32^ giornata: eccessive le proteste del Torino contro Irrati, incomprensibile Giacomelli a Firenze

Dopo le polemiche del sabato su Milan-Lazio, con inevitabile attesa delle decisioni del Giudice Sportivo (in particolare rischia molto Tare), la domenica ha registrato le veementi proteste del Torino, in particolare per voce del presidente Cairo.
Ed anche un mio errore durante la diretta della trasmissione Tutti Convocati di Radio24, nel corso della rubrica “VAR Anatomy” che non nascondo e su cui tornerò successivamente.

Sassuolo – Parma 0-0, arbitro Piccinini (CAN B)

Quarta presenza stagionale per Piccinini, ormai quasi certo della promozione in Serie A al termine del campionato. Gara meno convincente delle precedenti apparizioni ma sempre su uno standard che fa ben sperare in un facile inserimento nella categoria superiore.

Al secondo minuto del primo tempo il Sassuolo trova la via della rete con Matri che devia di testa ed in modo del tutto fortuito un tiro in porta di Ferrari:

In realtà l’arbitro, in questa circostanza, nulla può: una posizione di fuorigioco è per lui impossibile da rilevare. Se Piccinini può essere sollevato da ogni responsabilità, lo stesso non può dirsi per il secondo assistente Muto, anch’egli in organico alla CAN B:

Per quanto sia una fattispecie particolare, la posizione di Matri non appartiene alla categoria degli episodi complessi: azione dell’attaccante statica (infatti è sdraiato per terra), testa avanzata di non poco.
A parziale scusante del giovane assistente la mancanza di visuale sui piedi del penultimo difendente e la difficoltà di vedere la deviazione di Matri (sebbene sia proprio lui ad esultare per la rete).
Bene, al contrario, il VAR Chiffi, molto attento ad accorgersi della strana dinamica ed a comunicare all’arbitro la posizione irregolare. Overrule perfetta, forse un po’ troppo lunga.

Al minuto 35 il Parma protesta per un contatto in area tra Barillà e Bourabia:

Piccinini, in posizione poco favorevole (coperto da almeno un paio di calciatori del Sassuolo), lascia proseguire ma viene richiamato da Chiffi alla “on field review“:

Tipica fattispecie di fallo negligente, (s)favorito dal terreno molto scivoloso. Il giocatore del Sassuolo interviene in tackle per contendere il pallone all’avversario ma lo manca completamente, finendo per travolgere l’attaccante del Parma.
Dopo un breve consulto al monitor, Piccinini modifica la propria iniziale decisione ed assegna il calcio di rigore agli ospiti. Decisione corretta, bravo il forlivese a cambiare idea in pochi attimi.

Chievo – Napoli 1-3, arbitro La Penna

Altra tappa di avvicinamento per il romano ad una stagione, la prossima, nella quale sarà impegnato in gare di difficoltà crescente per confermare un primo anno che, nel complesso, può ben definirsi finora eccellente.
Nessun episodio nella gara di Verona, sempre rimasta nei binari della massima correttezza e ben diretta da La Penna che è scomparso dal campo fin dai primi minuti, lasciando la ribalta alle squadre ed al gioco. Ancora una volta chiude la gara senza alcuna sanzione disciplinare ma, a differenza di quanto accaduto in Juventus-Empoli dello scorso 30 marzo, senza ombre: proteste inesistenti, nessun fallo disciplinarmente rilevante.
Gara con poco significato per la classifica ma utilissima per presentarsi anche con una delle squadre più importanti in trasferta.

Sampdoria – Genoa 2-0, arbitro Calvarese

Ennesima conferma del teramano, giunto alla penultima stagione nella massima categoria e che certamente sta attraversando il miglior periodo della sua carriera.
Anche il suo primo derby della Lanterna si conclude positivamente nonostante una decisione molto controversa nel secondo tempo e dalla quale iniziamo.

Al minuto 50 la Sampdoria conquista un calcio di rigore per un tocco di mano di Biraschi:

Posizione perfetta di Calvarese, con visuale completamente libera di fronte a sé:

Nessun dubbio sulla correttezza della decisione: l’opposizione di Biraschi è senz’altro punibile, il braccio sinistro è molto staccato dal corpo ed in posizione inconferente con la dinamica di gioco.
Calvarese non estrae alcun cartellino nell’immediatezza ma solo dopo un colloquio alla radio, probabilmente con qualcuno dei suoi collaboratori in campo (il VAR non avrebbe potuto suggerire il colore del cartellino ma, al limite, una review per un DOGSO erroneamente valutato).
Dopo un minuto circa l’arbitro espelle il difensore del Genoa, evidentemente convintosi della sussistenza di una chiara occasione da rete. Scelta che lascia qualche dubbio ma che, nel complesso, può anche essere sostenuta: Defrel pare avere il controllo di pallone e corpo, in mancanza del fallo di mano di Biraschi avrebbe potuto trovarsi davanti al portiere genoano, apparendo molto complesso un recupero di altri difendenti.

Al minuto 59 Pandev cade in area di rigore dopo un contatto con Ekdal:

Calvarese, in eccellente posizione ed in postura dinamica (cioè non piantato a terra ma in movimento per trovare la visuale migliore), lascia proseguire e solo in seguito interrompe il gioco assegnando un calcio di punizione indiretto alla Sampdoria, contestualmente sanzionando con un cartellino giallo l’attaccante del Genoa.
Giusto non ammonire Pandev per la simulazione

perché un contatto c’è stato ma ben lontano dal poter essere considerato irregolare.
L’ammonizione arriva qualche secondo dopo ma per le proteste del genoano, peraltro recidivo nella gara. Scelta ineccepibile: Pandev ha pagato tutta una serie di recriminazioni precedenti, una sorta di conto unico all’ennesima protesta senza alcuna base.

Fiorentina – Bologna 0-0, arbitro Giacomelli

Tutta la gara del friulano si concentra in due episodi avvenuti nel giro di due minuti, tra il 74esimo ed il 76esimo minuto. Due episodi che coinvolgono anche il VAR Mariani, non nuovo ad interpretazioni del protocollo quantomeno curiose (e nel solco di una stagione non certo da ricordare, purtroppo).

Al minuto 74 proteste della Fiorentina per un contatto in area di rigore tra Muriel e Lyanco:

Giacomelli interrompe il gioco, assegna un calcio di punizione indiretto al Bologna ed ammonisce l’attaccante della Fiorentina per simulazione.
Francamente, rivedendo più volte l’azione, tutto può essere tranne che una simulazione: Lyanco viene nettamente anticipato, allarga la gamba destra e colpisce l’avversario. Muriel accentua la caduta ma il contatto c’è tutto. Appare inspiegabile non solo la scelta di Giacomelli ma anche quella di Mariani: in presenza di un contatto è difficile sostenere la scelta di avallare la decisione perché è fuor di dubbio che l’arbitro abbia visto qualcosa che non è mai accaduto.

Praticamente sul ribaltamento di fronte episodio molto simile nell’area della Fiorentina.
Palacio entra in area di rigore e cade a terra dopo un contatto con Pezzella:

Prima immagine che ci mostra sostanzialmente la posizione del pallone e l’assenza di Giacomelli, apparso stranamente scarico atleticamente.
Da altre inquadrature emerge che, anche in questa circostanza, la decisione di ammonire Palacio per simulazione non ha un gran senso:

Palacio salta piuttosto nettamente il capitano della Fiorentina che si oppone alla progressione dell’avversario allungando visibilmente la gamba sinistra, ponendo un ostacolo alla corsa dell’attaccante del Bologna.
Anche in questo caso Mariani decide di non intervenire, di fatto confermando la decisione di Giacomelli.
Situazione molto simile a quella avvenuta pochi secondi prima nell’area opposta: il fallo appare fors’anche più netto e non vi è alcun dubbio che la decisione di Giacomelli sia un chiaro ed evidente errore. Inspiegabili le scelte di Giacomelli, ancor più misterioso il doppio silenzio di Mariani al VAR.

