31^ giornata: il rigore per la Lazio? La mancata conoscenza delle regole porta a brutte figure…

Il rigore per la Lazio assegnato ieri da Abisso fa parte di quell’ampio spettro di episodi di cui tutti parlano, una gran parte senza conoscere le basi del regolamento e le linee interpretative adottate da anni.
Gli arbitri devono crescere molto ma anche le società dovrebbero cominciare ad adoperarsi per evitare di esporsi a brutte figure mediatiche…

Cagliari – SPAL 2-1, arbitro Banti

Gara non semplice per il livornese, come Mazzoleni arrivato a fine carriera (chiuderanno il prossimo 30 giugno). Ancora una volta, però, ha dimostrato una freschezza atletica ed una lucidità tecnica che mancheranno molto alla categoria: l’importante è non perderlo del tutto, eventualmente recuperandolo per un ruolo da VAR nella prossima stagione.

Al 17esimo minuto la SPAL reclama per un tocco di mano del capitano del Cagliari Ceppitelli su cross dalla sinistra di Fares.
Banti assegna il calcio d’angolo ma, pochi secondi dopo, viene richiamato dal VAR Di Bello:

Classica circostanza nella quale il VAR risulta essere fondamentale per evitare che un arbitro perda un episodio di grande importanza. D’altro canto deve essere sottolineato che il tocco di mano di Ceppitelli sarebbe stato impossibile da vedere per Banti che, nella posizione corretta, è coperto dallo stesso corpo del capitano cagliaritano.

Banti si reca al monitor per la “on field review” e proprio davanti al monitor si comporta con quella sicurezza che vorrei vedere anche nei giovani: visiona le immagini per pochi secondi, torna sul terreno di gioco, indica il dischetto del rigore ed ammonisce Ceppitelli.
Inutile star le ore davanti al monitor, ci vuole più convinzione. Anche ieri (e ci torneremo) abbiamo visto alcuni arbitri più giovani star fermi davanti alle immagini per minuti interi nonostante episodi eclatanti, facili da interpretare, ciò che favorisce le proteste perché si fornisce l’impressione di decidere lanciando una virtuale monetina.
Decisione di Banti corretta: il tocco di mano di Ceppitelli non ha bisogno di grandi approfondimenti.

Al minuto 80 proteste del Cagliari per un presunto tocco di mano di Bonifazi su cross dalla fascia destra:

In questo caso, a differenza del primo episodio, il VAR Di Bello non interviene ma la scelta è molto discutibile: il difensore della SPAL entra in contrasto con l’avversario con il braccio destro molto largo e lo mantiene in quella posizione anche dopo il contatto. Il tocco c’è stato, il braccio è eccessivamente aperto verso l’esterno, il calcio di rigore pare evidente. Di Bello, in questo caso, avrebbe meglio agito richiamando nuovamente Banti alla “on field review“.

Al minuto 81 il Cagliari trova la terza rete con Pavoletti che approfitta di una parata imprecisa del portiere Viviano.
Banti interviene immediatamente per annullare la rete, ravvisando un fallo sullo stesso portiere della SPAL:

Le immagini non sono chiarissime ma la sensazione è che Pavoletti, nel momento in cui devia il pallone in rete, calpesti (in modo totalmente involontario ma non per questo non punibile) la gamba destra di Viviano, di fatto impedendogli di muoversi liberamente per intercettare il pallone.
Decisione di Banti che, in mancanza di immagini che evidenzino l’errore dell’arbitro, viene correttamente confermata dal VAR.
Impossibile esprimere certezze, possiamo solo basarci su una sensazione: e la sensazione è che Banti abbia visto bene l’episodio. Pavoletti non aveva alcuna intenzione di calpestare il polpaccio di Viviano ed infatti non andava sanzionato disciplinarmente: è un buon esempio di fallo negligente, cioè privo di volontarietà ma ugualmente punibile (e vedremo questo stesso tipo di intervento in Lazio-Sassuolo più avanti).

Inter – Atalanta 0-0, arbitro Irrati

Altra prestazione molto convincente del toscano, arbitro poco appariscente ma preciso, puntuale, intelligente. E quest’ultima caratteristica è senza dubbio la più importante in gran parte delle gare.
Non ci sono episodi particolari nella gara ma mi soffermo su quanto accaduto dopo novanta secondi, con una scelta con la quale Irrati si è “messo in tasca” la partita chiarendo a tutti che le furbate non sarebbero state tollerate.

L’Inter conquista un calcio d’angolo dalla sinistra del fronte d’attacco e lo batte velocemente.
Gollini, per evitare che l’Inter potesse giocare il pallone con la difesa dell’Atalanta ancora non schierata, lancia nel terreno di gioco un altro pallone, costringendo l’arbitro ad ordinare la ripetizione del calcio d’angolo:

Irrati è stato certamente avvertito da qualcuno dei suoi collaboratori dato che non ha fischiato immediatamente l’interruzione del gioco ma è apprezzabile la velocità di decisione: fischio, quattro passi verso l’area, ammonizione del portiere, nuovo fischio per la ripresa del gioco. Spazio per le proteste: zero (o quasi).

Al terzo minuto l’Inter trova la via della rete con Vecino ma è immediata la segnalazione di fuorigioco da parte dell’assistente Lo Cicero:

Sul passaggio verso l’area di Gagliardini è in netto fuorigioco D’Ambrosio che recupererà il pallone per poi servirlo al centro a Vecino.

Al 59esimo minuto blande proteste dell’Inter per una presunta deviazione di braccio di Pasalic su cross al centro dell’area di Politano:

In tutta franchezza qualche dubbio rimane, soprattutto per il movimento verso il pallone del centrocampista dell’Atalanta.
Dalla sua posizione Irrati nulla può, è coperto dal corpo dello stesso Pasalic, ed il VAR ovviamente non può intervenire dato che il contatto avviene chiaramente all’esterno dell’area di rigore.
Nel complesso un’altra gran prova di Irrati che, dall’anno prossimo, dovrà raddoppiare gli sforzi per aiutare i più giovani, probabilmente “coprendo” molte più gare di cartello, sperando che i troppi impegni internazionali non privino Rizzoli di una risorsa tecnica di tale importanza e non solo di fronte al monitor.

