15esima giornata serie A: tanto da rivedere a Benevento, manca un rigore (netto) al Bologna. Ed altre precisazioni sul VAR…

Quindicesima giornata caratterizzata dal primo punto in serie A del Benevento (al termine di una gara con tre episodi molto discussi), da un rigore evidente negato al Bologna e da una fattispecie molto particolare a Torino, sponda granata.

Giornata positiva a chiusura di un turno iniziato con la splendida direzione di Orsato a Napoli (l’approfondimento completo lo trovate qui), in attesa dell’attesissimo Juventus-Inter (arbitro Rocchi?).

Torino – Atalanta 1-1, arbitro Tagliavento

Nell’unico anticipo del sabato, l’episodio più importante avviene in pieno recupero. Dalla propria metà campo i bergamaschi partono in contropiede. Il lancio è diretto verso Gomez:

Torino fuorigioco partenza Torino partenza Gomez

Non esiste un fermo immagine preciso del momento in cui l’attaccante viene lanciato verso l’area avversaria. Ciononostante la posizione di fuorigioco appare evidentissima, almeno un paio di metri.

Per quanto la posizione sia nettamente irregolare, l’assistente Tonolini (oggettivamente in un periodo di forma non scintillante) lascia proseguire l’azione. Gomez controlla il pallone ed entra in area, scontrandosi con il portiere del Torino Sirigu:

Contatto Gomez Sirigu Contatto Gomez Sirigu ROSSO pieno

Tagliavento non interviene, lasciando proseguire l’azione. Il pallone viene recuperato dai difensori del Torino che, con Gomez a terra, decidono infine di calciare in fallo laterale per permettere i soccorsi all’attaccante dell’Atalanta.
Dopo un paio di minuti si riprende con un calcio di punizione indiretto a favore del Torino (peraltro battuto in una posizione più o meno casuale, ben lontana dal punto in cui il fuorigioco è stato rilevato), come indicato dall’arbitro Tagliavento:

Ripresa con fuorigioco

Tutto bene, dunque?
In realtà no, tutto (o quasi) sbagliato: Tagliavento, Tonolini ed anche il VAR Maresca hanno pasticciato e non poco nella circostanza.
Partiamo dall’inizio:
1 – sul lancio in profondità, Gomez è in nettissimo fuorigioco. Tonolini non può avere dubbi di sorta in questa circostanza: va bene attendere la conclusione dell’azione ma la direttiva di non alzare per concedere la conclusione dell’attacco non può valere per un episodio di questo genere, nella quale un attaccante si trova almeno due metri oltre la linea del penultimo difendente;

2 – sul contatto Gomez-Sirigu sbaglia Tagliavento. Tonolini non segnala il fuorigioco e, pertanto, l’arbitro avrebbe dovuto assegnare il calcio di rigore dato che il gioco non è stato mai interrotto;

3 – nel momento in cui i giocatori del Torino calciano il pallone al di fuori del terreno di gioco, inizia la VAR review. Perché ne sono certo? Perché il gioco, successivamente, riprenderà NON con una rimessa laterale ma con un calcio di punizione indiretto a favore del Torino. Essendo iniziata una VAR review, Tagliavento avrebbe dovuto evidenziarlo con il segnale ormai conosciuto da tutti.

4 – si riprende con un calcio di punizione indiretto a favore del Torino. Tagliavento, dopo aver segnalato 3 minuti di recupero, fa giocare solo 43 secondi dato che il gioco è rimasto fermo per oltre due minuti, per portare i soccorsi a Gomez.

Quali sono gli errori commessi?

  • in primo luogo, come già evidenziato, la mancata segnalazione di Tonolini: troppo evidente la posizione di fuorigioco per poter aver dubbi, a maggior ragione se si tratta di un fuoriclasse come il milanese. Lasciar proseguire un’azione del genere è molto rischioso anche per l’incolumità dei calciatori, come vedremo;
  • il contatto Sirigu-Gomez è da rigore. E non solo: Sirigu andava espulso per fallo grave di gioco connotato da vigoria sproporzionata, come da regolamento:

Regolamento Fallo grave di gioco con VS, no riferimento al tocco del pallone

  • Tagliavento doveva procedere ad una “on field review” proprio perché si trattava di episodio che avrebbe potuto comportare un calcio di rigore (ed un cartellino rosso). E Maresca sbaglia a non convincerlo: in casi del genere il consiglio è la norma, rivedere automatico, sorvolare sbagliato.

