Cardiff? Dico Juventus per questi motivi…

Juventus – Real Madrid la finale che mi auguravo.
E Juventus – Real Madrid sarà la finale.
Da amante del calcio, non nego di “essere stato accontentato”. Non me ne vogliamo i cholisti (che poi, senza utilizzare neologismi spagnoleggianti, in Italia chiamiamo catenacciari dalla notte dei tempi) ma in finale sono arrivate quelle che, nel complesso, hanno dimostrato di essere le migliori squadre europee. Innegabile che il Real Madrid sia stato aiutato da qualche decisione discutibile (il ritorno dei quarti contro il Bayern urla ancora vendetta) ma negare la forza della squadra sarebbe quantomeno curioso.

Il pronostico?
Sebbene manchino 20 giorni alla notte di Cardiff e, perciò, potrebbe accadere veramente di tutto, per una volta mi sbilancio:
Juventus 60%
Real Madrid 40%.

Il motivo di tanta fiducia per la squadra italiana? Provo a sintetizzare.

Portieri
Ammetto di aver sempre sottovalutato Keylor Navas, portiere costaricense che sta portando a termine una stagione di assoluta eccellenza. Ieri sera, al Vicente Calderon, un’altra prova di grande attenzione, con un paio di salvataggi nel primo tempo che hanno impedito all’Atletico di arrivare all’intervallo con un margine più netto.
Navas, il prossimo anno, verrà con ogni probabilità sostituito da De Gea, eccellente portiere in arrivo dal Manchester United, trasferimento rinviato di un anno per un incredibile errore di tesseramento nello scorso mercato estivo. Ho i miei dubbi che, nel cambio, il Real Madrid ci guadagni ma tant’è.

Navas

Se da una parte il Real Madrid può schierare una certezza, dall’altra la Juventus ha ancora a disposizione un autentico fuoriclasse. Gli anni passano (siamo a 39) ma superare Buffon è sempre stata e rimane un’impresa titanica. Tre gol subiti in dodici gare la dicono lunga sulla solidità difensiva della Juventus. Difesa che ha concesso qualcosa (come normale che sia) ma che ha trovato in Buffon un ostacolo insormontabile.

Buffon
Buffon che, oltre ad inseguire (come gran parte dei propri compagni) la prima Champions’ in carriera, ha la possibilità concreta di diventare il secondo portiere dopo Lev Yashin (o Jašin, scegliete voi) a conquistare il pallone d’oro, premio piuttosto insignificante a livello generale ma che, in questo caso, potrebbe coronare a titolo personale una carriera straordinaria, la carriera del miglior portiere di sempre.

Difesa

A mio parere è proprio nella difesa la maggior differenza tra Juventus e Real Madrid: la difesa bianconera è praticamente imperforabile (e, quando concede qualcosa, ha la second chanche in Buffon), quella madrilena concede parecchio, in ogni gara. Non è certo un caso che, in questa stagione e nella sola Champions’, i blancos abbiano subito ben 17 reti in 12 gare, mantenendo la propria porta inviolata solo in una circostanza, nell’andata delle semifinali contro l’Atletico Madrid (3-0 al Bernabeu). Esattamente il contrario della Juventus che, nelle stesse 12 gare, di reti ne ha subite solo 3, l’ultima delle quali dal fenomenale ‘Mbappe a Torino dopo ben 690 minuti di imbattibilità.
Si dirà: è più o meno la medesima difesa di Berlino, quella che incassò la sconfitta col Barcellona. Vero, d’altronde son passati solo due anni. La differenza, però, è che i difensori della Juventus hanno raggiunto proprio nel corso degli anni una maturazione definitiva ed una sincronia praticamente perfetta nei movimenti senza palla, aggiungendo corsa e qualità con gli innesti di Alex Sandro (il miglior esterno sinistro in circolazione) e Dani Alves (giocatore che mi ha sorpreso per voglia e corsa, dopo un inizio che definire deludente appare riduttivo). Sarebbe, in ogni caso, sbagliato focalizzare l’attenzione sui singoli: vedendo giocare la Juventus ciò che balza all’occhio è tutta la fase difensiva che inizia da Higuain e si conclude con Bonucci e Chiellini. Difesa che non ha tremato contro nessuno, lasciando a secco Neymar e Messi, Falcao e Suarez, non esattamente gli ultimi arrivati.

