Roma, Skomina, Champions‘ e precedenti: il VAR è l’unica opzione possibile…

Non lo nascondo: non è elegante come terminologia ma oggi “rosico” e non poco dopo l’eliminazione della Roma, esattamente come accaduto un paio di settimana fa per l’uscita della Juventus.
Il motivo non sono certo rigori non assegnati o meno: fa parte del gioco, come fa parte del gioco che il Bayern Monaco (clamorosamente penalizzato nelle due semifinali col Real Madrid) debba guardare la finale di Kiev alla televisione.

Dispiace perché avere l’Italia rappresentata a Kiev da una squadra di club avrebbe potuto fornire quella spinta decisiva per un rilancio dell’intero movimento che, a livello europeo, è da anni aggrappata alle imprese della Juventus. Troppo poco per pensare di avvicinarci alle superpotenze spagnole ed inglesi.

Chissà, però: se stasera Rocchi dovesse uscire bene dalla sfida del Wanda Metropolitano tra Atletico Madrid ed Arsenal, potrebbe essere lui quel “pezzo di Italia” a rappresentarci nella finale di Champions’ League. Non me ne voglia il nostro buon Rocchi ma avrei preferito la Roma. O la Juventus. O il Napoli. O qualunque club italiano.

Ciò che mi lascia estremamente amareggiato è constatare che questa mattina tutti i quotidiani siano allineati nel valutare con voti bassissimi la prestazione di Skomina.

Dispiace perché è vero che ha commesso degli errori ma, in realtà, la responsabilità di quanto accaduto ieri ha una paternità ben precisa, anzi due: i nomi sono Ceferin e Collina.

Lo so, sembra quasi di cavalcare l’onda di indignazione ma non è così.
Se volessi cavalcare l’onda cercando facili consensi, mi occuperei di portare un mattoncino al massacro mediatico di Damir Skomina.
Non lo farò perché mi dimostrerei allo stesso livello di chi giudica senza distinguere tra arbitro ed assistenti, senza comprendere le dinamiche di una gara, di un episodio, di un tocco di mano.

Su Ceferin e Collina tornerò più avanti.
Soffermiamoci un attimo sui tre episodi principali della gara.

Minuto 48.
E’ sbagliato affermare che alla Roma sia stato negato un rigore solare.
E’ sbagliato perché, in realtà, si tratta di un’azione interrotta PRIMA del contatto tra Dzeko ed il portiere del Liverpool Karius:

48esimo bandierina alzata

Ben prima del contatto tra attaccante e portiere, l’assistente Praprotnik ha già alzato la bandierina, segnalando un fuorigioco non certo dubbio:

fg Dzeko

Fuorigioco totalmente inesistente.
Purtroppo, in questo caso, Skomina non può nulla: il fuorigioco non è e non può essere sua responsabilità. E’ un errore gigantesco ma che non può in alcun modo essere imputato al direttore di gara sloveno.
Problema che perseguita Skomina ormai da anni, fin dall’inizio della sua carriera internazionale: direttore di gara di enorme talento e che reputo tra i tre migliori del mondo assieme al nostro Rocchi ed all’argentino Pitana.
Ma se, da una parte, sia Pitana che Rocchi possono contare su assistenti straordinari, Skomina è alle prese da sempre con un problema che pare irrisolvibile: il campionato sloveno è modesto come qualità media e, purtroppo, non abbastanza formativo per esprimere due assistenti di caratura internazionale. Addirittura, qualche anno fa, a Skomina venne assegnato come assistente Gianluca Cariolato proprio per evitare di lasciar fermo lo sloveno per mancanza di assistenti presentabili.