Frosinone – Inter 1-3, arbitro Massa

In primo luogo mi auguro che il problema al polpaccio avuto nel secondo tempo sia solo un affaticamento: dopo le cure mediche del caso Massa è apparso molto prudente nella corsa ed altrettanto in difficoltà. Spero che non si tratti di nulla di grave, soprattutto perché ciò sarebbe una sorta di beffa dopo una gara ben diretta, con la sicurezza e la determinazione che mi aspetto sempre da un talento cristallino (ma mai del tutto espresso) come il ligure.

Al minuto 34 l’unico episodio degno di nota della serata.
Nell’area di rigore del Frosinone, a seguito di un calcio d’angolo battuto dalla sinistra, Skriniar finisce a terra dopo un contatto con Chisbah:

Ideale la posizione di Massa che, nel momento preciso del contrasto, stava osservando proprio in quella zona dell’area.
Il rigore è ineccepibile:

Chisbah si disinteressa totalmente del pallone preoccupandosi solo di impedire a Skriniar di prendere posizione in area di rigore.
Corretta la decisione di assegnare il calcio di rigore così come l’ammonizione per comportamento antisportivo.

Torino – Cagliari 1-1, arbitro Irrati

Ho visto tutta la gara.
Ho visto un grande Irrati (al netto di un errore sul quale sono inciampato pure io), sono rimasto estremamente sorpreso dalle dichiarazioni post gara del presidente del Torino Cairo, ribadite con tono più morbido in serata.

Nella mia vita arbitrale (che non ho mai considerato finita nonostante abbia lasciato volontariamente l’associazione da ormai molti anni) ho imparato che ammettere un errore rappresenta un momento di crescita personale, non certo la dimostrazione di una debolezza. Per tal motivo non pretendo di essere sempre impeccabile perché sono un essere umano, esattamente come ogni arbitro, e dunque per definizione fallibile. Un errore fa parte della vita arbitrale così come di ognuno di noi.
Non è pertanto un problema, almeno per me, ammettere di aver fornito una valutazione completamente errata nel pomeriggio di ieri, commentando un episodio avvenuto nell’area del Cagliari e che ha avuto come protagonisti Pellegrini ed Izzo.

Ma andiamo con ordine.
Irrati, ben consapevole che la gara di Torino non sarebbe stata una passeggiata di salute, non ha avuto alcuna esitazione nell’estrarre subito due cartellini gialli nei primi cento secondi.

Dopo 45 secondi ha punito con l’ammonizione il capitano del Cagliari Barella per una trattenuta evidente nei confronti di un avversario:

Allo stesso modo è intervenuto disciplinarmente con Rincon, reo di aver commesso un fallo palesemente imprudente su Faragò dopo un minuto e 40 secondi:

Impostazione rischiosa ma, come scritto e ribadito in più circostanze, ci sono partite che possono essere amministrate senza sanzioni ed altre che si chiudono con più espulsioni (come questa). Irrati, per la verità, è stato impeccabile in questo inizio di gara, sanzionando correttamente sia Barella che Rincon.

Arriviamo ad uno degli episodi centrali della gara e sul quale si è soffermato il presidente Cairo.
Al minuto 34 Izzo finisce a terra nell’area di rigore del Cagliari lamentando un fallo da parte di Pellegrini:

Nel pomeriggio di ieri ho affermato che la spinta non sussistesse minimamente, trattandosi di una mano appoggiata sulla spalla di Izzo:

Valutazione che confermo pienamente: quella mano appoggiata sulla spalla destra non può in alcun modo essere ritenuta passibile di sanzione tecnica, troppo leggera per determinare una caduta.
Ma è stata proprio la caduta di Izzo ad accendere qualche dubbio: come è possibile che un calciatore possa anche rischiare di farsi male (cadendo a corpo morto su un altro difensore di fronte a sé) per una mano appoggiata?
La risposta è nella seconda immagine: la caduta di Izzo non è stata provocata dalla mano appoggiata sulla spalla ma dalla gamba sinistra di Pellegrini che va ad impattare sul difensore del Torino.
Probabile che Banti, VAR nell’occasione, non si sia accorto di questo particolare e, pertanto, non sia intervenuto per consigliare una “on field review” ad Irrati che, ovviamente, dalla sua posizione non poteva vedere in alcun modo tal contatto.

Al minuto 72 il Torino rimane in dieci uomini per l’espulsione di Zaza. Irrati fischia un fallo contro l’attaccante del Torino che, per tutta risposta, rivolge da distanza ravvicinata un gesto chiaramente di protesta accompagnando lo stesso con qualche parola, evidentemente di troppo:

Ieri, francamente, ho ascoltato alcune parole perlomeno fuori posto. Non sappiamo con esattezza cosa abbia detto Zaza ma, per portare ad una decisione così repentina, non può essere stato qualcosa di marginale. Trovo quantomeno pericoloso che si critichi l’espulsione sulla base del “così fan tutti”. Al di là del fatto che ci sono proteste e proteste, in ogni caso l’errore non è questa espulsione ma, al limite, l’eccessiva tolleranza degli arbitri nei confronti dei moti di maleducazione (perché di questo si tratta) che troppo spesso vediamo sul campo.
Altro discorso riguarda le parole di Cairo che, nemmeno troppo velatamente, ha accusato gli arbitri di essere troppo severi col Torino.
Ognuno, ovviamente, ha il diritto di esprimere le proprie idee ma sarebbe anche il caso di ricordare tutto, non solo ciò che torna comodo.
E così sarebbe il caso di ricordare che il Torino è rimasto in superiorità numerica in parecchie occasioni e sempre per insulti rivolti nei confronti degli arbitri. E non stiamo parlando di episodi di anni fa ma del 26 dicembre 2018,

espulsione di Krunic in Torino-Empoli; del 29 dicembre 2018,

espulsione di Marusic in Lazio-Torino e del 27 gennaio 2019,

espulsione di Politano in Torino-Inter. Tutte sanzioni comminate per comportamento irrispettoso nei confronti dell’arbitro. Forse sarebbe il caso di misurare le parole e di non dimenticare che tutte le squadre vengono trattate allo stesso modo. Poi, chiaramente, ci sono degli errori ma è profondamente sbagliato diffondere la falsa idea che gli arbitri abbiano comportamenti diversi a seconda delle maglie.

Al minuto 75 il Cagliari trova la rete del pareggio con Pavoletti che devia in rete un cross dalla trequarti.

Nell’immediatezza l’assistente Gori segnala la posizione di fuorigioco dello stesso Pavoletti, decisione che porta all’annullamento della rete. Dopo un silent check dei VAR, al contrario, la decisione viene ribaltata poiché è Izzo a tenere in gioco l’attaccante del Cagliari.
La prima immagine mostra il momento in cui Irrati fischia per segnalare la posizione irregolare: il pallone è già in rete, è del tutto priva di fondamento l’affermazione secondo cui il gioco fosse stato interrotto prima della realizzazione del pareggio.

Al minuto 82 il Cagliari rimane in 10 per l’espulsione di Pellegrini per doppia ammonizione, la seconda per questo tackle nei confronti di Ola Aina:

Decisione ineccepibile. Pellegrini devia il pallone (anche abbastanza nettamente) per poi travolgere l’avversario con un fallo chiaramente imprudente. Secondo giallo doveroso, non soltanto legittimo.