Napoli – Genoa 1-1, arbitro Pasqua

Partita oggettivamente deludente e con pochissimi episodi da ricordare anche sul piano del gioco.
Bene Pasqua, ormai una certezza per questa tipologia di gare e che, nella prossima stagione, verrà senza dubbio provato ad inizio campionato per impegni di importanza crescente.

Nel trascinarsi piuttosto noioso della gara un solo episodio.
Al minuto 28 Sturaro entra in contatto con Allan nei pressi del centrocampo, Pasqua fischia il fallo ed ammonisce il calciatore del Genoa:

Interessante comprendere il motivo per cui Pasqua sia stato richiamato al VAR dal collega Aureliano (sempre bravo ed attento nel ruolo nel quale potrebbe avere un futuro dopo la fine della carriera in Serie B): al momento del fallo Pasqua è coperto da Fabian Ruiz che, proprio in quel momento, si frappone alla visuale dell’arbitro. Pasqua si avvede del fallo e, più per sensazione che per certezza, estrae il cartellino giallo.
L’espressione di Pasqua nei momenti successivi tradisce un chiaro dubbio sulla sanzione disciplinare perché egli stesso si era probabilmente reso conto che qualcosa dovesse essergli sfuggito.
Pasqua, una volta richiamato al VAR, a mio parere compie un errore, rimane davanti al monitor per troppo, troppo tempo:

La domanda che mi son posto ieri osservando la review di Pasqua è la seguente: “ma che diavolo sta aspettando?”.
La domanda me la ripropongo adesso e non trovo una risposta convincente.
Perché passare quasi un minuto a rivedere immagini che non lasciano il minimo dubbio? Questo è chiaramente una fattispecie di “fallo grave di gioco”: velocità elevata, ginocchio teso, tacchetti ad altezza stinco, contatto evidente. Forse stava recitando una preghiera di ringraziamento per aver impedito ad Allan di spezzarsi tibia e perone in conseguenza di questa assurda entrata di Sturaro.
La conseguenza di passare troppo tempo davanti al monitor è che, al rientro sul terreno di gioco, ci si attira proteste di mezza squadra. In questi casi, con episodi chiari come questo, è inutile controllare tutto cinquanta volte: si guarda l’immagine, si prende atto della valutazione errata, si cambia cartellino e via.
Come a Cagliari.
Come Banti…

Udinese – Empoli 3-2, arbitro Orsato

Prova solidissima del veneto che sta vivendo una stagione sicuramente migliore della precedente. Manca sempre meno per tornare ai livelli del passato e mi aspetto che si riproponga ai suoi standard nella prossima stagione, durante la quale dovrà essere disponibile per i big match che sono mancati in quest’annata di recupero dopo le polemiche dell’anno scorso. Oltre a ciò mi aspetto di rivedere Orsato tirato a lucido dopo l’estate per essere pronto nel migliore dei modi per l’Europeo 2020 di cui dovrà essere protagonista.

Due episodi nella scontro salvezza di Udine.
Al minuto 39 Orsato sanziona col calcio di rigore una netta trattenuta di Maietta ai danni di Lasagna.
Quanto accaduto è interessante non tanto per la scelta in sé (il fallo è evidente) ma per la decisione disciplinare:

Giallo o rosso?
Siamo al limite. Trattandosi di una trattenuta, cade la norma della depenalizzazione della sanzione disciplinare, poiché non c’è alcun tentativo di contendere il pallone.
Quel che deve essere valutato è semplicemente ciò: siamo di fronte ad una chiara occasione da rete?
Per valutare la sussistenza della chiara occasione da rete dobbiamo chiederci se Lasagna avrebbe potuto facilmente impossessarsi del pallone e calciare in porta.
Non è una scelta banale e, proprio per questo motivo, non mi sento di condannare la decisione di Orsato di ammonire il giocatore dell’Empoli. Naturalmente è da escludere un intervento del VAR: trattandosi di scelta al limite è per definizione impossibile ipotizzare un chiaro ed evidente errore.
In tutta onestà rimangono margini di dubbio ma il giallo, nel complesso, mi convince.

Più interessante didatticamente quanto accade al minuto 62.
L’Empoli riconquista un pallone e tenta di ripartire verso l’area dell’Udinese.
Nel cerchio di centrocampo Zeegelaar interviene su Traoré, sicuramente colpendo il pallone. Orsato interrompe il gioco, assegna un calcio di punizione all’Empoli e punisce col secondo cartellino giallo il giocatore dell’Udinese:

Focalizziamoci sul concetto espresso incidentalmente poco fa: Zeegelaar devia il pallone.
Ciò non basta per considerare regolare l’azione ed infatti è sacrosanta la decisione di Orsato di fischiare il fallo così come la scelta di ammonire per la seconda volta Zeegelaar:

Questa è la tipica fattispecie di fallo imprudente: il calciatore tocca nettamente il pallone ma travolge l’avversario pericolosamente con le gambe. In campo sono consentiti i contatti e le cariche regolari, non toccare il pallone e poi travolgere chi si trovi in zona, come se fosse un fastidioso birillo.
Non lo nascondo: vedendo in diretta l’episodio ho sentito il desiderio di abbracciare quantomeno il televisore perché il regolamento non è un soprammobile…

Lazio – Sassuolo 2-2, arbitro Abisso

Gara che, sulla carta, poteva sembrare scontata ma che, nei fatti, si è dimostrata molto complessa per Abisso.
Al di là degli episodi ho visto il palermitano esattamente nelle condizioni che mi attendevo: poco sicuro di sé, molto nervoso e, nell’occasione della review, quasi terrorizzato dalla decisione da prendere.
Negativa, nel dopo partita, la sortita di un allenatore che apprezzo molto ma che è scivolato su una materia che pensa di conoscere. Purtroppo è solo una sua convinzione, ci torneremo a breve.

