Dal Mondiale a Frosinone: gli episodi di un sabato movimentato…

Tra il Mondiale e la finale di Serie B tra Frosinone e Palermo abbiamo vissuto un sabato parecchio movimentato, in particolare con l’epilogo della serie cadetta che non rimarrà negli annali come un esempio di sportività. E voglio essere generoso…

Oltre a ciò emerge un aspetto inquietante: dopo un anno di VAR in Italia, con centinaia di episodi approfonditi, ancora tanti (troppi) non hanno capito nulla (o quasi) del funzionamento e dell’utilizzo della tecnologia.
Inutile sottolineare la problematica principale, quella che le persone dotate di razionalità hanno capito: l’informazione in merito è confusionaria a livelli inaccettabili. Non so se ciò sia dovuto ad ignoranza del protocollo (e sarebbe grave) oppure a totale incapacità di comprendere il significato della differenza tra moviola e VAR (e sarebbe altrettanto grave). Fin quando non si riuscirà a capire tale fondamentale differenza, ci saranno sempre polemiche (inutili). E l’anno prossimo potrebbero essere anche più “feroci” se teniamo in debita considerazione che l’ambito di applicazione sarà destinato ad essere ancor più limitato: non più per episodi connotati da un “chiaro errore” ma da un “chiaro ED EVIDENTE errore“, in linea col protocollo già utilizzato in Russia.

Andiamo con ordine, partendo da venerdì per arrivare a ieri sera.

Portogallo – Spagna 3-3, arbitro Rocchi

Gara di difficoltà enorme, diretta positivamente dal nostro rappresentante con qualche imprecisione di lieve entità.
Per giudicare una prestazione di questo genere dobbiamo toglierci dalla testa di basarci sui singoli avvenimenti: gli episodi sono senz’altro importanti ma pensare che una direzione di gara possa essere limitata alla notarile annotazione di un’ammonizione mancante o di un fallo non fischiato è totalmente privo di senso.
Eccellente la linea scelta da Rocchi: conoscendo gran parte dei calciatori (incrociati più volte nelle varie competizioni internazionali) ha optato per una condotta improntata al dialogo. Qualche imprecisione, nel contesto di una gara così complessa, nervosa e giocata a ritmi altissimi, è semplicemente fisiologica.
Concetto non certo adeguato all’evento: è una teoria che sostengo da sempre e, non a caso, anche i dirigenti arbitrali non giudicheranno mai sulla base di un singolo episodio (a meno che, ovviamente, non siano errori grossolani).

Al minuto 3 il Portogallo passa in vantaggio con un rigore trasformato da Ronaldo e concesso per un contatto tra lo stesso Ronaldo ed il difensore della Spagna Nacho:

Rigore Portogallo terzo minuto 1

Posizione di Rocchi, come sempre, perfetta: distanza di pochi metri (direi più o meno 7/8), visuale completamente aperta, controllo assoluto dell’azione.

Rigore Portogallo terzo minuto 3 Rigore Portogallo terzo minuto 2

Rigore netto: Nacho cade nelle finte di Ronaldo, allarga la gamba sinistra agganciando la tibia destra dell’attaccante portoghese. Possiamo discutere quanto volete sull’entità del colpo subito e sulla facilità degli attaccanti di cadere a terra ma ciò che rimane innegabile è l’irregolarità del contatto: pallone già passato, movimento rischioso del difendente, fallo. Rigore sul quale non c’è veramente nulla da eccepire. Giusto non sanzionare disciplinarmente Nacho: fallo negligente, ricerca del pallone, distanza dalla porta e posizione defilata.
Il VAR, ovviamente, non ha alcun motivo per intervenire: il contatto c’è, il rigore di conseguenza, la scelta di Rocchi non poteva in alcun modo essere posta in discussione.

Al minuto 24 la Spagna raggiunge il pareggio. Su lungo lancio dalle retrovie, Diego Costa entra in contatto con Pepe:

Fallo Diego Costa 23esimo Fallo Diego Costa 23esimo 3

Inutile negarlo: un contatto sospetto c’è.
Allo stesso modo non può essere sottaciuto il comportamento del difensore portoghese: subisce un colpo non certo violento sul collo, crolla a terra tenendosi il viso tra le mani

Fallo Diego Costa 23esimo 4 Fallo Diego Costa 23esimo 2

Subito dopo, una volta accortosi che Rocchi non aveva fischiato il fallo, Pepe si rialza come se nulla fosse per tentare di recuperare sull’avversario.
Solo questo elemento ci suggerisce che il VAR non poteva in alcun modo intervenire per annullare la rete del pareggio. Al di là di ciò, siamo anche in questo caso ben lontani da un chiaro errore: è certamente un contatto più che sospetto, Rocchi avrebbe potuto sicuramente interrompere l’azione e concedere una punizione a favore del Portogallo ma, una volta deciso per la prosecuzione dell’azione, questo contatto non poteva essere oggetto di review trattandosi di una valutazione soggettiva, non certo di una svista o di un contrasto sfuggito all’attenzione.
Torniamo sempre al solito discorso, affrontato mille volte in stagione: il protocollo, per come strutturato, limita enormemente la possibilità di review e, probabilmente, in Serie A si è spesso oltrepassato questo limite. Il prossimo anno, con la modifica del chiaro errore in “chiaro ed evidente errore” la possibilità di review sarà ancor più limitata.
Mi piace questa linea?
No, non mi piace, avrei preferito (come ormai sapete) una dizione come “possibile errore“. Se questa fosse la dizione utilizzata, questo episodio avrebbe potuto essere rivisto, con la lettura attuale ciò non è possibile.

