33esima giornata: bene Ghersini, disastro VAR a Firenze, alcuni chiarimenti su Crotone e Napoli

Turno infrasettimanale emozionante, con alternanza di risultati e molti episodi da rivedere, soprattutto a Firenze. Qualche chiarimento necessario per alcune decisioni assunte a Crotone e Napoli.

Inter – Cagliari 4-0, arbitro Pasqua

Gara che, purtroppo, non ho potuto vedere. Mi limito, perciò, ad approfondire un paio di episodi che mi son stati segnalati da persone che mi danno una mano attraverso mille mezzi: social, canali privati, telefono. Ne approfitto per ringraziare tutti, anche coloro che non sono d’accordo con le mie opinioni: il confronto è sempre fondamentale. Naturalmente quando civile, educato, costruttivo. Sul resto meglio stendere un velo pietoso.

Al primo minuto l’Inter conquista un calcio di punizione dalla fascia sinistra per un tocco di mano di Andreolli giudicato punibile da Pasqua:

Tocco di mano di Andreolli primo minuto Tocco di mano di Andreolli primo minuto 2

Distanza minima, braccio leggermente allargato.
Oltre a ciò pallone inaspettato (giunge da un tocco dalla parte sinistra di Andreolli) e piuttosto veloce.
Contatto che pare tutt’altro che punibile, frutto più del caso che di un comportamento colposo del difensore del Cagliari. Lasciar proseguire sarebbe stata la scelta migliore, difficile individuare elementi che possano portare ad un tocco punibile.

Al minuto 81 l’Inter protesta per un altro tocco di mano, ancora una volta di Andreolli:

Tocco di mano Andreolli 81esimo

Rispetto all’episodio in apertura di gara, la distanza è decisamente più ampia.
Visto a velocità naturale il colpo di mano si può intuire ma è impossibile averne certezza. A maggior ragione risulta impossibile il giudizio per Pasqua che, oltre ad essere coperto (perlomeno parzialmente), è chiamato a decidere su un contatto pallone/mano che avviene sulla sua destra con la visuale oscurata dallo stesso Andreolli.

Il VAR Mariani richiama il collega alla “on field review” sulla base di immagini differenti:

Tocco di mano Andreolli 81esimo 3 Tocco di mano Andreolli 81esimo 2

E’ certamente vero che Andreolli tenti in ogni modo di ritrarre il braccio sinistro ma, allo stesso tempo, un movimento di tal genere (con l’avversario a circa 4 metri di distanza e con un pallone non certo inatteso dato che Candreva non poteva che tirare in porta) non può che essere considerato punibile.
On field review” lunghissima (circa due minuti) e scelta di Pasqua quantomeno discutibile: calcio d’angolo confermato.
A mio parere di tratta di un errore ed emerge anche un’incongruenza palese: come è possibile considerare volontario il tocco al primo minuto da una distanza di mezzo metro e considerare non punibile una deviazione su un tiro da circa 4 metri?

Benevento – Atalanta 0-3, arbitro Ghersini (CAN B)

Al minuto 65 Del Pinto atterra Gosens sul limite sinistro dell’area di rigore:

Rigore Atalanta 62esimo

Ghersini, in perfetta posizione, opta per il calcio di punizione al limite dell’area. Prima di approfondire l’episodio, una curiosità: nel momento in cui Ghersini ha deciso di assegnare un calcio di punizione, avrebbe dovuto ammonire Del Pinto per SPA, avendo lo stesso interrotto un’azione potenzialmente pericolosa. Avrebbe dovuto (solo) successivamente revocare l’ammonizione in caso di assegnazione del calcio di rigore, dato che in area una tal fattispecie prevede la depenalizzazione della sanzione disciplinare (nel caso di tentativo genuino di giocare il pallone, come in questo caso).

Altra curiosità.
Manca il cartellino giallo per Masiello:

Rigore Atalanta Masiello da ammonire

Il difensore dell’Atalanta chiede chiaramente a Ghersini di consultare il VAR ritenendo l’infrazione commessa all’interno dell’area di rigore. A prescindere dalla decisione finale, è il protocollo VAR che cita espressamente il divieto di richiesta in tal senso da parte di chiunque. In caso di assegnazione con la tecnologia del rigore, l’ammonizione di Masiello non sarebbe stata revocata, rientrando nel concetto di comportamento antisportivo.