All’ottavo minuto la Lazio protesta per un contatto tra Demiral ed Immobile (sarà una costante di tutta la gara). Il difensore del Sassuolo scivola sul terreno di gioco, Immobile viene intralciato dal corpo dell’avversario mentre tenta di raggiungere il pallone:

Togliamoci ogni dubbio sul VAR: in questo caso non poteva intervenire dato che Abisso si trovava sul limite dell’area di rigore, stava osservando proprio in quella direzione ed aveva visuale completamente libera.
Il contatto di Demiral su Immobile è casuale, il difensore non è certo appositamente scivolato per frapporre un ostacolo all’attaccante della Lazio.
Detto ciò, la volontarietà o meno del gesto non conta nulla.
Non si tratta di danno procurato (come, purtroppo, ho dovuto leggere ancora…) ma di fallo negligente, totalmente ininfluente la volontarietà o meno. Poteva essere assegnato il calcio di rigore.

Al minuto 48 Abisso fischia un calcio di rigore alla Lazio per un tocco di mano di Locatelli su cross di Patric dalla fascia destra:

Vedendo questa immagini mi sovviene una domanda: come ha potuto Abisso valutare il contatto di mano come punibile dalla sua posizione? Non trovo risposta, in tutta franchezza, perché l’arbitro mi pare coperto almeno parzialmente da un calciatore di fronte a sé.
La “on field review” consigliata dal VAR Manganiello, a mio parere, è sbagliata:

Possiamo considerare come chiaro ed evidente errore questo episodio?
La risposta è assolutamente NO.

De Zerbi, come precedentemente scritto, ha rimediato una brutta figura per mancanza di conoscenza approfondita del regolamento e, soprattutto, delle linee guida in merito alla valutazione.
In particolare, per giudicare l’episodio, bisogna tener presente questo concetto:

Non è affatto “contro il regolamento” la concessione del calcio di rigore ma, al limite, possiamo considerarlo come una fattispecie particolare.
Nella valutazione della punibilità del tocco di mano il fatto che il pallone colpisca prima un’altra parte del corpo NON DEVE essere una giustificazione ma PUO’ esserlo.
In questo caso, al contrario, il rigore è assolutamente corretto perché la posizione delle braccia è totalmente inconferente col movimento e, in ogni caso, troppo staccate dal corpo per poterle considerare congruamente posizionate.
La scelta di Manganiello di chiamare il collega alla “on field review” è, dal mio punto di vista, incomprensibile: è un calcio di rigore non solo legittimo ma che sarebbe stato errato non assegnare. Il richiamo ha messo in una posizione scomoda Abisso che, dopo quanto accaduto a Firenze per un episodio sempre relativo alla punibilità del tocco di mano, è rimasto oltre tre minuti a fissare le immagini con un’espressione che tradiva il terrore di prendere una decisione.
Purtroppo la commistione di terrore e tempo perso ha avuto come conseguenza un mare di proteste (perché più si allunga il tempo di riflessione, più aumenta la percezione di non sicurezza sulla decisione assunta) per un episodio che, sostanzialmente, è di facile lettura.

Al minuto 70 altra protesta della Lazio ed ancora per un contatto tra Demiral ed Immobile, quest’ultimo lanciato verso l’area di rigore della Lazio:

In realtà un minimo contatto c’è ma di lievissima entità, decisamente troppo poco per un calcio di punizione (siamo fuori area) e l’espulsione (per DOGSO) del difensore del Sassuolo.

Al minuto 96 altra protesta della Lazio ed ancora per un contatto tra Demiral ed Immobile:

Non c’è assolutamente niente, in questa circostanza non avrei sgradito un cartellino giallo per simulazione ai danni di Immobile.

74 commenti
  1. Carax
    Carax dice:

    a mio parere, la “confusione” sulla regola del “tocco precedente” al fallo di mano ha un’origine ben precisa, la madre di tutti i “tocchi precedenti”, ovvero il famigerato tocco di Granqvist in Juve-Genoa del 2013, che NON venne sanzionato.

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  2. Roberto
    Roberto dice:

    Rizzoli: “se la palla avesse sbattuto su una parte del corpo con la quale il difendente vuole giocare il pallone e poi sul braccio il rigore non sarebbe stato assegnato. Invece in questo caso il pallone sbatte sul fianco che viene utilizzato per opporre un ostacolo al cross, dunque viene assegnato il rigore”.
    Sinceramente se le spiegazioni devono essere queste ne facciamo anche a meno: ma che razza di logica è? Se prende il piede e poi un braccio così largo deve essere rigore lo stesso, che senso ha questa distinzione? Se si decide per la “linea punitiva” sui falli di mano va adottata sempre, con coerenza e utilizzando sempre il var dove necessario. Il problema è che quest’anno non c’è mai stata coerenza ma ci sono state interpretazioni totalmente opposte di episodi simili. Ma se il primo a creare confusione è il designatore lo capisco che per gli arbitri sia difficile.

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  3. Marco
    Marco dice:

    Ciao Luca vorrei chiederti se per te un rimedio per svelenire il clima non potesse essere la pubblicazione degli audio tra var e arbitro

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      • Edoardo Zucca
        Edoardo Zucca dice:

        E fare invece un resoconto dell’operato come avviene in questo blog? Se non mi ricordo male anche l’UEFA lo fa dopo le partite di Champions, il silenzio arbitrale dopo alcuni grandi errori diventa assordante e si carica di “colpevolezza”, se questi invece venissero commentati dall’AIA settimanalmente verrebbe alleviata la questa tensione a mio avviso.

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        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Sarebbe una buona soluzione.
          Mi toglierebbe parte del divertimento con questo blog ma è un danno che subirei volentieri.
          Ma non c’è pericolo, l’AIA non comunicherà nulla se non alcuni episodi a campione che genereranno solo ulteriori polemiche.