Ultimo episodio al minuto 86. Ronaldo trova la rete del pareggio definitivo trasformando una punizione dal limite per fallo di Pique. Lo segnalo perché ho letto (sorprendendomi non poco) di polemiche perché il fallo non sarebbe stato tale:

Fallo Pique su Ronaldo

Gamba destra di Pique su ginocchio destro di Ronaldo: come sia possibile definire questo fallo eccepibile sfugge alle mie capacità.

Francia – Australia 2-1, arbitro Cunha (Uruguay)

Partita non certo semplice per il 41enne arbitro uruguagio, all’esordio assoluto nella competizione mondiale.
Gli episodi tutti nel secondo tempo e che ci regalano un vero e proprio spot per la tecnologia applicata al calcio. Senza VAR e senza Goal Line Technology staremmo discutendo di una gara pesantemente falsata. E invece…

Al minuto 58 Griezmann si invola verso la porta avversaria, cadendo in area dopo un contrasto col difensore australiano Risdon. L’arbitro lascia proseguire per essere poi richiamato dal VAR Vigliano (Argentina):

Rigore Francia 55esimo 1 Rigore Francia 55esimo 2

E’ un episodio su cui si è discusso molto, non tanto per la sanzione tecnica ma per quella disciplinare. Prima di affrontare la questione, fornisco altre due immagini:

Rigore Francia 55esimo 3 Rigore Francia 55esimo 4

Le fornisco, naturalmente, per avanzare la mia ipotesi in merito, ben consapevole che anche l’opinione meno penalizzante possa essere sostenuta (e la rispetto, ovviamente).

Partiamo da una curiosità che, però, potrebbe aver avuto la sua importanza: Risdon non ha mai giocato una gara col VAR. Milita, infatti, nel campionato australiano, nella società Western Sydney Wanderers, nella quale è approdato nel 2017. Nel campionato australiano il VAR non esiste (e non è stato utilizzato nemmeno nello spareggio con l’Honduras).Lo scrivo perché questa tipologia di “furbizie” difensive sono quelle che mettono in crisi gli arbitri poiché sono quasi impossibili da vedere. Ed infatti il buon Cunha (nel complesso non male, peraltro) non aveva fischiato. Per fortuna sua (e di noi sportivi) esiste il VAR…
In un primo tempo, fuori dall’area di rigore, il difensore tenta indubbiamente di giocare il pallone ma viene anticipato da Griezmann. Successivamente, un metro circa dentro l’area di rigore, il difensore continua il suo tackle, sebbene impossibilitato anche solo nel tentativo di giocare il pallone. Ho evidenziato nella penultima immagine, lo sguardo di Risdon: sta puntando la caviglia dell’avversario, come se la cercasse come ultima opzione per fermare l’azione della Francia.
Per tal motivo, considerando anche la posizione del pallone al momento del contatto irregolare, ritengo che non possa essere interpretato come intervento “genuino”, tal che la sanzione disciplinare non potesse essere depenalizzata da rosso a giallo. A mio parere ci sono pochi dubbi sulla sanzione: calcio di rigore indiscutibile, cartellino rosso per DOGSO non genuino.
Mi rendo conto, in ogni caso, che si tratti di fattispecie al limite: non riesco proprio a vederci un tentativo di giocare il pallone se non ad inizio tackle ma dobbiamo ricordare che il DOGSO va valutato non nel momento in cui inizia il contrasto ma quando il contatto irregolare si concretizza.
Perfetto l’intervento del VAR: in questo caso non si tratta di interpretazione soggettiva dell’arbitro ma di un vero e proprio abbaglio. Il fallo è netto, il contatto irregolare tra piede di Risdon e caviglia di Griezmann indiscutibile.

Al minuto 62 l’Australia trova il pareggio con un rigore trasformato da Jedina, per fallo di mano di Umtiti:

Rigore Umtiti 60esimo Rigore Umtiti 60esimo 2

Non trovo altro termine per questo gesto se non “follia”: pallone spiovente verso l’area di rigore, un compagno sulla traiettoria, nessun avversario a diretto contatto.
Il punto interessante dell’episodio è la mancanza di sanzione disciplinare.
Decisione CORRETTA!
Ancora una volta, la scarsa informazione e la mancanza di conoscenza del regolamento ha portato molti a stupirsi della mancata ammonizione. Ebbene, è ormai da un paio d’anni che, su cross al centro dell’area e mancando l’assoluta certezza (ripeto: ASSOLUTA certezza!) che il pallone giunga ad un avversario non si deve procedere all’esibizione del cartellino giallo. In tal caso non c’è materia di discussione: senza la follia di Umtiti, il pallone sarebbe arrivato al compagno piazzato immediatamente alle sue spalle. Bravo Cunha a vedere il tocco: bravo perché, in queste circostanze, è facile trovarsi impreparati, dato che una deviazione di mano è l’ultima ipotesi possibile sulla quale incentrare la propria attenzione.

Ultimo episodio al minuto 80: la Francia trova il definitivo vantaggio con una rete di Pogba. Anche in questo caso decisiva la tecnologia:

2-1 Francia 2-1 Francia 2

Ottima la posizione di Cunha, impossibile per chiunque vedere il pallone completamente oltre la linea di 3/4 centimetri. E’ la Goal Line Technology a salvare l’arbitro. Con buona pace dei nostalgici del medioevo…

Argentina – Islanda 1-1, arbitro Marciniak (Polonia)

Al rientro da un infortunio (che lo ha tenuto lontano dalle fasi finali di Europa League dato che originariamente doveva scendere in campo per una delle semifinali), il polacco appare in buona condizione. Sarà una mia sensazione ma, oltre che pienamente recuperato, Marciniak mi è apparso molto più “muscolato” rispetto ad un anno fa.