Immagino che qualcuno stia sgranando gli occhi. Lo capisco, è una fattispecie molto particolare. Torniamo all’episodio: Gomez si presenta davanti a Sirigu, lo salta e subisce un fallo molto pericoloso. Nulla conta che Sirigu tocchi il pallone, come già spiegato in altre occasioni il regolamento NON distingue tra falli commessi toccandolo o meno, come potete ben comprendere dal passo citato precedentemente. In particolare Sirigu tocca il pallone più o meno per caso mentre, con la gamba destra altissima, colpisce pericolosamente l’avversario (che, peraltro, riporterà escoriazioni alla coscia provocate dai tacchetti del portiere):

contatto Gomez Sirigu rosso pieno 2

Sirigu non ha nemmeno gli occhi sul pallone, cerca solo di fermare Gomez. Cartellino rosso, senza discussioni.

Vi starete chiedendo: ma c’era il fuorigioco!
E’ vero ma ci soccorre il protocollo VAR. Il primo concetto da tener presente è a pagina 6:

Provvedimenti disciplinari non cancellati - pagina 6

Se il gioco continua nonostante un episodio rivisto successivamente, ogni provvedimento disciplinare assunto/necessario non viene cancellato, a meno che non si tratti di DOGSO“. Nel caso specifico non si tratta di cartellino rosso per aver impedito una chiara occasione da rete (DOGSO) ma per grave fallo di gioco che, pertanto, non può essere cancellato.
Naturalmente il calcio di rigore non può essere assegnato dato che l’azione (vista nella sua completezza, come da protocollo VAR) è irregolare per la posizione di fuorigioco di Gomez. Nello specifico ci soccorre il protocollo VAR, punto 8.17, pagina 38:

Rigore e fuorigioco 8.17 - pagina 38

Tagliavento, in conclusione, riprende con un calcio di punizione indiretto per il Torino (corretto), non segnala l’inizio della VAR review (errorino), non visiona il monitor a bordo campo (errore) e non assume provvedimenti disciplinari (oggettivamente errore molto grave).

Bologna – Cagliari 1-1, arbitro La Penna

Il primo episodio al minuto 25. Su cross al centro in piena area cagliaritana, Palacio colpisce di testa trovando l’opposizione del difensore Ceppitelli:

Rigore Bologna Ceppitelli 2 minuto 25 Rigore Bologna Ceppitelli

Il tocco di mano è evidente, il braccio è larghissimo ed in posizione innaturale. Torniamo al solito concetto, già espresso più volte in passato: un difendente che si oppone in questo modo si assume il rischio di intercettare il pallone con il braccio e di vedersi fischiare un calcio di rigore.
Il punto, in questa situazione, non è tanto il fallo di mano in sé: perché i VAR non sono intervenuti?
Il motivo va ricercato nel fatto che, dalle immagini, non abbiamo l’assoluta certezza che il pallone, prima di carambolare sul braccio di Ceppitelli, non tocchi anche la testa del medesimo difensore, di fatto rendendo involontario il contatto successivo.
Per quanto possa apparire un evidente errore dei VAR non intervenire, in realtà la scelta è corretta dato che nessuna immagine (né di spalle né frontale) toglie ogni dubbio relativamente ad un contatto precedente tra testa e pallone.
L’arbitro La Penna (ottimo talento, attualmente in forza alla CAN B) non può mai vedere il tocco di braccio dato che Ceppitelli colpisce il pallone col braccio opposto rispetto alla linea di visione dell’arbitro. Un episodio differente nella dinamica ma con la medesima spiegazione di quello fischiato contro Manolas nel derby di Roma (lo trovate a questo indirizzo). La differenza è che Manolas tocca il pallone allargando ingenuamente il braccio, in questo caso nemmeno col VAR possiamo avere la certezza della volontarietà (sebbene il braccio così largo sia un rischio molto accentuato per il difensore).

Meno scusabile il mancato intervento dei VAR nel secondo tempo, al minuto 61. Su calcio d’angolo battuto corto, in area di rigore vengono a contatto Ionita e Maietta:

Ionita Maietta

Maietta non si vede. Perché? Perché è il calciatore nel quadratino evidenziato, senza maglietta (scusate il bisticcio di parole) che gli è stata letteralmente sfilata dall’avversario Ionita.
Inspiegabile il mancato intervento dei VAR dato che il pallone, al momento della “spogliazione”, era già in gioco.