Il VAR Doveri, dopo circa un minuto, segnala a Ghersini il calcio di rigore:

Rigore Atalanta 62esimo 2 Spiegare no on field review

Decisione corretta: Del Pinto affonda il tackle e colpisce l’avversario con la gamba sinistra all’interno dell’area di rigore.
Giusta anche la procedura: Ghersini ha individuato il fallo (sul quale i VAR non possono intervenire), i VAR la posizione geografica del contatto. Si tratta, pertanto, di semplice rilevazione e non di valutazione oggettiva del contatto che l’arbitro aveva già individuato e punito tecnicamente.

Bene la collaborazione arbitro/VAR, meno bene quella tra arbitro, assistenti e quarto ufficiale: avrebbero dovuto aiutare il direttore di gara ad ammonire Masiello.

SPAL – Chievo 0-0, arbitro Massa

Un solo episodio, più per curiosità che per effettiva necessità di approfondimento.
Al minuto 72 Inglese colpisce il pallone verso la porta difesa da Meret che, con ogni probabilità, lo trascina all’interno della propria porta.
Un attimo di indecisione da parte sia dell’assistente Mondin (che lascia concludere l’azione) sia di Massa. Quest’ultimo, in particolare, osserva il suo orologio:

Gol Inglese annullato 72esimo Massa osserva segnale GLT

Molto probabile che la Goal Line Technology (collegata all’orologio dell’arbitro) abbia segnalato la rete (si accende in tal occasione, vibrando). Solo successivamente si accorge della segnalazione dell’assistente (anch’esso collegato col braccio dell’arbitro tramite un segnalatore delle bandierine elettroniche). Insomma, a Massa è vibrato tutto nel medesimo istante. Rete annullata, in ogni caso, per il fuorigioco di Inglese in partenza:

Gol Inglese annullato 72esimo Massa fuorigioco

Non si può sottacere, al di là del curioso episodio, l’errore grossolano dell’assistente Mondin: è vero che segnala il fuorigioco dopo la conclusione dell’azione ma questo è una fattispecie in cui non si deve attendere, la posizione irregolare è macroscopica.

Verona – Sassuolo 0-1, arbitro Guida

Protesta il Verona, al 43esimo del primo tempo, per un contatto in area di rigore tra Acerbi e Cerci:

Protesta Verona Cerci Acerbi 43esimo 2 Protesta Verona Cerci Acerbi 43esimo

Proteste più che legittime: Acerbi si disinteressa del pallone e trattiene per il collo l’avversario, al quale viene fischiato successivamente una punizione contro per fallo di mano.
Proprio la punizione fischiata a favore del Sassuolo avrebbe potuto consentire al VAR Di Bello di consigliare al collega una “on field review“, essendo palese l’abbaglio di Guida.
In tutta franchezza è molto difficile poter avallare la decisione dell’arbitro, l’irregolarità di Acerbi appare molto evidente. La decisione corretta sarebbe stata la concessione del calcio di rigore e l’espulsione del difensore del Sassuolo: Cerci aveva la possibilità di impossessarsi facilmente del pallone ed Acerbi si rende colpevole di DOGSO non genuino (non tenta minimamente di giocare il pallone ma si preoccupa solo di trattenere l’avversario).

Torino – Milan 1-1, arbitro Maresca

L’unico episodio da approfondire al minuto 2 del primo tempo.
Kessie perde il possesso del pallone a centrocampo, insegue Ansaldi che, appena entrato in area, cade a terra:

Rigore Torino secondo minuto

Questa immagine ci verrà utile tra poco per evidenziare un piccolo errore di Maresca.
C’è il fallo?
Il contatto c’è, in particolare Kessie incoccia con il piede destro la gamba sinistra di Ansaldi:

Rigore Torino secondo minuto 3 Rigore Torino secondo minuto Negligente ma manca giallo a Kessie

Per quanto il contatto sia fortuito, è evidente la negligenza del centrocampista del Milan che commette un fallo ingenuo ma certamente da sanzionare con un calcio di punizione diretto (o di rigore, come in questo caso).
Torniamo, dunque, alla prima immagine: si tratta, con tutta evidenza, di un’azione potenzialmente pericolosa. Come sappiamo, in tali circostanza il calciatore responsabile dell’infrazione deve essere punito con un cartellino giallo solo nel caso in cui non tenti in alcun modo di giocare il pallone (concetto di “tentativo genuino”).
Kessie, per quanto tenti in ogni modo (non riuscendovi) di evitare il contatto con Ansaldi, non ha alcuna possibilità di giocare il pallone. In tali casi non conta la volontarietà o meno (infatti la negligenza è concetto che, estensivamente, non presuppone alcuna volontarietà), conta la fattispecie: si tratta di un’azione potenzialmente pericolosa (siamo in area di rigore ed il primo difensore si trova ad una distanza di 7/8 metri), Kessie andava ammonito per SPA.