Al minuto 42 l’Argentina protesta per un tocco di mano di Magnusson su cross di Salvio:

Protesta Argentina minuto 41 Sigurdsson Salvio Protesta Argentina minuto 41 Sigurdsson Salvio 2

Dinamica che, per i più attenti, non è affatto nuova. Assomiglia molto all’ormai celebre tocco di Benatia su tiro di Icardi durante Juventus – Inter:

Tocco di mano Benatia movimento naturale 2

Così come nel caso accaduto a Torino, anche il tocco di mano di Magnusson non è punibile: posizione congrua del braccio (lo appoggia a terra come conseguenza normale della dinamica), sguardo rivolto altrove, non si accorge nemmeno di aver deviato il pallone col braccio. E, se se ne è accorto, lo ha deviato in modo totalmente involontario. Velocissimo il silent check di Geiger (USA) e ripresa del gioco con il calcio d’angolo. Decisione corretta.

Al minuto 63 l’Argentina fallisce un calcio di rigore con Messi, rigore assegnato per un contatto tra Magnusson e Meza:

Rigore Argentina 62esimo Magnusson Meza Rigore Argentina 62esimo 2

Episodio molto interessante, sempre nel contesto del protocollo VAR.
E’ rigore?
Sì, è un rigore che si può assegnare: un contatto c’è (per quanto negligente) tra le gambe del difensore e del sorprendente esterno argentino (ne sentiremo parlare, l’Indipendiente si sta sfregando le mani in prospettiva calciomercato…).
Cosa sarebbe accaduto se Marciniak non avesse assegnato il rigore? Il VAR sarebbe intervenuto?
La risposta è NO
. Questo è il tipico episodio da moviola e non da VAR: contatto interpretabile soggettivamente, fischiare è sostenibile ma anche non fischiare non sarebbe stato scandaloso.

Questo episodio acquista importanza didattica per quanto accade al minuto 78:

Rigore reclamato Argentina 75esimo Magnusson Pavon 2 Rigore reclamato Argentina 75esimo Magnusson Pavon

Pavon, nella zona sinistra dell’area di rigore, entra in contatto ancora con Magnusson. C’è un leggero contatto che Marciniak giudica non meritevole del calcio di rigore.
Si poteva assegnare il rigore?
Sì, senza alcun dubbio: un contatto c’è e, in caso di fischio, i VAR non sarebbero intervenuti a modificare la scelta
(come nel caso del rigore assegnato).
Non essendo stato assegnato il rigore, il VAR poteva intervenire?
Ecco, questo è il punto centrale: NO, non poteva intervenire perché si tratta di episodio molto lontano dall’essere “netto” e dal concetto di “decisione palesemente errata”. E’ un rigore che si può assegnare ma la valutazione dell’entità è devoluta solo ed esclusivamente all’arbitro centrale.
Purtroppo questo concetto non si riesce proprio a farlo comprendere: nel caso di Griezmann siamo di fronte ad una svista evidente (non c’è null’altro che un fallo col pallone lontano), in questo caso siamo davanti ad un contatto (che c’è!) ma sulla cui punibilità può e DEVE esprimersi solo l’arbitro centrale (nell’occasione in perfetto controllo dell’azione). E’ una fattispecie da MOVIOLA e NON da VAR.

Perù – Danimarca 0-1, arbitro Gassama (Gambia)

Secondo Mondiale per l’arbitro africano per il quale, non lo nego, nutro un debole: sgraziato, fisico da mezzofondista ma grandissime qualità tecniche. Cinque finali di Champions’ League africana nelle ultime 6 edizioni (attenzione: non finali uniche, in Africa l’atto conclusivo si gioca su andata e ritorno), una finale di Coppa d’Africa nel 2015, mi aspetto un percorso migliore rispetto a Brasile 2014 (durante il quale diresse solo una gara nella fase a gironi, Olanda-Cile). Anche oggi ha diretto molto bene, sorprendendo soprattutto per la crescita sotto il profilo della personalità. Peccato per l’errore sul rigore assegnato al Perù.

Al minuto 44 l’episodio a cui mi riferisco: Poulsen aggancia in area Cueva, Gassama non si accorge di nulla e lascia proseguire:

Rigore Perù VAR 44esimo Poulsen Cueva Rigore Perù VAR 44esimo Poulsen Cueva 2

Ecco quel che si intende per chiaro errore: difendente che aggancia l’avversario col pallone ben lontano, svista evidente dell’arbitro, intervento del VAR (in questo caso il tedesco Zwayer), “on field review” (peraltro piuttosto veloce) e calcio di rigore.

Nota di merito per il telecronista della gara per Mediaset, Alessandro Iori: in presa diretta e ben prima della “on field review” ha ipotizzato l’utilizzo della tecnologia.
Qualcuno con le idee chiare c’è: bene!