Sul contatto tra Karius e Dzeko poco da dire:

48esimo bandierina alzata e SPA genuina

Sarebbe stato un rigore solare, che avrebbe potuto portare la Roma in vantaggio con oltre 40 minuti da giocare.
Con una precisazione rispetto alle inesattezze ascoltate e lette: Karius non sarebbe stato espulso e nemmeno ammonito. Non si tratta di DOGSO (pallone direzionato verso l’esterno dell’area e due difensori in linea con Dzeko) ma solo di SPA (azione potenzialmente pericolosa). Karius cerca di prendere il pallone, non vi riesce per l’anticipo dell’attaccante della Roma ma il suo tentativo è certamente “genuino”: la scelta corretta sarebbe stata calcio di rigore e NESSUNA sanzione disciplinare.

Al minuto 63 l’episodio più determinante.
Dopo un’azione piuttosto confusa in area, il pallone giunge ad El Shaarawy che colpisce a botta sicura trovando l’opposizione del difensore Alexander-Arnold. In campo nessuna protesta, sugli spalti nessuno ha rumoreggiato, da casa solo occhi di falco con poteri sovrannaturali riescono a vedere qualcosa di diverso da un salvataggio miracoloso:

Rigore negato nessuno protesta

Statene certi: in questo esatto momento, nonostante i giocatori della Roma si stiano solo disperando per l’azione mancata, qualcuno a casa si era già accorto di tutto.

Questo è il tipico episodio che solo ed esclusivamente il VAR avrebbe potuto decifrare, scovando un fallo di mano tanto clamoroso quanto invisibile, tanto che nemmeno lo stesso El Shaarawy si accorge che il suo tiro sia stato deviato con la mano destra:

63esimo rigore El Shaarawy 4 63esimo rigore El Shaarawy 2

Nessuno (o quasi) si è accorto di qualcosa all’Olimpico.
Anche noi, da casa, ce ne siamo accorti al secondo replay. Il VAR avrebbe potuto rilevarlo con certezza. Dal campo è quasi impossibile vederlo:

Posizioni arbitri rigore

Skomina coperto da El Shaarawy e, parzialmente, da corpo del difensore che colpisce il pallone dopo che lo stesso ha già superato la testa in torsione; addizionale totalmente coperto dal corpo di Alexander-Arnold; assistente Praprotnik coperto due difensori e, comunque, troppo lontano (almeno 30 metri) per avere un minimo di certezza. Improponibile pensare che possano aver visto qualcosa quarto ufficiale o secondo assistente, ad oltre 50 metri di distanza.
In caso di rilevazione del fallo di mano, solo una decisione disciplinare possibile: cartellino rosso, impossibile che il portiere (già a terra) potesse intercettare il pallone.

Al minuto 92 l’unico vero errore che imputo a Skomina:

Rigore assegnato 92esimo Rigore assegnato 92esimo 2

Rigore assegnato alla Roma per tocco di mano di Klavan.
Rigore inesistente: pallone inatteso, calciato da meno di un metro, braccio aderente al corpo, congruo rispetto al movimento, immobile e che non si sposta minimamente verso il pallone stesso.
Errore, questo, molto grave ma ininfluente ai fini del risultato finale: la sensazione (lo ammetto, non bellissima nemmeno da scrivere) è che abbia assegnato il rigore senza alcuna certezza ma ben consapevole che la gara sarebbe finita subito dopo.

Skomina, al di là degli episodi, ieri sera non ha arbitrato affatto male.
Sapete benissimo, ormai, che ritengo il movimento arbitrale internazionale ed europeo in particolare di livello pessimo: inutile sottacere che, in otto anni come capo della commissione arbitrale, Collina abbia prodotto il nulla assoluto, arrivando a proporre sempre gli stessi arbitri da anni e per più turni consecutivi nonostante abbia a disposizione una base non di 22 elementi come in Serie A ma di circa 300 arbitri europei.

Il problema, come sempre, è che si tende a far di tutta l’erba un fascio: errori degli assistenti, episodi impossibili da vedere ad occhio nudo vengono sommati alla prestazione. Cinque secondi complessivi diventano cinque secondi che cancellano tutto il resto.