Napoli – Udinese 4-2, arbitro Calvarese

L’episodio che avrebbe potuto scatenare polemiche a non finire si verifica al minuto 41. Lo anticipo: polemiche strumentali dato che la decisione finale è senza dubbio corretta:

Rete Jankto 41esimo

Zampano effettua un cross al centro dell’area, il pallone viene mancato da difensori ed attaccante per poi finire a Jankto che, da pochi passi, porta in vantaggio l’Udinese.
Posizione regolare o meno?
L’assistente Bindoni è bravissimo a non alzare la bandierina: sarebbe stato infinitamente più semplice segnalare la posizione irregolare, magari dopo la conclusione della rete. Il check, effettuato dal VAR Tagliavento, dopo circa un minuto convalida la rete. Non abbiamo l’immagine della VAR review ma la ricostruzione di Sky:

Rete Jankto 41esimo libea corretta

Ad alcuni potrà apparire curiosa questa linea tracciata da Sky ma, in realtà, è perfetta.
Dobbiamo ricordare, infatti, che la linea deve essere tracciata sulla parte del corpo valida (cioè ad esclusione delle braccia, con le quali non si può giocare il pallone). In tal caso sia il penultimo difendente che Jankto sono protesi verso la linea di porta, motivo per cui la linea deve essere tracciata in base alla proiezione sul terreno di gioco della parte del corpo più avanzata.
Detto ciò, non abbiamo la minima certezza che Jankto sia in posizione regolare o meno. Ormai lo sappiamo: non avremo alcuna certezza, per episodi di questo genere, fino a quando non sarà a disposizione una tecnologia tridimensionale.
Corretta la scelta di Tagliavento di avallare la decisione dell’assistente Bindoni (altro assistente di cui sentiremo parlare spesso in futuro).
Ciò che appare interessante, per quanto le due immagini siano di base identiche, è notare quanto possano essere ingannatrici le prospettive: nel primo frame Jankto sembra in netto fuorigioco, nella seconda i dubbi sono tanti (sebbene, a mio parere, lo stesso si trovi in linea con Albiol, in posizione errata rispetto alla linea difensiva).

Per fortuna polemiche potenziali che saranno silenziate dalla vittoria del Napoli. Tanto per chiarire un concetto: questo episodio è totalmente differente da quello del derby di Milano.
In quel caso, infatti, l’assistente aveva lasciato proseguire l’azione, consentendo ad Icardi di segnare la rete del vantaggio interista. Fu il VAR ad invertire la decisione del campo, essendo evidente la posizione di partenza di fuorigioco:

Fuorigioco Icardi

Sarebbe stato molto discutibile, di fronte ad un’immagine del genere, convalidare la rete del vantaggio interista: Icardi appare in fuorigioco non solo col piede destro ma con tutta la parte destra. Episodio simile ad uno accaduto ieri sera a Firenze (vedasi più avanti).

Crotone – Juventus 1-1, arbitro Fabbri

Gara ben diretta dal giovane ravennate che mostra ottime qualità tecniche ed un grado di maturazione già elevato nonostante il numero limitato di gare dirette. Eccessiva, in alcuni casi, una sorta di supponenza ma è atteggiamento che Rizzoli (con le buone o con le cattive) riuscirà a fargli eliminare.

Al minuto 57 Benatia difende nella propria area di rigore un pallone dall’attacco di Simy.
Pressato (regolarmente) dall’avversario, tocca volontariamente il pallone verso il portiere Szczesny che lo raccoglie con le mani.
Infrazione chiara benché le immagini, in un primo momento, avessero lasciato dubbi sull’ultimo tocco:

Retropassaggio Benatia 57esimo

Nessun dubbio, in realtà (ed anche la reazione di Benatia, che si disinteressa totalmente delle proteste dei suoi compagni nei confronti di Fabbri, conferma la bontà della scelta): retropassaggio giustamente sanzionato con un calcio di punizione indiretto.