Frosinone – Palermo 2-0, arbitro La Penna

Due premesse fondamentali:

1 – La promozione del Frosinone non è in discussione. Quanto accaduto nel finale sarà punito dal Giudice Sportivo con pesanti sanzioni sia pecuniarie che disciplinari (probabili almeno un paio di turni a porte chiuse). Da escludere l’eventualità dello 0-3 a tavolino: per quanto la gara sia stata interrotta per invasione del campo da parte dei tifosi frusinati, il Giudice Sportivo dovrà giudicare se il tempo mancante avrebbe potuto essere decisivo per la promozione in Serie A.
Ciò non è.
Per regolamento, in caso di parità alla fine dei 90 minuti, viene promossa in serie A la squadra meglio classificata nella regular season: in questo caso, pertanto, il Frosinone. Se anche il Palermo avesse segnato una rete nei 38 secondi mancanti alla fine del tempo di recupero assegnato, ciò non avrebbe cambiato l’esito finale del doppio confronto. Probabile (se non certo) che il risultato sul campo verrà confermato con sanzioni pesanti per la squadra di casa;

2 – La Penna, nel complesso, ha arbitrato bene una gara impossibile da dirigere. Se i calciatori affrontano la gara con l’atteggiamento che abbiamo visto ieri sera, un arbitro non può far nulla, nemmeno se si chiamasse Collina o Rocchi. In gare del genere è importante non perdere la testa, selezionare le sanzioni disciplinari con intelligenza e sperare di non incappare in errori clamorosi.

Detto ciò, l’episodio accaduto al minuto 60 fa parte della categoria “errori da non commettere”.
Coronado parte pallone al piede verso l’area di rigore, viene agganciato da Brighenti e cade a terra:

Pasticcio La Penna 60esimo Brighenti Coronado

Per pura cronaca, la scelta corretta avrebbe dovuto essere il calcio di rigore:

Pasticcio La Penna 60esimo Brighenti Coronado 2 Pasticcio La Penna 60esimo Brighenti Coronado 3

Il fallo (gamba destra di Brighenti su ginocchio destro di Coronado) è all’interno dell’area di una ventina di centimetri.
In assenza di VAR anche la miglior posizione possibile (come quella di La Penna nell’occasione, con campo visivo totalmente aperto) non consentirà MAI di avere certezza sul punto esatto in cui il fallo si sia concretizzato: “azzeccare” la decisione è frutto del caso (o della fortuna, se preferite), non certo di qualità di cui nessun essere umano dispone. Qualsiasi scelta sarebbe stata accettabile e difendibile, in mancanza di una tecnologia di supporto (ed ancora mi chiedo per quale motivo il VAR non sia stato utilizzato perlomeno per playoff e playout di serie B).

Quel che non può essere accettabile è il teatrino successivo al fischio:
– calcio di punizione dal limite;
– poi calcio di rigore;
– poi di nuovo calcio di punizione dal limite.
Non so cosa sia accaduto nella testa di La Penna in questa circostanza ma una certezza l’abbiamo: in mancanza di tecnologia, la prima decisione non deve MAI essere modificata. A maggior ragione è assolutamente ingiustificabile che la una decisione sia modificata per due volte perché la sensazione (molto brutta visivamente) è che La Penna abbia revocato il calcio di rigore per le proteste dei calciatori del Frosinone. Voglio credere che NON sia così ma sarebbe interessante conoscere il motivo che ha spinto l’arbitro a cambiare due volte la propria scelta iniziale.

Detto ciò, gli ultimi minuti della sfida di Frosinone rimarranno nella memoria per l’incredibile comportamento del pubblico e, soprattutto, della panchina dei padroni di casa:

Palloni in campo panchina Frosinone

Per evitare che il Palermo potesse attaccare, sono stati sistematicamente lanciati in campo vari palloni, obbligando l’arbitro ad interrompere il gioco. Inaccettabile in un campionato dilettantistico, figuriamoci in uno spareggio per l’accesso alla Serie A.
Fondamentale che tale comportamento venga severamente punito: già l’immagine del nostro calcio non è delle migliori, sarebbe imbarazzante una sanzione leggera per dei comportamenti ai limiti del comico…

40 commenti
  1. Giovanni R
    Giovanni R dice:

    Ciao Luca,

    Nota dall’Inghilterra.

    Non per fare sempre gli esterofili ma molti cronisti inglesi che il VAR finora l’hanno visto solo di sfuggita dimostrano gia’ una comprensione del protocollo di gran lunga superiore a quella del giornalista medio italiano.

    Sara’ perche’ si sono presi la premura di leggerlo?

    Un saluto

  2. Luca
    Luca dice:

    Luca mi dispiace che nella tua emittente 7 gold non abbiano ancora capito L utilizzo del var nonostante le tue spiegazioni sempre perfette

  3. Federico
    Federico dice:

    Bello, bellissimo articolo. Sono d’accordo al cento per cento con te, il punto è che in questi mondiali i VAR sono di nazionalità diverse, e ognuno ha il suo approccio. In Germania quest’anno il VAR è stato molto più utilizzato che in Italia, prendendo il protocollo in modo meno rigido gli arbitri erano invitati a rivedere anche le situazioni in cui c’era un “possibile errore”, come dici tu (gli interventi erano di più anche per il livello degli arbitri, che in Italia a mio parere è estremamente più alto). È difficile, molto difficile spegnere le polemiche quando nel pubblico c’è chi rivedrebbe qualsiasi situazione dubbia, snaturando l’uso del VAR. Penso che come ci sono sempre state polemiche sul metro di giudizio degli arbitri, ci saranno anche sull’utilizzo del VAR: del resto, spetta a ogni arbitro, individualmente, stabilire quando un errore è chiaro e quando non lo è, almeno secondo me. Grazie del tuo lavoro Luca, buona giornata!

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Non c’è nulla da aggiungere, hai colto il problema centrale del VAR. Solo l’esperienza ci dirà quale sia la strada giusta da seguire: ad oggi sono solo ipotesi. L’IFAB ha scelto la via più restrittiva, vedremo i risultati alla fine della prossima stagione.

