Mondiali 2018, l’insostenibile leggerezza di essere Collina…

Stai tranquillo, Collina, non ho alcuna intenzione di insultarti.
Per quanto possa sembrare strano, non ho mai nutrito rancore nei suoi confronti, mantenendo sempre una certa lucidità di giudizio anche di fronte alle scelte più assurde, spesso senza spiegazione logica.

Le designazioni del Mondiale sono finite, aspettiamo serenamente di vedere l’ultima gara della manifestazione che, per quanto tecnicamente di mediocre livello, ci ha tenuti incollati agli schermi per 40 giorni.
Un ringraziamento, sebbene la rassegna iridata non si sia ancora conclusa, a Mediaset: ci ha offerto un modello nuovo, ha dimostrato che non c’è solo Sky, che i telecronisti validi esistono non solo sul satellite. Abbiamo scoperto voci interessanti e coinvolgenti come quelle di Callegari, Buscaglia e Iori, abbiamo ascoltato un piacevolissimo Piccinini, meno legato alle sue frasi cult ma che ha potuto esprimere la grandezza della sua competenza, abbiamo avuto la conferma di un Pardo autentico fuoriclasse del giornalismo sportivo. Oltre a ciò abbiamo (ri)scoperto voci tecniche di valore, da Aldo Serena a Roberto Cravero. Manca ancora un quid in materia regolamentare (troppe volte si son sentite affermazioni su concetti inesistenti come “fallo tattico”, “danno procurato”, “disponibilità del pallone” che, come ormai sapete, fan parte dell’ampia categoria delle leggende metropolitane calcistico/regolamentari) ma, nel complesso, non si è sentita la mancanza (come si temeva) della copertura satellitare.
Tirando le somme, Mediaset e Sky potranno essere criticate quanto si vuole dai perennemente polemici ma ciò non mi impedisce di affermare che abbiamo più motivi per essere contenti del servizio offerto che del contrario.

Per quel che mi riguarda più direttamente, rimane un retrogusto molto amaro alla voce “arbitri”.

Partiamo da un presupposto: la scelta di Pitana per la finale non mostra alcun aspetto di “scandalo arbitrale”.

Nelson Pitana

L’argentino, tanto detestato in patria quanto apprezzato oltre i confini, ha disputato un Mondiale eccellente, ovviando con una straordinaria personalità a limiti fisici (palese la difficoltà dovuta, con buona probabilità, ad infiammazione dei tendini achillei) ed a limiti comunicativi (non è un mistero che non parli una parola di inglese).

Non è un caso che, tra lo scaramantico ed il serio, già la scorsa settimana scorsa avessi ipotizzato la scelta di Pitana per la finalissima (lo potete ascoltare qui, dal minuto 77 circa in avanti, durante la trasmissione “TuttiConvocati” di Radio24), allo stesso tempo facendo trapelare il timore che il Mondiale del nostro Rocchi potesse essersi concluso con l’ottavo tra Brasile e Messico.
La causa?
Indirettamente proprio Collina che, da designatore della UEFA, non ha mai voluto arricchire il palmares di Rocchi con una finale di Europa League o di Champions’ League, preferendo scegliere (quest’anno) Kuipers per la seconda volta in EL o (l’anno scorso) il mediocre tedesco Brych per la Champions’.
Purtroppo il curriculum ha la sua importanza: Collina diresse la finale dei Mondiali 2002 dopo aver diretto finali europee (1999, Manchester United-Bayern Monaco), Rizzoli venne scelto nel 2014 con alle spalle la finale di Champions’ tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund del 2013. Stesso discorso per i finalisti del 2006 (Elizondo, reduce dalla finale del 2005 della Copa Libertadores tra San Paolo ed Atletico Paranense) e del 2010 (Webb, finale di Champions’ nel 2010 tra Bayern Monaco ed Inter al Bernabeu di Madrid). Per tali motivi la scelta di Pitana non è per nulla sorprendente, dato che lo stesso argentino è stato scelto per la finale di Copa Libertadores 2013 tra Olimpia Asuncion ed Atletico Mineiro. Oltre a ciò non deve essere sottaciuto che il suo percorso nel Mondiali brasiliani venne interrotto precocemente per la presenza in semifinale sia del Brasile che, soprattutto, della stessa Argentina (sconfitta in finale dalla Germania).

La presenza di Rocchi in finale, pertanto, era più una suggestione patriottica che una reale possibilità. Da parte mia non ho mai ipotizzato la scelta del fiorentino, non tanto perché non lo consideri al livello dei suoi competitors internazionali ma proprio per un curriculum che registra solo la finale della Supercoppa Europea 2017 tra Manchester United e Real Madrid.