Al minuto 95, infine, il Cagliari rimane addirittura in 9 uomini per l’espulsione di Barella per doppia ammonizione, la seconda per questo fallo su Parigini:

Anche in questo caso nulla da obiettare: azione potenzialmente pericolosa, spinta alla spalle senza alcuna possibilità e/o intenzione di giocare il pallone, giallo automatico.

92 commenti
  1. Gian Piero Morano
    Gian Piero Morano dice:

    Buongiorno. Non so se questa pagina “copre” tutta la settimana e se è pertinente toccare argomenti internazionali (ma vedo risposte sull’Ajax) per cui, senza scendere sul fatto in sè, pongo questa domanda.
    Argomento (preso da uno dei tanti siti): https://sport.sky.it/calcio/europa-league/2019/04/18/eintracht-benfica-kostic-fuorigioco-orsato.html
    In diretta pure io sono rimasto shoccato da un tale errore che ha condizionato (involontariamente) la qualificazione. Mi sono chiesto, e chiedo a lei, se l’abitudine al VAR, che è persino “troppo perfetto” a rilevare l’offside (parole di Casarin), compreso il non fischiare fino ad azione terminata per non precluderselo, non metta ora in difficoltà la nostra classe arbitrale, guardalinee in primis, direi, quando ci si trova a doverne far senza. Grazie.

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    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Onestamente non so cosa abbia detto Casarin ma non è questo il caso di un condizionamento del VAR.
      In questa circostanza ci si è messa una buona dose di cattiva sorte perché Costanzo si è trovato impallato da un calciatore dell’Eintracht in posizione irregolare ma ininfluente che copriva totalmente il compagno:

      Fuorigioco Kostic

      Purtroppo sono situazioni che, in mancanza di VAR, sono praticamente illeggibili e dimostrano, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia fondamentale la tecnologia.

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      • Gian Piero Morano
        Gian Piero Morano dice:

        Grazie. Ho scoperto solo oggi questo suo blog e mi sono letto l’intera pagina. Mi rimane un’ultima curiosità, sempre riguardo all’ “ingrato” ruolo dei guardalinee. Parlo del mancato rigore su Izzo, dove la sua analisi non fa una piega. Su quel “piede malandrino” di Pellegrini… l’immagine piccola è ripresa dall’alto ma, a mio modo di vedere, il collaboratore di Irrati in posizione ottimale per vedere era proprio il guardalinee. Mi chiedo: nel caso lui se ne fosse accorto, ha il “potere” (virgolettato) di consigliare i colleghi al VAR di indagare in quella direzione o non può intromettersi? Intendo fin dove può arrivare un “gioco di squadra” al servizio dell’arbitro. Grazie ancora.

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        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Prima una tiratina d’orecchie (concedimelo, bonariamente): assistente, non guardalinee.
          Sul rigore per Izzo l’assistente non poteva intervenire, in quel momento l’attenzione è focalizzata sul fuorigioco su deviazioni eventuali di testa, il compito di controllare eventuale infrazioni tecniche è devoluta all’arbitro e, in seconda battuta, proprio al VAR.
          Certamente, se se ne fosse accorto, avrebbe potuto aiutare l’arbitro (come è accaduto, per esempio, in Lazio-Juventus, circostanza nella quale l’intervento dell’assistente fu favorito dal fatto che in area c’erano solo due calciatori, Lulic e Dybala) ma su calcio d’angolo è eventualità molto remota.

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  2. Matteo
    Matteo dice:

    Buonasera Luca
    Per mia curiosità: le motivazioni alle decisioni del G.S. riportano fedelmente quanto scritto nel referto o sono standardizzate per tipologia di infrazione?
    Grazie

    Rispondi
  3. Matteo
    Matteo dice:

    Buonasera Luca, spero di non essere fuori tempo massimo… chiedo per mia curiosità: oggi, nel comunicato con le decisioni del G.S., leggo che Biraschi è stato squalificato per avere volontariamente colpito il pallone con la mano impedendo la segnatura di una rete. Le motivazioni sono per così dire “preconfezionate” per genere di infrazione oppure rispecchiano anche nel dettaglio il referto? Se fosse vera la seconda ipotesi, non mi sembra rispecchi l’andamento dell’azione. Io credevo che il referto fosse stilato subito a fine gara e potrei capire un errore dato dalla descrizione di quello che, magari sbagliando, si è visto: il VAR non aiuta in questo senso? Grazie

    Rispondi
    • Matteo
      Matteo dice:

      Spero di avere capito il concetto di moderazione richiesto: per “preconfezionato” tra virgolette intendo dire che per tipologia di fallo sanzionato ci sia una descrizione standard e non una fedele descrizione presa dal referto, il che sarebbe comprensibile per dare una descrizione generica. Non intendevo ipotizzare una motivazione già scritta a priori… mi scuso per l’eventuale incomprensione

      Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Biraschi è stato espulso per DOGSO, come ho scritto nella spiegazione dell’episodio ed oggi il giudice sportivo ha comminato una giornata di squalifica proprio per quel motivo.
      E’ un’interpretazione che, come detto, condivido.

      Rispondi
  4. Francesco
    Francesco dice:

    Buonasera Sig. Marelli, volevo chiedere sul derby genovese riguardo all’ episodio su Pandev: sono d’ accordo sulla sua analisi sul contatto con Ekdal, però pochi secondi prima mi sembra che Pandev subisca un fallo da rigore da un altro difensore che gli frana addosso, mentre l’ attaccante genoano accenna una protesta per poi prontamente rialzarsi e proseguire l’ azione. Lei non ha citato quest’ episodio e perciò volevo gentilmente un suo parere a riguardo.

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Vero, se avesse interrotto l’azione in quel momento se ne sarebbe potuto discutere, concordo. Ma una volta che Pandev decide di continuare l’azione, di fatto comunicando di voler usufruire del vantaggio, quanto accaduto prima deve essere ritenuto non più punibile. Peraltro non sarebbe stato un rigore lapalissiano ma concordo sul fatto che ci sarebbe stato da discutere e non poco.

      Rispondi
  5. Diego
    Diego dice:

    Ciao Luca, bisognerebbe dire grazie ad Irrati che con questo cartellino aiuta i ragazzi che arbitrano in provincia e si sentono dire di tutto ad ogni partita e che troppo spesso sono costretti a far finta di non sentire per non dover mandare a casa metà dei giocatori. Quando non si ha ancora la sicurezza di un arbitro formato è di una difficoltà estrema espellere per proteste, cosa che di solito causa altrettanto veementi proteste.Dare risalto in modo positivo a questo provvedimento è doveroso.

    Rispondi
  6. Amarezza
    Amarezza dice:

    Gentile Luca,
    ma perché, negli episodi tipo l’espulsione di Zaza ieri, non si sente mai un presidente o un allenatore incazzarsi (passami il termine) con il proprio giocatore anziché con l’arbitro.
    Voglio dire, questi sono calciatori professionisti, ben pagati e su cui i club fanno sforzi economici ingenti per averli.
    Eppure presidenti e allenatori tendono sempre a giustificarli, a dire “l’arbitro è stato permaloso”…secondo me è inconcepibile.
    Voglio vedere se rivolgessero quelle ingiurie a loro piuttosto che all’arbitro…a quel punto sono sicuro che il loro essere comprensivi verebbe meno.
    Ho ammirato molto Gattuso l’altro ieri, che quando un suo giocatore fa una fesseria lo dice e lo ammette senza tanti giri di parole.
    Sarebbe stato bello se anche presidente e allenatore del Torino avessero detto: “Zaza ha fatto una scemenza e ce ne scusiamo”.
    Purtroppo credo sia più facile che vedremo elefanti rosa che volano nel cielo…

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Ecco, appunto, è un concetto che ho dimenticato di scrivere: invece di prendersela con gli arbitri sarebbe il caso di riprendere il proprio giocatore, che ha uno stipendio non certo da diecimila euro all’anno lordi e nemmeno da centomila come un arbitro, che vien pagato per arbitrare, non per farsi insultare.