Bonucci

Centrocampo

Se la difesa della Juventus è ancora costruita sui pilastri Buffon, Bonucci e Chiellini (anche se a Berlino giocò Barzagli), il centrocampo è stato completamente rivoluzionato rispetto a Berlino 2015.
Sento spesso ripetere che il centrocampo del 2015 fosse molto più forte di quello attuale. Ecco, permettetemi di non essere d’accordo con chi la pensa in questo modo.
Nel 2015 giocava, per l’ultima volta, un Pirlo che tanto aveva dato a Milan, Juventus e nazionale ma che era in netta fase calante, alla fine di una stagione non proprio indimenticabile. C’era un grandissimo giocatore, Vidal ed un giovane promettente come Pogba. A completare il reparto Marchisio, oggi “riserva” di lusso.
Non me ne vogliano i Pogba-boys ma il francese, almeno per il momento, è ancora un progetto di fuoriclasse, esattamente come lo era a Berlino nel 2015. Probabilmente i nomi del 2015 impressionano ma preferisco di gran lunga il centrocampo di oggi. E’ certamente vero che il modulo utilizzato è differente e diventa complesso pesare i due reparti ma quello di oggi è meno incline ai fronzoli e più concreto, offrendo protezione difensiva e, nello stesso tempo, verticalità all’attacco con le idee di Pjanic e dei due esterni, Alex Sandro e Dani Alves, decisamente più propositivi in attacco rispetto a Lichtsteiner ed Evra. Oltre a ciò il grande merito di Allegri è quello di aver “convinto” un attaccante puro come Mandzukic ad agire 20 metri più lontano dalla porta, offrendo sostegno al centrocampo in fase di copertura e sacrificando le doti realizzative (rimaste comunque di ottimo livello come dimostra la doppia sfida col Monaco) a favore di compiti più oscuri ma fondamentali per dare equilibrio al reparto.

Dall’altra parte il Real Madrid con nomi non altisonanti come nel recente passato ma che assicura concretezza e fantasia. Per quanto riguarda la finale di Cardiff, il grande dubbio è il seguente: chi rimarrà fuori tra Modric, Kroos, Casemiro ed Isco? Uno di questi quattro dovrà per forza essere escluso dato che appare più o meno come una bestemmia pensare che Gareth Bale, eroe e simbolo del Galles, possa rimanere in panchina per la finale di Champions’ che si disputerà nel suo Galles. E potrà sembrare semplice individuare in Isco il naturale escluso di Zidane. In realtà proprio Isco, per tanti mesi relegato alla panchina (tanto da essere stato accostato ad una decina di club europei durante le ultime sessioni di mercato), è il centrocampista più in forma dei madrileni e, oltre a ciò, in un periodo in cui vede con discreta regolarità la porta avversaria (ieri sera porta la sua firma la rete che, di fatto, ha chiuso il discorso qualificazione con l’Atletico). Se proprio dovessi scommettere un euro, punto sull’esclusione di Casemiro, per due motivi:
troppo falloso. In queste ultime gare di Champions’ ha rischiato di lasciare il 10 la sua squadra sia col Bayern che con l’Atletico. Solo arbitri un po’ troppo compiacenti (passatemi il termine) hanno concesso a Casemiro di rimanere in campo. In un mondo normale, con arbitri meno timorosi delle conseguenze, Casemiro giocherebbe per un massimo di 25/30 minuti prima di essere espulso;
– ultimamente, oltre ad essere stato “graziato” regolarmente, è apparso in leggero calo atletico, al contrario di Modric (playmaker di cui Zidane non si priverà), Kroos (oscuro pedalatore, al pari di Khedira, ma preziosissimo) e Isco che, come detto, appare il centrocampista più brillante dei blancos.

Attacco

“Ronaldo, nella Juventus, sarebbe in panchina”. Ecco, in una riflessione seria sulla gara di Cardiff eviterei di affermare sciocchezze del genere: Ronaldo, per quanto in calo rispetto a qualche anno fa (normale, gli anni passano anche per lui, oggi sono 32) giocherebbe titolare in qualsiasi squadra del globo terracqueo. Higuain e Dybala sono sicuramente due grandi giocatori ma Ronaldo è Ronaldo.
Per quanto concerne gli attacchi, il più grosso vantaggio che potrebbe avere la Juventus è… Gareth Bale.
Per quanto si tratti di un giocatore straordinario, Bale viene da una stagione piena zeppa di infortuni muscolari e tornerà a disposizione poco prima della finale di Cardiff, a casa sua. Difficile (se non impossibile) ipotizzare Bale in panchina e ciò potrebbe essere un vantaggio enorme per la Juventus: Bale fa paura in progressione (non esiste un difensore in grado di contrastarlo nei primi 4 passi) ma è impossibile pensare che possa presentarsi con una condizione fisica perfetta fra 20 giorni.
Bonucci, Barzagli e Chiellini (se verrà confermato il modulo utilizzato contro il Monaco) avranno il loro bel da fare contro Benzema, Bale e Cristiano ma, dall’altra parte, Varane e Sergio Ramos saranno decisamente più in difficoltà contro Dybala ed Higuain.
Per quanto i nomi del Real Madrid possano impressionare, tra i due reparti vedo un sostanziale equilibrio.