Roma penalizzata? Sì, senza dubbio: un fuorigioco non rilevato all’andata ha concesso al Liverpool la rete del 3-0, un fuorigioco erroneamente rilevato ieri sera ha impedito alla Roma di potersi giovare di un calcio di rigore evidente.
Non solo: è stata sfavorita la Juventus (rigore su Cuadrado col Real, rigore su Douglas Costa a Wembley), è stato sfavorito il Real (gol regolare annullato ad Isco), è stato penalizzato clamorosamente il Bayern Monaco nella semifinale (almeno 4 episodi netti, col clamoroso “muro e fuori” di Marcelo al Bernabeu).

Qual è la soluzione?
Talmente semplice che non ci sarebbe nemmeno bisogno di scriverlo: il VAR.
All’inizio della stagione ricordiamo tutti i mugugni, soprattutto tra i bastian contrari per imposizione divina. Durante la stagione ricordiamo le lamentele di chi si dichiarava contrario (giornalisti compresi, spesso esperti della materia come lo sono io di fisica teorica applicata alla scienza aerospaziale).
La conseguenza di oggi è più che scontata e si allinea a ciò che ho sempre sostenuto fin dall’introduzione: il VAR è fondamentale in questo calcio e lo sarà sempre di più. Alla fine si convinceranno tutti, rimarrà giusto qualche giapponese perduto nelle foreste delle proprie contraddizioni oppure costretto dal personaggio costruito nei mesi.

La vera questione, però, è un’altra: per quale motivo l’UEFA ha già annunciato che il VAR non verrà utilizzato nella prossima edizione e che, per vedere la tecnologia, “ci vorranno anni“?
Secondo Ceferin (qui trovate la sua intervista alla Gazzetta dello Sport del 18 aprile scorso) il problema principale risiederebbe nel fatto che ci sarebbero “arbitri che non hanno mai diretto con la Var“. E’ vero, era un discorso riferito al Mondiale ma, estensivamente, è il punto focale della sua posizione in merito.
Può sembrare un elemento di discussione valido ma cozza terribilmente con una realtà fattuale: in Europa si dirige con gli addizionali.
Ebbene, gli addizionali non ci sono MAI stati in Spagna, non ci sono in Inghilterra, non esistono nei paesi in cui già viene utilizzato il VAR (Germania, Olanda, Polonia ecc.), non sono mai stati presi in considerazione in decine di paesi.
Eppure ieri sera abbiamo visto lo sloveno Skomina con gli addizionali (che non esistono nel suo paese), stasera vedremo Rocchi a Madrid con gli addizionali (figura abbandonata in Italia a favore della tecnologia).
E dunque?
L’aspetto paradossale è che il VAR viene già usato in alcuni importanti campionati, verrà introdotto in altri dalla prossima stagione, vedrà il suo esordio nella massima competizione internazionale tra un mese e mezzo, è già comparso due volte nel Mondiale per Club. Solo in mezzo, nelle competizioni UEFA, si utilizzano ancora gli addizionali che, a memoria, sono figure presenti in Grecia e Turchia (non esattamente l’elite del calcio).

In tutta franchezza credo che esista un solo problema, vero e reale: nelle fasi a gironi della Champions’ e, soprattutto, dell’Europa League sono presenti realtà molto piccole provenienti da paesi nei quali il calcio è vissuto a livello professionistico ma con ancora un giro di denaro molto inferiore alle grandi realtà. Ecco, dunque, che appare effettivamente fuori da logiche economiche l’installazione di una tale strumentazione per sole 3 gare dei gironi in piccoli stadi come quello del Maribor o dell’Apoel Limassol in Champions’ oppure in quelli (a titolo esemplificativo) del Vardar Skopije, del Ludogorets o dell’Astana.