      Rispondi
  7. Gianluca
    Gianluca dice:

    Altra cosa su Torino Cagliari…(perdonami sono del Toro).. pagherei per sentire cosa si sono detti alla fine irrati e Moretti con Moretti che dice “non c’è futuro”. Moretti credo sia una persona educata matura e di buon senso. per aver sbroccato il capitano deve aver percepito una direzione non proprio perfetta oltre agli episodi eclatanti.

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      In realtà, a fine colloquio, Moretti è andato via tranquillamente.
      Concordo, peraltro, sul fatto che Moretti sia un capitano come dovrebbero essercene in numero maggiore.

      Rispondi
  8. Mario
    Mario dice:

    Ciao Luca,
    Ci stava la ‘norma del vantaggio’ data da Giacomelli quando il portiere ha steso l’attaccante?
    Sarebbe potuto tornare indietro una volta che l’azione non si è concretizzata in un gol, oppure erano passati troppi secondi?
    Grazie,
    Mario

    Rispondi
      • Zvs
        Zvs dice:

        Lafont non tocca Santander, che cade da solo; non so se ci potesse stare il cartellino. Ne approfitto per un cenno sui 2 rigori: Lyanco alza la gamba, ma Muriel vi ci si tuffa sopra: quando si parla di attaccante che cerca la gamba si potrebbe mostrare questo episodio. Ma giacomelli ha arbitrato male anche per aver lasciato correre troppi interventi duri e…non aver tirato fuori il giallo per nessuna delle troppe simulazioni in cui cade un giocatore forte, ma che si sta facendo un nome per questa sua caratteristica.

        Rispondi
        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          E’ la medesima sensazione che ho avuto anche io sul contatto Lafont-Santander: peraltro non possiamo che avere delle sensazioni, è stato proposto solo un replay da un paio di chilometri di distanza.
          Per quanto concerne Muriel e l’episodio di cui parli, la gamba di Lyanco è veramente tanto, tanto allargata verso l’attaccante.

          Rispondi
  9. riccardo
    riccardo dice:

    I quotidiani di proprietàdi Cairo oggi si sono espressi in modo scandaloso contro la direzione di Irrati.
    Se prima la “tendenza” era data dal singolo giornalista ora sembrache si la proprietà ad indirizzare i commenti, sperando di creare per il futuro un clima favorevole alla squadra di cui detiene la proprietà. Sarà necessario che la categoria risponda con fermezzaa questi attacchi a mezzo stampa.

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Esatto.
      Ma la sensazione è che l’AIA non abbia la forza mediatica e la capacità dialettica per rispondere. E’ il problema di chi si circonda di persone di modesta levatura…

      Rispondi
  10. Tommaso
    Tommaso dice:

    Salve,.
    una domanda off-topic: per placare le proteste e le polemiche settimanali, e anche per una semplice questione di trasparenza, cosa ne penserebbe di una pubblicazione il lunedi delle discussioni tra arbitro e VAR? In Australia so che hanno sperimentato una cosa stile rugby, cioè il microfono all’arbitro che si sente in tutto lo stadio, ma quello non penso sia sensato. Una trascrizione delle discussioni tra VAR a arbitro in campo invece aiuterebbe a capire situazioni come quella da lei menzionata di Mariani e Giacomelli in Fiorentina Bologna.

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Il lunedì no, dopo la pubblicazione delle decisioni del Giudice Sportivo è un’ipotesi da studiare, sebbene non capisca l’utilità di conoscerne i contenuti. Probabile che, in futuro, l’evoluzione sarà quella vista in Australia ma ti invito ad una riflessione: pensa cosa sarebbe successo se, in Italia, un arbitro avesse detto quella frase “credi che sia necessaria una review per vendere meglio la decisione?”…

      Rispondi
      • Tommaso
        Tommaso dice:

        Ma infatti il caso australiano mi pare un’utopia, però ci sono dei casi di moviola che mi lasciano esterrefatto (rigore su zaniolo in Roma Inter, rosso a immobile in Lazio Torino l’anno scorso) in cui proprio non riesco a immaginare la conversazione tra arbitro e var. L’utilità sarebbe appunto la trasparenza e la possibilità per i designatori di giudicare meglio le prestazioni degli arbitri anche rispetto al loro comportamento nei confronti del var.

        Rispondi
        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          I designatori hanno tutte le registrazioni di tutte le partite, tali registrazioni vengono utilizzate nei raduni proprio per lo scopo di cui parli. E ti assicuro che, rispetto all’anno scorso, si sono fatti passi avanti. Ci vuol tempo per perfezionare tutto, anche le comunicazioni, poi si arriverà alla pubblicità delle discussioni o perlomeno alla spiegazione della decisione nel momento in cui finisce l’OFR.

          Rispondi
  11. Luca
    Luca dice:

    Il problema è dei calciatori che mandano a quel paese ed offendono gli arbitri,bravissimo Irrati in tutte le decisioni che ha visto,sul rigore e sul fuorigioco non gli do tante colpe.
    Lo stesso Zaza anche quando indossava altre maglie avrebbe meritato parecchi rossi per lo stesso motivo. Lo ripeterò all’infinito ma fin quando gli arbitri non inizieranno ad ammonire ed espellere per proteste e offese non faremo mai passi avanti.
    Ieri ho visto in Liverpool vs Chelsea un certo Oliver prendere decisioni e non venire mai accerchiato neanche quando nel primo tempo poteva essere fischiato un rigore su Salah, sinceramente vedere spesso in Italia partite dove appena un arbitro fischia e subire ogni tipo di proteste,pressioni non se ne può più. .

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sono d’accordo, una stretta sulla proteste non è più rimandabile: sui campi italiani sta diventando stucchevole vedere proteste ad ogni fischio. Su Zaza non mi esprimo in generale ma solo sulla gara di ieri: per 70 minuti, fino all’espulsione, è stato un continuo susseguirsi di proteste, anche in quelle occasioni in cui Irrati fischiava a suo favore.
      Oliver, in Inghilterra, è considerato un fenomeno (soprattutto grazie alla qualità della concorrenza, inesistente). Oltre a ciò c’è una cultura totalmente differente, le proteste sono viste (anche e soprattutto dall’opinione pubblica) come una debolezza dei calciatori che, per tal motivo, pensano più a giocare che a sprecare energie in proteste inutili (perché sono e rimangono inutili, mai visto un arbitro cambiare idea per le rimostranze di un qualsiasi calciatore).

      Rispondi
      • Andrea
        Andrea dice:

        Caro Luca,
        Tu: “mai visto un arbitro cambiare idea per le rimostranze di un qualsiasi calciatore”
        Dai Luca, svestiamoci un attimo dell’ipocrisia…protestare serve, per questo i giocatori lo fanno…perché sanno che avranno un tornaconto…se le proteste non servissero a nulla, allora sarebbero sparite da un pezzo (come sono sparite le proteste sul gol-non-gol…perché lì sì che protestare non serve più a nulla).
        Scusami, ma con quella tua frase “di facciata”, per la prima volta ho messo in dubbio la tua onestà intellettuale. Non posso credere che tu non abbia mai visto un arbitro essere condizionato dalle proteste…basti ricordare, giusto per citare un esempio, l’ultimo Frosinone-Palermo.
        Perdonami Luca, però non possiamo non vedere la realtà per quello che è…
        Con stima per quello che fai,
        Andrea Carpentieri

        Rispondi
        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          In realtà, per supportare la tua tesi, citi un episodio di cui evidentemente non sai la dinamica. E non sono state certo le proteste a far cambiare idea (due volte) a La Penna in quella partita.
          Sei liberissimo di mettere in dubbio quel che vuoi ma le proteste sono un malcostume abbastanza sciocco perché un arbitro non cambia MAI idea sulla base delle rimostranze dei calciatori, al limite servono per farlo uscire dal campo col dubbio di aver commesso un errore, nulla di più.