          Rispondi
  4. Eugenio
    Eugenio dice:

    Ciao Luca,
    Hai scritto di Aureliano che potrebbe avere un futuro come VARista una volta terminata la carriera da arbitro.
    Quindi l’AIA ha concesso che gli arbitri finita la carriera potranno fare i VARisti?
    Sarebbe un’ottima cosa che mi auspicavo…ma non pensavo fosse ufficiale…
    Per quanti anni potranno fare i VARisti finita la carriera? E parliamo degli arbitri di quali categorie…Can A e Can B?
    Grazie un saluto,
    Eugenio

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Se ne sta discutendo, sì.
      Non è ancora ufficiale ma è una discussione aperta ufficialmente da un mesetto circa.
      Per ora pare che possa essere per un paio d’anni ma è un’entità temporale che verrà superata nel breve periodo se dovesse essere confermata.

      Rispondi
  5. Edoardo
    Edoardo dice:

    Ciao Luca,

    data la tua esperienza, il consiglio che daresti agli arbitri che commettono degli errori e che poi dovranno affrontare nuove gare.
    Ovviamente mi riferisco a tutti gli arbitri, siano essi in provincia siano essi nella massima serie.
    Grazie e complementi per la tua chiarezza.

    Rispondi
  6. Marco
    Marco dice:

    Buongiorno, riprendo una sua frase: “Abisso…è rimasto oltre tre minuti a fissare le immagini con un’espressione che tradiva il terrore di prendere una decisione”.
    Alla già enorme pressione che un arbitro deve gestire nella normalità, andare al VAR con una telecamera che lo fissa cerca di carpirne espressioni e parole, quale tensione aggiuntiva dà a un arbitro.
    Certo, i pochi che arrivano in serie A sono la punta di un movimento di base composto da migliaia di arbitri delle categorie minori, per cui devono saper affrontare anche questo, però non sarebbe opportuno predisporre un luogo un po’ più protetto per la revisione delle immagini?
    Grazie

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Potrebbe essere un’idea.
      Ma in verità le telecamere fisse sul monitor non creano grande pressione, soprattutto se le commisuriamo ad un pubblico che, in quel momento, può generare pressione infinitamente maggiore.

      Rispondi
  7. Sascja
    Sascja dice:

    Grazie come al solito per il tempo che ci dedichi.
    Mi ricollego a quello che stavamo discutendo a riguardo della juve nell’altro post e vorrei capire il metro di giudizio nella tua decisione riguardo il rigore su Lasagna.

    Quale sarebbe stata la posizione, oggettiva secondo te, per assegnare il rosso? Due metri più a sinistra sul dischetto del rigore?
    Io vedo un attaccante da solo nell’area di rigore, a cui nessuno può contendere la palla, e il portiere nella sua area piccola. Con Lasagna leggermente spostato sulla destra.
    Non è quella una posizione che rappresenta, oggettivamente, una chiara occasione da goal?
    Da neofita mi viene da dire si ma secondo te è ni.

    Vorrei capire dove secondo te sbaglio.
    Grazie mille

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Dipende dalla dinamica.
      Non nascondo che, su questo episodio, ho tanti, tantissimi dubbi. Non sono affatto certo che il giallo sia la sanzione corretta ma è decisione che mi trova d’accordo. Ma avrei avallato anche il cartellino rosso. In questo caso non sappiamo se Lasagna avrebbe controllato il pallone alla perfezione per poi tirare in porta ma capisco perfettamente chi vede un’espulsione.

      Grazie a te per l’attenzione.

      Rispondi
  8. Giorgio
    Giorgio dice:

    Il bello è che fate passare le situazioni di fallo di mano come chiare e mal interpretate da chi non conosce il regolamento. Peccato che i primi a far confusione sono gli arbitri stessi, in questo campionato abbiamo visto tutto e il contrario di tutto sui falli di mano, il tutto ignorando totalmente il regolamento che parla ancora di volontarietà e di movimento congruo. Vengono introdotte frasi come “si assume il rischio” che non esiste nel regolamento e gli stessi episodi vengono valutati diversamente a seconda di chi sia l’arbitro. Se il buon Rizzoli ci avesse spiegato a inizio stagione quali dovevano essere le linee interpretative sui falli di mano forse era meglio, invece di stravolgere un regolamento che è identico a quello dello scorso anno sulla base di direttive che nemmeno gli arbitri hanno capito. Una stagione come questa non si può ripetere, occorre molta molta molta più chiarezza per la prossima.

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      E chi lo ha deciso che gli arbitri abbiano valutato in piena confusione? Forse gli stessi che il regolamento non lo conoscono?
      Gli arbitri hanno commesso degli errori ma non così tanti come si pensa, il tutto è amplificato da milioni di parole gran parte sprecate a caso.

      Rispondi
      • Giorgio
        Giorgio dice:

        Veramente durante l’anno Lei è stato il primo a sollevare il problema dei falli di mano e della mancanza di coerenza nelle interpretazioni. Se ne è già scordato? Devo linkare i vari articoli in cui ha scritto che non si capiva più nulla?

        Rispondi
        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Ma certo che mi ricordo ma hai scritto come se la maggior parte dei falli di mano siano stati giudicati male.
          Che ci sia confusione è innegabile ma è più grave il problema dei commentatori: scrivono e dicono cazzate da mattina a sera, è dura star dietro a tutti.

          Rispondi
  9. Luca
    Luca dice:

    Luca sono preoccupato per l anno prossimo non ci sono più ricambi per i big match l anno prossimo ci saranno solo Rocchi che è una garanzia Orsato che però è precluso per inter e Napoli speriamo che Rizzoli non ne tenga conto massa che viene da questa stagione pessima Irrati un ottimo arbitro ma non strepitoso come quelli sopra e poi il vuoto totale spero che Rizzoli ritrovi il Valeri dell anno scorso anche se essendo romano è precluso in molte partite.
    2) quali saranno i promossi di quest anno di sicuro picconino e poi credo uno tra abbattista (il preferito da Morganti) e Sacchi, io aspetterei un altro anno per giua perché non lo vedo maturo

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Per l’anno prossimo il problema è enorme. Verrà recuperato anche Orsato per i big match (Napoli ed Inter comprese) ma la coperta rimarrà cortissima.
      Credo che verranno promossi Piccinini ed Abbattista ma Sacchi è in netto recupero. Vedremo.