Ragionare su questi livelli, però, ci porta ad una conseguenza: non ci sarà mai il VAR, perché tra dieci anni ci sarà comunque qualche società sperduta tra le steppe che si qualificherà per la fase a gironi.
Dato che, però, per iscriversi bisogna rispettare mille parametri, allora sia presente anche la necessità di una struttura che, in realtà, non ha costi eccessivi (diciamo attorno ai 100mila dollari) per una competizione internazionale. Eventualmente si rinuncerà all’ingaggio di un brasiliano scovato chissà dove e si tessererà un giovane del luogo.

Altro discorso fondamentale: il calcio attuale è ormai impossibile da arbitrare per un solo uomo. Il motivo è facilmente detto: è vero che anche gli arbitri si allenano di più e corrono infinitamente più di chi li ha preceduti sui campi ma è altrettanto innegabile che si giochi ad una velocità tale che, spesso, gli episodi si concretizzano in una frazione di secondo. Pensiamo a due episodi molto simili e recenti: il rigore negato al Bayern per fallo di mano di Marcelo e quello altrettanto netto negato alla Roma per fallo di mano di Alexander-Arnold. Questi episodi, per l’occhio umano, sono impossibili da vedere (Roma) o comunque molto complessi (Madrid) perché avvengono in una frazione di secondo e sono totalmente inattesi: quale arbitro può essere così folle da focalizzare la propria attenzione su una mano, parte del corpo che non può essere utilizzata?

Poi è necessario un inciso: Cakir non ha solo sbagliato quell’episodio (sul quale è più colpevole l’addizionale ed anche il secondo assistente) ma tutta la gara. Non una novità, ormai sono due anni che appare solo la copia sbiadita del grande arbitro che è stato. E sulla qualità degli arbitri europei ci sarebbe da aprire una enorme parentesi, chiedendosi come sia possibile che, in otto anni, gli arbitri lanciati siano quelli che vediamo. Ne riparleremo.
Skomina, invece, ha sbagliato un episodio da solo (il rigore a fine partita) ma, per i restanti 91 minuti, ha diretto benissimo, confermando di essere uno dei migliori al mondo assieme a Rocchi e Pitana. Che poi, oggi, sia stato massacrato mediaticamente è altro discorso che meriterebbe un approfondimento a parte ma, sinceramente, credo che sarebbe tempo buttato: da parte mia continuerò a giudicare gli arbitri complessivamente e non dagli episodi singoli ma mi rendo conto che cambiare questo metodo sarà praticamente impossibile, per lo meno fin quando non si esaurirà l’era dello show time, con scarsa attenzione alla qualità dei contenuti e ricerca dissennata solo degli ascolti.

38 commenti
  1. Paolo
    Paolo dice:

    Sono un amante naïf del calcio: non so nulla di regolamenti, non sono un tifoso (ho solo una simpatia per una squadra italiana di serie A), mi diverte vedere una partita solo quando è ben giocata, a prescindere dal risultato. Detto questo ti faccio i complimenti, perché quando ho tempo (dunque raramente) leggendo questo blog capisco qualcosa di più circa le partite “chiacchierate”. Così è ottimo: senza fronzoli, senza complottiamo ridicoli e mano al regolamento. Solo una cosa: temo che per la fine dello show time dovremo aspettare parecchio: non solo, purtroppo, nel calcio. Il mondo è sempre più apparenza e audience! Complimenti ancora(anche per la comune ”comaschitudine”)

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Ti ringrazio per il tempo che mi dedichi: anche un solo minuto mi onora.
      Sullo showtime non sono così pessimista: se la più importante emittente (Sky) l’ha già abbandonata (peraltro da tempo) credo che anche le altre la seguiranno. Il futuro non è delle trasmissioni strillate ma degli approfondimenti ragionati.