      Grazie per l’apprezzamento.

      • Marco
        Marco dice:

        Gentile Luca,
        riguardo al protocollo VAR io non riesco a cogliere la logica dietro una cosa, per la quale spero tu possa esprimermi il tuo pensiero…
        Se l’arbitro è richiamato al monitor solamente in caso di “chiari ed evidenti” errori…allora non diventa scontato l’esito delle review?
        Cioè in questo modo l’arbitro che viene richiamato al monitor diventa, tra virgolette, quasi “obbligato” a dover cambiare la sua decisione originale…no? Perché se lui mantenesse la sua decisione originale, allora starebbe in sostanza affermando che l’arbitro alla VAR è un “somaro” che non riesce a distinguere cosa è un chiaro errore e cosa no…
        Non so se sono riuscito a spiegarmi bene…
        Tu cosa ne pensi?
        E grazie mille come sempre per questo tuo blog, utile ed interessante.

        • LUCA MARELLI
          LUCA MARELLI dice:

          In linea di massima sì, ed è per questo motivo che l’indirizzo dell’IFAB non mi piace per nulla: è vero che, sulla carta, l’ultima decisione rimane dell’arbitro ma, in concreto, è il VAR che decide. Il tutto contro lo spirito del protocollo.

          • Marco
            Marco dice:

            E dunque mi chiedo, allora perché è necessario che ogni volta l’arbitro faccia la corsa al monitor, guardi l’azione, e poi – ad esempio – assegni il calcio di rigore. Non conviene che la decisione venga cambiata direttamente dalla “sala regia”, un po’ come avviene per i gol in fuorigioco?
            Oltretutto si accorcerebbero i tempi d’interruzione e tutti quei “teatrini” di apertura e chiusura delle review. Cosa ne pensi?
            Grazie sempre.

          • LUCA MARELLI
            LUCA MARELLI dice:

            In realtà ci sono state occasioni nelle quali l’arbitro ha confermato la propria decisione dopo aver visto le immagini. D’altro canto lo ripeto ormai da un anno che la dizione utilizzata è troppo vincolante, sia per i VAR che per gli arbitri, con la conseguenza che, nella gran parte dei casi, la decisione di modificare la scelta iniziale sia (quasi) scontata.
            Fin quando il protocollo sarà questo, questo è ciò che dobbiamo aspettarci. Sono altresì convinto che, col passare delle stagioni, il concetto di base verrà modificato.

  4. Alberto
    Alberto dice:

    Buongiorno.
    Premetto che, a sua differenza, sono soddisfatto della limitazione degli spazi di intervento del VAR. Anzi, a dirla tutta, sono convinto che l‘eccessivo uso del VAR nella scorsa serie A, anche in circostanze nelle quali non era necessario, abbia contribuito non poco al fatto che in tanti non abbiano ancora capito nulla o quasi della tecnologia e del suo funzionamento. Non c‘è nulla come l‘applicazione di un set di regole variabile con l’occasione – o meglio, l’interpretazione variabile di un set di regole peraltro non chiaramente definite – per rendere incomprensibile qualcosa.
    Ciò detto, gradirei qualche chiarimento, ringraziando in anticipo: con il nuovo concetto di errore chiaro ed evidente la responsabilità della scelta finale è sempre dell‘arbitro in campo? In altri termini, se per ipotesi estrema l‘arbitro avesse giudicato non falloso il fallo del difensore australiano su Griezmann, che sarebbe successo?
    Oppure – ipotesi forse più realistica – se il VAR fosse intervenuto nel contrasto Magnusson-Pavon? L‘arbitro sarebbe stato obbligato alla review?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Ciao.
      Sulla prima parte sono d’accordo: è probabile che un po’ di confusione sia stata ingenerata proprio dall’uso eccessivo in alcune circostanze e dal non utilizzo per episodi per i quali sarebbe stato necessario. Ricordiamoci che la sperimentazione finirà tra un mese, perciò è abbastanza normale che qualche incongruenza possa essersi palesata. Pensa che, nella NFL, dopo 7 anni di utilizzo venne addirittura abolita, per poi tornare a furor di popolo a fine anni’90, dopo che i proprietari dei club si resero conto che, senza tecnologia, le gare risultavano spesso decise da errori facilmente emendabili con un instant replay.

      Per quanto riguarda la decisione finale, è stata, è e sarà sempre dell’arbitro l’ultima scelta, così come espressamente evidenziato dal protocollo. E’ uno dei principi cardine del protocollo VAR: la scelta tecnica su un episodio è sempre dell’arbitro centrale che, dopo review, può anche decidere (come accaduto) di confermare la propria decisione. Ciò vale per tutti gli episodi tranne che per le posizioni di fuorigioco poiché si tratta di rilevazioni geografiche (perciò oggettive) e di non valutazioni (pertanto soggettive).

  5. Paolo Catanzaro
    Paolo Catanzaro dice:

    Premetto che sono tifoso del Palermo e che piuttosto che salire in A così preferisco che ci vadano i lanciatori di palloni. 2 quesiti: 1) Se invece del primo lancio ci fosse stato un gol scaturito dal cross in area? Non è stato causato un danno irrimediabile con la frode? 2) Quale altra pena oltre la sconfitta a tavolino potrebbe costituire un deterrente per le finali future? Non penso che possa essere irrogata una multa superiore ai guadagni ottenuti in questa maniera che più che un traguardo sportivo riveste la fattispecie della truffa. Sono dispiaciuto più per il calcio italiano che per la mia squadra. Complimenti per il suo lodevole sito.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Piano con i termini 😉
      1 – E’ un’ipotesi, impossibile prevederlo. Dobbiamo attenerci a quanto accaduto, non a quanto sarebbe potuto accadere;
      2 – squalifica del campo per molte domeniche, multa pesante, inibizione ai dirigenti. Il Frosinone è atteso da una mazzata epocale, sono pronto a scommetterci.

