Purtroppo questa è una sensazione diffusa ma basata sul nulla: non c’è una controprova e, soprattutto, chi porta avanti queste tesi non ha la minima idea di come funzioni “la testa” di un arbitro.
      Poi gli errori ci saranno ancora: il challenge, come il VAR, non assicura perfezione in tutte le decisioni, ciò che non potrà mai essere raggiunto.

    • Alessandro
      Alessandro dice:

      Concordo sull’insensatezza della proposta di Capello; per il resto, mi fido. Certo che i dati mostrati ieri sera (appena 3 decisioni su 10 modificate col challenge) non sono molto incoraggianti.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Però sono anche due sport molto differenti.
      Oltre a ciò il challenge ha scopi diversi, per esempio quello di responsabilizzare e sensibilizzare le società, gli allenatori, i dirigenti, i calciatori: cosa di più concreto di mettersi nei panni degli arbitri per capire la difficoltà del ruolo?

  31. Cesare
    Cesare dice:

    In merito al fallo di mano in area al 57esimo minuto sulla punizione di Mertens, NON ho ben capito, la sua seguente osservazione:

    “– non spetta al VAR decidere sulla punibilità o meno di un tocco di mano che, ovviamente, l’arbitro si era perso.”…

    .. in questo caso, perchè il VAR NON poteva intervenire, mentre nell’episodio del fallo di mano di Callejon a Roma è intervenuto?

    Ciao e grazie mille!

  32. Mattia
    Mattia dice:

    Buongiorno, sul tocco di mano di Lerager continuo ad avere grossi dubbi: leggo di pareri altrettanto qualificati che spiegano come il braccio non aumenti il volume corporeo (nel senso che senza braccio l’avrebbe comunque presa in faccia la palla) e dunque sia da considerare non punibile dato che il braccio serve per proteggere il volto.
    Come sospettavo però è un episodio che può essere interpretato in modo diametralmente opposto anche da esperti del settore. Esistono direttive per cui la protezione del volto vale come movimento naturale, dato che il regolamento non lo prevede espressamente? Io suppongo di sì, perché Calvarese, quando termina il check del var, dice “è a protezione” e mima il gesto del braccio davanti al volto.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Chi parla di volume corporeo in questo caso NON HA CAPITO NIENTE del regolamento: quel concetto non c’entra nulla con questa fattispecie, quel che conta è la volontarietà del gesto.
      Anche Callejon a Roma non ha aumentato il volume corporeo ma ha commesso un fallo di mano volontario.
      Purtroppo tra i “presunti” esperti regna una confusione pazzesca perché, secondo loro, tutti i tocchi di mano sono uguali.
      Non è così.
      Il gesto di Calvarese a cui ti riferisci l’ha fatto in occasione della punizione al 13esimo del primo tempo.

  33. Chrisian P
    Chrisian P dice:

    Prima di tutto vorrei dirti che sono contento per te: tutti i tuoi impegni su questo blog e sopratutto la pazienza che hai sempre avuto, sono stati ripagati con la tua partecipazione su sky.
    Rispetto alle partite di ieri ho visto sia inter che napoli ma non sassuolo. l’unica cosa che vorrei sottolineare è che Valeri a livello fisico non mi è piaciuto molto. Nel secondo tempo ci sono stati un paio di contropiedi del Verona in cui Valeri ha avuto seri problemi nel seguire l’azione, sembrava quasi si trascinasse sul campo.
    Spero che per te sia solo l’inizio, perchè oggettivamente c’è bisogno di gente come te in televisione che spieghino come funzionano le cose.

    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Innegabile: non è in condizioni sfavillanti ma credo che qualche problema fisico di troppo l’abbia molto penalizzato in questi anni.
      Per quanto riguarda il mio ruolo, vedremo: per ora mi godo la soddisfazione, in futuro si vedrà. Certo è piacevole sapere di essere apprezzati.

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