  2. Roberto
    Roberto dice:

    Ciao Luca avevo scritto in precedenza “sui rossi diretti alla juve e mi sono documentato dal 2012 ad oggi avendo rimarcato che comunque la juventus è una squadra mediamente fallosa.Dunque:2018 ad oggi nessun rosso diretto;2017 nessun rosso diretto;2016 febbraio torino juve 1 4 espulso kedyra 87esimo sul punteggio di 1a4 per proteste famosa partita testa a testa bonucci Rizzoli ;2015 nessun rosso diretto;2014 gennaio lazio juve 1a1 espulso buffon fallo ultimo uomo;ottobre juve roma 3a2 espulsi all’89esimo morata juve e manolas roma per reciproche scorrettezze;2013 maggio juve palermo 1a0 espulso pogba all’84esimo per aver sputato un avversario;2012 nessun rosso diretto.Pertanto devo rettificare il mio precedente commento chiedendo venia anche se balza all’occhio che l’unica espulsione significativa e di peso sia quella di buffon nel primo tempo di lazio juve e che avevo ben ricordato nel mio precedente post. Gli altri rossi diretti,visti i risultati e i minuti delle espulsioni o anche per la espulsione contemporanea dell’avversario non le ritengo significative e incidenti.Intelligenti pauca.Grazie per l’attenzione

  3. marco
    marco dice:

    Ciao Luca,innanzitutto complimenti perche’ dalla lettura dei giornali e dei vari siti ieri credevo di aver visto un’altra partita. Ci fosse stato uno che almeno avesse fatto notare che il rigore dato alla Roma era non inesistente,di piu’.E ci vuole davvero una gran bella faccia tosta a fare dei titoli “Col Var ci sarebbe stata una finale Roma Bayern quando gia’ considerando inesistente questo rigore nemmeno si cominciano le discussioni.Invece volevo chiederti una cosa,secondo te l’altro rigore dato alla Roma a Liverpool come lo consideri?Per me anche quello era assolutamente regalato,non come questo ma non e’ mai rigore.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Sul rigore di Liverpool non sono d’accordo: secondo me è stato corretto assegnarlo: il braccio era piuttosto largo ed il pallone arrivava da lontano, Lovren ha avuto tutto il tempo per toglierlo.

  4. luca
    luca dice:

    ciao luca parli bene di pitana rocchi e skomina. che ne pensi di irmatov per anni sulla cresta dell’onda? uno dei favoriti per il mondiale?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      In tempi non sospetti (fin da settembre/ottobre) l’ho indicato come uno dei favoriti per la finale e per due motivi:
      – terzo mondiale e grande esperienza;
      – asiatico dopo due finali mondiali dirette da europei (Webb e Rizzoli).

      Questi i pro.
      Contro c’è il fatto che sia un po’ in calo di prestazioni ed anche di considerazione generale.

  5. Giovanni Milesi
    Giovanni Milesi dice:

    Come sempre un ottimo articolo, ricco di riflessioni ponderate e approfondite.
    Per le finali di Champions e Europa League quali sono, a suo parere, gli arbitri papabili? C’è speranza x Rocchi, anche se ha diretto una semifinale? Dove sono finiti Mazic, il polacco Marciniak?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Incrociamo le dita per Rocchi, le possibilità ci sono.
      Mazic non ne ho idea, difficile che venga proposto dato che è fermo da novembre nelle coppe.
      Marciniak è infortunato, recupererà per i Mondiali.
      Per la Europa League potrebbe esserci in corsa anche Collum.

      Vediamo…

  6. putipo
    putipo dice:

    Ciao Luca, interessante come sempre. Due considerazioni: è giusto dire che non è corretto affermare che a Dzeko sia stato negato un rigore perché l’azione è stata interrotta, tecnicamente, nel momento in cui il guardalinee alza la bandierina, ma (e parlo a livello di sviluppo dell’azione) né Dzeko né Karius che davano le spalle all’assistente se ne sono accorti (e lo stesso Skomina credo abbia fischiato il fuorigioco dopo il contatto tra i due) quindi, a livello puramente teorico, se il fuorigioco non fosse stato segnalato penso che l’azione si sarebbe sviluppata esattamente come abbiamo visto. Il che, ribadisco, nulla toglie al fatto che tecnicamente invece l’azione sia stata fermata prima del contatto e che pertanto è tecnicamente giusto affermare che non si può parlare, in questo caso, di rigore negato. La seconda osservazione è di carattere un po’ più “filosofico”, passami il termine. Nelle due semifinali (andata e ritorno) tra Roma e Liverpool ci sono almeno 3 errori “certi” che possono aver determinato il risultato (ancora non parlo di esito del doppio confronto): il fuorigioco di Momo all’andata sul 3 a 0, il fuorigioco fischiato a Dzeko e il mani di Arnold. In più (ma qui parliamo di interpretazione di un contatto) almeno per me restano dubbi su un possibile fallo prima su Dzeko e poi su Strootman nella circostanza del primo gol di Salah ad Anfield e il contatto tra Van Dick e Dzeko nella circostanza del secondo gol del Liverpool a Roma, soprattutto se confrontato col fallo fischiato in area del Liverpool a Schick pochi minuti prima; questi due episodi li tralascio (è interpretazione) mentre riguardo ai tre errori “certi”, e lo dico da tifoso della Roma, sono errori che ritengo assolutamente comprensibili, facili da commettere considerata la dinamica delle tre azioni. Ora, considerato che in Europa la VAR non c’è e gli stessi errori sarebbero potuti essere commessi a vantaggio di ciascuno, non mi sento di condannarli (parafrasandoti, li chiamerei DOGSO genuini dell’arbitro, falli cioè fatti dall’arbitro con l’intenzione di interpretare bene l’azione 🙂 ). E per questi errori non recrimino e, nella mia visione un po’ romantica del calcio, sono disposto ad accettare errori come questi se ne ravviso la “genuinità” quindi l’umanità. Sono errori ben diversi dai tre commessi la sera prima a Madrid: in tutti e tre i casi (i due falli su Lewa e il mani di Marcelo) i falli erano facilmente intercettabili e intuibili da parte dell’arbitro e allora, come forse diresti tu (correggimi se sbaglio) “non si capisce come Chakir abbia potuto non fischiare”. Ciò che mi dispiace alla fine è che sono più gli errori di Chakir che a me fanno ritenere imprescindibile l’utilizzo della VAR, non quelli di Skomina: fosse solo per quelli di Skomina a me andrebbe benissimo pure senza VAR, pure se gli errori, come in questo caso, penalizzano la squadra per la quale tifo. Sono disposto ad accettare l’errore per salvaguardare l’umanità e l’autenticità del gioco. Nel caso di Chakir (e con lui dei suoi assistenti), quando gli errori sono tre in 40 minuti, così grossolani e inspiegabili, allora la VAR diventa imprescindibile: non parlo di malafede ma forse della possibilità di essere condizionati inconsciamente, dando per scontata la capacità tecnica di Chackir tale da non ritenerlo in grado di sbagliare così “male” per così tante volte in così poco tempo.
    Un saluto.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Concordo.
      Ma siamo in Italia, è normale puntare sugli errori di Skomina più che su quelli di Cakir, perché li abbiamo vissuti da tifosi.

      Comunque non credo ci sia da aggiungere altro, la tua è un ottimo commento che è giusto lasciare senza replica ma utile per una riflessione personale.

    • marco
      marco dice:

      Hai ragione sul rigore pero’ se discutiamo di Var ,come fanno tanti giornali che secondo me neanche sanno di cosa parlano,quell’episodio al Var non sarebbe mai andato perche’ una volta che il guardalinee sbandiera il gioco si ferma e non si puo’ certo tornare indietro.Il Var in questa partita avrebbe dato un rigore alla Roma ma tolto quello che le hanno dato.

      • Doundarric
        Doundarric dice:

        Ma anche no. Il gioco non si ferma quando sbandiera il guardalinee, si ferma quando fischia l’arbitro.