      Grazie per i complimenti, apprezzo molto.

  6. Daniele
    Daniele dice:

    Ciao Luca, ottimo articolo davvero.
    Riguardo Frosinone-Palermo nel caso dei palloni in campo c’è un precedente decisione Giudice Sportivo di 0-3 a tavolino nel campionato primavera Bari-latina. Episodi molto simili a Frosinonepalermo. Bisognerebbe avere coraggio eapplicao anche per questa gara. Regolamento uguale per tutti

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Daniele, ho letto anche io di questo precedente ma si tratta di cronache molto sintetiche senza alcuna immagine. Non possiamo sapere se ci siano delle similitudini.

  7. Silvio
    Silvio dice:

    Ciao Luca, complimenti come sempre per l’ottima disamina.
    Ho visto Francia-Australia e mj ha sorpreso in positivo l’arbitro Cunha. Ho visto una buona base e soprattutto una bella gestualità. Che ne pensi? Grazie

      • Silvio
        Silvio dice:

        Veramente. La scuola sudamericana si è sviluppata molto e azzarderei che non ha molto da invidiare a quella europea

  8. Pietro
    Pietro dice:

    Caro Marelli,
    ho letto con interesse il suo post e la sezione relativa alla partita Frosinone-Palermo, cui riferisco il mio commento in quanto è l’unica cui ho assistito ieri. Le sue righe mi hanno alquanto stupito per – mi perdoni la franchezza – l’approssimazione in alcuni passaggi sia della ricostruzione dei fatti sia della loro analisi. Chiedo anticipatamente scusa per il lunghissimo commento che divido in 3 punti.

    Primo punto.
    La sua premessa è: la promozione del Frosinone non è in discussione.
    Se tale sua certezza è dovuta unicamente a disincanto o, addirittura, a ragion di Stato …calcistico, beh ho difficoltà a darle torto. Anche io reputo che nulla di eclatante accadrà: la stagione è finita, il mercato incombe, i giocatori andranno in vacanza se non addirittura cambieranno squadra dal 30 giugno… In breve: non c’è tempo e voglia di dare spazio a “processi” e “sentenze” che diano ancora più instabilità al nostro calcio.
    Ma tutto ciò non ha nulla a che vedere né con i regolamenti né tantomeno con la Giustizia o l’Etica.
    Dico questo perché invece, per situazioni strabilianti quali quelle dello Stirpe, i precedenti ci sono: tre anni fa (non trenta), nel corso del campionato Primavera 2015, il risultato della partita Bari-Latina, finito sul campo 2-1 per i pugliesi, venne ribaltato dal Giudice Sportivo in 0-3 a tavolino. Perché? Perché i raccattapalle interruppero le azioni del Latina lanciando i palloni in campo. Il Giudice scrisse così (in questo, mi rifaccio a notizie riportate dai media): “…La particolare gravità del comportamento dei raccattapalle, protrattosi nel tempo, che, di fatto, ha inciso sul regolare svolgimento della gara… …senza alcun doveroso intervento da parte della società ospitante”. Senza trascurare che nella partita di Frosinone, come evidenziato dalle immagini, non solo i giocatori della panchina (che potrebbero non essere stati visti dagli arbitri) ma anche i raccattapalle hanno compiuto le medesime azioni!
    Quindi, mi e le domando sinceramente: campionati maggiori e campionati giovanili prevedono sanzioni diverse per questo tipo di comportamento? Se no, una decisione del giudice sportivo – vecchia di pochi anni – non fa più giurisprudenza? O magari è intervenuto un cambio di regolamento da allora? Se la risposta alle tre domande fosse negativa, allora nell’Isola di Utopia probabilmente farebbero ripetere la gara a parte chiuse (il ribaltamento a tavolino sarebbe eccessivo).
    Ma siccome siamo nel mondo reale, avremo un problema in meno (o in più a seconda dei punti di vista).
    Anche perché il tutto non è avvenuto nel corso di una partita “veramente importante”: ipotizziamo una finale mondiale Russia-Germania con la squadra di casa in vantaggio per 1 a 0. Mi viene difficile credere che, qualora i raccattapalle o i panchinari russi interrompessero i disperativi tentativi di rimonta dei tedeschi, gettando i palloni in campo, lei si limiterebbe a una generica invocazione di sanzioni, senza mettere in discussione l’assegnazione della Coppa del Mondo. Magari lei mi dirà di sì, ma in ogni caso dubito che lo stesso farebbero i tedeschi e la FIFA… Tanto meno se la gara s’interrompesse per un’invasione di campo.