Esecuzione che appare, per usare un eufemismo, rivedibile. Su questa tipologia di episodi, nella stagione, abbiamo visto sempre gli stessi errori: eppure dovrebbe essere facilissimo sistemare la barriera (per esempio)…

Primo errore:

Retropassaggio barriera posizione pallone

La posizione del pallone, seppur di poco, è sbagliata.
Come sappiamo, il regolamento (pagina 105, regola 13) stabilisce che:

Punizione indiretta area di porta, regola 13, pagina 105

Il pallone, dunque, deve essere posizionato sul punto più vicino sulla linea dell’area di porta parallela alla linea di porta. Fabbri, invece, consente di posizionare il pallone sulla linea laterale dell’area di porta.
Niente di grave ma è curioso che lo abbia consentito, nonostante ci siano voluti due minuti abbondanti per arrivare all’esecuzione.

Secondo errore: la sistemazione della barriera.

Come sappiamo, la distanza della barriera deve essere di 9.15 metri.
Ora, considerando che l’area di porta è segnata a 5.50 metri dai pali che la stessa è segnata verso l’interno per altrettanti 5.50 metri, è chiaro che la barriera deve essere posizionata tutta sulla linea di porta. Tutta la barriera, non solo il primo calciatore:

Retropassaggio spray

Fabbri si porta verso l’esterno dell’area di porta dopo aver sistemato la barriera. Come si può pensare di autorizzare la battuta della punizione indiretta dopo aver sistemato in questo modo i calciatori difendenti? In questo modo non solo siamo di fronte ad una posizione chiaramente non corretta ma proprio tale posizione rende pressoché impossibile trasformare in rete una tale opportunità. Non è certo un caso che le reti segnate in tali circostanze si contino sulle dita di una singola mano…

Terzo errore. E questo lo ritengo il più grave:

Retropassaggio spray 2

Nel quadratino la linea tracciata con lo spray per indicare la distanza da rispettare.
Ora, tendo ad essere benevolo con tutti gli arbitri, a maggior ragione con i tanti giovani in organico.
Resta il fatto che la domanda si deve porre: secondo quale parametro quella sarebbe una posizione corretta?
Di fatto Fabbri, in questa occasione, ha posizionato volontariamente la barriera ad una distanza di circa 6 metri, considerando che tra il palo e la linea obliqua dell’area di porta ci sono 5.50 metri.
Francamente trovo inaccettabile che, a questi livelli, si consenta ad una squadra di poter rimanere a distanza molto inferiori a quelle regolamentari. A maggior ragione inaccettabile se si tracciano addirittura delle linee, perciò con la convinzione che sia corretto un posizionamento del genere.
Al momento della battuta ci sono almeno 5 difendenti troppo vicini. Ovviamente impossibile trasformare la punizione.

Fiorentina – Lazio 3-4, arbitro Damato

Inutile girarci attorno: partita con tantissimi episodi sui quali sia Damato che il VAR Aureliano hanno commesso errori molto evidenti.

Al settimo minuto Sportiello esce avventatamente dalla propria area di rigore per intercettare un pallone conteso da Immobile. Sbaglia l’intervento con i piedi e, sul tiro dell’attaccante della Lazio, colpisce il pallone con la mano al di fuori dell’area di rigore:

Espulsione Sportiello sesto minuto 2 Espulsione Sportiello sesto minuto

Damato fischia e decide di estrarre il cartellino rosso nei confronti del portiere della Fiorentina.
Decisione corretta?
Per sciogliere il dubbio c’è solo uno strumento, il regolamento.
Per iniziare bisogna individuare il motivo per cui Damato abbia scelto il cartellino rosso. Una sola risposta possibile: DOGSO, chiara occasione da rete impedita con un fallo di mano.

Vediamo cosa ci dice il Regolamento (pagina 93, Regola 12):

DOGSO pagina 93 regola 12

Ciò che ci interessa, in questo caso specifico, è la parte evidenziata in rosso: si tratta dei criteri da prendere in considerazione per qualificare un episodio come DOGSO, come tale punibile con l’espulsione del colpevole.
In tutta franchezza, per quanto si possa essere magnanimi con l’arbitro, intravvedere una chiara occasione da rete in questa circostanza è molto complesso: Sportiello ha intercettato il pallone con la mano su un pallonetto di Immobile sulla cui direzione abbiamo poche certezze; trattandosi di pallonetto, la velocità avrebbe con ogni probabilità concesso ad almeno un paio di difendenti di liberare l’area abbastanza facilmente; non ci sono compagni di Immobile in area di rigore; la posizione del contatto è molto defilata rispetto alla porta.
Mi pare evidente che l’espulsione appaia quantomeno eccessiva ed il VAR Aureliano avrebbe avuto tutti i parametri minimi utili a consigliare a Damato di effettuare una “on field review“.