        Luca mi correggerà, ma in caso di VAR applicato correttamente il rigore sarebbe stato dato. Infatti, a meno che Skomina non commettesse un ulteriore errore fischiando precipitosamente l’interruzione del gioco – cosa che proprio in regime di VAR avrebbe probabilmente evitato di fare appunto per permettere al VAR di correggere un eventuale errore grave sulla segnalazione dell’assistente, il contatto sarebbe avvenuto con la palla ancora in gioco, e il VAR avrebbe potuto verificare sia il contatto del rigore sia che l’assistente aveva sbagliato a sbandierare il fuorigioco. E’ una cosa già avvenuta più di una volta in serie A quest’anno.

        Parlare poi dell’altro rigore (con espulsione e mezz’ora da giocare) e di quello perfettamente inutile negli ultimi secondi del recupero come se i due errori si compensassero è una forzatura evidente.

        Insomma, il VAR ci avrebbe tolto un rigore inutile alla fine per darcene due utili e un uomo in più a mezz’ora dalla fine…uno scambio che accetterei sempre.

        La Roma ha compiuto un percorso esaltante, di gran lunga superiore alle mie più rosee aspettative, in questa Champions League, e non provo la minima amarezza per quest’eliminazione, perché la squadra ci ha offerto notti indimenticabili e vittorie prestigiose, e ha mostrato ripetutamente una grande capacità di ribaltare situazioni che sembravano compromesse. Accetto quindi con perfetta serenità l’eliminazione anche se vi hanno contribuito non poco le numerose chiamate sfortunate.

        Trovo invece che quei pochi tentativi che leggo qua e là di minimizzare la portata degli errori a sfavore e ingantire quelli a favore o inventarne di inesistenti (come il netto rigore del 5-2 dell’andata, oggetto, se non vado errato, di una sua domanda precedente) non fanno grande onore a chi se ne rende artefice.

  7. Moreno Ventura
    Moreno Ventura dice:

    Salve Luca volevo chiedere 2 cose al volo se possibile:
    1) per un eventuale “dopo Collina” chi potrebbe essere l’uomo giusto per il rilancio della classe arbitrale europea?
    2) un appunto su Cakir: possibile che la non perfetta finale di Berlino 2015 abbia segnato la sua fase diciamo calante come arbitro di livello top in Europa?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Ciao.
      1 – Non ne francamente idea. I nomi sono tanti, il più probabile (se dovessi scommettere un euro) è Hugh Dallas. Ma Collina non lascia a fine stagione.

      2 – Può essere. Sicuramente le stagioni successive sono state molto inferiori a quelle precedenti e questa è stata disastrosa.

  8. Federico
    Federico dice:

    Buonasera Luca, mi permetto di dire che dopo la partita di stasera, Rocchi la finale di Champions’ se la meriterebbe tutta…
    Come sempre convincente, molto deciso e sinceramente in una partita potenzialmente ad alto rischio ha dato sempre l’impressione di avere il totale controllo. Sarebbe una finale meritata.

  9. Doundarric
    Doundarric dice:

    Buongiorno Luca, vorrei sapere cosa pensa, se ha avuto modo di vederli, di altri tre episodi importanti: la spinta di Manolas alle spalle di Manè in area della Roma nel primo tempo, quella su Dzeko in elevazione in occasione del secondo goal del Liverpool, ed il rigore assegnato alla Roma alla fine dell’andata per il tocco con il braccio di Milner.

  10. Sergio Putzu
    Sergio Putzu dice:

    Ti leggo sempre con attenzione e concordo pienamente su tutta l’analisi. Devo sottolineare che Skomina ha fischiato (secondo me giustamente) spinte e contatti con le mani sulla schiena dell’avversario, che in Italia non vengono punite.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Concordo, per quanto possa sembrare paradossale Skomina ha arbitrato molto bene (al netto dell’errore grossolano sul rigore assegnato a fine partita).