Detto ciò, rimane l’amarezza per aver visto il nostro arbitro fermarsi addirittura agli ottavi di finale, soprattutto considerando gli arbitri scelti per alcune gare dei quarti e delle semifinali.
Prendiamo, ad esempio, il nome di Cunha (pessima prestazione nella semifinale tra Francia e Belgio): due gare (dirette benino ma) di mediocre qualità nei gironi eliminatori (Francia-Australia ed Iran- Spagna), sparito dai radar tra ottavi e quarti di finale, riapparso tra la sorpresa generale martedì sera per il penultimo atto della manifestazione.

Cunha

Il curriculum? Nulla di particolarmente rilevante: l’anno scorso in Libertadores si fermò agli ottavi di finale, nelle due stagioni precedenti ai quarti. In questo mondiale due direzioni discrete ma nulla più, scommettere sul suo nome come scelta per la semifinale avrebbe portato ad una vincita molto elevata.
La designazione dell’uruguagio Cunha per la semifinale rimarrà per sempre un mistero e, per tale motivo, un minimo di amarezza per Rocchi ce la porteremo dietro: se poteva essere scelto Cunha, nulla avrebbe impedito di indicare il nostro arbitro, peraltro reduce da un Mondiale decisamente di livello superiore, sia come gare affidategli sia come rendimento.
Ci consoliamo con la presenza in finale di Irrati come VAR: diciassettesima gara per lui (14 da VAR e 3 da AVAR3), un vero stakanovista ed una soddisfazione personale straordinaria. Il miglior VAR del mondo, perlomeno, lo possiamo annoverare nelle nostre “fila”.
Ma non passi il concetto che questa scelta sia una vittoria per l’AIA: al contrario il Mondiale è un fallimento politico non da poco. L’ennesimo, per la verità, nell’ultimo anno, culminato con l’esclusione (peraltro sacrosanta) dell’Associazione dal Consiglio Federale della FIGC (con tanto di ricorso bocciato senza rinvio).

Poco convincente anche la scelta di Cakir per l’altra semifinale. Non tanto per il curriculum (corposo) ma proprio per il rendimento avuto in questa competizione: nei gironi una gara di medio livello (Marocco-Iran) ed una molto importante come Argentina-Nigeria.
In tutta onestà pensavo che il Mondiale del turco potesse arrivare fino ai quarti di finale proprio in virtù del curriculum arbitrale (qui trovate il giudizio in merito alla fase a gironi) ma non oltre proprio per la discutibile direzione dell’ultima gara, conclusasi senza polemiche solo per la rete di Rojo nei minuti conclusivi. Se l’Argentina non avesse vinto quella gara (conquistando una qualificazione avventurosa al secondo turno), le polemiche si sarebbero sprecate, soprattutto in merito al rigore (abbastanza comico) assegnato alla Nigeria per un (molto) presunto fallo di Mascherano su Mickel.
Come ho già affermato in più circostanze, Cakir è stato un grande arbitro. Utilizzo volutamente il passato perché, da almeno due stagioni, è in netto calo di rendimento, come abbiamo potuto vedere anche nell’ultima edizione di Champions’ League (su tutte l’orribile direzione di Juventus-Real Madrid) ed anche in questa stessa rassegna iridata.

Cakir_blog Luca Marelli

La semifinale, dal punto di vista tecnico, non è stata tecnicamente criticabile: buoni fischi, pochissime scelte discutibili.
Altro discorso dal punto di vista disciplinare: definirla imbarazzante è quasi limitativo. La scarsa attenzione sulle prestazioni arbitrali porta (quasi sempre) ad identificare una buona direzione con la mancanza di episodi. Se arbitrare fosse solo questo, allora potrebbe essere una buona idea scegliere persone particolarmente fortunate e mandarle in campo con una divisa.
In realtà la semifinale Inghilterra-Croazia è stata la fotografia di quel che non dovrebbe mai essere un arbitro in campo: Cakir ha amministrato per 120 minuti, ha risparmiato almeno 5/6 cartellini gialli (tra falli imprudenti ed azioni potenzialmente pericolose), ha subito proteste a non finire senza mai reagire (incredibile la sfuriata a fine primo tempo di Lovren che, da mezzo metro, gli ha urlato in faccia di tutto).
Nessuna polemica? Meglio così, le polemiche son sempre antipatiche (ed inutili, aggiungerei…) ma sarei incoerente se definissi positiva la prestazione di Cakir.
Nulla di nuovo anche in questo caso: spesso capita che la direzione di gara di un arbitro venga giudicata positivamente dai giornalisti e negativamente dagli addetti ai lavori. E, naturalmente, vale anche il concetto contrario.

Discorso a parte merita Faghani.