      Rispondi
  10. Roberto
    Roberto dice:

    Ciao Luca..sai bene che mi piace sdrammatizzare e anche ironizzare sempre nei limiti dell’educazione,e sai che ti leggo sempre con piacere e volentieri…Nel mio precedente post avevo ironizzato sul fatto che il.milan fosse stato sfortunato perché,se l’arbitro fosse stato Abisso probabilmente avrebbe concesso il rigore…E avevo messo due punti interrogativi su diabolico ad Abisso nel suo perseverare perché non ero sicuro che il rigore in Lazio sassuolo non fosse rigore per i motivi esposti da te successivamente..
    Ebbene..tutta questa premessa per dirti,ma lo saprai già,che rizzoli poco fa ha affermato che “la scelta di dare rigore alla lazio da parte di Abisso è una scelta punibile”mentre la scelta di Fabbri non è supportabile..
    Con stima..e buon lavoro

    Rispondi
  11. Tommaso
    Tommaso dice:

    Ciao! Volevo chiederti alcune cose per la mia crescita personale da arbitro:
    – Se una decisione sul campo come quella di Locatelli o come quella di Alex Sandro avvenisse per esempio in un campo dalla prima categoria in giù (quindi senza assistenti ne tantomeno VAR) cosa penserebbe delle decisioni prese?
    – E’ possibile che lei venga a fare un RTO nelle sezioni?

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      – La serie A ha il VAR e, in ogni caso, è un campionato a parte. L’attività arbitrale non è la Serie A ma le categorie inferiori. In Serie A cambia tutto per mille motivi.
      – No, non sono associato e Nicchi non mi permetterebbe mai di entrare in una sezione. Purtroppo il medioevo arbitrale è difficile da superare, soprattutto se un presidente non accetta mai il dialogo ed una mano tesa.

      Rispondi
  12. Nicola
    Nicola dice:

    Buongiorno Luca, chiarissimo come sempre. È evidente, non da oggi, che tra addetti ai lavori (giocatori, allenatori, Presidenti, moviolisti vari in tivù e sui giornali) e tifosi, il regolamento non si conosce. Ex-arbitri anche nelle Società in modo da evitare brutte figure a ripetizione? Arbitri che a fine partita spieghino la loro decisione o in tempo reale come fa la UEFA in Champions (con il coraggio di ammettere l’eventuale errore come NON è stato fatto a Barcellona)? Come se ne esce?

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Secondo me non solo è auspicabile ma necessario, proprio per evitare che ci si debba confrontare sempre con regole non conosciute che, come nel caso di Roma ieri, portino a dichiarazioni senza alcuna base regolamentare.
      Gli arbitri, inoltre, devono cominciare a parlare dopo le varie partite ma non subito bensì successivamente alle decisioni del Giudice Sportivo.

      Rispondi
  13. antonio
    antonio dice:

    Buongiorno Sig. Marelli,

    in relazione ai falli di mano, vedo molte persone indicare in maniera scorretta un’idea che invece io vorrei analizzare da un’altra prospettiva.

    Premetto che probabilmente chi stabilisce le regole ha valutato anche quanto sto per dire e che le regole attuali sono atte a limitare una possibile deriva opposta, ma comunque,

    Ritengo che la facilità con cui vengono assegnati i rigori per mani in area, sia vagamente penalizzante per chi difende, per un semplice motivo anatomico.

    Chi attacca ha la totale libertà di movimento e coordinazione.
    Per calciare si devono necessariamente utilizzare le braccia come leve per dare equilibrio a tutto il gesto e, giustamente i calciatori che attaccano lo fanno in totale libertà.

    Chi difende non può godere della stessa libertà.
    L’assunto che tutti debbano avere le stesse libertà può essere sbagliato, ma non trovo necessariamente corretto che un difendente debba vedere un gesto insito nel movimento, limitato.

    Insomma, io che difendo devo potermi coordinare in libertà, utilizzando il corpo al 100%, e credo sia questo “l’effetto pinguino” di cui parlano in tanti. Se mi obblighi a controllare eccessivamente l’uso di una parte fondamentale per la coordinazione, finisci per favorire chi, invece, può coordinarsi al massimo.

    Ovvio che se si desse totale libertà di toccare con le mani in area, si aprirebbe una zona grigia dove distinguere la volontarietà dalla non volontarietà diventerebbe probabilmente impossibile.

    Cosa ne pensa?
    Ci sono fonti che indichino il motivo per cui il difensore debba esser limitato e l’attaccante no?

    Resta il fatto che sull’episodio c’è poco d protestare, se le regole sono chiare e rispettate, bisogna solo dar atto alla squadra arbitrale che lo ha ben valutato.

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      L’effetto pinguino è una moda del momento, un’espressione che non ha alcun senso.
      Ti faccio un altro esempio.
      Un giocatore che entra su un avversario in tackle non effettua il movimento per colpire ma per togliere il possesso. Se non prende il pallone oppure lo prende assieme al calciatore, commette fallo, anche se non voleva. E dunque? Dobbiamo giustificarlo perché voleva contendere il pallone? Lo stesso concetto vale per i tocchi di mano.