          Rispondi
  12. Giovanni
    Giovanni dice:

    Ciao Luca e buon lunedì come al solito.

    Ho una perplessità sul rosso a Biraschi e sull’eventualità che si configuri DOGSO nell’episodio dell’espulsione.

    Non mi soffermo sulla natura del fallo di mano(volontario o meno),perché so benissimo che è una giungla e non ho assolutamente le competenze per darne un’interpretazione adeguata,ma ciò che trovo discutibile è la chiara occasione da rete .

    Chiedo scusa se faccio riferimento a episodi passati(so che non sono graditi “paragoni”),ma si è discusso ,a ragione ,di non chiara occasione da gol sul contatto Meret-Ronaldo,dove un probabile tiro da posizione molto defilata a porta vuota è stato oggetto di attribuzione di “chiara occasione da gol”:

    Mi chiedo come possa essere tale,un’azione dove il calciatore Defrel,deve stoppare la palla,preoccuparsi del recupero di Biraschi,mettersi nelle condizioni di non farsi arrivare addosso l’altro centrale del Genoa che arriva da dietro e infine superare il portiere….

    Vista la dinamica,giallo sarebbe stato credo più che sufficiente .

    Chiedo come settimana scorsa,un tuo parere sulle designazioni in Champions :
    Ti confesso che vedo male Brych in Barcellona-Manchester

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sono episodi completamente differenti e che hanno un presupposto differente:
      – Meret tentò di contendere il pallone a Ronaldo con i piedi. In ogni caso, anche se avesse tentato di prendere il pallone con le mani in area mancandolo, il portiere può giocare con le mani nella sua area. A Genova, invece, Biraschi è intervenuto con il braccio ed il pallone non può essere giocato con le mani. Nel caso di Meret, pertanto, il fallo è da intendersi come genuino, quello di Genova no, pertanto la tripla sanzione deve essere applicata (e sulla punibilità del tocco di braccio non c’è alcun dubbio).
      Quel che importa per il DOGSO non è superare il portiere ma poter controllare od impossessarsi facilmente del pallone: fattispecie che in questo caso sussiste. E per il cartellino rosso non è necessario la sicurezza di superare il portiere ma una chiara occasione da rete, che significa presentarsi davanti al portiere senza alcun difendente tra sé ed il portiere stesso. Criscito era molto lontano per poter pensare ad un contrasto valido e, per tal motivo, ritengo più che giustificato il provvedimento disciplinare.

      Sulle designazioni in Champions’: non mi piace Brych (mai nascosto) ed ancor meno Turpin (che ritengo veramente scadente).

      Rispondi
  13. Davide
    Davide dice:

    Io continuo a ritenere assurdo il regolamento sui falli di mano, in presenza di una norma che derubrica alcuni falli da rigore, da rosso a giallo, trovo assurda l’espulsione di biraschi per un fallo del tutto involontario

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Perdona la franchezza ma non si tratta di trovare assurda la disciplina dei falli di mano: semplicemente non hai per nulla chiara la distinzione tra DOGSO genuino e non, tra SPA genuina e non, tra falli di mano e falli di “contatto”.

      Rispondi
      • Davide
        Davide dice:

        Io esigo la tua franchezza se no scriverei da un’altra parte. Conosco la differenza, forse mi sono espresso in maniera rapida e poco chiara, so che non hanno nulla a che vedere le 2 cose, ma ritengo assurdo punire con il rosso episodi del tutto involontari. Il punto è che se fai un intervento disperato ma che ha la minima possibilità di prendere il pallone te la cavi col giallo, qui tu prendi rigore e rosso senza nemmeno renderti conto di ciò che accade, capisco che devi avere il controllo del corpo ma come si fa!? Poi va bene i falli di mano non hanno nulla a che vedere con quelli di contatto, dicevo solo che se hanno fatto una regola per quelli, si potrebbe fare qualcosa anche per i falli di mano

        Rispondi
        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Scusami, Davide, ma stiamo discutendo del nulla: nel caso specifico non c’entra nulla tutto quel che stai scrivendo, un fallo di mano non sarà MAI considerata come una fattispecie per la quale operare la depenalizzazione.
          E, per essere chiari, sono assolutamente d’accordo con tale disposizione, ogni altra lettura sarebbe contraria alla filosofia stessa del gioco se, per esempio, si ponessero sulla stessa linea falli da contatto con falli di mano.

          Rispondi
          • Davide
            Davide dice:

            Ok, io continuo a ritenere assurdo che un mani del tutto involontario, che fino a qualche anno non nemmeno da considerarsi fallo, ora venga punito con rigore ed espulsione. Starò pure parlando del ma queste nuove interpretazioni sui falli di mano quest’anno hanno rasentato il ridicolo, talvolta per la poca uniformità altre per errori di valutazione

          • Luca Marelli
            Luca Marelli dice:

            Non è un problema mio se non vuoi capire il regolamento. Da parte mia tento di spiegarlo ma, per comprenderlo, è necessario averne la volontà.

            Ciao.

          • Davide
            Davide dice:

            Non ho capito perché ritenere una regola troppo penalizzante, significhi non avere la volontà di imparare il regolamento, però pazienza. Grazie lo stesso

  14. Stefano
    Stefano dice:

    Buongiorno Luca, prima di tutto complimenti per il blog, veramente unico ed utilissimo.
    Una domanda riguardo al VAR di Fiorentina-Bologna. I due episodi da rigore sono accomunati solo dal cartellino giallo ingiustificato e dalla brevissima distanza temporale. Mentre la reazione del VAR é sostanzialmente diversa nei due casi. Nel primo caso Giacomelli usufruisce di un Silent Check, decidendo poi di non andare a vedere le immagini. Si presume quindi che il VAR non abbia in realtà riscontrato gli estremi di chiaro ed evidente errore per chiedere all’arbitro di andare a vedere. Nel secondo caso, dove il fallo da rigore era ancor più evidente (e Giacomelli molto lontano dall’azione), non viene fatto nemmeno il Silent check, o comunque dalle immagini si evince che per il VAR non ci fosse assolutamente niente da vedere. Non si capisce proprio il filo logico delle decisioni, e l’impressione é che siano stati scelti comportamenti in maniera “emozionale” per non dire “a casaccio”. Secondo lei, si puo’ ipotizzare che Giacomelli e VAR si siano fatti influenzare dalla possibilità di dover concedere un rigore al Bologna immediatamente dopo aver “sbagliato” sull’azione precedente? Grazie ancora

    Rispondi
    • Stefano
      Stefano dice:

      Ancora buongiorno, solo per chiarire la ragione della mia domanda: Lei parla di “doppio silenzio” del VAR, mentre nel primo caso il gioco si ferma per qualche minuto, quindi il VAR interviene in qualche modo (sbagliando), mentre nel secondo non succede assolutamente niente.

      Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      In realtà il silent check c’è stato in entrambi i casi (ed è un obbligo dei VAR controllare episodi del genere). Sinceramente non capisco da cosa tu possa ipotizzare che non ci sia stato check del secondo episodio.
      No, non credo che un arbitro di Serie A possa essere influenzato da una decisione assunta precedentemente, a maggior ragione un arbitro che ha appena ricevuto conferma della sua decisione dal VAR.