  11. Gian
    Gian dice:

    Ho visto solo una sintesi molto stringata, ma mi è parso di vedere molti errori nel primo tempo: per me c’era un rigore su Manè, ammonizioni per Manolas (fallo su Wjnaldum) ed El Shaarawy. C’è anche da dire che all’andata un paio di gol dei reds sono in odore di fuorigioco. Insomma, gare così importanti i cui esiti alla fine, spiace dirlo, ruotano attorno a sviste arbitrali, con un mezzo come il VAR a disposizione ma ostracizzato, sono inaccettabili.
    Mi chiedo anche perchè Cakir sia tornato ad arbitrare il Real dopo la gara di Torino.. non c’è proprio nessuno di meglio?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Il problema vero è che Collina, in otto anni, non ha costruito nulla. Riproporre Cakir dopo Torino (gara arbitrata malissimo al netto del rigore a fine partita) significa non avere alternative.

  12. Marco Salemi
    Marco Salemi dice:

    Volevo soltanto farle i miei complimenti per la competenza e l’onestà intellettuale che dimostra nei suoi articoli. Chapeau!

  13. Paolo
    Paolo dice:

    Tutto giusto, per carità. Dispiace sapere un così bravo arbitro, una volta negli spogliatoi, distrutto per aver visto le corbellerie che ha combinato. In buona fede. Umanamente. Ma corbellerie. A nessuno piace essere definito un incapace, perché è questo che attende l’ottimo sloveno, tra l’altro un mio idolo. Nell’attesa, però, che la UEFA si svegli e cominci a pensare a gestire i propri arbitri difendendoli dalle gogne mediatiche (e aver tappato 4 semifinali su 4 è record da non invidiare) usando il Var almeno dagli ottavi in giù, occorre ripensare alla stupidità di mandare in giro la squadra arbitrale del stessa nazione. Se, infatti, la Slovenia ha un grande arbitro, ebbene dietro di lui c’è il nulla cosmico. Il talento, si sa, è capriccioso. Blindiamolo con altri di altre nazioni, i milgiori. Le squadre di calcio sono, ormai, multinazionali: perché non quelle arbitrali?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Tutte domande da girare a Collina che, però, mi pare più impegnato a rispondere a muso duro a chi chiede l’introduzione dello strumento tecnologico…

  14. Luca
    Luca dice:

    Luca sul 2 a 2 di dzeko il bosniaco era con un piede in fuorigioco non so se lo hai notato?

  15. HUMMEL Vincent (Francese)
    HUMMEL Vincent (Francese) dice:

    Ciao Luca , volevo sapere chi secondo voi arbitrera la finale di coppa italia ? Visto le ultime uscite , Banti mi sembra essere la scelta migliore . Che ne pensi ?

  16. Gabriele
    Gabriele dice:

    Luca infatti in televisione e sui giornali si è accentuato solo su quei due episodi a favore della Roma non del rigore inesistente. Questa è la prova che gli ascolti vengono prima di tutto

    • Doundarric
      Doundarric dice:

      Mah, in verità, che il rigore dell’ultimo minuto non ci fosse lo hanno detto tutti. E’ però ovvio che il peso specifico di quell’episodio sull’economia dell’incontro sia stato assolutamente nullo, visto che non sono nemmeno sicuro che il Liverpool abbia battuto la ripresa del gioco, mentre gli altri due, e soprattutto quello che avrebbe avuto come conseguenza anche l’espulsione di Arnold, avrebbero dato tutt’altro indirizzo alla mezz’ora finale dell’incontro. E’ quindi logico che l’attenzione si concentri molto più su quelli che hanno avuto un’influenza reale che su quello che non ne ha avuta nessuna. Penso che le prove del fatto che l’ascolto venga prima di tutto (una verità in sé anche banale), se proprio ce ne fosse bisogno, si possano trovare in mille episodi più pertinenti di questo.

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