Dybala Ronaldo

Allenatori

Allegri è un grande allenatore. Credo che, su questo punto, neppure i più convinti anti-Allegri possano negarlo. Allegri, rispetto a Berlino, ha 8 giocatori nuovi su 11, ha costruito una fase difensiva perfetta, un centrocampo nuovo di zecca ma solidissimo, si è inventato Mandzukic esterno, ha un attacco che, prima o poi, il varco giusto lo trova sempre. La Juventus, inutile negarlo, non “ruba l’occhio” esteticamente ma superare Buffon e la difesa è più che un’impresa.
Dall’altra parte un allenatore arrivato quasi per caso alla prima squadra del Real Madrid ma che, in un anno e mezzo, ha portato a casa una Champions’, sta per vincere lo scudetto in Spagna e si prepara ad affrontare la seconda finale consecutiva. Zidane, probabilmente, è ad oggi uno degli allenatori più sottovalutati d’Europa: certamente il Real Madrid è squadra forte, società di primissimo livello e con una rosa pregiata ma primeggiare non è mai facile.
La differenza rispetto ad Allegri? La solidità complessiva della squadra. La Juventus, se paragonata uomo contro uomo, non ha (forse…) la qualità del Real Madrid ma, a livello di gioco, di compattezza e di concretezza, si fa nettamente preferire. O, perlomeno, è nettamente preferita dal vostro umile scribacchino.

Poi siamo alle solite: è una partita secca, può accadere di tutto (magari anche Casemiro che, schierato da Zidane, venga espulso nel primo tempo…), spesso sono episodi isolati a decidere gare del genere. Oltre a ciò mancano 20 giorni abbondanti che, a fine stagione, possono cambiare profondamente i valori.
Detto ciò, ad oggi vedo la Juventus nettamente favorita per la conquista della Coppa, ed il 60-40 assegnato è più dovuto a prudenza che a convinzione. La percentuale reale di vittoria, sotto sotto (ma neanche troppo), la ritengo anche superiore.

Allegri Zidane

Capitolo arbitro

Quasi certo (diciamo 80%) che sarà lo sloveno Skomina l’arbitro scelto per l’ultimo atto della Champions’ 16/17. Skomina è un eccellente arbitro, per anni “rallentato” nella carriera dalla mancanza di assistenti sloveni all’altezza. Addirittura, un paio di anni fa, venne designato per una semifinale di Europa League con un assistente italiano (Cariolato) perché la federazione slovena non riusciva a garantire un collaboratore di linea presentabile. Problema risolto negli ultimi due anni e, come conseguenza, forte candidatura per la finale di Cardiff che rappresenterebbe il coronamento di un’ottima carriera e di una gran stagione. Alternativa (20%) il serbo Mazic, in grande ascesa e giunto alla conclusione di una stagione in cui ha evidenziato passi in avanti sotto il profilo tecnico e disciplinare. Più probabile, comunque, che venga “dirottato” alla finale di Europa League anche se, visto il rendimento, la stessa spetterebbe di diritto a Gianluca Rocchi. Vediamo se Collina, per una volta, farà valere la meritocrazia. Se così fosse, anche Stoccolma dovrebbe colorarsi di tricolore…

Skomina Rocchi internazionale

7 commenti
  1. Sylvan
    Sylvan dice:

    Ciao Luca,
    ma secondo te per quanto riguarda il capitolo arbitro, la scelta non potrebbe cadere sul tedesco Felix Brych?

    Rispondi
        • LUCA MARELLI
          LUCA MARELLI dice:

          Scelta incomprensibile, soprattutto al termine di una stagione, per Brych, tutt’altro che positiva. Non è certo un caso che, in sede di pronostico, l’avessi totalmente ignorato (anche perché, con decisione altrettanto stupefacente, ha sostituito il tedesco precedentemente designato per i Mondiali Under 20 in Corea del Sud). Su base meritocratica non ci siamo proprio, altri avrebbero offerto maggiori garanzie: Brych non ha offerto prove mediocri solo in Europa ma anche in patria e recentemente: Borussia Dortmund-Hoffenheim, ultima gara diretta, è stato un autentico disastro tecnico. Speriamo bene…

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    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      No.
      E’ stato designato come quarto ufficiale per la finale di Europa League a Stoccolma. A mio parere una scelta più che discutibile, meritava di essere l’arbitro centrale di Manchester United-Ajax ma Collina, evidentemente, preferisce scelte più incomprensibili, prime fra tutte Brych per la finale di Champions’.

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