Faghani

Iraniano, quasi completamente sconosciuto ai più prima dell’arrivo in Russia, nella fase a gironi si è distinto a tal punto da soppiantare completamente l’uzbeko Irmatov, reduce da ben due rassegne iridate: la prima in Sudafrica 2010 (chiusa con la semifinale Olanda-Uruguay), la seconda in Brasile 2014. Irmatov che, va detto, ha molto deluso le aspettative tanto da essere congedato dopo la fase a gironi senza mai essere impegnato nelle gare ad eliminazione diretta.
Faghani ha convinto molto nelle prime due uscite (Germania-Messico e Serbia-Brasile), leggermente meno nell’ottavo di finale (qui l’approfondimento di Francia-Argentina), soprattutto per l’utilizzo (fastidioso) del fischietto in troppe circostanze. Ciononostante stupisce che, dopo tre gare di questo livello, sia totalmente scomparso dalle scelte.
Sarebbe stato comprensibile l’utilizzo nella finale ma ritrovarlo solo nella finalina per il terzo e quarto posto stona decisamente alla voce “meritocrazia”, soprattutto se paragoniamo le sue prestazioni con quelle (ad esempio) di Mazic, di Cunha o dello stesso Cakir.
Giusto per la cronaca: la finalina non conta assolutamente niente, è la partita più inutile del Mondiale, buona solo per gli sponsor e per un incasso in più e che, già in passato, è stata la vetrina di arbitri provenienti da confederazioni “minori”. Per pura curiosità ricordiamo le ultime:

Francia 1998: Gonzalez (Paraguay)
Giappone/Corea 2002: Mane (Kuwait)
Germania 2006: Kamikawa (Giappone)
Sudafrica 2010: Archundia (Messico)
Brasile 2014: Haimoudi (Algeria).

A parte Archundia, tutti nomi semisconosciuti e nessuno proveniente dalla zona UEFA. Motivo per cui ho da sempre escluso che potesse essere una gara possibile per Rocchi.

La sintesi è fin troppo semplice: comprendere razionalmente e fino in fondo le scelte di Collina è praticamente impossibile. Non mi ha mai convinto come dirigente e continua a non convincermi.
Le antipatie personali non contano nulla: ho sempre affermato con forza che Collina sia stato il migliore di sempre in campo e continuo a sostenerlo. Ma basta vedere l’ultima stagione europea per rendersi conto che in sette anni da “capo degli arbitri” ha generato una mancanza assoluta di alternative per il futuro ed un presente discutibile, con pochissime eccellenze e molta mediocrità.

Non ci resta che attendere l’ultimo atto della manifestazione.
Chiudo ricordandovi gli appuntamenti.
Il commento live della gara dal punto di vista arbitrale potrete seguirlo sul gruppo Facebook che ormai conta oltre 5300 iscritti e che si distingue per la grande correttezza dei partecipanti. Un risultato enorme per il quale devo ringraziare gli admin coi quali mi onoro di collaborare: Quarto Arbitro, Massimo “Max” Dotto e Fabrizio Durante. Chiuderemo il Mondiale con 28 dirette “live”, una media di 300 commenti e mai, dico mai, un commento dai toni eccessivi.
Qui trovate il link del gruppo: https://www.facebook.com/groups/Regolamentodelgiuocodelcalcioecasistica/?ref=bookmarks

copertina gruppo

Per quanto mi riguarda, invece, sarò ospite della trasmissione con cui collaboro ormai da diversi mesi: dalle 17 alle 20 commenterò la finale in diretta dagli studi di Radio24, per lo speciale di “TuttiConvocati”, al fianco di Giovanni Capuano, Pierluigi Pardo e Carlo Genta. Non nascondo, peraltro, la curiosità di conoscere personalmente un giornalista che amo particolarmente come Filippo Maria Ricci.
Il link per seguire la diretta web (magari guardando le immagini senza sonoro) è questo: http://www.radio24.ilsole24ore.com/

18 commenti
  1. Giorgio
    Giorgio dice:

    Buongiorno, a tuo parere Collina ha deciso in totale autonomia, ho ha (a stento) mediato essendo stretto tra il peso politico delle varie federazioni continentali?
    Perché posso capire il debole per Cakir, che se non altro ha un passato di eccellenza, ma la scelta di Cunha non me la spiego se non come una furibonda lite tra UEFA e CONMEBOL vinta da questi ultimi.

    Rispondi
  2. riccardo
    riccardo dice:

    Cosa ne pensa sul fatto che giri la voce su un veto americano, in sede FIFA, nei confronti dell’iraniano Fahgani? Spero si tratti di una fake news, perchè se no sarebbe gravissimo.