Cinque minuto dopo anche la Lazio rimane in dieci uomini per l’espulsione di Murgia, anche in questo caso per DOGSO a seguito di un contrasto con l’attaccante della Fiorentina Chiesa:

Espulsione Murgia 13esimo

Decisione che, già in presa diretta, era apparsa molto discutibile.
Ancora un volta dobbiamo rifarci ai criteri sopra indicati. In questo caso Chiesa non è in possesso del pallone e difficilmente potrebbe controllarlo: al momento della caduta il portiere della Lazio è già in vantaggio (non fatevi ingannare dalla posizione del pallone, subito dopo il contrasto tra attaccante e difensore se lo troverà quasi tra le braccia).
Come se non bastasse, ci sono molti dubbi sul contatto stesso: la sensazione (netta) è che Chiesa cerchi il contatto, che Murgia guardi solo il pallone e che l’obiettivo dell’attaccante fosse proprio quello di far espellere l’avversario.
Sensazione che diviene vieppiù evidente nel momento in cui ci si sofferma sulle immagini frontali: poniamo la nostra attenzione, in particolare, sulla posizione di Chiesa e del pallone:

Espulsione Murgia 13esimo contatto cercato da Chiesa Espulsione Murgia 13esimo contatto cercato da Chiesa 2

Chiesa, probabilmente resosi conto del fatto che il pallone fosse totalmente irraggiungibile, non corre per intercettarlo ma per essere “tamponato” dal difensore della Lazio.
Si guardino, in particolare, la direzione del pallone (da sinistra a destra) e quella di Chiesa (da destra a sinistra). Oltre a ciò, nel momento del supposto contatto, Chiesa si trova già dalla parte opposta rispetto al pallone.
Dalle immagini, perciò, è evidente che l’espulsione sia totalmente sbagliata. Se proprio si fosse voluto optare per un fallo (negligente) di Murgia, sarebbe stato più che sufficiente la punizione a favore della Fiorentina con ammonizione per SPA.
Il rosso è un errore grossolano e trattandosi di abbaglio evidente il VAR Aureliano era tenuto a correggere il collega.
Mi dicono: “Damato ha colto al volo l’occasione di ristabilire la parità numerica avendo egli stesso dei dubbi sulla precedente ammonizione di Sportiello”. Non lo escludo. Ma ciò non toglie che Aureliano dovesse intervenire per evitare un errore piuttosto pacchiano.

Al minuto 29 Luiz Felipe tenta di intervenire su Biraghi che, poco prima, lo aveva aggirato:

Rigore Fiorentina intuito Damato

Damato, con ogni probabilità, agisce sulla base dell’istinto e della enorme esperienza accumulata: dalla sua posizione non può che intuire la sussistenza di una scorrettezza, essendo coperto dallo stesso corpo di Luiz Felipe.
Per la valutazione del contatto a nulla vale il fatto che Luiz Felipe tocchi il pallone, la circostanza è del tutto ininfluente:

Rigore Fiorentina intuito Damato 3 Rigore Fiorentina intuito Damato 2

Il difensore della Lazio, nel tentativo disperato di togliere il possesso del pallone all’avversario, commette fallo con la gamba sinistra sul piede destro di Biraghi (che, peraltro, ha rischiato non poco nella circostanza di lasciarci qualche mese di attività).
Quasi tutti concordi nell’affermare che Luiz Felipe, già ammonito, dovesse essere espulso per somma di ammonizioni e che Damato lo abbia graziato: sbagliato!
Si tratta di azione potenzialmente pericolosa (SPA) dato che la posizione è defilata e la difesa della Lazio piazzata. Nessuna chiara occasione da rete, pertanto. Oltre a ciò il difendente tenta di giocare il pallone, ciò che consente la depenalizzazione del fallo, trattandosi di “intervento genuino”. Giusto, dunque, non ammonire per la seconda volta il giocatore.

Al minuto 36 Lucas Leiva si incunea nell’area di rigore della Fiorentina, finendo a terra. Damato opta per il calcio d’angolo:

Rigore Lazio non assegnato 35esimo 2 Rigore Lazio non assegnato 35esimo

Aureliano, diversamente da quanto accaduto in precedenza, richiama Damato ad una “on field review“. Dopo circa un minuto l’arbitro decide di confermare la sua decisione iniziale, assegnando calcio d’angolo.
Decisione incomprensibile: Lucas Leiva subisce due contrasti irregolari. Sul primo (Gil Dias) possiamo anche sorvolare dato che Leiva rimane in piedi senza apparentemente accorgersene. Al contrario è impossibile considerare corretto il contrasto di Pezzella che (FORSE!) prende anche il pallone ma, soprattutto, travolge l’avversario.
Calcio di rigore netto.