      Rispondi
  14. MisterGP
    MisterGP dice:

    Complimenti egregio Luca, ormai gli episodi riesco a valutarli correttamente grazie al suo blog. Le moviole in tv e sui giornali in tanti anni non hanno contribuito da questo punto di vista. Posso affermare che hanno fatto aumentare sole le polemiche, infatti non capisco quelli che leggono il suo blog come possano lasciare ancora certi commenti. Condivido il pensiero sul tempo trascorso al VAR da Pasqua, in un vecchio commento già avevamo parlato di questo, dei tempi di decisione dell’arbitro e di come questi possano influire sul mantenere sui giusti binari una partita. Non basta saper applicare il regolamento, ma bisogna applicarlo con personalità trasmettendo ai giocatori sicurezza. Una buona giornata

    Rispondi
  15. Luca
    Luca dice:

    Non mi piace parlare di arbitro sfortunato/fortunato nel prendere delle scelte.
    De Zerbi si ha fatto brutta figura non conoscendo il regolamento. .e gli arbitri invece che figura fanno quando dovrebbero conoscerlo a memoria e sbagliano nelle decisioni?
    Orsato doveva espellere Maietta che cerca solo di negare una chiara occasione da rete con una trattenuta evidente ed ha sbagliato a dare solo giallo. .
    Irrati è stato bravissimo .
    Fabbri ha sbagliato quasi tutto . .
    Le altre partite non le ho viste

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Gli arbitri sbagliano le valutazioni, non sbagliano perché non conoscono il regolamento: è una differenza non da poco…
      Su Orsato è questione di interpretazione, ovviamente soggettiva (e non certo di mancanza di conoscenza): per te è rosso, per me è giallo. Ci sta.

      Rispondi
      • Luca
        Luca dice:

        Figurati Luca,tu sei un ex arbitro,io no perciò se dici che é da giallo mentre io dico da rosso sbaglio sicuramente io ma cerco di comprendere meglio: il pallone non è tra i piedi dell’attaccante ma proviene dall’esterno ed è per questo che é giusto il giallo? Scopro solo ora che Banti non ha mai diretto partite in CL. . Assurdo!! Ciao Luca buona serata . .

        Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Concordo pienamente.
      Purtroppo Collina in particolare non lo ha mai valorizzato come meritava, assurdo che chiuda la carriera senza nemmeno una gara in Champions’ League.

      Rispondi
  16. Matteo
    Matteo dice:

    Salve Luca,
    ho visto Cagliari Spal attentamente essendo un giornalista (e in parte tifoso, che però prova a essere obiettivo) che segue le vicende rossoblù. Ti faccio due domande lampo e un’annotazione.
    1) cosa ne pensi del contrasto Pavoletti – Missiroli che ha portato poi al tiro di Barella sul primo gol? Fermo restando che la VAR non sarebbe potuta intervenire, per me è il perfetto esempio di quanto le immagini rallentate cambino spesso in peggio ciò che l’arbitro può vedere da sé e che nel caso specifico ha visto correttamente in diretta.
    2) il rigore di Bonifazi: io ho ancora dei dubbi. Il primo è che sì salta con il braccio largo, ma mi sembra abbastanza congruo il suo movimento e mi sembra che la palla scivoli sul braccio prima dopo il suo stesso colpo di testa, poi per via del contatto fisico con Pavoletti più che per intenzione.
    L’annotazione finale è un ringraziamento: è da ieri che discuto con i miei amici tifosi del Cagliari sul gol annullato a Pavoletti sostenendo che sia stata una decisione corretta, aspettavo il tuo pezzo per averne conferma. Peraltro la maggior parte sostiene che anche se Pavoletti avesse calpestato Viviano il fallo sarebbe stato ininfluente visto che il portiere non ci sarebbe comunque arrivato e sarebbe stato gol comunque. Trovo abbastanza insopportabile questo tipo di ragionamento, come se in un fallo influisse più ciò che sarebbe potuto accadere più che il fallo stesso.
    Cosa ne pensi?
    Davvero complimenti per il servizio che dai alla comunità di appassionati
    Matteo

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      1 – Concordo. Ma è anche la dimostrazione che al VAR sanno interpretare le immagini e giustamente non abbiano consigliato una review su un contrasto al limite ma che rientra nella soggettività valutativa di un arbitro;
      2 – Questione di punti di vista: per quanto mi riguarda quel che non trovo giustificabile è che Bonifazi salti con il braccio largo e che lo mantenga in quella posizione anche dopo l’esaurimento del contatto con Pavoletti.

      Un fallo è un fallo: che Viviano non potesse arrivare a respingere il pallone non conta nulla, quel che conta è che Pavoletti abbia calpestato (sebbene involontariamente) un avversario, commettendo un fallo negligente (ed infatti non è stato sanzionato disciplinarmente).

      Grazie a te per l’attenzione.

      Rispondi
  17. Alessandro
    Alessandro dice:

    Buongiorno Luca,

    sul rosso a Sturaro non sono del tutto d’accordo. Il fermo immagine condanna il “mio” giocatore, ma il video non è così univoco: premesso che l’entrata di Sturaro è illogica dal punto di vista del gioco, lui entra comunque per provare a prendere il pallone ma mentre è in scivolata Allan mette la gamba nella posizione della foto, giusto un attimo prima dell’arrivo del piede di Sturaro. Inoltre, subito dopo il frame della foto si vede il piede di Sturaro che si mette in posizione “di punta”, forse proprio per reazione al movimento della gamba di Allan che Sturaro non aveva previsto. Per me poteva starci la conferma del giallo, anche se è chiaro che l’intervento è potenzialmente pericoloso.

    Ti chiedo infine il tuo parere sull’intevento di Maksimovic su Kouamè intorno al 75esimo.

    Grazie

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Alessandro, spesso sugli episodi si possono avere idee differenti.
      Questo non è il caso: l’intervento di Sturaro è una follia, dobbiamo solo ringraziare che non ci abbia lasciato tibia e perone. No, falli del genere non sono tollerabili e non possiamo sperare che un giocatore non si sfasci implorando la buona sorte.