    Secondo punto.
    Lei prosegue scrivendo: “La Penna, nel complesso, ha arbitrato bene una gara impossibile da dirigere”. L’affermazione è davvero criticabile anche dal punto di vista teorico: non si può pensare (a maggior ragione non può farlo un arbitro o un ex-arbitro) che esistono gare impossibili da dirigere. Certo, poi l’arbitro può sbagliare, spessissimo anche per colpa degli attori principali. Ma è come se un Giudice dicesse: “questo processo è impossibile da tenere per il comportamento delle parti…” Mah!
    Va anche detto che, comunque sia, l’arbitro deve essere messo nelle migliori condizioni per dirigere un incontro ancor prima di entrare in campo. E qui interviene la responsabilità del designatore. Lasciamo perdere che per la finale dei play-off si sia scelto un direttore di gara di una sezione (Roma 1) a 80 Km da quella di una delle due contendenti (prevengo l’obiezione tipica di questi casi: “eeeeh! Ma anche Casarin diresse il derby di Milano”. Sì ma Casarin era Casarin con una carriera piena di dimostrazioni concrete del suo valore. Mentre La Penna è e temo resterà, purtroppo per noi appassionati di calcio, sempre La Penna).
    Non si può invece far finta di niente (anzi, è incredibile!) che – per la partita più importante dell’anno – sia stato designato lo stesso arbitro (sì, La Penna!) che nella stessa partita (sì, Frosinone-Palermo del girone d’andata!) era a capo della terna che annullò un gol a Rispoli (in diretta, inspiegabilmente; e, ancor di più, osservando la registrazione) impedendo la vittoria dei rosanero (che con un ragionamento rozzo, ma forse nemmeno tanto, avrebbero chiuso il campionato con 2 punti in più mentre i ciociari l’avrebbero terminato con 2 punti in meno). Tanto che La Penna fu al centro di forti polemiche!
    In sintesi, nel suo blog mi sarebbe piaciuto leggere. “La Penna, nel complesso, ha arbitrato male una gara difficile da dirigere, resagli difficilissima dal designatore”.
    Sì, ha arbitrato male, anzi malissimo. E lo testimoniano diversi episodi, ne cito due per tutti: in occasione del capannello creatosi per l’episodio del rigore-nonrigore, appare incredibile come non abbia visto la testata di un giocatore ciociaro ai danni di Nestorovski dato che erano a mezzo metro da lui e, dalle immagini TV, nel suo campo visivo; inoltre, in occasione del gol “tombale” di Ciano, il contropiede parte da un fallo su Coronado al limite dell’area di rigore gialloblù (e chi arbitra o ha arbitrato, ma anche chi ha avuto la fortuna di tirare qualche calcio a un pallone, sa bene che basta pochissimo ad alterare gli equilibri di un match, soprattutto nelle sue fasi decisive…)

    Terzo punto.
    Il teatrino, come lei lo ha giustamente definito, in occasione della punizione/rigore/punizione. Resto veramente perplesso dal fatto che, nella sua analisi, non vengano evidenziati i – presunti (ma plausibili) – diversi motivi che hanno indotto La Penna a cambiare le proprie decisioni.
    Osservando le immagini si vede che La Penna assegna dapprima la punizione ma, contemporaneamente, compie qualche passo con lo sguardo fisso sul punto dell’accaduto, come se stesse cercando di capire dove esattamente fosse avvenuto il fallo (personale sensazione, tutta da dimostrare: è come se fosse concentrato sul distacco di una zolla). Il tutto in meno di 4 secondi (cronometro alla mano).
    Cambiamenti di valutazione di questo tipo non sono frequenti ma nemmeno rarissimi: proprio lei mi può confermare o meno che spesso l’arbitro prova a “rivedere mentalmente” in pochi secondi quanto giudicato d’istinto.
    Il secondo cambio di idea di La Penna avviene invece a dieci metri dal presunto fallo, mentre è in mezzo a un muro di maglie gialle e, soprattutto, dopo decine e decine di secondi di proteste!
    Beh, quest’ultimo ripensamento – per modalità, posizione e tempi – è probabilmente un inedito assoluto. Ma sulle sue possibili ragioni, ha fatto già lei le ipotesi con cui non posso dissentire.

    Grazie per lo spazio e dell’eventuale replica.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Rispondo per punti:
      1 – Di quella gara non esistono immagini ed anche la sentenza è piuttosto lacunosa: chi ha scovato questo precedente non ha potuto far altro che basarsi su notizie frammentarie di una partita che nessuno (ma proprio nessuno) ricordava. Probabilmente il precedente è venuto fuori googlando qualche parola chiave ma è onestamente impossibile avere certezze su eventuali similitudini.
      In ogni caso i Giudici Sportivi del campionato Primavera e del Campionato di Serie B sono completamente differenti: è certamente un precedente che verrà tenuto in considerazione ma le circostanze sono completamente differenti. Vedremo cosa accadrà: mi sento di escludere la ripetizione della gara ma tutto può essere, anche una sentenza esemplare e del tutto nuova (è nei poteri del Giudice Sportivo).
      2 – Non posso scrivere quel che non penso. E lo ribadisco: La Penna ha arbitrato bene una gara totalmente ingestibile, ha commesso un errore molto grave nell’episodio della punizione/rigore/punizione che qualche dubbio me lo ha generato. Dei precedenti non mi interessa: siamo sempre alle stesse discussioni su arbitri che avrebbero preclusioni nei confronti di qualcuno o qualche squadra. Con tutto il rispetto, su queste argomentazioni sorvolo da sempre. E continuerò a farlo.
      3 – L’ho scritto. non mi è piaciuto. Ma tu stai ipotizzando dell’altro. E’ una strada sulla quale non ti seguo, ho deciso di occuparmi di calcio e regolamento, non di retropensieri.

      Buona serata!