Al minuto 42, su cross dalla destra di Marusic, Biraghi devia il pallone in calcio d’angolo:

Tocco Biraghi 41esimo, attaccato al corpo

Ancora una volta VAR attivo, Damato interrompe il gioco per attendere il responso del collega.
In questo caso Aureliano non chiama Damato alla “on field review“. Decisione su cui non c’è molto da aggiungere: il tocco col gomito è evidente ma altrettanto evidente che la posizione sia congrua, la distanza minima, il braccio praticamente aderente al corpo.
Non ci sono i presupposti minimi per considerare punibile il tocco.

Secondo tempo che inizia con un altro episodio molto discutibile. Gil Dias verso porta da circa 25 metri, il tiro viene deviato da Luiz Felipe e giunge a Simeone che realizza la rete del potenziale vantaggio della Fiorentina:

Rete annullata a Simeone 49esimo Rete annullata a Simeone 49esimo 2

Sia l’immagine “live” che quella con la linea virtuale (Sky) non ci chiariscono un granché le idee. La posizione, per la verità, appare regolare ma, in mancanza di certezze, è corretto avallare la scelta del secondo assistente di Damato (Peretti).

Al minuto 60 l’ultimo episodio di una serata da emicrania.
Damato fischia un (giusto) rigore per fallo su Immobile.
Ancora una volta è Aureliano ad intervenire per far revocare il calcio di rigore:

Rigore revocato ad Immobile 60esimo

Corretta la segnalazione del VAR, male l’assistente Tegoni: fuorigioco abbastanza evidente ad occhio nudo e senza bisogno di linee virtuali.
Giusta la revoca del rigore.

Tanti episodi, alcuni risolti positivamente ma pesano enormemente le due espulsioni ed il rigore (netto) negato alla Lazio.

26 commenti
  1. BossHogg
    BossHogg dice:

    Ciao Luca,
    Un’interpretazione sull’espulsione di Sportiello.
    Il pallonetto di Immobile, che viene intercettato dal portiere allaltezza del petto circa, avrebbe certamente scavalcato il difendente posto qualche metro dietro Sportiello che, non potendo giocare il pallone con le mani, avrebbe dovuto cercare di interrompere una traiettoria alta non si sa in che modo. Dalla valutazione dell’arbitro quel difendente quindi non dovrebbe avere rilevanza e tu stesso parli infatti degli altri difendenti che avrebbero potuto recuperare. Passando oltre, quindi, è oggettivamente chiaro che il tiro di Immobile sia diretto verso la porta. La distanza non è siderale: visto che l’area di rigore è 16,50 mt stiamo parlando di circa 20 mt dal primo palo. Ipotizzando una velocità rifotta, per il pallknetgo di circa 40-50 km/h, significa che il pallone percorrerebbe dagli 11 ai 14 m/s, il che significa che avrebbe raggiunto la porta in meno di 2 secondi. Gli altri difendenti al momento del fallo di mano sono sul limite dell’area di rigore o fuori di essa. Impossibile quindi pensare che qualcuno potesse intervenire sul tiro di Immobile. Secondo me in questi casi l’arbitro deve solamente rilevare la “chiara occasione”, in questo caso rappresentata da un tiro diretto verso la porta completamente sguarnita senza il portiere in grado di parare il tiro. Per non essere chiara, devono esserci ragionevoli probabilità di un intervento di altri giocatori e nello specifico i difendenti erano distanti dalla porta tanto quanto se non più del pallone.
    Ho estremizzato l’analisi con la velocità del pallone ma era per estremizzare e “misurare” maggiormente le probabilità di segnare. Secondo me quello è chiara occasione da rete senza ombra di dubbio.
    Fammi sapere cosa ne pensi

  2. jonathan
    jonathan dice:

    Caro Marelli, la ringrazio per le sue valutazioni, sempre interessanti e, soprattutto, chiare nel fornire delucidazioni rispetto al regolamento attualmente in vigore (certi giornalisti invece…vabbè). Sono andato a rivedere il caso dell’espulsione di Sportiello e non sono molto convinto dalla sua valutazione sul tiro di Immobile. Lei sostiene che sarebbe stato più corretto un giallo perché il tiro di Immobile è un pallonetto che dava speranze di recupero ai difendenti viola, Secondo me quello che ha convinto Aureliano a valutare da rosso l’intervento del portiere gigliato, è proprio il fatto che Immobile, invece, tira in porta in modo diretto (chiaramente con traiettoria alta per raggiungere lo specchio) invece di fare un “lob” lento. Rinnovando i miei complimenti spero di leggere una sua risposta.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      La scelta è stata di Damato, non di Aureliano. Aureliano, nel suo ruolo di VAR, ha solo avallato la scelta dell’arbitro centrale.
      Francamente, anche a voler leggere l’episodio con la massima elasticità, non riesco a vedere i presupposti minimi per individuare una chiara occasione da rete. Proprio il fatto che Immobile abbia calciato un pallonetto, per definizione molto lento, avrebbe consentito a parecchi difendenti di recuperare la posizione. Oltre a ciò non c’era un singolo calciatore della Lazio nemmeno nei pressi dell’area di rigore. Difficile, obiettivamente, individuare i presupposti minimi di un DOGSO.
      Grazie dei complimenti, sempre ben accetti.

      • Stav
        Stav dice:

        Da tifoso viola, a me pare una occasione da rete non chiara: lampante.
        C’è una porta vuota, c’è un tiro verso la porta. Pezzella quel pallone non lo avrebbe intercettato mai e poi mai.
        Che poi fosse certamente destinato nello specchio conta il giusto: si chiama DOGSO, mica DGBCS (denying a goal from being CERTAINLY scored)…

        • LUCA MARELLI
          LUCA MARELLI dice:

          In realtà, su un tiro, è fondamentale.
          Ma non è questo il punto: il punto è la possibilità (concreta) che i difendenti potessero facilmente intercettare il pallone.
          Mi permetti una critica? Puoi avere la tua visione ma non scrivere “da tifoso viola” perché non ci crede nessuno. E suona latamente insultante per me e per chi legge. Grazie.

  3. Giovanni R
    Giovanni R dice:

    Ciao Luca,

    Non pensi che il fatto che la Premier League ha deciso di non utilizzare la VAR fino alla stagione 2019-2020 creerà un handicap per la classe arbitrale inglese?

    Ciao,
    Giovanni

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Onestamente, considerando il livello pessimo degli arbitri inglesi, ero convinto che avrebbero colto al volo l’opportunità del VAR. Ma sappiamo che gli inglesi sono da sempre i meno inclini alle novità.

  4. Vincenzo
    Vincenzo dice:

    Luca mi fai imparare ogni giorno una cosa nuova, io pensavo che fossi automatico che se il portiere prende con le mani il pallone fuori dalla area di rigore prendeva il rosso diretto . Ti volevo chiedere una cosa che ho notato oggi per la prima volta irrati scelto sia come var per juve Napoli che arbitro di Sassuolo Fiorentina , un errore quando hanno dato le liste ?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      No, nessun errore.
      E’ una forzatura che avrei evitato ma, evidentemente, non avevano altre possibilità per la gara di Reggio Emilia (dando per scontato che Irrati era stato scelto come VAR di Torino già da un paio di mesi, al pari degli altri componenti della sestina designata).

      Per il portiere: vale per lui lo stesso concetto relativo agli altri calciatori in tema di DOGSO, deve essere espulso solo nel caso in cui impedisca il concretizzarsi di una chiara occasione da rete. Pensa ad esempio estremizzato: se il portiere si trovasse nell’area opposta all’ultimo minuto e colpisse il pallone con la mano, ovviamente non andrebbe espulso.
      In realtà il portiere viene spesso espulso per fallo di mano perchè nella gran parte dei casi rappresenta l’ultimo difendente. Ma è falso che debba essere espulso in ogni caso.

  5. Gennaro
    Gennaro dice:

    Salve Luca, solo una curiosità.
    Mercoledì scorso sul finire di Real-Juve l’arbitro assegnò 3 minuti di recupero nonostante ci fosse stata 1 sostituzione e nessun ingresso di sanitari in campo. Alla mia richiesta di chiarimenti rispondesti che per te c’erano a causa di perdite di tempo per alcune rimesse in gioco.
    Non pensi che per lo stesso motivo sia stato ridicolo assegnare 3 minuti di recupero anche per Crotone-Juve?
    In una delle due partite è stato commesso un errore.
    Grazie

  6. Gabriele
    Gabriele dice:

    Luca come mai Valeri è sparito dai radar nonostante L ottimo inizio e cosa ne pensi dell’ arbitraggio di Roma Genoa

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      In questo periodo dell’anno, con Roma e Lazio in lotta Champions’, è veramente complesso trovargli gare da affidargli. Ma lo rivedremo spesso in gare decisive sia per lo scudetto che per la lotta retrocessione.