      Rispondi
  18. Alessandro F.
    Alessandro F. dice:

    Io so che lei ha un grande ascendente per Banti, comunque meritato visto anche il livello degli altri colleghi più giovani, però devo dissentire sull’analisi dei due casi principali.
    Sul fallo di mano di Bonifazi Banti era posizionato benissimo, ma basta vedere l’atteggiamento del corpo e il labiale (“lo andiamo a rivedere” cit.) come invece di prendere la decisione abbia direttamente demandato tutto al VAR, come del resto aveva fatto nel primo tempo con Ceppitelli. Ecco quindi che si, vero, inspiegabile come il VAR non abbia detto che era rigore (era palese, come ha detto lei), però non è accettabile che un arbitro usi il VAR in questa maniera. Doveva essere un ausilio, invece mi pare che si arbitri sempre più in due. Non è che sta diventando una direttiva dell’AIA? Legittimo, per carità, basta che si dica chiaramente, però non è normale che anche arbitri esperti se ne lavino le mani così. E Banti aveva tutte le possibilità per fischiare rigore direttamente, il dubbio secondo me ce l’ha avuto anche lui, ma ha aspettato che gli dicessero qualcosa dall’auricolare…

    Ancora più grave invece l’annullamento del gol di Pavoletti. Viviano va premesso che non è mai stato in controllo del pallone, la smanaccia al massimo malamente. Pavoletti comunque arriva e PRIMA colpisce di testa, poi a palla già insaccata vero che travolge Viviano, “pestone” compreso (di cui non voglio discutere la reale intensità e influenza nell’azione), ma il gol a mio avviso è stato fatto regolarmente. Insomma, mi pare che Banti abbia fischiato banalmente il classico “fallo di confusione”, soprattutto con il portiere coinvolto, e quindi avallando quella famosa “protezione” che il portiere ha in questi casi, non prevista però dal regolamento (come lei stesso ha spiegato benissimo più volte). Io sono convintissimo che fosse stato un difensore e non il portiere, il gol sarebbe stato convalidato tranquillamente. Grave qui quindi l’errore di Banti, che deve ringraziare la favorevole situazione di punteggio (si era 2-1 per il Cagliari). Con un vantaggio della SPAL ci sarebbero state molte più polemiche in campo (e 15 minuti d’inferno, proteste e cartellini…) e fuori in caso di sconfitta del Cagliari…

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Dalla sua posizione Banti può aver avuto una sensazione ma è impossibile che potesse vederlo chiaramente, dato che era coperto dal corpo stesso di Pavoletti. Mi lascia perplesso il mancato intervento del VAR, concordo.

      Sul gol annullato non ci siamo proprio: che Viviano sbagli l’intervento o quel che vuoi non conta assolutamente nulla. Quel che conta è che Pavoletti (senza alcuna volontarietà, ovviamente) commette un fallo sul portiere. Fallo negligente senza sanzione disciplinare ma i contatti non si giudicano sulla base delle possibilità o degli errori precedenti ma solo sulla base del regolamento.

      Delle conseguenze non mi interessa, quel che conta è l’applicazione del regolamento. Ed in questo caso sono convinto che la scelta sia stata assolutamente corretta.

      Rispondi
      • Alessandro F.
        Alessandro F. dice:

        Rimango ancora perplesso perchè come detto Pavoletti prima impatta il pallone e poi successivamente “frana” su Viviano (e dubito anche che Banti in quel mischione abbia visto l’eventuale pestone, unico vero contatto falloso come dice Lei). Il completamento della frana poi avviene a palla già in rete, dubito quindi possa essere considerato fallo quello. Ma mi fido di lei, come sempre 😀

        Rispondi
  19. Gianluca
    Gianluca dice:

    Ciao, mi ricordo che in Inter Parma per un episodio uguale a quello dell’ammonizione di Gollini dicesti che se il pallone fosse stato in gioco sarebbe stato calcio di rigore. Visto che oggi non lo riporti, immagino che anche ieri il pallone non era ancora in gioco al momento dell’infrazione giusto? Grazie

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Non ci sono immagini chiare, il video riprende in diretta dopo le soggettive con i due palloni già sul terreno di gioco. Per tal motivo mi sono limitato a commentare la questione disciplinare.

      Rispondi
  20. Alberto
    Alberto dice:

    Buongiorno, mi permetto di dissentire sul rigore alla Lazio. Per me la posizione delle braccia è perfettamente congrua. Per potersi allungare con la gamba sinistra non c’è altro modo che sollevare il braccio destro. Salvo che andare in scivolata, ma non è questo il caso. Quindi mai rigore, considerando la distare pure il rimbalzo.
    Cordialità

    Rispondi
  21. Andrea
    Andrea dice:

    Buon giorno e grazie per le spiegazioni.
    Una curiosità: con le nuove disposizioni, come saranno valutati falli di mano similia quelli di questa giornata il prossimo anno?
    Grazie

    Ps: credo ci sia un refuso sotto la citazione del regolamento in Lazio-Sassuolo, nella parte in grassetto

    Rispondi
  22. Antonio
    Antonio dice:

    Complimenti , Luca! Ogni volta che vi e’ un episodio dubbio sollevato da qualche mio amico, invito gli stessi a dare un’occhiata al tuo blog. “Il regolamento non e’ un soprammobile” e’ una frase che ogni arbitro dovrebbe incorniciare e tenere in casa come memento.

    Rispondi
  23. Giovanni
    Giovanni dice:

    Buongiorno Luca e buon lunedì.
    Parto con il gol annullato a Pavoletti,per un presunto contatto con Viviano,che come hai detto tu,Banti al massimo può intuire…
    Come giustissimamente hai sempre fatto notare tu ,in barba alla caciara generata da qualche giornalista nelle trasmissioni televisive,non esiste nessuna regola che vieta al calciatore di contendere il pallone al portiere.
    In questo caso,vedo appunto una contesa,senza alcuna irregolarità che abbia danneggiato il portiere.Visto che quella di Banti è stata una sensazione,non sarebbe stato meglio sorvolare ?