      Rispondi
  15. Giorgio To
    Giorgio To dice:

    Buongiorno Luca, per una volta non sono assolutamente d’accordo con la sua valutazione dell’arbitraggio di Irrati: a mio parere è stata deficitaria sia nella valutazione di non pochi episodi fondamentali, sia nel complesso. Riconosco che fosse tutt’altro che facile da arbitrare, dato l’atteggiamento dei giocatori, ciò non toglie che l’arbitro toscano non l’abbia mai avuta in pugno.
    Io non ho nulla da dire né sull’espulsione di Zaza, né sul gol convalidato al Cagliari. Nel primo caso una protesta così plateale non può che essere punita con l’espulsione, nel secondo caso la tecnologia non lascia adito a dubbi. Resta il fatto che manca un rigore evidente al Torino (cosa già,avvenuta non poche altre volte quest’anno, anche se questo non può certo essere messi a carico di Irrati), e resta il fatto che in almeno due, e forse tre occasioni, un giocatore del Cagliari è stato graziato del secondo giallo. In una di questi casi, per proteste piuttosto plateali.
    E aggiungo che posso comprendere quanto risulti fastidioso un atteggiamento come quello spesso tenuto da dirigenti e allenatore del Torino, ma questo non cambia il giudizio sull’operato dell’arbitro in questa partita.

    Per cui continuo ad apprezzare enormemente il suo lavoro e la sua chiarezza nello spiegare il regolamento, ma in questa occasione, pur rimanendo immutata la considerazione nei suoi confronti, non posso condividere la sua valutazione sull’arbitraggio.
    Cordialmente.

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Naturalmente prendo atto della tua opinione e ti ringrazio di averla espresso con tale pacatezza.
      Gare come quella di ieri si prestano a valutazioni molto differenti e, dal mio punto di vista, non ho trovato grandi margini di contestabilità, anche in presenza di qualche decisione che potrebbe essere discutibile. Il rigore manca, inutile negarlo, ma credo che non si sia evidenziato un punto fondamentale: anche lo stesso Cairo ha espresso una lamentela in merito fondata ma su un presupposto sbagliato, dato che la spinta non sussiste ma la causa è da ricercarsi altrove. Credo che questo elemento debba far riflettere sul fatto che troppo spesso si parla con superficialità, spesso inserendo episodi mal interpretati per far “massa”, facendo passare per tremenda una direzione con una macchia sola. In una partita non esisterà mai un arbitro che non commetta nemmeno un errore, il miglior arbitro è quello che limita al minimo il numero di sbavature. Irrati può aver commesso qualche errore di valutazione ma, nel complesso, la direzione è stata molto positiva, con un errore innegabile sul calcio di rigore chiesto da Izzo.

      A presto.

      Rispondi
      • Giorgio To
        Giorgio To dice:

        Ribadisco che la valutazione sul rigore è, tutto sommato, la cosa che meno mi ha mal disposto nell’arbitraggio di ieri. A me non sono piaciute soprattutto due cose: la prima è stata un atteggiamento ondivago, ovvero un inizio severissimo, poi un lungo periodo di arbitraggio troppo permissivo, con almeno due se non tre cartellini risparmiati a giocatori del Cagliari (un fallo di mano plateale, una manata in faccia tutt’altro che involontaria, un’azione fermata con una trattenuta della maglia) e poi dopo la sacrosanta espulsione di Zaza, di nuovo un piglio da sceriffo. La seconda è stato un atteggiamento che non gli ha permesso di avere mai la partita in pugno, né con il bastone, né con la carota.
        Si tratta, a mio parere ovviamente, di una direzione che ha sommato errori di valutazione piuttosto gravi, e che hanno presumibilmente inciso con il risultato, con una gara cattiva e nervosa nonostante non ce ne fossero i presupposti, e quando questo avviene non può esserci contemporaneamente una direzione precisa e autorevole. Per cui ritengo di non potere assolutamente essere d’accordo con la sua valutazione che addirittura ritiene quella di Irrati un grande prestazione.
        La ringrazio dello spazio concesso e le rinnovo i miei complimenti per il blog, anche se in questa occasione, come diciamo scherzosamente a Torino, a mio parere “a l’ha pià na vaca per le bale”. Credo che non ci sia bisogno di tradurre… 🙂

        Rispondi
  16. Roberto
    Roberto dice:

    Buondì Luca,
    volevo chiederti come mai, nella tua analisi, non hai preso in considerazione la netta carica di Coley su Romero sul primo gol della Samp. Lo travolge buttandolo a terra e, questa caduta, non consente all’argentino di salire col resto della squadra in uscita dall’area. Orsato al Var come ha fatto a non vedere questo netto fallo? Mi piacerebbe avere un tuo parere.
    Grazie, Roberto

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      E’ un episodio come ce ne sono tanti, mi soffermo solo sugli episodi più importanti. Peraltro non c’è proprio alcun fallo, è un contrasto di gioco e Romero finisce a terra per normale dinamica. Non si può fischiare una carica di gioco perché ciò impedisce di salire con la difesa, altrimenti ci sarebbe la gara al tuffo (che già esiste, peraltro).

      Rispondi
  17. giuppy91
    giuppy91 dice:

    Per quanto riguarda gli episodi di Fiorentina bologna più che una domanda avrei una curiosità regolamentare: supponendo che sul primo contatto non fischi niente ma lasci continuare l’azione sul ribaltamento dell’azione fischia simulazione a palacio ma l’arbitro viene richiamato al var per il contatto su Muriel e dopo aver visto le immagini da rigore alla Fiorentina, l’ammonizione di palacio viene tolta?

    Rispondi
  18. Alessandro
    Alessandro dice:

    Ciao Luca,
    il rosso a Biraschi è decisamente forzato: se come dici tu è stata una comunicazione di uno degli assistenti (credo primo caso nella storia in un episodio con questa dinamica), non ci sarebbero stati gli estremi per una chiamata alla review da parte del VAR? A me pare evidente che non si tratti di un fallo “non genuino”, equipararlo a quello ad esempio di Romero su Icardi (rosso giusto) è davvero una scelta troppo dubbia.

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Parti da un presupposto sbagliato: il fallo di mano è per definizione “non genuino” dato che il pallone non può essere conteso con le mani. Per tal motivo ciò che va considerato è se ci sia un DOGSO (chiara occasione da rete) e, nel caso specifico, è più che sostenibile. Per quanto riguarda la comunicazione in campo, non è certo la prima volta e nemmeno la millesima: sono infiniti i casi nei quali gli assistenti suggeriscono un provvedimento all’arbitro.

      Rispondi
      • Alessandro
        Alessandro dice:

        Però nella logica della depenalizzazione della tripla sanzione in caso di rigore non dovrebbero rientrare esattamente casistiche come questa? Concettualmente è come un portiere in uscita che stende un attaccante: qui Biraschi ha già il braccio largo, non mi pare un fallo “volontario”

        Rispondi
        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          La tripla sanzione continua ad essere applicata nel caso in cui non ci sia contesa legittima del pallone. Nel caso specifico il fallo di mano non può essere considerata come contesa legittima (dato che non si può giocare con le mani) e, pertanto, la depenalizzazione non trova applicazione. Se, invece del fallo di mano, Biraschi fosse intervenuto in tackle, allora sì che Calvarese avrebbe dovuto punire l’azione col calcio di rigore ed il cartellino giallo.
          Biraschi ha il braccio sinistro larghissimo, ci sono tutti gli elementi per considerarlo punibile.

          Rispondi
          • Alessandro
            Alessandro dice:

            ultima domanda “didattica”(entriamo nel campo delle ipotesi): se Calvarese avesse solo ammonito Biraschi, secondo te il VAR sarebbe intervenuto per fargli cambiare idea?

          • Luca Marelli
            Luca Marelli dice:

            Non credo, anche il cartellino giallo avrebbe potuto avere qualche elemento a supporto, tale da non poter rientrare tra i chiari ed evidenti errori.

  19. Alessandro F.
    Alessandro F. dice:

    Due domande per lei:

    Sul rigore fischiato contro il Genoa, quali sono le circostanze per definirla DOGSO? Mi spiego: vero che dal fermo immagine sembra che tolto Biraschi ci sia solo il portiere tra Defrel e la porta, ma è anche vero che anche senza il tocco di braccio Defrel quella palla l’avrebbe dovuta stoppare, mettere a terra, o comunque fare qualcosa che avrebbe richiesto almeno un tocco (ottimisticamente). Ecco se si guarda il video si vede come un istante successivo al tocco di mano, che poteva essere lo stop di Defrel, Criscito è già li a fronteggiare l’attaccante. Quello che voglio dire è che per me non è chiara occasione da gol e la decisione è stata eccessiva. La domanda quindi è: gli arbitri devono valutare anche il modo in cui poi l’attaccante deve andare a segnare oppure basta che nel momento dell’infrazione ci sia “campo aperto”?

    Seconda domanda: dalla prossima stagione ci saranno i cartellini anche per gli allenatori. Secondo lei come sarebbe stato valutato quel gesto di Simone Inzaghi nell’anticipo come da lei raccontato nell’altro post? Situazione uguale a Zaza e quindi rosso per entrambi, o per gli allenatori ci sarà un diverso tipo di valutazione?

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      1 – Il DOGSO si configura anche nel caso in cui l’attaccante avrebbe potuto facilmente controllare e/o impossessarsi del pallone. Ciò mi pare abbastanza evidente nel caso di specie, il difensore più vicino dopo Biraschi si trova a dieci metri di distanza pertanto Defrel avrebbe avuto tutto il tempo di controllare e tirare in porta;
      2 – Simone Inzaghi sarebbe stato allontanato ugualmente, reazione decisamente eccessiva.

      Rispondi
  20. Carlo
    Carlo dice:

    Signor Marelli, relativamente alla moviola di Torino Cagliari, ho notato da parte di Irrati un utilizzo dei cartellini forse eccessivo dai primi minuti. Forse per paura che gli scivolasse la partita tra le mani. Ho notato che lui e anche Rocchi quando arbitrano all’estero lasciano più correre e gestiscono le gare diversamente con molta più tranquillità. La colpa per me è dei media (si legga la gazzetta di oggi alla moviola di Torino Cagliari che dipinge la prova di Irrati pessima) che cercano di creare tensioni, dei giocatori, e di certi allenatori come Mazzarri che dai primi minuti cercando di condizionare l’arbitro e aumentano il nervosismo dei giocatori. Che protestano a ogni contatto, si vendicano nel corso della gara, non rispettano avversari e arbitri. Andrebbero messe pene esemplari per questi allenatori e sbugiardati certi giornalisti. Anche facendo andare gli arbitri alle interviste per insegnare loro il regolamento. Grazie

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sicuramente c’è un gigantesco problema di comunicazione (ieri sera, per esempio, ho sentito addirittura parlare di “intervento non disonesto”, una roba da far accapponare la pelle). Non confondere, però, le partite del nostro campionato con quelle delle coppe Europee: è un concetto che ho già espresso e che pare paradossale ma in Europa è molto più semplice perché le squadre tendono a giocare molto di più ed a protestare molto meno (un po’ per cultura, molto per qualità tecniche mediamente superiori dato che accedono alle coppe solo le migliori di ogni campionato). Non è un caso che Massa, per esempio, trovi molte meno difficoltà in campo internazionale piuttosto che in Italia.
      Oltre a ciò in Italia la struttura dell’informazione è tale per cui tre giornali sportivi nazionali devono scrivere qualcosa per sette giorni e non c’è nulla che “tiri” come le polemiche sugli arbitri perché sono un bersaglio facile, un alibi perfetto, una parte fondamentale del gioco che non si difende sulla e dalla stampa.
      Per quanto concerne le sanzioni, sono d’accordo: la situazione è in rapido peggioramento soprattutto da quando sono scomparsi (per chissà quale motivo) i deferimenti per dichiarazioni dell’altrui reputazione che, in passato, limitavano e non poco le dichiarazioni offensive. Oggi pare valere tutto: così non si può andare avanti.
      Sugli arbitri intervistati sfondi una porta aperta: sarebbe ora che l’associazione entrasse ufficialmente nel ventunesimo secolo.

      Rispondi
  21. Matteo
    Matteo dice:

    Buongiorno Luca, avrei una curiosità su Torino Cagliari. Nel secondo tempo Irrati assegna, sbagliando, un angolo al Cagliari e poi, chiaramente dopo un silent check, cambia la decisione. È formalmente corretto il silent check in questi casi o Irrati è andato oltre il protocollo? Semplice curiosità, perché alla fine il cambio di decisione è stato corretto nella sostanza.

    Rispondi
      • Matteo
        Matteo dice:

        Giuro che ero convinto si fosse consultato col var, chiedo venia. Tornando al commento sopra che stigmatizza Mazzarri, aggiungo che ho trovato completamente fuori luogo il suo essersi allontanato per protesta dopo l’assegnazione del gol di Pavoletti. Protestare contro l’unica fattispecie insindacabile, quella del fuorigioco, è semplicemente assurdo.
        Grazie ancora per la gentilezza.

        Rispondi
        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Su Mazzarri non ho scritto nulla ma, ovviamente, non è concepibile che un allenatore si comporti in questo modo.
          Lo scrivo chiaramente: se un allenatore od un dirigente pensa che protestando in questo modo possa ottenere qualcosa di positivo, si sbaglia di tanto. Ma di veramente tanto…

          Rispondi
  22. Andrea
    Andrea dice:

    Salve Sig.Marelli, mi perdoni per l’off topic sul campionato di serie B che sto per fare, ma le volevo chiedere: ha notato l’involuzione di Ghersini? Dopo l’esordio in serie B del 2013 e quello in serie A ho assistito a un calo costante sia a livello tecnico che comportamentale. Ieri ho assistito a Benevento-Palermo, gara per conto mio di prima fascia in B, come ne ho viste altre da lui dirette prima di scrivere questo commento. Non ha sanzionato tecnicamente falli piuttosto evidenti addirittura in un caso indicando il pallone mai nemmeno toccato dal calciatore, ogni fallo scatenava continue proteste, disciplinarmente non avendo fatto prevenzione è stato costretto a fare 5 o 6 gialli negli ultimi 30 minuti.. in una partita nella quale non ci sono stati episodi particolari è andato negli spogliatoi tra le proteste di una squadra, fattore non rilevante, ma dopo aver ammonito per proteste calciatori dell’altra durante la gara. E così più o meno in tutte le gare che ha diretto, non giudico una sola prestazione. Sono molto dispiaciuto per lui perché avrebbe potuto avere un futuro radioso, vederlo ammonire passeggiando dieci metri è un peccato.. Cosa ne pensa? Se si sente di condividere il mio pensiero può darsi che l’essere considerato il nuovo arbitro di punta di una sezione importantissima può averlo “bruciato”? Buona giornata e scusi per la lunghezza.