  7. Luca
    Luca dice:

    Luca vedendo le designazioni ho visto che sabato Irrati va ad arbitrare e domenica è chiamato al var per Juve Napoli questa cosa è possibile

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      E’ possibile e, peraltro, è già successa spesso nelle precedenti giornate (soprattutto nelle prime, quando sia VAR che AVAR erano arbitri).
      Avrei evitato ma è scelta che può starci.

  8. ronny
    ronny dice:

    Rizzoli ha designato Aureliano della can B, come premio dopo le difficoltà come VAR di ieri sera per Fiorentina-Lazio (è stato designato per Atalanta-Torino).
    Una designazione che non mi spiego per una sfida decisiva per la qualificazione in Europa…che sia in odore di promozione alla CAN A?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Che sia in odore di promozione lo si sa da parecchio (con mio non grande entusiasmo, peraltro: 38 anni assicurano solo qualche stagione da tappabuchi, non esattamente quel che serve in un periodo di ricambio generazionale), non mi stupisce che, dopo gli orrori di ieri sera, sia stato designato in A: Rizzoli difficilmente ferma un arbitro per un errore al VAR.
      Detto ciò, continuo a non comprendere il motivo per cui si possa anche solo pensare di promuovere un arbitro certamente intelligente ma fisicamente già in netto calo.
      Boh.

  9. Paolo
    Paolo dice:

    Riguardo a Masiello e alla richiesta del var. Non è che cercano di chiudere un occhio su queste cose? In tutto il campionato, se non sbaglio, solo una ammonizione per richiesta var Anche in Atalanta – Samp Praet fece il gesto del var (più plateale rispetto a quello di Masiello) ed era già ammonito. Se Masiello veniva ammonito da atalantino nulla da dire anche se rimane il rammarico per la differenza di metro di giudizio.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Concordo.
      Però in questo caso è stato fin troppo evidente.
      Ormai la stagione è andata ma, dalla prossima, è auspicabile una direttiva stringente in merito. Il rischio è che tutti si sentano autorizzati a chiedere l’utilizzo del VAR e che, prima o poi, scoppi la solita polemica della “review a richiesta per sudditanza psicologica”…

  10. Doundarric
    Doundarric dice:

    Buongiorno, sono un altro grande estimatore del suo blog, per il quale le faccio i più sentiti complimenti. Ho una domanda puramente accademica sul contatto fra Luiz Felipe e Biraghi. Non avendolo visto altrove che nelle foto che lei propone, non posso farmi un giudizio personale sull’eventuale irruenza dell’intervento ma se, secondo le sue parole, Biraghi “ha rischiato non poco nella circostanza di lasciarci qualche mese di attività”, non dovrebbe l’intervento di Luiz Felipe essere considerato “imprudente”, e quindi da sanzionare con il giallo per questa ragione (non per la pericolosità dell’azione)? Grazie in anticipo per la risposta.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Capita spesso (purtroppo) che i calciatori incorrano in infortuni per contrasti casuali. In questo caso la fortuna di Biraghi è che il piede non rimanga sotto il corpo di Luiz Felipe, autore di un contrasto disperato per evitare un’azione pericolosa ma assolutamente legittimo. La mia idea non sarebbe cambiata in caso di infortunio di Biraghi (che, ribadisco, grazie al cielo è stato evitato) ma non ci sono elementi per poterlo classificare come imprudente.

  11. Alberto
    Alberto dice:

    L errore di Fabbri nel posizionare il pallone non può e non deve essere definito lieve primo perché si tratta di non conoscenza o dimenticanza di una regola (La 13) secondo perché il pallone posizionato sulla linea dell’ area di porta parallela alla linea di porta avrebbe permesso al Crotone un esecuzione del tiro con possibilità di realizzazione molto più alta….inolte sarebbe stato molto piu semplice posizionare la barriera dove doveva stare, ovvero sulla linea di porta nello spazio compreso tra i pali..ricapitolando a mio parere si tratta di un errore grave

  12. Alessandro
    Alessandro dice:

    Un dubbio sulle “depenalizzazioni” in area di rigore. Ammesso che il contatto sia “genuino” e quindi “depenalizzabile” se si tratta di, ad esempio, SPA, l’arbitro può comunque rilevare un contatto di tipo impudente e quindi comminare una ammonizione anche in caso di SPA con giocata “genuina”? Non so se la domanda è chiara.

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