    Rispondi
  3. Moreno
    Moreno dice:

    Buonasera Luca,
    Gianluca Rocchi meritava a mio avviso ampiamente di dirigere la finale del Campionato del Mondo 2018 e sono profondamente dispiaciuto che invece non sia avvenuto. Ha difatti diretto egregiamente e con disinvoltura tre gare di alto livello, di un’elevata difficoltà ma nonostante ciò dopo aver arbitrato l’ottavo di finale ( Brasile – Messico ) NON è stato piu’ designato. La maggior parte degli addetti ai lavori quando ha visto che NON era stato designato per i quarti di finale ha giustamente pensato che come MINIMO sarebbe stato impiegato in una delle due semifinali o che si potesse realizzare il sogno di vederlo in campo nella FINALE del prossimo 15 Luglio.
    La scelta di metterlo da parte preferendogli altri colleghi meno talentuosi dal punto di vista tecnico non la comprendo e tanto meno la condivido. Oltretutto in un Mondiale dove mancava la Nazionale Italiana era un’occasione unica per centrare l’obiettivo da parte della terna arbitrale del nostro Paese quindi posso immaginare il loro grande rammarico. In ogni caso Gianluca Rocchi, i suoi due validissimi Assistenti e gli altri colleghi impegnati al VAR hanno reso onore al nostro Paese e all’AIA. Grazie di cuore a tutti, congratulazioni, siete stati bravissimi.

    Rispondi
  4. Diego
    Diego dice:

    Buonasera avvocato.
    Sinceramente non capisco come Cakir, che dopo Juventus-Real Madrid e Real Madrid-Bayern Monaco ha fatto capire che non aveva alcuna intenzione anche solo di partecipare al mondiale, si sia ritrovato dopo una, a mio avviso, vergognosa Nigeria-Argentina, ad arbitrare una semifinale mondiale. Secondo lei, potrebbe aver ricevuto tale nomina “alla carriera” più che per i meriti di quest’anno? O sarebbe una motivazione senza alcun senso?
    Grazie per il blog, che seguo sempre volentieri

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Che non volesse partecipare al Mondiale ne dubito fortemente: anzi, non esiste arbitro che non voglia essere selezionato. In realtà, come sostengo da parecchio, secondo me Cakir è nettamente in calo da un paio di anni.
      La designazione per la semifinale non è certo conseguenza delle prestazioni in Russia, mi pare evidente.

      Grazie per il seguito, ne sono felice.

      Rispondi
  5. torcello
    torcello dice:

    caro luca mi trovi d’accordo in tutto e per tutto collina ottimo arbitro si ma data la mia eta’ ti posso assicurare che in passato l’italia ha avuto arbitri superiori a lui , non posso dimenticare due a caso agnolin grandissimo di gran lunga superiore a collina e paolo casarin , detesto collina come dirigente alla can non ha portato nulla in uefa sta desertificando la qualita’ con i vari ,mazic l’improponibile polacco il tedesco , ma attenzione il buon collina non fa nulla per caso pondera (politicamente) tutto nei dettagli il prossimo arbitro della finale di cl vi assicuro sara’ skomina sulle designazioni ai mondiali lasciamo perdere hai detto tutto tu bene il mio augurio che l’aia trovi nuova linfa perche’ in giro non vedo piu’ fuoriclasse

    Rispondi
  6. Federico
    Federico dice:

    Condivido in pieno sulle incomprensibili scelte in queste ultime gare del Mondiale. Vedere Cunha e rivedere Cakir lascia a dir poco.perplessi. Non conosco il Collina dirigente, concordo col dire che sia stato un grande arbitro, ma da dirigente stento a capirlo. Deve avere un debole per Cakir davvero onnipresente….mah …..e francamente faccio fatica a capire le esclusioni di Rocchi e Skomina…che come prestazioni, a mio parere, sono stati superiori ai semifinalisti.

    Rispondi
  7. Luca
    Luca dice:

    Luca come giudichi l arbitro howard Webb? Secondo me il miglior arbitro degli ultimi dieci anni peccato che abbia finito la carriera in anticipo.
    Quasi sempre sono d accordo con te ma stavolta hai detto una cosa sbagliata che collina è stato il miglior arbitro mai esistito ma il migliore è stato LUCA MARELLI

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      L’ultima affermazione dequalifica tutto il commento 😀

      Scherzi a parte, Collina è stato il numero 1 per distacco, non ci piove.
      Webb, in tutta franchezza, non mi è mai piaciuto, non è un mistero. Non mi piaceva tecnicamente, non mi piaceva a livello disciplinare, non mi piaceva nulla.
      Ma, ovviamente, sono punti di vista soggettivi.

      Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *