29esima giornata serie A: uno spot per il VAR. Sui tocchi di mano ancora tanta, troppa confusione

29esima giornata di Serie A che rappresenta uno spot per il VAR, dopo dieci giorni di Coppe Europee da incubo sul fronte arbitrale.
C’è, però, il rovescio della medaglia: se il VAR ha chiarito tanti episodi, ciò significa che gli arbitri han commesso parecchi errori.
Sui tocchi di mano c’è ancora molto da chiarire, tanta la confusione dovuta ad una conoscenza del regolamento piuttosto lacunosa, soprattutto in merito al concetto di carambola “corpo/mani” che non rappresenta un “libera tutti” ma solo uno dei tanti parametri da considerare per valutare la punibilità.

Udinese – Sassuolo 1-2, arbitro Abisso

Al di là dell’unico episodio degno di nota del primo anticipo, la gara ha confermato il non brillantissimo momento del giovane arbitro siciliano, ancora una volta apparso lontano parente rispetto a quello ammirato nei primi mesi di serie A. Naturalmente, trattandosi di un neopromosso, non c’è nulla di cui preoccuparsi: il talento rimane di prim’ordine, un momento di confusione tecnica è più che normale. Il designatore ha tutta l’esperienza necessaria per comprendere che, in questo momento, è meglio tenerlo lontano da partite (sulla carta) eccessivamente complesse. Si riprenderà, Abisso sarà uno dei protagonisti dal 2020 in poi, in campo nazionale ed internazionale.

Al minuto 44 l’Udinese trova la rete del momentaneo pareggio con una splendida rete di Fofana.
Sarebbe stato un peccato annullarla ma qualcosa da approfondire c’è.
A centrocampo il pallone viene recuperato da Samir dopo un contrasto con il centrocampista del Sassuolo Mazzitelli:

Fallo Samir 43esimo

Da questo frame, ovviamente, non si capisce nulla. Lo pubblico per evidenziare la posizione del pallone: Samir lo ha già colpito, direzionandolo verso Fofana che, successivamente, realizzerà con un tiro da 20 metri dopo un’azione personale.
I fermo immagine da altre angolazioni ci restituiscono qualche certezza in più:

Fallo Samir 43esimo 2 Fallo Samir 43esimo 3

Non c’è alcun dubbio che Samir colpisca prima il pallone ma è altrettanto indubbio che il tackle sia molto, molto pericoloso per l’avversario. Dopo il contrasto, infatti, il difensore dell’Udinese non ritrae la gamba, colpisce nettamente Mazzitelli sulla caviglia, ad alta velocità, col piede sinistro sollevato da terra ed a velocità sostenuta.
Prima di passare alla conclusione, vi pongo una domanda: se Mazzitelli, a seguito di questo contatto, avesse riportato danni tali da dover essere sostituito, come avreste giudicato il tackle?
E’ una domanda che non nasconde alcun retropensiero. Al contrario sono stato sollevato nel vedere Mazzitelli rialzarsi ma ciò non toglie che, nonostante l’anticipo sul pallone, Samir doveva essere punito per questo contatto che, nei fatti, è un fallo.

Episodio da VAR?
Ricordiamo, per completezza di informazione, che Abisso è stato richiamato alla “on field review” proprio per valutare questo episodio, decidendo di confermare la decisione del campo.
A mio parere questo non è un episodio da VAR ma da moviola: non si tratta di un chiaro errore, vi è stata una valutazione a campo aperto di Abisso ed anche del quarto ufficiale Balice. Inopportuno, pertanto, l’intervento di Guida.
Una volta deciso di procedere alla VAR review, però, risulta incomprensibile il motivo per cui non sia stato concesso un calcio di punizione a favore del Sassuolo (e c’erano tutti gli estremi per un cartellino giallo per fallo imprudente). Ricordiamo nuovamente un concetto fondamentale: il regolamento non prevede che un tackle debba essere considerato regolare nel caso in cui un giocatore tocchi il pallone. Il regolamento, al contrario, definisce solo il concetto di fallo, prescindendo totalmente dal pallone. Se il pallone non viene (quasi) mai citato, evidentemente un motivo c’è…

Torino – Fiorentina 1-2, arbitro Gavillucci

Pomeriggio agitato per il laziale, chiamato alla “on field review” in tre occasioni, due delle quali nei primi 11 minuti di gara. Per quanto possa apparire uno “score” disastroso (tre errori corretti), in realtà ci ha messo una bel carico da novanta la proverbiale sfi… diciamo sfortuna.

Al minuto 7 Gavillucci fischia calcio di rigore a favore della Fiorentina per una caduta di Simeone in area. Scrivo caduta e non contatto a ragion veduta:

Torino, rigore revocato Simeone Moretti 4 Torino, rigore revocato Simeone Moretti 3

La dinamica dell’episodio può trarre in inganno e non nego che anche il sottoscritto, in presa diretta, non si è affatto stupito della decisione del direttore di gara: pareva un rigore ineccepibile.
Per fortuna in Italia abbiamo il tanto criticato VAR che sta evitando un buon numero di decisioni sbagliate, consentendo agli arbitri di ripristinare la verità del campo.
Bravo il giovane Chiffi, nell’occasione impegnato come VAR, a richiamare l’attenzione del più esperto collega, consigliandogli (come prevedono le direttive) una “on field review“.
Rivisto da altra angolazione, l’episodio ci restituisce una realtà molto differente dalla prima impressione:

Torino, rigore revocato Simeone Moretti Torino, rigore revocato Simeone Moretti settimo minuto 2

Non nascondiamoci dietro un dito: a Moretti è andata di lusso, bastava arrivare su Simeone un decimo di secondo prima per causare un rigore netto. In questo caso, invece, la fortuna è stata buona alleata del difensore granata, in ritardo sull’avversario che non ha trovato nulla di meglio se non simulare un contatto che non c’è mai stato.
Giusta, dunque, la revoca del calcio di rigore ma Gavillucci dimentica di punire Simeone con il sacrosanto cartellino giallo per la simulazione: decisione che avrebbe potuto (rectius: dovuto) assumere dopo la review.
Una curiosità: se avesse ammonito Simeone per simulazione, Gavillucci avrebbe dovuto riprendere con un calcio di punizione indiretto a favore del Torino. Avendo, al contrario, “dimenticato” la sanzione disciplinare, ha dovuto riprendere con una propria rimessa, consegnando il pallone al portiere granata.

Al minuto 11 la Fiorentina si presenta nuovamente nell’area di rigore avversaria, il pallone giunge a Biraghi che calcia di sinistro un pallone che finisce lontanissimo dalla parta difesa da Sirigu. Il difensore della Fiorentina si lamenta per un presunto tocco di braccio punibile del difensore del Torino De Silvestri:

Rigore Fiorentina fallo mano De Silvestri Rigore Fiorentina fallo mano De Silvestri 2

La decisione è corretta.
De Silvestri si frappone al tiro con il braccio destro molto largo, aumentando il volume corporeo. Che il pallone non fosse diretto in porta ci interessa poco, almeno dal punto di vista tecnico: sul disciplinare tornerò a breve.
Ancora una volta molto attento Chiffi (in odore di promozione alla CAN A a fine stagione) che richiama per la seconda volta in quattro minuti il collega alla “on field review“. Anche in questo caso scelta perfetta: bastano un paio di replay per concedere un rigore evidente ma difficile da cogliere live (la posizione dell’arbitro è perfetta ma la visuale del braccio parzialmente “oscurata” dallo stesso corpo di De Silvestri).
Capitolo disciplinare: anche in questo caso Gavillucci sbaglia, ammonendo il difensore del Torino. Il pallone, come vediamo dai fermo immagine, sarebbe stato destinato a finire in ogni caso lontanissimo dai pali di Sirigu, il cartellino giallo appare senza alcuna spiegazione plausibile.

Al minuto 93 l’episodio decisivo.
La Fiorentina avanza sulla fascia sinistra con Biraghi che crossa verso il centro dell’area, trovando sulla traiettoria Ansaldi:

Rigore Fiorentina mani Ansaldi 93esimo 2

L’immagine in diretta aveva restituito solo un dubbio, dovuto al fatto che il pallone, nel momento del contatto con Ansaldi, si blocca quasi sul posto. Difficile che, in caso di contatto con la spalla o col petto, il pallone non schizzi verso la linea di fondo oppure in area cambiando direzione. Gavillucci, ovviamente, non può vedere quanto accaduto: la posizione è ottimale ma il contatto braccio/pallone avviene davanti ad Ansaldi, invisibile al direttore di gara coperto dal corpo del difensore.
A chiarire il dubbio è la telecamera posta sul fronte opposto delle tribune centrali:

Rigore Fiorentina mani Ansaldi 93esimo

Attento anche in questo caso Chiffi che riesce a scegliere il frame migliore per sbrogliare la matassa. Terza “on field review” della gara, veloce visualizzazione delle immagini, calcio di rigore senza margine di errore.
Anche in tale circostanza vale il concetto più volte espresso: un difendente che si frapponga ad un cross verso l’area di rigore in velocità, si assume il rischio di colpire il pallone con braccio o mani in posizione punibile. Nel caso specifico, per quanto il braccio non sia particolarmente largo, lo stesso si trova in una posizione non naturale tale da deviare nettamente il pallone che stava spiovendo al centro dell’area.
Non una giornata fortunata per l’arbitro laziale: sugli episodi non mi sento di penalizzarlo eccessivamente, sono tutte fattispecie complesse e molto difficili da individuare. Una tiratina di orecchie, al contrario, sui provvedimenti disciplinari decisi sulle due prime review. Nel terzo caso, invece, è corretto non sanzionare disciplinarmente Ansaldi: come ormai sapete, sul cross al centro non è previsto alcun provvedimento.

Benevento – Cagliari 1-2, arbitro Manganiello

Un unico episodio ma che potrebbe essere decisivo nella lotta per la salvezza.
Al minuto 94 il Cagliari sviluppa un’azione sulla destra dell’area di rigore del Benevento, Barella crossa al centro trovando la deviazione di Sandro. Arbitro ed assistente concedono il calcio d’angolo, i calciatori del Cagliari protestano vibratamente (forse anche troppo) per un presunto tocco di mano punibile:

Rigore Cagliari mano Sandro 93esimo

Una brevissima spiegazione tecnica: Manganiello (che si intravvede sulla destra dell’immagine) non può vedere niente, coperto dal corpo di Sandro. E nemmeno l’assistente Valeriani può aver certezze, parzialmente coperto da Barella. Non è un caso che l’assistente, prima di segnalare il calcio d’angolo, abbia avuto un momento di titubanza: è probabile che abbia avuto la sensazione di un contatto non regolare ma, in mancanza di certezze, non ha potuto far altro che affidarsi ad una decisione esterna.
Manganiello viene richiamato dal VAR Aureliano, ritarda la battuta del calcio d’angolo per poi essere richiamato alla “on field review“:

Rigore Cagliari mano Sandro 93esimo 3 Rigore Cagliari mano Sandro 93esimo 2

Il rigore è netto.
Sandro si porta al contrasto sul cross di Barella perdendo completamente il controllo del corpo e, in particolare, del braccio sinistro, larghissimo e che colpisce il pallone cambiandone completamente la traiettoria.
Calcio di rigore non solo legittimo ma doveroso. Giusto non ammonire Sandro per lo stesso concetto esposto in merito all’episodio Biraghi/Ansaldi di Torino.

Verona – Atalanta 0-5, arbitro Di Bello

Non stupisca la designazione del giovane internazionale brindisino per una gara (sulla carta) non di livello: tra poche settimane dovrà dirigere il derby di Milano rinviato due settimane fa, normale che venga tenuto “nascosto” per evitare polemiche nell’immediata vigilia del recupero.

In una gara dominata dai bergamaschi, i VAR annullano una rete realizzata sul finire del primo tempo.
Al minuto 41 Masiello serve in area Gomez che controlla il pallone e lo calcia in rete con un tiro a giro di destro:

Rete annullata Atalanta 40esimo fg Gomez

L’episodio è curioso per un motivo: non abbiamo un’immagine chiara del momento in cui Masiello colpisce il pallone lanciandolo verso il compagno di squadra. La telecamera, infatti, è impallata da Ilicic che copre con la testa pallone e piede di Masiello.
Il fuorigioco appare evidente: Gomez, al momento del lancio, si trova oltre la linea dei difendenti con metà del corpo. L’assistente non ha alzato la bandierina ma la scelta dei VAR è corretta: in questo caso non si tratta di pochi centimetri ma di oltre mezza figura. Convalidare la rete ed avallare la decisione assunta in campo sarebbe stata scelta oltremodo forzata. E’ vero che non abbiamo a disposizione un frame “aperto” del passaggio di Masiello ma è altrettanto vero che Gomez appaia in posizione punibile anche nel frame precedente. Scelta del VAR Fabbri che reputo corretta. Non necessaria, come ormai sappiamo, la “on field review“: non si tratta, infatti, di una valutazione arbitrale ma di una semplice rilevazione di una posizione geografica.

Al minuto 48, in pieno recupero, Di Bello viene chiamato alla “on field review” per un contatto sfuggito praticamente a tutti anche davanti al televisore:

Fallo su Petagna

Fares, al centro dell’area, si disinteressa totalmente dell’azione rivolgendo la propria attenzione solo a Petagna, che trattiene vistosamente.
Review veloce e calcio di rigore sul quale vi è poco da approfondire: netto.

Sampdoria – Inter 0-5, arbitro Tagliavento

Tre episodi nella larga vittoria dell’Inter a Marassi.
Il primo al minuto 29. Rafinha controlla un pallone vagante in area di rigore ed entra in contatto con Barreto:

Rigore Barreto su Rafinha 29esimo 2 Rigore Barreto su Rafinha 29esimo

Anticipo la prevedibile eccezione: Rafinha è già sbilanciato, indubitabile. Ma questa evidenza non è sufficiente per scagionare Barreto che, per semplificare, compie un’autentica sciocchezza, andando a colpire nettamente l’avversario col pallone già passato da parecchio (come possiamo vedere dalla prima immagine). Che Rafinha fosse già sbilanciato ci interessa relativamente: quel che importa è il fallo, netto, del centrocampista doriano. Tagliavento, in perfetto controllo dell’azione, assegna il calcio di rigore, i VAR confermano la scelta dopo un veloce silent check. Anche in questo caso giusto non sanzionare disciplinarmente Barreto: non siamo di fronte ad un’azione potenzialmente pericolosa e, tantomeno, ad un DOGSO.

Al minuto 53, dopo un prolungato possesso del pallone da parte di Rafinha, lo stesso viene contrastato a centrocampo da Caprari:

Fallo Caprari su Rafinha 53esimo Fallo Caprari su Rafinha 53esimo 2

Pallone ingiocabile, intervento da tergo, gamba sinistra molto alta, più un fallo punitivo che un contrasto legittimo.
In questo caso poco importa che la gara fosse già ampiamente decisa: Caprari doveva essere espulso, il buon senso non si utilizza in queste circostanze.

Al minuto 61 un episodio che definirei più antipatico che particolarmente grave.
Sull’ennesimo contropiede dell’Inter, col risultato già fissato sullo 0-5, Silvestre ed Icardi corrono più o meno affiancati:

Fallo Samp su Icardi 61esimo Fallo Samp su Icardi 61esimo 2

Silvestre guarda l’avversario, cercandolo chiaramente col braccio sinistro. Icardi rimane in piedi, prosegue la corsa verso l’area di rigore della Sampdoria. Subito dopo Silvestre cerca anche col braccio destro l’avversario:

Fallo Samp su Icardi 61esimo 3

Non si tratta di un contatto violento ma non possiamo definirlo regolare.
Da altra inquadratura la scorrettezza appare evidente:

Fallo Samp su Icardi 61esimo 4 Fallo Samp su Icardi 61esimo 5

Non siamo di fronte ad una condotta violenta: il cartellino rosso sarebbe stato decisamente eccessivo. Allo stesso tempo non possiamo valutare come corretto l’atteggiamento di Silvestre che ha cercato Icardi pensando più ad ostacolarlo che a contrastarlo.
Sbaglia, in questo caso, Tagliavento nel lasciar proseguire l’azione. La scelta corretta sarebbe stata l’assegnazione di un calcio di punizione per l’Inter con ammonizione del difensore doriano.

Milan – Chievo 3-2, arbitro Mariani

Premessa: prestazione di altissimo livello da parte del giovane laziale. Dopo un primo tempo soporifero (sebbene contrassegnato da tre reti), il secondo tempo ha offerto tanti spunti tecnici e disciplinari oltre ad un episodio didatticamente molto interessante (per quanto ininfluente ai fini del risultato finale).

Al minuto 53 Biglia calcia da fuori area, sulla respinta di Sorrentino Cutrone si impossessa del pallone e lo spedisce in rete.
Subito dopo la realizzazione della rete l’assistente Passeri segnala la posizione di fuorigioco, annullando la realizzazione:

Pareggio Milan 53esimo errore aa1 2

Per quanto, come vedremo, la scelta sia completamente errata, Passeri è bravo ad attendere che l’azione si concluda, consentendo ai VAR di poter eventualmente cambiare la decisione assunta in campo.
Dopo una quarantina di secondi, Mariani raccoglie l’indicazione di Pairetto assegnando la rete:

Pareggio Milan 53esimo errore aa1

La decisione è corretta: al momento del tiro di Biglia il calciatore del Chievo Jaroszynski rimane disallineato rispetto alla linea difensiva tenendo in gioco Cutrone. In fuorigioco, probabilmente, ci sono Kessie e Bonaventura, in posizione comunque passiva ed ininfluente.
In questo caso non si rende necessaria la “on field review“: si tratta di una rilevazione puramente geografica, non di una valutazione.

Al minuto 77 Mariani interrompe il gioco per un fallo di Stepinski su Biglia, ammonendo l’attaccante del Chievo:

Ammonizione Stepinski 77esimo Ammonizione Stepinski 77esimo 2

Pairetto ritiene di dover richiamare ad “on field review” il collega, avendo probabilmente rilevato un fallo grave di gioco. Mariani visiona le immagini e conferma la sua scelta iniziale.
Bravissimo, nell’occasione, il laziale: una volta richiamati alla visione del monitor a bordo campo, non è facile discostarsi dall’impressione dei VAR. Nel caso specifico, al contrario, la decisione iniziale era stata perfetta: velocità non eccessiva, pallone a distanza di gioco, gambe a contatto col terreno, ginocchio piegato. Non c’è alcun elemento tale da poter qualificare il fallo come punibile con l’espulsione. Intervento del VAR senza alcuna logica, siamo lontanissimi da un chiaro errore. Peraltro la posizione di Mariani non avrebbe potuto essere migliore.

Al minuto 90 Calhanoglu conquista un pallone sulla sinistra dell’area di rigore clivense, tenta di calciare in porta trovando l’opposizione del difensore Tomovic:

Rigore Milan Calhanoglu Tomovic 90esimo Rigore Milan Calhanoglu Tomovic 90esimo 4

Anche in questo caso si tratta di un episodio che, senza VAR, sarebbe stato impossibile non solo da valutare ma anche solo da individuare: azione veloce, tiro da due metri circa, impatto col braccio che si concretizza in meno di un decimo di secondo. Per l’occhio umano è impossibile giudicare con certezza questa tipologia di episodi:

Rigore Milan Calhanoglu Tomovic 90esimo 3

Quest’ultima immagine rappresenta (a grandi linee) la visuale dell’arbitro: pensate alla medesima dinamica a velocità reale e, prima di colpevolizzare un arbitro, riflettete su quanto sia complesso avere certezze in merito.

L’episodio è molto importante (per quanto ininfluente ai fini del risultato) perché consente di ribadire un concetto già espresso in occasione dell’approfondimento successivo a Fiorentina-Juventus (lo trovate qui).
In particolare espressi un concetto peraltro già ribadito in precedenza:

mani punibile

Potete trovare tutto (o quasi) sui falli di mano a questo link.

Per tornare a quanto accaduto a San Siro, è evidente che si sia ormai radicalizzata una convinzione sbagliata secondo cui un precedente tocco con altra parte del corpo funga come una sorta di “libera tutti”.
Ebbene, non è affatto così: in realtà il fatto che il pallone incocci prima una parte del corpo e successivamente un braccio od una mano non è l’unico elemento di giudizio ma solo uno dei (tanti) elementi da considerare per giudicare come punibile o meno un tocco di mano.
In questa circostanza, in particolare, la posizione delle braccia di Tomovic è tutt’altro che giustificabile: si trovano fin dall’inizio in posizione innaturale, alzate addirittura sopra alla testa, risultando per nulla dirimente il precedente tocco con altra parte del corpo.
Non è certo un caso che Mariani, richiamato alla “on field review” da Pairetto, non abbia avuto alcun dubbio nell’assegnare il calcio di rigore, proprio perché ben consapevole che quel rimpallo non giustifica in alcun modo la posizione delle braccia del difensore. Buona, in questo caso, la scelta del VAR ed ineccepibile la decisione di Mariani.
Manca, invece, il provvedimento disciplinare (ammonizione): tiro diretto in porta e distanza non eccessiva. Una piccola macchia in una prestazione pressoché perfetta da parte di un arbitro che sta crescendo esponenzialmente gara dopo gara. Solo un piccolo e benevolo rimprovero: deve essere più deciso in occasione di proteste sopra le righe (in particolare mi riferisco ad un necessario richiamo a Calhanoglu per rimostranze fuori luogo dopo una giusta ammonizione).

SPAL -Juventus 0-0, arbitro Massa

Due episodi da approfondire, il primo dei quali avrebbe potuto avere ripercussioni importanti per il proseguo della gara.

Al minuto 32 Kurtic ferma Asamoah a centrocampo:

Fallo Kurtic 32esimo

Da questo frame non si capisce un granché ma non lo posto a caso. Il motivo per cui pubblico questa immagine è per evidenziare la posizione di Massa (buona) e la postura dello stesso (rilassata). Proprio quest’ultimo aspetto denota che l’arbitro tutto si aspettasse tranne che un contatto di tale durezza a centrocampo, in una zona neutra e nel corso di un’azione poco significativa.
Altre inquadrature ci restituiscono un episodio ben differente:

Fallo Kurtic 32esimo 3 Fallo Kurtic 32esimo 4

Il fallo di Kurtic era meritevole di cartellino rosso: velocità non proprio marginale, gamba altissima, totale disinteresse per l’incolumità dell’avversario, colpo pericoloso al fianco destro del difensore della Juventus.
Si tratta di un chiaro errore di Massa e, come tale, anche il VAR Doveri doveva intervenire per richiamare l’arbitro ad una “on field review“.

Al minuto 85, con la Juventus riversata nella metà campo avversaria, Barzagli si libera del pallone per poi essere contrastato da Everton, entrato in campo da pochi secondi:

Fallo Everton 85esimo 2 Fallo Everton 85esimo

Per quanto visivamente possa sembrare un fallo grave di gioco, in questo caso mi sento di avallare la scelta di Massa che, in un primo momento, ha lasciato proseguire l’azione per la norma del vantaggio, ammonendo successivamente il giocatore della SPAL.
Per quanto la velocità di potenziale impatto fosse molto elevata, è anche vero che Everton interviene con le gambe appoggiate al terreno e con i piedi non direzionati su caviglie o gambe di Barzagli. Contatto al limite ma il cartellino giallo, secondo il mio parere, non può essere considerato un errore.

Lazio – Bologna 1-1, arbitro Damato

Al minuto 61 Immobile riceve un lunghissimo (e balisticamente straordinario) lancio di Lucas Leiva, controlla il pallone e lo serve a Felipe Anderson che cade a terra dopo un contrasto con Donsah.
Per valutare l’episodio si rende necessario rispondere a due domande:
– il contatto avviene all’interno dell’area?
– è fallo?

Rigore Lazio 61esimo 2 Rigore Lazio 61esimo

La prima immagine evidenzia che il contatto avviene proprio sulla linea dell’area di rigore e, pertanto, un eventuale fallo avrebbe dovuto essere punito con il calcio di rigore. Non conta la posizione dei piedi: la valutazione si effettua sul punto di contatto.
La seconda foto evidenzia la carica sulla schiena di Felipe Anderson da parte di Donsah: quest’ultimo non si cura minimamente di contendere il pallone, commettendo un fallo negligente.
Combinando le due risposte, perciò, possiamo a buon diritto affermare che in questo caso la Lazio sia stata penalizzata. Detto ciò, non si invochi il VAR: Damato è in perfetto controllo dell’azione, si tratta di un episodio più da moviola che da VAR dato che il chiaro errore, così come concettualmente identificato, è differente da questa valutazione soggettiva dell’arbitro.
A mio parere è un errore non aver concesso il calcio di rigore.

Un ultimo appunto.
Dopo dieci giorni di Coppe Europee in cui abbiamo visto errori ed orrori di ogni tipo, criticare ancora il VAR mi pare davvero paradossale. Ieri, ad onor del vero, la tecnologia ha evitato che molte gare venissero falsate pesantemente. Oggi avremmo parlato di campionato falsato e di weekend nero per i direttori di gara. Al contrario stiamo discutendo ed apprezzando le scelte assunte grazie alle correzioni del VAR.
E’ chiaro che la qualità delle direzioni deve migliorare ma non possiamo negare che questa innovazione sia un enorme passo avanti per assicurare la regolarità delle competizioni.
Opporsi all’introduzione (UEFA) o criticarne l’utilizzo (sapete a chi mi riferisco) significa voler rimanere o voler tornare al medioevo.
Il medioevo fa parte dei libri di storia, la tecnologia rappresenta il presente ed il futuro.

49 commenti
  1. Raffaele Squizzato
    Raffaele Squizzato dice:

    Buonasera Luca. Due domande: perché un episodio pressoché simile è stato valutato in maniera diversa? Mi spiego meglio: fallo di Kurtic su Asamoah, Massa vede e ammonisce il giocatore della SPAL, il Varista non interviene; fallo di Stepinski su Biglia, Mariani vede e ammonisce il giocatore del Chievo, il Varista interviene… Non metto in dubbio il fatto che il fallo di Kurtic fosse da rosso: non è un chiaro errore il solo cartellino giallo? E, riguardo l’ episodio di Milano: la dinamica del fallo clivense immagino sia stata vista e rivista dal Varista: perché chiamare il direttore di gara allo schermo, quando la dinamica dell’ intervento è chiaramente non violenta? Seconda domanda: a me il rigore richiesto dalla Lazio ricorda molto quello che la Juventus ha richiesto, proprio contro la Lazio, per il contrasto Leiva – Dybala: sono davvero differenti i due episodi e quindi meritevoli di diversa valutazione?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Sono due falli completamente differenti: a Milano l’intervento del VAR è stato un errore, a Ferrara è un errore non intervenire.

      Allo stesso modo sono differenti gli episodi che citi: Leiva appoggia il petto sulla schiena di Dybala, Donsah tira una bella spallata sulla schiena di Felipe Anderson.

  2. Alessio
    Alessio dice:

    Gen.le Luca volevo chiedere una delucidazione in merito al rigore dato a Tomovic: da quello che ho capito la carambola (elemento che di solito si usa come attenuante per i falli di mano in area) in questo caso non fa testo perchè la caduta a braccia alte di Tomovic è preponderante su qualsiasi altro fattore di gioco.

    La sua condotta è così ‘pericolosa’ che poi non può stupirsi se gli viene fischiato rigore contro…

    È una semplificazione corretta?

    Grazie,

    Alessio.

  3. Nicola
    Nicola dice:

    Non capisco come si possa ancora essere contrari al var. Da quando è stato introdotto sono stati risolti più di 60 errori gravi nonostante il protocollo sia scritto male. Luca, secondo lei, cambiando il protocollo var da chiaro errore ad episodio dubbio ci sarebbe più uniformità nelle decisioni? Sicuramente si perderebbe più tempo perché ci sarebbero più episodi da rivedere, allo stesso tempo però si potranno rivedere pure quei casi al limite, la scelta finale poi aspetta sempre all arbitro. Per caso lei conosce la direzione che la figc sta prendendo al riguardo? Oppure ha qualche idea su come potrebbe essere modificato il protocollo? Grazie in anticipo.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      La dizione “episodio dubbio” non è percorribile: il gioco verrebbe interrotto decine di volte. Cambiando, invece, con una dizione come possibile errore si potrebbe ovviare all’eccessiva rigidità di un protocollo che soffre di gioventù.
      In ogni caso le modifiche non sono di competenza della FIGC ma dell’IFAB, organo sovranazionale che sovrintende le modifiche del regolamento e degli allegati.

  4. enrigo
    enrigo dice:

    Una domanda: hai potuto visionare questo presunto fallo su Allan che ha protestato dopo aver tirato alto da posizione favorevolissima nel primo tempo? A me pare che venga sbilanciato, e quando lo si fa al momento del tiro il danno è sempre abbastanza più rilevante.
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/29386313_10213851666958732_5860944030325538816_n.jpg?oh=8d1719c56168f35d6b4cb3799631e36b&oe=5B461DF2
    Dall’immagine ferma sembra netto, però come sempre andrebbe valutato in velocità. Pasqua non credo che abbia ricevuto alcun silent check.

      • enrigo
        enrigo dice:

        In velocità sembrava poco anche a me, ma Allan è ben coordinato un attimo prima di tirare e dal fotogramma preso dal davanti nell’attimo del tiro si trova il corpo completamente all’indietro. In mezzo c’è quel braccio che lo trattiene. Comunque probabilmente le immagini a disposizione dei Varisti non avrebbero potuto in ogni caso modificare la prima decisione dell’arbitro.

  5. Francesco
    Francesco dice:

    Ciao Luca, potresti darmi la tua opinione a riguardo la spinta di koulibaly a spolli? A mio modesto parere manda controtempo che si trovava sulla traiettoria della palla.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Una spintarella c’è ma troppo poco per annullare una rete.
      Interessante, peraltro, la reazione di Spolli: nessuna. Si sta cercando di montare una polemica sul nulla.

  6. Roberto
    Roberto dice:

    Rispetto a ciò che si è visto in E.L. ieri è stata lampante la garanzia che la var offre al calcio.
    Quasi inutile ribadire quanto sia irrinunciabile. Una sola domanda, riguardo al fuorigioco segnalato dall’assistente in Milan-Chievo dopo la segnatura della rete: cosa cambia tra la segnalazione e la non segnalazione tecnicamente? La convalida della segnatura comunque è soggetta a revisione del var; io riesco a vederci solo una sorta di richiamo dell’assistente, del tipo “mi sembra fuorigioco ma ho lasciato correre perchè non sono sicurissimo; controllate per favore?”

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Domanda molto intelligente.
      In realtà non cambia un granché in caso di rete realizzata.
      Cambia tutto in caso di altro esito: pensa, per esempio, ad un assistente che nulla segnali ed il portiere devii in angolo. In questo caso, in caso di segnalazione tardiva, la gara riprende con una punizione indiretta a favore della difesa. In caso contrario si riprenderebbe con un calcio d’angolo dal quale, magari, potrebbe scaturire una rete.
      Non è proprio una differenza da poco…

      • Roberto
        Roberto dice:

        Mi viene in mente allora che la segnalazione tardiva ha comunque un suo significato. Ovvero che, a prescindere dalla segnatura, avrebbe alzato la bandierina in ogni caso, anche con deviazione in calcio d’angolo. Sarebbe stato errore ma accettabile. Volendo questo è un limite della var, che a me piace chiamare sliding var: a seconda che una occasione venga segnata o meno la partita prende strade diverse. In questo caso le alternative sarebbero state gol regolare oppure calcio d’angolo negato, rimanendo all’ipotesi fatta. Tutto sommato accettabile, equiparabile ai tanti errori di giudizio al di fuori della var, tipo errore nel valutare chi tocca per ultimo prima che la palla esca. Non mi piace molto invece quando una marcatura comporta una revisione fino alla sanzione di una ammonizione, e mi viene in mente l’episodio di Atalanta-Juventus dell’andata, ammonizione che non ci sarebbe stata in assenza di gol. Ma capisco anche, come già detto, che sarebbe davvero complessa l’estensione della var anche ai casi di cartellino giallo.
        Buona serata

      • enrigo
        enrigo dice:

        La segnalazione dell’assistente cambia moltissimo nel caso in cui il Var non possa stabilire con certezza se sussista il fuorigioco o meno. Perché in tal caso il protocollo impone di lasciare come valida la decisione presa in campo, o sbaglio? Nei casi dubbi quindi l’assistente non può sbandierare “a caso” confidando nei Varisti, deve comunque effettuare una scelta.

        • Roberto
          Roberto dice:

          Si, è esattamente così. Il problema nasce dal fatto che in questo caso fa la scelta sbagliata, ed il rischio di commettere un errore è implicitamente ammesso nel momento in cui aspetta l’esito dell’azione. Se ne è già parlato: la var finora ha espresso dubbi sui fuorigiochi nei casi in cui l’incertezza fosse sotto i 10cm, misura che pare sia la tolleranza attuale dello strumento. Nel caso di un fuorigioco di 5cm (non ricordo in quale occasione è andata proprio così) la var quindi lascia la decisione presa sul campo e come già ho detto questa procedura mi lascia molto perplesso. Un fuorigioco di 5cm con tolleranza 10 offre un probabilità di errore minima ed accettabile rispetto ad una “macchina” umana che non di rado, come in questo caso, si esprime sbagliando di oltre mezzo metro, ed in altri casi ancor di più. Il mio parere è che in caso di gol la decisione dell’assistente deve essere lasciata come valida solo nel caso, più raro del mani di Cutrone sfuggito, in cui non ci siano immagini da elaborare.

  7. Gabriele Cipoletta
    Gabriele Cipoletta dice:

    Buongiorno, su twitter ho visto un video relativo al gol del napoli contro il genoa dove vi è una leggera spinta di Kalidou Koulibaly per lei è un episodio ininfluente ?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Koulibaly appoggia le mani su un avversario, decisamente troppo poco per annullare una rete.
      Un auspicio: non si monti uno scandalo su un episodio inesistente, non trasformiamo il calcio in una caccia all’errore, altrimenti ci conviene dedicarci al la pelota basca…

      • Gabriele Cipoletta
        Gabriele Cipoletta dice:

        Sono tifosissimo del Napoli e mi faceva piacere avere una risposta da una persona competente ed equilibrata come lei. Grazie

      • Alessandro Puppo
        Alessandro Puppo dice:

        Buongiorno e complimenti per questo blog.

        Premesso che sono genoano e che ieri ho visto complessivamente un buon arbitraggio, vorrei soffermarmi sull’episodio della spinta di Koulibaly a Spolli: il gesto della spinta rivisto in tv è evidente, difficile definirlo un semplice appoggio di mani, ma qui arriva il dubbio a livello VAR: se questo episodio è stato visto dal VAR, quale margine di discrezione ha potuto avere chi stava davanti al video per non avvertire l’arbitro? Il gesto è stato ritenuto ininfluente perchè, se non visto dall’arbitro, non di entità sufficiente a sbilanciare Spolli e quindi non meritevole di check e/o di review, oppure il VAR ha semplicemente ritenuto che Pasqua avesse giudicato l’intervento non falloso senza ravvisare gli estremi del chiaro errore? In questi casi come funziona la comunicazione tra arbitro e VAR?

        Grazie mille!

        • LUCA MARELLI
          LUCA MARELLI dice:

          Ti rispondo con la reazione di Spolli: nessuna.
          Se dovessero essere fischiati contatti del genere, che gli stessi giocatori ritengono nei limiti del regolamento, prepariamoci a partite che finiscono sempre senza reti. Il calcio è un gioco di contatto: i calciatori lo sanno, chi lo osserva a volte lo dimentica.

          • Alessandro Puppo
            Alessandro Puppo dice:

            Questo è vero ed è la prima cosa che ho notato, ma in questo modo mi si apre un altro dubbio: se Spolli si fosse buttato e avesse reclamato con l’arbitro, siamo certi che non si sarebbe attivato il meccanismo VAR? Questo dubbio mi viene perchè, aldilà dell’entità del contatto che non posso giudicare, il gesto di Koulibaly è comunque vistoso e rivisto a video avrebbe potuto essere sospetto. Faccio presente per la cronaca che sono pro VAR al 100%, ma essendo una cosa relativamente nuova devo ancora capirne del tutto il funzionamento.

            Grazie ancora

          • LUCA MARELLI
            LUCA MARELLI dice:

            No, non è certo una protesta ad “accendere” il VAR.
            Semplicemente, in questo caso, la reazione di Spolli è un segnale del fatto che nessuno, nemmeno chi avrebbe subito una scorrettezza, abbia percepito qualcosa di non regolare.

      • Michele
        Michele dice:

        ma proprio un leggera spinta non mi sembra, poi il movimento è piuttosto inequivocabile e il difendente viene evidentemente spostato…non capisco perché questo non è fallo…poi sono d’accordo..evitiamo la caccia all’errore ma mi sembrava che in area fosse questa la direttiva

          • Michele
            Michele dice:

            Si sono d’accordo, dico solo che la spinta, alla vista, è plateale, cioè si vede molto bene le due braccia che spingono e Spolli che viene spostato. Ovvio che la spinta non influisce sulla possibilità di evitare il gol (almeno così sembra)…ma da profano giro la domanda: se avesse segnato Koulibaly e non Albiol, il gol andava annullato? Se si, il fallo allora può essere visto tale o meno in dipendenza dell’azione complessiva?

  8. Enrico
    Enrico dice:

    Nel primo gol del Milan, un giocatore del Milan si butta dentro la porta oltre la linea. Ma in questo caso non dovrebbe essere considerato sulla linea di porta fino a quando il gioco si ferma? Quindi in fuorigioco è gol non valido?

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      No, affatto: Bonaventura finisce oltre la linea di porta per dinamica dell’azione e non influisce in alcun modo sugli avversari. La rete è perfettamente regolare.

  9. Vincenzo
    Vincenzo dice:

    Chi critica il VAR dovrebbe sapere che nel ciclismo ha fatto il suo esordio la settimana scorsa , giustamente tutti gli sport più importanti si stanno evolvendo sotto questo punto di vista. Detto ciò ti devo dire che ti rispetto molto Luca perché ieri ci sono stati molti interventi VAR , non hai saltato un singolo episodio dando spiegazioni semplici e perfette ad ogni episodio . Un lavoro non facile continua così che in Italia sei l’unico che fa una cosa del genere.

  10. Francesco
    Francesco dice:

    Gran giornata in chiave Var, tranne qualche piccolo marginale errore. Ci tengo a sottolineare anche una grande prestazione del sig. Pasqua in Napoli – Genoa.Dal campo è sembrato praticamente perfetto. In un contesto in cui li si critica, vanno menzionate anche le grandi prestazione senza episodi.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Per chi mi segue da un po’ non è un mistero che ritenga Pasqua uno degli arbitri più talentuosi in circolazione. Concordo sulla prestazione di ieri sera, di gran livello.
      Sperando che gli infortuni gli diano tregua ma anche lui deve lavorare per evitare di fermarsi in continuazione.

  11. Mario
    Mario dice:

    Come sempre interessantissima lettura. Mi rimane però un dubbio confrontando il mani di Tomovic di ieri con quello di Skriniar alla 19ma in Inter-Lazio. Due azioni quasi fotocopia però lei, e gli arbitri, ne hanno dato due letture differenti. Quali sono le differenze?