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Ghersini è uno dei miei “crucci”.
      Mai nascosto che, nel momento in cui venne promosso in Serie B, avrei scommesso su una rapida salita in Serie A ed un futuro da internazionale. Purtroppo si è totalmente perso per anni, alternando discrete prestazioni a periodi strapieni di errori.
      Non ho visto la gara di ieri e, pertanto, non posso giudicare quanto mi segnali.
      Per ora è una risorsa perduta ma spero che riesca a ritrovare quella convinzione e quella padronanza che mi avevano entusiasmato in Lega Pro. Tempo ne ha ancora un po’ ma sta per scadere.
      Detto ciò, potenzialmente è ancora l’arbitro più talentuoso della CAN B ma se non trova un minimo di continuità dubito che riuscirà mai ad arrivare alla promozione.

      Rispondi
  23. Gianluca
    Gianluca dice:

    Caro Luca, su zaza dico che il problema grosso è la mancanza di uniformità. Mi piacerebbe che disciplina e rispetto per l’arbitro e il contenersi nelle proteste fossero concesse ai giocatori in maniera perfettamente uniforme. Invece ho l’impressione che certo eccessi siano tollerati in maniera diversa a seconda di chi protesta e a seconda della maglia. Ricorderai anche tu la lunga sequela di insulti di Allan a Fabbri in Napoli-Torino. Fatto indiscutibilmente più grave rispetto all’episodio di Zaza. Poi capisco che un arbitro possa essere più tollerante e uno meno. Più grave se lo stesso arbitro ha mostrato atteggiamenti diversi a seconda della situazione. Non so, probabilmente hai più chiaro tu il quadro a riguardo.

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Sull’uniformità sono d’accordo, troppe volte altri arbitri (non Irrati che, per il medesimo motivo, espulse Marusic in Lazio-Torino) hanno tollerato eccessivamente proteste ben oltre il livello massimo. Per quanto riguarda la gara di ieri Irrati mi ha stupito perché mi aspettavo un provvedimento disciplinare per Zaza ben prima perché è oggettivo che abbia protestato una quantità infinita di volte in 70 minuti.
      Attenzione a non cadere in un cortocircuito: chiedere uniformità è legittimo, pensare di far quello che si vuole “perché lo fanno anche altri” non ha alcun senso. Zaza, ieri, andava espulso senza se e senza ma, non esistono giustificazioni per la protesta e non è nemmeno accettabile che ci sia contestazione della decisione perché si crea un alibi ai calciatori maleducati.

      Rispondi
  24. Riccardo
    Riccardo dice:

    Ciao Luca!
    Una curiosità: quante volte a settimana e dove si allenano gli arbitri?
    Da cosa è composta solitamente una loro seduta tipo di allenamento?

    Ti ringrazio, buona giornata

    Riccardo

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Dipende.
      Tre allenamenti sono obbligatori ma quasi tutti gli arbitri si allenano tutti i giorni, magari alternando campo e palestra. Il programma di allenamento varia da giorno a giorno: solitamente ad inizio settimana si lavora su resistenza e velocità, verso fine settimana su rapidità e cambio di passo (dato che sono carichi meno “pesanti” e più adatti a giorni in prossimità di gare).
      Gli arbitri si allenano nei poli di allenamento che, al momento, sono una cinquantina in tutta Italia.

      Rispondi
      • Riccardo
        Riccardo dice:

        Ti ringrazio molto, studio nella facoltà di Scienze Motorie a Padova e questa risposta è molto interessante, anche in ottica di una possibile tesi

        Rispondi
        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Beh, ne sai certamente più tu di me 😀
          In ogni caso gli arbitri seguono un programma predisposto da un medico e dallo staff a disposizione della CAN. E devo dire che non ho mai avuto una condizione atletica come quella degli anni in A e B.

          Rispondi
          • Riccardo
            Riccardo dice:

            Farò molto volentieri delle ricerche approfondite, sono cose molto interessanti, grazie! Buona giornata, alla prossima!

  25. Giuseppe
    Giuseppe dice:

    Ciao Luca

    Una curiosità riguardo Frosinone – inter e nell’episodio dell’infortunio dell’arbitro Massa
    E’ la squadra di casa a provvedere alle prime cure o semplicemente Massa era vicino alla panchina del Frosinone e ha richiesto le cure mediche?

    Grazie per la prossima risposta

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Solitamente si chiede alla squadra di casa per una consuetudine, dato che la società ospitante ha il dovere di aiutare l’arbitro (infatti non esiste la figura dell’addetto all’arbitro per le squadre in trasferta). In ogni caso non ci si formalizza su questi aspetti, si chiede aiuto a chi voglia fornirlo.

      Rispondi
  26. Giorgio
    Giorgio dice:

    Non avevo dubbi che nel suo articolo avrei trovato una difesa corporativa di Irrati: direzione di gara a dir poco isterica, sempre in difficoltà, lontano dall’azione con una sfilza di errori (il giallo a Faragó non esiste, manca un fallo clamoroso con ammonizione per Pisacane su Berenguer, tralasciando il rigore e tanto altro). Poi arriviamo all’espulsione di Zaza che non ha alcun senso: purtroppo per Lei è per Irrati ormai le telecamere riprendono tutto e si vede perfettamente cosa dice Zaza, cioè niente per cui sia passibile di espulsione. Se si espelle per quel gesto allora le partite finirebbero dopo mezz’ora. Se questo è un grande arbitraggio allora siamo a posto.

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Giorgio, tante volte ho avuto pazienza con te ma ora basta.

      Allora, vediamo di affrontare la questione per punti:
      – difesa corporativa lo scrivi a casa tua. Non sono mai stato schierato a favore o contro qualcuno, ho sempre e solo scritto quel che penso. Peraltro anche l’utilizzo della lingua italiana meriterebbe un bel ripasso: la difesa corporativa è un’attività svolta da una persona all’interno di una associazione. Per quanto mi riguarda mi sono dimesso nove anni fa, ho pessimi rapporti con i dirigenti dell’AIA e non mi sono mai risparmiato critiche agli arbitri quando meritate. Pertanto cerca di evitare giudizi sommari su una persona di cui non conosci la storia e, soprattutto, studia la lingua italiana per evitare di scrivere scemenze;
      – Irrati ha diretto col piglio necessario una gara nervosissima, tra giocatori che protestavano ad ogni singolo intervento. Proteste spesso senza alcun senso;
      – purtroppo per Te, caro Giorgio, il labiale di Zaza NON si vede dalle immagini ed ho scritto quel che ho scritto perché SO perfettamente la frase proferita. O la parola. O la serie di parole. Che tu non sai perché spari a caso senza nemmeno conoscere i dettagli a causa di una superficialità imbarazzante;
      – Irrati ha diretto in modo egregio Torino-Cagliari, lo confermo.

      Rispondi
      • Natale
        Natale dice:

        Luca,
        forse ha usato il termine ‘difesa corporativa’ perché siete entrambi (tu e Irrati) appartenenti all’ordine degli avvocati. Quindi forse lo intendeva nel senso che siete entrambi avvocati.
        Poi se non ricordo male tu stesso in un video su youtube affermi di essere simpatizzante di Irrati perché siete ambedue avvocati.
        Era giusto per dire, io non ho nulla né contro il lettore, né contro te, né tantomeno contro Irrati.
        Un abbraccio,
        Natale

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  27. pugliese
    pugliese dice:

    Prima di tutto grazie Luca!
    presidenti troppo populisti è questo il problema della serie A. Cairo sa benissimo che non si può mandare a fare in culo un arbitro, tra l’altro Zazà l’ha fatto proprio a distanza ravvicinata e se Irrati non l’avesse espulso avrebbe corso il rischio di perdere di mano la partita.
    E’ che ieri il Torino avrebbe dovuto vincere per continuare il sogno Europa ed è più facile spostare la colpa sull’arbitro piuttosto che ammettere di aver perso probabilmente l’ultima occasione per stare al passo con le altre squadre. Fanno tutti così e poi quando nelle categorie regionali gli arbitri vengono aggrediti ci si sorprende….

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