  9. Gianluigi
    Gianluigi dice:

    Non avevo mai letto questo blog. Complimenti per l’articolo, davvero molto chiaro ed esaustivo, soprattutto perchè il VAR è fonte di discussione continua nel nostro campionato e spesso si hanno le idee poco chiare riguardo il funzionamento.
    Grazie

  10. Vincenzo
    Vincenzo dice:

    Come è bello leggere il tuo blog sulle gare dei mondiali senza di esso sarebbe molto più difficile capire il regolamento arbitrale. Ero curioso di sentire la tuo opinione sul pareggio della Spagna, una curiosità generale oggi vedendo le designazioni dei mondiali ho visto che nella partita Brasile Svizzera come AVAR 3 Rocchi AVAR 2 di liberatore. Pensavo che li avremmo visti solo sul campo invece Venegono usati come VAR.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Grazie del complimento, apprezzo molto.
      L’utilizzo come VAR degli arbitri titolari era ampiamente previsto, così come ampiamente prevedibile l’utilizzo frequente di Irrati, considerato il miglior VAR al mondo.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Episodio non da VAR.
      Un contatto c’è, indubbiamente, ma non tale da giustificare l’intervento dei VAR. Nel caso sanzionato il fallo è nettissimo, in questo caso la valutazione dell’arbitro è sostenibile come episodio non chiaro ma devoluto alla valutazione soggettiva.
      Fattispecie da moviola, non da VAR.

  11. Manuel
    Manuel dice:

    Ciao Luca, come sempre ottima analisi delle gare… Volevo chiederti come sia possibile che nel caso tanto discusso del calcio di punizione del Palermo non ci sia stata alcuna ammonizione per proteste, nonostante l’arbitro sia stato accerchiato più volte da diversi giocatori e con toni sicuramente molto accesi. Grazie

  12. Dario
    Dario dice:

    Salve luca Marelli, secondo lei espellere il giocatore del Palermo è stata una decisione corretta e perché?

  13. Luca
    Luca dice:

    Secondo me invece con la riduzione dei cartellini mette in risalto la bravura di un arbitro nella gestione della partita.
    Mi ha sorpreso il livello altissimo che gli arbitri stanno tenendo in questo mondiale vedendo l ultima champions leagues mi aspettavo un disastro invece no

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Dipende: Brasile 2014, sotto il profilo disciplinare, fu un autentico disastro.
      In Russia, fino ad ora, abbiamo visto ottime direzioni, concordo. Ma anche grazie al VAR che ha evitato almeno 3 errori clamorosi…

  14. Mirko Bergamini
    Mirko Bergamini dice:

    Buongiorno Luca, se non sbaglio La Penna sarebbe dovuto essere uno dei promossi in CAN A per la prossima stagione; quell’errore sul cambio di decisione potrebbe comprometterne la promozione?

  15. Pasquale
    Pasquale dice:

    Caro Luca, il giudizio sulla partita di Frosinone mi trova totalmente in disaccordo. È stato vergognoso il teatrino del rigore e ancor di più la gestione dei palloni in campo. Altro che arbitro obbligato a fermare il gioco: il regolamento prevede che se un calciatore/dirigente lancia un oggetto in campo e colpisce/tenta di colpire/interferisce è SEMPRE punito con un calcio di punizione diretto o di rigore, oltre provvedimento. Non aver applicato il regolamento, che è cambiato apposta per dissuadere comportamenti così imbarazzanti, è inaccettabile per un playoff di B. Se quarto e Aa1 non si sono accorti che erano stati i panchinari è ancora più grave. Grazie e scusa lo sfogo, ma vedere queste cose mi fa girare le scatole. un abbraccio

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Hai ragione.
      Ma dei palloni mandati in campo dalla panchina ci siamo accorti successivamente, in presa diretta abbiamo visto quelli lanciati dal pubblico. Siamo stati sorpresi noi delle immagini dalla panchina, figurati gli arbitri concentrati sulla gara.
      Capisco l’arrabbiatura ma cerchiamo anche di calarci nella posizione degli arbitri che non stavano certo guardando le panchine col pallone in gioco.

      • Pasquale
        Pasquale dice:

        Grazie della risposta. In primis credo sia giusto diffondere che certi comportamenti, oltre che eticamente inaccettabili, sono anche sanzionati dal regolamento, se non altro per evitare pericolose emulazioni in categorie inferiori.
        Per quanto riguarda gli arbitri, resto dell’idea che come squadra escano male. L’effetto sorpresa vale una volta, ma i palloni dalla panchina sono partiti dopo che già c’era stata un’interruzione. E a quel punto la priorità del IV o dell’aa1 scarico, che “guardano dove non guarda l’ae”, diventava la gestione di questi comportamenti. Non a caso la panchina del Palermo se ne è accorta subito e ha iniziato a inveire. Morale: un dirigente giustamente allontanato degli ospiti ma nemmeno un richiamo ai locali.
        A me non interessa niente del Palermo e del Frosinone, ma sono indignato da sportivo. Un pessimo spot per il nostro calcio, mentre le altre nazioni competono per il mondiale. Meritatamente.

  16. simone
    simone dice:

    Buongiorno Luca; grazie della tua analisi chiara ed ineccepibile come al solito. Ti chiedo una delucidazione su un aspetto che hai accennato, ma non approfondito: la gestione dei provvedimenti disciplinari degli arbitri del mondiale (Rocchi in primis, ma non solo); non ti sembra che ci siano pochi gialli per proteste rispetto a quanto siamo abituati in Italia ed in Europa in generale?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Sì e non mi stupisce: anche il Mondiale del 2014 fu connotato da una riduzione eccessiva dei provvedimenti disciplinari. E’ una indicazione non scritta agli arbitri che non mi piace per niente…

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