    Grazie

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Sono episodi molto differenti per la posizione delle braccia.
      Ieri Tomovic ha mantenuto le braccia in posizione innaturale fin dall’inizio trasformando un tackle in una autentica parata.
      Nel caso di Skriniar, invece, il braccio si trovava in posizione naturale rispetto alla dinamica della scivolata e non a caso non avrebbe mai toccato il pallone con la mano se non fosse schizzata sul piede. Facci caso: tra braccia e coscia di Tomovic ci sono 30 centimetri, tra braccio e piede di Skriniar due metri o quasi. La posizione del corpo fa tutta la differenza del mondo proprio perché i tocchi di mano non sono tutti uguali ma ne esistono centinaia di tipologie.

  12. enrigo
    enrigo dice:

    Buongiorno, tanta carne al fuoco, concordo praticamente su tutto. Solo un paio di valutazioni non mi trovano d’accordo, in particolare sulla “innaturalezza” della posizione delle braccia in un paio di rigori assegnati. Vero che sono larghi, il rischio di toccarla col braccio c’è, e quindi forse va assegnato il rigore. Ma se uno tenta una scivolata in allungo non potrà mai farla senza equilibrare il proprio baricentro con le braccia, per quello Sandro del Benevento e Tomovic del Chievo hanno quella posizione degli arti superiori. In particolare poi Tomovic mi pare che cerchi anche di difendere il viso, che infatti è voltato dalla parte opposta rispetto al pallone. Ciò li assolve? Non saprei, ma di certo la posizione non è innaturale, è l’unica possibile con un intervento di quel tipo. L’unica soluzione allora sarebbe rinunciare al tentativo alla disperata e optare per un altro tipo di difesa…
    Riguardo al fallo che precede il gol di Fofana, io concordo con alcuni commentatori che ho letto nella bacheca di facebook che pur essendo un intervento deciso tuttavia è in tale anticipo sul giocatore del Sassuolo che non sembra ricadere nella usuale fattispecie dell’intervento pericoloso (palla e gambe, per capirci). Allora un attaccante che carica il tiro con forza e dopo aver calciato il pallone colpisca nello slancio il difensore che prova ad opporsi va sanzionato? Anche lì può fare male…

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Capisco le tue eccezioni ma dobbiamo tener presente un principio: un difendente che si opponga ad un tiro/cross con le braccia larghe si assume il rischio di vedersi fischiare un calcio di rigore per tocco di mano punibile.
      Alla fine è lo stesso concetto di un tackle: è ovvio che (tranne rare occasioni) un difendente non intenda mai commettere fallo ma ben sa che, in caso di anticipo dell’avversario, commetterà un fallo punibile con calcio di punizione diretto o di rigore.
      Sulla rete dell’Udinese: c’è una bella differenza con la fattispecie da te ipotizzata. L’eventuale calcio dell’attaccante è parte della dinamica dell’azione, indipendente dalla volontà del calciatore. Anche in questo caso si tratta di intervento non volto a commettere un fallo ma non possiamo dimenticare che non tutto è consentito pur di impossessarsi del pallone. Verissimo l’anticipo netto di Samir ma altrettanto vero che non si può giustificare un fallo con la frase “ha preso il pallone” perché ciò rischia di diventare un alibi per non fischiare mai nulla.

      • enrigo
        enrigo dice:

        Quindi in pratica sul fallo di mano la conclusione più ragionevole è che il difendente, se valuta che per salvare il gol deve rischiare una scivolata in cui perde il controllo del proprio corpo, forse farebbe meglio a rinunciarvi. Gli interventi alla disperata devono essere appunto l’extrema ratio…

  13. pasquale
    pasquale dice:

    Non riesco veramente a capire chì si ostina a dichiararsi ancora contro il var. L’unica pecca è la non uniformità negli interventi.
    Ad esempio ieri x me il rigore a Milano c’era ma non era poi così clamoroso non fischiarlo. Altre volte ci sono stati rigori non fischiati, secondo me, molto più netti dove la var non è intervenuta.

    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      E’ un argomento fondato e dal quale non usciremo mai per un presupposto fondamentale: la soggettività esisterà sempre in uno sport di contatto. Certamente verrà affinato l’utilizzo dello strumento (ricordiamocene sempre: siamo ancora in una fase sperimentale) ma non pensiamo che decisioni difformi possano essere eliminate.
      Detto ciò, concordo: essere contro il VAR è ormai anacronistico, la tecnologia applicata allo sport è realtà ormai da 30 anni, impensabile rimanere ancorati al medioevo.

  14. Alessandro Martinez
    Alessandro Martinez dice:

    Buongiorno, prendo spunto dalla mancata espulsione di Kurtic, non crede che Massa abbia concesso un po’ troppo all’ardore agonistico (diciamo così) dell’ottima Spal? Grazoe

      • Michele
        Michele dice:

        Ma è da un po’ che assisto alle partite della Juve e il fallo sistematico a centro campo ormai è una costante, per non parlare di certi interventi sempre piuttosto pesanti sulle caviglie. Su Kurtic io francamente non ho parole, cosa deve succedere perché usino il rosso, che qualcuno finisca all’ospedale? E non mi riferisco solo contro la Juve ma il buon Gagliardini è stato graziato già un paio di volte…

        • LUCA MARELLI
          LUCA MARELLI dice:

          Che la Juventus subisca qualche fallo in più è abbastanza normale: difficile che così non sia, le squadre migliori mantengono il possesso del pallone più degli avversari, normale che subiscano un numero maggiore di falli.
          Sul gioco eccessivamente “duro” concordo: è necessaria maggior severità.

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  1. […] che conosce il regolamento e ha fatto il mestiere difficilissimo del fischietto. Luca Marelli scrive della 29esima giornata, del ritorno del Var. E lo fa con assoluta positività, anzi utilizza dei […]

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