    Anche la decisione di Orsato di non espellere Maietta mi perplime:senza la trattenuta ,il calciatore dell’udinese,si troverebbe solo davanti al portiere.Chiara occasione da gol a mio avviso certa,con Maietta che non ha mai cercato di contendere il pallone.Da notare anche l’ingenuità del calciatore dell’Empoli ,ormai questi episodi non sfuggono più.

    Concordo con te sulla valutazione di Lazio-Sassuolo e ho avuto le tue stesse sensazioni guardando Abisso alla review:aveva la faccia di chi stava per andare al patibolo.

    Chiudo chiedendoti un tuo autorevole parere sulle designazioni per i quarti di Champions.
    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi .

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Beh, il portiere aveva anche un’escoriazione piuttosto evidente sul polpaccio, in una zona del tutto conferente con quello che si intuisce dalle immagini. Un giocatore può contendere il pallone al portiere ma non può calpestarlo 😀
      Sulla decisione di Orsato è questione di interpretazione soggettiva: anche io qualche dubbio ce l’ho ma, in casi del genere, la miglior soluzione è avallare la decisione dell’arbitro.

      Delle designazioni in Champions mi sorprende Del Cerro Grande per Ajax-Juventus: non so, poca esperienza a questi livelli, mi pare un azzardo.
      Ma mi fido di Rosetti.

      Rispondi
  24. Alessio Losacco
    Alessio Losacco dice:

    Buongiorno, ma si rende conto di quanti rigori per falli di mano si stanno assegnando/dovevano essere assegnati con le direttive attuali? Ma siamo fuori di testa? Decidere le partite in continuazione con calci di rigore di questo tipo è pura follia. Non si può andare avanti in questa maniera, a questo punto conviene allenare le squadre a cercare le braccia degli avversari piuttosto che a fare gol. Ormai sembra di vedere dei pinguini in campo. Scusi lo sfogo ma sono stufo di vedere rigori su rigori, per me il calcio non è questo.

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Si allenino pure, tanto non verrebbero concessi rigori del genere.
      E basta con ‘sta storia dei pinguini, ha scocciato: sembra quell’espressione che un bambino di 3 anni ha sentito per strada e continua a ripeterla. Dopo due giorni stufa…

      Rispondi
      • Alessandro Martinez
        Alessandro Martinez dice:

        Però Marelli i giocatori hanno le braccia.. e in certi movimenti servono.. prendiamo il caso di Alex Sandro, come si fa a fare una scivolata come quella tenendo le braccia lungo il corpo o addirittura dietro? E’ normale che abbia un braccio alto, poi cerca di ritrarlo per evitare il contatto portandolo verso il petto ma il pallone batte sul gomito.. cosa gli si può rimproverare? Non mi sento di giudicare scandalosa la decisione di fabbri, che peraltro ha arbitrato sicuramente male..

        Rispondi
        • Luca Marelli
          Luca Marelli dice:

          Nessuno lo nega.
          Ma è un tocco di mano punibile ed un calciatore deve tener presente questa ipotesi.
          E’ come un tackle scivolato: il calciatore lo effettua per togliere il pallone all’avversario ma se lo colpisce non è giustificato.

          Rispondi
  25. Antonio
    Antonio dice:

    In un mondo non dico perfetto ma almeno normale non sarebbe mai potuto essere rigore quello concesso alla Lazio. L’arbitro avrà anche agito a norma di regolamento ma appunto quella norma citata a me pare proprio assurda e formulata come fosse una supercazzola. Certe regole sembrano scritte da chi non ha mai giocato al calcio. “Congruità della posizione delle braccia”???? Ma come avrebbe dovuto intervenire Locatelli? In scivolata con le braccia attaccate al corpo in un modo che più innaturale non può essere definito? Il regolamento sarà anche la bibbia ma in passato un rigore del genere non sarebbe mai stato assegnato. I tempi sono cambiati? Può essere…ma non necessariamente in meglio

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Effettivamente gli arbitri, notoriamente, crescono giocando a “piglia in testa il tuo compagno con una clava”.
      Non ti sfiora il dubbio che il regolamento sia corretto e che i difensori dovrebbero stare più attenti a come intervengono? Un professionista dovrebbe essere in grado di opporsi ad un cross senza lanciarsi in un volo d’angelo con le braccia aperte totalmente a caso, no?

      Rispondi
  26. ciro cioffi
    ciro cioffi dice:

    Mi permetto di aggiungere che come ribadito da Luca Marelli se non si espelle Sturaro senza esitazione (almeno dopo le immagini al Var) si commette un grave errore poichè “sdoganare” come dubbia questa entrata a piede alto sulla caviglia significherebbe equiparare il calcio al Kung-fU (non conoscendo se in quest’ultima disciplina un intervento simile è possibile…).
    Altro errore pesantissimo è ovviamente il rigore negato al Milan dopo l’utilizzo del monitor. Non si capisce come mai ci sia il timore di fischiare anche quando il campionato è da un pezzo assegnato.
    Ciro da Napoli

    Rispondi
    • Luca Marelli
      Luca Marelli dice:

      Concordo.
      Senza senso leggere alcuni commenti definendo eccessiva l’espulsione.

      La seconda parte del commento potevi risparmiartela: Fabbri ha sbagliato non certo perché è la Juventus, perché ha commesso una serie infinita di errori per entrambe le squadre.
      Polemiche che mi hanno oggettivamente scocciato…

      Rispondi
  27. Jeko
    Jeko dice:

    Gentile Luca buongiorno,
    Due domande secche:
    – Milan – Lazio: Rocchi, Massa o Orsato?
    – I favoriti per la promozione dalla B: due tra Abbattista, Giua, Piccinini oppure qualche possibile sorpresa?
    Naturalmente come sempre complimenti per la chiarezza.

    Rispondi
  28. Ema
    Ema dice:

    Quanto hai scritto riguardo a Banti mi da modo di esternare un mio pensiero: non si potrebbe allungare la carriera degli arbitri di 5 anni, nel ruolo di Var? L’esperienza in cabina tante volte è importante quasi quanto quella in campo…

    Rispondi

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