Benevento – Milan 2-2, arbitro Mariani

Partita di cui si è discusso molto non tanto per gli episodi ma per l’incredibile esito finale che ha regalato ai campani il primo punto in Serie A dopo 14 sconfitte consecutive.

Quattro gli episodi da approfondire.

Al minuto 38 il Milan trova il vantaggio con un colpo di testa di Bonaventura dopo una serie di contrasti in area. In particolare qualche dubbio sorge sul contatto tra Kalinic ed il portiere Brignoli del Benevento: regolare?

Carica Kalinic su Brignoli Carica Kalinic su Brignoli 2

Credo sia inutile evidenziare che, come dinamica, sia in tutto e per tutto identico all’episodio che, sette giorni fa, ha visto protagonisti Perisic ed il portiere del Cagliari Rafael (qui trovate l’approfondimento). Anche a Benevento Kalinic salta da solo entrando in contatto col portiere avversario che cade a terra e si lamenta per il contrasto (esattamente come Rafael a Cagliari).
Anche in questo caso, come a Cagliari, a mio parere il gioco andava interrotto ed un calcio di punizione assegnato al Benevento. A Cagliari Perisic non ha commesso il fallo volontariamente, lo stesso dicasi per Kalinic: in entrambe le circostanze si tratta di negligenza. E’ fuor di dubbio l’involontarietà (ed i falli non devono essere volontari per essere puniti…) ma altrettanto evidente il fatto che sia a Cagliari che a Benevento i portieri subiscano irregolarità da parte degli attaccanti.

Al minuto 44 il Milan recupera il pallone, Suso passa il pallone a Borini che controlla in velocità con tutta la fascia destra a disposizione:

Fallo Cataldi

Borini trova l’opposizione di Cataldi che non cerca in alcun modo di intervenire sul pallone, limitandosi ad intercettare l’avversario per impedirgli di costruire il contropiede che, con campo libero, avrebbe potuto essere molto pericoloso.
Si tratta di un chiaro fallo tattico, non certo connotato da imprudenza od altro ma che meritava il cartellino giallo. Mariani è vicino all’azione, ha campo aperto: decisione facile facile. Inspiegabilmente, al contrario, fischia solo fallo a favore del Milan non sanzionando a livello disciplinare Cataldi (già graziato un paio di minuti prima).
Errore grave, a maggior ragione considerando che Cataldi era già ammonito. Un errore che pesa molto perché il Benevento avrebbe dovuto giocare tutto il secondo tempo in inferiorità numerica. Il VAR non può intervenire, trattandosi di seconda ammonizione (vedi dopo, episodio Romagnoli-Letizia).

Al minuto 57 il Milan trova la rete del vantaggio con Kalinic, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, originato da un contrasto che vede protagonista Borini:

Tocco Borini angolo

Il calcio d’angolo è stato erroneamente assegnato, l’ultimo tocco è proprio di Borini con il fianco destro. Errore grave dell’assistente, inutile girarci attorno.
Perché non è stato utilizzato il VAR?
Mi dicono: la rete è stata originata da un errore, perché non si è tornati indietro?
Con la battuta del calcio d’angolo inizia una nuova azione ed il VAR non può essere usata per un’azione conclusa e seguita da una ripresa del gioco. Il tocco di Borini è parte di un’azione conclusa, con la battuta dell’angolo ne inizia una nuova.
In ogni caso il protocollo VAR impedisce l’utilizzo per la determinazione dei calci d’angolo. La scelta è corretta: se si dovessero rivedere tutte le azioni da cui, potenzialmente, possa originarsi un’azione pericoloso, allora si dovrebbero controllare tutti calci di rinvio, tutti i calci di punizione, tutti gli angoli e tutte le rimesse laterali. Impensabile.

Al minuto 75 l’episodio forse decisivo della gara. Se ne discuterà parecchio dato che differenti sono le opinioni in merito. Le ipotesi alternative non sono da cassare come “errate” ma hanno elementi a favore: in questo caso mi limito ad un parere personale, è impossibile trovare una visione condivisa da tutti.
Il Benevento recupera un pallone sulla propria trequarti, Letizia parte in velocità e cade dopo aver incrociato il difensore del Milan Romagnoli, già ammonito:

Espulsione Romagnoli 1

Partiamo da un presupposto: in campo è veramente molto, molto, molto difficile non sanzionare con fallo e cartellino giallo questa dinamica.
Attenzione (e sottolineo): ho scritto dinamica e NON fallo perché la distinzione è fondamentale.

Rivisto più volte, Romagnoli non commette alcuna infrazione e non si tratta nemmeno di tentativo di commettere un fallo: è semplicemente un tackle sbagliato. Letizia non subisce contatti irregolari da Romagnoli ma, al contrario, cade dopo aver calpestato il piede destro di Romagnoli:

Espulsione Romagnoli inizio caduta

L’immagine è chiarissima: Letizia ha già superato il difensore del Milan ed è ancora in piedi, pienamente coordinato e cadrà solo successivamente.

A supporto della mia opinione, un altro elemento: è certamente vero che Romagnoli si assuma un rischio ma è altrettanto vero che, una volta vistosi saltato, ritragga la gamba sinistra (e nella seconda immagine possiamo notare in quale posizione si trovi quando Letizia lo ha già saltato):

Espulsione Romagnoli gamba ritratta 2 Espulsione Romagnoli gamba ritratta

In sintesi: in campo ed anche davanti alla televisione, è praticamente impossibile non optare per fallo e cartellino giallo. Le immagini ravvicinate e rallentate “raccontano” una storia un po’ diversa.

Mi chiedono (in troppi, per la verità: speravo che alcuni concetti fossero già più assimilati): perchè non è intervenuto il VAR?
La risposta è molto semplice: perché non era possibile.
Il VAR può intervenire solo ed esclusivamente per cartellini gialli assegnati a giocatore differente (scambio di persona), per rivedere episodi giudicati erroneamente da espulsione oppure per espulsioni non individuate correttamente. Ma si deve trattare di rossi diretti, non di espulsione conseguenza di doppia ammonizione. In questo caso, dunque, l’episodio non può essere oggetto di “on field review” e la spiegazione ce la fornisce la stessa IFAB, a pagina 10, punto 4 del protocollo:

Protocollo no second YC

La ratio è chiara: se si dovessero controllare le ammonizioni che portano all’espulsione per doppio giallo, andrebbero riviste tutte le situazioni da ammonizioni, sia quelle sanzionate sia quelle dubbie. Strada non percorribile.

Sampdoria – Lazio 1-2, arbitro Mazzoleni

Primo episodio (risolto con “silent check“) al minuto 86.
Immobile controlla il pallone in area e tenta di scavalcare il difensore doriano Bereszynski:

Proteste Lazio

Impossibile assicurarsi che Bereszynski tocchi il pallone: forse (e dico forse) sfiora il pallone con un paio di dita (che paiono muoversi al contatto) ma si tratta di un episodio di enorme difficoltà. Certamente il movimento del braccio sinistro del difensore è molto rischioso, pochi centimetri ed il rigore sarebbe stato netto. Giacomelli (VAR) rivede le immagini (come si intuisce dal comportamento dell’arbitro che ferma il gioco per alcuni secondi) e decide (a mio parere legittimamente) di non intervenire.

La Lazio trova il gol vittoria al minuto 91 con Caicedo, lesto a ribadire in rete un pallone precedentemente deviato dal portiere Viviano.
Rete regolare, l’attaccante della Lazio non si trova mai in posizione di fuorigioco: un plauso all’assistente Tegoni (prossimo internazionale?) per aver ben valutato un episodio molto complesso:

Posizione Caicedo 1 Posizione Caicedo 2

17 commenti
  1. Alessio
    Alessio dice:

    Buonasera, concordo su tutte le analisi da lei illustrate eccetto per quella sull’espulsione di Romagnoli: secondo me é giusto punire il fatto che Romagnoli ha obbligato Letizia a saltare per evitarlo, facendogli perdere tempo ed equilibrio. Se non si trova Romagnoli sdraiato per terra Letizia é lanciato in campo aperto, per quanto involontario per me é giusto fischiare fallo e ammonire anche se non c’é stato un contatto, io lo vedo come un danno procurato. Buona serata

    Rispondi
  2. Fede
    Fede dice:

    Ciao Luca,

    aldilá degli episodi già in presa diretta la direzione di Mariani mi era sembrata molto molto incerta. Giornata storta o arbitro con personalitá ancora non ben delineata? Altra cosa che mi è sembrata molto strana per un direttore di gara a questi livelli: molto spesso Mariani si è trovato sulle linee di passaggio dell’una e dell’altra squadra, costringendosi sempre a “balletti” improbabili e schivate all’ultimo secondo del pallone. Anche in questo caso, poca concentrazione nello spostamento, condizione atletica non proprio brillante o pura casualitá? Questo tipo di errori sullo spostamento viene corretto sin dall’OTS…brutto esteticamente e rischioso anche dal punto di vista di un’effettivo intralcio all’azione.

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Concordo. Ho visto la gara in differita (a pranzo ero impegnato a gustarmi un arrosto celestiale della mamma) ed ho riscontrato i tuoi stessi difetti. Direi che si tratta di una giornata storta, sono errori che non appartengono a Mariani. Può capitare, e credo che il secondo tempo sia stato peggiore del primo proprio per quell’errore su Cataldi che, nell’intervallo, ha potuto elaborare pienamente.
      Nulla di male, è un ragazzo giovane con grandi prospettive, dovrà essere bravo Rizzoli a farlo crescere evidenziando gli aspetti su cui “lavorare”.

      Rispondi
  3. Mario Chillura
    Mario Chillura dice:

    Luca vorrei intervenire con il mio parere sugli episodi di “fallo sul portiere” accaduti con protagonisti Perisic e successivamente Kalinic. Non sono d’accordo per il semplice fatto che entrambi gli attaccanti saltano in netto anticipo sui rispettivi portieri (che si trovano anche ad una certa distanza). E sono loro a cercare il contatto con gli attaccanti non raggiungendo il Pallone. Secondo me Non c’è fallo degli attaccanti neanche come atteggiamento negligente.

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Opinione che rispetto.
      Solo un appunto: il fatto che saltino da soli non ha alcuna valenza, quel che conta è l’effetto sull’avversario: a mio parere, in entrambi i casi, l’attaccante commette un fallo negligente che impedisce al portiere di giocare il pallone dopo il contrasto.
      Peraltro si tratta di valutazioni soggettive sulle quali non ho alcuna intenzione di imporre un punto di vista. L’importante è non inventare regolamenti per giustificare il contatto (ed in questi giorni ne ho sentite di tutti i colori).

      Rispondi
  4. gianluca
    gianluca dice:

    buongiorno, non ho ben capito cosa avrebbe dovuto fare tagliavento dopo l’errore dell’assistente. certamente rivedere personalmente l’azione. in seguito concedere la punizione al torino per il fuorigioco di gomez, ma espellere comunque sirigu? grazie e complimenti per la chiarezza e la pazienza.

    Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Esatto, come da protocollo VAR.
      La ratio è semplice: pensa ad un fallo violento dopo il fuorigioco, magari tale da spezzare una gamba all’avversario (sto esasperando il concetto per spiegarlo). Ritieni sarebbe corretto consentirlo per un fuorigioco precedente? Ovviamente no, un fuorigioco non segnalato viene rilevato dopo uno scontro di gioco che deve essere valutato nella sua unicità. E ciò è valido anche per un cartellino giallo per fallo imprudente, ovviamente.

      Rispondi
    • LUCA MARELLI
      LUCA MARELLI dice:

      Per quanto mi concerne sì, vedo e valuto, rifletto e scrivo sempre con la medesima attenzione.
      In linea generale credo tu abbia ragione: se ne sarebbe discusso molto di più.

      Rispondi
  5. Francesco
    Francesco dice:

    Luca una curiosità, qualora caicedo sul primo tiro si fosse trovato in fuorigioco, la sua posizione sarebbe stata punibile anche se poi il pallone viene giocato dal compagno che partiva in posizione regolare?

    Rispondi
      • Enrigo
        Enrigo dice:

        Ma davvero sarebbe stata considerata ininfluente una posizione simile? Il passaggio è per lui, si trova davanti al portiere e solo allultimo momento si sottrae all’intervento, causando l’errore del portiere! Quale è una situazione influente altrimenti?
        Discussione puramente accademica perché il fuorigioco non c’era, ovvio.

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